Tour degli Stati Uniti – le città e i Grandi Parchi del West : STATI UNITI D'AMERICA

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Diario di viaggio STATI UNITI D'AMERICA STATI UNITI D'AMERICA
Tour degli Stati Uniti – le città e i Grandi Parchi del West

Los Angeles, Palm Springs, Phoenix, Gran Canyon, Monument Valley, Page, Bryce Canyon, Las Vegas, Death Valley, Yosemite National Park, San Francisco, Santa Maria, Santa Monica

Los Angels - Walk of Fame, il Teatro Cinese
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08 Mar 2010 13:35
Los Angels - Walk of Fame, il Teatro Cinese
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Tour degli Stati Uniti – le città e i Grandi Parchi del West

Località: Los Angeles, Palm Springs, Phoenix, Gran Canyon, Monument Valley, Page, Bryce Canyon, Las Vegas, Death Valley, Yosemite National Park, San Francisco, Santa Maria, Santa Monica
Regione: California,Arizona,Utah,Nevada
Stato: STATI UNITI D'AMERICA (US)
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Data inizio viaggio: domenica 13 settembre 2009
Data fine viaggio: giovedì 1 ottobre 2009

Questo è il diario del nostro viaggio di nozze realizzato lo scorso settembre 2009 e della durata di 18 giorni nel mitico West degli Stati Uniti. Abbiamo viaggiato con voli di linea della British Airlines partendo il 13 settembre da Milano Malpensa per Los Angeles con scalo a Londra - Heatrow, soggiornando 2 notti a Los Angeles e poi effettuando il tour che prevedeva di dormire in varie città e all’interno dei parchi in quest’ordine: Los Angeles, Palm Springs, Phoenix, Gran Canyon, Monument Valley, Bryce Canyon, Las Vegas, Death Valley, Yosemite National Park, San Francisco, Santa Maria e Santa Monica. Da qui siamo rientrati in Italia il 31 settembre arrivando a Milano Malpensa la sera del 1 ottobre.
Le località, l’ordine delle tappe e le notti di soggiorno le abbiamo scelte noi in base a quello che volevamo vedere, documentandoci su internet e leggendo guide turistiche. Abbiamo usufruito dell’aiuto di una agenzia di viaggio e dell’esperienza della titolare per prenotare l’auto e gli hotel migliori dal momento che non avevamo problemi di budget poiché il viaggio era la nostra lista nozze e quindi volevamo essere certi di soggiornare nei posti che ci garantissero qualità e comodità per visite e spostamenti.
Un viaggio come questo costa 2500-3000€ a persona, dipende dal volo e dagli hotel selezionati. A questa cifra vanno aggiunti il costo del carburante (al momento 0,3$ al gallone cioè circa 0,7€ al litro) e del mangiare (ricordatevi che qui si deve dare la mancia ai camerieri, il ‘TIP’), oltre gli ingressi ai parchi (conviene fare la tessera al primo che visitate, così con 50$ entrate in tutti a parte la Monument Valley che è riserva Navayo e costa 5$ a persona) e a qualche inevitabile acquisto. L’autostrada non si paga tranne per attraversare i ponti ( il Golden Gate costa 6$ ) o per alcune strade panoramiche come la 17mile Drive (13$).
Con foto e racconti spero di riuscire a comunicarvi l’incredibile effetto che ci hanno trasmesso quei luoghi, la maestosità dei parchi e la vita frenetica delle città, un mondo dove tutto è così grande che a volte ci ha lasciati senza fiato. Se dovete rinunciare a visitare qualcosa io vi consiglio piuttosto di non visitare una città ma non perdetevi assolutamente il Gran Canyon, la Monument Valley e la Death Valley ma anche parchi meno conosciuti e assolutamente straordinari come il Bryce e lo JoshuaTree oppure l’Antelope Canyon.
Non abbiate paura di affrontare un viaggio come questo, noi abbiamo percorso 2998 miglia pari a 5000 km senza alcun problema, le strade sono enormi e il traffico non esiste, tranne un po’ ovviamente nelle città. Io vi consiglio di noleggiare un’auto che vi permetta di viaggiare comodi ovunque, noi infatti abbiamo scelto un SUV della Nissan e ci siamo trovati benissimo. Inoltre non dimenticate mai di portare con voi dell’acqua e qualcosa da mangiare.
Quello che vi consiglio è di non dar retta ai soliti amanti del ‘fai da te’, prenotate gli hotel dall’Italia in modo che potrete soggiornare all’interno dei parchi altrimenti rischierete di perdere un sacco di tempo e di viaggiare con l’angoscia di arrivare tardi e di non trovare alloggi nelle vicinanze. Del resto molto importante è che vi prepariate gli indirizzi dei luoghi che volete visitare e quelli degli hotel prima di partire, poi il navigatore vi porterà ovunque.
Infine fondamentale è che sappiate un pochino l’inglese, sia per chiedere e leggere informazioni ma anche semplicemente per ordinare da mangiare, perché gli americani sono molto disponibili con i turisti ma parlano uno slang spesso difficile da interpretare.
Ed ora si parte…

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domenica 13 settembre 2009 . Los Angeles

Sveglia all’alba e trasferimento a Malpensa, partiamo in orario e in un paio d’ore siamo a Londra. Dopo 3 ore di attesa si riparte per Los Angeles dove siamo atterrati alle 15.00 locali. Il tempo di ritirare i bagagli e adempiere ai controlli, poi siamo saliti sul pullman della Hertz che ci ha portati al parcheggio per noleggiare l’auto. Abbiamo preso un SUV per essere più comodi e direi che mai scelta fu più azzeccata. Impostato il primo indirizzo sul navigatore Never Lost abbiamo raggiunto il Sofitel hotel a Beverly Hills, decisamente una bella struttura. Quella sera la prima tappa é stata la Walk of Fame, praticamente a 2 passi dall’hotel. Che emozione camminare calpestando le stelle e le impronte di personaggi famosi davanti al Teatro Cinese, in particolare la stella di Michael Jackson era circondata da fiori bianchi. Cena in un locale lì vicino e poi siamo andati a riposare.
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lunedì 14 settembre 2009 . Los Angeles

Sveglia comoda poi giro in auto per Beverly Hills e Melrose, tra ville di personaggi famosi e case tipiche in legno fino ai negozi di Rodeo Drive dove ne abbiamo approfittato per acquistare subito abbigliamento, mentre nel pomeriggio siamo andati a vedere la famosa scritta Hollywood e gli Universal Studios, carini anche se molte persone li evitano probabilmente perché l’ingresso è davvero molto costoso. Infine cenetta al Rock Caffè.
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martedì 15 settembre 2009 . Palm Springs

Lasciata Los Angeles dopo una colazione fantastica da Huts a Melrose ci siamo diretti a Palm Springs, tranquilla cittadina turistica famosa per i suoi campi da golf, qui gli americani facoltosi vengono a rilassarsi… Depositati i bagagli all’Hotel Ryatt (abbastanza modesto) siamo andati a visitare il Joshua Tree National Park entrando da nord. All’ufficio informazioni ci hanno fornito la cartina segnalandoci il giro migliore che potevamo fare, inoltre abbiamo acquistato la tessera che ci ha permesso di entrare in tutti i parchi. Il Joshua Tree è un parco davvero particolare, è caratterizzato da questi alberi (i Joshua Tree appunto) unici al mondo e da colline di vari colori, immersi in distese desertiche. Abbiamo percorso anche un trail fino ad una diga, scorgendo lepri, scoiattoli e lucertole, immersi in un clima perfetto. Infine abbiamo raggiunto un colle da cui si poteva scorgere la Faglia di S.Andrea. Il tutto con la nostra auto lungo una strada bellissima e praticamente deserta. Quindi siamo rientrati a Palm Springs e poi abbiamo cenato in una trattoria di un tizio italiano trovandoci abbastanza bene.
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mercoledì 16 settembre 2009 . Phoenix

Siamo partiti con comodo dopo un’abbondante colazione a base di uova e patate e ci siamo diretti verso Phoenix. Qui abbiamo alloggiato all’Hotel Cottonwoods Resort di Scottsdale, praticamente un villaggio con appartamenti indipendenti e molto carini. Questa città è davvero molto pulita e ordinata, sembra tutto nuovo, però non c’é nulla di interessante, solo strade enormi, case e palazzi moderni, un sacco di banche e uffici. Pazienza, era una tappa necessaria per avvicinarci al Gran Canyon… Cena in un ristorante messicano e poi a letto, l’indomani ci attendeva un grande giorno.
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giovedì 17 settembre 2009 . Il Gran Canyon

Lasciata Phoenix di buon mattino dopo una colazione così così in hotel ci siamo diretti verso nord. Lo spettacolo della natura che abbiamo incontrato era davvero suggestivo, abbiamo viaggiato tra immense praterie e colline colme di cactus raggiungendo la prima tappa di giornata, il Castello di Montezuma, una costruzione nella roccia risalente agli indiani e in origine completata da una parte in legno che oggi non esiste più. Siamo ripartiti lungo la Hgw-17 per un pezzo, poi abbiamo svoltato come avevo previsto verso Sedona attraversando la Coconino National Forest. Qui abbiamo visto le prime vere montagne restando davvero affascinati di fronte al loro colore rosso e alle enormi distese di nuvole. Che spettacolo la Cathedral Rock!!! Attraversata Sedona siamo saliti oltre la foresta raggiungendo Flagstaff: qui abbiamo percorso un pezzo della mitica Route66 per poi proseguire verso nord lungo la US-180 fino a raggiungere il Gran Canyon. Dopo aver chiesto indicazioni siamo arrivati all’ Hotel El Tovar, davvero il rifugio più bello del South Rim, e lo spettacolo a cui abbiamo assistito è assolutamente unico al mondo. Il Gran Canyon è quanto di più maestoso abbia potuto creare la natura nel corso di migliaia d’anni. Giusto il tempo di depositare i bagagli e abbiamo intrapreso la Hermit’s Road cioè il sentiero a sud ovest, in parte a piedi e in parte in autobus fino alla sua estremità, assistendo ad un tramonto spettacolare. Ormai stava calando la notte, perciò siamo tornati all’El Tovar e qui abbiamo cenato davvero bene, 2 steaks favolose ed un vino da far girare la testa. E prima di andare a letto siamo usciti di nuovo per ammirare le stelle in un silenzio quasi irreale: credo che quello sia uno dei pochi luoghi al mondo in cui se ne possono vedere così tante, grandi e luminosissime. Fantastico!!!
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venerdì 18 settembre 2009 . Gran Canyon e Monument Valley

Sveglia all’alba per assistere al sorgere del sole: faceva freddo però ne è valsa la pena, colori e giochi di luce incredibili, circondati da cervi che brucavano l’erba nei prati. Rientrati per far colazione, abbiamo caricato le valigie e poi percorso a piedi il sentiero verso est fermandoci nei vari punti di osservazione. La profondità che si scorge in questi luoghi è unica, sarebbe stato bellissimo scendere lungo i sentieri fino al Colorado ma non avevamo più tempo. Tornati all’auto siamo partiti e abbiamo percorso il South Rim verso est, fermandoci nei punti di osservazione più famosi come il Mother Point fino al Desert View, dove si trova una torre con negozi di souvenir gestiti da indiani e da cui si può vedere veramente bene il Colorado. Lasciato definitivamente e tristemente il Gran Canyon ci siamo diretti verso Kayenta mangiando qualcosa in auto perché era già pomeriggio e c’erano ancora parecchi km da percorrere prima di raggiungere la mitica Monument Valley! Siamo arrivati lì verso le 16.00, abbiamo fatto il check-in all’hotel The New che si trova proprio all’interno del parco, dove siamo entrati direttamente con il nostro suv… che divertimento! Sembrava di essere in un film western, i colori delle rocce e della terra erano ancora più intensi di quelli che avevamo immaginato dal momento che si stava avvicinando il tramonto. Seguendo il percorso abbiamo raggiunto tutti i punti panoramici come il John Ford Point e l’Artists Point, poi al calar del sole siamo rientrati in hotel, abbiamo cenato a base di tipici cibi navaho e poi siamo andati a riposare stanchi ma molto soddisfatti di quello che avevamo visto in questa giornata fantastica.
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sabato 19 settembre 2009 . L’Antelope e il Brice Canyon

Di nuovo ci siamo alzati all’alba e nonostante il freddo abbiamo assistito ad un altro spettacolo della natura. Abbiamo visto il sole sorgere lentamente ad orizzonte con le 3 Butte di fronte a noi, le nuvole che creavano giochi di colori assumendo forme incredibili e squarciate dai raggi di luce. E’ stato difficile andarsene da questi luoghi, però dopo una buona colazione e qualche acquisto siamo partiti in direzione Page. Qui siamo arrivati verso le 11.00, siamo andati subito a ritirare i biglietti che avevamo prenotato via internet per l’Antelope Canyon e poi ci siamo diretti di corsa a vedere la Horseshoe Bend, il famoso ‘ferro di cavallo’ scavato dal Colorado, a cui si arriva attraversando un tratto di deserto a piedi. Tornati in centro siamo andati all’agenzia e siamo saliti sulla jeep guidata da un grosso indiano che ci ha condotto all’Antelope Canyon insieme ad una carovana di altre auto attraverso il deserto, dove gli autisti si sono divertiti a farci saltare gareggiando tra loro. Che ridere!!! L’Antelope è davvero affascinante: si tratta di tunnel scavati nella roccia dall’erosione del vento dove è possibile assistere a straordinari giochi di luce che, nelle ore in cui il sole è a picco, scende dall’alto come enormi raggi. Anche i colori sono molto forti e cangianti. Davvero da non perdere!!! Rientrati in città abbiamo acquistato una pizza da Pizza Hut e ce la siamo gustata osservando dalla diga il Lago Powell, ripartendo poi verso nord, obiettivo Bryce Canyon. Il Bryce è un altro parco unico al mondo per la forma delle sue rocce. Purtroppo siamo arrivati nel tardo pomeriggio durante un temporale, passando dai 35-40°C di Page ad una temperatura decisamente più fredda. Comunque dopo il check-in all’ Hotel Best Western non ci siamo scoraggiati e ci siamo diretti in auto verso i primi punti panoramici. Dopo aver parcheggiato e attraversato un breve tratto di foresta a piedi ci siamo trovati di fronte all’ennesimo spettacolo della natura. Sunset Point e Sunrise Point sono fantastici, qui a differenza del Gran Canyon è più facile scendere a valle seguendo i percorsi, purtroppo il tempo ci impediva di farlo subito e quindi abbiamo deciso di rimandare il tutto al giorno dopo. Rientrati in hotel abbiamo cenato, ci siamo fatti un giro nei negozi e poi siamo andati a riposare, la giornata era stata molto entusiasmante ma anche molto molto faticosa.
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domenica 20 settembre 2009 . Bryce Canyon, Zion Canyon e Las Vegas

Giornata splendida, fatta colazione ci siamo diretti a Sunset Point per fare il Queen’s Mary Trail, un percorso molto suggestivo di 2 ore che scende a valle tra pinnacoli di roccia e piante varie. Rientrati dal percorso abbiamo lasciato il Bryce verso le 11.00 attraversando il Red Canyon, un piccolo parco di rocce rosse pieno di scoiattoli, e poi abbiamo proseguito in direzione dello Zion National Park dove siamo arrivati nel primo pomeriggio. Lo Zion è un parco dove si incontrano sia montagne di rocce bianco-rosse levigate dal vento, sia montagne più imponenti scavate dal corso del Virgin River. Parcheggiata l’auto abbiamo preso il bus che porta lungo la strada panoramica, purtroppo avevamo il tempo di percorrere solo il sentiero più famoso che parte dall’ultima fermata e fiancheggia il fiume, dove si incontrano tantissimi scoiattoli. Sfortunatamente non siamo riusciti a raggiungere The Narrows, il punto estremo del percorso dove è possibile vedere la gola scavata dal corso dell’acqua nella roccia alta fino a 600 metri, perché avremmo dovuto guadare il fiume e non potevamo rischiare di farci male o di bagnare le macchine fotografiche ed i documenti. Quindi siamo ritornati al parcheggio, ci siamo rifocillati e siamo ripartiti in direzione Las Vegas dove siamo giunti in serata. Vi lascio immaginare l’impatto che abbiamo avuto arrivando al tramonto nella città simbolo del divertimento dopo giorni trascorsi tra deserto, fiumi e montagne… DEVASTANTE!!!Fortunatamente il navigatore ci ha portati all’ Hotel Luxor senza problemi attraverso il traffico, appena arrivati c’erano degli addetti ai bagagli che ci hanno scaricato l’auto e ci hanno accompagnati all’area check-in dove sembrava di essere in un aeroporto!!! Portati i bagagli in camera siamo subito scesi per parcheggiare l’auto e poi abbiamo mangiato molto bene in un ristorante messicano all’interno del Luxor, decidendo di visitare la città il giorno dopo perché eravamo molto stanchi.
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lunedì 21 settembre 2009 . Las Vegas

Dopo giorni di sveglie all’alba ci siamo alzati con comodo e abbiamo iniziato il tour della città facendo colazione ad un bar dell’ hotel New York. Successivamente siamo passati dall’ Excalibur, dal Bellagio e dal Caesar , facendo un giro per negozi, in particolare siamo entrati in un centro commerciale enorme con il soffitto decorato da nuvole artificiali, finendo a pranzo in un locale stravagante dal nome Margaritaville in cui abbiamo mangiato 2 cheese burger con patatine e birra davvero eccezionali. Nel pomeriggio abbiamo proseguito il giro passando per il Paris e poi per il Venetian, che secondo noi a parte l’eleganza del Bellagio è sicuramente il complesso più affascinante di Las Vegas, con le gondole che attraversano la copia del canal grande ed i gondolieri che cantano, oltre alla riproduzione di piazza S.Marco ed al cielo artificiale. Incredibile!!! Dopo qualche inevitabile acquisto ci siamo diretti di nuovo al Bellagio dove abbiamo assistito allo spettacolo delle fontane tra musiche e giochi di luce e poi abbiamo cenato in un buon ristorante italiano. Quindi siamo rientrati al nostro hotel per prendere l’auto e ci siamo diretti verso la vecchia Las Vegas vedendo l’hotel Riviera, l’hotel Hilton, la torre e le vecchie sale giochi con le insegne al neon, oltre ad una enormità di locali dove si celebrano i matrimoni, rientrando al Luxor sul tardi.
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martedì 22 settembre 2009 . Death Valley

Colazione veloce in un bar del Luxor e poi siamo partiti verso la mitica Valle della Morte. Dopo un po’ di km nel deserto siamo costretti a fermarci causa lavori e stando fermi iniziavamo a sentire che la temperatura stava salendo. La prima tappa del tragitto è stata il Desert View, punto panoramico dove si arriva seguendo una strada nel nulla fino ad un parcheggio e solamente dopo ci si accorge di essere molto in alto. C’era una leggera brezza che rinfrescava e ancora una volta ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo incredibile. Ritornati a valle abbiamo raggiunto il famoso Zabriskie Point, fatte un po’ di foto siamo ripartiti subito perché era quasi mezzogiorno e iniziava davvero a farsi sentire il caldo. Poco dopo siamo giunti al Furnace Creek Ranch: carino, ti sembra proprio di essere nel far west ed il nome dice tutto. Scaricati i bagagli e rinfrescati un pochino ci siamo diretti al Lago Salato che si trova a 86 metri sotto il livello del mare. Lì di acqua ce n’è pochissima, praticamente è una enorme distesa di sale su cui abbiamo camminato un po’ per poi risalire velocemente in auto perché il clima era torrido, penso ci siano stati tra i 45 e i 50 °C. Seguendo le indicazioni sulle cartine ci siamo diretti verso altri punti panoramici (in auto, con l’aria condizionata, si stava bene) , abbiamo percorso l’Artist’s Tour, un giro tra colline rocciose su e giù nel mezzo di un paesaggio lunare, e poi siamo rientrati al ranch incrociando addirittura un coyote. La sera abbiamo cenato al saloon del ranch e poi siamo andati a riposare.
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mercoledì 23 settembre 2009 . Yosemite National Park

Il tragitto che porta dalla Death Valley ad El Portal all’interno dello Yosemite National Park è stato probabilmente il più lungo del nostro viaggio, non solo per i km (circa 500) quanto per il tempo di percorrenza (circa 7 ore senza contare le soste) dal momento che oltre a raggiungere lo Yosemite, abbiamo dovuto proseguire al suo interno attraversandolo tutto e lì la strada, anche se bella, è abbastanza tortuosa e ti sembra di non arrivare mai, una curva a destra ed una a sinistra, poi un’altra a destra e così via attraverso la foresta. Prima di uscire dalla Death Valley siamo riusciti a vedere anche alcune dune di sabbia, peccato che erano lontane dalla strada. Poi, dopo aver scollinato, ci siamo trovati di fronte allo spettacolo della Sierra Nevada, una lunga catena montuosa al di là della quale c’é il Kings Canyon National Park e al suo interno il Sequoia National Park. Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare a visitare questo parco e le sequoie più alte del mondo che lo popolano perché ci sarebbe servito un altro giorno, comunque le sequoie le avremmo viste anche allo Yosemite. Quindi abbiamo proseguito verso nord mentre il clima iniziava a farsi sempre più fresco, il deserto lasciava spazio a laghi e torrenti, le montagne avevano colori sempre più intensi ed autunnali e le praterie erano popolate da enormi mandrie di bestiame. Dopo aver superato il Mono Lake abbiamo raggiunto il Tioga Pass e siamo entrati finalmente nello Yosemite National Park. Qui è tutto un susseguirsi di laghi e foreste, c’erano turisti che pescavano e passeggiavano ma gli spazi erano così grandi che sembrava di essere da soli. Lungo il tragitto ci siamo fermati ad ammirare alcuni di questi laghi, inoltre abbiamo raggiunto una vetta dove le rocce consentivano di vedere gli effetti delle grandi glaciazioni. Finalmente nel pomeriggio siamo giunti nel centro del parco e qui abbiamo ammirato le montagne più imponenti cioè il Capitan e le Three Brothers, dove era visibile anche un sottile filo d’acqua in corrispondenza di una delle famose cascate che, per vederle bene, bisogna venire in primavera quando la neve si scioglie. Proseguendo in direzione di El Portal, ci siamo fermati ad ammirare il ghiacciaio, giungendo allo Yosemite View Lodge nel tardo pomeriggio. L’hotel era davvero carino, avevamo un appartamento affianco ad un torrente da dove erano visibili tanti uccelli e scoiattoli che si avvicinavano in cerca di cibo. Infine la sera abbiamo cenato al ristorante del villaggio, elegante e raffinato.
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giovedì 24 settembre 2009 . Mariposa Groove e San Francisco

Dopo una buona colazione ci siamo diretti verso Mariposa Groove, che è l’ingresso a sud del parco Yosemite e dove si trova la foresta delle Sequoie giganti. L’impatto che si ha di fronte a quelle creature è impressionante, alcune sono davvero enormi, possono raggiungere i 100 metri di altezza. Le sequoie non bruciano e non sono attaccabili dai parassiti, muoiono solo quando cadono per eventi naturali. Dopo aver girato per un paio d’ore affascinati da queste piante siamo partiti in direzione di San Francisco. Siamo arrivati in città nel tardo pomeriggio e come a Las Vegas l’impatto con la vita frenetica ed il traffico è stato non poco indifferente, inoltre abbiamo trovato un clima piuttosto rigido ed un vento molto fastidioso. Dopo aver raggiunto l’ Hotel Handlery in Union Square e parcheggiata l’auto ci siamo rinfrescati e ci siamo diretti subito al porto utilizzando le vecchie Cable Car, dei tram aperti che funzionano ancora mediante un sistema di tiraggio a fune con un’autista davanti ed uno dietro che frena (sono assurdi e molto costosi, 5$ a tratta). Giunti al Fishermans Wharf abbiamo vagato un po’ tra i negozi e poi siamo entrati nel ristorante che ci ispirava di più, anche perché il freddo si faceva sentire, e dopo una cena pesante a base dei famosi gamberetti siamo rientrati in hotel.
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venerdì 25 settembre 2009 . San Francisco

Nella prima giornata a San Francisco abbiamo deciso di girare la città a piedi, quindi abbiamo preso la Cable Car e siamo andati subito al porto perché avevamo prenotato via internet la visita ad Alcatraz per le 11.00. La mattina al porto c’è sempre la nebbia, prima di imbarcarci siamo andati al Pier 39 a vedere le foche seguendo il loro inconfondibile richiamo. E’ incredibile quante ce ne sono, anche l’odore che emanano è piuttosto nauseante, però incutono tanta tenerezza. Dopo aver fatto colazione in un bar sul molo siamo andati al Pier 33 e abbiamo preso il battello, giungendo ad Alcatraz in pochi minuti mentre la nebbia, nel frattempo, si era alzata. Devo dire che visitare quella prigione fa un certo effetto, non c’è nulla di impressionante però passeggiare per i corridoi e magari entrare in una cella di isolamento ascoltando le spiegazioni con gli auricolari delle audio guide, che fortunatamente sono anche in italiano, ti fa riflettere. Infatti ti raccontano molto bene i vari tentativi di fuga, si possono vedere i buchi scavati nelle celle, le maschere che avevano usato per confondere le guardie, gli abbigliamenti che indossavano i detenuti e le guardie stesse, la sala mensa, la stanza con gli strumenti di controllo che oggi fanno ridere ma che allora erano all’avanguardia, si ascoltano i racconti originali di alcuni detenuti e si possono vedere le foto di quelli più famosi, immaginando che 40 anni prima avevano vissuto proprio lì dentro.Terminato il giro siamo ritornati con il battello al porto e abbiamo pranzato in un ristorante al Pier 39, dopodiché ci siamo diretti a piedi verso la Coit Tower di North Beach da cui è possibile ammirare tutta la città. Da lì abbiamo camminato fino alla famosa Lombard Street in Russian Hill, una stradina in discesa tutta a curve dove i turisti fanno a gara per farsi fotografare, poi ci siamo diretti verso Nob Hill visitando una chiesa ed ammirando la cattedrale, cercando le famose case vittoriane da cui probabilmente siamo passati senza accorgersi perché la stanchezza incominciava a farsi sentire. Lentamente siamo arrivati fino all’hotel in Union Square e siamo andati a riposare un po’ perché eravamo proprio a pezzi! Io consiglio a tutti di girare la città usando l’auto o eventualmente i mezzi, non date retta come abbiamo fatto noi a chi dice di averla girata a piedi perché è un massacro, le salite sono molto pesanti e poi lungo quelle vie c’è ben poco da vedere! Verso sera siamo usciti di nuovo, ci siamo fatti un giro per negozi vicino all’hotel, che si trovava nella zona più commerciale della città, poi siamo andati a cena in un ristorante italiano dove si mangiava benissimo.
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sabato 26 settembre 2009 . San Francisco

Dopo la fatica di ieri, fatta colazione abbiamo recuperato l’auto dal parcheggio e ci siamo trovati molto meglio. Per prima cosa abbiamo cercato il portone monumentale di Chinatown e con stupore abbiamo scoperto che era a due passi dall’hotel. Dopo un breve giro tra i numerosi negozi cinesi ci siamo diretti verso il Golden Gate Park che però non abbiamo visitato essendo enorme e non essendoci nulla che ci interessava. Da lì siamo tornati verso il porto e abbiamo raggiunto il Golden Gate Bridge: seguendo il traffico ci siamo trovati sul ponte e dopo averlo attraversato ci siamo fermati ad ammirarlo. Fatta una breve sosta siamo tornati sull’altra sponda perché finalmente la nebbia stava salendo e potevamo vedere il ponte nella sua maestosità: senza dubbio è lui la maggior attrazione di San Francisco. A questo punto abbiamo riattraversato il ponte e ci siamo diretti a Sausalito, piccola località turistica ricca di negozi e ristoranti, dove abbiamo pranzato e passeggiato. Nel tardo pomeriggio siamo ritornati a San Francisco, ci siamo fermati al centro commerciale Ghirardelli dove vendono cioccolato buonissimo, abbiamo rifatto Lombard street in auto e poi siamo rientrati in hotel per andare a cena. Devo dire che San Francisco non ci ha colpiti molto, forse dopo aver visitato le meraviglie dei parchi non eravamo più abituati alla vita caotica della città, se volete un consiglio giratela in auto così è sufficiente un giorno per vedere tutto.
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domenica 27 settembre 2009 . Monterey e la costa californiana fino a Santa Maria

Fatta colazione siamo partiti in direzione di Monterey dove siamo giunti in tarda mattinata. Abbiamo visitato il molo, anche qui pieno di foche, siamo rimasti impressionati dalle enormi meduse che si vedevano in acqua affianco ai sommozzatori e poi ci siamo diretti verso il centro dove si trovano numerosi negozi e ristoranti. Ne abbiamo approfittato per fare degli acquisti e poi abbiamo mangiato del buon pesce, ripartendo nel primo pomeriggio lungo la costa, in particolare percorrendo la 17 Mile Drive, una strada panoramica a pagamento dove si trovano ville favolose tra campi da golf e spiagge enormi. Purtroppo il tempo incominciava ad annuvolarsi, infatti appena siamo entrati nella famosa HighWay1, la strada panoramica più famosa del mondo, ci siamo ritrovati in una fitta nebbia per cui purtroppo non siamo riusciti a scorgere quasi nulla di questa costa, giungendo verso sera a Santa Maria, dove abbiamo alloggiato e cenato all’hotel Santa Maria Inn. Qui non c’era proprio nulla da vedere però avevamo bisogno di fare una tappa intermedia perché arrivare fino a Santa Monica non ce l’avremmo proprio fatta.
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lunedì 28 settembre 2009 . Santa Monica

Siamo ripartiti sul presto proseguendo il nostro viaggio lungo la costa, fortunatamente il tempo era più sereno del giorno prima, quindi ci siamo fermati a Santa Barbara e dopo una veloce colazione abbiamo visitato il molo, dove siamo riusciti ad avvicinarci ad un bellissimo pellicano. Da lì abbiamo proseguito fermandoci più volte ad ammirare le tipiche case a palafitta ed i surfisti fino alla mitica Malibu. Nel tardo pomeriggio siamo arrivati a Santa Monica, abbiamo raggiunto l’ Hotel Loews, una struttura fantastica situata di fronte alla mitica ruota sul molo, ci siamo riposati un po’ e poi siamo andati a fare un giro in centro. Qui siamo rimasti sorpresi dalla bellissima Promenade, una zona pedonale piena di negozi e locali di ogni genere, lì abbiamo cenato da Barney’s, un locale molto carino con schermi su tutte le pareti che trasmettevano partite di football, con targhe sulla soffitta, moto esposte su banconi ed una miriade di birre alla spina come non avevo mai visto. Qui abbiamo cenato benissimo, infine siamo tornati all’hotel ma prima siamo passati dal molo per vedere da vicino la ruota illuminata ed ammirare l’oceano.
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martedì 29 settembre 2009 . Santa Monica e Disneyland

Visto che la giornata non era molto limpida abbiamo rinunciato a trascorrerla prendendo il sole in spiaggia e abbiamo preferito visitare Disneyland, che si trova a circa un’ora da Santa Monica. Appena arrivati sembrava non ci fosse nessuno invece poi abbiamo dovuto ricrederci: dal parcheggio bisogna camminare un po’ prima di arrivare all’ingresso, attraversando tutta una zona di negozi e ristoranti. Inoltre ci siamo fatti una bella coda per prendere i biglietti (carissimi come agli Universal Studios), ci sono controlli estenuanti quasi come in aeroporto. Quando però si varcano i cancelli tutto sembra cambiare e ti sembra di vivere veramente in un altro mondo: trenini, camionette, autobus, negozi… tutti fatti esattamente come nei cartoni animati!!! E tanta tanta tanta gente, soprattutto bambini nonostante fosse un giorno infrasettimanale. Probabilmente il caos era dovuto al fatto che pur mancando ancora un mese si stavano già preparando a festeggiare Halloween, infatti c’erano zucche da tutte le parti. Siccome non avevamo fatto colazione siamo entrati in un bar e abbiamo preso qualcosa da mangiare, poi siamo andati alla prima attrazione che ci interessava, quella di Indiana Jones: che emozione è stato correre su una jeep impazzita in mezzo ai tunnel nel buio e a corsi d’acqua… siamo tornati bambini!!! Successivamente ci siamo girati quasi tutte le altre attrazioni, mangiando a base di hamburger e patatine, abbiamo fatto un giro sul vaporetto, abbiamo visitato la casa di topolino e così via … rientrando in hotel nel tardo pomeriggio. La sera abbiamo cenato di nuovo da Barney’s, facendo poi un giro per negozi sulla Promenade.
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mercoledì 30 settembre 2009 . L’ultimo giorno

Ormai la nostra avventura stava giungendo al termine, dopo aver caricato i bagagli siamo andati ad acquistare un paio di cose sulla Promenade e poi ci siamo diretti a Venice che si trova a pochi passi da Santa Monica. Lì abbiamo camminato lungo la strada che fiancheggia la spiaggia dove si trovano negozi di ogni genere, sembra di essere sulla riviera romagnola, ci sono palestre all’aperto, campi da basket, gente che corre o va in bicicletta lungo la pista ciclabile e soprattutto c’è una spiaggia immensa, quella famosa che si vede in tanti telefilm come Baywatch, con le capanne dei bagnini e le jeep gialle, i ragazzi che fanno volare gli aquiloni e poche persone che prendono il sole. Dopo aver fatto gli ultimi acquisti abbiamo pranzato abbondantemente in un localino lungo la strada, poi essendo ancora presto siamo ritornati un po’ a Santa Monica e con comodo ci siamo diretti all’aeroporto. Con un po’ di malincuore, perché ci siamo trovati davvero molto bene, abbiamo restituito il suv e siamo andati in pullman all’aeroporto, abbiamo fatto il check-in e siamo andati all’imbarco. Purtroppo l’aereo aveva un’ora di ritardo però in volo abbiamo recuperato il tempo perduto, a Londra nessun problema e quindi siamo arrivati a casa in orario il 1° di ottobre.

CONCLUSIONE
Spero di essere riuscito a trasmettervi quanto ci siamo divertiti in questo viaggio e le cose più belle che abbiamo visto, gli States non hanno molta cultura da offrire a chi li visita ma sono affascinanti per la loro bellezza naturale e per la vastità e la varietà dei paesaggi che si incontrano. Se da un lato si può ammirare quello che la natura ha creato nel corso di migliaia d’anni, dall’altro si può vedere come l’uomo sia riuscito ad adattarsi costruendo sia grandi città dove la vita scorre in modo frenetico ma anche piccoli centri urbani sperduti nel nulla dove la gente vive in assoluta tranquillità. Se siete amanti della natura e vi piace viaggiare non perdetevi un viaggio come questo!

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Los Angels - Walk of Fame, il Teatro Cinese

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Gran Canyon - South Rim

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Monument Valley - The Artist's Point

Monument Valley - L'alba alle Buttes

Monument Valley - L'alba alle Buttes

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Bryce Canyon

Bryce Canyon

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Death Valley - Un coyote

La Sierra Nevada

Yosemite National Park - I laghi

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Yosemite National Park - Mariposa Groove - Le Sequoie

Yosemite National Park - Mariposa Groove - Le Sequoie

Yosemite National Park - Mariposa Groove - Le Sequoie

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San Francisco - Alcatraz

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17 Mile Drive - Ville e parchi lungo la costa

Highway1 - La strada panoramica più bella del mondo

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Malibu

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