(continua 3° giorno....) In certi momenti il mio pensiero volava via lontano, forse avrei voluto non essere li, ma la scommessa era oramai in corso, e per vincerla avrei dovuto soltanto pedalare. Il sudore in certi istanti mi accecava, lo percepivo quasi acido riusciva a bruciarmi il viso, però era come una sensazione piacevole e liberatoria, qualche volta le sue gocce riuscivo a catturarle con la mia lingua, come a volersi dissetare di se stessi. Probabilmente la condizione era questa, per giorni e giorni avrei dovuto contare solo su me stesso, soltanto la mia intuizione mi avrebbe accompagnato nel mio viaggio.
La bianca scogliera guardava lo stretto passaggio marino, la sua imponenza suggeriva un certo timore, chissà mai se il biondo e barbaro vichingo di fronte a tale possente meraviglia si sia mai trovato? Poche ore prima ero sulla cima di quella falesia, a riflettere su come avrei continuato il mio viaggio, ma da lassù sembrava più importante volgere il proprio sguardo al presente piuttosto che al futuro, anche se immediato. Tutto intorno a me era mare, avevamo oramai perso la visione della bianca scogliera, e non ancora si poteva scorgere il nuovo territorio, solo delle piccolissime isole facevano da contorno a questa visione.
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