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Architettura spontanea Monastiri
Diario di viaggio · Grecia · Cicladi · 2009

La selvaggia Tinos

Viaggio fai da te su di un'isola (Tinos - Cicladi) fuori dagli itinerari turistici consueti. Siamo due coppie, ospiti di un amico, il quale ha messo a nostra disposizione la sua casa, da poco ristrutturata,…

CEdiario di cesare522009
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6 agosto 2009 → 14 agosto 2009
9 giorni di viaggio
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Dove
TinosGrecia · Europa
Quando
6 agosto 2009 → 14 agosto 20099 giorni · viaggio del 2009
Chi
cesare522009@cesare522009
Il racconto
racconto unico · 844 parole0 like dei lettori

Viaggio fai da te su di un'isola (Tinos - Cicladi) fuori dagli itinerari turistici consueti. Siamo due coppie, ospiti di un amico, il quale ha messo a nostra disposizione la sua casa, da poco ristrutturata, affidandoci le chiavi oltre ad alcune generiche indicazioni per rintracciarla. E' il 6 agosto 2009. Riusciamo a trovare un volo da Roma per Mykonos con la compagnia Blue Panorama. Atterriamo verso le 10,30, dobbiamo spostarci al vecchio porto per imbarcarci verso Tinos. Gran confusione fuori dell'aeroporto per accaparrarsi un taxi (ve ne sono veramente pochi). Ma noi siamo italiani e ci sappiamo arrangiare!! Ci imbarchiamo, il meltemi (vento secco e fresco che soffia nell'areale del Mare Egeo, particolarmente in estate - Wikipedia) si fa sentire, ma dopo circa venti minuti sbarchiamo a Kora, capoluogo e porto di Tinos.

Noleggiamo una Jeep scoperta e seguiamo le indicazioni del nostro amico proprietario del nostro alloggio. Si sale, si sale e dopo circa 6 Km arriviamo a Dyo Choria, un villaggio inerpicato sulla collina fatto di case bianche e vicoli percorribili solo da asini e muli. Abbiamo avuto un'indicazione generica del tipo: bisogna salire delle scale, la casa è l'ultima del villaggio, la più alta. Dopo i primi cento gradini ecco una piazzetta alberata (nei giorni successivi diventerà teatro di una festa con grande grigliata e danze popolari) da cui si dipartono 4 o 5 scalinate, quale scegliere?? Alla quarta scalinata e non so neanche quante centinaia di scalini, completamente fradici di sudore e fiatone a mille, troviamo la casa.

Fino a quel momento non ci eravamo resi conto di quello che avevamo alle spalle: sette isole facevano da corona ad un panorama mozzafiato, più vicine Andros, Syros, Dylos e MYkonos, sullo sfondo Sifnos, Paros e Naxos. La casa è splendida, abbiamo due appartamenti indipendenti ristrutturati ed arredati con grande gusto e maestria nel rispetto dei luoghi ed un giardino ben tenuto con un grande tavolo in marmo da cui si godono gli odori della macchia mediterranea che tutt'intorno cresce spontanea e gli scenari incantati immersi nel blu.

Iniziano i contatti con la gente del posto, la maggior parte sono turisti greci che hanno lì la seconda casa e pochi locali tra cui spicca un contadino tutto incurvato dalle fatiche dei campi di età indefinibile con una gran voglia di comunicare con noi, un po' a gesti un po' con quelle quattro parole di greco che conosciamo creamo subito un rapporto vivace e scherzoso (in seguito ci arriveranno regali a pioggia: pomodori e peperoni del suo orto, ouzo fatto in casa e vari ortaggi del luogo).

Dopo aver consultato la mappa dell'isola e aver sentito il nostro amico proprietario di casa che ci guida attraverso sms mirati, visitiamo un giorno dopo l'altro tutte le più belle spiagge di Tinos: 1) la ventosa Livada con massi di granito scolpiti dal vento ed a monte una caratteristica laguna di acqua dolce 2) Ormos Aghios Ioannou di fronte a Mykonos 3) la bellissima e protetta Ormos Panormou con il vecchio porto da cui partivano i famosi marmi con cui si dice siano state costruite la Basilica di S.Pietro a Roma, la Chiesa di S.Marco a Venezia e Buckingam Palace a Londra 4) la mondana (si fa per dire) ed attrezzata Kolympithra Pittoreschi e ben tenuti i villaggi dell'interno tra cui spiccano Volax (per arrivarci, sbagliando strada, ci siamo ritrovati su di un percorso sterrato dove non passava anima viva con fitta macchia mediterranea e grandi massi di granito tra cui pascolavano liber

e le capre, numerose su tutta l'isola, tra l'altro abbiamo incrociato una lepre e due tassi che saltellavano giocosi in mezzo alla strada deserta), Komi con i suoi scultori ed il suo museo dei marmi e Steni. Da visitare Monastiri: un monastero ortodosso fortificato ed autosufficiente per resistere agli assedi degli infedeli con una straordinaria architettura spontanea fatta di vicoli, scalinate e terrazzini Il rinomato e notevole santuario ortodosso dedicato alla Madonna. Il giorno 15 agosto Tinos si riempie di fedeli, soprattutto Rom che sembrano essere particolarmente devoti, i quali prendono d'assalto l'isola e percorrono circa un chilometro di salita in ginocchio per raggiungere il Santuario. Si mangia bene, alla Greca, un po' dappertutto e difficilmente si superano i 15 Euro dopo una vera abbuffata.

Siamo però riusciti a trovare una chicca: un ristorante isolato sull'estremità sud del porto di Kora, specializzato in pesce, che sembra più un bistrò francese che una taverna greca, i prezzi però sono da ristorante italiano (40-50 Euro). E' il 13 agosto stiamo per lasciare Tinos per ritornare a Mykonos dove trascorreremo una giornata in attesa dell'areo per il rientro a Roma. E' proprio a Mykonos che riusciamo ad apprezzare di più i paesaggi solitari e le spiaggie nascoste per pochi intimi che abbiamo lasciato. La frenesia dello shopping e del divertimento (???) ad ogni costo non è cosa nostra. Grazie Tinos regina dei venti (a proposito sembra che Eolo abitasse proprio da queste parti) per averci fatto conoscere un'altra Grecia, magari più dura e selvaggia, ma ricca di fascino e di allegorie mitologiche che riescono ancora ad emozionare.

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