Una splendida collina tutta verde che domina la vallata, immersa tra un’infinità di vigneti, campi e boschi, con sopra un castello che sembra uscito da una fiaba: grandissima, con quattro torrioni circolari e le decorazioni rosse. Un luogo così potrebbe inventarlo solo un bambino, invece esiste davvero, e non si trova nemmeno lontanissimo dalle grandi città del Nord, come Milano, Torino, Genova o Alessandria. Per dirla con le parole dello storico Gian Secondo De Canis, vissuto a cavallo tra il Sette- e l’Ottocento, “Giace Costigliole sul dorso, ed attorno d’una collinetta di figura conica, sulla cui vetta sta il massiccio quadrato castello in ottimo stato, fiancheggiato da quattro grosse rotonde torri”.
Infatti, il Castello di Costigliole d’Asti, che si potrebbe definire il monumento simbolo di questa bella cittadina astigiana sita tra il Monferrato e le Langhe, fu costruito tra i secoli XIV-XV e rimaneggiato nelle attuali forme goticheggianti nell’Ottocento. Nel corso dei secoli fu dimora delle diverse nobili famiglie locali, e qui risiedettero personaggi come l’esperto enofilo Filippo Asinari di S. Marzano, che diede un impulso alla viticoltura della sua epoca, ma anche la contessa di Castiglione Virginia Verasis, cui Cavour affidò il compito di ambasciatrice del Piemonte alla corte pariginia di Napoleone III. Dopo questi illustri personaggi storici che sono passati di qui, iniziamo anche noi a scoprire le bellezze di Costigliole d’Asti, cominciando dalla Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora di Loreto, situata nella zona più alta del paese, definita “la rocca”, di fronte al Castello.
E’ originaria del fine Cinquecento, ed è stata ampliata e arricchita di opere d’arte nei secoli successivi. L’altra chiesa più nota di Costigliole è quella della Confraternita di San Gerolamo, all’interno della quale abbiamo visitato il Museo d’Arte Sacra che conserva le testimonianze più significative del patrimonio religioso di Costigliole del Seicento e del Settecento. In giro per le caratteristiche stradine, da cui si aprono numerosi sbocchi sulle splendide colline circostanti, scopriamo che la storia di Costigliole è profondamente legata alla storia delle sue frazioni.
Se la bellezza del Castello ci ha fatto rimanere a bocca aperta, chiacchierando con le persone del posto, veniamo a sapere che nella frazione Burio sorge un altro castello importante, che probabilmente deve il suo nome all’antico ceppo ligure degli euburiati, oltre a diverse ulteriori frazioni dove sono tuttora presenti i resti di antichi castelli ormai demoliti, come la Motta Tanagri, Bionzo, Cavorro, o Lù, sul Monte Leucio. La zona di Costigliole è anche molto ricca di miti e leggende, tra cui la più conosciuta è quella legata a Laureti, ovvero la frazione Loreto, che le prime leggendarie attestazioni farebbero risalire addirittura ad una delle prime località abitate dai figli di Noè dopo il Diluvio Universale.
Dopo questa passeggiata nella storia costigliese, per la nostra cena torniamo ai piedi del Castello che ci ha tanto incantati, presso il Ristorante Sinoira, nella centralissima Piazza Umberto I. “ Il termine “Sinoira” fa riferimento a un’antica tradizione contadina piemontese, la merenda sinoira, che per la sua bontà e per la sua abbondanza, tende a sostituire la cena stessa. Nella concezione del nostro locale, si tratta di mangiare e bere bene, in un ambiente piacevole ed accogliente”, ci spiega Stefano Sconfienza, il titolare che gestisce il ristorante insieme ad Enrico Baretta e lo chef Diego Bongiovanni. Raggiungiamo l’elegante sala, che opsita periodicamente delle mostre temporanee di artisti della zona, attraverso il colorato e raffinato wine bar.
Iniziamo con un ottimo vitello tonnato, particolarmente morbido grazie alla cottura a bassa temperatura, un filetto di baccalà Gold Islanda su insalata di patate e uno sformato di zucca con salsa al parmigiano. Facciamo seguire queste prelibatezze tipiche dai ravioli del Plin al sugo d’arrosto, gli gnocchetti al Castelmagno, i ravioloni con cappesante e gamberi in guazzetto di pomodoro e un bel risotto al taleggio con salsa alla liquirizia. Continuiamo con degli squisiti secondi del territorio, serviti su dei piatti decorati, con la piacevole coreografia del locale, come lo stracotto di vitello su crema di patate, il petto di piccione con mele e il filetto di maiale in panura di spezie, con verdure. Annaffiamo queste bontà con del Barbera d’Asti superiore, oltre ad altri vini piemontesi come il Timorasso, ma anche dell’ottimo Chardonney.
La nostra cena in questa caratteristica cittadina si conclude in dolcezza, grazie a un tortino caldo al cioccolato, un ottimo semifreddo alla nocciola, e una specialità che ci ha incantati quasi quanto il castello, il Pistacchio “in bolla”, ovvero una vera e propria sfera di cioccolato fondente con all’interno una mousse al pistacchio. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.costigliole.it www.sinoira.it Ristorante Sinòira Piazza Umberto I, 27 Costigliole d’Asti (AT) 0141/966012