Sin dall’antichità, se nei dintorni di Asti un personaggio importante aveva intenzione di regalare dei terreni particolarmente fertili e inseriti in un dolce paesaggio verde tra boschi, prati e colline, lo faceva nel territorio dell’odierna Villanova d’Asti. Il fatto che questi luoghi fossero sempre stati così apprezzati è dimostrato dall’esistenza in epoca romana degli agglomerati, detti Brassicarda, che furono degli appezzamenti assegnati ai veterani. Nei secoli successivi era invece l’imperatore Ottone III a donare dei terreni nella frazione di Corveglia alle monache benedettine pavesi di San Felice. Nel XIII secolo su quel posto si stabilirono i canonici agostiniani e nacque un’importante abbazia, restaurata nel recente passato e oggi proprietà privata.
Iniziamo la nostra passeggiata nella città protetta da Sant’Isidoro e fondata ufficialmente nel 1248, visitando la quattrocentesca Torre comunale, alta ben 26 metri. Nelle sue immediate vicinanze scopriamo un tempio una volta appartenuto alla Confraternita dei Batù, il quale oggi è un centro culturale che attira numerose persone sia grazie ai suoi affreschi settecenteschi splendidamente restaurati, sia con i concerti e altri eventi culturali di cui è sede. Tra le bellissime chiese di Villanova, visitiamo quella dedicata a San Martino, che custodisce al suo interno numerose preziose opere d’arte, tra cui lo splendido altare ligneo e due dipinti del Moncalvo. Nel 1690 la popolazione fece un voto alla Madonna grazie al quale la città si salvò dalla distruzione che si temeva i francesi intendessero operare a Villanova.
A tutt’oggi, il Sindaco partecipa ogni anno alla messa dell’Immacolata Concezione presso la chiesa di San Martino, continuando così la tradizione del voto. In quel periodo furono tanti gli aspri scontri tra francesi e spagnoli, ma le possenti mura a stella riuscirono a proteggere la città. Ma anche la protezione della Madonna è molto sentita a Villanova, anche perché in epoca napoleonica una volta la Vergine si manifestò. Sul luogo dell’evento miracoloso sorge il Santuario della Beata Vergine delle Grazie. Nel suo viale, ogni estate viene realizzata l’Infiorata: un lunghissimo tappeto realizzato con i petali dei fiori che disegnano immagini religiose.
Villanova d’Asti è probabilmente l’unico posto dove se si parla della “bionda”, nessuno pensa a una donna, alle sigarette o alla birra, anche se la famosa Bionda è sì, a suo modo una bella ragazza: si tratta della gallina piemontese tipica del territorio, dalla carne pregiata e ricercata. Infatti, l’agricoltura, e in particolare la coltivazione e la macinazione dei cereali sono state le attività produttive del comune sin dalla notte dei tempi. Già nei secoli XI-XII esistevano dei mulini nella Valle del torrente Traversola, i quali sfruttavano l’energia idraulica del canale. Per il nostro weekend di relax immersi nel pacifico paesaggio astigiano, abbiamo scelto proprio uno di questi antichi mulini, la Locanda Mulino del Casale, situata sulla strada provinciale per Montafia.
Dopo esserci accomodati nelle nostre belle stanze, arredate con gusto, prima di cena andiamo a visitare il mulino, le cui antiche macine sono tuttora quelle originali, non intaccate dal tempo. La sua grande ruota di ferro, di costruzione ottocentesca per sostituire quella originale in legno, è capace di generare una potenza di sei cavalli. Se la location è una di quelle intrise di storia, il ristorante invece, dalla fine del 2003 è gestito da una rinomata azienda di banqueting e catering, L’Arte a Tavola, con venticinque anni di esperienza nel campo dell’alta cucina. Erano proprio loro a curare il ricevimento e la cena in occasione del matrimonio di una nostra amica, che era rimasta entusiasta della qualità delle loro creazioni culinarie.
Eccoci allora a gustare una squisita cena all’insegna dell’arte culinaria, iniziando con degli antipasti della tradizione piemontese, presentati con fantasia e originalità: la cruda di fassone battuta al coltello con pinzimonio di verdure, il girello di vitello dal cuore rosa in salsa antica tonnata, senza maionese, e lo sformato di cardi con salsa all’acciuga. Facciamo seguire queste sfiziosità dagli irrinunciabili agnolotti ai tre arrosti, conditi con il proprio sugo. Gustiamo anche dei tagliolini all’uovo con ragù d’anatra, e dei maltagliati con porri di Cervera e salsiccia. Nella scelta dei secondi ci dividiamo tra il portafoglio di vitello farcito con prosciutto, toma, raschera e tartufo nero, il carrè di agnello gratinato con salsa al timo e il fassone della vena al forno al caramello di Barbera d’Asti.
Coroniamo questa cena luculliana cedendo anche alla tentazione dei dolci: il tortino al cioccolato, il tiramisù e la torta alle pesche e amaretti. Dopo questo bellissimo fine settimana, passato anche tra passeggiate lungo i sentieri, avvolti nei colori caldi dell’autunno, siamo certi che torneremo all’antico mulino appena possibile. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.vnat.it www.larteatavola.it L’Arte a Tavola Mulino del Casale Strada Provinciale per Montafia, 23 Villanova d’Asti (AT) Tel.: 0141/947006