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Sulle note del jazz, tra storia, libri e buona tavola: una giornata ad Alessandria
Diario di viaggio · Italia · Piemonte · 2013

Sulle note del jazz, tra storia, libri e buona tavola: una giornata ad Alessandria

Se fossimo arrivati qui di notte, forse avremmo potuto incontrare per strada un vispo contadino con al seguito una mucca ben foraggiata e osservarlo mentre dalla città assediata dal Barbarossa si avviava verso…

FRdiario di Francesca Bertha
Milano
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10 ottobre 2013 → 10 ottobre 2013
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AlessandriaItalia · Europa
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10 ottobre 2013 → 10 ottobre 20131 giorni · viaggio del 2013
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Francesca Bertha@Francesca Bertha · Milano
Il racconto
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Se fossimo arrivati qui di notte, forse avremmo potuto incontrare per strada un vispo contadino con al seguito una mucca ben foraggiata e osservarlo mentre dalla città assediata dal Barbarossa si avviava verso il campo nemico. Secondo la leggenda infatti, una cariatide della Cattedrale di Alessandria, quella raffigurante il contadino Gagliaudo, di notte si staccherebbe dalla facciata e prenderebbe vita andando in giro per la città. La fantasia popolare racconta che durante l’assedio di Federico I il Barbarossa, Gagliaudo fosse riuscito a indurre alla ritirata le truppe nemiche portando al pascolo la sua unica mucca rimasta, ma tenuta in ottime condizioni di salute nonostante che in città scarseggiassero i viveri. Gli uomini del Barbarossa uccisero l’animale, e notarono che era molto ben alimentato.

Quando il contadino gli riferì che in città c’erano viveri in abbondanza, quindi Alessandria avrebbe potuto resistere all’assedio per molto tempo ancora, il Barbarossa decise di ritirarsi e la città si salvò. Alessandria conserva invece dei ricordi molto più positivi riguardo a Napoleone. Alla battaglia di Marengo, combattuta nel 1800 vicino alla città, ricordata anche dal nome del famoso pollo alla Marengo, tra i piatti preferiti dell’imperatore, si dedica ogni estate una rievocazione storica. Inoltre, la storia della campagna d’Italia di Napoleone è narrata dal percorso espositivo del Marengo Museum, presso il quale è possibile rivivere la celebre battaglia attraverso approfondimenti e percorsi dedicati ai bambini. Ai tempi di quella famosa battaglia c’era già da alcuni decenni la celebre Cittadella di Alessandria, fortezza costruita a partire dal 1732.

La sua spettacolare pianta stellare si distingue nettamente in tutte le vedute aeree e il monumento è una delle fortificazioni permanenti settecentesche più grandiose d’Europa, oltre ad essere una delle poche ancora esistenti. Oggi la Cittadella, che in passato ospitò anche Giuseppe Garibaldi e l’imperatore d’Austria Giuseppe II, è un monumento molto amato dagli alessandrini, ed è anche sede del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Nel corso della nostra passeggiata in questa giornata tiepida e soleggiata anche se autunnale, visitiamo i monumenti più importanti di Alessandria, tra cui la Cattedrale, ed essendoci capitati di giorno, possiamo testimoniare che Gagliaudo, sotto forma di cariatide, è al suo posto. Ammiriamo anche la Chiesa di Santa Maria di Castello, l’edificio religioso più antico della città, risalente al XV secolo e costruito in stile romano-gotico, con un portale rinascimentale.

Tra i numerosi palazzi signorili della città spicca il Palazzo Rosso, sede del Municipio, dotato di un particolare orologio a tre quadranti. Alessandria ha dato i natali a numerosi importanti personaggi del mondo della cultura, tra cui Umberto Eco, la scrittrice e poetessa Sibilla Aleramo e i pittori Giovanni Migliara e Franco Sassi, ma è anche, in un certo senso, la capitale del cappello: Giuseppe Borsalino, padre del famoso cappello omonimo, aveva avviato il suo primo laboratorio proprio qui e da quattro anni la città ha istituito un Museo del Cappello in onore dei cappelli Borsalino che furono indossati da personaggi come Ernest Hemingway, Charlie Chaplin, Antony Quinn, Gary Cooper, fino a Fellini e Alberto Sordi. Se la cultura e l’industria di Alessandria sono state così eccelse durante gli anni, non è certo da meno la sua cucina.

Per scoprirne i gustosi segreti, raggiungiamo la più vecchia trattoria cittadina ancora in attività, situata nel quartiere Orti: la Trattoria Razmataz in via Vincenzo Bellini. Il locale è facile da individuare per la sua originale forma a trapezio, che si prolunga con una veranda in ferro e vetro dal caratteristico stile che ricorda quello dei locali situati lungo i Navigli milanesi. Il nome del locale, le calci colorate delle sue pareti e le immagini evocano le calde atmosfere del jazz. Scopriamo presto, infatti, che la musica è un ingrediente importante delle serate presso la trattoria. Tanti e ripetuti sono i suoi piccoli e preziosi concerti musicali, intrecci di calde voci jazz e mirabili musicisti. Note golose che avvolgono gli avventori,trascinandoli a muovere timidi passi e a canticchiare al ritmo dei loro ricordi.

La dice lunga il nero pianoforte all'angolo della "sala rossa", la più grande, con accanto la più piccola e intima "sala gialla". Ci accomodiamo in veranda, accanto alla scoppiettante stufa, lasciandoci avvolgere dal tepore e dai profumi delle specialità del locale. Iniziamo a degustare alcuni piatti tipici piemontesi, rivisitati alcuni, secondo la fantasia del cuoco e preparati tutti, seguendo la stagionalità dei prodotti, con quell'attenzione alla qualità che ha consentito al locale di ottenere la certificazione di Slow Food. Ecco la carne cruda piemontese battuta al coltello, il vitello tonnato all'antica, senza maionese, l'insalata russa, piccoli flan e sformati di verdure di stagione. Continuiamo con gli agnolotti di stufato, tradizione della trattoria, le tagliatelle condite con il ragù di salsiccia, con il ragù di verdure o al cioccolato con crema di gorgonzola.

Ottimo anche il timballo di risotto alle pere e taleggio. Alcuni di noi optano invece per una calda zuppa di ceci con crostini ed una invitantissima pasta e fagioli con i maltagliati fatti in casa così come gli agnolotti, le tagliatelle e il pane. Tra i secondi ci piace molto la milanese di fassone con l'osso con la doppia panatura ed è un vero piacere evocare le vacanze al mare gustando un bel trancio di tonno fresco alla piastra con patate rosolate. Chi arriva di giovedì trova la trippa da gustare. Ogni piatto è accompagnato da ottimi contorni di verdura; in questa stagione autunnale è pregiata la zucca "mantovana" al forno con aceto balsamico.

Questa volta la nostra giornata si conclude in gran dolcezza, con una carrellata di sfiziosi dessert: il principe "lo zuccotto", libidinoso semifreddo, i biscotti di nocciole da intingere nel Moscato, le pere cotte al forno con il vino, le torte, la Monferrina, di nocciole, pere e cioccolato. Torneremo certamente al "Raz", come lo chiamano affettuosamente le titolari Allegra e Patrizia, per passare piacevoli serate con la musica dal vivo, per sfogliare un buon libro o storici fumetti (disponibili in una piccola libreria accanto ai tavoli) e guardare incuriositi i piccoli origami , anche loro fatti in casa con passione. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.alessandria.it www.trattoriarazmataz.it Trattoria Razmataz Via Vincenzo Bellini, 24 Alessandria Tel.: 0131/223249

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