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Dove dimorano il Sole e la Luna: un weekend a Cerretto Langhe tra arte, storia e natura - Parte I.
Diario di viaggio · Italia · Piemonte · 2015

Dove dimorano il Sole e la Luna: un weekend a Cerretto Langhe tra arte, storia e natura - Parte I.

Oltre a essere dei grandi della letteratura, c’è anche qualcos’altro, un fatto poco noto e legato alle Langhe che accomuna Edmondo De Amicis, Giacomo Leopardi, Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. A tutti loro era…

FRdiario di Francesca Bertha
Milano
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2 maggio 2015 → 3 maggio 2015
2 giorni di viaggio
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Dove
Cerretto LangheItalia · Europa
Quando
2 maggio 2015 → 3 maggio 20152 giorni · viaggio del 2015
Chi
Francesca Bertha@Francesca Bertha · Milano
Il racconto
racconto unico · 508 parole0 like dei lettori

Oltre a essere dei grandi della letteratura, c’è anche qualcos’altro, un fatto poco noto e legato alle Langhe che accomuna Edmondo De Amicis, Giacomo Leopardi, Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. A tutti loro era capitato di assistere, e a qualcuno perfino di giocare a dei tornei di pallapugno, l’antico sport tradizionale un tempo diffuso in Piemonte e in Liguria, ma tuttora particolarmente amato nelle Langhe. Una palla leggera che rimbalza sulla pantalera, una sorta di tettoia, e il cui volo viene intercettato dall’avambraccio, opportunamente fasciato, degli abili giocatori disposti in squadre da quattro persone. L’adrenalina, l’emozione del gioco, la poesia racchiusa nell’imprevedibilità della traiettoria dei palloni colorati che rimbalzano in un’antica piazza del centro storico: erano elementi che non potevano lasciare indifferenti gli scrittori.

Al gioco che a Cerretto Langhe ogni anno viene celebrato con l’evento Balun d’Or, Leopardi si ispirò per scrivere nel 1821 la poesia A un vincitore nel pallone, mentre l’autore del libro Cuore dedicò addirittura un romanzo, Gli Azzurri e i Rossi, uscito nel 1897. Passeggiando per le caratteristiche vie di questo borgo gioiello delle Langhe cuneesi, si vedono ovunque delle immagini artistiche del gioco del balun, realizzate da un ex giocatore e ogni anno, in occasione di Balun d’Or, il paese si arricchisce di un nuovo quadro in modo da poter vivere le emozioni del gioco anche quando la piazza è immersa in quel silenzio senza tempo tanto amato dai turisti che arrivano qui per ritrovare una dimensione senza stress.

Cerretto Langhe ha talmente tanti punti panoramici da cui ammirare il dolce paesaggio langarolo – addirittura dicono che dalla zona dove un tempo si ergeva il castello, si possano vedere dodici borghi contemporaneamente -, da sembrare un unico grande belvedere intriso di storia. Un belvedere dove lo sguardo spazia volentieri verso l’alto non solo per intercettare il pallone dei giocatori, ma anche per elevare il cuore verso i temi della spiritualità. A delimitare la piazza centrale è la possente torre della chiesa di Sant’Andrea, uno stupendo e raccolto edificio religioso risalente al secolo XIII che fino al 1612 fu la parrocchiale del paese. Oltre a un agnello scolpito nella chiave di volta del portone d’ingresso, l’antica chiesa custodisce numerose pregevoli decorazioni e affreschi di epoca barocca, tra cui la volta rappresentante Sant’Andrea.

Elevare il cuore di chi si fermava a guardare i suoi edifici fu invece l’obiettivo, centrato in pieno, di Giovanni Battista Schellino, l’instancabile architetto autodidatta di Dogliani a cui si deve la chiesa parrocchiale della S.S. Annunziata, oltre a numerosi edifici dal fascino suggestivo in Piemonte. La chiesa, realizzata in stile neogotico su un edificio religioso preesistente disegna lo skyline del paese e attira lo sguardo dei viaggiatori già da lontano. Le sue guglie allungate, marchio di fabbrica di Schellino, detto anche il Gaudì di Langa, spiccano verso il cielo e sembrano toccarlo davvero. All’interno della chiesa restaurata di recente la magia continua grazie ai meravigliosi affreschi che si affiancano a un cielo stellato dipinto sulla volta e con un altare di marmo che dicono sia il più bello del Piemonte.

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