Un tranquillo, operoso e piacevole presente che affonda le proprie radici in un lungo, travagliato, e suggestivo passato che nei secoli di storia ha visto Capriata d’Orba contesa tra i poteri che sono succeduti nella zona. Il territorio dove si trova il paese, attraversato da diversi percorsi che dai passi montani del gaviese scendono al mare, era abitato già in epoca preistorica, e numerosi rinvenimenti testimoniano anche la presenza romana, tra i quali forse il più importante è stato il ritrovamento, nel 1926, della grande stele di S. Agata, del primo secolo. Arriviamo a Capriata d’Orba dopo dieci minuti essere usciti al casello autostradale di Novi Ligure, ma il paese è raggiungibile nello stesso breve tempo anche per chi viene da Genova, uscendo al casello di Ovada.
Siamo nell’Alto Monferrato, in un paese sito a meno di duecento metri di altezza, dal quale in pochi minuti di auto si può arrivare tra le colline più alte dei dintorni di Gavi. Col bel tempo, guardando verso Ovada, sull’orizzonte si distinguono bene anche le catene montuose blu degli Appennini liguri. Entrando in paese, parcheggiamo l’auto nella piazza principale, costeggiata da un lato dai portici della Chiesa parrocchiale dedicata a S. Pietro e Paolo e alla Madonna del Rosario. La nostra curiosità viene subito colpita dalla torre campanaria della chiesa: spicca verso il cielo altissima, imponente, e vista dalla piccola piazza sembra ancor più alta. A star dentro l’inquadratura della foto non ci pensa nemmeno, come se volesse dire: altro che foto, per ammirarmi, dovete venire qui di persona.
Un punto di riferimento, un monumento che ha visto in diretta secoli di storia capriatese scorrere ai suoi piedi: la chiesa, infatti è una splendida costruzione dorica di cui la prima notizia risale al 1200. Proseguiamo la nostra passeggiata lungo le caratteristiche vie di Capriata, sotto i balconi immersi nei fiori e tra le case dipinte di vari colori solari, che creano un ponte con la tradizione ligure del luogo. Arriviamo ai resti della Torre del Castel Vecchio, una fortificazione esistente già nell’Alto Medioevo, infatti questa torre era l’ultima di una catena di torri che da Parodi Ligure arrivava fin qui. Mentre stiamo risalendo la via Mazzini, incontriamo un signore e una signora, che vedendoci curiosare nel centro storico, ci invitano a vedere gli stemmi delle famiglie che hanno retto Capriata nei secoli passati.
Il signor Carlo Protto, ingegnere con la passione dell’araldica e della storia locale ci invita a casa sua, un palazzo storico sito nella via e ci mostra una spettacolare collezione di stemmi. “Questa è Casa Paleari, sto scrivendo un libro sulla storia di questo palazzo. Pare che esistesse già nel 1300-1400”, ci racconta il signor Protto, mentre ci conduce nel palazzo. Le pareti dell’androne sono tutte interamente ornate dai coloratissimi stemmi delle famiglie che governarono il paese, a riprova del fatto che qui davvero ogni angolo è intriso di storia. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.capriatadorba.al.it