Giorno 125 aprile 2010
Il raggiungere la meta di questo nostro viaggio, la Val d'Itria
Il 25 aprile 2010, con una inaspettata puntualità da orologio svizzero, il volo diretto lowcost Treviso - Brindisi ci ha portati in un ambiente che, per quanto lo avessimo visto e rivisto in Internet per programmare il cosa visitare, ci ha lasciati come quando un bambino scopre la sorpresa nell'uovo di pasqua, quasi senza parole per la particolarità di una vallata ove i trulli sembrano quasi dei funghi che spuntano tra la verde macchia degli uliveti. Una sensazione quasi infantile che riporta la mente al mondo delle fate e dei folletti. Questa è stata la sensazione che abbiamo provato girovagando per la Val d'Itria, in particolare tra Ostuni e Martina Franca, ove il trullo non è negozio per turisti come ad Alberobello, ma è abitazione di tutti i giorni, come lo è la casa per noi.
Arrivati alla Masseria Selvaggi nel tardo pomeriggio, il tempo a disposizione ci ha consentito solo di conoscere il proprietario Gregorio, il quale, molto gentile, dopo averci sistemati in uno dei suoi bei alloggi, ci ha dato subito le prime dritte per conoscere di sera il vicino Cisternino, ove abbiamo avuto l'anteprima di quello che sarebbero stati i stretti vicoli dei paesi che avremmo visitato in Val d'Itria.
06-05 - Massafra - Abitazioni rupestri
Giorno 226 aprile 2010
Il via alla nostra scoperta della Val d'Itria
Il nostro girovagare per questa splendida parte della Puglia è stato attuato dal 26 al 29 aprile 2010, mentre il 30 è stata la giornata di ritorno, ove un volo diretto lowcost Brindisi - Treviso ci ha riportati alla quotidiana realtà di casa nostra. Che dire dei luoghi visitati in Val d’Itria… non ho parole per descrivere questa vallata da incanto, un ambiente inaspettato per chi ha uno stereotipo in testa nei confronti del sud, una valle stupenda, curatissima, con degli uliveti invidiabili, un territorio ove l’operosità dei residenti è palpabilissima, ove l’orgoglio di vivere su questa terra viene espresso senza timori di eccedere, proprio perché la laboriosità per mantenere quello che si vive in Val d’Itria è molta.
Anche le cittadine sono dei gioielli dell’architettura tipica del sud, ove il bianco accecante degli edifici si stacca netto contro il cielo azzurro, creando dei contrasti che rendono unici i paesaggi della Val d’Itria. Ostuni, la Città Bianca per antonomasia, ma anche Cisternino, Locorotondo, Ceglie Messapica non sono da meno nell'averci consentito di percorrere i loro centri storici girovagando in un dedalo di vicoli, spesso collegati tra loro da scale, crendo un saliscendi per l'appollaiarsi di questi paesini sui cocuzzoli delle colline locali.
Poi Alberobello con i suoi trulli, ove nella parte a ridosso della città sono ancora abitati, quasi a baluardo della loro reale funzione rispetto all’uso commerciale del nucleo opposto, ove gli antichi trulli oggi sono un susseguirsi di negozi per i turisti, attività peraltro che consentono al paese di vivere con il grosso flusso turistico che si è venuto a creare proprio per la presenza di queste caratteristiche abitazioni di un tempo. Bello il tragitto anche verso Martina Franca, ove un susseguirsi di trulli perfettamente conservati ed abitati fa capire lo svolgersi della vita al loro interno, ove un insieme di locali assolve perfettamente alle funzioni abitative di oggi, garantendo le spesse mura anche una stabilità termica che i moderni edifici non hanno.
Ovviamente da non perdere la vicina Castellana Grotte, ove la visita guidata alle omonime grotte consente di capire l’evolversi delle concrezioni che formano l’insieme di questo mondo di pinnacoli ed esili colonnine, il tutto percorribile attraverso praticissimi e sicuri percorsi che ci consentono di ammirare stalattiti e stalagmiti in un gioco di luci che ne mettono in risalto tutta la loro bellezza. Altri gioielli da visitare, per chi cerca la storia delle genti vissute nel passato, sono le chiese rupestri sparse in questo territorio, piccole grotte affrescate e con un altare di pietra ove si svolgevano le funzioni religiose di un tempo.
Con una visita guidata, solo sistema che consente di entrare in queste grotte altrimenti chiuse da cancellate in ferro, abbiamo visto quelle di Mottola, tre chiese rupestri ove quelle di San Giovanni e San Nicola offrono al visitatore la vista di affreschi ben conservati. Salutata la guida alla conclusione della visita alla chiesa rupestre di San Gregorio, io e mia moglie abbiamo finito la giornata a Mottola visitando, solo dall’alto, le Gravina di Petruscio, un’insieme di grotte a ridosso del torrente che si intravedeva sul fondo della gravina stessa, una sorta di canyon sicuramente generato nei secoli dallo scorrere dell’acqua, quell’acqua che era elemento vitale per chi viveva in questi anfratti naturali.
Il consiglio che posso dare agli interessati è quello di informarsi bene sugli orari di visita perché altrimenti si corre il rischio di arrivare sul posto e non veder nulla, come è accaduto a noi a Massafra, ove volevamo visitare anche la Farmacia del Mago Greguro e le gravine, ma questo non ci è stato possibile perché l’accesso era chiuso per fuori orario e ci siamo accontentati di visitare la Madonna della Scala, con i suoi affreschi, in località Torre Pinta, poco fuori l’abitato di Massafra. Il tutto è stato attuato con un fai da te che da anni attuiamo per non eesere legati ad orari e souvenir dei viaggi organizzati, il che da un sapore ancor più particolare al dar corpo a quello che per tempo è stato cercato nel grande pozzo di Internet.
09-01 - Ostuni
Giorno 330 aprile 2010
Il ritorno a casa ed i ricordi del viaggio
Il 30 aprile 2010, con la stessa puntualità da orologio svizzero della partenza, il volo diretto lowcost Brindisi - Treviso ci ha riportati alla realtà di tutti i giorni, una realtà, però, che si è arricchita di un altro tassello del puzzle dei nostri viaggi, un puzzle che continueremo ad allargare perchè il viaggiare allarga anche il modo di vedere il mondo che ci circonda quotidianamente, arricchendoci culturalmente e socialmente.
11-01 - In volo al rientro