Quando si sorseggia un buon bicchiere di Dolcetto d’Ovada, il vino tipico di questa zona, si viene rapiti, attraverso i sensi, in un mondo di straordinaria bellezza. Durante i lunghi mesi di lavoro, immersi nel grigiore della grande città, quasi ci si dimentica del fatto che esistono delle colline così verdi, un cielo così blu perfino in autunno, e una tranquillità così profonda come nei luoghi dove quel vino viene prodotto. Abbiamo scelto, per un weekend di relax all’insegna dell’aria buona e delle lunghe passeggiate in mezzo alla natura, una località immersa in questo meraviglioso paesaggio: Tagliolo Monferrato. Come lo rivela il nome, siamo nell’Alto Monferrato, zona collinare che collega la Liguria al Piemonte. La pianura padana è a pochi chilometri, ma da qui non si vede: chi arriva da Milano o da Torino, l’ha già lasciata alle spalle, chi viene invece da Genova, non la incontra.
A fare da cornice alla vista mozzafiato delle dolci colline e dei vigneti, sono le catene montuose degli appennini liguri. Arrivare a Tagliolo, paese dal nome di origine medievale, che ricorda l’attività di disboscamento avviata in quel periodo per creare nuovi spazi coltivabili, è semplice: dalle grandi città del Nord ci vuole circa un’ora di viaggio, mentre da Genova è sufficiente una mezz’oretta. Siamo usciti al casello di Ovada, e dopo neanche dieci minuti eravamo già arrivati alla nostra destinazione, l’Azienda agricola Cà Bensi, presso la quale si trova anche l’Agriturismo Al Chiar di Luna. Ci siamo sistemati nelle luminose stanze dell’agriturismo, e siamo subito partiti alla scoperta del paese.
Si tratta di una vera località- gioiello, in cui si respira l’aria misteriosa dei paesi medievali, soprattutto grazie al suggestivo Castello di Tagliolo, tuttora di proprietà privata e sede di importanti manifestazioni, ma anche grazie alla bellezza dei vicoletti. Tra le case colorate in perfetto stile ligure e i giardini mediterranei, a tratti si apre la vista sui vigneti della vallata, regalando emozioni uniche. Mentre fantastichiamo sulla sua storia di una curiosa casa con la torre che abbiamo notato poco prima, raggiungiamo la sede del famoso Presepe meccanizzato, di fianco alla Chiesa. Il Presepe si estende su una superficie di circa sessanta metri quadrati ed è posizionato nella forma di un ferro di cavallo.
In un’ambientazione scenica dei primi anni del secolo scorso, si vede una moltitudine di personaggi in movimento: il falegname che tornisce un pezzo di legno, un pescatore che tira la rete vicino a una piccola cascata, una donna che mescola la polenta sulla stufa, un contadino con un cavallo che ara un campo, ma anche un frate che suona la campana. Dal presepe meccanizzato, visitabile tutto l’anno, agli uccellini di specie rare, il passo è breve: a Tagliolo ha sede un importante Museo Ornitologico, in cui sono esposti circa novecento esemplari imbalsamati della fauna locale, tra cui alcuni molto rari o in fase di estinzione, oltre a delle specie esotiche. Dopo questo lungo giro in paese, la piacevole stanchezza e la fame ci hanno fatti tornare in Agriturismo, dove però non abbiamo resistito a fare un ulteriore giro tra i filari.
Abbiamo ammirato gli enormi grappoli d’uva, quasi pronti per la vendemmia. “Coltiviamo otto ettari di vigneto, di vitigni abbastanza vecchi. Siamo dell’idea che è meglio produrre un po’ di meno, ma fare la massima attenzione alla qualità del vino”, ci spiega Federico, uno dei titolari. Passeggiando nei vigneti notiamo anche un impianto fotovoltaico. “Grazie a questo impianto la nostra azienda è autonoma dal punto di vista energetico”, aggiunge Federico. Ecco una realtà che pensa al futuro: un’azienda verde, immersa nel verde, dove per giunta si mangia benissimo: l’abbiamo appurato a cena, gustando un menù tipico: gli agnolotti, piatto tipico dell’Ovadese, che qui sono sempre disponibili. I nostri amici hanno scelto invece un primo di stagione, col sugo di funghi. Nella scelta dei secondi, abbiamo fatto uscire il nostro lato selvatico, optando per degli ottimi arrosti di cinghiale.
Il menù prevede anche il bollito, dei piatti di coniglio, e d’inverno la polenta. Naturalmente abbiamo annaffiato il tutto con i vini prodotti dall’azienda agricola: il Dolcetto d’Ovada, l’Ovada docg, e il Monferrato bianco. Abbiamo dedicato il resto del nostro weekend a delle lunghe escursioni sui sentieri tra le colline e i boschi vicini, strade immerse nella natura incontaminata, lungo le quali si incontrano anche delle chiesette campestri di straordinaria bellezza. Quando, una volta tornati a casa sorseggeremo il vino acquistato presso Cà Bensi, il suo sapore autentico ci farà tornare in mente le belle giornate passate qui, e ci farà senz’altro venire voglia di tornarci presto. Francesca Bertha