Irrinunciabile salita a San Miniato Mi reco a Firenze piuttosto spesso, essendo la mia città natale. Ogni volta, che ci sia il sole cocente di luglio o la pioggerella novembrina, mèta irrinunciabile è la salita alla chiesa di San Miniato al Monte, “che dà per li occhi una dolcezza al core, ch’intender no la può chi non la prova”. La basilica, la cui costruzione risale all’XI secolo, sorge a pochi passi dal piazzale Michelangelo, sul Mons Fiorentinus, luogo in cui il martire cristiano Miniato sarebbe giunto dopo essere stato decapitato, portandosi la testa tra le mani. La lenta salita su per la grande scalinata che porta alla chiesa ha sempre un che di solenne; da un lato la facciata di marmo che emerge in tutto il suo romanico splendore, dall’altro le sinuose curve della città che prendono forma in un connubio da far girare la testa.
Appena sotto la basilica si trova il cimitero delle Porte Sante dove riposano, tra le altre, le spoglie di personalità di rilievo come Giovanni Spadolini. Le sculture che compongono i monumenti funerari si stagliano davanti al panorama della città, trasmettendo una sensazione di silenzio e raccoglimento. Al termine della salita, la facciata della chiesa con la sua geometrica bicromia di marmo bianco e serpentino verde è davvero impressionante; la purezza e delicatezza dei marmi è di una bellezza infinita. L’interno della basilica è grandioso e piuttosto originale; spiccano i pavimenti intarsiati del ‘2oo, in particolare “lo Zodiaco”, i soffitti di legno dipinto, l’abside con il mosaico del Cristo benedicente, la cripta dove sono conservate le reliquie di San Miniato, il ciclo di affreschi di Spinello Aretino e dappertutto marmo bianco e verde.
La luce che penetra dalle strette finestre crea spesso degli effetti suggestivi. E’ interessante segnalare come la chiesa sia ricca di elementi decorativi che riportano ad antiche simbologie, come il fiore della vita, il triquele, la ruota a quattro raggi ed altri ancora, presenti sia sulla facciata che all’interno. Nel piazzale antistante la chiesa si trova un negozietto in cui è possibile acquistare i prodotti dei monaci olivetani, come miele, tisane, liquori oltre che rimedi contro acciacchi fisici, libri ed altro. Terminata la visita, ci si può sedere sul muretto e lasciarsi avvolgere dalla malia di quel belvedere, in special modo appena dopo il tramonto, quando il cielo rosa tende sempre più al blu e si accendono lentamente le luci della città.