Un diversivo ad una tranquilla vacanza balneare. Con una moltitudine di nipoti siamo in vacanza sul lido della Giannella a nord del promontorio dell'Argentario, in comune di Santo Stefano. Percorrendo la Via Cassia più volte, incrociando il bivio per il Monte Amiata, sono stato punto dal desiderio di svoltare per visitare quella montagna, ma ho sempre rinviato al prossimo viaggio, ora che, in vacanza, non sono più stretto dai tempi, ho l'opportunità di mettere in atto il mio progetto. Lascio nonna, mamme e pargoli sulla spiaggia, monto sulla mia Ducati Monster 620 e via! Percorro la strada del tombolo fino ad Albinia, centro di servizio per l'intorno, ma senza particolari attrattive, imbocco la statale Maremmana, percorsi poco più di tre chilometri e mezzo, devio sulla SP 160.
Se fino a qui l'andamento della strada è stato composto da rettilinei a bassa pendenza, ora si comincia una serie di salite, curve e tornanti. Il paesaggio è piacevole, poggi, dolci colline verdi, abitati caratteristici, il primo dei quali: Magliano in Toscana, con la sua torre, lascio scorrere sulla mia destra. Il villaggio successivo: Pereta non manco di visitare. Antico borgo cinto da mura, e dominato, manco a dirlo, da una alta torre. Nel successivo centro non meno meritevole, Scansano, patria del rinomato Morellino, non mi arresto, anche se sarei tentato di fermarmi alle cantine per approvvigionarmi di qualche bottiglia, ma soprassiedo, la moto non è l'ideale per trasportale. Non posso non arrestarmi a Roccalbegna grazioso comune che sorge, sui 500 m ai piedi di due imponenti falesie, borgo piacevole per l'intorno naturale, l' impianto urbanistico e l'architettura.
Superato quest'ultimo borgo comincia la scalata vera e propria al Monte Amiata tra meravigliose foreste di faggi e castagni, che creano un ambiente affascinante, che ha però, per contrapposto, lo sbarramento alle prospettive lunghe. Il mio percorso è essenzialmente quello di un motociclista, se avessi prolungato, giunto all'Amiata, la mia breve arrampicata a piedi, fin sull'alto avrei potuto forse godere del vasto panorama che mi immagino spaziare dall'Argentario all'Uccellina e oltre. Al rientro cambio itinerario, accelero un poco, voglio ritornare alla Giannella ancora in tempo per un bagno, mi riprometto di tornare a visitare i borghi più interessanti sul percorso, progetto non più attuato. Curve e tornanti rendono divertente la marcia in moto.
Non visito Santa Fiora, che a quanto leggo meriterebbe una visita accurata, non posso mancare almeno una breve sosta a Sorano, che ho già visitato e molto apprezzato anni fa ed a Pitigliano. Sorano spicca per la sua collocazione in un paesaggio movimentato, superbamente arroccata su scoscendimenti e valloni. Sono interessanti i percorsi stradali di arroccamento scavati in profondi intagli nel tufo, che sembrano risalire in parte all'età etrusca. Appena un poco meno caratterizzato l'insieme di Pitigliano, forse più monumentale per l'architettura. Discendendo verso il mare si torna su percorsi più uniformi, da Albinia ricalco la strada dell'andata.