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Buyuk Han
Diario di viaggio · Cipro · 2015

Sotto il sole di Cipro

Oggi, tenendo conto che i siti archeologici più importanti aprono alle 8 e chiudono alle 19.30, prima di dirigerci verso la Penisola di Akamas, visitiamo innanzitutto le Tombe dei Re, a Paphos. Si tratta di…

AVdiario di annalisa volpe
roma
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24 aprile 2015 → 27 aprile 2015
4 giorni di viaggio
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Dove
CIPROCipro · Medio Oriente
Quando
24 aprile 2015 → 27 aprile 20154 giorni · viaggio del 2015
Chi
annalisa volpe@avolpe · roma
Il racconto
2 giornate · 1.664 parole0 like dei lettori
Giorno 125 aprile 2015

Oggi, tenendo conto che i siti archeologici più importanti aprono alle 8 e chiudono alle 19.30, prima di dirigerci verso la Penisola di Akamas, visitiamo innanzitutto le Tombe dei Re, a Paphos. Si tratta di uno strepitoso ed esteso sito che funse da necropoli dal VI al II secolo a.C., con numerose tombe scavate nella roccia, anche in un piano letteralmente “seminterrato” rispetto a quello di camminamento, talvolta in vere e proprie sistemi di stanze con tanto di colonne, corridoi, nicchie e ornamenti incredibili! Pare che queste tombe ospitassero le vestigia di nobili, ma vengono chiamate dei Re per la loro imponenza.

Effettivamente, sono grandiose e nonostante io ci veda un vago collegamento con le sarde Domus de Janas, di migliaia d’anni più antiche e forse anche con le necropoli etrusche, mi sembra di vedere davvero qualcosa di diverso.Notevole anche la posizione a ridosso del mare, caratteristica che riscontreremo anche negli altri due futuri siti visitati. Soddisfatti, ci dirigiamo verso la penisola di Akamas, a nordovest, riserva naturale dove c’è anche la spiaggia di Lara, considerata una delle più belle e selvagge dell’isola e dove, in estate, nidificano le tartarughe. Seguendo la costa, decisamente troppo costruita, arriviamo fino ad Aghios Gheorghios, ed esattamente finchè la strada costiera non diventa sterrata. Da quel momento, dopo circa 5 km scarsi di strada sterrata, si arriva al ristorante di Lara e quindi alla baia.

Questa strada è stata percorribile con una macchina normale, ma ce ne sono tantissime altre dove è indispensabile un fuoristrada oppure il quad, che si affitta in più punti. Effettivamente, la cosa bella di questo tratto di penisola, è che non è antropizzata, altrimenti non è che sia questa cosa eccezionale. L’entroterra sembra la Sardegna o certe zone del siracusano(ma con molta minore grandiosità e bellezza)e la baia stessa di Lara…ne abbiamo di simili o più belle in tutta Italia. Oltre alla fruibilità del mare, tuttavia, si possono fare percorsi di trekking nell’interno o lungo un canyon che entrando, si restringe sempre più.

Noi ci fermiamo in 2 spiagge e alla fine pranziamo con birre e pittas economiche e buonissime al Lara Restaurant, sbracati su una terrazza sul mare: questa è vita! Il sole picchia e decidiamo, assai infaustamente, di cambiare assolutamente scenario e dirigerci verso il Monastero di Kikkos, considerato il più ricco dell’isola, nella Foresta di Paphos. Credendo di tagliare, facciamo una miriade di stradette attraverso la penisola di Akamas, che in realtà ci fanno allungare e perdere un sacco di tempo. Inoltre, come sciocchi, non pensiamo di fare benzina, tanto per cautelarci: con una macchina che non conosci, direi che è una vera cretinata. Dopo quasi 2 ore di macchina(!), stressatissimi ed anche molto preoccupati, raggiungiamo una località in mezzo alle montagne chiamata Stavros Tis Psokas, sperando e dando per scontato di trovare un benzinaio.

Quattro o 5 km prima di raggiungerla, la macchina ci entra in riserva e lungo gli ultimi 21 km, in mezzo a queste oscure montagne piene di boschi di abeti neri, senza una casa, con molte pareti almeno su un lato della strada “sgretolate” e con la carreggiata piena di sassi staccati, abbiamo incrociato solo tre macchine.. Invece, questo non è un paese, ma un insieme di resort per vacanze di montagne, con un bar aperto, una sola macchina parcheggiata e NESSUNO in vista.

Per non parlare del fatto che il Monastero di Kikkos da qui dista altri 29 Km!!! Panico totale! Al bar c’è una signora, che ci dice che il primo benzinaio dista 34 km e che dobbiamo rifare molta della strada da cui siamo arrivati, Di fronte alla nostra ansia, fa capire che, se siamo scemi ad esserci ridotti così, il problema è solo nostro: questo è ovvio! Sentiamo delle voci che arrivano dall’alto, dove si intravedono anche delle costruzioni e ci inerpichiamo a piedi in preda ormai alla totale agitazione.

Raggiungiamo una casa con delle persone che chiacchierano e trascorrono un bel sabato pomeriggio, in mezzo ad un’atmosfera che, se uno ha benzina, è sicuramente bellissima e, proprio senza alcuna remora, ci buttiamo dentro e gli riversiamo addosso tutto il nostro problema: ossia, secondo noi non riusciamo a fare 34 km fino a Polis, perché abbiamo una macchinetta e dubitiamo che ci sia abbastanza riserva..visto che dal libretto delle istruzioni non ci è chiaro quanti litri di benzina possa contenere. Bhè, che dire, le 3 famiglie cipriote si dimostrano eccezionali: ci offrono da bere o da mangiare; provano a fare il succhio di un po’ di benzina dalle loro macchine, ma non ci riescono.

Allora si attaccano al telefono (minuti e minuti e ancora minuti di attesa)con la Sixt, prima per sapere se nella nostra assicurazione era incluso il “salvataggio” e visto che, ovviamente no, chiedono loro quanti km potevamo fare con la riserva e dopo altro tempo, il tipo gli fa sapere che ne avevamo 50 !Insomma, potevamo farcela! Per tranquillizzarci ulteriormente, ci hanno lasciato i loro cellulari, dicendo: voi andate e state tranquilli, perché ce la farete, ma se proprio non dovesse essere così, ci chiamate e noi arriviamo! Inutile dire che avevano ragione e che ce l’abbiamo fatta, cosa della quale li ho avvertiti con un SMS, che non so se hanno mai ricevuto. Alla fine, scampato il pericolo, è subentrata la rabbia, perché era troppo tardi per fare altro e il pomeriggio era andato completamente perso.

Lungo la strada del ritorno, poco prima delle 18, abbiamo visto un gradevolissimo locale con palmette che si affacciava su una spiaggetta e abbiamo colto l’occasione al volo, decidendo di fermarci. E ben ce ne incolse, perché questa sosta rilassante ci ha fatto rivedere tutto in prospettiva: i monti erano davvero affascinanti, senza questa storia non avremmo avuto occasione di entrare DAVVERO in contatto con ciprioti e.. mai più così superficiali con la benzina! Dopo esserci gustati il mojito e l’ ouzo davanti a un bellissimo tramonto sul mare, siamo tornati in albergo stanchissimi, ma ristorati. La sera, ottima cena leggera vicino all’ albergo e a letto!

Kato Paphos
Kato Paphos
Giorno 226 aprile 2015

Domenica, l’ultimo giorno pieno, prima di puntare verso i Monti Troodos alla ricerca di Monasteri, visitiamo l’altro sito archeologico di Paphos, Kato Paphos, sempre situato sul mare. In questo caso, si tratta di una serie di ville romane disposte ancora una volta su un’ampia aerea prospiciente il mare e in cui si trovano degli splendidi affreschi rappresentanti prevalentemente scene mitologiche e di caccia. Peccato che molti mosaici siano coperti, tuttavia, per quanto Piazza Armerina rimanga insuperabile per estensione, bellezza e varietà dei mosaici, la sconosciuta Villa del Tellaro, vicino Siracusa, abbia in assoluto i più bei mosaici che io abbia mai visto per particolari e “movimento” delle scene, questi mosaici sono molto molto belli. Lasciato il sito, ci dirigiamo verso i Monti Troodos, il cui Monte Olimpo raggiunge i 1900 metri.

A dispetto dei fantastici e fallaci consigli della Lonely Planet, che ti dice che in certi monasteri basta essere gentile e ti fanno entrare, mentre quando tu arrivi dopo non si sa quanti chilometri di strade di montagna, è tutto sprangato tanto da sentirti in colpa solo per aver pensato di avvicinarti, tanto per citare un SOLO esempio, riusciamo a vedere, seguendo altrui direttive, almeno 2 chiese e un monastero, tra i tanti di queste montagne che fanno parte dell’Unesco.

Quella veramente spettacolare è la chiesetta di Archangelos Mihail, datata 1476, nel lontano paesetto di Pedoulas: una singola mini navata completamente affrescata, con un piccolo piano superiore per le donne, (più simile a una piccionaia), coperta da un tetto in legno tipico di questi monti, ossia con uno dei 2 spioventi più lungo dell’altro: questa sola chiesa, per me è valsa la traversata del Massiccio! Dopo questa visita, siamo tornati verso sud, direzione Limassol. Lungo la strada del ritorno, in parte diversa, abbiamo visitato un monastero di cui non so il nome, appena chiuso, ma le cui suorine hanno riaperto per noi, offrendoci pure dei dolcetti e, dopo pranzo, il villaggio di Omodos. Questo paesino, situato molto più in basso, a circa 800 mt di altitudine, merita una visita.

Nonostante sia molto turistico, sia il centro veramente ben preservato, che il Monastero della santa Croce, secondo la tradizione, voluto da Sant’Elena e costruito nel 327, sono davvero interessanti e meritano una bella sosta. A questo punto, scendiamo definitivamente verso il mare, per visitare l’ultimo importante sito archeologico del nostro viaggio, situato a 19 km da Limassol in direzione Paphos, Kourion. Qui ci tratta dei resti dell’omonima Città-Stato, famosa per i suoi templi ed oracoli, che consistono in edifici, colonne, mosaici, bagni termali, ed un anfiteatro, bello ma un po’ troppo ricostruito. Il sito si trova su una roccia che sporge sul mare: posizione dominante, ancora più grandiosa di quelle dei due siti di Paphos, dove la costa è bassa. Qui ci sono spiagge circondate da alte scogliere.

Infatti, l’ultima meta della giornata è proprio Petra tou Romiou, la famosa spiaggia di Afrodite, circondata da alte e bianche scogliere, con dei faraglioni antistanti..lungo la strada per Paphos.Ci fermiamo solo per vedere com’è ed effettivamente, l’acqua gelida è trasparente e lo scorcio merita, nonostante gli scomodissimi sassi. La sera ceniamo in un ristorante di Paphos consigliato dalla sempre meno stimata Lonely Planet, di cui non voglio fare il nome, perché è stato il meno buono e il più costoso di tutto il viaggio… per cui, seguite l’istinto e non questi assiomi che la LP detta con tanta sicumera. La mattina dopo, partiamo alle 10.30 e ci mettiamo più di tre ore per raggiungere casa.

Questi tre giorni a Cipro sono stati una gradevole parentesi; questo paese, geograficamente molto mediterraneo, perché ricorda in alternanza, Sardegna, Sicilia, Malta, Libano, Grecia e chissà quanti altri paesi o regioni che non ho visitato, è perfuso di ellenismo, come ci ha sottolineato anche il gestore del nostro albergo e per chi ama questa cultura, una visita può valere la pena, considerato anche che la vita, come spesso succede, è molto meno cara che nella nostra mitica penisola! Efharistò, Cipro !

Petra tou Romiou
Petra tou Romiou
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