﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di brawler</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Bielorussia by born2travel.it, minsk</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bielorussia/diario_di_viaggio_bielorussia_12810.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bielorussia/diario_di_viaggio_bielorussia_12810.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12810/140172.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BIELORUSSIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 

31 maggio Minsk (BIELORUSSIA)

Minsk, la capitale della Bielorussia, &amp;amp;#232; una delle mete pi&amp;amp;#249; sottovalutate d’Europa.

Il vento per&amp;amp;#242; sta iniziando a cambiare; da febbraio 2017, infatti, i viaggiatori possono entrare in Bielorussia esibendo solo il passaporto, senza il visto turistico, fino a un massimo di 5 giorni.

Questo offre grandi opportunit&amp;amp;#224; per conoscere meglio la storia di un Paese ancora poco noto alla maggioranza dei viaggiatori.

Decidiamo di soggiornare presso lo “Sport Time Hotel”, un’ottima scelta nella zona moderna della citt&amp;amp;#224; e a due passi dalla futuristica Minsk Arena, il grande sport center!

Di Minsk ci ha subito colpito il verde dei parchi, ovunque, immensi e curati, ricordiamo che il verde &amp;amp;#232; uno dei colori pi&amp;amp;#249; cari ai bielorussi, presente anche nella bandiera (simbolo della speranza e della natura) insieme al rosso (il sangue e l’orgoglio nazionale) oltre alla stringa laterale che ricorda l’unione e l’attaccamento alle tradizioni!

 01 giugno Minsk (BIELORUSSIA)

“Island of tears”, impressionante isoletta su un laghetto artificiale, collegata da un ponticello e costruita in memoria dei caduti nel conflitto in Afghanistan…

C’&amp;amp;#232; una grande statua con tante donne che tengono tra le mani una candela, una giara, tutti simboli di speranza… speranza di rivedere i propri cari ritornare da quella terra lontana. Ci sono pure tante rocce, ciascuna porta il nome di una montagna afghana, cos&amp;amp;#236; alte per i bielorussi che hanno un territorio tutto pianeggiante!

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09 giugno Tiraspol (TRANSNISTRIA)

A bordo di una vecchia Skoda lasciamo Odessa, l’Ucraina e la spensieratezza di un luogo di vacanza molto piacevole! Ci dirigiamo verso Chisinau, attraverso la misteriosa Transnistria!

Ho sentito un mucchio di storie controverse su questo piccolo territorio russo-moldavo… &amp;amp;#232; un’area che mi intriga molto!
Attraversiamo una serie di villaggi ucraini abbastanza isolati e dediti solo all’agricoltura, in un’oretta raggiungiamo la frontiera tra Ucraina e Transnistria. Ebbene s&amp;amp;#236;, questo piccolo territorio, pur possedendo una propria bandiera, un Parlamento, una moneta (rublo della Transnistria), posta, polizia, esercito e confini controllati da una propria forza di frontiera!

I controlli sono rapidi ed, in men che non si dica, ci dirigiamo verso Tiraspol, la sua capitale!

10 giugno Chisinau (MOLDAVIA)

Strade dissestate, boschi fitti ed in un’oretta e mezzo raggiungiamo la decadente periferia di Chisinau, capitale della Moldavia o Moldova.
Confesso che tutto sembra arrangiato, vecchie Lada arrugginite sfilano accanto a macchinone grosse e moderne, la gente con buste e secchi di ciliegie si accalca alle fermate di vecchi e poco rassicuranti bus…

Lungo la periferia percorriamo strade di evidente fattura e stile sovietico… ma il centro storico &amp;amp;#232; ben diverso dalla periferia… ci sono tanti localini e ristoranti molto carini ed occidentalizzati…

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Kiev si presenta subito come una vecchia costola URSS! Mi spiego meglio: la sua periferia &amp;amp;#232; tetra e ricca di obsoleti e grigi alveari dove chiss&amp;amp;#224; quanta gente trova rifugio.

Le strade sono ampie e abbastanza spoglie e misere. Noi alloggiamo presso un bel appartamentino lungo Bessarabsky Street, il centro cittadino.

L’area &amp;amp;#232; zeppa di bars, clubs, ristorantini e tutto &amp;amp;#232; molto curato, vivace e vivo, completamente diverso dalla triste periferia!

Lunga passeggiata lungo il viale Vulytsya Khreschchatyk, dal Bessarabsky Rynok, un mercato al coperto dove la variopinta esposizione di frutta, verdura, carne, fiori e caviale lo rendono una vera e propria opera d’arte e sembra quasi un peccato rovinarla acquistando la merce. E&amp;#39; importante usare il giusto passeggino da viaggio quando si &amp;amp;#232; in giro all&amp;#39;avventura, ti permetter&amp;amp;#224; di affrontare il viaggio nel migliore dei modi.

Questo viale &amp;amp;#232; molto ricco ed elegante, pieno di palazzi nuovi ed aristocratici… proprio quella strada che, durante la seconda guerra mondiale, l’esercito sovietico min&amp;amp;#242; trasformando tutti gli edifici in trappole esplosive per i soldati nazisti… alla fine furono quasi tutti rasi al suolo!

Raggiungiamo Maydan Nezalezhnosti, la piazza centrale, ricca di fontane e ritrovo pi&amp;amp;#249; popolare della citt&amp;amp;#224;…

&amp;amp;#200; resa tristemente nota dalle sommosse del 2014 dove la guardammo per giorni, attraverso i TG di tutto il mondo, quando divenne l’epicentro della rivoluzione arancione.

[ continua su: www.born2travel.it ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/ucraina/diario_di_viaggio_ucraina_12811.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Ucraina by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>UCRAINA</category><pubDate>Tue, 17 Jul 2018 14:25:13 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/ucraina/diario_di_viaggio_ucraina_12811.ashx</guid></item><item><title>Iran by www.born2travel.it, tehran, yazd, kashan, isfahan, toudeshk, abyaneh</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/iran/diario_di_viaggio_iran_12725.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/iran/diario_di_viaggio_iran_12725.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12725/139159.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;IRAN, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

08 settembre Tehran (IRAN)
L’Iran ti intimorisce… lo sguardo duro di Khomeini nei manifesti sparsi per la citt&amp;amp;#224; sembra ammonirti e ricordarti di “comportarti bene” in questa nazione che ci ospiter&amp;amp;#224;.
“Comportarsi bene” &amp;amp;#232; relativo in un Paese dove i militari controllano il velo delle donne, dove i fidanzatini non possono passeggiare mano nella mano ma dove &amp;amp;#232; considerato sensuale rifarsi il naso o le labbra!
Ci colpisce la cortesia gratuita degli iraniani, il loro farsi in quattro per cercare di darti una mano quando ti vedono in difficolt&amp;amp;#224; con una mappa tra le mani per strada, il loro voler “attaccar bottone” con lo straniero per ascoltare storie di un altro mondo, un mondo lontano e spesso quasi proibito dalla burocrazia ma soprattutto per raccontare… spiegare la propria storia per abbattere antichi pregiudizi che tuttora “frenano” il turismo occidentale. La loro spontanea socievolezza e cortesia &amp;amp;#232; disarmante.
Si vede che le ragazze sono stanche di questo velo, lo si vede da come lo indossano lasciando scoperto quasi tutto il capo… c’&amp;amp;#232; aria di cambiamento, di modernizzazione!
Voliamo con la compagnia di bandiera Iran Air, ottima scelta sia per la comodit&amp;amp;#224; del volo diretto che per l’organizzazione in generale e a tal proposito mi sento di dover segnalare l’agenzia “Adineh”, con sede a Milano, per la professionalit&amp;amp;#224; di gestione dei voli e dei visti.
Tehran &amp;amp;#232; immensa! Conta una dozzina di milioni di abitanti che contribuiscono attivamente a rendere il traffico cittadino infernale! &amp;amp;#200; veramente allucinante, senza regole, tutte queste vecchie auto scassate che circolano, ti sfiorano, ti soffocano con i loro gas velenosi.
Ci ospita Meysam, la moglie Tina e la figlia Parmisa; ci accolgono con una cenetta tipica iraniana, seduti a terra, su vari tappeti persiani, tra specialit&amp;amp;#224; locali trascorriamo una bella serata in amicizia.

09 settembre   Tehran (IRAN)
Ci immergiamo nei vicoli tentacolari del Grand Bazar, il mercato pi&amp;amp;#249; grande della Nazione; &amp;amp;#232; come una citt&amp;amp;#224; nella citt&amp;amp;#224;, comprende 10 kmq di negozi coperti, &amp;amp;#232; la Wall Street della citt&amp;amp;#224;, il luogo dove vengono fissati i prezzi dei beni di prima necessit&amp;amp;#224;, comprende varie moschee, pensioni e persino una chiesa.
Golestan Palace. Patrimonio dell’Umanit&amp;amp;#224;, questo monumento alle glorie della dinastia qajar si trova in quello che un tempo era il cuore di Tehran. Il Palazzo &amp;amp;#232; impreziosito da sofisticate decorazioni, dipinti, specchi in stile europeo che testimoniano l’ossessione dei regnanti dell’epoca per l’Europa e la Francia.
[Stefy]: “L’Iran &amp;amp;#232; sorprendente, quando passi per strada tutti ti sorridono, ti salutano, molti si fermano a giocare con Nora, le danno caramelle, pane e carezze, sussurrando: “welcome to Iran”.
E pensare che a casa tutti ci dicevano “state attenti, non date confidenza”…
Qui &amp;amp;#232; praticamente impossibile non darla, al Parco E-Shahr, alcune ragazze ci invitano al loro pic-nic offrendoci the e frutta. La loro gentilezza ti lascia senza parole.” 

10 settembre  Tehran (IRAN)
Museo dei tappeti persiani. Non avevo mai considerato l’immenso lavoro che c’&amp;amp;#232; nella creazione di queste opere d’arte. &amp;amp;#200; incredibile la difficolt&amp;amp;#224; dei particolari, il grande numero di nodi di tessuto per cm o millimetro. Ho visto alcuni tappeti che contavano 70-80 nodi in 7 cm e parliamo di tappeti di anche 5 metri.
Alcuni tappeti sono davvero eleganti e solo ora capisco il motivo del loro valore!
Con taxi preso grazie a “Snapp”, raggiungiamo il Tajirish Bazaar.
“Snapp” &amp;amp;#232; un’app estremamente utile in Iran, richiedi un passaggio da un punto all’altro della metropoli, quando accettato, ti appaiono i dati del driver ed il prezzo, molto economico… lo useremo praticamente tutti i giorni nelle citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; grandi.
Tajirish Bazaar, &amp;amp;#232; un mercato molto colorato dove si vende di tutto. I suoi vicoletti strettissimi brulicano di gente, gli odori di coriandolo appena macinato si mescolano a quelli dei vari incensi. &amp;amp;#200; entusiasmante passeggiare senza meta perdendosi senza troppi pensieri. 

11 settembre Yazd (IRAN)
Oggi voliamo verso il sud dell’Iran, nell’area desertica, speriamo solo non faccia troppo caldo.
Con i suoi vicoli tortuosi, stretti, veri e propri labirinti di fango e paglia, le torri del vento e le case basse della citt&amp;amp;#224; vecchia, Yazd ci accoglie in un caldo pomeriggio di settembre!
Gli alti bagdir (torri del vento) costruiti per raccogliere ogni pi&amp;amp;#249; piccolo movimento d’aria calda che, passando attraverso una vasca di acqua fredda, la rinfresca e la diffonde dando un leggero refrigerio!
Incastonata tra il deserto settentrionale di Dasht-e Kavir e quello meridionale di Dasht-e Lut, Yazd &amp;amp;#232; un piccolo gioiellino nel sud.
Alloggiamo presso il Silk Road Hotel, un’antica casa tradizionale, dinanzi alla Jameh Mosque. Un luogo magico e pittoresco. Il cortile interno &amp;amp;#232; molto curato, elegante nel suo folklore, c’&amp;amp;#232; una piccola vasca d’acqua al centro e tanti divani tutto intorno. Ottimo anche il ristorantino interno che ti d&amp;amp;#224; l’opportunit&amp;amp;#224; di assaggiare tante specialit&amp;amp;#224; del posto, imperdibile la carne di cammello! Grazie Al&amp;amp;#236; per la calorosa accoglienza.

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/iran/diario_di_viaggio_iran_12725.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Iran by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>IRAN</category><pubDate>Thu, 12 Oct 2017 11:15:20 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/iran/diario_di_viaggio_iran_12725.ashx</guid></item><item><title>ST KITTS AND NEVIS by born2travel.it, Basseterre</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/saint kitts and nevis/diario_di_viaggio_saint kitts and nevis_12677.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/saint kitts and nevis/diario_di_viaggio_saint kitts and nevis_12677.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12677/138141.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SAINT KITTS AND NEVIS, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

Quando nel 1493 Cristoforo Colombo avvist&amp;amp;#242; l’isola, nel corso del suo secondo viaggio verso il Nuovo Mondo, la battezz&amp;amp;#242; “San Cristoforo”, pi&amp;amp;#249; tardi abbreviata in St Kitts.

Per dare un nome alla vicina isola: Nevis, Colombo si rifece alla parola spagnola “nieves” (neve), forse perch&amp;amp;#233; le nuvole che coprono le sue montagne gli ricordavano le vette innevate delle montagne europee.

Con un van privato partiamo alla scoperta di questa piccola isola. Seguiamo una delle uniche due strade presenti, da un lato il mar dei Caraibi, dall’altro il maestoso Oceano Atlantico.

Ci inoltriamo in un sentiero immerso nella natura viva ed impenetrabile dove, ogni tanto, si intravede qualche piccola scimmietta, animale endemico e abbastanza comune.

Visitiamo quella che, in passato, era stata una distilleria di rum e di cui, ora, restavano solo vecchi ruderi all’ombra di alberi di avogado o palme di cocco.


Nicholas, il nostro driver, ci racconta che nella zona a sud dell’isola stanno cominciando a costruire resorts, hotel e golf clubs…un po’ come ad Aruba… Speriamo non rovinino troppo velocemente questa isola che sembra mantenere la sua identit&amp;amp;#224; tropicale e non globalizzata dal turismo di massa.

[ continua su: www.born2travel.it ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/saint kitts and nevis/diario_di_viaggio_saint kitts and nevis_12677.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;ST KITTS AND NEVIS by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>SAINT KITTS AND NEVIS</category><pubDate>Wed, 12 Apr 2017 13:38:19 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/saint kitts and nevis/diario_di_viaggio_saint kitts and nevis_12677.ashx</guid></item><item><title>Guadalupe by born2travel.it, Pointe-a-Pitre</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guadalupia/diario_di_viaggio_guadalupia_12674.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guadalupia/diario_di_viaggio_guadalupia_12674.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12674/138111.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GUADALUPIA, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 

24 march Pointe-&amp;amp;#224;-Pitre (GUADELOUPE)

In mattinata approdiamo a Pointe-a-Pitre, il centro abitato pi&amp;amp;#249; vivo dell’isola.

Anche qui stessa delusione come a Martinica, non ci sono bandiere del posto in giro e all’ufficio postale quasi sembrano offendersi se chiedi un francobollo, magari per collezionisti, di Guadalupa e non francese!

Decidiamo di goderci l’intera giornata in spiaggia!

Attraversiamo il colorato mercato della frutta, poi quello ricco delle spezie ed infine quello pittoresco del pesce, con i pescatori che puliscono i vari pesci tropicali appena pescati.

In bus raggiungiamo Le Gosier e ci fermiamo a La Datcha, la spiaggia del posto: ottima scelta!

Siamo gli unici turisti e ci rilassiamo tutto il giorno con i nostri piccoli!

Loro sgambettano sulla battigia con i piedini microscopici e con quell’acqua trasparente che ogni tanto li bagna sorprendendoli tutte le volte.

Il mare &amp;amp;#232; bellissimo, tanti pellicani simpatici che volano, goffamente, a filo d’acqua, ogni tanto si tuffano per beccare qualche pescetto.

Invidiamo i locali o i francesi che vivono qui e che magari, per un break di un’oretta dal lavoro, vengono qui in questo paradiso terrestre!

Il centro di Point-a-Pitre &amp;amp;#232; un dedalo di viuzze caotiche dove si vendono solo cineserie e roba chic!

Tempo di ripartire… Si va a St Kitts e Nevis! Che emozione!

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guadalupia/diario_di_viaggio_guadalupia_12674.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Guadalupe by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>GUADALUPIA</category><pubDate>Sun, 09 Apr 2017 16:53:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guadalupia/diario_di_viaggio_guadalupia_12674.ashx</guid></item><item><title>Martinique by born2travel.it, Fort-de-France</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/martinique/diario_di_viaggio_martinique_12673.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/martinique/diario_di_viaggio_martinique_12673.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12673/138105.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MARTINIQUE, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 

23 marzo Fort de France (MARTINICA)

All’alba entriamo nelle acque territoriali di Martinica. Tutta l’isola &amp;amp;#232; ricoperta da rilievi montuosi tra cui svetta la cima del vulcano Pel&amp;amp;#233;e.

Approdiamo a Fort de France, il capoluogo, perch&amp;amp;#233; di capitale non si pu&amp;amp;#242; parlare in questo possedimento francese.

Fort de France &amp;amp;#232; lambita dalle calde acque dei Caraibi, il suo centro cittadino, con il forte St Louis, il coloratissimo mercato della frutta ed i giardini de “La Savane” sono una vera delizia per gli occhi.

Le sue movimentate e strette stradine sono fiancheggiate da anonimi uffici, grandi magazzini e cadenti edifici del primo 900 con balconi in ferro battuto.

Cominciamo la nostra visita da consueto ufficio postale… ingenuamente speravo di trovare qualche francobollo, magari per i collezionisti, proprio di Martinica ma presto l’impiegata, quasi infastidita, mi risponde, acida, che hanno solo francobolli francesi perch&amp;amp;#233; qui siamo in Francia! A me pare di stare ai Caraibi ma questa cosa ritorner&amp;amp;#224; varie volte nel corso della giornata quasi come fosse un vanto per loro!

Ci rimango male quando per tutto il giorno non riesco a scorgere neppure una bandiera di Martinica, solo tricolori francesi! Almeno in Nuova Caledonia sventolavano le bandiere locali… ed avevano pure francobolli propri!

La Biblioth&amp;amp;#232;que Schoelcher &amp;amp;#232; il punto di riferimento pi&amp;amp;#249; visibile di Fort de France perch&amp;amp;#233; ubicato in un policromo palazzo un po’ chic, sormontato da una cupola in stile bizantino. L’interno ospita una biblioteca ancora tuttora funzionante.

Gironzoliamo senza meta per le stradine movimentate piene di negozietti di abiti cinesi o souvenirs. Passiamo accanto al Palais de Justice, al coloratissimo mercato delle spezie, fino al Museo Etnografico che raccoglie reperti di partite di calcio varie a cui ha partecipato la squadretta di Martinica… e non francese stavolta!

Ripartiamo alla volta di Guadalupa!

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Siamo nell’isola delle 365 spiagge! C’&amp;amp;#232; bisogno di un anno sabbatico per scoprirle tutte: una al giorno. Anche se il nostro tassista ci ha confidato che, alla fine, si va sempre alle solite 4-5, rimandando al domani la scoperta di nuove!

Antigua &amp;amp;#232; un paradiso anche per i VIPS che qui vengono a svernare: Eric Clapton, Giorgio Armani, Ken Follett, giusto per citarne qualcuno, hanno qui la propria residenza invernale!

Le sue innumerevoli insenature rocciose e le sue coste irregolari nascondono dozzine di spiaggette da sogno, mentre le baie appartate hanno dato rifugio a molte navi, da quelle dell’Ammiraglio Nelson a quelle dei vari pirati!

Approdiamo a St John’s, la sua capitale, subito ci colpisce la caratteristica atmosfera britannica, con le sue stradine strette punteggiate di casette in legno dai colori vivaci.

Con un taxi raggiungiamo la placida Dickinson Bay dove trascorriamo una mattinata in relax su una spiaggia bianchissima e con un’acqua stupenda!

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17 marzo Pointe-a-Pitre (GUADALUPA)

Questa volta voltiamo completamente pagina!

Lasciamo, momentaneamente, gli zaini a casa e partiamo da Pointe-a-Pitre, Guadalupa, a bordo di una lussureggiante ed elegante nave alla scoperta delle vecchie Antille Olandesi!

La prima impressione di questo territorio francese nei caraibi &amp;amp;#232; molto simile a quella provata a Noumea, Nuova Caledonia.

Fa strano vedere in luoghi cos&amp;amp;#236; remoti e lontani auto con targa francese, pagare in euro, utilizzare solo la carta d’identit&amp;amp;#224;, vedere gente in giro con la consueta baguette sotto il braccio e le varie bandiere francesi sventolare un po’ ovunque.
E’ tarda sera quando, soavemente, questa maestosa nave salpa lasciandosi alle spalle il piccolo porto guadalupese…

19 marzo Willemstad (CURA&amp;amp;#231;AO)

&amp;amp;#200; l’alba, apriamo la tenda della nostra bella stanza ed ecco: terra! L’isola di Cura&amp;amp;#231;ao inizia a materializzarsi dinanzi i nostri occhi!

Sono molto eccitato e non vedo l’ora di scendere a terra e portare Nora, Sophie ed Ettore alla scoperta di questa prima isoletta caraibica.

Eravamo in sei, spensierati e riposati, in giro per le strade di Copenaghen... stesso team ma ora siamo in nove e siamo pi&amp;amp;#249; forti di prima!

Willemstad &amp;amp;#232; la capitale di Cura&amp;amp;#231;ao, territorio che fa ancora parte dei Paesi Bassi.

Il centro storico &amp;amp;#232; costituito da quattro quartieri: Punda (istituito nel 1634 dopo che gli olandesi presero l’isola alla Spagna), Otrobanda (centro culturale cittadino), Scharloo e Pietermaai.

Willemstad, con la sua architettura coloniale colorata e l’ingresso del porto sono patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Attraversiamo il Queen Emma Bridge giusto in tempo perch&amp;amp;#233; si sta avvicinando un piccolo yacht e quindi il ponte viene aperto mentre i passanti si affrettano come possono per evitare di rimanere bloccati sullo stesso… ma nessun problema, entrano subito in gioco i ferry (gratuiti) che in 4 minuti ti conducono da una sponda all’altra!

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/antille olandesi/diario_di_viaggio_antille olandesi_12670.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Curacao by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>ANTILLE OLANDESI</category><pubDate>Sun, 09 Apr 2017 16:35:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/antille olandesi/diario_di_viaggio_antille olandesi_12670.ashx</guid></item><item><title>ST MAARTEN by born2travel.it, Philipsburg, Marigot</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/antille olandesi/diario_di_viaggio_antille olandesi_12679.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/antille olandesi/diario_di_viaggio_antille olandesi_12679.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12679/138151.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ANTILLE OLANDESI, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

27 marzo Philipsburg (ST MAARTEN)

Per centinaia di anni, i Caraibi sono stati un esotico campo di battaglia per le potenze coloniali, impegnate ad arricchirsi trasportando rum, schiavi ed oro dal Nuovo al Vecchio Mondo.

Qualche colpo di cannone bastava a trasformare da un giorno all’altro, la geografia politica dell’area e, dopo secoli di questo Risiko giocato tra sabbia, mare e palme di cocco, una sola delle 7.000 isole dei Caraibi rest&amp;amp;#242; divisa tra due Nazioni che preferirono spartirla piuttosto che perderla del tutto.

&amp;amp;#200; facile capire come mai questo luogo: Saint Martin per i francesi e Sint Maarten per gli olandesi, fosse cos&amp;amp;#236; ambito.

La divisione politica ha regalato a quest’isola due distinte personalit&amp;amp;#224;, quasi cose se fossero due gemelli siamesi con caratteri molto differenti.

I “francesi” si aggrappano alle radici europee, come dimostra l’attenzione per la cucina, l’attaccamento alle tradizioni d’oltralpe, le targhe automobilistiche francesi ed il sentirti dire, a Marigot, che la capitale &amp;amp;#232; in Europa, a Parigi, e che Marigot &amp;amp;#232; solo la citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; grande dell’isola!

Gli “olandesi” preferiscono enfatizzare la propria socialit&amp;amp;#224;, specie tramite la musica, la vita rilassata in spiaggia ecc.


Secondo la leggenda, la divisione dell’isola ebbe origine da una specie di gara podistica. I francesi si diressero verso nord, gli olandesi a sud. Mentre i primi, lungo il percorso, si dissetarono con buon vino, i secondi fecero ricorso a gin scadente e furono costretti ad una lunga sosta per smaltire gli effetti. Questo spiegherebbe perch&amp;amp;#233; i francesi si siano accaparrati una parte pi&amp;amp;#249; cospicua di territorio.

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20 marzo Oranjestad (ARUBA)

Arriviamo di buon mattino nella bella isoletta di Aruba… il colore dell’acqua del mare comincia a diventare sempre pi&amp;amp;#249; trasparente quando entriamo nel suo porticciolo.
La bandiera azzurra con la stella rossa sventola orgogliosa su un pilone…

Aruba &amp;amp;#232; considerata come la “perla” delle Piccole Antille; &amp;amp;#232; un’isola alle dipendenze della corona olandese ed &amp;amp;#232; situata a 30 km dal Venezuela.
Rinomata per le sue spiagge dalla sabbia bianca, &amp;amp;#232; favorita da un clima tropicale molto piacevole.

Anche se l’olandese costituisce la lingua ufficiale, ad Aruba si parla il “papiamento”, un creolo-portoghese con influssi spagnoli, africani ed olandesi.
Vista la meravigliosa giornata, ne approfittiamo per fare subito un salto in quella che &amp;amp;#232; considerata una delle pi&amp;amp;#249; belle spiagge al mondo: Eagle Beach!
Il bus “Arubus” viaggia lungo la costa ed in meno di 10 minuti ci porta in questa spiaggia da cartolina!

Sabbia bianca finissima, palme di cocco che donano un po’ d’ombra, un mare cos&amp;amp;#236; trasparente che si pu&amp;amp;#242; fare snorkeling quasi senza indossare la maschera.
Ci godiamo questa mattinata in relax con i nostri bimbi ed &amp;amp;#232; proprio divertente giocare con loro sulla battigia mentre si guardano intorno, con occhi sgranati e stupiti!

Nel pomeriggio facciamo un breve tour dell’isola con Javier. Il nostro autista ci racconta un po’ di storie ed aneddoti sull’isola mentre ci inoltriamo nella sua anima pi&amp;amp;#249; nascosta.

Dall’alto della “Roccia Casibari” abbiamo una veduta quasi a 360&amp;amp;#176; di Aruba, da capo a capo, ricordiamo che questa &amp;amp;#232; la pi&amp;amp;#249; piccola delle ex Antille Olandesi.
In giro con il nostro van abbiamo l’opportunit&amp;amp;#224; di vedere dove e come vivono i locali, la vera Aruba, quella lontana dai resorts 5 e 6 stelle della costa.

Mi colpisce molto un sentiero tra grosse piante grasse e spinose che porta alla piccola chiesetta “Alto Vista”, ai cui lati ci sono tutte le varie stazioni della Via Crucis e dall’alto del quale si gode di un magnifico panorama sul Mare dei Caraibi.

La pittoresca cappella di “Alto Vista”, una remota chiesa risalente al 1750 e presente ora su tutti i francobolli.

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22 marzo Saint George&amp;#39;s (GRENADA)

La pi&amp;amp;#249; meridionale delle Piccole Antille, Grenada, &amp;amp;#232; l’ennesimo paradiso naturale.

Il porto si trova nella capitale Saint Geroge’s e sembra uscito da un vecchio acquerello raffigurante un incantevole villaggio in riva al mare, dove gli edifici di epoca coloniale si fondono con le luminose abitazioni caraibiche.

Questo &amp;amp;#232; il paradiso e capitale delle spezie, la noce moscata in primis, cos&amp;amp;#236; importante da essere raffigurata persino nella bella e colorata bandiera nazionale.

Basta perdersi nei suoi vicoletti stretti che si incontra subito la vera Grenada, quella dei rasta che cantano le canzoni di Bob Marley dinanzi alle proprie bancarelle di legno mentre vendono ogni sorta di spezia, delle “mami” dal seno gigantesco che raccolgono in piccoli sacchetti 5-6 pomidoro per la vendita, delle studentesse dalle uniformi candide che escono da scuola, delle poliziotte con le calze nere al ginocchio, di chi ti d&amp;amp;#224; il resto in dollari dei Caraibi Orientali, di chi ti chiede notizie di Roberto Baggio o se Cristiano Ronaldo fosse anch’egli italiano!

Grenada, dopo le vecchie Antille Olandesi, ti stupisce perch&amp;amp;#233; qui non hai l’impressione di stare in un’Europa tropicale ma in una vera isola, quella dei corsari, dei leggendari pirati!

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29 marzo Kingstown (ST VINCENT AND THE GRENADINES)

I nomi St Vincent e Grenadines richiamano alla memoria una serie di immagini esotiche ed idilliache di vita isolana. La fantasia non &amp;amp;#232; lontana dalla verit&amp;amp;#224;.

Ecco infatti un arcipelago del Mar dei Caraibi non ancora molto sfruttato turisticamente: spiagge di sabbia bianca su isole deserte, acque cristalline che lambiscono la riva.
Approdiamo a Kingstown, l’animata capitale che conserva le caratteristiche dell’epoca coloniale grazie alle vie acciottolate percorse freneticamente dai suoi abitanti.

Adoro incrociare gruppi di studentelli che si recano a scuola, ciascuno con la propria divisa a seconda della scuola di appartenenza, questa &amp;amp;#232; un’eredit&amp;amp;#224; lasciata dai britannici!

La lontananza di questa ed altre isole dal resto del mondo ha creato una cultura molto particolare, un forte desiderio di emulare ci&amp;amp;#242; che si vede in TV. Le preferenze musicali sembrano strettamente legate alle varie generazioni. I rasta, non pi&amp;amp;#249; giovanissimi, apprezzano i ritmi rilassati caratteristici di vecchie leggende come Bob Marley; i pi&amp;amp;#249; giovani sono, invece, attratti dai rappers americani e cercano quasi di emularli anche nel look.

Kingstown mi &amp;amp;#232; piaciuta molto per il suo disordine e per la gentilezza della sua gente. In molti mi hanno quasi accompagnato, di persona, quando chiedevo informazioni sull’ufficio postale!

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26 marzo Road Town (ISOLE VERGINI BRITANNICHE)

Il soffio costante degli alisei accarezza un canale disseminato di isole, lambite da deboli correnti e centinaia di baie protette.

Durante il suo secondo viaggio ai caraibi, Cristoforo Colombo fu condotto dai Caribi in un arcipelago di isole incontaminate che chiam&amp;amp;#242; “Santa Ursula y las once mil virgenes”, in onore di una principessa del IV secolo stuprata ed uccisa dagli Unni. Santa Ursula resta ancora oggi un simbolo importante tant’&amp;amp;#232; che &amp;amp;#232; rappresentata addirittura nella bandiera locale.

Cento anni dopo, i pirati inglesi Sir Francis Drake e Jack Hawkins cominciarono ad usare queste isole come base durante i loro attacchi alle navi spagnole.

Poi giunsero i corsari francesi ed i filibustieri olandesi, era noto che queste isole possedevano alcuni dei porti pi&amp;amp;#249; sicuri ed incustoditi delle Indie Occidentali. Alla fine, tante localit&amp;amp;#224; divennero noti covi di pirati.

Son rimasto abbastanza deluso da Road Town, la capitale, che ha veramente poco da offrire al visitatore curioso.

Gironzolando per il centro abbiamo visto le mura di HM Prison, la prigione del 18&amp;amp;#176; secolo, una vera e propria fortezza adibita a carcere dove di notte capita sovente di sentire le voci e la musica provenienti dalle celle dei prigionieri che ascoltano la radio.

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06 dicembre Springbok (SUD AFRICA)

Fish River Canyon. Il secondo canyon pi&amp;amp;#249; grande del mondo dopo il Grand Canyon.

Percorriamo un paio di km lungo il crinale e rimaniamo incantati e stupiti dinanzi a cotanta maestosit&amp;amp;#224;. Sembra davvero di vedere le ossa del Pianeta Terra…

Non molto lontano ci fermiamo a Noordewer, il confine tra queste due nazioni; le pratiche burocratiche sono lente ma, una volta entrati nel Paese di Mandela, il paesaggio muta notevolmente. Invece di aride rocce e spazi desertici ora ci sono verdi vigneti e campi coltivati, persino la strada non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; un polveroso sterrato ma una pulita lingua di asfalto.

07 dicembre Citt&amp;amp;#224; del Capo (SUD AFRICA)

Piano piano ci avviciniamo con i nostri stanchi e impolverati trucks alle porte della immensa citt&amp;amp;#224;. La sua periferia &amp;amp;#232; un mare di bidonville di lamiera dove manco la polizia pu&amp;amp;#242; accedervi. &amp;amp;#200; un mondo a parte e fa impressione e tristezza. Fannie dice che qui vivono persone provenienti da quasi tutta l’Africa del centro sud.

Eccoci a Citt&amp;amp;#224; del Capo, ci aspettiamo molto da questi ultimi giorni qui! Alloggiamo presso il “Dale Court Guesthouse”, ottima sistemazione a pochi passi dal Waterfront, la zona pi&amp;amp;#249; turistica.

Ci perdiamo subito tra la folla di turisti, ci sentiamo quasi spaesati noi che proveniamo dalla Namibia, la nazione meno abitata d’Africa, non siamo abituati a vedere cos&amp;amp;#236; tanta gente.

I nostri trucks stonano nel traffico dell’ora di punta di Citt&amp;amp;#224; del Capo, il nostro look da safari &amp;amp;#232; quasi strano quando ci mischiamo coi turisti ben vestiti e profumati!

C’&amp;amp;#232; un’enorme albero di Natale nel centro di Waterfront, tanti Malls illuminati, pubs, ristoranti carini, luci, colori, musiche, artisti di strada… una festa ovunque!

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19 novembre Victoria Falls (ZIMBABWE)

Dopo tre lunghi voli, finalmente atterriamo a Victoria Falls.

Il sole splende alto nel cielo, fa molto caldo ma, caricati gli zaini sui due nostri trucks, ci dirigiamo subito verso il Camp che ci ospiter&amp;amp;#224; questa notte…

20 novembre Victoria Falls (ZIMBABWE)

[Stefy]: “Le Cascate Vittoria, nonostante il periodo di secca, non sono particolarmente asciutte, anzi… riusciamo a godere del primo spettacolo naturale di quest’avventura africana!”

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21 novembre Kasane (BOTSWANA)

[Stefy]: “Il confine non &amp;amp;#232; molto distante dalla piccola cittadina di Victoria Falls e gi&amp;amp;#224; nel primo pomeriggio raggiungiamo le rive del fiume Chobe.

Entriamo in Bostwana percorrendo una lunga striscia di asfalto nero ai bordi della quale ogni tanto si incrociava qualche zebra o elefante… che strano leggere il cartello di pericolo: “divieto di inoltrarsi nel bush per presenza di animali feroci”.

22 novembre Kasane (BOTSWANA)

Partiamo all’alba alla scoperta del Chobe National Park.

Fa parecchio freddo su questi fuoristrada aperti; come ogni game drive, ci immergiamo subito nella vita meravigliosa e selvaggia della savana. Il fiume Chobe scorre tranquillo fornendo ospitalit&amp;amp;#224;, rifugio e sussistenza ai numerosi branchi di animali.

Alcuni licaoni, in branco, si avvicinano minacciosi verso un gruppetto di brutti marab&amp;amp;#249;, (non si pu&amp;amp;#242; certo dire che sia un animale di bell’aspetto!), una dozzina di elefanti, in fila indiana, segue il capo famiglia che li richiama con un potente barrito; alcuni coccodrilli si crogiolano al sole lungo l’argine fluviale…

23 novembre Nata (BOTSWANA)

[Stefy]: “Dopo un’intera giornata di truck ci fermiamo a Nata e pi&amp;amp;#249; precisamente, per la notte, ad Elephant Sands. C’&amp;amp;#232; una grossa pozza d’acqua che attira tanti elefanti… al nostro arrivo ne vediamo un paio veramente vicinissimi… una ventina di minuti dopo giungono ad abbeverarsi una quindicina di esemplari maschi, (ci hanno spiegato che durante il giorno vanno i maschi e la sera le femmine con i piccoli).

La serata, infatti, &amp;amp;#232; magica! Tre elefantini di pochi mesi  cercano la proboscide della mamma, la sua protezione, due grossi maschi si scontrano duramente e il rumore sordo delle loro zanne risuona alto nella notte.

24 novembre Maun (BOTSWANA)

Planet Baobab. Un piccolo resort che cura meravigliosi antichi baobab… ce n’&amp;amp;#232; uno davvero maestoso che dicono abbia 2500 anni! E’ impressionante, ti intimidisce, sembra un vecchio saggio che ti osserva severo…

Finalmente giungiamo a Maun e con noi dei grossi nuvoloni grigi! 
Ne approfittiamo per montare subito il campo e via di corsa in aeroporto prima che le condizioni meteorologiche diventino proibitive! 
Decolliamo con un Cessna proprio quando comincia a piovere ma, dopo una breve virata a sinistra, siamo subito su questa enorme distesa pianeggiante che contorna il fiume Okavango. Avvistiamo tanti animali, qualche elefante, gruppi di antilopi, ippopotami, gazzelle… E’ molto emozionante perch&amp;amp;#233; si ha una visione della vita nella savana da un punto di vista privilegiato…

Mi son sentito come uno di quei vecchi missionari che si spostavano da un remoto villaggio all’altro a bordo di questi piccoli aerei… volo alla scoperta del delta dell’Okavango… il fiume che non sfocia in mare e neppure confluisce in un altro fiume; la foce si disperde in una palude in un&amp;#39;area del deserto del Kalahari nota come delta dell&amp;#39;Okavango.

Comincia a piovere pi&amp;amp;#249; intensamente… rientriamo al Sedia River Lodge sotto un diluvio, un’acquazzone che in questi luoghi appare ancora pi&amp;amp;#249; disastroso… rinunciamo a cucinare e ci rifugiamo nel pessimo ristorante del nostro lodge…

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Mark contratta per avere una barca, montiamo velocemente le tende e, poco dopo, siamo nuovamente sulle acque di questo mitico fiume!

&amp;amp;#200; tardo pomeriggio, le nuvole si colorano di giallo, poi di arancione, viola, rosso… lungo l’argine del fiume scorgiamo scene di vita quotidiana locale, gruppetti di donne che fanno il bucato, dei bimbi si tuffano e nuotano incuranti del pericolo dei coccodrilli, due uomini si rilassano completamente insaponati…

...sulla riva angolana, una mezza dozzina di ragazzine ci canta una canzone di religiosa…

scendiamo dalla barca, localit&amp;amp;#224; Calai, in Angola, e ammiriamo questo tramonto cos&amp;amp;#236; speciale e magico!”

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27 novembre Halali (NAMIBIA)

[Stefy]: “Dopo aver rimpinguato la cambusa, ci dirigiamo verso l’Etosha National Park… Trascorriamo diverse ore a girovagare all’interno del parco in cerca di animali… vediamo branchi di zebre, impala, gnu, orici, giraffe, gazzelle, sciacalli e addirittura tre rinoceronti… “

Prima che tramonta il sole abbiamo gi&amp;amp;#224; montato le nostre tende e l’intero campo… c’&amp;amp;#232; chi prepara la cena, chi monta le sedie, chi scrive il diario, chi accende il fuoco, chi riempie le bottiglie d’acqua, chi coordina con i drivers l’itinerario del giorno seguente… c’&amp;amp;#232; grande armonia e si sente nell’aria!

28 novembre Onankali (NAMIBIA)

[Stefy]: “Trascorriamo tutta la mattina a zonzo nell’Etosha NP a bordo dei nostri due trucks; arriviamo fino all&amp;#39;Etosha Pan, una depressione salina di 5000 kmq creatosi 12 milioni di anni fa; mi ricorda molto i Salares boliviani. La temperatura sfiora i 44&amp;amp;#176; ed il caldo &amp;amp;#232; davvero torrido… vediamo pochi animali, con queste temperature cercano riparo come possono…”

Nel tardo pomeriggio cominciamo la lunga traversata che ci porter&amp;amp;#224; all’Epupa Falls… Sta quasi tramontando il sole quando ci fermiamo ad Onankali, un paesino nel mezzo del nulla, scorgiamo un vecchio cartello con la scritta “lodge” ma di strutture nemmeno l’ombra, solo un piccolo cortile con 4 capanne dalle mura di fango…

Concordiamo il prezzo con Mrs Pauline e montiamo le nostre tende… la signora per&amp;amp;#242; ci tiene a specificare che possiamo usare solo un bagno all&amp;#39;interno delle capanne...  dopo averlo visto decidiamo di farla all’aria aperta!

29 novembre Epupa Falls (NAMIBIA)

“Ora che l’uomo ha superato la soglia del 2000 e conquistato nuove mete spaziali, il sogno di visitare nuovi mondi non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; cos&amp;amp;#236; remoto. Ma fino a quando una vacanza su Marte non diventer&amp;amp;#224; una realt&amp;amp;#224;, &amp;amp;#232; confortante sapere che sulla Terra esistono luoghi che offrono le stesse emozioni delle esplorazioni spaziali. Avventuratevi nell’ignoto: visitate la Namibia”!

Che grande slogan usa la Lonely Planet per pubblicizzare questo luogo!

Ha proprio ragione, a volte ti ritrovi a percorrere centinaia di km nel nulla ed, oggigiorno, sembra quasi impossibile che ci siano nel mondo posti del genere.

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20.02.2016 Tbilisi (Georgia)
[Stefy]: “Dopo una tazza calda di th&amp;amp;#232; e due baclava, facciamo due passi nel centro storico non lontani dalla Chiesa di Jvaris Mama e da quella di Norasheni. La citt&amp;amp;#224; vecchia &amp;amp;#232; molto carina, un dedalo di stradine caratterizzano questa zona antichissima che la gente del posto chiama Maidan o Kala.
Nella piazzetta di Gorgasalis, incontriamo due ragazzi di couchsurfing Peppu indiana ed il suo ragazzo singalese. Trascorriamo con loro qualche ora, chiacchieriamo dell’India, di viaggi, dei loro studi di medicina a Tbilisi e delle difficolt&amp;amp;#224; di vivere all’estero.
Andiamo alla Chiesa di Metekhi dove, per puro caso, assistiamo ad una cerimonia ortodossa; il prete fa il segno della croce sulla fronte dei fedeli mentre loro gli baciano il polsino della tunica.”
Tbilisi &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; sorprendente, se qualche scorcio, tipicamente sovietico, mi ha fatto rimembrare la vecchia Lettonia, tanti altri sono propri di una citt&amp;amp;#224; che pian piano tenta di aprirsi all’Europa e all’Occidente.
Ricordiamo che ormai sono 25 anni che ha ottenuto l’indipendenza da “Grande Madre Russia” e che da non moltissimo &amp;amp;#232; riuscita a liberarsi da quell’anarchia in cui era caduta.

21.02.2016 Tbilisi (Georgia)
 Mtskheta ospita alcune delle chiese pi&amp;amp;#249; antiche del Paese e ne rappresenta il cuore spirituale sin da quando il Cristianesimo divent&amp;amp;#242; la religione di Stato nel ‘300.
Alla confluenza dei fiumi Mtvari e Aragvi, Mtskheta &amp;amp;#232; stata anche la prima capitale Georgiana.

Visitiamo la Chiesa di Jvari, molti credenti ortodossi sono in preghiera, fanno il loro caratteristico segno della croce, baciano i piedi di Ges&amp;amp;#249; Cristo sulla croce, camminano accarezzando la base di tutte le cornici delle sacre icone. 
L’atmosfera molto solenne e cerchiamo di mostrare il nostro massimo rispetto anche quando, poco dopo, all’interno della maestosa Cattedrale di Sveti-Tskhoveli, un monaco dalla lunga barba bianca, benedicendo tutti i fedeli, ci innaffia completamente con un grande pennacchio imbevuto nell’acqua…  dopo questa doccia santa proseguiamo fino alla Chiesa di Antioki risalente all’epoca di Santa Nino, molto amata dai Georgiani.
Ritorniamo a Tbilisi e gironzoliamo tra le cianfrusaglie del mercato delle pulci, tra vecchie donnoni russe dai denti d’oro che vendono vecchi piatti o servizi da the usati o pentolame vario e uomini dall’aria stanca, dal viso malinconico e trascurato che mostrano vecchi francobolli sovietici o gradi militari dell’armata rossa.
In centro, basta entrare in uno dei mille vicoletti per incontrare la vecchia Tbilisi dell’era sovietica. Case decadenti non sono ancora state ristrutturate, vecchi balconi di legno sembrano l&amp;amp;#236; l&amp;amp;#236; per caderti sulla testa, spesso appare un’antica chiesa ortodossa, luogo di culto ed incontro del popolo.
22.02.2016 Tbilisi (Georgia)
[Stefy]: “Raggiungiamo la collina in ovovia, il biglietto costa un Lari, eccoci sulla fortezza di Narikala da dove si gode di una bella veduta sulla citt&amp;amp;#224;. Poco pi&amp;amp;#249; a destra trova uno dei simboli pi&amp;amp;#249; caratteristici della capitale: la Statua di Kartlis Deda, alta circa 20 metri e tutta in alluminio. Rappresenta una metafora perfetta del carattere dei georgiani, in una mano tiene una coppa di vino (ospitalit&amp;amp;#224;) e nell’altra una spada (per combattere i nemici).
Cattedrale di Sameba, la pi&amp;amp;#249; grande del Caucaso, &amp;amp;#232; maestosa e domina l’intera citt&amp;amp;#224;! 
Mercato di Desertirebis. Adoro i mercati, sono posti vivi e pulsanti e puoi capire molto della cultura di un posto. “
Senza meta tra le spoglie bancarelle che vendevano un mucchietto di patate o carote o qualche piccolo e brutto kiwi, questi vecchi uomini e donne scaldati da stufette a legna microscopiche, mi hanno fatto tanta tenerezza... in quel mercato mi &amp;amp;#232; sembrato di fare un passo indietro nel tempo ma son bastate due fermate di vecchia metro sovietica, quella con lunghissime scale mobili che, a velocit&amp;amp;#224; sostenuta ti portano nelle profondit&amp;amp;#224; della Terra e cambiamo completamente area: Rustaveli.
Ampi viali puliti, negozi di tutte le marche occidentali, auto costose, gente ben vestita… seguiamo per un po’ l’itinerario a piedi proposto dalla nostra Lonely Planet fino alla bella Freedom Square…

23.02.2016 Gori (Georgia)
Oggi lasciamo la bella capitale georgiana per entrare nel cuore di questo Paese caucasico…
Percorriamo in tranquillit&amp;amp;#224; i 100 km che la separano da Gori, citt&amp;amp;#224; natale di Stalin… il paesaggio &amp;amp;#232; monotono, pianeggiante e desolato… ogni tanto appare un accampamento di containers, tutti uguali e nel bel mezzo del nulla: sono i campi dei rifugiati dell’Ossezia, una regione della Georgia, scappati nel 2008 per i bombardamenti dei russi… improvvisamente un’altra area, stavolta palesemente militare, &amp;amp;#232; una zona occupata dai russi… cartelloni stradali indicano la direzione per Sokhumi, capoluogo dell’Abkhazia, altra terra occupata… a volte mi sembra di viaggiare sul tabellone di Risiko…
Attraverso brulle stradine, dove regnano i vigneti, si dice che i Georgiani abbiano inventato il vino, raggiungiamo “Atenis Sioni”, un’antichissima chiesa situata su un’ansa del fiume Tana e circondata da alte colline e precipizi.
Conserva meravigliosi affreschi dell’XI secolo.

Non lontano sorge Uplistsikhe, un tempo gigantesca citt&amp;amp;#224; rupestre oltre che uno degli insediamenti pi&amp;amp;#249; antichi del Caucaso ed al cui culmine dello sviluppo, nel Medioevo, contava una popolazione di 20.000 abitanti!
Posta lungo il Cammino della Seta, vantava circa 700 grotte scavate nella roccia; una grande citt&amp;amp;#224; del passato di cui ora restano solo antiche rovine testimoni di un lontano splendore!
Gori mi colpisce sin da subito per la sua trasandatezza, il suo degrado ed abbandono… mi sembra uno di quei paesini sovietici di un romando di Tolsoj… sinistri edifici decrepiti dalle mura ingrigite per lo smog di queste vecchie auto, cortili vuoti e silenziosi, alberi tristi senza foglie, persino le persone sembrano riflettere il carattere della cittadina… vecchie donne dalle schiene curve ed un foulard in testa, vestite di nero, si affrettano lungo i viali disadorni, uomini dal viso duro e dal fiato d’aglio chiacchierano accanto alle proprie auto trasformate in taxi, rottami di Lada sono caricate all’inverosimile…
Gori &amp;amp;#232; celebre per aver dato vita allo statista Stalin. Poche persone hanno lasciato un retaggio storico al tempo stesso pi&amp;amp;#249; grande e controverso di quanto abbia fatto questo figlio di un umile calzolaio il quale guid&amp;amp;#242; per 25 anni il Paese pi&amp;amp;#249; grande del pianeta. Se non fosse stato per il ruolo svolto dall’URSS, la Germania nazista avrebbe di sicuro vinto la seconda guerra mondiale.
Nell’arco di un decennio ha trasformato l’Unione Sovietica in una grande potenza industriale passando dall’aratro di Lenin alle armi nucleari, come scrisse Churchill nella sua autobiografia.
Tuttavia, le sofferenze di milioni di persone, i gulag, la NKVD (polizia segreta), non possono essere dimenticati.
Pranziamo al “Chinebuli”, un ristorantino alle spalle del museo con un’ottima zuppa di khinkali, ripieni di carne o formaggio… adoriamo la cucina georgiana!


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01.08.2015 Podgorica (Montenegro)
[Stefy]: &amp;amp;quot;Dopo un lungo e faticoso viaggio in bus lasciamo il Kosovo per entrare in Montenegro e raggiungere la sua capitale: Podgorica. Ci ospita Marko, un couchsurfer del posto. Ceniamo in un ristorantino gestito dalla Chiesa Ortodossa, provo un piatto locale, una sorta di pur&amp;amp;#232; di patate con pezzi di formaggio (kacamak). Marko &amp;amp;#232; molto gentile, con lui esploriamo tutta la notte, a piedi, questa afosa cittadina (calda perch&amp;amp;#232; il calore che arriva dal lago Shkoder resta in questa fossa circondata a 360&amp;amp;#176; dalle montagne). Giriamo di notte, anche se alle 23 ci sono ancora 33&amp;amp;#176;... 
Passano davanti ai nostri occhi curiosi: la Torre dell&amp;#39;orologio, la Moschea di Osmanac, quellla di Doganjiska, le rovine della fortezza Ribnica, la statua di Nicola I fino alla Cattedrale della Resurrezione di Cristo: meravigliosa!
Abbiamo attraversato numerosi parchi e ci ha colpito molto il vedere famiglie, bambini giocare spensieratamente anche a mezzanotte, qui non c&amp;#39;&amp;amp;#232; criminalit&amp;amp;#224;!
Che bella serata!&amp;amp;quot;

02.08.2015 Kotor (Montenegro)
Approdiamo alla stazione dei bus di Kotor (Cattaro per gli italiani) in un&amp;#39;afosa mattinata di agosto...
Lungo il piacevole tragitto da Podgorica a Kotor attraversiamo tanti luoghi di villeggiatura locali e non, Budva, la Rimini montenegrina, ci ha subito colpiti per la sua vita frenetica ed il suo caos vacanziero...
Ci inerpichiamo lungo una stradina che costeggia maestose rocce, scendiamo da un lato, qualche curva ed eccoci tra le accoglienti braccia di questa deliziosa cittadina...
Alloggiamo da &amp;amp;quot;Vicky&amp;amp;quot;, una vecchia casa del 1500 incastonata nelle rocce senza et&amp;amp;#224; di Kotor ed improvvisamente ci sembra di stare sul set di &amp;amp;quot;Mamma mia&amp;amp;quot;!
Varcando il cancelletto in ferro battuto lungo il muretto grigio formato da grosse pietre, non mi sarei meravigliato se ci fosse venuto incontro Meryl Streep...
Invece c&amp;#39;&amp;amp;#232; questa piccola donnina montenegrina, Vicky, che ci fa subito tenerezza e mostrandoci la nostra accogliente stanza ci dice che conosciuto Pertini e che rimpiange Tito... Questo rimpianto, abbiamo notato, &amp;amp;#232; un p&amp;amp;#242; comune a tanti... persino gli albanesi ce lo descrivevano come un grande uomo e quando chiedevi come fosse riuscito a tenere unite una serie di aree geografiche cos&amp;amp;#236; diverse tra loro per etnia, religione e politica, tutti fanno spallucce e rispondono che questo resta un mistero. Ci&amp;amp;#242; che sappiamo &amp;amp;#232; che alla sua morte l&amp;#39;impero yugoslavo s&amp;#39;&amp;amp;#232; sfaldato irrimediabilmente dando vita alla guerra civile che tutti noi abbiamo avuto modo di conoscere... Quando c&amp;#39;era Tito si viveva molto meglio!
Varchiamo la &amp;amp;quot;Porta del Mare&amp;amp;quot; mettendo subito piede nella Piazza d&amp;#39;Armi, un enorme spiazzo tutto in basolato lucido... 
All&amp;#39;interno mille vicoletti si diramano in tutte le direzioni, molto stretti e lunghi, ogni volta che ne percorri uno resti ammaliato dalle scoperte che fai: ecco una chiesetta cristiana, una ortodossa, una romantica piazzetta, uno scorcio pittoresco, una scalinata in pietra che ti conduce verso il castello sulla cima della montagna, una veduta della baia di Kotor... che meraviglia! 
Tramonta il sole e ne approfittiamo per percorrere il piccolo porticciolo che ospita yacht provenienti da tutto il mondo...

03.08.2015 Kotor (Montenegro)
Trascorriamo tutta la giornata di oggi all&amp;#39;insegna del completo relax! Dopo un&amp;#39;abbondante colazione andiamo dritti in spiaggia fino al tardo pomeriggio!

04.08.2015 Sveti Stefan (Montenegro)
[Stefy]: &amp;amp;quot;In breve tempo giungiamo a Sveti Stefan... un piccolo paradiso arroccato su una collinetta, famoso per la lingua di sabbia di ghiaie rossa che collega la terra ferma ad un&amp;#39;isoletta, ora trasformata in residence di lusso (una notte pu&amp;amp;#242; arrivare a costare fino a 3000 euro).
Arriviamo a destinazione: &amp;amp;quot;Casa Milutin&amp;amp;quot;, conosciamo questo omone serbo trapiantato in Germania ed &amp;amp;#232; subito simpatia! Ci fa un sacco ridere quando dice: &amp;amp;quot;Katastrofen&amp;amp;quot;! Non parla italiano, n&amp;amp;#232; inglese, solo serbo e tedesco ma ci facciamo delle gran risate! Conosciamo Bernd, un suo amico tedesco che soggiorna qui, creiamo subito una bella compagnia!
Ora di andare a fare un bagno rinfrescante, l&amp;#39;acqua &amp;amp;#232; trasparente e pulita... siamo proprio contenti!
Cenetta nel saloncino di casa di Milutin con una veduta mozzafiato sull&amp;#39;isoletta di Sveti Stefan!&amp;amp;quot;

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/montenegro/diario_di_viaggio_montenegro_12439.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;montenegro by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>MONTENEGRO</category><pubDate>Tue, 18 Aug 2015 23:25:17 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/montenegro/diario_di_viaggio_montenegro_12439.ashx</guid></item><item><title>Albania by www.born2travel.it, tirana, shkoder, bajram curri, fierze, koman</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/albania/diario_di_viaggio_albania_12438.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/albania/diario_di_viaggio_albania_12438.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12438/133877.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ALBANIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 

23.07.2015 Tirana (Albania)
Un&amp;#39;ora e un quarto di volo &amp;amp;#232; quanto ci vuole per passare da una costa all&amp;#39;altra... ed eccoci nella capitale albanese: Tirana. 
L&amp;#39;areoporto &amp;amp;#232; moderno, pulito e ben organizzato. Con un taxi abusivo, raggiungiamo il nostro hotel: London, in pieno centro.
Le rosse bandiere con l&amp;#39;aquila nera dalle due teste sventola imperiosa nella piazza Skanderberg, gironzoliamo senza meta, mangiamo un &amp;amp;quot;byrek&amp;amp;quot;, per poi infilarci da &amp;amp;quot;Oda&amp;amp;quot; , un ristorantino tradizionale con pietanze tipiche albanesi, specialit&amp;amp;#224; di un altro tempo che ci hanno deliziati, in particolare l&amp;#39;ottimo bbq di agnello (mish qengji) e peperoni con la ricotta (fergese tiranse)... delizioso!

24.07.2015 Tirana (Albania)
[Stefy]: &amp;amp;quot;Di prima mattina cerchiamo un bar per fare colazione, ma non troviamo nulla da mangiare (intendo di dolce), allora come al nostro solito, capitiamo in una panetteria e compriamo due grandi biscotti e una bottiglia di yogurt liquido e su di una bella panchina, davanti al ponte dei conciatori in pietra, facciamo colazione all&amp;#39;aria aperta!
Passando per Blvd Deshmoret Kombit vedimo &amp;amp;quot;la Piramide&amp;amp;quot;, una struttura che &amp;amp;#232; stata Palazzo dei Congressi ma ora fatiscente e lasciata morire piano piano. Raggiungiamo Piazza Madre Teresa. 
Ci intrufoliamo in ogni viuzza, mercatino, mangiamo tanto street food saporito e bevuto dell&amp;#39;ottima birra locale. 
Giriamo in lungo e in largo il quartiere Blloku, con i suoi locali, mercatini di frutta e verdura. Ci imbattiamo in un mercato in Shyqri Berxolli dove si vende un p&amp;amp;#242; di tutto, dai prodotti per la bellezza, ai costumi, dai souvenires alle pentole. 
Intanto al di fuori, nella Moschea di Et&amp;#39;Hem Bey si svolge la preghiera. Questa moschea &amp;amp;#232; uno tra gli edifici pi&amp;amp;#249; antichi rimasti in citt&amp;amp;#224; e sicuramente anche la moschea pi&amp;amp;#249; particolare che abbiamo visto, la prima con le pareti tutte di vetro, dando cos&amp;amp;#236; la possibilit&amp;amp;#224; di ammirarla senza entrarvi. 
Pranziamo da &amp;amp;quot;Zgara Korcare&amp;amp;quot; dove beviamo tre birre e mangiamo degli ottimi spiedini accompagnati da pane caldo alla griglia e un composto di yogurt greco\peperoni\olio extra vergine&amp;amp;quot;.
Trascorriamo parte del pomeriggio al National Hystorical Museum di Tirana, proprio in piazza Skanderberg. 200 lek per immergerci nella storia di questo paese, dalla preistoria al guerriero a cui &amp;amp;#232; dedicata la piazza, al regime dittatoriale di Hoxa, a Mdre Teresa fino ai giorni nostri.
La maggior parte della gente parla benissimo italiano, dicono che sia grazie alla televisione, ma se poi vai un p&amp;amp;#242; pi&amp;amp;#249; a fondo scopri che moltissimi hanno avuto esperienze di vita nel nostro paese, direttamente o indirettamente, e senti storie di gente che &amp;amp;quot;ci ha provato&amp;amp;quot; ...

25.07.2015  Shkoder (Albania)
Oggi &amp;amp;#232; il compleanno di mia moglie, auguri amore mio! 
Questa mattina ci svegliamo con calma e piano piano ci avviciniamo verso la piazza da dove partono i furgons e bus per Shkoder, o Scutari per gli italiani.  
Ci spostiamo verso nord ed, in due ore, arriviamo a Shkoder a mezzogiorno. Fuori ci sono 40&amp;amp;#176; e con gli zaini a m&amp;amp;#242; di sandwich, fatichiamo abbastanza anche perch&amp;amp;#232; il bus ci lascia in un punto abbastanza lontano dal nostro hotel e, poco dopo, scopriamo che in realt&amp;amp;#224; nemmeno esisteva! Ebbene si, nonostante l&amp;#39;avessimo prenotato su booking.com, questo albergo non esiste pi&amp;amp;#249; da alcuni mesi! L&amp;amp;#236; vicino ne troviamo un altro che ci accoglie con piacere!
[Stefy]: &amp;amp;quot;Di pomeriggio &amp;amp;#232; davvero impossibile girare per le strade, il caldo &amp;amp;#232; opprimente. Con il calare della sera la cittadina inizia ad animarsi e a popolarsi. 
Sembrava un altro posto rispetto al primo pomeriggio. Tutti i negozi aperti, manifestazioni, mostre... dopo cena andiamo ad ascoltare un gruppetto fraco-israeliano che suona musica jazz, il tutto accompagnato da un&amp;#39;ottima birra gelata locale... quello che ci voleva in una calda serata estiva albanese!&amp;amp;quot;

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26. 06. 2015 Mosca (RUSSIA)

[Stefy]: &amp;amp;quot;Era da tanto che  parlavamo di fare un viaggetto con i nostri genitori…  ecco che, una volta presi i visti e fatta qualche pratica burocratica, partiamo: direzione Russia!


Arriviamo a Mosca in un fresco pomeriggio estivo e, dopo un&amp;#39; oretta di bus con  AreoExpress fino alla stazione della metro Belorusskaya, inizia l’avventura...

Ci troviamo all&amp;#39;interno di una metro gigantesca, la sua scala mobile tra le pi&amp;amp;#249; lunghe del mondo, soffitti decorati,  meravigliosi mosaici e sopra di noi immensi lampadari... centinaia e centinaia di persone che salivano e scendevano... centinaia s&amp;amp;#236;, ma nessuno che parlava una parola di inglese! Noteremo presto che una difficolt&amp;amp;#224; in questo viaggio sar&amp;amp;#224; proprio la lingua... ma con i nostri genitori che parlavano  piemontese,  calabrese e casertano non abbiamo avuto problemi!27. 06. 2015 Mosca (RUSSIA)

[Stefy]: “Il cielo non &amp;amp;#232; dei migliori, ci dirigiamo, accompagnati da una leggera pioggerellina, verso la Piazza Rossa. Passiamo lungo il muro occidentale del Cremlino, ci immergiamo nei  giardini di Alexandrovsky, oltrepassiamo la tomba del Milite Ignoto dove assistiamo al cambio della guardia.

Pochi passi ancora verso est ed eccoci nella piazza pi&amp;amp;#249; fotografata al mondo... &amp;amp;#232; davvero uno spettacolo! Di fronte a noi la Cattedrale di S.Basilio caratterizzata da un&amp;#39;architettura di forme e colori magici, sembra una gigantesca casa delle fiabe, di quelle di marzapane.


Sulla piazza si affaccia anche la Cattedrale di Kazan, il Mausoleo di Lenin, il Museo Storico di Stato. Per tutta la lunghezza nord-orientale della piazza troviamo il Centro Commerciale per eccellenza: GUM, una volta qui venivano a fare code lunghissime per vedere scaffali vuoti, ora ci sono oltre 1000 negozi di firme importanti!

E proprio qui facciamo pranzo e troviamo una caffetteria italiana niente male!

Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita del Cremlino. Passiamo davanti al cannone e alla campana dello zar e della zarina, entriamo in tre delle cattedrali, quella dell&amp;#39;Assunzione, dell&amp;#39;Arcangelo e dell&amp;#39;Annunciazione.... davvero uniche, con icone meravigliose e affreschi giganteschi. 

A Mosca andremo spesso al MY MY, un ristorante self service dove potrete trovare di tutto, dalle insalate alla carne, al pesce, dalle frittelle ai dolci alla marmellata e spenderete davvero poco rispetto agli altri ristoranti!”

28. 06. 2015 San Pietroburgo (RUSSIA)

[Stefy]: &amp;amp;quot;Alle 07.00. dalla stazione dei treni di Mosca (Leningradsky) partiamo alla volta di San Pietroburgo!


Arriviamo verso l’ora di pranzo e, con il bus 181, raggiungiamo il nostro albergo &amp;amp;quot;Dom Dostoevskogo&amp;amp;quot;,  molto carino, affacciato sul canale e in un&amp;#39;ottima posizione in zona Sennaya.

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_12421.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Russia by www.born2travel.it &lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>RUSSIA</category><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 19:27:01 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_12421.ashx</guid></item><item><title>Peru&amp;#39; by  www.born2travel.it </title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_12360.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_12360.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12360/132658.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PERU&amp;#39;, Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 

14.02.2015 Lima (Per&amp;amp;#249;)

[Stefy]: “Un lungo volo diurno via Madrid ci porta nella capitale di questo meraviglioso Paese delle Ande! Quindici km attraverso le sue caotiche vie, le sue piazze gremite di innamorati con in mano palloncini a forma di cuore o enormi ed ingombranti peluches. 
Anche a Lima &amp;amp;#232; San Valentino!
Gente ovunque, ragazzi riversati lungo ogni stradina, affollano tutti i locali!
La nostra prima serata in Per&amp;amp;#249;!”


15.02.2015 Lima (Per&amp;amp;#249;)

[Stefy]: “Di buon mattino cominciamo la nostra visita di Lima. Il centro riposa dopo la nottata di baldorie appena trascorsa! 
Tante chiese coloniali dal fascino antico, ecco il Complesso della Chiesa di San Francisco, risalente al XVI secolo e contenente una serie di catacombe molto sinistre.

Ci troviamo giusto in tempo per assistere al cambio della guardia presidenziale in Plaza de Armas. Anch’essa conserva un sapore di un passato ormai lontano!

Tempo di riorganizzare gli zaini che partiamo alla volta del Museo Antropologico… proprio di fronte c’&amp;amp;#232; una piccola fiera gastronomica… non possiamo certo farci scappare un’occasione del genere ed ecco il primo “pisco sour”… il primo di una lunga serie…

Prima di proseguire il nostro viaggio verso Paracas, ci fermiamo nel quartiere Miraflores per una passeggiatina in relax in uno dei luoghi pi&amp;amp;#249; trendy della capitale!”


16.02.2015 Nazca (Per&amp;amp;#249;)

Ci imbarchiamo alle 08.00 da Paracas alla scoperta delle isole Ballestas, considerate le piccole Galapagos, situate al largo della citt&amp;amp;#224; di Pisco.
Non mi aspettavo uno spettacolo cos&amp;amp;#236; sorprendente! Colonie di leoni marini ed otarie riposano pigramente su piccole spiagge di ghiaia senza et&amp;amp;#224; o su rocce preistoriche zeppe di alghe e di guano.
Stormi maestosi di cormorani volano in ogni direzione…

Il cielo &amp;amp;#232; di un blu accecante, le rare nuvole bianche contribuiscono a rendere ancora pi&amp;amp;#249; pittoresche le nostre foto; i versi degli animali, i loro odori ci rapiscono e ci fanno immaginare i primi esploratori che su vecchi velieri, spinti dalla voglia di scoperta, salpavano da lontani porti verso luoghi sconosciuti!

Rientriamo all’embarcadero di Paracas mentre un gruppo di delfini ci saluta poco lontano dalla nostra barca…

Un’ora pi&amp;amp;#249; tardi sfrecciamo sulle dune buggy nell’afoso deserto di Huacachina…
I piloti di questi fuoristrada sono davvero fuori di testa! Salivi su enormi dune di sabbia e quando credevi di aver raggiunto il massimo delle emozioni: ecco che cominciava la discesa, tra le grida dei miei compagni di viaggio ed i colpi alla schiena di rinculo!

Riusciamo a fare anche sand surf su grandi dune! Esperienza divertentissima!

Ma le forti esperienze non sono destinate ancora a terminare per oggi! Lo stravolgimento di stomaco &amp;amp;#232; solo cominciato! Dopo le onde del mare e le dune del deserto ci aspetta l’immensit&amp;amp;#224; del cielo!

Tre ore di tragitto lungo un paesaggio lunare disturbato solo dalla lingua grigia di asfalto della Panamericana, ci porta alle porte di Nazca.
Poco dopo, a bordo di un Cessna 102, lasciamo la pista 25 verso la prima di una decina di figure dal fascino misterioso.

Ecco la balena! Incredibile cosa ci celi dietro queste linee dall’et&amp;amp;#224; indefinita! Si dice che gli Inca avessero grandi conoscenze scientifiche… queste linee restano, al momento, uno dei mille misteri del mondo!
Il volo &amp;amp;#232; abbastanza impegnativo e mette a dura prova, nuovamente, il nostro stomaco! 
Ma &amp;amp;#232; ora di rilassarci un pochino e, passeggiando lungo il viale principale di questo piccolo paesino, ci confondiamo tra la sua gente respirando un’atmosfera molto serena!


17.02.2015 Arequipa (Per&amp;amp;#249;)

Ci aspettano dieci ore di viaggio oggi, che ben presto si trasformeranno in dodici per i vari imprevisti di percorso: prima un convoglio di otto tir che procedeva come trasporto eccezionale…. poi i minatori che escono dalle varie minieri di rame di cui &amp;amp;#232; tanto ricca la zona…

Percorrendo i 572 km che separano Nazca da Arequipa lungo la Panamericana, mi hanno colpito molto le centinaia di croci ai bordi della strada…
E’ un tragitto molto impegnativo e pericoloso, privo di protezioni e guard rails, senza illuminazione, attraverso colline rocciose e con tanti tornanti stretti e discontinui…
Quante anime ha rubato questa celebre strada…

Arequipa ci accoglie con il via vai di una serena serata di marted&amp;amp;#236; grasso, ceniamo all’”Arequipay” e assaggiamo un ottimo “saltado de alpaca”.

Sono esausto e poco dopo crollo a letto!


18.02.2015 Arequipa (Per&amp;amp;#249;)

In venti minuti a piedi raggiungiamo il Mirador de Hyanahuara. Da qui si gode di una sublime vista del vulcano “El Misti”, alto 5822 metri, simile al Monte Fuji, &amp;amp;#232; davvero impressionante, domina l’intera scena e ti mette timore!

Monastero de Santa Catalina. Un’enorme monastero delle suore domenicane, molto antico ed ancora in funzione. Sono suore di clausura ma che, per far fronte ai grossi costi di manutenzione del monastero, hanno deciso di aprire un’area al pubblico!
La nostra guida ci racconta numerosi aneddoti e storie del passato, molto appassionante; allora le secondogenite femmine delle famiglie nobili venivano inviate in questi luoghi di clausura accompagnate da una serva e da una ricca dote; avere una figlia in convento era un simbolo di grande vanto per la famiglia.

Museo Andino. Viene raccontata la storia degli antichi Inca e delle loro tradizioni attraverso il ritrovamento di diversi corpi di bambini/e donati agli dei.
La pi&amp;amp;#249; famosa, anche perch&amp;amp;#233; meglio conservata, &amp;amp;#232; Juanita, una bambina che nel 1450 circa fu sacrificata ed il cui corpo ritrovato nel 1995 da un’equipe di studiosi statunitensi.

Non lontano c’&amp;amp;#232; il Mercado de San Camilo: si vendeva di tutto, persino enormi sacchi di foglie di coca! L’area dedicata alla frutta &amp;amp;#232; un’esplosione di colori, impressionante quella della carne!

Continuiamo a girovagare tra l’Iglesia de la Compa&amp;amp;#241;ia, la Plaza de Armas e la Cattedrale per tutto il giorno ma &amp;amp;#232; ora di rientrare, domani ci attende una sveglia alle 03.30!


19.02.2015 Chivay (Per&amp;amp;#249;)

[Stefy]: “Partiamo all’alba diretti a Chivay! Verso le cinque comincia ad albeggiare proprio mentre attraversiamo il Passo Patapampa (4910 metri). Lungo la strada abbiamo visto numerosi alpaca dal sorriso dolcissimo e dal pelo cos&amp;amp;#236; morbido che sembra cotone.

In mattinata entriamo nella Riserva del Colca dopo varie peripezie con il nostro bus che in pi&amp;amp;#249; di un’occasione &amp;amp;#232; rimasto bloccato sul difficile sterrato della Riserva.

Facciamo un trekking di circa 40 minuti durante il quale abbiamo visto paesaggi stupendi. Numerosi miratore dove lo sguardo si tuffava nei vari canyon e precipizi…
I primi segni del mal di montagna: cerchio alla testa, fiato corto e nausea…
Arrivati alla Cruz del Condor comincia l’attesa! Il sole &amp;amp;#232; fortissimo, fa molto caldo e dopo due ore non riusciamo a vederne neppure uno, d’altronde la natura &amp;amp;#232; cos&amp;amp;#236;, &amp;amp;#232; imprevedibile e non si pu&amp;amp;#242; comandare.

Ripartiamo e dopo un paio di ore raggiungiamo la nostra meta: Chivay!
Lasciamo gli zaini in albergo e ci rechiamo direttamente alle terme; fuori c’&amp;amp;#232; un po’ di vento, l’aria &amp;amp;#232; fresca ma una volta messo il costume ci tuffiamo in quelle acque sulfuree!

Nella piazza del paesino la festa di carnevale procede alla grande, gruppetti di donne colorate giravano attorno a tre alberi suonando e cantando allegre canzoni; in una via adiacente, donne dalle lunghe trecce e dai gonnellini ampi, cuocevano e vendevano erbe dai fiorellini bianchi simili a camomilla.”

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23.02.2015 La Paz (Bolivia)

Siamo pronti a partire ma mancano i nostri due amici e dalla clinica nessuna novit&amp;amp;#224;…
Il nostro bus &amp;amp;#232; pronto a partire proprio mentre in lontananza sbuca un’ambulanza! Ecco i nostri amici “acciaccati” ma pronti a continuare questo meraviglioso viaggio insieme!

In un vecchio autobus pubblico ci lasciamo la citt&amp;amp;#224; alle spalle e, costeggiando il lago Titicaca, ci dirigiamo verso Kasani: frontiera tra Per&amp;amp;#249; e Bolivia.

Le formalit&amp;amp;#224; di ingresso sono molto lente e la polizia non sembra molto collaborativa, dobbiamo persino pagare i fogli da compilare per l’immigration! Assurdo!

[Stefy]: “Entriamo a La Paz immersi nel suo caos senza regole, ovunque auto, van, gente, donne dalla bombetta nera ai bordi della strada che vendono frutta e verdura… ci sistemiamo presso l’Hotel Sagarnaga, in pieno centro!”


24.02.2015 La Paz (Bolivia)
[Stefy]: “Partiamo di buon mattino alla volta della Valle della Luna. Il cielo &amp;amp;#232; sereno, il sole caldo e l’aria frizzantina… nessun nome fu pi&amp;amp;#249; appropriato per questo paesaggio lunare molto simile alla Cappadocia!

In tarda mattinata ripassiamo per La Paz ed impieghiamo pi&amp;amp;#249; di tre quarti d’ora per attraversarla… la strada inizia a salire e all’inizio senza strapiombi… poi piano piano comincia a restringersi e di lato un grande precipizio… c’&amp;amp;#232; un po’ di tensione ma venti minuti dopo raggiungiamo quota 5335 metri! La vista &amp;amp;#232; stupenda! 
Bevo un mate de coca nel rifugio e conosciamo Adolfo, il guardiano che vive l&amp;amp;#236; giorno e notte…

Al ritorno a La Paz prendiamo il necessario per i prossimi tre giorni nei Salares e nel tardo pomeriggio partiamo dal Terminal dei bus alla volta del sud della Bolivia: Uyuni.

Viaggeremo tutta la notte!”


25.02.2015 Uyuni (Bolivia)

[Stefy]: “Giungiamo ad Uyuni verso le 06.00 quando sta per albeggiare e la cittadina &amp;amp;#232; completamente deserta. Troviamo tutto chiuso, sembra uno scenario da Far West!
Ci fermiamo a mangiare qual cosina mentre pian piano la citt&amp;amp;#224; comincia a destarsi: i bimbi escono dalle case per andare a scuola tutti in divisa, appaiono i primi banchetti di artigianato o di spezie, tutto comincia ad animarsi…

Poco pi&amp;amp;#249; tardi siamo a bordo dei nostri tre fuoristrada pronti a vivere quest’ennesima indimenticabile esperienza!

Cimitero dei treni. Vagoni abbandonati lungo una ferrovia arrugginita, testimoni di un’epoca ormai passata!

Finalmente partiamo alla volta dei salares! La luce &amp;amp;#232; accecante, sembra di stare in un mondo incantato! Mettiamo piede a terra e le nostre scarpe si riempiono di acqua e sale… le macchine fotografiche impazziscono! Il riverbero della luce e delle nuvole sull’acqua creava degli effetti molto suggestivi! 

Siamo estasiati e restiamo fino al tramonto… il sole scende e tinge tutto di rosso, giallo, violetto… tutto si riflette e ci disorienta…

Torniamo al nostro accampamento di sale, s&amp;amp;#236; &amp;amp;#232; composto da mattoni di sale, persino il letto e le sedie sono di sale! Siamo a pezzi!”


26.02.2015 Laguna Colorada (Bolivia)

[Stefy]: “Partiamo all’alba alla volta del Deserto de Siloli a 4800 metri!
Ecco la Laguna Ca&amp;amp;#241;apa ed i primi fenicotteri rosa… 
Laguna Honda con le sue cave di borace.

Trascorriamo tutta la mattinata tra paesaggi surreali… ci fermiamo nel nulla ed i nostri autisti preparano un ottimo banchetto che gustiamo con piacere!
Riprendiamo il cammino attraversando spazi sconfinati, magici fino ad arrivare all’Arbol de Piedra, scultura naturale tra alte rocce dalle forme pi&amp;amp;#249; strambe!

Nel pomeriggio giungiamo alla Laguna Colorada dove i nostri occhi vengono letteralmente rapiti dal colore rosso, le strisce di borace sullo sfondo e come pennellate rosa ecco apparire, su questo quadro perfetto, decine e decine di eleganti fenicotteri!

Tira un forte vento freddo, decidiamo di muoverci verso il nostro nuovo accampamento, ancor pi&amp;amp;#249; spartano di ieri ma poco importa!” 


27.02.2015 Uyuni (Bolivia)

Le polverose strade ci conducono, quando ancora albeggia, alla scoperta degli ultimi tesori di questa parte del sud della Bolivia. 
Teodoro, il driver, doma il nostro fuoristrada e, costeggiando l’ennesima laguna da cartolina, ci mostra, in lontananza, alti vapori spruzzati verso il cielo.

C’&amp;amp;#232; una gran puzza di zolfo e lo scenario &amp;amp;#232; molto suggestivo. Questi geysers, questi fumi che escono fuori dalla terra, quasi come il respiro di un gigante quando fuori fa freddo… e fuori fa veramente freddo, ormai sono giorni che non scendiamo sotto i 4000 metri e sembra che i nostri fisici si siano ormai abituati!

Non lontano il background cambia nuovamente, quasi come se sfogliassi un album fotografico con mille immagini scattate in luoghi lontani e tutti diversi tra loro!

Improvvisamente immense dune sabbiose ornate da gigantesche rocce molto caratteristiche e fuori luogo… quasi come cadute dal cielo disordinatamente. Sono le Rocas de Dal&amp;amp;#236;, cos&amp;amp;#236; denominate perch&amp;amp;#233; ispirarono il famoso pittore spagnolo.

Qualcuno si rilassa un poco alle terme di Polques a mollo a 38&amp;amp;#176;  prima di raggiungere la Laguna Catal! Teodoro ci tiene molto a mostrarci questo luogo incantato! Un vero e proprio Eden! Lama ed asinelli che brucano tranquilli mentre varie specie di uccelli volano allegramente su questa laguna fantastica!
Ma la nostra meta &amp;amp;#232; a pi&amp;amp;#249; di otto ore di strada dissestata: torniamo ad Uyuni ma solo per un paio di ore, stasera abbiamo il bus notturno per la citt&amp;amp;#224; di La Paz!


28.02.2015 La Paz (Bolivia)

[Stefy]: “Dopo un’intera notte di viaggio, all’alba entriamo nella periferia gi&amp;amp;#224; affannata di questa cittadina!
Da Plaza de Espa&amp;amp;#241;a prendiamo la teleferica e saliamo su, sempre pi&amp;amp;#249; su, dove godiamo di una meravigliosa vista di La Paz, unica citt&amp;amp;#224; dove i quartieri poveri sono in alto e la gente benestante nel basso. Arrivati a destinazione, ci accoglie una manifestazione politica dove vediamo sfilare uomini e donne vestiti di bianco-blu, i colori della propaganda! Donne in abiti locali con la bombetta nera di traverso tenuta in equilibrio da chiss&amp;amp;#224; quale magia.

Cambiamo zona e ci rechiamo in una fiera vista prima dal taxi. Eccoci tra banchetti che vendevano vestitini di barbie o prodotti in miniatura; donne che cucinavano carne e patate alla griglia; tanti veggenti che scacciavano malocchi… &amp;amp;#232; proprio vero che gironzolare senza meta ti porta in luoghi inaspettati e caratteristici!”

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13. 10. 2014 Brisbane (AUSTRALIA)

[Stefy]: “Atterriamo a Brisbane nel tardo pomeriggio sotto una leggera pioggerellina. Un nostro contatto di Couchsurfing: Barry, 75enne, ci viene a prendere e ci d&amp;amp;#224; uno strappo fino in centro, al “Base Hostel”… quando gli chiediamo come possiamo ringraziarlo ci risponde semplicemente: “quando potrete: fate con lo stesso con altri!”

Brisbane &amp;amp;#232; carina e riusciamo a gironzolare con grande piacere per il suo centro storico brulicante di giovani sorridenti… E’ cos&amp;amp;#236; diversa dalla Papua Nuova Guinea…”

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14. 10. 20143 Wailoaloa Beach (FIJI)

 
Siamo in uno dei paradisi tropicali pi&amp;amp;#249; sognati al mondo dai ragazzi europei… o meglio, pi&amp;amp;#249; sognati sin da quando si &amp;amp;#232; ragazzini in Europa… vuoi perch&amp;amp;#233; sono localizzati alla fine delle mappe che si studiano a scuola… vuoi perch&amp;amp;#233; evocano ricordi di avventurosi navigatori, di ammutinamenti, di isole sconosciute, di indigeni, di tesori, di pirati…

Ci addormentiamo cullati dall’allegra musica fijiana strimpellata da uno dei mille gruppi di amici che qui si ritrovano e, come dinanzi ad un fal&amp;amp;#242;, trascorrono ore ed ore a cantare e suonare le loro piccole chitarrelle! E’ un cos&amp;amp;#236; grande piacere ascoltarli! Buona notte da Wailoaloa Beach!

15. 10. 20143 Wailoaloa Beach (FIJI)

 
Con un folkloristico bus locale ci dirigiamo a Nadi Town. 
Gi&amp;amp;#224; nel bus, privo di finestrini, si respira un’aria molto spensierata! Musica ad alto volume, gente sorridente e rilassata… che bello!

Attraversiamo varie zone residenziali popolate da casette colorate con la solita amaca nel cortiletto…

Il centro di Nadi &amp;amp;#232; molto indiano; ovunque risuona la musica Bollywoodiana sparata al massimo da grosse casse, nei supermarket, nei negozi di DVD tarocchi con gli ultimi films di Bombay o Madras…

Lungo la Main Street si respira un forte odore di spezie che ci rimanda indietro nel tempo e ci fa provare una grande nostalgia…

Pranziamo in uno dei tanti ristorantini Hindi: samosa, tali e tutte le specialit&amp;amp;#224; che Stefy tanto adora…

Trascorriamo gran parte del pomeriggio allo Sri Shiva Subramaniya Swami Temple, proprio alla fine della Main Road.
Chiacchieriamo a lungo con uno dei brahmini che &amp;amp;#232; cos&amp;amp;#236; incuriosito da questi due italiani che raccontano della Madre India con tanta passione e trasporto… Ci ritroviamo a narrare dell’India a tanti indiani nati alle Fiji ma che non hanno mai messo piede nella loro terra d’origine… quella stessa che i loro nonni hanno lasciato due generazioni prima…

In serata, sulla spiaggia del nostro lodge, ci godiamo uno dei pi&amp;amp;#249; romantici tramonti mai vissuti prima! Quattro fijiani giocano a rugby sulla battigia, due cani si rincorrono sulla sabbia, un uomo cavalca pigramente il suo cavallo mentre un disco arancio, immenso, si tuffa in questo mare limpido e calmo… l&amp;amp;#236;: nell’orizzonte!
“Bula!”

Gustando un ottimo “ika vaka lolo”, piatto locale a base di pesce, tapioca e crema di noce di cocco termina una meravigliosa e rilassante giornata di viaggio!

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08. 03. 2015 Quito (ECUADOR)

[Stefy]: “Atterriamo all’una e quaranta di notte a Quito da Lima.

La famigliola che ci ospiter&amp;amp;#224; ci viene addirittura a prendere in aeroporto nonostante l’ora!


Arriviamo a casa loro alle 03.20 del mattino ed Edmundo, che parla perfettamente italiano, ci propone di trascorrere la giornata successiva tutti assieme… potremmo andare ad Otavalo!

Accettiamo di buon grado… partenza alle 07.30! Quattro ore dopo!&amp;amp;quot;

09. 03. 2015 Quito (ECUADOR)

[Stefy]: “Otavalo &amp;amp;#232; famosa per il suo mercato di artigianato… dista due ore di auto verso nord e per strada raccattiamo anche Ryan, un ragazzo americano che era stato loro ospite un mese prima e che ora lavorava, come volontario, in una fattoria nella provincia di Iribarra.

Il mercato &amp;amp;#232; molto caratteristico e ci perdiamo tra le colorate bancarelle di tessuti e maschere intagliate.

10. 03. 2015 Quito (ECUADOR)

[Stefy]: “Oggi sveglia senza orario!

Dopo cos&amp;amp;#236; tanti giorni ne avevamo proprio bisogno!

In 15 minuti di bus raggiungiamo Playon de la Marin e da l&amp;amp;#236; il centro storico di Quito.

Nella Plaza de Indipendencia veniamo attirati dall’armonia di una banda musicale, ci avviciniamo ed assistiamo al cambio della guardia dinanzi al Palacio del Gobierno con tanto di Presidente della Repubblica che salutava dalla propria terrazza!

Gironzolando finiamo in uno dei tanti ristorantini per locali e con due dollari e mezzo mangiamo una zuppa, pollo al sugo con verdure e riso e papaia…

Una signora ci mostra un’ottima “fruteria” “Jugos de la Sucre” alle spalle della Iglesia de la Compa&amp;amp;#241;ia de Jesus dove mangiamo un’ottima macedonia e vari succhi naturali di carote e arance.
Ecco perch&amp;amp;#233; amiamo lasciarci guidare dalla gente del luogo. Solo cos&amp;amp;#236; puoi conoscere davvero un posto!

Giriamo tutto il giorno senza meta, ci fermiamo dove ci va e ci gustiamo questa citt&amp;amp;#224; dal fascino coloniale, dai palazzi color pastello e dalla gente disponibile e sorridente.”

11. 03. 2015 Ba&amp;amp;#241;os (ECUADOR)

La sveglia suona molto presto da Jimena, sono le 05.25 ma &amp;amp;#232; il prezzo da pagare se vuoi vivere in un’area tranquilla nella periferia della capitale e lavorare in centro!

La giornata &amp;amp;#232; un po’ uggiosa e Quito, coperta da una leggera nebbiolina, ci appare ancora pi&amp;amp;#249; tenebrosa!

Tre ore di bus verso sud attraversando passi di montagna fino a 3100 metri ci portano in questa piccola cittadina non lontana dalla foresta amazzonica dove trascorreremo qualche giorno di relax.

Ba&amp;amp;#241;os &amp;amp;#232; una cittadina di circa 18000 anime situata in una posizione idilliaca in una vallata dalla lussureggiante vegetazione sulle pendici del vulcano Tungurahua (5016 metri) che agli inizi degli anni 2000 ha spaventato cos&amp;amp;#236; tanto i suoi abitanti per l’improvviso surriscaldamento che lasciava temere un’imminente eruzione!

13. 03. 2015 Quito (ECUADOR)

Oggi ritorniamo a Quito, lasciamo alle spalle questo paesaggio amazzonico e torniamo nella storia coloniale in tre ore di bus.

Il terminal Centrale &amp;amp;#232; strapieno di persone e fatichiamo non poco a prendere un “trolebus” per il centro…. Alla fine, stipati come le sardine, raggiungiamo Plaza Santo Domingo ed il nostro hotel.

Lasciamo tutto e ci tuffiamo nella capitale ecuadoriana!

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/ecuador/diario_di_viaggio_ecuador_12370.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Ecuador by www.born2travel.it &lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>ECUADOR</category><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 17:22:50 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/ecuador/diario_di_viaggio_ecuador_12370.ashx</guid></item><item><title>New Caledonia by www.born2travel.it, noumea, isola dei pini</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/nuova caledonia/diario_di_viaggio_nuova caledonia_12329.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/nuova caledonia/diario_di_viaggio_nuova caledonia_12329.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12329/132230.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NUOVA CALEDONIA, Oceania&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

27. 10. 2014 Noumea (NUOVA CALEDONIA)

50&amp;amp;#176; giorno di viaggio

Siamo in Nuova Caledonia!
Un pezzo di Francia nell’Oceano Pacifico!

Come cambia un luogo da un altro solo per la semplice dominazione di una o un’altra Nazione.
Voli da un’isola a quella vicina e tutto &amp;amp;#232; completamente diverso.


In particolare, qui, quest’aspetto &amp;amp;#232; molto vivo visto il forte peso politico che la Francia detiene ancora.
Il tricolore francese sventola ovunque, accanto, pi&amp;amp;#249; timida c’&amp;amp;#232; la colorata bandiera della Nouvelle Cal&amp;amp;#233;donie, le targhe automobilistiche sono francesi (con la sigla NC finale), in giro incontri pi&amp;amp;#249; bianchi che melanesiani e i prodotti dei supermercati sono tutti importati dall’Oltralpe!

[Stefy]: “Siamo ospiti di Mathieu, un couchsurfer ingegnere parigino che s’&amp;amp;#232; trasferito qua due anni fa.

Da casa del nostro nuovo amico si gode una vista meravigliosa sulla citt&amp;amp;#224; e sulla baia. 
Conosciamo Angele, una ragazza dell’Isola dei Pini ma che lavora in Papua Nuova Guinea!

Presto ci portano sulla sommit&amp;amp;#224; di una delle colline della citt&amp;amp;#224; ad ammirare il tramonto… che pace!”

28. 10. 2014 Isola dei Pini (NUOVA CALEDONIA)

Pur non parlando una parola di francese, riusciamo subito a prendere un passaggio per l’ufficio dell’Air Caledonie, in centro. L’ufficio &amp;amp;#232; stracolmo di gente, difatti i biglietti non si possono acquistare on line: che disorganizzazione!

Torniamo presto a casa a preparare gli zaini perch&amp;amp;#233; a breve abbiamo un altro volo!
Salutiamo in fretta Angele e, con un paio di autostop, raggiungiamo l’aeroporto domestico di Magenta da dove decolleremo alla volta dell’Isola dei Pini!

Trenta minuti di volo, trascorsi attaccati al finestrino ad ammirare il meraviglioso paesaggio dall’alto.
Una strana sensazione perch&amp;amp;#233; sebbene siano solo le 19.00: fuori &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; notte fonda.
Persino il piccolo aeroporto &amp;amp;#232; fiocamente illuminato.

Il tragitto dall’aeroporto alla nostra baia de Rouelaux dura circa 20 minuti e dal finestrino solo buio pesto oltre la sagoma dei famosi pini dell’isola.
Gabi, il rozzo e burbero proprietario del camping in cui soggiorneremo questi tre giorni, ci accoglie molto freddamente. Ci sentiamo quasi a disagio.

Siamo a pochi metri dalle onde dell’oceano Pacifico, una piccola luce illumina scarsamente la nostra tenda, siamo gli unici “ospiti” di questo campeggio lontano da ogni cosa, persino lui, il proprietario, ci dice che sarebbe ritornato in citt&amp;amp;#224; dalla sua famiglia…

Siamo un po’ preoccupati… mangiamo qualcosina, abbiamo fatto una bella scorta di viveri a Noumea prima di partire.

Poco prima di rintanarci nella nostra tenda facciamo dieci passi verso il mare e rimaniamo letteralmente a bocca aperta!
Uno spettacolo simile raramente l’avevamo visto!
Uno spicchio di luna che si rispecchia nell’oceano immenso e maestoso…

La serata &amp;amp;#232; senza nuvole, siamo su un’isola sperduta del Pacifico e senza luci… una delle poche volte che mi &amp;amp;#232; battuto pi&amp;amp;#249; forte il cuore dinanzi ad un paesaggio naturalistico.

Andiamo a dormire cullati e un po’ pure spaventati dal rumore delle onde!

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/nuova caledonia/diario_di_viaggio_nuova caledonia_12329.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;New Caledonia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>NUOVA CALEDONIA</category><pubDate>Thu, 05 Feb 2015 14:31:47 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/nuova caledonia/diario_di_viaggio_nuova caledonia_12329.ashx</guid></item><item><title>papua nuova guinea by www.born2travel.it, port moresby, goroka, mt hagen, whagi bridge, kundiawa</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/papua new guinea/diario_di_viaggio_papua new guinea_12304.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/papua new guinea/diario_di_viaggio_papua new guinea_12304.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12304/131835.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PAPUA NEW GUINEA, Oceania&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

05.10. 2014 Port Moresby (PAPUA NUOVA GUINEA)

Alle tre di notte, mentre la discoteca del nostro hotel era in piena attivit&amp;amp;#224;, il Dj faceva tremare i muri dell’intero edificio, e i vari personaggi “Jersey Shore” cominciavano a rientrare in camera dopo la serata trascorsa a ballare, noi, zaini in spalla, in un taxi guidato da un giovane Sikh del Punjab, ci avviamo verso il piccolo aeroporto internazionale di Cairns!

Che l’avventura abbia inizio!


Tre ore di volo e atterriamo in questa isola selvaggia. Piccolo spavento all’immigration quando la gentile poliziotta vuole vedere il nostro visto. Visto? Non ce l’abbiamo… avevo tanto studiato on line la questione ed avevo capito che non c’era bisogno per noi… panico… tutto si risolve quando spieghiamo che siamo turisti e non siamo l&amp;amp;#236; per business… ecco un visto di due mesi sul nostro passaporto… addirittura gratuito!

In pochi minuti raggiungiamo il Wellness Lodge di Boroko, periferia di Port Moresby.
Sinclaire, uno dei guardiani si offre di farci da scorta per un giretto dell’area.
Il background &amp;amp;#232; molto “africano”: strade rosse, palme alte, vecchi edifici coloniali abbandonati, negozietti colorati che vendono di tutto. I nativi sono tozzi, neri, con grossi nasi su corpi appesantiti, capelli crespissimi come zucchero filato nero ma di una gentilezza disarmante.

Tutti ci hanno messo in guardia ma sar&amp;amp;#224; la presenza sicura del nostro bodyguard, saranno i saluti sinceri di tutta la gente incontrata per strada ma non mi son mai sentito n&amp;amp;#233; a disagio e n&amp;amp;#233; in pericolo… d’altro canto &amp;amp;#232; vero pure che molti si avvicinavano a noi ma venivano respinti con discrezione da Sinclaire oltre al fatto che tutti i negozietti erano protetti da alte recinzioni e sbarre metalliche.

06. 10. 20143 Mt Hagen (PAPUA NUOVA GUINEA)

[Stefy]: “Sveglia alle 04.45 del mattino per recarci in aeroporto… da l&amp;amp;#236; avevamo il volo per Goroka…o meglio… pensavamo di averlo… al check in scopriamo che c’&amp;amp;#232; un solo volo per Mt Hagen! Ok, prendiamo quello!
In fila notiamo che siamo gli unici bianchi; sull’aereo l’hostess ci chiede se pu&amp;amp;#242; fare il so briefing in pigini (lingua locale)…
Decolliamo… sotto di noi il verde rigoglioso di questo Paese spettacolare ci faceva da tappeto, banani, piantagioni di caff&amp;amp;#232;, palme… tutto in abbondanza…
Un’ora e mezzo dopo siamo nell’Highland Papuana… scendiamo la scaletta ed un omino ci dice di prendere i bagagli direttamente dal piccolo aeroplano… che strano… del resto nessuno ci ha mai controllato i documenti…

Fortunatamente ad attenderci c’&amp;amp;#232; Caspar, la nostra guida in PNG, il nostro angelo custode di questi dieci giorni d’avventura!
In pochi minuti siamo subito a bordo di un PMV (Public Motor Vehicle), uno dei mille che prenderemo da oggi in poi… 
Non potevamo crederci, un van cos&amp;amp;#236; sporco non credo di averlo mai visto finora!

La guesthouse &amp;amp;#232; tinta di lilla, le stanze abbastanza grandi, solo le lenzuola sono un po’ sporche… chiediamo subito un’altra stanza…tanto son tutte libere… presto scopriamo essere sempre gli unici ospiti in tutti i posti in cui alloggeremo…

Ci siamo! Finalmente usciamo a scoprire questa nuova terra! Caspar ci presenta la suocera che, dopo una bella stretta di mano, come se niente fosse, tira fuori da una tasca un osso e ricomincia a succhiarlo… Percorriamo un lungo tratto a piedi. I bimbi si fermano a guardarci sorpresi, a volte quasi spaventati ma dopo un nostro sorriso tutte le barriere decadono…

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20.10.2014 Port Vila (VANUATU)

Tre ore di volo verso ovest… sorvoliamo un mare di nuvole di panna montata… solo poco prima ci eravamo incantati ad ammirare le meravigliose Mamanuca e Yasawa Islands delle Fiji dall’alto a bordo del nostro ATR42 della Fiji Airways…

Il pilota annuncia che comincia la discesa, ci allacciamo le cintura e guardiamo fuori… ancora nuvole che piano piano cominciano a diradarsi come una leggera nebbiolina…
Le verdeggianti isolette delle Vanuatu sotto di noi… La vegetazione &amp;amp;#232; fittissima! 

Sentiero di discesa… welcome to Port Vila!

Un gruppetto musicale ci d&amp;amp;#224; il benvenuto con chitarrelle fijiane e canzoni allegre!

Fuori dall’aeroporto contrattiamo con un van locale e ci tuffiamo subito nel traffico disordinato della capitale!

La gente &amp;amp;#232; gioviale e molti ci salutano sorridendo!
Sakaria, il nostro autista, ci racconta un po’ della storia della sua isola, mentre ci accompagna alla nostra Guesthouse! Zaini a terra, siamo alle Vanuatu!

Nel nostro lodge c’&amp;amp;#232; una giapponese di Fukuoka che &amp;amp;#232; qui da mesi perch&amp;amp;#233; studia antropologia ed una francese delll’isola di Reunion che lavora per la costruzione di pozzi d’acqua.

Ci rilassiamo godendoci questa pace… 


21.10.2014 Iririki Island (VANUATU)

Abbiamo mille progetti per oggi… alla fine, ammaliati dalla bellezza di Iririki Island,  decidiamo di concederci una giornata di riposo e perci&amp;amp;#242; la raggiungiamo in pochi minuti di barca.

Mettiamo piede nell’ennesimo paradiso tropicale!
Ancora una volta mi sembra di vivere in un libro di avventure!

Trascorriamo l’intera mattinata rilassandoci al sole spensierati e ammirando il fondale facendo snorkeling!

Ora sto scrivendo dalla terrazza del ristorante… Stefy si rilassa su una sdraio a bordo piscina… sotto di noi uno degli spettacoli pi&amp;amp;#249; belli, la baia di Port Vila ossia una striscia verde tra due masse blu: il cielo azzurro ed il mare cobalto.


22.10.2014 Tanna (VANUATU)

Il volo Vila – Tanna dura 40 minuti. 
L’Isola di Tanna &amp;amp;#232; selvaggia, ci piace sin da subito. 
Le formalit&amp;amp;#224; aeroportuali sono molto “easy”, le strade non sono asfaltate ed i nativi “molto spartani”.

Alloggiamo all’Alofa Beach Resort, o meglio, due bungalow sulla spiaggia dinanzi all’Oceano Pacifico. Il rumore delle onde che s’infrangono sugli scogli ci far&amp;amp;#224; da soundtrack tutte le notti… 

Lizzie, la fortissima tuttofare del nostro lodge, ci fa subito notare con orgoglio che qui hanno addirittura la corrente 24 ore al giorno e sette giorni su sette…. ma solo nei due piccoli bungalows! Ed io che speravo nel free wi fi… ?

Il tetto &amp;amp;#232; formato da foglie di palma intrecciate; ci dice che i ragni, anche se grandi, non sono velenosi… buona notte!


23.10.2014 Tanna (VANUATU)

Lizzie ci conduce da Daniel Ringiau, uno dei responsabili del turismo a Tanna; chiacchieriamo  a lungo del nostro sito, dei nostri viaggi e del nostro modo di conoscere il mondo!
Lui &amp;amp;#232; entusiasta e ci scrive una lettera che funge da lasciapassare in tutti i villaggi che attraverseremo e visiteremo. Che fortuna!

Per strada tanti uomini con il fedele machete in mano, legna sulle spalle,  donne con grosse foglie di banano sbucano dal bush si fermano per salutare questi due bianchi che appaiono improvvisamente!

Ci fermiamo a Yakel dove si pu&amp;amp;#242; ammirare ancora la vita del villaggio svolgersi immutata da secoli.
Ci viene incontro uno dei ragazzi della trib&amp;amp;#249;, uno dei rari che parla inglese, &amp;amp;#232; completamente nudo se non per un piccolo “astuccio penico” detto “namba” che gli penzola tra le gambe.
Ci conduce all’interno del suo piccolo villaggio, tra la sua gente, tra le capanne, tra i bambini nudi, tra le ragazze in gonnellina o i vecchi seduti attorno al baniano a bere kava..

Loro rifiutano il progresso e sono fortemente legati e radicati alle loro origini e continuano a vivere come i propri antenati.

Assistiamo alla danza Kastom e siamo letteralmente rapiti dai loro canti, dalle loro movenze… donne, uomini, bambini ed anziani ballano in cerchio sollevando nuvole di polvere che rendono ancora pi&amp;amp;#249; magica questa cerimonia…

Poco lontano incontriamo il capo villaggio di una trib&amp;amp;#249; che vive sulle montagne, abbiamo molte domande, si chiama Yapa Nikiauris ed &amp;amp;#232; uno dei cinque fortunati che, nel 2007, ha avuto la fortuna di essere invitato, da una troupe televisiva britannica, in Inghilterra per conoscere il proprio Dio: il principe Filippo!

L’intervista &amp;amp;#232; molto sentita e ci emozioniamo tante volte. Le sue risposte hanno rafforzato la mia consapevolezza di quanto siamo lontani…
Dice di avere una cinquantina di anni anche se non lo sa di preciso (ne dimostra molti di pi&amp;amp;#249;, chiss&amp;amp;#224; quanti ne ha davvero!), &amp;amp;#232; andato dall’altra parte del Globo per fare solo una domanda al proprio Dio, il principe Filippo infatti &amp;amp;#232; di Tanna!
Siamo un po’ sorpresi da questa rivelazione! Il traduttore mi spiega che, in realt&amp;amp;#224;,  &amp;amp;#232; solo una loro credenza in quanto il marito della Regina Elisabetta II non &amp;amp;#232; mai stato qui! Decenni prima aveva visitato Port Vila ma mai Tanna.
Continua dicendo che non gli &amp;amp;#232; piaciuto ci&amp;amp;#242; che ha visto l&amp;amp;#236;. E’ inconcepibile che noi lavoriamo per mangiare, qui &amp;amp;#232; la Natura che ti nutre…
Ospiti presso alcune famiglie inglesi, hanno seguito per alcune settimane la loro vita accompagnandoli in ogni attivit&amp;amp;#224;, persino alla toelettatura dei propri animali domestici.
Lo stesso giorno videro inorriditi dei senzatetto soffrire per strada… conclude dicendo, ancora rattristito, che noi amiamo gli animali che dovrebbero vivere felici all’aria aperta e lasciamo, poi, morire per strada i nostri fratelli.

“Gli animali devono stare per strada e quegli uomini, che sono nostri “fratelli” devono essere aiutati!”  - Yapa Nikiauris -

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/vanuatu/diario_di_viaggio_vanuatu_12327.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Vanuatu by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>VANUATU</category><pubDate>Sun, 01 Feb 2015 16:08:08 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/vanuatu/diario_di_viaggio_vanuatu_12327.ashx</guid></item><item><title>Corea del Sud by www.born2travel.it</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/korea del sud/diario_di_viaggio_korea del sud_12283.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/korea del sud/diario_di_viaggio_korea del sud_12283.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12283/131643.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;KOREA DEL SUD, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 



08.09.2014 Seoul (COREA DEL SUD)

Non dormiamo da tante ore ma &amp;amp;#232; un sogno passeggiare per i vicoletti di Seoul con mille insegne luccicanti e colorate, ideogrammi giganteschi che ti stupiscono e noi gi&amp;amp;#224; on the road again…


09.09.2014 Seoul (COREA DEL SUD)

[Stefy]:” Dopo un’abbondante colazione nel nostro “Fully Guesthouse” usciamo alla scoperta di questa meravigliosa citt&amp;amp;#224; ricca di cose da vedere, da mangiare ma soprattutto da condividere con i nostri primi compagni di viaggio!
Facciamo un giro nel quartiere “Bukchon” dove ammiriamo affascinati l’antica architettura coreana.
Ha proprio il potere di donare un senso di pace unico.

All’interno di “Changdeokgung Palace” raggiungiamo un giardino, detto “proibito”, perch&amp;amp;#233; una volta era accessibile solo ai nobili. E’ pieno di pagode e ognuna delle quali veniva utilizzata per scopi diversi. Da qui riusciamo ad avere un’idea di come poteva essere la vita tradizionale antica di questo popolo!

Cambiamo decisamente area per visitare l’affollato quartiere di “Insadong”.
Sembravamo dei bambini al luna park, i nostri occhi non sapevano pi&amp;amp;#249; da che parte guardare; colori, luci, pupazzetti, cibi strani mai visti, donne con gli abiti tradizionali locali, tante coppie di teenagers vestiti allo stesso modo (noteremo poi che questa &amp;amp;#232; una pratica molto diffusa tra i giovani).
Assaggiamo tante cose strane che incontriamo lungo il tragitto: gelato in un lungo cono di mais, polipi serviti come arrosticini, dei dolci alla crema di fagioli rossi…

Infine ci dirigiamo a “Gwanghwamna Square” dove facciamo tanti scatti divertenti osservati severamente dal maestoso “Gyeongbukgong Palace”.

A cena la meravigliosa Way ci porta al “Tosokchun restaurant” ad assaggiare una zuppa di pollo al ginseng con castagne, datteri, semi vari e riso.

Way &amp;amp;#232; una ragazza gentilissima e dolcissima, senza di lei non avremmo potuto esplorare la citt&amp;amp;#224; in una maniera cos&amp;amp;#236; coreana.”


10.09.2014	Seoul (COREA DEL SUD)

Oggi ci dirigiamo a nord, alla volta del cosiddetto: DMZ (Demilitarized Zone), una zona molto calda al confine con la Corea del Nord. Questa nazione cos&amp;amp;#236; inaccessibile al turismo!

Ascoltiamo tanti racconti, vediamo immagini e video che mostrano i tanti problemi che qui devono affrontare solo perch&amp;amp;#233; un pazzo moccioso minaccia il mondo con le sue testate nucleari.

L’aria &amp;amp;#232; molto tesa, c’&amp;amp;#232; pure una base militare americana proprio al confine per monitorizzare questa delicata situazione, anche perch&amp;amp;#233; un colpo di testa di questo dittatore potrebbe dar vita tranquillamente ad una terza guerra mondiale. 
Ancora una volta l’uomo rischia di annientarsi.

La cittadina di Dorasan, al confine, sembra sperare in una riunificazione con i fratelli del nord;  lo testimonia la ferrovia che &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; pronta a collegare la iper-tecnologica Seoul alla capitale del nord Pyeong Yang. I cartelli reclamano che solo 250 km li separano da l&amp;amp;#236;.

Tornati a Seoul facciamo un salto indietro nel tempo quando assistiamo al cambio della guardia dinanzi ad uno dei tanti e maestosi palazzi antichi coreani.
Quei costumi di un altro tempo, quelle musiche orientali e i loro sguardi fieri ci hanno dato una chiara idea di ci&amp;amp;#242; che poteva esser stata la societ&amp;amp;#224; di un tempo…


11.09.2014 Seoul (COREA DEL SUD)

[Stefy]: “Seoul Tower. In cima la vista &amp;amp;#232; straordinaria. Notiamo un grande terrazzo con 5-6 alberi completamente ricoperti da lucchetti lasciati dagli innamorati come sigillo d’amore.

Mark ne tira fuori inaspettatamente uno e ci divertiamo ad imitare i fidanzatini coreani, autoscatti compresi!
Ad un certo punto si avvicinano due ragazze e ci chiedono se possono scattarci delle foto; insistono poi quando ci chiedono di metterci in pose korean style o di passeggiare mano nella mano o di sederci ecc. ed io pensavo tra me: “ma pensa se queste due devono perdere tutto questo tempo con noi..!” fino a quando scopro che era stato Mark ad organizzare il tutto! Le aveva contattate un mese prima dall’Italia e loro si erano offerte per questa dolce sorpresa!

In serata Way ci porta a mangiare Korean Barbecue al “Palsaik”  un locale veramente carino. Assaggiamo sette fette di carne marinate in sette modi diversi, poi verdure, zuppe… tutto squisito!

Terminiamo la serata in uno dei suoi locali preferiti: “Jazz Story”. All’interno tutto l’arredamento sera “riciclato”, i tavoli erano delle vasche da bagno con una lastra di vetro sopra, le sedie: vecchie poltrone da cinema…

Ma il pezzo forte &amp;amp;#232; stata la band! Fenomenale!  Avrei voluto non finissero mai di suonare!

Seoul ci ha proprio rapiti e tutto ci&amp;amp;#242; &amp;amp;#232; avvenuto soprattutto grazie a Way, una ragazza speciale, ormai nostra amica! Grazie Way!”

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19. 09. 2014 Hiroshima (GIAPPONE)

Il traghetto della Kobee Line, in tre ore ci conduce a Fukuoka! Era cos&amp;amp;#236; comodo che avrei voluto che il viaggio fosse durato di pi&amp;amp;#249;.

Stesso desiderio un paio d’ore dopo quando nel maestoso “Shinkansen Hirari” raggiungiamo, in un’ora la citt&amp;amp;#224; di Hiroshima.

Questo posto ci sta sorprendendo ed affascinando sin dai primi momenti… son sicuro che ne vedremo delle belle!

18. 09. 2014 Hiroshima (GIAPPONE)

[Stefy]: “Stamattina abbiamo preso il treno fino all’isola di Miyajima, una delle principali attrattive del Giappone. In 5 minuti di navigazione ci troviamo dinanzi al O-Torii Gate che ci accoglie con il rosso vermiglio della sua struttura. Visitiamo con grande interesse l’Itsukushima-Jinja, una sorta di tempio fondato alla fine del VI secolo. Ci&amp;amp;#242; che davvero ci incanta &amp;amp;#232; il Senjo-Kaku, un colossale padiglione del 1600 arricchito da una pagoda a cinque piani dai colori vivaci.

Decidiamo di ritornare ad Hiroshima per visitare l’area della “bomba atomica”. Da lontano notiamo subito la cupola simbolo della devastazione che ha colpito questa citt&amp;amp;#224; ed i suoi abitanti; ora c’&amp;amp;#232; solo lo scheletro dell’edificio e tanta quiete. Visitiamo il Parco della Pace, il Cenotafio con tutti i nomi delle persone decedute accertate; la fiamma della pace che verr&amp;amp;#224; spenta solo quando l’ultima arma atomica del mondo verr&amp;amp;#224; distrutta.


Accanto c’&amp;amp;#232; il monumento per la pace dei bambini adornato con centinaia di origami colorati a forma di gru in memoria di una bimba di 11 anni: Sadako Sasaki che, nel 1955, si ammal&amp;amp;#242; di leucemia e decise di costruire 1000 gru di carta, pensava di guarire al termine della sua impresa… mor&amp;amp;#236; poco prima… da allora, molti giapponesi creano origami colorati a forma di gru da appendere al suo memorial.

Ogni uomo dovrebbe far visita a questo luogo perch&amp;amp;#233; dubito che qualcuno potrebbe tirare ancora fuori una malvagit&amp;amp;#224; di questo tipo. L’uomo a volte sa essere cos&amp;amp;#236; crudele che mi spaventa.

19. 09. 2014 Osaka (GIAPPONE)

Entriamo nella immensa, caotica e luccicante Osaka. 
Prendiamo possesso del nostro fatiscente alberghetto (Hotel Diamond) stile giapponese, con stanza 2 metri per 1,5 e futon a terra.

Il “day pass” della metropolitana ci permette di muoverci senza stress ovunque e ne approfittiamo per girovagare senza meta!
Il suggestivo castello di Osaka; all’ultimo piano si ha l’opportunit&amp;amp;#224; di dare uno sguardo a 360&amp;amp;#176; all’intera citt&amp;amp;#224;! All’interno osserviamo con stupore i pochi reperti del castello, soprattutto le vecchie spade dei samurai che ci riportavano indietro nel tempo, verso date cos&amp;amp;#236; lontane da quelle dell’odierno ed iper-tecnologico Giappone.

20. 09. 2014 Nara (GIAPPONE)

[Stefy]: “Un paio di ore di treno e siamo a Nara.
La nostra stanza sar&amp;amp;#224; pronta solo nel pomeriggio; decidiamo allora di raggiungere direttamente la zona di “Nara Koen”, dove si trovano i siti pi&amp;amp;#249; importanti di questa cittadina dal fascino antico!
Trascorriamo una giornata fantastica! Visitiamo il “Kufukuku-Ji” un tempio buddista dalle pagode intarsiate ed imponenti.
Tutto attorno a noi appariva antico e bastava chiudere un attimo gli occhi per vedere un po’ di quella vita lontana rivivere accanto a noi.
Siamo passati per i templi di Sangatsu e di Nigatsu da dove abbiamo goduto di una vista spettacolare sulla citt&amp;amp;#224;. Terminiamo il nostro percorso nel Todai-Ji Temple dove si trova il celebre “Grande Buddha Daibutsu”, una delle statue bronzee pi&amp;amp;#249; grandi del mondo, realizzata nel 746 d.C., alta 16 metri e costituita da 130 kg di oro.”


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04. 10. 2014 Cairns (AUSTRALIA)

All’alba siamo nel Queensland australiano: la tranquillissima Cairns.

Tante domande sulla nostra breve visita ma soprattutto consigli (anzi un vero e proprio terrorismo psicologico) sulla nostra meta successiva: la Papua Nuova Guinea.

Ad un certo punto mi son pure chiesto se fossimo stati troppo ingenui o sconsiderati a scegliere questa destinazione…
I cagnolini che annusavano i bagagli, tante schede diverse da compilare, domande e controlli vari… gli stessi visti tante volte nelle puntate di “airport security”, della polizia doganale australiana…finalmente usciamo e… la pace! 
Gli uccellini che cinguettano tra le palme alte ci danno il “welcome”…

Siamo ospiti presso il grande “Gilligans”, una sorta di “Jersey Shore Hotel” australiano, un edificio popolato da ragazzi pompati e tatuati e ragazze in tiro e in tacchi sin dalle 8 del mattino…

Facciamo subito un salto in centro nonostante la stanchezza post 9 ore di volo… due isolati e finiamo in una specie di Miami australiana!

Spendiamo quasi tutto il nostro budget giornaliero al supermarket, ne approfittiamo per fare un gran rifornimento di frutta, (dopo quasi un mese in Giappone ne sentivamo proprio il bisogno…)


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08.03.2014 Djougou  (Benin)

Dopo un lungo viaggio, passando tra sperduti villaggi e qualche posto di blocco che non riesce a rimediare nulla da noi…vediamo in lontananza una sonnolenta bandiera togolese, non sventola, forse fa troppo caldo qui pure per lei! Due soldati svogliatamente portano due panche vicino ad una scrivania… il tutto sotto ad un meraviglioso albero di mango, dove un poliziotto molto diligente ma anche tanto lento inizia a registrare ogni singolo passaporto… il suo capo in vestiti locali, &amp;amp;#232; sdraiato su una panca in legno e ogni tanto impartisce qualche ordine.
Non passa nessuno, tranne qualche raro motorino… siamo gli unici presenti sul registro in data 7 marzo. Un’occhiata al libretto della febbre gialla e ci mandano da due poliziotti grassottelli e sudaticci… siamo in Benin!

Arriviamo nella tanto sospirata Djougou. 
Incontriamo il colorato e gioviale Padre Brice… mi aspetto molto da questo incontro.

Padre Brice ha trascorso 3 anni a Padova, parla un ottimo italiano e coordina, tra le altre cose, un orfanotrofio vicino a Djougou.

Dopo una breve tappa all’ufficio postale andiamo a visitare il museo curato da Zoumarou Alassane che ci prepara alla visita dei villaggi Taneka. 
Ci inerpichiamo su stradine polverose e rosse… i primi bimbi dagli occhi grandi, vestiti di stracci e con la pancia gonfia… distribuiamo giochi e peluches… saltano impazziti dalla gioia.

Veniamo ricevuti da uno dei tre re Taneka che da una vecchia seggiola di legno ci d&amp;amp;#224; la sua benedizione… un re di un’altra trib&amp;amp;#249;, poi un altro ancora. Questa etnia di un altro mondo mi colpisce profondamente, non posso credere che esistano popolazioni che nel 2014 vivano ancora cos&amp;amp;#236; primitivamente; vivono in capanne di fango e paglia, battono il miglio e non hanno idea di cosa sia il mondo al di fuori di Copargo.

Ci incantiamo tutti a gironzolare tra le capanne, in quella pace rotta sola dalle grida di festa dei bimbi che giocano coi palloncini che abbiamo portato.

Ma ora &amp;amp;#232; tempo di andare a visitare l’orfanotrofio di padre Brice  a Tchoutchou, veniamo accolti da tutti i bimbi, una cinquantina che cantano una canzone di benvenuto… una bimba truccata magnificamente ci accoglie versando un catino di acqua sul terreno di fronte a noi… l’acqua, la cosa pi&amp;amp;#249; preziosa per loro, usata per omaggiare gli ospiti importanti.

Seduti in mezzo a loro, sulle panche, ascoltiamo e rispondiamo alle loro domande: “che lavoro fate?” “com’&amp;amp;#232; la bandiera dell’Italia?”…ci inteneriamo quando ci chiedono “ da che quartiere venite?”…
Consegniamo qualche regalino, vestiti e la pompa dell’acqua del furgone che ci avevano richiesto.
Lasciamo l’orfanotrofio anche se un pezzetto del nostro cuore rimane l&amp;amp;#236;…

[Stefy]: “Rientriamo nella nostra missione. Oggi &amp;amp;#232; la festa delle donne e qui si festeggia tutte insieme, cucinando, mangiando, riposandosi sotto l’ombra dei manghi per poi radunarsi nel cortile e discutere della condizione della donna.
Ci immergiamo nel loro mondo culinario, veniamo avvolti dai loro colori,cos&amp;amp;#236; vivaci da risplendere al sole…i loro sorrisi illuminavano tutt’intorno”. 

[ continua su: www.born2travel.it ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/benin/diario_di_viaggio_benin_12117.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Benin  by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>BENIN</category><pubDate>Fri, 28 Mar 2014 22:40:20 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/benin/diario_di_viaggio_benin_12117.ashx</guid></item><item><title>Ghana by www.born2travel.it</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/ghana/diario_di_viaggio_ghana_12115.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/ghana/diario_di_viaggio_ghana_12115.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12115/128679.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GHANA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

01.03.2014 Accra (Ghana)

[Stefy]: “Atterriamo ad Accra alle 5 del mattino dopo uno scalo a Casablanca, in Marocco e uno a Lom&amp;amp;#232;, in Togo. Veniamo accolti da un’afa opprimente mentre ci concentriamo sulle varie formalit&amp;amp;#224; da sbrigare, il visto del Togo in primis. Fortunatamente riusciamo ad ottenerlo in poche ore, pur essendo sabato, grazie ad un contatto fornitoci dal nostro corrispondente: Godwin.

Jamestown. I nostri occhi vengono riempiti dalle immagini di bambini che giocano e ballano sulla lunga spiaggia… donne vendono ogni sorta di mercanzia e le trasportano sulle proprie teste. Vestiti colorati, ricamati ci ondeggiano davanti avvolgendo i grandi sederi tondi delle “mamy”; in un piccolo spiazzo vediamo migliaia di pesciolini stesi a terra ad essiccare per poi essere venduti nelle bancarelle ai bordi delle strade; piroghe colorate ciondolano nell’oceano, cullate dolcemente dalle onde e dipingendo un quadro perfetto.

Visita bizzarra in un laboratorio di bare dalle forme pi&amp;amp;#249; disparate. Bisogna godersi anche l’ultimo viaggio della vita! Questa &amp;amp;#232; un’usanza in voga da diversi decenni qui e fa capire che la morte non viene vista in maniera triste e buia ma &amp;amp;#232; vissuta con tutt’altro stato d’animo. 

Senya Bereku. Il forte di Good Hope costruito dagli olandesi nel 1705, inizialmente come magazzino per il commercio dell’oro e soli dieci anni dopo come luogo per accogliere gli schiavi in attesa dell’imbarco per le Americhe!

Cape Coast. Altro forte coloniale utilizzato da olandesi, svedesi, inglesi… abbiamo visitato le terribili celle dove venivano custoditi gli schiavi, piccole celle che contenevano fino a 200 persone fino alla deportazione.”



02.03.2014 Elmina (Ghana)

Di buon mattino, quando il sole non riscalda ancora eccessivamente questa terra, ci perdiamo tra i venditori di pesci di Elmina. 

Elmina, una citt&amp;amp;#224; come tante sull’oceano Atlantico africano che in passato sono state testimoni di una efferata crudelt&amp;amp;#224;... 
Pensi ad Auschwitz, pensi a Phonm Penh, pensi a Kigali e ti rendi conto che, a volte, la storia non &amp;amp;#232; “magistra vitae” e l’uomo si ritrova puntualmente a ripetere gli stessi errori irrimediabilmente. 
Si ritrova ad umiliare un suo simile, a massacrarlo o distruggerlo interiormente in nome di uno stupido ideale, di una credenza religiosa o di un desiderio di supremazia. In quelle celle maledette uomini semplici venivano derubati della propria anima e la morte cominciava a rappresentare l’unica via di fuga, anche perch&amp;amp;#233;, se non morivi di stenti e privazioni, venivi costretto a varcare la “porta del non ritorno”. Nessun nome fu pi&amp;amp;#249; idoneo per questo piccolo portoncino alto mezzo metro perch&amp;amp;#233; anche con quegli ultimi passi nella loro Africa gli schiavi dovevano essere umiliati. 
Varcata quella porta venivano imbarcati per il Nuovo Mondo, un mondo nuovo ma di vecchie atrocit&amp;amp;#224;. Cominciava l’era della schiavit&amp;amp;#249;.


03.03.2014 Kakum National Park (Ghana)

Raggiungiamo il Kakum National Park, non &amp;amp;#232; una riserva particolarmente ricca di fauna, se non consideri i milioni di insetti, ma i suoi maestosi ed alti alberi secolari e la vegetazione fitta lo rendono sicuramente molto suggestivo. 
Stupendi i 7 ponti sospesi che ti permettono di compiere una “canopy walk” a 30 metri dal suolo facendoti godere una visuale privilegiata dell’immenso parco.
Peccato che i dondolii irregolari dei ponti mi hanno fatto prendere una brutta storta alla caviglia… ora &amp;amp;#232; molto gonfia e mi fa male…

Quando il sole sparisce all’orizzonte e le tenebre inghiottono tutto il paesaggio, partiamo con Richard e Prince alla volta del “Masomagor Tree Platofrom”, una piattaforma costruita su un albero a 30 metri di altezza dove passeremo la notte.
Volevamo assaporare un po’ della vita della foresta e, guidati dai nostri rangers, maciniamo parecchia strada lungo sentieri scoscesi illuminati solo dalla fioca luce delle nostre torce.

Ad un certo punto qualcuno si ferma… l’intera fila rallenta e manco il tempo di capire cosa stesse accadendo che cominciamo ad avvertire pizzichini su tutte le gambe… siamo finiti in una zona di formiche assassine… ogni morso &amp;amp;#232; molto doloroso e nessuno &amp;amp;#232; risparmiato… fatichiamo abbastanza per trovare un’area pi&amp;amp;#249; sicura per liberarci di questi sgraditi ospiti.

Poco prima di arrivare al nostro albero ci fermiamo, spegniamo tutte le torce e ci facciamo cullare dai suoni della natura.

Buio pesto. Un concerto assordante di ogni tipo di insetto ci fa sentire cos&amp;amp;#236; piccoli al cospetto di Madre Natura. &amp;amp;#200; una strana sensazione… senti quasi come se il cielo ti crollasse addosso…

Saliamo adagio sul nostro albero e nei nostri sacchi a pelo, riparati da vecchie zanzariere trascorriamo un’altra emozionante notte da ricordare in Africa.


04.03.2014 Kumasi (Ghana)

[Stefy]: “Lago Bosumtwe. Forse per la foschia, per la luce che appiattiva ogni cosa ma questo lago non mi ha trasmesso grandi emozioni. 
Ripartiamo presto e in due ore percorriamo i 38 km fino a Kumasi. 
Alle porte della citt&amp;amp;#224; rimaniamo imbottigliati in un traffico assurdo.

Dopo aver lasciato i nostri zaini nel Sanbra Hotel, costeggiamo il Kejeta Market: incasinato, caotico, enorme, per recarci al Manya Palace, il palazzo del Re Ashanti.

Visitiamo subito il museo interno: una serie di fucili con ornamenti, anelli d’oro, bracciali enormi, statue rappresentanti passati re con le proprie madri, vecchi troni ed elettrodomestici di inizio secolo, cos&amp;amp;#236; rari in un luogo del genere…

Ci addentriamo nel grande mercato, le botteghine sono infinite, piene di stoffe con i loro sarti, pentole, prodotti di bellezza, vestiti di ogni genere, spezie… donne con i propri bimbi legati alla schiena o con enormi oggetti sulla testa, taniche d’acqua incluse… insomma ogni donna portava qualcosa da qualche parte, indaffarate si svincolavano in quel caos infinito…”

[Rosy]: “Ora capisco perch&amp;amp;#233; quando tornavi dai tuoi viaggi in Africa mi raccontavi solo alcuni aneddoti e per il resto mi dicevi: non posso descriverlo, devi viverlo!”

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/ghana/diario_di_viaggio_ghana_12115.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Ghana by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>GHANA</category><pubDate>Fri, 28 Mar 2014 22:28:46 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/ghana/diario_di_viaggio_ghana_12115.ashx</guid></item><item><title>Togo by www.born2travel.it</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/togo/diario_di_viaggio_togo_12116.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/togo/diario_di_viaggio_togo_12116.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12116/128683.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TOGO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 

06.03.2014 Kara (Togo)

Lasciata la caotica Tamal&amp;amp;#232; ci dirigiamo a sud verso Natchamba ed il confine con il Togo.

[Stefy]: “Capanne con tetti di paglia completamente vuote all’interno tranne per qualche sacco usato come giaciglio e alcune pentole ammassate in un angolo. Le donne sedute a semicerchio dinanzi le proprie capanne, i bambini dagli occhi cos&amp;amp;#236; grandi da specchiarsi. Siamo nel mondo dei Dagombo.
Abbiamo tirato fuori pacchi di caramelle e mi ha colpito molto la gioia sia sui visi degli uomini che dei bimbi.
Ci siamo divertiti a gonfiare palloncini e farli volare sopra le nostre teste.
Ho visto visi solari, sguardi fieri e sorrisi onesti talmente sinceri da buttar gi&amp;amp;#249; ogni barriera, diffidenza e differenza che, erroneamente, qualcuno potrebbe pensare esistere tra noi bianchi e loro: popolazione d’ebano raggiante.

A Sang ci fermiamo per caso a far visita all’orfanotrofio “Nazareth Home for God’s Children” retto da Suor Stan Terese Mumuni e che si dedica a orfani con problemi medici gravi; mentre il gruppo ascoltava la storia della scuola io non ho resistito e son dovuta andare nel cortile adiacente a parlare con una volontaria e due piccoli pargoli di un anno: Thomas e Lucia. Continuavo a guardare quegli occhi cos&amp;amp;#236; grandi, cos&amp;amp;#236; giovani ma gi&amp;amp;#224; pieni di sofferenza…

A Natchamba compiliamo il foglio di uscita in  uno stanzino con due o tre galline che gironzolano, una vecchia branda rattoppata ed un bancone al di l&amp;amp;#224; del quale i due addetti al controllo dei passaporti sfogliano con attenzione tutti questi documenti italiani improvvisamente apparsi dinanzi ai loro occhi.

Siamo in Togo! Mentre attendiamo il nostro turno notiamo gruppi sparuti di persone che lasciano o entrano in questa piccola nazione. Quasi tutti senza documenti e per pagare l’accesso dovevano svuotare borse o bisacce a favore degli avidi poliziotti.

Finite le formalit&amp;amp;#224; burocratiche, manco il tempo di ripartire che troviamo il primo posto di blocco di una lunga serie. Posto di blocco! Due bidoni posizionati a centro strada e un ragazzone robusto in canotta e cappello da pescatore che ci chiede 10.000 CFA (circa 20 euro) dopo aver ispezionato tutto il van e non aver trovato nessun difetto.
Mark contratta duramente e alla fine la spunta… I bidoni vengono rimossi e noi ce ne andiamo vincitori… almeno per stavolta!


07.03.2014 Sokod&amp;amp;#232; (Togo)

Percorriamo la strada principale togolese che dalla capitale Lom&amp;amp;#232; porta dritto alle porte del Burkina Faso, non &amp;amp;#232; male tutto sommato perch&amp;amp;#233; non ci sono i fastidiosi dossi ghanesi. Poco prima della citt&amp;amp;#224; di Kand&amp;amp;#232; voltiamo e ci immettiamo in una stradina rossa e polverosa… in pochi istanti siamo inghiottiti da una nube rossa… siamo nel regno dei Tamberna.

Con l’ausilio di una guida ci affacciamo con rispetto a uno dei tanti villaggi dall’architettura elegante e superba.

[Stefy]: “E’ incredibile che questi piccoli fortini siano fatti di terra ed acqua e durano da 100 anni. Veniamo accolti da donne dai cappelli dalle lunghe corna e uomini che fumano lunghe pipe. Ci scrutano a lungo incuriositi… 
Trascorriamo un po’ di tempo aggirandoci in quel luogo senza tempo.
Prima di andare via, alcuni uomini cominciano a suonare strani strumenti e le donne emettono sordi suoni gutturali mentre altre danzano sinuosamente…

Ci rechiamo all’albero sacro, un antico baobab con una grossa apertura tale da riuscirci ad entrare dentro. Trovarsi nella pancia di un baobab vecchio di 1000 anni &amp;amp;#232; una sensazione strana, sembra di essere dentro a una grotta.

In serata raggiungiamo Sokod&amp;amp;#232;, siamo nuovamente nel sud Togo.

La giornata &amp;amp;#232; ancora lunga; Ibrahim Yaya, il  pastore del “Temple de la Redemption”, ci d&amp;amp;#224; l’opportunit&amp;amp;#224; di assistere alla danza del fuoco della trub&amp;amp;#249; dei xxx e perci&amp;amp;#242;, dopo cena, ci rechiamo nella periferia di Sokod&amp;amp;#232;. Il capo-villaggio ci accoglie facendoci accomodare su due panche. Mentre due o tre uomini suonano dei djamb&amp;amp;#232;, piano piano comincia a radunarsi tutto il villaggio attorno a noi. Un vecchio uomo afferra un bastone infuocato e inizia a passarselo sul braccio, poi sulla testa fino a morderlo e  masticarlo… E’ in trance. Fa impressione.

Diversi uomini si alternano in questa strana danza. Tutti entrano in questo cerchio disegnato a terra e facendo un cenno al cielo richiamano lo “spirito del fuoco” per invitarlo a lottare, cos&amp;amp;#236; comincia la danza, i movimenti del corpo leggiadri, lo sguardo imbambolato, quasi assente, il fuoco sul loro corpo, persino sulla lingua.

Inizia a rovistare in una bacinella piena di vetri rotti, poi se li spalma addosso prima di fare lo stesso con una vecchia spada…

Improvvisamente Ibrahim ci si avvicina e ci intima di andare subito via; molti di quegli uomini erano in trance, eccitati e l’atmosfera stava diventando troppo opprimente e pericolosa per noi,il cerchio era diventato sempre pi&amp;amp;#249; opprimente…&amp;amp;#232; stata un’esperienza vera, autentica non turistica…proprio come piace a noi!



08.03.2014 Djougou  (Benin)

Dopo un lungo viaggio, passando tra sperduti villaggi e qualche posto di blocco che non riesce a rimediare nulla da noi…vediamo in lontananza una sonnolenta bandiera togolese, non sventola, forse fa troppo caldo qui pure per lei! Due soldati svogliatamente portano due panche vicino ad una scrivania… il tutto sotto ad un meraviglioso albero di mango, dove un poliziotto molto diligente ma anche tanto lento inizia a registrare ogni singolo passaporto… il suo capo in vestiti locali, &amp;amp;#232; sdraiato su una panca in legno e ogni tanto impartisce qualche ordine.
Non passa nessuno, tranne qualche raro motorino… siamo gli unici presenti sul registro in data 7 marzo. Un’occhiata al libretto della febbre gialla e ci mandano da due poliziotti grassottelli e sudaticci… siamo in Benin!

Arriviamo nella tanto sospirata Djougou. 
Incontriamo il colorato e gioviale Padre Brice… mi aspetto molto da questo incontro.

Padre Brice ha trascorso 3 anni a Padova, parla un ottimo italiano e coordina, tra le altre cose, un orfanotrofio vicino a Djougou.

Dopo una breve tappa all’ufficio postale andiamo a visitare il museo curato da Zoumarou Alassane che ci prepara alla visita dei villaggi Taneka. 
Ci inerpichiamo su stradine polverose e rosse… i primi bimbi dagli occhi grandi, vestiti di stracci e con la pancia gonfia… distribuiamo giochi e peluches… saltano impazziti dalla gioia.

Veniamo ricevuti da uno dei tre re Taneka che da una vecchia seggiola di legno ci d&amp;amp;#224; la sua benedizione… un re di un’altra trib&amp;amp;#249;, poi un altro ancora. Questa etnia di un altro mondo mi colpisce profondamente, non posso credere che esistano popolazioni che nel 2014 vivano ancora cos&amp;amp;#236; primitivamente; vivono in capanne di fango e paglia, battono il miglio e non hanno idea di cosa sia il mondo al di fuori di Copargo.

Ci incantiamo tutti a gironzolare tra le capanne, in quella pace rotta sola dalle grida di festa dei bimbi che giocano coi palloncini che abbiamo portato.

Ma ora &amp;amp;#232; tempo di andare a visitare l’orfanotrofio di padre Brice  a Tchoutchou, veniamo accolti da tutti i bimbi, una cinquantina che cantano una canzone di benvenuto… una bimba truccata magnificamente ci accoglie versando un catino di acqua sul terreno di fronte a noi… l’acqua, la cosa pi&amp;amp;#249; preziosa per loro, usata per omaggiare gli ospiti importanti.

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24.11.2013 El Cairo (Egitto)

[Stefy]: “Siamo pronti a partire! Siamo belli carichi!
Atterrando nella capitale egiziana riusciamo a godere dello spettacolo delle Piramidi illuminate… Che bella sorpresa!”

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09.12.2013 Kigali (Rwanda)

La frontiera Uganda-Rwanda &amp;amp;#232; immersa nella nebbia, c’&amp;amp;#232; solo una sbarra che indica i nomi delle due nazioni con un poliziotto annoiato che osserva le poche persone che transitano… noi, col nostro grande truck, destiamo tanta curiosit&amp;amp;#224;.
Le formalit&amp;amp;#224; doganali sono rapide ed in pochi minuti usciamo dall’Uganda per attraversare la piccola zona di nessuno a piedi. Welcome to Rwanda.

Il paesaggio muta completamente. Chi se l’aspettava cos&amp;amp;#236; il Rwanda?
Strade ben asfaltate, prati verdi ben curati, casupole in cemento..

Raggiungiamo brevemente la capitale: Kigali.
Pranziamo da “Economatt” con delle patate al forno e samosa prima di raggiungere il gate del “Genocide Memorial”.

Credevo che dopo Auschwitz e Phnom Penh avessi metabolizzato situazioni assurde, senza senso e da condannare… ma non &amp;amp;#232; stato cos&amp;amp;#236;.
Il museo comincia con una presentazione storico-politica del Rwanda, dall’avvento dei Belgi fino al sanguinoso genocidio degli Hutu e Tutsi, passando per una mostra dedicata ai bambini fino ai massacri dell’ultimo secolo nel mondo. 
La pazzia, la stupidit&amp;amp;#224; dell’uomo non ha rivali.
Ho letto, guardato filmati e ascoltato testimonianze dirette raccapriccianti; persone uccise, famiglie sterminate da amici, da vicini di casa, colleghi di lavoro o compagni di scuola solo perch&amp;amp;#233; di un’altra etnia.
Com’&amp;amp;#232; possibile che il mondo sia rimasto ancora una volta a guardare?
Mi meravigliavo pensando che la strage cambogiana fosse accaduta nel 1979… ma qui parliamo del 1990!
Sono ancora pi&amp;amp;#249; fiero del mio lavoro se, attraverso esso, potrei contribuire a combattere situazioni del genere.

Usciamo dal museo proprio mentre il cielo scarica tutta la sua rabbia con enormi goccioloni che in pochi minuti inondano tutta Kigali, quasi come se tutti gli angeli si fossero commossi con noi.

Partiamo alla volta di Kibungo, siamo ancora sconvolti e silenziosi… ci avviciniamo alla Tanzania.



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10.12.2013 Mwanza (Tanzania)

In poco tempo siamo gi&amp;amp;#224; a Rusumu, la frontiera, mentre una cascata d’acqua rossa riempie la scena!

Siamo in Tanzania e il paesaggio cambia completamente di nuovo… solo capanne misere sparute, bambini scalzi su strade disastrate…

Lunga giornata di trasferimento fino a Mwanza, sulle sponde del lago Vittoria…
Montiamo le tende al chiarore delle nostre torce frontali ascoltando i versi di un gruppo di ippopotami non lontano…


11.12.2013 Serengeti (Tanzania)

[Stefy]: “Mi trovo a macinare km e km sul nostro truck e d’improvviso la sensazione di essermi tuffata nella foto che ho sul com&amp;amp;#242;. Momenti fatti di sguardi veloci ma intensi, sorrisi che ti arrivano dentro, dritti alla pancia. Poi apro gli occhi e mi immergo nelle nuvole, grandi nuvole di panna montata, terra rossa sotto di me. Il verde va fino a dove lo sguardo riesce ad arrivare, fino all’orizzonte pi&amp;amp;#249; lontano.
Una sosta in un villaggio, scendo dal camion, respiro a pieni polmoni e sento che questa &amp;amp;#232; l’aria giusta per me, sento che non c’&amp;amp;#232; altro posto in cui vorrei essere. Questa terra mi appartiene, o meglio, io appartengo ad essa.
Ed ecco che d’improvviso una bimba alza la mano, io la mia; in un sorriso c’&amp;amp;#232; cos&amp;amp;#236; tanto amore che &amp;amp;#232; impossibile da contenere, mi sento bene dentro, mi sento bene nel cuore.

Lo sguardo ritorna alla strada, tre piccoli ragazzini camminano ai bordi con delle accette sulle spalle; bici stracariche di banane vengono spinte da uomini con giacche troppo grosse e scarpe di qualche numero in pi&amp;amp;#249;; nei loro occhi si potrebbe leggere rassegnazione ma &amp;amp;#232; un errore, sono solo occhi stanchi ma pieni di dignit&amp;amp;#224;.
Dall’altro lato della strada orde di bimbi saltano, salutano, urlano: “musungu” con allegria infinita, ignari di ci&amp;amp;#242; che non hanno perch&amp;amp;#233; mai avuto ma cos&amp;amp;#236; entusiasti di quel poco che possiedono che ti fanno rendere conto di quanto siamo fortunati nella vita di tutti i giorni anche se ormai manco ce ne rendiamo pi&amp;amp;#249; conto e la prendiamo come una routine dovuta.”

Nel parco del Serengeti piove a dirotto, approfittiamo di qualche minuto di tregua per montare le nostre tende…

12.12.2013 Serengeti (Tanzania)

[Stefy]: “E’ l’alba nel Serengeti. Tre iene camminano con passo lento, zebre, gnu, impala corrono impaurite per scappare da chiss&amp;amp;#224; quale predatore nascosto…
Improvvisamente due splendidi ghepardi, dal portamento regale e raffinato, ci vengono incontro, ci fissano e poi attraversano lo sterrato e continuano la loro ricerca verso l’orizzonte.
Poco pi&amp;amp;#249; in l&amp;amp;#224; un’altra iena si riposa in uno stagno d’acqua sporca e fangosa.

Due leonesse e poco oltre una carcassa di bufalo… Hanno appena cacciato questo grande animale ed ora  vigilano affinch&amp;amp;#233; nessun altro predatore si avvicini, attendono l’arrivo del re della foresta… loro mangeranno i resti. Regole della savana”


13.12.2013 Ngorongoro (Tanzania)

Varchiamo il gate del parco nazionale del Ngorongoro e veniamo proiettati in un altro mondo. Una pianura infinita che si estende a perdita d’occhio dove pascola indisturbato ogni tipo di animale.

Zebre, gazzelle di Thompson, delle giraffe ci guardano annoiate… questo &amp;amp;#232; il luogo perfetto di caccia del leopardo, qui i poveri erbivori possono contare solo sulle proprie abilit&amp;amp;#224; fisiche visto che non esistono ripari naturali, cespugli o alberi..

Ci fermiamo a visitare un villaggio Masai e dopo un’offerta al capo villaggio abbiamo la possibilit&amp;amp;#224; di immergerci nuovamente in un’altra dimensione.
Ci salutano con una danza di benvenuto molto caratteristica e coinvolgente… gli uomini, snelli ed alti, avvolti in vesti rosse intonano un’armonia antica mentre saltano a gambe unite; le donne accompagnano la litania con le loro dolci voci.
Le vesti, le decorazioni sono molto pittoresche e colorate cos&amp;amp;#236; come i bracciali e le cavigliere…

Poco dopo ci ritroviamo all’interno di una delle tante piccole capanne ad ascoltare le storie di questo antico e fiero popolo nomade, siamo molto incuriositi da questa cultura, dalla loro vita di tutti i giorni e dalle loro tradizioni.

Saliamo a fatica sempre pi&amp;amp;#249; in alto, raggiungiamo il Simba Camp dove montiamo le nostre tende sotto una grande acacia e godendo di una delle pi&amp;amp;#249; suggestive vedute dell’intero viaggio; a 2450 metri circa dominiamo il cratere del Ngorongoro.

La notte in tenda &amp;amp;#232; dura, il freddo ci mette a dura prova per&amp;amp;#242; un meraviglioso cielo stellato, che sembrava caderti addosso, rende tutto pi&amp;amp;#249; dolce!


14.12.2013 Ngorongoro (Tanzania)

Alle 5.00, troppo presto, suonano le nostre svegliette.
Fuori &amp;amp;#232; buio pesto.

Ci immergiamo completamente nell’antico cratere.
Ngorongoro. Questo termine che suona cos&amp;amp;#236; buffo, in swahili significa: “buco”. Ed in effetti &amp;amp;#232; un vero foro vulcanico del diametro di 19 km e recinto naturale per centinaia di specie di animali.

Sono circa le sei… un enorme palla arancione timidamente comincia ad apparire all’orizzonte. 
Un’esplosione incredibile di fauna dinanzi ai nostri occhi incantati: giraffe, gnu, gazzelle, impala, struzzi, sciacalli, avvoltoi, persino un rinoceronte…

Un branco di zebre si ferma all’improvviso e con estrema attenzione comincia a fissare un punto…seguiamo il loro sguardo impaurito e scorgiamo due giovani leonesse che passeggiano sinuose ed indifferenti, avranno gi&amp;amp;#224; banchettato…

Tre sciacalli dalle grandi orecchie rincorrono un altro che &amp;amp;#232; entrato nel loro territorio… ancora una volta la savana ci ricorda che ci sono delle regole ben precise da rispettare.

Pi&amp;amp;#249; avanti. Due figure maestose sfilano con grande eleganza. Una leonessa… ed eccolo finalmente: il re della foresta in tutto il suo splendore.
Marca il territorio… si distende vicino ad un cespuglio  mentre la leonessa gli si avvicina complice… gli gironzola attorno varie volte finch&amp;amp;#232; lui, con un balzo “felino”, gli salta alle spalle… il tutto dura poco ma noi siamo increduli, sembra di guardare, in prima fila, un meraviglioso documentario della National Geographic…

Con queste immagini ben impresse nei nostri occhi e nei nostri cuori lasciamo il cratere e la natura verso la cittadina sonnacchiosa di Mto Wa Mbu.

[Stefy]: “Veloce doccia e usciamo subito a fare una passeggiata in giro. 
Due assi di legno, al centro una scacchiera e attorno tanti uomini che discutono di ogni singola mossa. Invitano Mark a fare una partita e sfidare il loro asso, un vecchio Masai grassoccio e dal viso buono. Tutti ad analizzare il duello di pedine ma le regole son diverse dalle nostre e abbiamo dovuto accettare la sconfitta con una stretta di mano.”




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30.11.2013 Kampala (Uganda)

Poche ore di cammino e siamo a Busia, ultima citt&amp;amp;#224; kenyota: confine.
Qui regna il solito caos disordinato, il via vai incasinato di tutte le frontiere.

C’&amp;amp;#232; chi vuole accompagnarci in bicicletta o motorino all’immigration; tanti ci offrono loschi cambi di valuta stranamente molto vantaggiosi; si vende di tutto e c’&amp;amp;#232; gente da tutta l’Est Africa.

Timbro kenyota di uscita; discussione con un poliziotto di frontiera per una foto innocente alla bandiera; poco dopo, timbro ugandese di entrata mentre la sinuosa e colorata bandiera, poco prima fotografata, sventolando ci d&amp;amp;#224; il benvenuto in questa nazione che ci ospiter&amp;amp;#224; per dieci giorni.  

Attendiamo due ore sotto un sole cocente il disbrigo delle formalit&amp;amp;#224; doganali del nostro truck: tempi africani, nessuna paura!
Una volta ripartiti notiamo che il paesaggio &amp;amp;#232; completamente mutato. Il rosso della terra del Kenya equatoriale lascia il posto ad un verde lussureggiante, qui piove spesso!

Viaggiamo tutto il giorno fino a raggiungere la caotica capitale: Kampala.

Ci impelaghiamo nel traffico del centro di una sabato sera qualunque; motorini e auto intasano tutte le strade; spesso rischiamo di investire qualche passante; ci sono tanti palazzi di recente costruzione, sedi di banche o ambasciate, che stonano con il paesaggio circostante.
Martin fatica abbastanza per tenere a bada questo grande bestione e due ore dopo, finalmente, arriviamo al Backpacker Hostel per riposare le nostre stanche ossa in un grande dormitorio.


01.12.2013 Masindi (Uganda)

[Stefy]: “Partiamo alle sei del mattino percorrendo la strada principale che spacca il verde acceso dell’Uganda in mezzo alle capanne di terra e paglia; i bambini che dalle collinette alzano le mani al cielo per salutarci; bancarelle vendono manghi, papaie, carote, cetrioli o letti e divani…

In tarda mattina arriviamo allo Ziwa Rhino Sanctuary e poco dopo, accompagnati da un ranger, ci inoltriamo nella foresta alla scoperta degli ultimi esemplari di Rinoceronte Bianco Nordico.
Poco dopo, ecco ben tre esemplari riposare all’ombra di un grande albero. In fondo sono le 13.30 e ci sono 40&amp;amp;#176;! Dopo qualche minuto uno dei tre si alza in piedi… si scrolla un po’, si guarda intorno, era immenso, ma subito dopo si sdraia nuovamente a riposare.

Ripartiamo alla volta di Masindi e alle 16.30 entriamo nei nostri lodges a forma di capannina, molto accoglienti e con una doccia calda favolosa!

Dedichiamo tutto il pomeriggio a passeggiare in questa piccola cittadina. Facciamo una capatina al mercato della domenica; ci fermiamo in un negozietto di musica; compriamo dei pop corn che lasceremo a dei bimbi al mercato poco pi&amp;amp;#249; avanti; ne incontriamo tantissimi, bimbi dagli occhi grandi e brillanti come stelle, chiacchieriamo con loro, scattiamo foto mentre il mio cuore si riempie di serenit&amp;amp;#224; e pensieri positivi.”


02.12.2013 Murchinson National Park (Uganda)

Partiamo di buon mattino in direzione del Parco Nazionale Murchinson. 
Lungo il cammino ci fermiamo a Butiaba e Bulisa, due villaggi di pescatori per ammirare la loro quotidianit&amp;amp;#224;.

Butiaba. Una lingua di terra rossa segna il centro del villaggio, tra capanne di paglia, reti da pesca distese sulla spiaggia contornano le sponde del Lago Alberto. 
Ci fermiamo in un grande campo di calcio e subito ci ritroviamo circondati da una miriade di bambini con le magliette strappate e comincia una partita con una palla verde di gommapiuma tutta rattoppata…
I pescatori tornano con le vecchie barche dalla battuta, alcuni puliscono le reti, delle donne caricano sul proprio capo pesanti secchi pieni di piccoli pesci e vanno verso il mercato, una donna lava una pentola piegata sulla riva con acqua e sabbia del lago, i bambini giochiamo spensierati…

[Stefy]: “Bulisa. Capanne colorate di giallo fanno da sfondo al piccolo mercato. Compriamo un po’ di banane  mentre ci aggiriamo tra le bancarelle di vecchie cose usate  sotto un sole cocente…

Nel tardo pomeriggio raggiungiamo il camping Red Chilly Hideaway; fatichiamo parecchio a montare le tende su un terreno durissimo, siamo sudati e stanchi e i picchetti si rompono continuamente; doccia fredda e scarsa ma siamo felici!”


03.12.2013 Murchinson National Park (Uganda)

[Stefy]: “Alle sette del mattino attraversiamo il fiume e comincia il nostro safari nel Murchinson National Park. Incontriamo elefanti, tantissime giraffe, branchi di bufali e gnu, impala, gazzelle di Thomson ma nessun felino… neppure carcasse in giro… qui la vita dei docili erbivori sembra scorrere serena…

Nel pomeriggio in barca navighiamo lungo il canale fino a raggiungere le Cascate Murchinson.
Ippopotami sbadigliano annoiati, coccodrilli si rilassano sulla riva con le aguzze fauci in bella mostra; gnu, gazzelle e impala si abbeverano cautamente; un grande elefante barrisce osservandoci irritato, un’aquila pescatrice vola imperiosa e improvvisamente si lancia in picchiata per conquistare un pesce…

Giunti in prossimit&amp;amp;#224; della cascata scendiamo dalla barca per scalare una collinetta fino all’apice del salto d’acqua. Saliamo e fatichiamo per raggiungere la vetta, una volta l&amp;amp;#236;, a braccia aperte con milioni di goccioline sul corpo dopo la sudata della salita ci godiamo i suoni armoniosi  della natura…”



04.12.2013 Fort Portal (Uganda)

Smontiamo le tende e ripartiamo alla volta di Hoima.
Il tragitto &amp;amp;#232; abbastanza duro per via della strada dissestata e piena di grosse buche.
Incrociamo parecchie scimmie che ci osservano sorprese mentre saltano da un albero all’altro finch&amp;amp;#232; un grande ramo centra perfettamente il parabrezza, proprio il mio lato e per poco tutto va in frantumi.

Arrivati a destinazione ne approfittiamo per fare un po’ di spesa visto che le provviste cominciano a scarseggiare… il sole &amp;amp;#232; ancora alto nel cielo e noi siamo carichi…decidiamo allora di fare un altro piccolo sforzo e proseguire fino alla tappa prevista per il giorno dopo…
La giornata si trasforma in un lungo trasferimento. Attraversiamo varie aree in cui si dice regni la mosca tse tse e allora siamo costretti a “sigillarci” bene dentro.

La strada &amp;amp;#232; pesante ed improvvisamente veniamo fermati da un pullman in panne che blocca il sentiero. Notiamo che l’asse posteriore manca e in assoluta calma cominciano a scendere tutti i passeggeri scaricando di tutto: enormi sacchi di grano, galli isterici, pentolame, scatole di cartone fino a giganteschi durien…

Con pazienza africana cerchiamo di dare una mano anche noi; zappiamo un intero rialzo di terra per permettere il passaggio del nostro truck.
Il primo tentativo non riesce e per poco il povero Martin finisce addosso al bus…
Ricominciamo a zappare alacremente… secondo tentativo… &amp;amp;#232; pericoloso ma l’abile Martin riesce!
Tutti a bordo e in viaggio fino a sera attraversando campi di the e caff&amp;amp;#232; arrivando fino a quasi 2000 metri.

Finalmente Fort Portal. &amp;amp;#200; sera, &amp;amp;#232; buio ed &amp;amp;#232; difficile trovare la retta via. Ci sistemiamo in un alberghetto in perfetto stile africano; siamo esausti ma Nicol&amp;amp;#242; ci delizia con un buon piatto di spaghetti e speck.


05.12.2013 Queen Elizabeth (Uganda)

Il mio orologio segna quasi 40&amp;amp;#176;. “Fa parecchio caldo” – penso tra me e me, proprio mentre oltrepassiamo la linea dell’equatore! Che emozione!
	
In tarda mattinata raggiungiamo l’ingresso del Parco Nazionale Queen Elizabeth; sotto un caldo torrido montiamo le nostre tende e subito dopo partiamo per un game drive… improvvisamente il cielo si oscura e da grossi nuvoloni neri comincia a piovere a dirotto…
L’umore non &amp;amp;#232; alle stelle, siamo stanchi, le nostre tende bagnate, non c’&amp;amp;#232; possibilit&amp;amp;#224; di doccia o di relax ma illuminati dalla fioca luce delle nostre torce frontali ceniamo e trascorriamo una bella serata in compagnia. 

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25.11.2013 Nakuru (Kenya)

[Stefy]: “Due ore dopo siamo di nuovo in volo, stavolta diretti a Nairobi.
Atterriamo nel cuore della notte, alle tre circa, e dopo aver espletato le varie formalit&amp;amp;#224; doganali, prendiamo possesso del nostro truck 4x4 e da Nakumatt, grande supermercato di Nairobi, ci riforniamo di tutto ci&amp;amp;#242; che ci servir&amp;amp;#224; in questi 23 giorni di safari!”

Nairobi ci accoglie con il suo caos, i suoi grandi edifici, il disordine proprio delle grandi citt&amp;amp;#224; africane ed i suoi marab&amp;amp;#249; che dominano il suo cielo inquinato e popolano a m&amp;amp;#242; di grandi frutti gli scheletrici alberi.

Il trasferimento verso il Nakuru National Park ci comincia a far respirare un po’ di vera Africa. 
Restiamo attoniti dinanzi alla grandezza della Rift Valley…
Procediamo lungo una lingua d’asfalto grigia incontrando di tanto in tanto famiglie di babbuini, sedute sulla terra rossa, che osservano indifferenti il traffico..

Saliamo fino a quota 2500 metri per raggiungere il nostro primo camp: Kembu Campsite.

Splende alto il sole anche se fa freschetto e montiamo presto le nostre tende formando il nostro primo accampamento!


26.11.2013 Nakuru (Kenya)

Il camion attrezzato &amp;amp;#232; un ottimo mezzo per avvicinarsi con rispetto agli animali ed ammirarli da vicino.
Ecco i primi babbuini, poi gli gnu, i bufali, le gazzelle… &amp;amp;#232; un crescendo di incontri eccezionali e di emozioni.
In lontananza un leopardo che con eleganza scende da un albero, un gruppetto di giovani leoni che si rilassano sotto un’acacia, zebre che trotterellano tranquille, gnu brucano la rada erba insieme a dei goffi facoceri, alcune gazzelle di Thompson ci scrutano incuriosite, dei bufali passeggiano stanchi senza meta, un impala corre impaurita: stiamo timidamente entrando nel loro mondo!


27.11.2013 Masai Mara (Kenya)

Partiamo di buon’ora in direzione Narok. 
Entriamo nel regno dei Masai.
Ci impelaghiamo in un’impresa ardua quando decidiamo di comprare un pezzo di ghiaccio per il nostro cool box…
Seguiamo Hernest ed Al&amp;amp;#236; tra mille viuzze strette e affollate del mercatino locale; spesso ci imbattiamo in vecchi Masai che ammiriamo con una sorta di timore riverenziale; indossano costumi rosso acceso, tante decorazioni fatte di perline multicolori al collo, ai polsi, alle caviglie e alle orecchie da grandi fori oltre che l’immancabile bastone multiuso tra le mani.

 [Stefy]: “Poco prima di entrare nel parco nazionale ci fermiamo a visitare, dopo aver contrattato con il capo trib&amp;amp;#249;, un villaggio Masai. 
Ci danno il benvenuto con una serie di balli e canti fino alla classica danza dei salti. Ci raccontano della loro vita di nomadi, ci mostrano la loro quotidianit&amp;amp;#224;, le loro capanne di paglia e ci spiegano come accendono il fuoco usando solo pezzettini di legno.”


28.11.2013 Masai Mara (Kenya)

All’alba varchiamo il cancello del parco nazionale. Comincia un altro entusiasmante safari!

Incontriamo tanti animali e ogni volta ci incantiamo ad osservarli, ad immaginare la loro vita selvaggia, ad analizzare e studiare ogni singolo dettaglio; ci perdiamo seguendo con lo sguardo le strisce nere delle zebre, tutte differenti, o le chiazze giallo-marroni delle placide e buffe giraffe.
Branchi di elefanti passeggiano annoiati, altri brucano l’erba strappando, a volte,  interi cespugli con la forte proboscide mentre uno piccolino trotterellava cercando di capire come utilizzare la piccola protuberanza… Alcuni struzzi alzano il lungo collo spelacchiato per osservarti; una iena annoiata si stiracchia all’ombra di un grande cespuglio fino al maestoso leopardo che dopo aver riposato su un ramo di acacia scende imperioso dall’albero suscitando la nostra ammirazione.
Decine di carcasse o vecchi scheletri di gnu sparsi un po’ ovunque ci ricordavano che quello era un’area di grande caccia e di minacciosi predatori… la catena della vita!


29.11.2013 Kisumu (Kenya)

Viaggiamo quasi tutto il giorno per raggiungere la cittadina di Kisumu sul lago Vittoria.
Lungo il tragitto cominciamo ad avere una prima percezione della vita quotidiana kenyota. Attraversiamo numerosi villaggi di capanne di paglia e fango; donne e bambini in fila al pozzo d’acqua  con grandi bidoni gialli in mano o in perfetto equilibrio sul capo.  
Incuriositi ci fermiamo a visitare un paio di mercatini locali, gironzoliamo tra venditori di ogni mercanzia, soprattutto scarpe e abiti usati ed importati dal consumistico Occidente.

Arriviamo a Kisumu quando &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; buio. Kisumu sembra essere una cittadina abbastanza grande ed &amp;amp;#232; caratterizzata dal solito abbandono proprio di questi luoghi in cui la sopravvivenza del suo popolo ha la precedenza sull’estetica urbanistica.

Ci fermiamo al Kisumu Beach Resort, un luogo squallido e pieno di zanzare, del resto siamo proprio sulle rive del lago Vittoria… “ma le zanzare non sono malariche” – come tenta di rassicurarci uno dei ragazzi che lo gestisce.

&amp;amp;#200; duro montare le tende dopo 12 ore di truck, stanchi, sudati, affamati, al buio e su un terreno aspro e duro mentre insetti di ogni genere ti ronzano attorno.

Solo la cena preparata da Al&amp;amp;#236; a base di pennette al sugo e tonno riesce a darci un po’ di energia!


continua su  http://www.born2travel.it/&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_12055.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;kenya by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>KENYA</category><pubDate>Mon, 23 Dec 2013 13:03:32 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_12055.ashx</guid></item><item><title>sicily by www.born2travel.it, palermo, cefalu, marsala, favignana, erice, sicily</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12536.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12536.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ITALIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

Non vi &amp;amp;#232; mai capitato di rimanere piacevolmente sconvolti dalla bellezza di un luogo che, per non si sa  quale motivo non avevate mai visitato?

A volte organizziamo viaggi in capo al mondo e non conosciamo le meraviglie che distano ad un’ora di aereo dalle nostre citt&amp;amp;#224;. Sto parlando di un piccolo angolo di paradiso chiamato Sicilia.

Un giorno riceviamo una notizia bellissima: due cari amici si sposano a Marsala...

Compriamo i biglietti aerei e iniziamo a vedere quali posti possiamo scoprire attorno a quella zona.

Atterriamo di sera su Palermo e subito un bell&amp;#39;abbraccio fraterno ci accoglie. Luca, lo sposo, ci porta immediatamente a riempirci lo stomaco... arancine al burro, mega gelatone e granita al limone... beh mettete pure in conto di tornare con almeno 2\3 kg in pi&amp;amp;#249; sulla bilancia!

La giornata seguente facciamo un giro a Trapani, da l&amp;amp;#236; prendiamo il traghetto che in un&amp;#39;ora  ci porta all&amp;#39; isola di Favignana, l&amp;#39;isola maggiore delle Egadi.

Mare cristallino, buon cibo e pace assoluta. E&amp;#39; stata definita dal pittore Salvatore Fiume, &amp;amp;quot;la farfalla sul mare&amp;amp;quot; data la sua conformazione geologica.

Lungo la strada per tornare a Palermo ci fermiamo un p&amp;amp;#242; nella magica Erice, uno dei borghi pi&amp;amp;#249; belli d&amp;#39;Italia.

La sua posizione, a 750 m sul mare, regala scenari davvero suggestivi. Passeggiando per il suo centro medioevale verrete attratti dalle sue Chiese, ve ne sono pi&amp;amp;#249; di sessanta, come la cupola della Chiesa di S.Giovanni Battista che si staglia sullo scenario del monte Cofano... imperdibile.

[ continua su: www.born2travel.it ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12536.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;sicily by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>ITALIA</category><pubDate>Tue, 05 Apr 2016 10:29:57 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12536.ashx</guid></item><item><title>sicily by www.born2travel.it, palermo, cefalu, marsala, favignana, erice, sicily</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12537.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12537.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/12537/135779.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ITALIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

Non vi &amp;amp;#232; mai capitato di rimanere piacevolmente sconvolti dalla bellezza di un luogo che, per non si sa  quale motivo non avevate mai visitato?

A volte organizziamo viaggi in capo al mondo e non conosciamo le meraviglie che distano ad un’ora di aereo dalle nostre citt&amp;amp;#224;. Sto parlando di un piccolo angolo di paradiso chiamato Sicilia.

Un giorno riceviamo una notizia bellissima: due cari amici si sposano a Marsala...

Compriamo i biglietti aerei e iniziamo a vedere quali posti possiamo scoprire attorno a quella zona.

Atterriamo di sera su Palermo e subito un bell&amp;#39;abbraccio fraterno ci accoglie. Luca, lo sposo, ci porta immediatamente a riempirci lo stomaco... arancine al burro, mega gelatone e granita al limone... beh mettete pure in conto di tornare con almeno 2\3 kg in pi&amp;amp;#249; sulla bilancia!

La giornata seguente facciamo un giro a Trapani, da l&amp;amp;#236; prendiamo il traghetto che in un&amp;#39;ora  ci porta all&amp;#39; isola di Favignana, l&amp;#39;isola maggiore delle Egadi.

Mare cristallino, buon cibo e pace assoluta. E&amp;#39; stata definita dal pittore Salvatore Fiume, &amp;amp;quot;la farfalla sul mare&amp;amp;quot; data la sua conformazione geologica.

Lungo la strada per tornare a Palermo ci fermiamo un p&amp;amp;#242; nella magica Erice, uno dei borghi pi&amp;amp;#249; belli d&amp;#39;Italia.

La sua posizione, a 750 m sul mare, regala scenari davvero suggestivi. Passeggiando per il suo centro medioevale verrete attratti dalle sue Chiese, ve ne sono pi&amp;amp;#249; di sessanta, come la cupola della Chiesa di S.Giovanni Battista che si staglia sullo scenario del monte Cofano... imperdibile.

[ continua su: www.born2travel.it ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12537.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;sicily by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>ITALIA</category><pubDate>Tue, 05 Apr 2016 10:30:10 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12537.ashx</guid></item><item><title>turchia by born2travel.it, cappadocia, istanbul, pamukkale,kusadasi</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_11838.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_11838.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11838/124626.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TURCHIA, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da www.born2travel.it

04.06.13 Istanbul (TURCHIA)

[Stefy]: “Spostiamo l’ora avanti di una: siamo appena atterrati ad Istanbul! Preleviamo le lire turche e prendiamo gli ultimi due posti sul bus Havatas, direzione: Taksim (centro della rivolta di questi giorni)!
Appena ci avviciniamo al centro cominciamo a sentire l’odore forte dei lacrimogeni, cori da stadio inneggiano alla rivoluzione contro la dittatura. Ovunque bandiere e striscioni, bus e auto distrutti e dati in fiamme! All’inizio ci sentivamo come due inviati di guerra ma poco dopo tutto cominciava a sembrarci normale, ci adattiamo presto alle nuove situazioni!

Trascorriamo la serata in giro per  Istikal Caddesi gustando le prime delizie turche, prima un simit (tarallo morbido al sesamo), poi un grande kebab ed infine un gustoso baklava (dolce al miele e pistacchio)”.


05.06.13 Istanbul (TURCHIA)

Istanbul 13 anni dopo… L’ultima volta che son stato qui ero un ragazzino impaurito dalla maestosit&amp;amp;#224; di questa citt&amp;amp;#224; dal fascino orientaleggiante.

Ora trovo cos&amp;amp;#236; normale gironzolare per le sue stradine senza meta, prendere i suoi bus invece dei taxi, bere un the’ alla mela tra i vecchietti che giocano a tavla e chiacchierare con gli studenti universitari del loro malcontento e della voglia di cambiare le cose.

Istanbul. Gi&amp;amp;#224; il nome ti affascina… ti fa immaginare storie di pasci&amp;amp;#224; da 1000 e una notte, avventure di sultani orientali o guerrieri ottomani…

5 nomi di citt&amp;amp;#224; dal fascino magico:
1. Timbuktu
2. Istanbul
3. Bombay
4. Bali
5. Baghdad


Trascorriamo l’intera giornata nell’area di Galata, cerchiamo di viverla modo nostro: chiudiamo la Lonely Planet, gettiamo la mappa e ci lasciamo guidare dal flow…
Ci fermiamo in botteghe dell’antiquariato o in vecchi negozi di filatelia, beviamo succhi d’arancia appena spremuti o ci incantiamo ad ascoltare la storia dei dervisci…

Stefania, dalla cima della Torre di Galata, ammira la frenetica vita di questa meravigliosa citt&amp;amp;#224; dell’antica Anatolia. Barconi solcano le acque del Bosforo, venditori di pesce urlano, “taksi” strombazzano per farsi largo…

I turchi sono un popolo eccezionale; ti sorprende quando, seduti nella sala d’attesa della stazione degli autobus, un altro viaggiatore, senza chiederti nulla ti porta due the’caldi, quasi come se fosse un sacrilegio per lui berlo da solo.



06.06.13 Goreme (TURCHIA)

Dopo undici ore di autobus in cui mi &amp;amp;#232; sembrato di vagare sempre all’interno di Istanbul, arriviamo a Nevsehir, ma ormai siamo nella magica regione della Cappadocia.

I suoi pinnacoli di un’altra era sono irti come gli aculei di un immenso porcospino…
Siamo distrutti ma la voglia di immergerci e perderci nel suo interno &amp;amp;#232; troppa… manco il tempo di lasciare gli zaini nel deposito del nostro hotel scavato nella roccia, &amp;amp;#232; presto per il check in, che comincia la nostra giornata di trekking…

A piedi raggiungiamo il museo a cielo aperto di Goreme, patrimonio mondiale dell’UNESCO e ammirando gli affreschi ritrovati all’interno delle caverne, rovinati da vandali musulmani, penso che l’UNESCO avrebbe dovuto “proteggerli” un pochino prima…

Mentre gironzolavamo incantati tra quelle meraviglie create da Madre Natura ci sentivamo piccoli al cospetto di quei maestosi e severi giganti…
La giornata &amp;amp;#232; lunga e ancora piena di sorprese….
Decidiamo di seguire un sentiero di una decina di km che ci condurr&amp;amp;#224; nei pressi della “Valle Rossa”, di quella “Rosa” e dei cosiddetti “Camini delle Fate”.
Mi son emozionato diverse volte quando, come due piccoli esploratori, ci intrufolavamo in sentieri scoscesi, a volte polverosi, altre fangosi sormontati da quei maestosi funghi di pietra…

Dopo varie ore di cammino giungiamo nella periferia di Cavusin, un piccolo villaggio… si intravedono sparute casupole molto modeste; fiancheggiamo il cimitero dalle lapidi bianche proprio mentre il muezzim intona il suo canto dall’unico minareto del paesello…

[Stefy]:” Nonostante la stanchezza decidiamo di proseguire fino ai Kalelar (Camini delle Fate), queste artistiche creazioni della natura si formarono quando l’erosione spazz&amp;amp;#242; via lo strato di lava che ricopriva il tufo lasciando dietro di s&amp;amp;#233; pinnacoli isolati. Tutto sembrava assumere forme magiche, tutto attorno a noi sembrava incantato!

In serata, dopo un autostop, ci perdiamo tra le viuzze di Goreme e finiamo a casa di una vecchia signora che ci mostra l’interno di una vera abitazione scavata nella roccia!”



07.06.13 Goreme (TURCHIA)

[Stefy]:”In sella al nostro scooter… Prima tappa: Castello di Uchisar, situtato tra la “Valle delle Rose” e quella dei “Piccioni”. Imponente agglomerato di roccia vulcanica disseminato da rocce e finestrelle.

25 km oltre incontriamo Kaymakli. Visitiamo la citt&amp;amp;#224; sotterranea costituita da una serie di gallerie inabissate per otto piani; qui i cristiani fuggivano e si nascondevano quando nel VI e VII secolo gli eserciti persiani davano loro la caccia.
Il tempo vola e noi dobbiamo raggiungere Mustafapasa e lo facciamo attraversando numerosi paesini fermi nel tempo. &amp;amp;#200; stato davvero bello assaporare un po’ di quella Cappadocia cos&amp;amp;#236; lontana dal turismo.

A Mustafapasa veniamo accolti dalla sua graziosa piazzetta e ci concediamo un romantico the alla mela tra la sua gente. Ci fermiamo ad osservare la vita che scorre lenta, gruppetti di simpatici vecchietti seduti a chiacchierare nei bar della piazza, bimbi che si rincorrono, panettieri che sfornano ogni ben di Dio e noi ovviamente non ci tiriamo al loro invito e mangiamo una deliziosa “pida” turca!

&amp;amp;#200; ora di rientrare. Raggiungiamo Urgup, passiamo per le belle e raffinate vie della cittadina fino ad un meraviglioso view point.

Questa sera si parte alla volta di Pamukkale, viaggeremo tutta la notte. Ora ne approfittiamo per rilassarci un po’, ascoltiamo musica e beviamo un te mentre i nostri occhi vengono appagati dal bel tramonto sui camini delle fate.”




08.06.13 Pamukkale (TURCHIA)

Dopo una giornata intera in giro in scooter e 12 ore di viaggio notturno insonne, invece di goderci questa deliziosa stanza dell’Hotel Ozturk” e riposarci un pochino,  partiamo prima ad esplorare le rovine dell’antica citt&amp;amp;#224; di Hierapolis e poi le vasche termali di Pamukkale, a mezzogiorno e con un sole che spaccava le pietre!

Hierapolis &amp;amp;#232; incantevole, non tanto per ci&amp;amp;#242; che presenta ora ma per ci&amp;amp;#242; che &amp;amp;#232; stata… le rovine testimoniano un antico splendore.
&amp;amp;#200; l’esempio di una vecchia citt&amp;amp;#224; greco-romana  molto fiorente, ecco la strada principale tutta in ciottolato, i bagni termali, il teatro maestoso, la chiesa, la necropoli ecc.

Finalmente ecco dinanzi a noi le “bianche” vallate di Pamukkale con l’acqua a 36&amp;amp;#176;… mai visto nulla di simile finora… che fantasia ha Madre Natura!

Qualche ora pi&amp;amp;#249; tardi siamo spaparanzati su un grande tappeto persiano ad abbuffarci di gozleme, pida, doner e mille the alla mela….



09.06.13 Kusadasi (TURCHIA)

Il viaggio verso la costa egea dura solo 4 ore ed &amp;amp;#232; molto piacevole. Attraversiamo un altro bel pezzo di questa Turchia che giorno dopo giorno ci conquista sempre di pi&amp;amp;#249;.

Il sole splende alto nel cielo limpido… corriamo verso il porto attraversando un intero quartiere di bancarelle per turisti…

Nel pomeriggio ci concediamo un paio di orette di relax nella piscina del nostro albergo prima di rituffarci nella movida di Kusadasi fino a tarda sera!



continua su:  www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_11838.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;turchia by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>TURCHIA</category><pubDate>Mon, 01 Jul 2013 00:06:16 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_11838.ashx</guid></item><item><title>florida by born2travel.it, miami, everglades, florida</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_11758.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_11758.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11758/123899.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;STATI UNITI D&amp;#39;AMERICA, Nord America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da www.born2travel.it

07.02.2013 Miami  (STATI UNITI)

Le nubi si diradano ed ecco in lontananza una bella baia puntellata da tanti grattacieli bianchi: Miami. Mi fa strano scriverlo ma siamo davvero nel “Sushine State”.

Alloggiamo al South Beach Hostel lungo la famosa Washington Avenue, parallela ad Ocean Drive e a due passi dalla omonima spiaggia.

Trascorriamo tutta la giornata camminando senza meta tra Washington Avenue e Lincoln Road intrufolandoci in ogni singolo negozietto incontrato lungo il cammino… come due bambini al Luna Park ci strattoniamo quando vediamo qualcosa che ci sembra comune perch&amp;amp;#233; visto in qualche film o perch&amp;amp;#233; stereotipo americano.

Ci ritroviamo in negozi che vendono alimenti a prezzi stracciati perch&amp;amp;#233; scaduti (ma non &amp;amp;#232; illegale?), o a quello degli “svuota cantine”, i tatuatori sono in ogni angolo, come i piadinari in Romagna, le farmacie vendono “anche” medicinali, barbieri tagliano “anche” i capelli, chiacchieriamo con chi incontriamo: una commessa cubana, una receptionist serba, un passante salvadoregno, un altro peruviano, due messicani… ma c’&amp;amp;#232; qualche americano in America?


08.02.2013 Miami  (STATI UNITI)

Ragazzi pompati e tatuati sfilano sulla battigia, ragazze in completino si “allenano” su Ocean Drive, il bagnino “Baywatch” fa gli addominali sulla torretta, medusa blu si squagliano sulla sabbia…

Oltrepassato il ponte che collega SoBe dalla citt&amp;amp;#224;, ci ritroviamo a vagare all’ombra dei maestosi grattacieli di Downotwn fino alla Calle Ocho di Little Havana.
Entriamo nel Maximo Gomez Park dove i patiti del domino trascorrono le giornate giocando… si avvicina un vecchietto con un cappello da cowboy che ci invita a scattare foto senza problemi mentre ci racconta la loro storia di esuli cubani dagli anni 60..

In giro si parla solo spagnolo, i negozi sono ispanici, musica reggae ton a manetta per le strade, bandiere cubane e fabbrichette di sigari.
Ci fermiamo al “Titan de Bronze” dove mani agili e veloci arrotolano, tagliano, incollano foglie di tabacco di ogni specie trasformandole in invitanti sigaroni!

Brigade 2506 Memorial che commemora gli esiliati cubani addestrati dagli americani ed uccisi durante la sfortunata invasione della Baia dei Porci del 1961.
Un paio di vecchietti si fermano a chiacchierare con noi e tra storie e aneddoti cominciano ad intonare “Volare” di Modugno!

Dopo un batidos da Los Pinarenos, cos&amp;amp;#236; come indicato dalla nostra Lonely Planet, finiamo a cenare in un McDonald… e che cavolo: siamo pur sempre in America!



09.02.2013 Miami  (STATI UNITI)

Everglades.
[Stefy]: “Saliamo subito su un’air-boat navigando nella palude sul  fiume di mangrovie dove avvistiamo diversi alligatori e tartarughe. Splendidi anfibi dal fascino preistorico! Assistiamo ad un piccolo show e prendo in braccio anche un piccolo cucciolo.

Giornata di shopping a SoBe, ci fermiamo al famoso Miami Ink per un paio di Tshirts prima di Lincoln Road, detta anche Lincoln Mall per via di tutti negozi che la incorniciano.

Il museo Wolfsonian &amp;amp;#232; un po’ deludente, meno male che il mercoled&amp;amp;#236; sera &amp;amp;#232; gratutito.



10.02.2013 Miami  (STATI UNITI)

Acquistiamo un daily pass per girovagare indisturbati per tutta Downtown coi mezzi locali… alla fine della giornata noteremo che l’unico mezzo utilizzato saranno stati i nostri piedi!

Cominciamo da Bayside Market, sfiliamo accanto all’American Airlines Arena, dove gioca la locale squadra di basket dell’NBA: Miami Heat.
Girovaghiamo ai piedi dei tanti maestosi grattacieli che hanno reso cos&amp;amp;#236; pittoresca questa citt&amp;amp;#224;. 
Come delle palline da flipper rimbalziamo da un negozio all’altro fino a trovarci seduti alla panchina di un serioso tribunale a mangiare un’insalata di 7-Eleven.

Visitiamo il “Miami Art Museum” e l’ “History Miami Museum”, il secondo sabato di ogni mese sono entrambi gratuiti! ;-)
Sar&amp;amp;#224; che siamo abituati ai ricchi e curati musei europei ma questi erano davvero scarsi!
Tra tutto mi ha colpito solo l’ampio spazio/laboratorio, all’ingresso del museo dell’arte, riservato ai bambini… &amp;amp;#232; bello permettergli di esprimersi in libert&amp;amp;#224;.

&amp;amp;#200; ora di ritornare a SoBe per una cenetta romantica lungo, la ormai familiare, Washington Avenue.



11.02.2013 Miami  (STATI UNITI)

[Stefy]: “Questa mattina Miami ci ha regalato il bel tepore sulla pelle. Due o tre ore sulla spiaggia ci ricaricano in vista del freddo rientro in Italia.

Nel pomeriggio passeggiamo tra le bancarelle di un mercatino dell’usato e dell’antichit&amp;amp;#224; lungo Lincoln Road.

Raggiungiamo l’Holocaust Memorial, monumento dedicato a tutte le vittime dei campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale, c’&amp;amp;#232; un’ enorme mano che esce dalla terra e che tende al cielo, tutto intorno una galleria sotto fresche fronde illustra foto, citazioi e nomi delle vittime ad eterno ricordo…

Devo dire che questi giorni a Miami tra macchine di extra-lusso, cagnolini conciati come bamboline, roller-blades, skate-boarders, ragazzi con il surf sotto braccio, limousine lunghissime, ristorantini di ogni tipo e cucina, negozi scintillanti sono stati una ciliegina su una meravigliosa torta!


continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_11758.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;florida by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>STATI UNITI D'AMERICA</category><pubDate>Wed, 17 Apr 2013 18:23:26 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_11758.ashx</guid></item><item><title>el salvador by born2travel.it, ahuachapan, san salvador, santa ana, suchitoto, ataco</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/el salvador/diario_di_viaggio_el salvador_11692.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/el salvador/diario_di_viaggio_el salvador_11692.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11692/123173.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;EL SALVADOR, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da www.born2travel.it

06.01.2013 Ahuachapan (EL SALVADOR)

Il primo assaggio ci mostra un Paese totalmente diverso da quello appena lasciato alle spalle.  Gli abiti tradizionali son spariti, il colorito della pelle &amp;amp;#232; rischiarato, non esiste una moneta propria (c’&amp;amp;#232; il dollaro americano), l’accomuna solo la lingua spagnola.

[Stefy]: ”Prendiamo un caff&amp;amp;#232; in un baretto tipico in Plaza Concordia, riscaldati dai primi raggi del sole, e da Ahuachapan, punto di partenza della “Ruta de las Flores”, cominciamo la nostra esplorazione dei piccoli paesini dell’area.
Saliamo al volo ed inerpicandoci in stradine montane arriviamo ad Ataco, vecchio villaggio coloniale che mantiene, per&amp;amp;#242;, una forte identit&amp;amp;#224; indigena. 

Ci ritroviamo nello spiazzale di una chiesa durante una rappresentazione per l’Epifania con balli, canti e maschere tipiche della tradizione salvadoregna.

Nel bus diretto a Juayu&amp;amp;#224; ammiriamo la “Ruta de las Flores”, la sinuosa strada lunga 36 km caratterizzata da piantagioni di caff&amp;amp;#232; e naturalmente serre di coloratissimi e vivissimi fiori.
All’ombra della maestosa chiesa del 1500 con il “Cristo Negro”, ci perdiamo tra le bancarelle della grande fiera gastronomica che si tiene ogni week end ed assaggiamo tante specialit&amp;amp;#224; del luogo, dalla yuca (una patata dolce) ai pezzi di zucca con il miele!”



07.01.2013 Santa Ana (EL SALVADOR)

Santa Ana, la seconda citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; grande dell’El Salvador dopo la capitale. 
Il centro storico &amp;amp;#232; impreziosito da una bellissima cattedrale bianca stile gotico, un’elegante teatro ed un antico edificio coloniale che ora ospita il Municipio.

Siamo ospiti di un simpaticone studente di medicina di nome Roberto, quest’ultimo ci porta un po’ fuori citt&amp;amp;#224; fino al lago Coatepeque, un romantico lago creatosi milioni di anni fa all’interno del cratere di un grande vulcano. Trascorriamo qualche ora in completo relax chiacchierando ed ammirandolo dall’alto di un “mirador” sorseggiando una birra “Pilsener”.

In serata ci raggiunge Cecilia, la sua ragazza, per assaggiare le migliori “pupusas” del centroamerica.


                 
08.01.2013 Suchitoto (EL SALVADOR)

Roberto ci d&amp;amp;#224; uno strappo fino alla famigerata San Salvador; abbiamo solo un fugace assaggio di questa citt&amp;amp;#224; visto che il nostro obiettivo &amp;amp;#232; il “Terminal d’Oriente” da dove ripartiremo alla volta della tranquilla Suchitoto in chicken bus.

San Salvador ci appare molto sporca, caotica, abbandonata a s&amp;amp;#233; sessa. Mentre percorrevamo le sue vie Roberto ci raccontava dei tempi della “guerrilla”, del terremoto del 2001, dell’uragano Mitch… quante ne ha dovute passare questa piccola e martoriata nazione.

Il chicken bus &amp;amp;#232; un’esperienza che ogni volta ci appassiona!
&amp;amp;#200; folkloristico vedere l’autista che “combatte” col traffico e le strade dissestate; il suo aiutante che si sbraccia, che vende i biglietti, che aiuta le vecchiette a salire su; i venditori ambulanti di bustine d’acqua o succhi colorati, di noccioline o caramelle, di frutta appena tagliata o platano fritto; i predicatori del Vangelo o i ciarlatani di prodotti dietetici o anti-cancro!



10.01.2013 Suchitoto (EL SALVADOR)

[Stefy]: “Questi due giorni di relax a Suchitoto ci volevano proprio, soprattutto per fare il punto della situazione in vista della prossima tappa: l’Honduras!
Alloggiamo in un delizioso alberghetto “Villa Balanza”, una vecchia casa coloniale, abbiamo un terrazzino privato, con due amache, che d&amp;amp;#224; sul lago di Suchitlan, l’atmosfera &amp;amp;#232; meravigliosa!



continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/el salvador/diario_di_viaggio_el salvador_11692.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;el salvador by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>EL SALVADOR</category><pubDate>Sun, 10 Mar 2013 21:21:32 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/el salvador/diario_di_viaggio_el salvador_11692.ashx</guid></item><item><title>nicaragua by born2travel.it, leon, granada, moyogalpa, ometepe</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/nicaragua/diario_di_viaggio_nicaragua_11703.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/nicaragua/diario_di_viaggio_nicaragua_11703.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11703/123357.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NICARAGUA, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da www.born2travel.it

17.01.2013 Leon (NICARAGUA)

Alle 5 del mattino comincia la nostra avventura verso Le&amp;amp;#242;n. 250 km li copriamo in 10 ore! That’s Central America!
Prima un bus verso Choluteca, paesino ad un’ora dal confine dove non c’era neppure l’asfalto! Solo bancarelle e confusione.
A bordo di un minivan, con una coppia di olandesi: Martin e Maria raggiungiamo il confine con il Nicaragua per la solita passeggiata piacevole tra un ufficio dell’immigrazione e l’altro.
Timbro di salida dell’Honduras, cambio i lempiras in cordoba da uno dei tanti rigattieri per strada, attraversiamo il ponte che divide le due nazioni quando un grande cartellone ci d&amp;amp;#224; il “Bienvenido in Nicaragua”.

Gli scortesi agenti dell’immigrazione nicaguarensi ci fanno pagare 12 dollari a testa per l’ingresso senza darci ulteriori spiegazioni e giusto in tempo per correre alla fermata dei piccoli bus per Le&amp;amp;#242;n… magari… possiamo proseguire solo per Chinandega, paesino di snodo nell’entroterra, da l&amp;amp;#236; finalmente riusciamo a raggiungere la nostra agognata meta.

Alloggiamo in una piccola oasi “Casa Ivana”, a due passi dalla piazza centrale e nonostante la stanchezza, lasciati gli zaini e dopo una rilassante doccia ci immergiamo nelle stradine di questa cittadina “dal fascino coloniale decadente”  cos&amp;amp;#236; come la Lonely Planet la definisce.
Ovunque murales a testimonianza del recente passato della rivoluzione e della guerra civile.

In serata, al cinema, “La vita di Pi”, tradotta in spagnolo con “Una aventura extraordinaria” ci riporta indietro nel tempo in quell’India da noi tanto amata.



18.01.2013 Leon (NICARAGUA)

[Stefy]: “Museo del Leyendas y mitos. Un ragazzo ci ha fatto da guida narrandoci le vecchie leggende leonesi fino alle descrizioni delle cruente torture e oltraggi ai diritti umani che si sono perpetrati fino al 13 giugno del 1979, quando il comandante Tellez apr&amp;amp;#236; un varco nelle difese di Somoza, liberando tutti i prigionieri.

Ci spostiamo verso la “Basilica de la Asunci&amp;amp;#242;n” e proprio dinanzi ad essa s’erge il “Museo de la Rivoluci&amp;amp;#242;n”, decidiamo di fermarci a visitarlo. Ci fa da guida Marcelo, un guerrigliero combattente per la rivoluzione di Le&amp;amp;#242;n libera. 
Marcelo ci spiega nei dettagli tutta la storia del Nicaragua a partire dal generale Sandino, la sua vita, le sue gesta, le sue battaglie ed il sogno di rendere libera Le&amp;amp;#242;n, l’amore per la sua Patria ed il suo popolo, la salita al potere della dinastia dei Somoza, i rivoluzionari uniti con un solo scopo, le donne combattenti, le barbarie, la violenza, la sofferenza ma con esse la grande speranza di essere liberi, di camminare sereni per le strade del proprio paese, di  esprimere il proprio pensiero. Ecco perch&amp;amp;#233; Marcelo all’et&amp;amp;#224; di 16 anni ha impugnato l’arma. &amp;amp;#200; stato commovente vedere quell’uomo parlare di guerra, una guerra vissuta in prima persona con il cuore e con l’anima. 
Viva la revoluci&amp;amp;#242;n, viva Le&amp;amp;#242;n libera.”


19.01.2013 Leon (NICARAGUA)

[Stefy]: “Che fortuna! Oggi si celebra l’inaugurazione della nuova piazza centrale e c’&amp;amp;#232; pure il discorso d’insediamento del nuovo sindaco! La Basilica de la Asunci&amp;amp;#242;n illuminata e a festa &amp;amp;#232; ancora pi&amp;amp;#249; bella! Hanno allestito un palco sul quale si sono esibiti tanti ballerini nelle danze folkloristiche nicaguarensi con maschere e fuochi d’artificio.”



20.01.2013 Leon (NICARAGUA)

Decidiamo di restare un altro giorno per goderci ancora di pi&amp;amp;#249; questa deliziosa cittadina!
Sveglia senza orario, colazione in relax con yogurt e frutta in giardino, passeggiata senza meta per le vie caratteristiche della citt&amp;amp;#224;, capatina alla cattedrale e sulla sua cupola; pranzetto al solito posto “Asados de Pelibuey” e lunga visita al Museo “Ortiz Gurdian”, famoso perch&amp;amp;#233; racchiude la pi&amp;amp;#249; importante collezione di dipinti del Centramerica.

In serata ci immergiamo nella gioiosa e festosa Le&amp;amp;#242;n e si sente nell’aria questa voglia di rivincita e di spensieratezza!


21.01.2013 Granada (NICARAGUA)

[Stefy]: “Dopo un cambio fugace nella capitale Managua proseguiamo alla volta della vecchia Granada. Poco dopo siamo gi&amp;amp;#224; comodamente seduti nella piazza principale a gustare un ottimo “vigoron” (yuca in pur&amp;amp;#232;, verdura leggermente piccante e cotenna di maiale fritta)!

Con un “raspados” (una sorta di granita alle spezie o frutti tropicali) in mano ci incamminiamo per le viuzze di questa graziosa cittadina coloniale. 
Le chiese si susseguono una dopo l’altra, tutte con delle facciate molto pittoresche ma alquanto scarne all’interno. 
Visitiamo la casa in cui visse suor Maria Romero Meneses, prima santa del Centro America. 
Terminiamo la giornata nella piazza centrale dove un gruppo musicale alla buona suona vecchie canzoni mentre i senzatetto e barboni vari ballano felicemente. Che sensazione di pace e di unione, sembrava proprio che i pregiudizi e le differenze non esistessero.”



22.01.2013 Moyogalpa (NICARAGUA)

Classica giornata di trasferimento. Vari autobus, qualche ora di trasferimento ed eccoci al porto di San Jorge pronti ad imbarcarci alla volta di Moyogalpa, nell’isola di Ometepe.

Pranziamo con “pollo asado con arroz y frijoles” nel ristorantino “Tiburon” a due passi dal Lago Nicaragua.

Gironzoliamo un pochino in bicicletta per le vie di questo tranquillo paesino prima di ritirarci nella nostra oasi di pace “Soma hotel” nel verde pi&amp;amp;#249; lussureggiante a preparare i nostri prossimi spostamenti.

Veniamo a sapere che il “Rincon de la Vieja”, vulcano del nord della Costa Rica &amp;amp;#232; in piena eruzione ecco perch&amp;amp;#233; siamo costretti a cambiare tutti i nostri programmi… ma questo &amp;amp;#232; il bello dei viaggi on the road.


23.01.2013 Moyogalpa (NICARAGUA)

Noleggiamo uno scooter e partiamo alla scoperta di quest’isola che ci ospiter&amp;amp;#224; in questi giorni.
Decidiamo di cominciare dalla sponda est , dalla Playa di Santo Domingo. Per strada ci incantiamo ad ammirare lo scorrere tranquillo della vita degli isolani, centinaia di mucche e cavalli liberi e selvaggi ci osservano un po’ perplessi, tante scene da “La vecchia fattoria” con porcellini, chiocce, pulcini… 
Un’oretta e mezzo dopo ci ritroviamo nella cittadina di Altagracia… - “Cavolo, siamo andati un po’ troppo oltre”… chiediamo info al solito isolano sorridente e disponibile e 15 minuti dopo parcheggiamo il nostro scooter sulle rive dell’agitato lago, siamo a Playa Santo Domingo.

I nostri occhi si riempiono di meraviglia: “Ojo de Agua”. Una vera e propria piscina naturale nel cuore della jungla alimentata da acqua sulfurea, vulcanica con i suoi fondali dai colori cos&amp;amp;#236; particolari che solo la Natura sa dipingere. Trascorriamo cos&amp;amp;#236; diverse ore in completo relax sonnecchiando sotto una palma o godendoci quest’acqua cos&amp;amp;#236; fresca.

Costeggiamo le pendici dell’imponente Vulcano Conception fino a raggiungere il Charco Verde.

Un tragitto nella natura pi&amp;amp;#249; selvaggia lungo le sponde di una laguna di mangrovie e del maestoso Lago Nicaragua.
Che sensazione sedersi sulla battigia del lago in tempesta, gli alberi piegati dal vento che si tuffavano con le loro cime in quelle acque cos&amp;amp;#236; torbide mettevano inquietudine.
Sembravamo due naufraghi.

Punta Jesus Maria. L’incontro di due piccole baie. Il vulcano Conception ci osserva severo dall’alto, le acque rosse dal sole sembrano danzare, una piccola lingua di sabbia nera vulcanica si sporge timidamente verso la lontana sponda opposta… un airone solitario sembra ammirare il sole che ci saluta lentamente…

Noi, estasiati, scattiamo cos&amp;amp;#236; tante foto e video che, quasi per magia, entrambe le batterie ci consigliano di godere di quello spettacolo con il cuore e con gli occhi, imprimendo quelle immagini nella nostra anima invece che su una pellicola…

In serata incontriamo per l’ennesima volta i due simpatici olandesi (Martin e Maria) e tra racconti di safari africani e avventure tra&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/nicaragua/diario_di_viaggio_nicaragua_11703.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;nicaragua by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>NICARAGUA</category><pubDate>Sun, 24 Mar 2013 20:59:10 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/nicaragua/diario_di_viaggio_nicaragua_11703.ashx</guid></item><item><title>honduras by born2travel.it, copan, la ceiba, tegucigalpa, roatan</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/honduras/diario_di_viaggio_honduras_11693.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/honduras/diario_di_viaggio_honduras_11693.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11693/123178.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;HONDURAS, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da www.born2travel.it


 11.01.2013 Copan Ruinas (HONDURAS)

Ci svegliamo molto presto per affrontare questa lunga giornata. Sono le cinque del mattino e fuori &amp;amp;#232; ancora buio… in lontananza si distingue qualche piccola luce di lanterna proveniente dal lago poco distante…
Gli zaini sono pesanti di primo mattino… la cittadina, gi&amp;amp;#224; sonnolenta di s&amp;amp;#233;, riposa beatamente… in giro c’&amp;amp;#232; solo qualche impiegata di San Salvador con la sua polo ben stirata e lo stemma della propria azienda o qualche vecchietto che, in stivali e cappello da cow-boy, macete a tracollo si reca nel bosco in cerca di chiss&amp;amp;#224; che.

Sono le 05.48 quando arriviamo alla piccola “parada” del bus, stanchi perlo sport forzato di primo mattino, crolliamo a sederci su un marciapiede a riposare, ma duriamo poco… veniamo letteralmente assaliti da un “esercito” di formichine piccole ma bastarde che fanno cos&amp;amp;#236; male… danzando come dei matti cerchiamo di liberarci dall’attacco assassino…

Finalmente alle 06.20 arriva il nostro colorato bus. Stavolta l’aiutante dell’autista non urla il nome della destinazione e n&amp;amp;#233; cerca di spingere gente dentro… forse anche lui s’&amp;amp;#232; svegliato da poco.

In un’ora raggiungiamo la cittadina di Las Aguilares che &amp;amp;#232; una grande strada di smistamento per il sud o nord dell’El Salvador.
Riusciamo a conquistare i primi due posti del bus e quindi abbiamo la possibilit&amp;amp;#224; di assaporare scene di vita quotidiana salvadoregna…

Las Aguilares. Un’enorme insegna che incornicia un passaggio sopraelevato invita i cittadini a votare la signora “Pena” nelle prossime elezioni dell’”Alcadesa” (sindaco).
Attraversiamo la strada e attendiamo insieme ai venditori ambulanti il bus n&amp;amp;#176;119, destinazione: El Poy, la frontiera mentre una signorona in carne imbusta le ultime “pupusas”.

Ecco il nostro bus stra-carico rallentare, accomodo gli zaini nel porta-bagagli del bus, faccio passare gli ultimi venditori di mango e banane fritte e finalmente mi siedo!

El Poy. Le frontiere mi hanno da sempre affascinato. L’autista del bus ci indica in lontananza l’ufficio immigrazione e noi, mano nella mano, superiamo la lunga fila di camion in attesa, mostriamo il passaporto al controllo, rifiutiamo un paio di tipi con due grosse mazzette di banconote di tutto il Centro America e quando l’ennesimo poliziotto ci si avvicina non posso che sorridergli dicendo: “El Salvador? Lindissimo!”


Siamo in Honduras!
Come sempre accade quando varchiamo una nuova frontiera, sento proprio il bisogno di ripetermelo, di sentirmelo dire che siamo in una nuova nazione, quasi come un rito scaramantico! 
Siamo in Honduras! La mia voce risuona nell’aria e rimbomba nei miei pensieri: &amp;amp;#232; l’inizio di una nuova avventura.

Una sonnolenta bandiera a strisce bianche e blu con cinque stelle al centro non ha nemmeno la forza di sventolare. Paghiamo i 120 Lempiras di tasse di ingresso, cmabiamo 20 dollari da un simpatico vecchietto e in taxi arriviamo nella cittadina di frontiera di Nueva Ocotepeque, da l&amp;amp;#236; proseguiremo, via bus, fino a La Entrada… siamo ancora parecchio lontani ma siamo tranquilli, il sole brilla in alto nel cielo, sono solo le 10.16 del mattino! I dieci minuti di attesa per la partenza promessi dall’autista diventano 50, ma poco importa, non abbiamo fretta.

Si parte, ogni paesino che attraversiamo diventa un motivo di “battaglia” per il povero “aiutante” dell’autista che appena intravede un potenziale passeggero vola letteralmente dal bus e ritorna con valigie, borsoni, buste e nuovi clienti… nel frattempo sale chi vende acqua fresca in bustine trasparenti o “pan de huevo” mentre l’autobus prosegue verso la Terra dei Maya.

&amp;amp;#200; tardo pomeriggio quando lasciamo La Entrada per l’ultima tappa. Ci arrampichiamo su per la montagna e mentre cerco di tenere sotto controllo i nostri zaini adagiati sul tetto del mini van, il paesaggio circostante cambia completamente.

Finalmente: “Bienvenidos a Copan Ruinas”.

[Guy Castonguay da Navan, Canada]: “Si l’amour est une faiblesse, je suis plusque morte t pour l’amour je suis pret a mourir“.



12.01.2013 Copan Ruinas (HONDURAS)

[Stefy] : “Le rovine di Copan rappresentano la vita economica e politica ai tempi dei Maya. Si viene subito colpiti dalla grandiosit&amp;amp;#224; architettonica nel luogo dove risiedevano i Re o dove avvenivano i riti sacri. Giriamo e ci intrufoliamo ovunque fino a giungere al “campo per il gioco della palla“ dove ci rilassiamo distendendoci tranquillamente sula prato non lontano dalla maestosa “Scalinata dei geroglifici“. Se chiudevi gli occhi potevi immaginare i Re “giaguari o conchiglia“ assistere ai riti Maya, volti dipinti ed ornati da piume, uomini con costumi dalle grandi ali danzare sui gradoni delle piramidi mentre altri, investiti da poteri divini, alzavano al cielo un cuore ancora pulsante mentre un eclissi oscurava il cielo.“ 



13.01.2013 Roatan  (HONDURAS)

[Stefy] : “Partiamo all’alba, oggi attraversiamo da sud a nord quasi tutto l’Honduras. Ci fermiamo a San Pedro Sula solo per cambiare autobus e ripartiamo subito alla volta di La Ceiba.
Il paesaggio era da rimanere incantati ; la fitta vegetazione era come se dovesse caderti addosso. Verde brillante, tutto scintillava con i raggi del sole.“

Al porto di La Ceiba, oltre al biglietto per il traghetto di porgono una pillola contro il mal di mare... la situazione si fa preoccupante... ed avevano ragione, l’ora e emzzo che ci separa dalla piccola isoletta caraibica mette a dura prova il nostro stomaco e cos&amp;amp;#236; met&amp;amp;#224; dei passeggeri passa il viaggio con la testa in un sacchetto di plastica.

[Stefy] : “Onde incredibili, sembrava di stare sulle montagne russe. Approdiamo verso le 18, prendiamo un taxi, lasciamo gli zaini nella nostra umida camera e andiamo a sbaffarci tre empanadas ripiene di pomodorini, pollo, cipolle, fagioli e formaggio : squisite!“


14.01.2013 Roatan  (HONDURAS)

[Stefy] : “La spiaggia con un mare trasparente dista quattro passi dalla nostra guest house. Rimaniamo distesi un paio di ore al sole quando sentiamo un canto gospel provenire da una chiesetta tutta bianca proprio sulla spiaggia. Incuriositi ci avviciniamo e nonostante il nostro abbigliamento da spiaggia ci invitano subito ad entrare. Tutte le signore vestite a festa si girano verso di noi e ci sorridono. Una donnona nera si avvicina all’orecchio di Marco e sussurra : “Siamo felici di avervi qui“. Che gioia, che festa, che musica. In questa parte dell’Honduras non si parla spagnolo ma inglese, la pelle &amp;amp;#232; color caff&amp;amp;#232;, la musica reggae rimbomba ovunque.“



15.01.2013 Roatan  (HONDURAS)

Sulla barchetta che da West End ci ha condotti a West Bay, con una giornata meravigliosa ed un mare cos&amp;amp;#236; trasparente da sembrare finto, sembravamo due piccoli pirati pronti all’arrembaggio.

Scesi sulla spiaggia siamo cos&amp;amp;#236; rapiti da ci&amp;amp;#242; che vediamo che a stento scattiamo qualche foto… il paesaggio &amp;amp;#232; da rivista pubblicitaria… palme di cocco, sabbia bianca finissima, acqua cos&amp;amp;#236; trasparente che le barche sembravano librarsi in aria…

In pochi secondi lasciamo tutti i nostri averi e ci tuffiamo in acqua.

Trascorriamo l’intera giornata tra bagni, sole e relax… alla fine, ustionati nonostante i kg di crema protezione “50” e bucherellati da zanzare e insetti della sabbia vari, poco prima del tramonto decidiamo di rientrare a West End via terra, nonostante tutti ce lo avessero sconsigliato perch&amp;amp;#233; troppo pericoloso!



continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/honduras/diario_di_viaggio_honduras_11693.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;honduras by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>HONDURAS</category><pubDate>Sun, 10 Mar 2013 21:43:15 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/honduras/diario_di_viaggio_honduras_11693.ashx</guid></item><item><title>guatemala by born2travel.it, guatemala city, antigua, chichicastenango, santiago de suchitlan, panajachel</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guatemala/diario_di_viaggio_guatemala_11690.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guatemala/diario_di_viaggio_guatemala_11690.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GUATEMALA, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da www.born2travel.it

01.01.2013 Antigua (GUATEMALA)

[Stefy]: “Atterriamo nella capitale: Guatemala City. Molti scorci mi hanno ricordato la cittadina filippina di Cebu. La gentilissima Claudia ci accompagna ad Antigua e lungo il tragitto noto una piccola famiglia che, seduta in cerchio, prega in un parco; donne dagli abiti coloratissimi mi sorridono; bimbe dagli occhi grandi color pece giocare nascondendosi sotto le vesti delle mamme. Che sensazione di pace!

Purtroppo arrivati ad Antigua scopriamo che i signori dell’ “Hotel Dionisio” non hanno mantenuto la nostra prenotazione e ci ritroviamo il primo gennaio sera, dopo 14 ore di volo senza un albergo!
Gli imprevisti ci piacciono! Dopo 2 ore di ricerca eccoci in una alberghetto molto spartano e poco dopo gi&amp;amp;#224; in giro con Claudia tra mercatini di artigianato, le stradine coloniali e l’aria natalizia!”


02.01.2013 Antigua (GUATEMALA)

Antigua… con i suoi vicoletti coloniali di acciottolato con le mura color pastello… Questa citt&amp;amp;#224; alle pendici di ben tre vulcani (Agua, Fuego e Acatenango) &amp;amp;#232; stata capitale del Guatemala fino al 1773 anno in cui fu rasa ala suolo da un terremoto devastante.


03.01.2013 Chichicastenango (GUATEMALA)

Chichi, come la chiamano i locali, ci ha proprio rapiti!
I suoi colori, i suoi rumori, la sua gente, la sua storia, l’aria magica che si respira mentre sei seduto sui gradini di St. Thomas ed osservi i “quiche” recitare i propri rituali religiosi facendo bruciare della resina di coppale o mentre passeggi tra le tombe colorate del “Cemeterio General”.

Le donne dagli abiti multicolori e dai lunghi capelli corvini affollano le stradine vendendo di tutto e noi ci incantiamo ad ammirare la quotidianit&amp;amp;#224; che ci scorre dinanzi agli occhi come un appassionante documentario.

Nel pomeriggio raggiungiamo Panajachel, ospiti di Sandra e della sua bella famigliola!


04.01.2013 Panajachel (GUATEMALA)

“Pana”, cos&amp;amp;#236; com’&amp;amp;#232; chiamata dai locali, &amp;amp;#232; una tranquilla cittadina sulle sponde del lago di Atitl&amp;amp;#224;n, oggi partiamo proprio alla scoperta dei suoi “puebli”.

San Juan la Laguna. Piccolo paesino di artigiane tessili; gironzoliamo senza meta intrufolandoci nel suo intimo rimanendo incantati dalla pace che ovunque si respira.

[Stefy]: “Dopo venti minuti di navigazione siamo a San Pedro la Laguna ed una lunga ma piacevole salita ci conduce nel centro del piccolo pueblo. Mercatini di frutta colorata e verdura o di abiti usati vendono a nostalgici hippies.

Santiago de Atitl&amp;amp;#224;n. All’interno della cattedrale una trentina di donne in ginocchio dinanzi l’altare recitano il rosario tra preghiere e canti suggestivi.

Seguendo la Lonely Planet partiamo alla ricerca di “Maxim&amp;amp;#242;n”, un pupazzo, frutto di vecchie credenze Maya, molto venerato qui.”


05.01.2013 Panajachel (GUATEMALA)
 
&amp;amp;#200; gi&amp;amp;#224; ora di andare. Dopo una colazione luculliana a base di pancake preparata dalla dolce Sandra, partiamo alla volta di Guatemala City, da l&amp;amp;#236; sar&amp;amp;#224; tutt’un’avventura fino ad Ahuachapan.
Per una lunga serie di combinazioni ci ritroviamo a bordo di un vecchio taxi coccolati da Ricoberto e la moglie Liliana che per 100 dollari (mai pagato cos&amp;amp;#236; tanto!), ci conducono, tra mille avventure fino al confine con l’El Salvador.

I 120 km che separano la pericolosa capitale guatemalteca alla frontiera di Villa Nueva sono parecchio tempestosi… Prima ci fermiamo incolonnati perch&amp;amp;#233; stanno rifacendo il manto stradale e qui, quando succede, l’ANAS locale risolve il grattacapo semplicemente chiudendo per due ore entrambi i sensi di marcia! Caldo soffocante e preoccupazioni varie visto che alle 17.00 la frontiera chiudeva e da l&amp;amp;#236; in poi era tutta un’incognita!
Finalmente ripartiamo ma poco dopo sentiamo un fischio provenire da fuori… Ricoberto rallenta, poi le quattro frecce… &amp;amp;#232; come temiamo… abbiamo forato… Scendiamo subito (fortunatamente aveva una ruota di scorta… mai vista una ruota messa cos&amp;amp;#236; male…) e ci mettiamo all’opera anche perch&amp;amp;#233; insieme a noi s’era fermato un pick up con tre uomini poco rassicuranti che ci osservavano a m&amp;amp;#242; di squali… Liliana tremava gi&amp;amp;#224; di paura… e meno male che vive nella zona pi&amp;amp;#249; pericolosa di Guatemala City.

Ecco in lontananza la frontiera. I due ci lasciano perch&amp;amp;#233; non possono proseguire oltre e tra mille raccomandazioni li salutiamo mentre veniamo assaliti da mille rigattieri, taxisti e farabutti vari.
Ma un angelo custode viene in nostro aiuto: Daniel, un religioso spagnolo che vive in Centroamerica da 15 anni e che ci aiuta a raggiungere la nostra meta finale. Siamo esausti!


continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guatemala/diario_di_viaggio_guatemala_11690.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;guatemala by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>GUATEMALA</category><pubDate>Sun, 10 Mar 2013 21:17:15 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guatemala/diario_di_viaggio_guatemala_11690.ashx</guid></item><item><title>guatemala by born2travel.it, guatemala city, antigua, chichicastenango, santiago de suchitlan, panajachel</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guatemala/diario_di_viaggio_guatemala_11691.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guatemala/diario_di_viaggio_guatemala_11691.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11691/123169.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GUATEMALA, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da www.born2travel.it

01.01.2013 Antigua (GUATEMALA)

[Stefy]: “Atterriamo nella capitale: Guatemala City. Molti scorci mi hanno ricordato la cittadina filippina di Cebu. La gentilissima Claudia ci accompagna ad Antigua e lungo il tragitto noto una piccola famiglia che, seduta in cerchio, prega in un parco; donne dagli abiti coloratissimi mi sorridono; bimbe dagli occhi grandi color pece giocare nascondendosi sotto le vesti delle mamme. Che sensazione di pace!

Purtroppo arrivati ad Antigua scopriamo che i signori dell’ “Hotel Dionisio” non hanno mantenuto la nostra prenotazione e ci ritroviamo il primo gennaio sera, dopo 14 ore di volo senza un albergo!
Gli imprevisti ci piacciono! Dopo 2 ore di ricerca eccoci in una alberghetto molto spartano e poco dopo gi&amp;amp;#224; in giro con Claudia tra mercatini di artigianato, le stradine coloniali e l’aria natalizia!”


02.01.2013 Antigua (GUATEMALA)

Antigua… con i suoi vicoletti coloniali di acciottolato con le mura color pastello… Questa citt&amp;amp;#224; alle pendici di ben tre vulcani (Agua, Fuego e Acatenango) &amp;amp;#232; stata capitale del Guatemala fino al 1773 anno in cui fu rasa ala suolo da un terremoto devastante.


03.01.2013 Chichicastenango (GUATEMALA)

Chichi, come la chiamano i locali, ci ha proprio rapiti!
I suoi colori, i suoi rumori, la sua gente, la sua storia, l’aria magica che si respira mentre sei seduto sui gradini di St. Thomas ed osservi i “quiche” recitare i propri rituali religiosi facendo bruciare della resina di coppale o mentre passeggi tra le tombe colorate del “Cemeterio General”.

Le donne dagli abiti multicolori e dai lunghi capelli corvini affollano le stradine vendendo di tutto e noi ci incantiamo ad ammirare la quotidianit&amp;amp;#224; che ci scorre dinanzi agli occhi come un appassionante documentario.

Nel pomeriggio raggiungiamo Panajachel, ospiti di Sandra e della sua bella famigliola!


04.01.2013 Panajachel (GUATEMALA)

“Pana”, cos&amp;amp;#236; com’&amp;amp;#232; chiamata dai locali, &amp;amp;#232; una tranquilla cittadina sulle sponde del lago di Atitl&amp;amp;#224;n, oggi partiamo proprio alla scoperta dei suoi “puebli”.

San Juan la Laguna. Piccolo paesino di artigiane tessili; gironzoliamo senza meta intrufolandoci nel suo intimo rimanendo incantati dalla pace che ovunque si respira.

[Stefy]: “Dopo venti minuti di navigazione siamo a San Pedro la Laguna ed una lunga ma piacevole salita ci conduce nel centro del piccolo pueblo. Mercatini di frutta colorata e verdura o di abiti usati vendono a nostalgici hippies.

Santiago de Atitl&amp;amp;#224;n. All’interno della cattedrale una trentina di donne in ginocchio dinanzi l’altare recitano il rosario tra preghiere e canti suggestivi.

Seguendo la Lonely Planet partiamo alla ricerca di “Maxim&amp;amp;#242;n”, un pupazzo, frutto di vecchie credenze Maya, molto venerato qui.”


05.01.2013 Panajachel (GUATEMALA)
 
&amp;amp;#200; gi&amp;amp;#224; ora di andare. Dopo una colazione luculliana a base di pancake preparata dalla dolce Sandra, partiamo alla volta di Guatemala City, da l&amp;amp;#236; sar&amp;amp;#224; tutt’un’avventura fino ad Ahuachapan.
Per una lunga serie di combinazioni ci ritroviamo a bordo di un vecchio taxi coccolati da Ricoberto e la moglie Liliana che per 100 dollari (mai pagato cos&amp;amp;#236; tanto!), ci conducono, tra mille avventure fino al confine con l’El Salvador.

I 120 km che separano la pericolosa capitale guatemalteca alla frontiera di Villa Nueva sono parecchio tempestosi… Prima ci fermiamo incolonnati perch&amp;amp;#233; stanno rifacendo il manto stradale e qui, quando succede, l’ANAS locale risolve il grattacapo semplicemente chiudendo per due ore entrambi i sensi di marcia! Caldo soffocante e preoccupazioni varie visto che alle 17.00 la frontiera chiudeva e da l&amp;amp;#236; in poi era tutta un’incognita!
Finalmente ripartiamo ma poco dopo sentiamo un fischio provenire da fuori… Ricoberto rallenta, poi le quattro frecce… &amp;amp;#232; come temiamo… abbiamo forato… Scendiamo subito (fortunatamente aveva una ruota di scorta… mai vista una ruota messa cos&amp;amp;#236; male…) e ci mettiamo all’opera anche perch&amp;amp;#233; insieme a noi s’era fermato un pick up con tre uomini poco rassicuranti che ci osservavano a m&amp;amp;#242; di squali… Liliana tremava gi&amp;amp;#224; di paura… e meno male che vive nella zona pi&amp;amp;#249; pericolosa di Guatemala City.

Ecco in lontananza la frontiera. I due ci lasciano perch&amp;amp;#233; non possono proseguire oltre e tra mille raccomandazioni li salutiamo mentre veniamo assaliti da mille rigattieri, taxisti e farabutti vari.
Ma un angelo custode viene in nostro aiuto: Daniel, un religioso spagnolo che vive in Centroamerica da 15 anni e che ci aiuta a raggiungere la nostra meta finale. Siamo esausti!


continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guatemala/diario_di_viaggio_guatemala_11691.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;guatemala by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>GUATEMALA</category><pubDate>Sun, 10 Mar 2013 21:17:31 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/guatemala/diario_di_viaggio_guatemala_11691.ashx</guid></item><item><title>costa rica by born2travel, playa tamarindo, san jose, manuel antonio, arenal, la fortuna</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/costa rica/diario_di_viaggio_costa rica_11704.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/costa rica/diario_di_viaggio_costa rica_11704.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11704/123365.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;COSTA RICA, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da www.born2travel.it

25.01.2013 Playa Tamarindo (COSTA RICA)

[Stefy]: “Lasciamo l’isola alla volta del Costa Rica. Un traghetto, un taxi e vari bus ci conducono alla frontiera. Mai vista una coda cos&amp;amp;#236; lunga. Finite le solite pratiche burocratiche (impieghiamo quasi due ore), prendiamo un bus prima per Liberia e poi per la nostra destinazione finale: Playa Tamarindo!”

Quando varchiamo la frontiera notiamo che tutto il paesaggio cambia, se finora, passando da una nazione all’altra non avevamo notato grandi differenze, stavolta invece… la gente non salta pi&amp;amp;#249; sugli autobus ancora in corsa ma forma delle ordinate file, si vedono ragazzi ben vestiti e spesso con tavole da surf sotto braccio, tutto ha costi esorbitanti…


26.01.2013 Playa Tamarindo (COSTA RICA)

 Ci svegliamo e andiamo direttamente in spiaggia a tuffarci nell’oceano… in fondo dobbiamo solo attraversare la strada… 

Al calar del sole, insieme ai nostri ormai inseparabili amici olandesi, partiamo alla volta di Playa Jesus, 15 km da qui, per cercare di vedere le grandi tartarughe verdi del Pacifico deporre le uova…

Comincia la ricerca, in fondo, non siamo allo zoo… speriamo bene! Proviamo prima in una spiaggia ma invano…seguiamo e nostre guide attraverso un sentierino che ci conduce in un’altra spiaggetta da film… il cielo &amp;amp;#232; un po’ nuvoloso ma la luna piena riesce ad illuminare tutto!

L’attesa &amp;amp;#232; lunga, la Natura ha i suoi tempi. Improvvisamente, in lontananza, scorgiamo sulla battigia una grossa macchia nera, sembra un piccolo scoglio, ma… osservando meglio… quella macchia nera appena sbucata dalle acque del Pacifico si muove…  va verso la sommit&amp;amp;#224; della spiaggia, poi si ferma, cambia idea, si rigira per rituffarsi nel mare nero della notte.

In varie ore ne scorgeremo una mezza dozzina ed ogni volta l’emozione &amp;amp;#232; grande… l’emozione di seguire questi grossi anfibi preistorici in silenzio, senza luci, alle loro spalle, cercando di non disturbare il loro lento movimento…



27.01.2013 Playa Tamarindo (COSTA RICA)

[Stefy]: “Dopo un’abbondante colazione con frutta tropicale ci rituffiamo tra le alte onde dell’oceano Pacifico. Trascorriamo l’intera giornata in quel dolce ma stancante far niente!”


28.01.2013 La Fortuna (COSTA RICA)

Prendiamo quattro autobus per arrivare fin qui!
Il paesaggio &amp;amp;#232; mutato completamente a mano a mano che percorrevamo il nostro cammino.
I surfisti della Billabong o della Quicksilver si allontanavano per far spazio a grandi colline verdi e mucche “Milka” tanto da farci pensare a paesaggi svizzeri alpini.

[Stefy]: ”Il nostro ostello &amp;amp;#232; delizioso. C’&amp;amp;#232; un’enorme cucina, un bel salottino con un grande giardino adiacente. Pensiamo di trattenerci qui almeno tre notti. Giusto il tempo di posare gli zaini che ci incamminiamo verso una cascata non lontana da qui dove Marco, Martin e Maria si lanciano con una liana nella pozza d’acqua gelida.


Mattina al mare, sera alle pendici del Vulcano Arenal.



29.01.2013 La Fortuna (COSTA RICA)

Partiamo per un hiking alle 3 del pomeriggio. Ci immergiamo completamente in una foresta pluviale che ti inghiotte inesorabilmente… non importa se fuori splende il sole, nel suo interno &amp;amp;#232; buio.
Entriamo in un altro mondo, un mondo verde, mille tonalit&amp;amp;#224; diverse di verde e popolato da tanti animali. Scorgiamo un bradipo che sonnecchia in cima ad un albero, scende raramente e solo per poco tempo, i puma ed i giaguari sono sempre in agguato.
Uccelli variopinti dai colori accesi volano gioiosi e ti trasmettono un grande senso di libert&amp;amp;#224;.

Dondoliamo su una liana a m&amp;amp;#242; di Tarzan, ci inerpichiamo su scoscesi sentieri seguendo Guillermo, la nostra guida, uno dei superstiti dell’eruzione fatidica del 1968… allora si pensava che “Arenal” fosse solo una montagna… la vita scorreva tranquilla tra i verdi pascoli… le prime avvisaglie furono date dalle mucche che improvvisamente smisero di abbeverarsi nel fiume… l’acqua era bollente… ma i poveri ed ignoranti contadini non potevano immaginare cosa stava per accadere… un bel giorno di marzo, la storia di La Fortuna segner&amp;amp;#224; una data importante: il cielo si oscura, la terra comincia a tremare ed in pochi minuti per molti non c’&amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; nulla da fare… gas tossici scendono a valle alla velocit&amp;amp;#224; di 100 km l’ora uccidendo tutto ci&amp;amp;#242; che incontrano… poi rocce incandescenti, come pioggia infuocata, terminano l’opera. Un intero villaggio &amp;amp;#232; raso al suolo. Arenal non era una montagna… Arenal &amp;amp;#232; un vulcano.

Proseguiamo il nostro cammino fino ad un letto di lava pietrificata. Guillermo ci mostra il suo album fotografico con tutta la storia del vulcano. Lui ha vissuto tutta la sua vita qui e con passione cerca di trasmetterci le emozioni che questo gigante ti pu&amp;amp;#242; far vivere.

Comincia ad imbrunire ed abbiamo ancora tanta strada dinanzi a noi. Improvvisamente la nostra guida si ferma. Sembra terrorizzato. Ci fa allontanare dalla zona. C’&amp;amp;#232; un pericolosissimo serpente pronto ad attaccare, evidentemente disturbato dalla nostra presenza. Ci mettiamo a distanza di sicurezza e lo osserviamo con ammirazione. Ci &amp;amp;#232; andata bene. In due ore saremmo morti per un suo morso.

Andiamo avanti, stavolta con pi&amp;amp;#249; cautela, mentre la foresta sprofonda nel buio pi&amp;amp;#249; assoluto e neppure la splendente luna piena riesce ad illuminare il nostro cammino. Le creature della notte cominciano a sbucare fuori dai propri nidi, tane, buchi…

Ma &amp;amp;#232; ora di rilassarci! Ci fermiamo in una hot spring, una corrente di acqua termale calda… a mollo per un’ora, come in una grande vasca con idromassaggio ci godiamo il momento ripensando alla grande avventura appena vissuta…



30.01.2013 La Fortuna (COSTA RICA)

Di buon mattino ci ritroviamo in sella a docili cavalli per immergerci nuovamente in questa natura cos&amp;amp;#236; fitta. Che sensazione di libert&amp;amp;#224; trotterellare tra quei sentieri montagnosi… ci fermiamo per scendere di 700 metri per ammirare una maestosa cascata per poi ripartire a galoppo tra verdi praterie e azzurri canali… rimaniamo incantati da due tucani che fanno una breve apparizione e concludiamo questa indimenticabile avventura in una riserva di grandi farfalle colorate e microscopiche ranocchie rosse della grandezza di un’unghia!  


31.01.2013 Manuel Antonio (COSTA RICA)

[Stefy]: “Come al solito, per raggiungere una destinazione, anche se non molto distante, dobbiamo viaggiare tutto il giorno cambiando numerosi bus. E cos&amp;amp;#236;, partendo alle 5.30 del mattino da La Fortuna ci ritroviamo prima a San Ramon, poi Punta Arenas, poi Queops, infine a destinazione!

Dodici ore di viaggio ma siamo di nuovo al mare!”


01.02.2013 Manuel Antonio (COSTA RICA)

[Stefy]: “Dopo un’intera giornata trascorsa a mollo in queste acque partiamo per Quepos per comprare i biglietti del bus per domenica per la capitale San Jos&amp;amp;#232; e per fare un po’ di spesa. 

Tornati a Manuel Antonio ci sdraiamo sulla spiaggia giusto in tempo per godere quest’ennesimo spettacolo di Madre Natura: il tramonto sull’oceano.”



02.02.2013 Manuel Antonio (COSTA RICA)

[Stefy]: “Manuel Antonio National Park. All’ingresso ci muniscono di mappa che seguiremo dettagliatamente per non perderci nemmeno un metro quadro di questo paradiso della Natura. Varchiamo il cancello, sin da subito scorgiamo le grandi farfalle azzurre, arriviamo alla spiaggia, meravigliosa, ne &amp;amp;#232; valsa la pena svegliarsi presto perch&amp;amp;#233; riusciamo a godercela senza l’orda dei turisti che poco dopo arriver&amp;amp;#224; chiassosa. 
Seguiamo dei sentierini lungo i quali incontriamo tante scimmie, lucertoloni, agouti…

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03. 11. 2012 Sharm El Sheikh (EGITTO)

Ti &amp;amp;#232; mai capitato di sentirti soffocato dall&amp;#39;inutile routine quotidiana
mentre improvvisamente &amp;amp;quot;piomba&amp;amp;quot; su di te l&amp;#39;inverno romagnolo? &amp;amp;quot;Piomba&amp;amp;quot;
perch&amp;amp;#232; ormai non esistono pi&amp;amp;#249; le mezze stagioni com&amp;#39;&amp;amp;#232; noto... allora senti
proprio il bisogno di staccare la spina per un p&amp;amp;#242;, di non sentire la
vibrazione del cellulare, di non dover tamburellare una tastiera del
computer, di non pensare a nulla se non a rilassarti un p&amp;amp;#242;...
Eccoci di punto in bianco nella penisola del Sinai, nella famosa: Sharm El
Sheikh.


i questi magnifici giorni manterremo il ricordo leggero del sole che ci
accarezzava la pelle, del mare cristallino con i suoi pesci multicolori,
della sabbia del deserto che ti avvolgeva mentre l&amp;#39;attraversavi col tuo
quad, delle serate in relax a bordo piscina, delle fumate di narghil&amp;amp;#232; o
delle chiacchiere con tenere amiche di un altro mondo cos&amp;amp;#236; lontano da noi.


continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_11529.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;sharm el sheikh by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>EGITTO</category><pubDate>Mon, 10 Dec 2012 18:43:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_11529.ashx</guid></item><item><title>bali by www.born2travel.it, bali</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/indonesia/diario_di_viaggio_indonesia_11222.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/indonesia/diario_di_viaggio_indonesia_11222.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11222/116464.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;INDONESIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it


03.03.2012 Kuta (INDONESIA)

Dopo un’intera giornata di viaggio dal Sultanato del Brunei abbiamo raggiunto la Malaysia per poi volare alla volta di questo ennesimo paradiso tropicale: Bali!
Il solo nome ci fa immaginare trib&amp;amp;#249; della jungla, surfisti, galli che lottano, mare, pace e tranquillit&amp;amp;#224;. 


04.03.2012 Kuta (INDONESIA)

Mentre osservavamo la danza “barong”, una delle tipiche di Bali, mi son sentito rapito da quelle musiche, da quei movimenti sinuosi e da quei colori sgargianti. L’eterna lotta tra il bene e il male, qui rappresentata rispettivamente da Barong (un animale mitologico) e Ragda (un mostro mitologico).

Partiamo alla scoperta del cuore vero di Bali.
Percorriamo le sue strade verdeggianti circondate da infiniti palmeti e risaie a terrazze; raggiungiamo prima le cascate di Tegenungan, poi Batuan famosa per l’arte pittorica e ci perdiamo nel tempio di Puseh che ammiriamo dal suo interno dopo aver entrambi indossato un caratteristico “sarong”.

I templi induisti sono ovunque e molto diversi da quelli indiani; hanno una bellezza diversa qui! Sembrano pi&amp;amp;#249; semplici e meno estrosi ma ti colpiscono pi&amp;amp;#249; profondamente, sar&amp;amp;#224; forse per quell’aurea di mistero che li avvolge...

In taxi chiacchieriamo con il nostro autista balinese: Komang, siamo curiosi di conoscere quante pi&amp;amp;#249; cose di questa isola meravigliosa. Parliamo degli attentati del 2002 e del 2005, di come la religione possa influire sulla vita dei propri adepti, delle tradizioni e dei riti sacri fino alla lotta dei galli!

…e mentre discorriamo di queste cose incontriamo, quasi per caso, lungo la strada dei ragazzi che fanno combattere i propri galletti… folklore locale!

Eccoci ad Ubud! Grande citt&amp;amp;#224; famosa per il suo mercato tradizionale e la “Monkey Forest”.

Mai viste tante scimmie in vita mia! Per ben due volte me ne sono trovato una sulle spalle!

Prima di andar via facciamo una breve sosta al tempio del loto, reso famoso, ultimamente, grazie al film: “Mangia, prega e ama” con Julia Roberts!

“Tenah Lo Temple”. Quale miglior luogo per terminare una giornata cos&amp;amp;#236; intensa!

[Stefania]: ”Un tempio costruito su un promontorio in mezzo all’Oceano Indiano… Percorriamo un lungo viale per raggiungere questo capolavoro dell’arte indonesiana! Decidiamo di fare una passeggiata lungo la costa per ammirarlo da diversi punti… seduti a guardare questo spettacolo suggestivo sospiro aspettando il tramonto…”



continua su  www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/indonesia/diario_di_viaggio_indonesia_11222.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;bali by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>INDONESIA</category><pubDate>Thu, 12 Jul 2012 20:55:51 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/indonesia/diario_di_viaggio_indonesia_11222.ashx</guid></item><item><title>filippine by www.born2travel.it, panglao, cebu, tagbilaran</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/filippine/diario_di_viaggio_filippine_11247.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/filippine/diario_di_viaggio_filippine_11247.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11247/116774.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FILIPPINE, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it


09.03.2012 Cebu (FILIPPINE)

Dopo una nottata nel Budget Terminal dell’aeroporto di Singapore, in tre ore e 20 di volo, con la Tiger Airways, giungiamo a Cebu: siamo nelle Filippine.
Questa tappa, decisa strada facendo, mi entusiasmava tanto proprio perch&amp;amp;#233; inaspettata e non studiata in Italia.

Tutte le persone incontrate durante il nostro lungo viaggio ci hanno raccomandato di non fidarsi di nessuno e di stare attenti ai tassisti, ai ragazzini per strada, ai borseggiatori, alle varie zone della citt&amp;amp;#224;… e noi, per tutta risposta, dopo il passaggio fino in centro da Siarika, una tipa conosciuta in aeroporto e dopo aver  trovato uno squallido alberghetto (Cebu Guesthouse), prendiamo subito un “jeepney” (tipico bus locale), direzione S.Toninho e Pier 1 per comprare il biglietto del traghetto di domani per Tagibilaran.

Ovunque in giro si vedono uomini armati, camionette coi vetri anti-proiettili e uomini della sicurezza con grossi fucili agli ingressi di quasi tutti i negozi, persino dei fast food!
Dove siamo finiti?

Rientriamo a piedi in hotel, giusto per assaporare un po’ pi&amp;amp;#249; da vicino questa nuova realt&amp;amp;#224; e poi, si sa, cos&amp;amp;#236; ne succedono di cose…

Difatti: poche centinaia di metri dal Forte di San Pedro ci imbattiamo in una folla da stadio pronta per assistere alla celebrazione della santa messa. Impressionante!
Lo scenario &amp;amp;#232; suggestivo, un po’ meno le cose che vediamo: sporcizia, gente losca, barboni, senzatetto anche se, in mezzo a tutto ci&amp;amp;#242;, ci sono gli sguardi ed i sorrisi delle tante belle persone che abbiamo incrociato lungo il nostro cammino.


10.03.2012 Panglao (FILIPPINE)

Finalmente in paradiso!
Dopo una notte travagliata trascorsa insonne lottando con scarafaggi e ratti, in due ore di traghetto approdiamo a Tagbilaran, nell’Isola di Bohol.

[Stefania]: “Dal porto di Tagbilaran, in 35 minuti  di taxi raggiungiamo il nostro piccolo paradiso dove trascorreremo 6 giorni in completo relax.
Non potevamo trovare un posto migliore per concludere questo meraviglioso viaggio. 
La nostra capanna &amp;amp;#232; curata nei minimi dettagli e a soli 200 metri dalla spiaggia di Alona.

Percorriamo una stradina sterrata con ai lati le tipiche casette di paglia intrecciata su palafitte, un gruppetto di bimbi ci segue curiosi…
Pochi metri e ci troviamo avvolti da palme verdissime;  sotto ai nostri piedi: sabbia bianca e fine come farina.

Ci fermiamo a mangiare in una locanda sulla spiaggia dove con pochi pesos gustiamo dell’ottimo pesce!
Il sole &amp;amp;#232; caldo, il mare cristallino, un dolce venticello, i paguri, il cocco, la bancarelle del pesce… Noi!
Ritornati in albergo andiamo a fare un tuffo in piscina: s&amp;amp;#236;, abbiamo anche la piscina, e dopo una cenetta in un ristorantino tipico filippino finiamo la serata a giocare a biliardo nel patio della nostra guest house!”



11.03.2012 Panglao (FILIPPINE)

“Quando piove a dirotto - mi hanno insegnato agli SCOUTS - mettetevi in costume da bagno per evitare di bagnare tutti i vostri panni!”
Detto fatto… non contenti, quando ha cominciato a piovere a dirotto, mentre tutti scappavano via dalla spiaggia, noi ci siamo tuffati in quel mare paradisiaco per vivere uno dei momenti pi&amp;amp;#249; cari dell’intero viaggio!

[Stefania]: “Abbiamo costruito un pupazzetto di sabbia con occhi di conchiglia, orecchie e bocca di corallo e capelli di alghe verdi!” 



12.03.2012 Panglao (FILIPPINE)

Partiamo alle 05.30 del mattino a bordo di una tipica imbarcazione filippina alla volta di un’area nel bel mezzo del Mar di Bohol, conosciuta dai pescatori, dove all’alba i delfini si ritrovano per nutrirsi…

Mentre navighiamo abbiamo la fortuna di assistere all’ennesimo spettacolo che Madre Natura ci dona quotidianamente: una palla dorata che piano piano e solennemente si alza verso l’alto illuminando tutto ci&amp;amp;#242; che incontra!

Improvvisamente vediamo un enorme branco di delfini che salta e si rituffa  felice in quelle acque limpide! Che grandi animali! Li assimilo sempre agli uccelli per quella sensazione di libert&amp;amp;#224; che solo loro riescono a trasmettere.

Riempiti gli occhi ed il cuore si salpa di nuovo verso l’Isola di Balicasag.
Mentre ci avvicinavamo alla costa rimanevo sempre pi&amp;amp;#249; colpito dalla trasparenza dell’acqua! Facciamo snorkeling semplicemente sporgendoci dalla nostra barca.

Toccata terra, su una spiaggia formata solo da pezzettini di corallo, ci imbarchiamo nuovamente, armati di maschere e tubi, a bordo di una canoa in legno a remi per far snorkeling a largo!

Quando ci immergiamo in quelle acque tropicali avvertiamo quasi la sensazione di essere all’interno di un documentario sulla vita in fondo al mare o addirittura in un acquario.
Pesci di ogni dimensione, colore e forma nuotano beati tra grandi coralli e alghe colorate quando improvvisamente tutto diventa blu notte: comincia l’immenso!

Che esperienza indimenticabile accarezzare questo mondo cos&amp;amp;#236; intrigante, nuotando mano nella mano e comunicando, a gesti, ad ogni entusiasmante incontro.

Virgin Island… il nome gi&amp;amp;#224; dice tutto. Rimaniamo per qualche minuto letteralmente a bocca aperta ad ammirare questo spettacolo talmente bello da sembrare artificiale!
L’isoletta &amp;amp;#232; formata da una striscia di sabbia bianca di 200 metri che emergeva per poche ore al giorno in base alle maree. Mai vista una cosa simile!

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15.02.2012 Singapore (SINGAPORE)

Dopo tre ore e venti minuti di volo, atterriamo, tra i grattacieli, in una stupefacente baia piena di navi: siamo nella bella Singapore!

Non so perch&amp;amp;#233; ma son sempre stato affascinato da questa piccola citt&amp;amp;#224;-stato.

Per la prima volta in aeroporto non siamo soli! Ad attenderci c’&amp;amp;#232; il nostro contatto locale, la meravigliosa: Dazzle!
Sin dal primo momento si dimostra essere una persona speciale! Ci offre ospitalit&amp;amp;#224;, ci porta in giro, ci presenta i suoi amici e finiamo a mangiare nel famoso “Lai Huat Seafood Restaurant”, tutto a base di pesce; ottimo soprattutto il suo cavallo di battaglia: il “mee goreng”, una sorta di spaghetti di soia ai frutti di mare!

Presto raggiungiamo in compagnia dell’australiano Jordie un grande Mall per assaggiare tanti tipi di milkshakes differenti… Chiacchieriamo a lungo e ci facciamo un sacco di risate…
&amp;amp;#200; ora di ritornare a casa e in 40 secondi di ascensore raggiungiamo il 30&amp;amp;#176; piano di questo maestoso palazzo per ammirare lo spettacolo di Singapore by night.


16.02.2012 Singapore (SINGAPORE)

Orchard Road, la via dello shopping e delle grandi firme nonch&amp;amp;#233; dei centri commerciali. &amp;amp;#200; incredibile quando ti soffermi a studiare la mappa della citt&amp;amp;#224; e la vedi costellata di puntini rossi ciascuno indicante un centro commerciale diverso! Sono ovunque, svettano alti nel cielo e si tuffano in profondit&amp;amp;#224; per collegarsi con quelli circostanti come una serie di radici e tunnel!

A Singapore esiste una vera e propria “vita parallela”, quella “sotterranea”!
Sottoterra ti muovi da un punto all’altro della citt&amp;amp;#224; con veloci ed ultramoderni treni; sottoterra passeggi con i tuoi amici perdendo la cognizione del tempo; sottoterra fai colazione, pranzi, ceni o consumi uno snack; vai sottoterra se vuoi andare al cinema o devi pagare una bolletta alla posta, o se cerchi un parrucchiere o se devi fare la spesa; non importa se fuori ci sono 40&amp;amp;#176;: sottoterra si sta freschissimi; non importa se fuori diluvia o nevica: sottoterra stai al calduccio… questa cosa &amp;amp;#232; spaventosa!

  

17.02.2012 Singapore (SINGAPORE)

[Stefania]: “Un gigantesco dragone ci apre le porte di Chinatown. Gironzoliamo per le viuzze ancora addobbate per il capodanno cinese appena trascorso.

Lungo la strada verso l’Asia Civilization Museum ci incantiamo ad ammirare i grattacieli attorno a noi. Trascorriamo tutta la giornata alla scoperta di questa citt&amp;amp;#224; cos&amp;amp;#236; particolare fino ad incontrare, nel tardo pomeriggio, i nostri amici Dazzle e Jordie per un drink sul punto pi&amp;amp;#249; alto di Singapore!”


 18.02.2012 Singapore (SINGAPORE)

[Stefania]: “Oggi ci dedichiamo all’Arabic Street con la bella Sultan Mosque e i suoi mercatini di stoffe e tappeti  per poi finire a Little India… che ricordi… le donne vestiti con coloratissimi sarhi e ghirlande profumate tra i capelli; per le vie: musica ad alto volume di qualche film Bollywoodiano, odori forti di spezie, ristorantini con piatti a noi ormai cos&amp;amp;#236; familiari. In un supermarket Mark ha stretto un dialogo con dei ragazzi sikh del Punjab dopo che uno di loro aveva notato il suo bracciale sikh! Non potevamo non fermarci a bere un chai per strada accompagnato da un po’ di pane naan prima di raggiungere lo “Shri Lakshminara Yan” che emozione varcare quell’ingresso in pietra ed essere avvolti dal profumo dell’incenso e dei fiori, dai riti delle donne che pregavano Ganesh o Vishnu.
&amp;amp;#200; ora di tornare a casa per preparare gli zaini, domattina si riparte!”



continua su:   www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/singapore/diario_di_viaggio_singapore_11202.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;singapore by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>SINGAPORE</category><pubDate>Thu, 28 Jun 2012 10:27:42 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/singapore/diario_di_viaggio_singapore_11202.ashx</guid></item><item><title>malaysia by www.born2travel.it, kuala lumpur, manukan,kota kinabalu, sandakan</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/malesia/diario_di_viaggio_malesia_11203.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/malesia/diario_di_viaggio_malesia_11203.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11203/115634.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MALESIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it



19.02.2012 Kuala Lumpur (MALAYSIA)

Khizanif, il nostro contatto locale che ci ospita nella capitale malese, abita poco fuori Kuala Lumpur, su una collina che d&amp;amp;#224; proprio sullo skyline della citt&amp;amp;#224;.
Ora siamo seduti in veranda e lo spettacolo da cui godiamo da qui ci lascia letteralmente a bocca aperta.
L’intera citt&amp;amp;#224; by night illuminata e con al centro le celeberrime “Twin Towers” o “Petronas Towers”divenute il simbolo del progresso della nazione.


20.02.2012 Kuala Lumpur (MALAYSIA)

Proprio dalle Petronas Towers comincia la nostra giornata odierna. 
All’uscita dalla metropolitana veniamo colti da un improvviso acquazzone e troviamo riparo per caso in una meravigliosa pagoda cinese…
Poco dopo siamo gi&amp;amp;#224; in giro… decidiamo di visitare il tempio sikh “Tatt Khalsa”, il pi&amp;amp;#249; grande tempio sikh del sud est asiatico che raccoglie circa 75.000 fedeli e che offre cibo gratuito quotidianamente a chiunque passi di qui.
Dopo il viaggio in India ammetto che sono rimasto fortemente intricato da questa cultura o religione o filosofia, chiamatela come volete, questi personaggi dalla lunga barba, dal capo sempre coperto e dal cuore grande che seguono gli insegnamenti del libro sacro del  “Sri Guru Granth Sahib Ji”.

Il National Museum &amp;amp;#232; stato un po’ deludente; la Malesia ha una grande e lunga storia che va dai ritrovamenti del periodo preistorico a quello dei conquistatori portoghesi, olandesi e britannici fino all’evoluzione tecnologica contemporanea, peccato che non sia ben rappresentata!



21.02.2012 Kuala Lumpur (MALAYSIA)

Ci svegliamo molto pigramente oggi… Il gentile Khizanif ci propone un giro di KL by car a m&amp;amp;#242; di giapponesi! Ci fermiamo, scattiamo qualche foto e ripartiamo per la destinazione successiva!
Visitiamo cos&amp;amp;#236; l’imponente “Batu Caves”, un tempio hindu scavato nella roccia e che si raggiunge solo dopo aver scalato un’intera collina; il palazzo reale e scopriamo che in Malesia esistono 9 famiglie reali, a seconda delle varie regioni, e regnano a rotazione quinquennale; la colorata piazza dell’indipendenza fino al club dei suoi soci MCOBA (Malaysia College Old  Boys association) dove trascorriamo qualche ora chiacchierando con tanti suoi amici di ogni et&amp;amp;#224;!


22.02.2012 Sandakan (MALAYSIA)

Un volo di tre ore ci porta a Sandakan, nella regione di Sabah dell’isola del Borneo.
Quanti romanzi di avventura e di azione abbiamo letto su questo luogo incantato e caratterizzato da un’impenetrabile foresta pluviale ed un patrimonio immenso tra flora e fauna.

L’umidit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; del 97% per cui &amp;amp;#232; abbastanza faticoso muoversi senza inzupparsi di sudore, ci si sente pigri e fiacchi, questa &amp;amp;#232; il classico clima tropicale che si sposa perfettamente con questo luogo!

Sandakan &amp;amp;#232; ancora lontana dal turismo di massa e la gente &amp;amp;#232; felice di  vedere turisti in giro, spesso veniamo fermati anche solo per sentirci chiedere: “Hi, how are you?”
L’atmosfera &amp;amp;#232; molto caratteristica e ricorda quella di una lontana citt&amp;amp;#224; di pirati e marinai dove raramente succede qualcosa!


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29.02.2012 Bandar Seri Begawan (BRUNEI)

Che emozione quando l’ATR42 della piccola compagnia aerea Mas Wings ha toccato il suolo: “Siamo nel piccolo Sultanato del Brunei, questo piccolo staterello incastonato quasi come un diamante nell’isola del Borneo, mezza malese e mezza indonesiana!” – mi son detto con eccitazione!
Ho sempre nutrito un profondo rispetto oltre che interesse per queste piccole citt&amp;amp;#224;-stato, queste piccole nazioni che nonostante i corsi della storia sono riuscite a mantenere la propria identit&amp;amp;#224; e, in senso lato, la propria piccola forza.

Il Brunei, in particolare, mi ha da sempre affascinato. Sar&amp;amp;#224; per le mille leggende che ruotano attorno al suo sultano: Hassanal Bolkiah Mu’Izzadin Waddaulah, considerato l’uomo pi&amp;amp;#249; ricco del mondo, uno che ostenta la propria immagine e ricchezza ovunque qui.
Lo trovi sulle meravigliose banconote e monete, sui francobolli, sulle gigantografie in divisa ora da ammiraglio della marina, ora da generale dell’esercito o dell’aeronautica o da capo della polizia.
Si dice che per il suo matrimonio si sia fatto costruire una Rolls Royce tutta in oro zecchino… 


Raggiunto il centro della citt&amp;amp;#224; ci immergiamo subito nell’atmosfera locale: cominciamo dalla Posta Centrale, per la gioia di mio padre; “Royal Regalia Museum”, simpatica l’esposizione di tutti i regali ricevuti dal sultano durante le varie visite ufficiali dei reggenti di tutto il mondo; l’”Omar Ali Saifuddien Mosque”, impreziosita dai mosaici veneziani, i marmi toscani, le finestre inglesi e i tappeti sauditi.



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03.02.2012  Cu Chi (VIETNAM)

I famosi tunnel dei Viet Cong. La nostra guida spiega, racconta e narra usando dei modi un po’ troppo irritanti per me… mostra le trappole dei Viet Cong quasi come se stesse raccontando una barzelletta, parla di morti, di bombardamenti aerei, di napalm con cos&amp;amp;#236; tanta naturalezza che dentro di me penso: “Che cazzo ne pu&amp;amp;#242; sapere questa ventenne di guerra e sofferenza”.

Per cinque minuti viviamo l’esperienza di infilarci in uno dei tanti tunnel… che impressione!

Al ritorno ad Ho Chi Minh City decidiamo di fermarci nel famigerato “Museo degli orrori della guerra”. Due piani mostravano foto e reperti di quei terribili anni…

I nostri animi ed i nostri cuori in questi ultimi giorni son stati messi spesso a dura prova…



05.02.2012  Nha Trang (VIETNAM)


[Stefy]: “Credo che ricorder&amp;amp;#242; a lungo questo duro trasferimento notturno in bus. L’autista del nostro vecchio autobus guidava in un modo davvero pericoloso.
Fortunatamente arriviamo a destinazione sani e salvi verso le 6,30 del mattino, la nostra guest house &amp;amp;#232; vicinissima al mare e sembra molto carina.

Finalmente un po’ di relax. Ci voleva proprio! Oggi infatti siamo rimasti svaccati in spiaggia a non fare assolutamente nulla se non guardare, come bambini, i grossi cavalloni che il mare donava come spettacolo!”


08.02.2012  Nha Trang (VIETNAM)

Grazie Nha Trang. Questa tappa doveva rimetterci in sesto e direi che ha svolto il suo compito egregiamente. Se penso a questa cittadina mi vengono in mente solo le deliziose colazioni a base di frutta tropicale la mattina, le giornate intere trascorse a crogiolarci al sole leggendo un buon libro, i bagni in questo mare invitante, le passeggiate lungo i viali in festa!



09.02.2012  Hoi An (VIETNAM)

Notte in bus e all’alba eccoci in questo gioiellino del Vietnam. 
Anche se sono solo le sette decidiamo di fare un giretto in centro… &amp;amp;#232; presto ma tutto &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; in fermeto, anziani che fanno “tai chi” all’interno del cortile di una pagoda cinese, i primi bambini che, in divisa bianco candido, in bici si recano a scuola.

Questo &amp;amp;#232; il periodo del “tet”, il capodanno cinese e tutti i vicoletti sono addobbati con colorati festoni ed ideogrammi!

Dappertutto si respira un’aria d’altri tempi, sembra che qui il calendario si sia fermato 150 anni fa. Regna un silenzio ed una pace irreale rotta solo dallo scroscio dell’acqua che scorre sotto i tanti ponticelli che caratterizzano Hoi An.


10.02.2012  Hoi An (VIETNAM)

Mentre gironzolavamo per il centro la nostra attenzione viene catturata da un furgoncino con un megafono che attira folle di bambini in festa. Poco dopo passa un pick up con a bordo un orso vestito da donna, poi un altro con un forzuto avvolto da due boa giganti… c’&amp;amp;#232; il circo in citt&amp;amp;#224;!

Non possiamo farci scappare questo evento. Alle 8 di sera, puntuali, come due bimbi ci ritroviamo in una grande arena all’aperto insieme a migliaia di persone…
Mangiatori di fuoco, acrobati, pagliacci, cagnolini ammaestrati, giocolieri animano la grande serata!


11.02.2012  Hu&amp;amp;#232; (VIETNAM)

[Stefy]: “E’ stato interessante varcare le porte della cittadella di Hu&amp;amp;#232;. Le pagode in mezzo ad alberi di mandarino e bonsai, un maestoso castello che mostrava i segni di antichi splendori!

Al Pho Sai Gon Restaurant mangiamo un’ottima zuppa e dei noodles saporitissimi! Assaggiamo per la prima volta i “dumpling”, dei fagottini di mollica ripieni di carne!”



[continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_11157.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;vietnam by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>VIETNAM</category><pubDate>Sun, 03 Jun 2012 14:31:51 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_11157.ashx</guid></item><item><title>isole thailandia by www.born2travel.it, phuket, phi phi, koh lanta</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_11142.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_11142.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11142/114506.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TAILANDIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi leggere tutto il report e vedere tutte le foto visita   http://www.born2travel.it



14.01.2012 Udon Thani (THAILANDIA)

Udon Thani non offre nulla se non un ottimo pranzo da McDonald e qualche gioco di magia in un centro commerciale, dopodich&amp;amp;#233; ci rifugiamo nel nostro “chalet” in riva al laghetto artificiale a gustare il panino al bacon ed una meravigliosa macedonia di frutta tropicale.

&amp;amp;#200; ora di andare a dormire, domani ci aspetta una lunga giornata! Si cambia completamente pagina!



15.01.2012 Phuket (THAILANDIA)

Eccoci nella celebre Phuket dopo un comodo volo di un’oretta!
Questa &amp;amp;#232; una delle mete turistiche pi&amp;amp;#249; famose della Thailandia ma noi la utilizzeremo solo come punto di passaggio verso quella che sar&amp;amp;#224; la nostra vera destinazione: il paradiso di Koh Lanta!


16.01.2012 Koh Lanta (THAILANDIA)

[Stefy]: “Siamo partiti da Phuket alle 08.30 in barca e dopo una sosta nell’ancor pi&amp;amp;#249; famosa Koh Phi Phi, sbarchiamo nella meravigliosa Koh Lanta.
Alloggiamo al Coral Beach Resort, i bungalow danno direttamente sulla spiaggia. 
Svegliarsi con il dolce rumore del mare, fare colazione con un ottimo mango accompagnato da saporite banane nella veranda impagliata… beh non ha prezzo!
Questo posto &amp;amp;#232; davvero rilassante. Lungo la spiaggia ci sono diverse capannine aperte, amache dove potersi dondolare all’ombra di enormi palme da cocco… dopo tre mesi e mezzo on the road bisogna fermarsi un pochino per ricaricare le batterie, fare un po’ di bucato, organizzare con calma le tappe successive.”

18.01.2012 Koh Lanta (THAILANDIA)

[Stefy]: “Oggi ci siamo rilassati tutto il giorno. Riposati leggendo spaparanzati sull’amaca per poi raggiungere il nostro amato 7-Eleven in auto stop su un camion che trasportava tamarindo per poi cenare romanticamente sulla terrazza del nostro ristorantino che si affaccia sull’oceano, dopo aver ammirato un tramonto da cartolina…”

19.01.2012 Koh Lanta (THAILANDIA)

Questo luogo &amp;amp;#232; magico. &amp;amp;#200; incantevole ed incantato.
Questa settimana di break mi sta dando una carica immensa. Sento che tutto il mio corpo, la mia mente, i miei pensieri si stanno ammorbidendo, calmando… 



[continua su  www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_11142.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;isole thailandia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>TAILANDIA</category><pubDate>Sat, 19 May 2012 22:59:29 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_11142.ashx</guid></item><item><title>cambogia by www.born2travel.it, siem reap, angkor wat, phnom penh, tonle sap</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cambogia/diario_di_viaggio_cambogia_11156.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cambogia/diario_di_viaggio_cambogia_11156.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11156/114589.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CAMBOGIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi leggere tutto il report e vedere tutte le foto visita http://www.born2travel.it




25.01.2012  Siem Reap (CAMBOGIA)

Si parte di buon mattino alla volta della frontiera cambogiana.
Ci fermiamo per una sosta tecnica in un luogo dove tanti ragazzi gentilissimi ci consegnano dei format per il visto e ci aiutano nella compilazione.
Che gentili, penso tra me e me fino a quando ci chiedono 35 USD a testa contro i 20 che mi aspettavo!
Mi impunto e gliene do solo 40 per due. Faccio un po’ di storie fino a che un tipo mi chiede di seguirlo nel suo ufficio per chiarire la questione… lo seguo… arriviamo nel fondo di una grande sala, si siede, un po’ pensieroso, scuotendo il capo, a voce bassa confessa: “S&amp;amp;#236;, effettivamente costa 20 dollari a testa, per&amp;amp;#242;…” e comincia una serie di scuse ma gi&amp;amp;#224; non l’ascoltavo pi&amp;amp;#249;… avevo vinto la mia battaglia…
Me ne vado soddisfatto e cominciamo la nostra trafila burocratica tra le due frontiere..

Dopo varie peripezie raggiungiamo finalmente la nostra meta… Ci meritiamo proprio una cenetta romantica in un posto delizioso, un bel buffet di carne e pesce cucinati al barbeque… ogni tavolo era organizzato con un piccolo BBQ personale ed ogni commensale cucinava per s&amp;amp;#233;! Che divertimento!



26.01.2012  Siem Reap (CAMBOGIA)

[Stefy]: “Facciamo colazione direttamente sul nostro tuk tuk mentre ci avviciniamo alle porte della leggendaria Angkor Wat. 
Ecco il pi&amp;amp;#249; celebre e maestoso di tutti i templi. Ha fatto da sfondo a films come “Lord Jim” o “Apocalypse Now”.
Il tempio &amp;amp;#232; dedicato a Vishnu e hanno impiegato circa 37 anni per la sua costruzione; 800 metri di bassorilievi incisi nel gres tenero raffigurano scene fantastiche, al centro del tempio si sale su scale ripide fino al santuario dove si succedono terrazze, cortili, altari, un vero labirinto che ti offre una grande vista sulla foresta vicina.
&amp;amp;#200; stato bello restare seduti dinanzi questo gigante a cinque teste e leggere la sua storia… 

Rimaniamo letteralmente a bocca aperta quando giungiamo al “Bayon”: il tempio del mistero, il suo nome significa: “la montagna magica”.
Era una foresta di teste gigantesche che con lo sguardo ti seguivano ovunque, 200 volti dal sorriso enigmatico. &amp;amp;#200; un Pantheon dedicato agli dei adorati nel medioevo dalla popolazione Khmer.
Dopo una passeggiata sulla “terrazza degli elefanti”, riprendiamo il nostro tuk tuk per la visita dell’ultimo tempio: “Taphrom”, dov’&amp;amp;#232; stato girato “Tomb Rider” con Angelina Jolie.
Questo tempio &amp;amp;#232; un misto di magia fiabesca e romanticismo. Quando si varca laporta del tempio si pu&amp;amp;#242; sentire l’emozione provata dagli esploratori; radici enormi sotto la pietra, la fitta vegetazione sulle mura, statue, volti ricoperti di muschio… &amp;amp;#232; uno spettacolo incredibile.

In serata, tornati a Siem Reap, decidiamo di fermarci all’Old Market dove si trova veramente di tutto e finiamo a mangiare una zuppa e noodles per strada”…




27.01.2012  Siem Reap (CAMBOGIA)

Dopo una full immersion tra i templi di Angkor Wat decidiamo di trascorrere un paio di giorni in pi&amp;amp;#249; a Siem Reap per visitare i dintorni ma soprattutto per fare un po’ il punto della situazione.

Tonle Sap Lake. Che delusione! Ci aspettavamo di rivivere un’altra esperienza intensa come quella di Pokhara o di Inle… invece il business edilizio aveva gi&amp;amp;#224; infettato l’area…
Stavano costruendo enormi resorts e gi&amp;amp;#224; tutto si muoveva a colpi di dollari… 

Ce ne andiamo e ci godiamo almeno il paesaggio circostante…
Suggestivo quando fermandoci per caso per scattare qualche foto ad una risaia rigogliosa , da una palafitta sbucano due bambine con un secchio pieno zeppo di serpenti morti. Tranquillamente si fermano accanto ad una fontanella e con un cucchiaio in mano a testa  cominciano a pelarli sotto il nostro sguardo divertito!


[continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cambogia/diario_di_viaggio_cambogia_11156.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;cambogia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>CAMBOGIA</category><pubDate>Sun, 03 Jun 2012 14:27:46 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cambogia/diario_di_viaggio_cambogia_11156.ashx</guid></item><item><title>laos by www.born2travel.it, pakbeng, vang vieng, vientiane, luang prabang, phonsavan</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/laos/diario_di_viaggio_laos_11141.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/laos/diario_di_viaggio_laos_11141.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11141/114501.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;LAOS, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi leggere tutto il report e vedere tutte le foto visita   http://www.born2travel.it


03.01.2012 Pakbeng (LAOS)

[Stefy]: “Superato il confine in canoa, ci timbrano il passaporto cominciamo la nostra navigazione sul leggendario Mekong. Era entusiasmante vedere lo svolgersi della vita quotidiana laotiana lungo il fiume. Alcune donne lavavano i panni, dei bimbi facevano il bagno, le vacche si rilassavano al sole lungo le coste sabbiose, il paesaggio verdeggiante ogni tanto lasciava a piccoli villaggi costruiti sulle palafitte.
Nel bel mezzo del fiume spesso sorgevano gigantesche pietre corrose dal vento e dall’acqua che davano un tocco ancora pi&amp;amp;#249; naturalistico al tutto. 
Arriviamo a Pakbeng alle 18 circa, dopo sette ore di navigazione, ma siamo solo a met&amp;amp;#224; strada… domattina dovremo prendere un’altra barca per raggiungere Luang Prabang”.

Pakbeng. Un villaggio nel cuore del nulla. Chi ha una casetta l’ha trasformata in una guest house molto minimale, chi ha un piccolo spazio libero l’ha tramutato in ristorantino… gli altri? Vendono coca cola, nutella, Oreo, Pringles o preparano sandwiches perla navigazione! Questa &amp;amp;#232; Pakbeng!


04.01.2012 Luang Prabang (LAOS)

Il grande giorno per Stefy &amp;amp;#232; arrivato! Stamattina sono arrivate Ilaria e Rosy. &amp;amp;#200; stato emozionante riabbracciarle dopo cos&amp;amp;#236; tanto tempo!

[Stefy]: “Sar&amp;amp;#224; bello condividere un pezzetto del nostro viaggio con loro!”


05.01.2012 Luang Prabang (LAOS)

[Stefy]: “Ci svegliamo alle 5,30 per andare a vedere i monaci che passavano in fila indiana lungo la via principale della citt&amp;amp;#224; per l’offerta del riso”.
I bordi delle strade erano zeppe di gente che, con scodelle di coccio piene di riso in mano, attendeva pazientemente questi piccoli uomini in tunica rossa.


06.01.2012 Luang Prabang (LAOS)

Trascorriamo l’intera giornata alla scoperta dei tanti templi della citt&amp;amp;#224;.
Seduto all’ombra di un grande albero, nel cortile di uno dei tanti templi, per un attimo ho chiuso gli occhi e  cercato di immaginare come fosse la vita in quel remoto luogo anche solo cento anni prima..
Improvvisamente immagini di principi e re, elefanti, servitori, cortigiani,eroici guerrieri, saggi monaci, tigri ecc. sono apparsi dinanzi ai miei occhi sognanti…

Al Wat Sop ci fermiamo a chiacchierare con un giovane monaco buddista che ci invita ad assistere alla loro preghiera quotidiana delle 17.00
Detto fatto. A quell’ora, in religioso silenzio eravamo seduti sul fondo della pagoda assorti ad ammirare ma soprattutto ad ascoltare la loro ipnotica litania.
Che bella esperienza!

Sulla collina che domina la citt&amp;amp;#224; ci ritroviamo ad attendere il tramonto sul fiume Mekong, felici e soddisfatti, dopo questa emozionante giornata!



[continua su www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/laos/diario_di_viaggio_laos_11141.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;laos by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>LAOS</category><pubDate>Sat, 19 May 2012 22:54:45 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/laos/diario_di_viaggio_laos_11141.ashx</guid></item><item><title>myanmar by born2travel.it, yangoon, inle lake, mandalay, bagan, inwa</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/birmania/diario_di_viaggio_birmania_11061.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/birmania/diario_di_viaggio_birmania_11061.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11061/113958.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BIRMANIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi leggere la versione integrale del diario e guardare tutte le foto visita: www.born2travel.it

0. 12. 2011 Yangoon (MYANMAR)

Sdraiati comodamente su degli enormi divani attendiamo il nostro Airbus 320 dell’Air Asia, nell’aeroporto  internazionale di Bangkok pronti a raggiungere l’ex capitale birmana!

Da lontano, come Ulisse con le sirene, veniamo attirati dalla grande pagoda d’oro dello Shwedagon, eccoci aggirarci per questo piccolo villaggio religioso formato solo da templi, tanti luoghi di preghiera dove fedeli pellegrini provenienti da tutto il Paese pregavano ed affidavano le proprie speranze e desideri ai mille Buddha presenti un po’ dappertutto.

Proprio dei ragazzi locali ci consigliano di visitare, in un tempio non lontano, la “statua del Buddha disteso”...
Mezz’ora dopo, con lo sguardo rivolto verso l’alto e la bocca aperta ammiriamo quest’immensa opera d’arte. Dobbiamo addirittura arrampicarci su un piedistallo per avere una visuale completa della scultura.

Conosciamo un vecchietto che ci invita a visitare l’area abitata dai monaci buddisti… un luogo fuori dal tempo…

12. 12. 2011 Yangoon (MYANMAR)

Siamo pronti a lasciare la vecchia capitale, andiamo a rilassarci un pochino sulle sponde del lago Inle in compagnia di un simpatico malese-cinese di nome Yee.

Attraversiamo piccoli villaggetti con rare case, qualche pagoda sbuca qui e l&amp;amp;#236; di tanto in tanto, il resto &amp;amp;#232; formato da infiniti campi di riso che incorniciano il paesaggio circostante.

13. 12. 2011 Nyaung Shwe (MYANMAR)

Fuori &amp;amp;#232; buio pesto quando l’autista mi scuote avvisandoci che siamo arrivati alla Junction per il Lago Inle. Sono le 5.10 del mattino e siamo ad una dozzina di km dalla nostra meta. Scendiamo in sette dal bus (noi tre, un sardo che vive a Londra, due tedesche ed un francese); saliamo sull’unico pick up disponibile e proseguiamo per Nyaung Shwe, un piccolo villaggio vicino al lago.

Alloggiamo al “Gipsy Inn” e dal balcone della nostra umile stanza mi incanto ad osservare lo svolgersi della loro vita quotidiana. Sembra un film!

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Sono figlio del cammino, la carovana &amp;amp;#232; la mia casa e la mia vita &amp;amp;#232; la pi&amp;amp;#249; sorprendente avventura&amp;amp;quot;.
- Amin Maaluf -

 

08. 12. 2011 Bangkok (THAILANDIA)

Finalmente nella “citt&amp;amp;#224; degli angeli”!

Siamo a Bangkok!
L’India &amp;amp;#232; terminata e ce ne accorgiamo in ogni istante.
Ogni piccolo particolare ci fa capire che la Thailandia &amp;amp;#232; un mondo a parte rispetto a quello vissuto negli ultimi due mesi e mezzo.

Ci meravigliamo di trovare la carte igienica in bagno, di vedere ordine e regole ovunque, persino di bere un po’ di latte in una bottiglia pulita, di osservare il traffico stradale seguire un codice.

 

“Viaggiare! Perdere paesi! Essere altro costantemente perch&amp;amp;#233; l’anima non abbia radici!… Andare avanti, inseguire l’assenza di avere un fine e dell’ansia di raggiungerlo”.
- Fernando Pessoa -

09. 12. 2011 Bangkok (THAILANDIA)

Di buon mattino ci ritroviamo in fila lungo il muro grigio dell’ambasciata della Repubblica dell’Unione del Myanmar.
Una lunga attesa intervallata da una noiosa serie di pratiche burocratiche… ma necessarie…

Raggiungiamo in barca il “Wat Phra Kaeo” lungo il Chao Phraya, un luogo incantato!
Una serie di edifici, templi, pagode, statue insaporita da un’atmosfera cos&amp;amp;#236; pacifica e serena.
Il “Grand Palace”, ex residenza del re, &amp;amp;#232; chiuso perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; il giorno del compleanno del sovrano, un re cos&amp;amp;#236; amato e venerato dal suo popolo… mi ha colpito molto un episodio in cui Stefy, indicando un busto, chiedeva ad una guardia: - “E’ il Re quello?” e lui, orgoglioso: -“No, &amp;amp;#232; il MIO RE”.

Da l&amp;amp;#236; raggiungiamo il Wat Po, un gruppo di monaci buddisti si sta preparando per una festa religiosa che si terr&amp;amp;#224; l’indomani. Ci fermiamo a chiacchierare un po’ con loro. Sono dolci e curiosi.

Al tramonto raggiungiamo il Wat Tramit ed una  Chinatown in fermento, ovunque baracchini che arrostiscono di tutto o che preparano zuppe di frattaglie, chi macedonie di frutta, chi noodles… ovunque si cucina e si mangia…

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21.12.2011 Bangkok (THAILANDIA)

Il rientro a Bangkok ha significato per noi il ritorno alle comodit&amp;amp;#224; del mondo occidentalizzato… 
Ci pensavo mentre mangiavo il mio McCheeseburger Deluxe dopo esser sceso dallo Sky Train ed aver fatto una passeggiatina lungo Silom Road.

In barca diretti al Pier 13 ci avviciniamo alla famosa Khao San Road; tutti i viaggiatori incontrati lungo il nostro tragitto ce ne hanno tanto parlato incuriosendoci parecchio! Andiamo a vedere!
Poco dopo ci ritroviamo in una specie di Carnaby Street thailandese, una vera e propria fabbrica del turismo. Una via  piena zeppa di cartelli pubblicitari tutti in inglese che reclamizzavano: “massage, free wi fi, travel agency, laundry service…”, insomma tutto ci&amp;amp;#242; di cui un backpacker ha bisogno.

Peccato che lo spirito hippies che diede vita a questa vecchia strada sia ormai solo un lontano ricordo.


22.12.2011 Bangkok (THAILANDIA)

Se le conseguenze dell’alluvione sembrano gi&amp;amp;#224; essere state cancellate nella capitale, non si pu&amp;amp;#242; dire lo stesso della periferia. Addirittura ad Ayutthaia alcuni edifici o lo stesso monumento simbolo della citt&amp;amp;#224; presentano chiaramente le linee di demarcazione del livello dell’acqua.

Ayutthaia &amp;amp;#232; la vecchia capitale della Thailandia, &amp;amp;#232; stato interessante gironzolare per le sue viuzze caratteristiche e i suoi siti archeologici.
Stupendo il volto in pietra di Buddha all’interno di un grande tronco d’albero, ti d&amp;amp;#224; l’impressione di essere in un luogo fuori dal tempo.

Trascorriamo la serata in giro nella “nostra” zona, tra arrosticini di ogni tipo, ping pong show, mercatini e insetti in vendita… questa &amp;amp;#232; la nostra Bangkok!


23.12.2011 Kanchanaburi (THAILANDIA)

In due ore di minivan raggiungiamo la cittadina dove festeggeremo il Santo Natale e devo ammettere che questa “Sugar Cane Guest House” sembra essere davvero il luogo giusto. Abbiamo un bellissimo bungalow tutto in legno immerso nel verde a pochi passi dal “Ponte sul fiume Kwai”.
In quest’oasi di pace in cui dopo le 19 consigliano di “sussurrare” cominciamo a fare un po’ il punto della situazione ed ad organizzare il dopo Vietnam, ossia l’ultima parte di viaggio, quella che in Italia, di proposito avevamo lasciato al caso, in modo da pianificarla “strada facendo”.

Domani &amp;amp;#232; la vigilia di Natale e noi andiamo a fare il bagno all’Erawan National Park.


24.12.2011 Kanchanaburi (THAILANDIA)

[Stefy]: “Oggi &amp;amp;#232; il 24 dicembre! Che strano essere qui con 30&amp;amp;#176;.

Erawan National Park. Abbiamo fatto un piccolo trekking per raggiungere il 7&amp;amp;#176; livello, un incrocio di ponticelli, gradoni in pietra, liane, pozze verdi d’acqua, cascate, tronchi che facevano da ponti. Dopo aver raggiunto la cima decidiamo di ritornare alla base per tuffarci nelle gelide acque piene di pesci che ci pizzicavano i piedi. 
Nel pomeriggio saliamo sull’antico treno a vapore costeggiando immensi campi di miglio  fino al leggendario ponte sul fiume Kwai. Fa un certo effetto percorrerlo e pensare a quante vite umane sono state sacrificate per la sua costruzione.

Ora siamo a cena nel nostro piccolo ristorantino coi tavoli di bamboo, quest’anno salteremo il cenone e ci accontenteremo di un piatto di noodles.
Per festeggiare, dopo cena, mangeremo anche degli invitanti biscotti comprati al 7eleven al posto del panettone!”



25.12.2011 Ratchaburi (THAILANDIA)

Ratchaburi, cittadina famosa per il “mercato galleggiante”. 
&amp;amp;#200; caratteristico vedere come in un luogo sommerso dalle acque ci si riesce ad ingegnare ed ad organizzarsi.
Tutta la vita si svolge sulle classiche canoe. Si compra, si vende, si mangia sulle piccole imbarcazioni!

Domani ci attende una giornata alquanto dura: dovremmo ridiscendere a Bangkok per poi trovare un mezzo di trasporto per Sukhothai.


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. 11. 2011 Bombay (INDIA)

Finalmente siamo nella leggendaria Mumbai, ex Bombay.
Un po’ provati dopo 18 ore di treno… ma ce l’abbiamo fatta!
In questa immensa citt&amp;amp;#224; siamo ospiti di una coppia di artisti, nostri coetanei: Aparna ed Abi.

Bombay mi ha da sempre affascinato… non so bene perch&amp;amp;#233;… sar&amp;amp;#224; forse per la sua gigantesca baraccopoli,  la famigerata “slumdog” o per i suoi venti milioni di abitanti…

05. 11. 2011 Bombay (INDIA)

Quando timidamente ho chiesto ai nostri amici di Bombay, patria di Bollywood, di vedere un film bollywoodiano, intendevo al cinema, non di trovarci, poco dopo, sul set di uno dei pi&amp;amp;#249; attesi, mentre i famosi: Nasiruddin Shah e Vidya Balan recitavano l’ultima scena di: “The dirty picture”.
06. 11. 2011 Bombay (INDIA)

Raggiungiamo in treno la celebre “Victoria Station”, famosa anche grazie al film: “The billionaire” ma soprattutto perch&amp;amp;#233; considerata la pi&amp;amp;#249; grande e frequentata stazione ferroviaria di tutta l’Asia!
Poco lontano c’&amp;amp;#232; un grande campo da gioco verde dove tanti omini vestiti di bianco candido si muovono freneticamente: &amp;amp;#232; un campo di cricket, sport nazionale indiano!
Rimaniamo un po’ ad osservarli prima di saltare su un vecchio taxi coloniale diretti al “Mani Bhavan”!
Qui Mahatma Gandhi soggiorn&amp;amp;#242; dal 1917 al 1934 e da qui cominci&amp;amp;#242; la sua grande rivolta supportata dalla filosofia della “non violenza”.
Che strana sensazione pensare che su quelle stesse mattonelle avesse camminato questo piccolo grande uomo!
Ora questo edificio &amp;amp;#232; stato tramutato in una sorta di museo che riesce a mantenere vivo il suo ricordo.
“Haji Ali Mosque”, moschea dedicata ad un santo musulmano morto durante un pellegrinaggio a La Mecca, il cui corpo fu poi ritrovato, trasportato dalle correnti marine, nel luogo dove, ora, sorge questa maestosa moschea.
Si ci arriva percorrendo un lungo vialone dove al posto dei lampioni vedevi tanti mendicanti che ti toccavano il cuore.

08. 11. 2011 Anjuna (INDIA)

Mentre attendiamo il nostro bus notturno che ci porter&amp;amp;#224; nella regione di Goa, sempre pi&amp;amp;#249; a sud, cerchiamo di definire la nostra meta successiva.
L’idea di aver cambiato per ben quattro volte destinazione oltre che non aver ancora deciso n&amp;amp;#233; dove andare a dormire n&amp;amp;#233; quanto tempo rimanerci quasi mi eccitava…

Paola Pedrini scriveva, riferendosi a Varanasi: “l’India &amp;amp;#232; un pugno nello stomaco”. Questa &amp;amp;#232; proprio la sensazione che ho avuto io in quei famosi giorni… ora mi sento gi&amp;amp;#224; una persona diversa.

09. 11. 2011 Anjuna (INDIA)

Siamo a Goa! Trascorreremo diversi giorni qui all’insegna del pi&amp;amp;#249; completo e sano relax!

Mattinata tra le bancarelle del locale mercatino delle pulci. Credo di non aver mai visto tanti fricchettoni tutti insieme in tutta la mia vita! Provenienti da tutto il mondo, di ogni et&amp;amp;#224; e dagli aspetti pi&amp;amp;#249; disparati oltre che pittoreschi!
oco pi&amp;amp;#249; tardi eravamo distesi su due lettini al sole e guardandomi intorno ripensavo a Kathmandu quando dicevo tra me e me che quest’esperienza sarebbe stata dura…

Goa ti rimanda indietro nel tempo, all’epoca dei grandi navigatori portoghesi: Magellano, Vasco de Gama…
I nomi sono rimasti quelli di allora, qui i locali si chiamano: Souza, Aguiar, Lopez, Pereira…
Ci sono chiese cristiane al posto dei templi induisti.
10. 11. 2011 Mandr&amp;amp;#232;m (INDIA)

[Stefy]: “Scrivo il diario e penso: io non devo chiudere gli occhi per sognare… devo solo tenerli belli aperti.

Sul nostro motorino… l’aria in faccia, il sole che illumina la strada, nella testa nessun pensiero, il cuore pieno di felicit&amp;amp;#224;.
Percorriamo una strada fiancheggiando enormi palme, campi di banani e mango per giungere in paradiso.
La spiaggia di Mandr&amp;amp;#232;m mi ha davvero lasciata a bocca aperta! Una distesa di sabbia bianca, disabitata, col sole che ci accarezzava mentre giocavamo tra le onde, siamo rimasti letteralmente rapiti da questo posto selvaggio e magico”.

 

&amp;amp;quot;Io e te siamo una sola cosa: non posso farti male senza ferirmi&amp;amp;quot;

- Mahatma Gandhi -


continua su    www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_11040.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;india del sud by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>INDIA</category><pubDate>Sun, 08 Apr 2012 23:15:46 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_11040.ashx</guid></item><item><title>india nord by born2travel.it, varanasi, allahabad, gorakpur, jaipur, jodhpur, delhi, bikaner, udaipur, deshnok, khajuraho</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_11030.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_11030.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/11030/113088.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;INDIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi vedere il testo integrale o tutte le foto visita:   www.born2travel.it

“…penso a quanti aspetti diversi dell’India ho gi&amp;amp;#224; visto e quanti ancora me ne aspettano. Le strade affollate e caotiche di Delhi, le teste piene di pidocchi dei bambini che tendono le mani per qualche rupia, gente e vacche che dormono lungo i marciapiedi e sugli sparti-traffico, lo splendore accecante del Taj Mahal, gente che sputa e scatarra sui treni di notte, i topi che escono dalle cucine dei ristoranti, gli occhi scuri e penetranti dei vecchi dal viso grinzoso, l’odore di piscio e di sterco di mucca, i sadhu a torso nudo e piedi scalzi che vivono lungo i ghat di Varanasi, le intriganti e mistiche sculture del kamasutra a Khajuraho, i sari colorati come farfalle che indossano le donne sorridenti, le vecchie accovacciate nelle loro buie stanze mentre preparano da mangiare, gruppi di uomini che chiacchierano per strada o caricano i loro rickshaw fino a piegare le ruote, l’odore di incenso e di fiori.” 

- Paola Pedrini -

07. 10. 2011 Gorakpur (INDIA)

[Stefy]: Partiamo alle 6,30 del mattino da Pokhara, in Nepal, alla volta di Sunauli, confine con l’India.

Sul bus faceva un caldo infernale,i sedili erano tutti rotti, ragazze che vomitavano nei sacchetti di plastica, il ragazzo seduto di fronte a me continuava a sputare dal finestrino. Il bus si fermava ogni venti minuti per far salire gente che trovava sistemazione dove capitava: sul tetto, nel corridoio…

Arrivati al confine contrattiamo per un passaggio in fuoristrada fino alla prima grande citt&amp;amp;#224;: Gorakpur.

Finalmente la mistica India. 
E’ stato emozionante varcare a piedi, coi nostri zaini sulle spalle, il grande portale che annunciava: “Welcome to India”.

Mai dimenticher&amp;amp;#242; l’ingresso nella stazione ferroviaria di Gorakpur.
Non ho mai visto nulla del genere. Centinaia di persone accampate per terra ovunque, sdraiate a dormire sui propri sari, milioni di moscerini di ogni genere e dimensione che ti assillavano, ti saltavano addosso, ti ronzavano attorno la testa, li sentivi dappertutto: dentro la Tshirt, nei pantaloni… per non parlare poi del fetore… chiunque pisciava dove capitava, come le bestie,senza ritegno o vergogna.
Ma abbiamo altro a cui pensare. Nonostante abbiamo viaggiato tutto il giorno ci aspetta ancora la notte in cuccetta fino a Varanasi, la mitica Benares. 
Siamo un po’ preoccupati.

08. 10. 2011 Varanasi (INDIA)

[Stefy]: Scendere la grande scalinata e trovarmi di fronte al Gange mi ha dato un’emozione fortissima. Non potevo credere di essere davvero l&amp;amp;#236;, proprio quel fiume visto in mille documentari. 
L’acqua era sporchissima ma i bambini si ci tuffavano dentro per giocare, altri si lavavano il corpo ed i vestiti. 
Tre ragazze scherzavano serenamente ad un metro da un cadavere che galleggiava dopo la cremazione, molte famiglie non hanno abbastanza soldi per far cremare l’intero corpo e quindi anche solo mezzo bruciacchiato viene gettato nel fiume…
Ma ci&amp;amp;#242; che importa davvero &amp;amp;#232; liberare l’anima e donare lo spirito al fiume sacro.

Vacche per strada, scimmie che ti saltano sulla testa, ratti che ti passano sui piedi, cani che sonnecchiano stravaccati, cagatoni di vacche ovunque, immondizia, mendicanti, storpi, lebbrosi… miseria, povert&amp;amp;#224;, tristezza…
L’India &amp;amp;#232; un mondo a parte, &amp;amp;#232; confusione, &amp;amp;#232; misticismo,&amp;amp;#232; caos, bisogna gustarla a piccoli sorsi se la si vuole conoscere a fondo per poi innamorarsene.
Quella di oggi &amp;amp;#232; stata solo la prima giornata ma gi&amp;amp;#224; cos&amp;amp;#236; piena che ora ho bisogno di spegnere un po’ il cervello per assimilare tutto ci&amp;amp;#242; che ancora brilla nei miei occhi.
09. 10. 2011 Varanasi (INDIA)

Oggi abbiamo trascorso l’intera mattinata seduti sui ghat ad osservare la quotidianit&amp;amp;#224; di questo popolo...
10. 10. 2011 Varanasi (INDIA)

La sveglia suona alle 4,45. Pochi minuti dopo, insieme ai nostri amici francesi: Marion e Aurelien,  siamo gi&amp;amp;#224; per strada.
Non riesco a credere che alle 5 del mattino ci sia gi&amp;amp;#224; cos&amp;amp;#236; tanta gente in giro ed in piena attivit&amp;amp;#224;.

Il sole sta per nascere e noi fluttuiamo silenziosamente sulla nostra barchetta, nessuno parla, osserviamo i riti sacri dei fedeli induisti che si bagnano nelle acque della “Madre Ganga”.

Piano piano ci avviciniamo al ghat principale delle cremazioni: l’Assi Ghat…
Ogni commento &amp;amp;#232; superfluo ma in tarda mattinata decidiamo di ritornarci, e questa volta via terra…

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24. 09. 2011 Kathmandu (NEPAL)

L’Airbus 330 dell’Etihad poggia il suo carrello sul suolo di questo antico regno himalayano… Siamo in Nepal!

Arrivare in un luogo del genere dopo tante ore di volo, senza luci, solo caos, fango, buche per strada, clacson impazziti, pioggia non &amp;amp;#232; stato molto divertente.
Ishu, la ragazza nepalese che, con la sua famiglia, ci ospiter&amp;amp;#224; qualche giorno in questa citt&amp;amp;#224;, ci accoglie calorosamente.

E’ tarda serata quando, come due mummie, avvolti nei nostri sacco a pelo, chiudiamo gli occhi e attendiamo il nuovo giorno.

25. 09. 2011 Kathmandu (NEPAL)

Thamel Square ci accoglie con le sue stradine zuppe di gente e di fango.
Durban Square d&amp;amp;#224; l’idea di ci&amp;amp;#242; che era questo piccolo regno nel passato.
Tanti piccoli santuari, pagode, templi hindu… bastava chiudere gli occhi per farsi trasportare dalla fantasia in luoghi incantati lontani…

26. 09. 2011 Kathmandu (NEPAL)

I giorni cominciano a trascorrere velocemente e noi diventiamo sempre piu’ parte di questo background. Quasi non ci assordano piu’ i clacson dei mezzi per strada, manco ci accorgiamo piu’ se passeggiamo nel fango o se una mucca ci passa di fianco.

Il santuario di Pashupatinath mi ha impressionato. Gli induisti sono un popolo davvero “folkloristico”. Venerano tanti dei multicolori e dalle forme piu’ disparate e sembrano gioire con poco.


Mi ha fatto tanto tenerezza la scena di una coppia, avranno avuto la mia et&amp;amp;#224;, dopo aver recitato tanti rituali strani, per noi occidentali, istruiti da un santone dai lunghi capelli rasta e con il classico “tikal” rosso sulla fronte, hanno raccolto tutti i resti del rito in una grossa foglia e con tanta speranza l’hanno lasciata andare sulle ripide e sporche acque del fiume Bagmati.

Vedere, per la prima volta, un corpo bruciare su un ghat mi ha fatto un certo effetto.

E’ proprio vera la frase: “polvere sei e polvere ritornerai”.
Bambini innocenti si tuffavano nell’acqua sporca del fiume, poche decine di metri piu’ avanti ci si preparava per l’ennesima cremazione.

27. 09. 2011 Kathmandu (NEPAL)

Bodnath ci ha proiettati indietro nel tempo.
L’enorme stupa bianca al centro del luogo sacro dominava la scena. 
Tutto attorno tante campane di ogni forma e oggetti sacri da far roteare in senso orario spingendoli con le mani.

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02. 06. 2011 Atlanta (USA)

Atterrare negli Stati Uniti per la prima volta mi ha fatto un effetto strano… piacevole!

Atlanta, la capitale dello staterello della Georgia, luogo da cui provenivano tutti gli americani che hanno lavorato a Kabul con me…
Mi ha colpito molto quando, subito dopo l’atterraggio, l’hostess, nel darci il benvenuti in Georgia, ha aggiunto che avevamo volato con due VIP a bordo, due ragazzi dell’Air Force, ragazzi come noi, e li ringraziava a nome di tutti per il servizio che i militari stanno prestando per la Nazione.
Come siamo lontani!
Solo poco dopo eravamo gi&amp;amp;#224; all’interno del roccioso e desertico “Arches National Park”.

Abbiamo percorso il lungo tragitto (Devils Garden Trail) fino alla sua estremit&amp;amp;#224; (Landscape Arch).
E’ superfluo e lo sar&amp;amp;#224; per l’intero viaggio descrivere o raccontare tutte le meraviglie viste e assaporate nelle varie visite, tutte le varie espressioni di Madre Natura!

Balanced Rock, un’enorme roccia in bilico, ci ha riportato alla mente tutti i cartoni animati del mitico Willy il coyote e del suo fedele “nemico” Beep-Beep.


Si riparte. Destinazione: Moab.
Questa piccola cittadina, famosa in passato per i ricchi giacimenti di uranio, ora riveste il ruolo secondario di “caravanserraglio” per i tanti visitatori dei parchi della zona.

Dormiamo nella “Gramma House”, un’intera classica casa americana con tanto di yard, BBQ e post box da film.
 
04. 06. 2011 Bluff (USA)

Dopo una fugace colazione tipica americana in un distributore di carburante raggiungiamo il “Dead Horse Point”, reso celebre dal finale del film “Thelma &amp;amp;amp; Louise” o “Mission impossibile II”.

Grandi rocce alternate ad ampi spazi desertici, lunghe lingue d’asfalto che muoiono verso l’infinito…

La spettacolare “Monument Valley” ci ha proiettati improvvisamente all’interno del set di un film di Sergio Leone. I miei compagni di viaggio cominciavano a trasformarsi, a mano a mano che entravamo nella valle in John Wayne o Butch Cassidy, le auto sembravano cavalli indomabili e spesso capitava di incontrare dei veri indiano Navajo.
Questi ultimi rappresentano una delle ultime trib&amp;amp;#249; ancora esistenti anche se, un po’ come succede ai Maori in Nuova Zelanda, sono posti ai margini della societ&amp;amp;#224;.
Peccato! 
Dovrebbero assolutamente tutelare queste popolazioni con le loro antiche e vecchie tradizioni, usi, costumi e lingue.

La Monument Valley &amp;amp;#232; stupefacente.
Se hai visto qualche film western ti sembrer&amp;amp;#224; di conoscerla una vita! 
M’incantavo quando lasciavo correre la mia immaginazione, improvvisamente trib&amp;amp;#249; di indiani cominciavano a materializzarsi davanti ad un fuoco di bivacco e ai miei occhi stupiti…
Vedevo cavalli selvaggi correre liberi, intere mandrie controllate da cow-boy con i classici cappelli e un fucile sempre pronto in mano… Capanne di pellirosse, frecce, pistole, carovane, saloon, la terra rossa…

La serata si conclude nella piccola cittadina di Mexican Hat, gustando dell’ottime bistecconi di carne allo Swinging Steak.

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_10223.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;united states by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>STATI UNITI D'AMERICA</category><pubDate>Mon, 04 Jul 2011 18:58:35 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_10223.ashx</guid></item><item><title>Cipro by born2travel.it, Larnaca, Limassol, Paphos, Nicosia, Omodos, Kyrenia, Troodos</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/cipro/diario_di_viaggio_cipro_10108.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/cipro/diario_di_viaggio_cipro_10108.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/10108/102506.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CIPRO, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi vedere tutte lefoto e tutto il diario seguimi su:  www.born2travel.it

Questo viaggio ha per noi un valore particolarmente simbolico perch&amp;amp;#233; rappresenta una sorta di training per quello che sar&amp;amp;#224; il nostro vero viaggio di settembre.

Abbiamo deciso di viaggiare con i mezzi pubblici locali e cambiare destinazione ogni giorno… vedremo..

&amp;amp;quot;Per viaggiare bisogna avere un metro, una misura. Altrimenti sono solo spostamenti.&amp;amp;quot;
- Anonimo - 


05. 05. 2011 Larnaca (CIPRO)

A Cipro si parla greco, si usa (da poco) l’euro, la guida &amp;amp;#232; a sinistra.
Larnaca mi ha subito sorpreso in positivo, questa piccola cittadina &amp;amp;#232; ricca di storia che risale addirittura ai tempi di Ges&amp;amp;#249;… il celeberrimo Lazzaro (“alzati e cammina”) dopo la sua resurrezione sembra che si sia rifugiato proprio qui fino a diventare persino Vescovo di Kytion…
Ovunque infatti ci sono immagini sacre, iconografie che rappresentano il grosso del business dei souvenirs.

06. 05. 2011 Limassol (CIPRO)

[Stefania]: “Alle 10.30 prendiamo il bus per Limassol. Il paesaggio &amp;amp;#232; un susseguirsi di dolci collinette, uliveti e viti. 
Limassol &amp;amp;#232; una grande citt&amp;amp;#224;, il doppio di Larnaca. La guest house che Mark ha trovato su internet &amp;amp;#232; davvero molto particolare, a partire dai proprietari: Sergio e Dean (due ex fricchettoni), gi&amp;amp;#224; mi piace!

Mi sembra di star vivendo in un film qui dentro.
Ho conosciuto Dean attraverso il forum della Lonely Planet e dalla foto del suo profilo pensavo fosse un ammiratore di Tiziano Terzani vista la lunga barba bianca e capelli candidi fino alle spalle. Invece era proprio lui! Che tipo!
La guest house &amp;amp;#232; situata proprio nel city center lungo Ayou Andreou Street, una strada molto affollata di turisti!
L’interno &amp;amp;#232; un vero e proprio museo. Anche l’odore sembra quello di un luogo di un altro tempo. C’&amp;amp;#232; una parete piena zeppa di libri,romanzi, qualche Lonely Planet di luoghi lontani che non c’entrano nulla con Cipro, vecchie foto e arredamento di un altro secolo! La cosa fighissima &amp;amp;#232; che abbiamo un balconcino che s’affaccia proprio sulla strada principale!
&amp;amp;#200; stato molto rilassante giocare a carte godendoci gli ultimi raggi di sole di un’altra giornata indimenticabile sorseggiando il succo di cocco in lattina o la deliziosa macedonia di mango fresco preparato da Ste’.

Limassol &amp;amp;#232; la seconda citt&amp;amp;#224; per estensione di Cipro nonch&amp;amp;#233; luogo natio dei miei amici ciprioti del College di Oxford. Peccato non essere riusciti ad incontrarci dopo 13 anni!
Abbiamo trascorso la giornata tra la visita del Castello Bizantino, varie chiese ortodosse per finire poi a sonnecchiare sulla scogliera scaldati dal sole e rinfrescati da un dolce venticello!


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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/cipro/diario_di_viaggio_cipro_10108.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Cipro by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>CIPRO</category><pubDate>Sun, 15 May 2011 18:13:07 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/cipro/diario_di_viaggio_cipro_10108.ashx</guid></item><item><title>Gibraltar by born2travel.it, Gibilterra</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/gibilterra/diario_di_viaggio_gibilterra_9986.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/gibilterra/diario_di_viaggio_gibilterra_9986.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/9986/100809.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GIBILTERRA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 

Bizzarro il fatto che non si incontrino indicazioni stradali per la Rocca fino all&amp;#39;ultimo momento, ci&amp;amp;#242; perch&amp;amp;#232; la Spagna non ha rinunciato ancora a rivendicarla per la sua posizione strategica all&amp;#39;entrata del Mediterraneo.
Avvicinandosi alla colonia inglese di Gibilterra via terra si ha l&amp;#39;opportunit&amp;amp;#224; di scorgere, gi&amp;amp;#224; da molto lontano, un gigante della mitologia. 

se vuoi vedere tutte le foto e leggere i vari racconti visita: www.born2travel.it&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/gibilterra/diario_di_viaggio_gibilterra_9986.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Gibraltar by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>GIBILTERRA</category><pubDate>Tue, 15 Mar 2011 18:32:41 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/gibilterra/diario_di_viaggio_gibilterra_9986.ashx</guid></item><item><title>Andalusia by born2travel.it, Malaga, La Linea, Granada</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_9985.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_9985.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/9985/100804.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SPAGNA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it 

&amp;amp;quot;partire con la voglia di conoscere non solo i luoghi, ma le persone; tornare con il mondo nel cuore. 
partire con progetti, arrivare e dimenticarli, stare e vivere il luogo in cui si &amp;amp;#232;..... 
tornare a casa e vivere ancora &amp;amp;quot;l&amp;amp;#224;&amp;amp;quot; ... e quel &amp;amp;quot;l&amp;amp;#224;&amp;amp;quot; farlo diventare parte di te&amp;amp;quot;. 

- Anonimo - 


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Trascorrere un capodanno &amp;amp;quot;sotto zero&amp;amp;quot; era un&amp;#39;esperienza che da un p&amp;amp;#242; di anni mi mancava...

Eccoci nella &amp;amp;quot;fredda&amp;amp;quot; Berlino! 


&amp;amp;quot;Fine ultimo del vero viaggiatore. Hai amato un luogo e il modo di viverlo, per qualche minuto quello &amp;amp;#232; stato il tuo mondo, non eri pi&amp;amp;#249; una siciliana ma una tedesca di Berlino.&amp;amp;quot;

- Anonima Siciliana - 
 

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&amp;amp;quot;Viaggiare ti allunga la vita, la riempie di volti e di paesaggi, di canti e di suoni e di orizzonti che ignoravi. Conosci dei vigliacchi che devono vivere da coraggiosi, e uomini coraggiosi costretti a vivere da vigliacchi. Le tue vecchie idee crollano e ne nascono di nuove. E viaggiare &amp;amp;#232; ballare, come giustamente dicono i Chichewa, adattare il tuo passo a quello degli altri, girando nel vuoto seguendo suoni e ritmi che non conoscevi, sordo a tutto quanto non sia la melodia di una canzone fino ad allora sconosciuta.&amp;amp;quot;

- Javier Reverte - (Vagabondo in Africa) 

 

20. 11. 2010 Casablanca (MAROCCO)

Abbiamo finalmente messo piede in Marocco!
I controlli doganali sono stati molto lenti e snervanti…

Purtroppo non siamo riusciti a vivere Casablanca by night per via dell’orario ma gi&amp;amp;#224; gironzolare per le stradine della citt&amp;amp;#224; mi ha fatto sentire vivo!


21. 11. 2010 Meknes (MAROCCO)

Immagino vecchi navigatori e marinai giungere dall’oceano Atlantico ed improvvisamente rimanere incantati dal fascino della maestosa moschea di Hassan II; lussureggiante e mastodontica, domina una promenade che costeggia l’oceano.  

Ripartiamo subito alla volta della capitale: Rabat.

L’assaggio di Rabat non mi &amp;amp;#232; dispiaciuto, ci tenevo a visitare questa grande citt&amp;amp;#224; del Maghreb.
Il palazzo reale con il suo ordine, le guardie reali in alta uniforme, la moschea di Mohammed V, la Kasbah di Oudaias ma soprattutto la Medina con il suo souq.

I souq hanno sempre un certo fascino… Migliaia di vicoletti labirintici animati da infinite persone che vendono, comprano, mercanteggiano, trattano… Tanti odori diversi, tanti colori che si alternano.
La Kasbah, antica fortificazione, mi ha colpito per i suoi colori bianco-azzurro, stile Santorini… Quei vicoletti cos&amp;amp;#236; stretti ma deliziosi, tanti scorci pittoreschi con ancora una volta il maestoso oceano che faceva da cornice.

La visita di Meknes &amp;amp;#232; stata molto interessante, resa tale anche dalle spiegazioni della nostra guida Bouchra.
Ieri Bouchra a Meknes, oggi Khadija a Fes, mi hanno fornito un’idea e un’immagine delle donne marocchine completamente nuova. Si respira nell’aria questo cambiamento sociale. Vedi come sono grintose, preparate e orgogliose. 

A Meknes abbiamo visitato le medrasa, i granai, le scuderie di Ismail, ci siamo persi nel suo intrigante souq fino a terminare la cena nel tradizionale Riad Bahia. Cena tipica a base di antipastini con ceci, melanzane e peperoni, pollo cucinato con il tajine ecc.
Il background era molto etnico ed ha contribuito a creare una dolce atmosfera tanto da farci trascorrere una piacevolissima serata.
 
22. 11. 2010 Fes (MAROCCO)

Khadija ci porta a conoscere la sua citt&amp;amp;#224;.
Il souq &amp;amp;#232; davvero complicato! 

La cosa che pi&amp;amp;#249; mi ha sconvolto, soprattutto alle mie narici, &amp;amp;#232; stata la conceria.
Vedi tutti questi ragazzi con il corpo immerso in queste vasche circolari putride che emanano un odore cos&amp;amp;#236; forte e nauseante tanto da convincerci ad usare dei rametti di menta per trovare un po’ di sollievo.

La madrasa:la scuola coranica in cui i bambini studiano il libro sacro islamico per 30/40 anni.
Scuole finemente decorate e molto antiche!

[Nick]: “L’iniziale scetticismo per una partenza non tanto desiderata si &amp;amp;#232; trasformata in gioia per l’ennesimo viaggio on the road”.

Questo luogo &amp;amp;#232; molto spartano, ma a noi piace cos&amp;amp;#236;!
La serata &amp;amp;#232;  stata resa indimenticabile dai bonghetti suonati dai ragazzi del posto ed accompagnati dalla mia chitarra!

Divertente suonare i classici italiani coinvolgendo quei ragazzi berberi e i loro bonghetti.


[continua su   www.born2travel.it]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_9620.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Marocco by born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>MAROCCO</category><pubDate>Tue, 30 Nov 2010 11:11:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_9620.ashx</guid></item><item><title>zimbabwe by born2travel.it, victoria falls</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/zimbabwe/diario_di_viaggio_zimbabwe_9513.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/zimbabwe/diario_di_viaggio_zimbabwe_9513.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/9513/96084.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ZIMBABWE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di piu e vedere le foto visita:   www.born2travel.it


09.10.2010 Victoria Falls (ZIMBABWE)

Il timbro di uscita dallo Zambia appare sul mio passaporto…
Oltrepassiamo la sbarra proprio l&amp;amp;#236; dove comincia un ponte!

“Scusi per lo Zimbabwe? Dritto?” – chiedo ad un ragazzo con un grosso valigione sulla testa!
“S&amp;amp;#236;, my brother!”
 
Finito il ponte un simpatico poliziotto di frontiera decanta il suo Zimbabwe! La cordialit&amp;amp;#224; ed allegria della gente ci mette di buon umore!

Una coloratissima bandiera sventola su un grosso cartellone che recita: “Welcome to Zimbabwe”

Noi siamo assetati e cominciamo a vedere miraggi di coca cola ovunque!

Ci tuffiamo nel primo locale che troviamo e ci scoliamo due lattine a testa!

Il centro di Victoria Falls &amp;amp;#232; un po’ deludente!
Solo negozietti che vendono souvenirs e tanti van che trasportano turisti bianchi…

Mentre camminavo pensavo che quel posto, se non fosse stato per le cascate, sarebbe stato l’ennesimo villaggio di capanne dimenticate da Dio!

Le cascate Vittoria dal lato dello Zimbabwe sono molto pi&amp;amp;#249; caratteristiche dell’altro lato anche se non possono essere paragonate a quelle di Iguaz&amp;amp;#249; in Argentina!

&amp;amp;#200; sempre una grande emozione ammirare la forza e la potenza della natura in tutte le sue sfaccettature!

Ci siamo seduti su una roccia e ci siamo letteralmente abbandonati ad osservare questo infinito flusso d’acqua che, proveniente da chiss&amp;amp;#224; dove, dopo aver attraversato e visto chiss&amp;amp;#224; cosa, terminava la sua corsa con questo enorme salto nel vuoto!




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20.09.2010 Johannesburg (SUD AFRICA)

Jo’burg (per i locali) ci accoglie all’alba! 
Manco il tempo di farci un’idea della citt&amp;amp;#224; che ripartiamo a bordo di due van per Pretoria.

Anche l&amp;amp;#236;, caricato il camion attrezzato che ci accompagner&amp;amp;#224; per tutto il viaggio: tende, materassini, viveri, zaini  si parte alla volta del Kruger National Park.

Il gruppo &amp;amp;#232; molto carico, mi piace! 
Arriviamo in tarda serata, siamo esausti, sporchi, affamati… montare le tende senza luce, tende non nostre, &amp;amp;#232; davvero cpmplicato e mette a dura prova i nostri nervi ma non ci perdiamo d’animo ed in breve tempo non solo montiamo un buon accampamento ma riusciamo pure a preparare, grazie alla nostra chef: Anna, un piatto di riso zafferano che divoriamo selvaggiamente!

Sono le 21.00 quando crollo sul mio sacco a pelo… Sono due giorni che non dormiamo!



21.09.2010 Kruger National Park (SUD AFRICA)

Alle 4.45 qualcuno gi&amp;amp;#224; si aggira tra le tende! 
Poco dopo siamo tutti a bordo del camion immersi completamente nell’atmosfera del nostro primo safari insieme.
Tra di noi c’&amp;amp;#232; gente che ama profondamente l’Africa e che ha gi&amp;amp;#224; avuto modo di scoprirla in viaggi precedenti. C’&amp;amp;#232; chi racconta aneddoti, avventure o spiega le caratteristiche dei tanti animali che incontriamo lungo il nostro tragitto…

Provo per una volta a “viaggiare col cuore”, a “guardare con il cuore” piuttosto che con gli occhi come mi consigliava la cara Arianna. Funziona.
Per un momento mi sono astratto completamente e chiudendo gli occhi sentivo solo la Natura con i suoi suoni e rumori.


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05.10.2010 South Luangwa National Park (ZAMBIA)

Il nostro stanco truck arrancava lungo le polverose strade sterrate dello Zambia, ogni tanto il motore singhiozzava finch&amp;amp;#233; decide di abbandonarci. 
Eravamo nel mezzo del nulla, in un luogo non ben precisato dello Zambia, lungo una strada disabitata e sabbiosa…

La polvere rossa saliva in cielo e riempiva l’aria…
Colorava le nostre T-shirts e camicie kaki e impregnava le nostre narici…

Improvvisamente sbucano dal nulla decine di bambini incuriositi e dagli abiti strappati…
Mica capita tutti i giorni che dieci bianchi si fermino con un grosso e strano camion dinanzi le loro capanne!

Fannie bestemmia mentre si districa tra un pezzo del motore e l’altro…
Io e Stefania ne approfittiamo, dopo aver stretto un po’ amicizia coi bambini, per visitare le loro capanne…
Ammutolisco dinanzi a quel misero spettacolo…
Una capanna di fango e paglia all’interno della quale c’&amp;amp;#232; una coperta distesa sulla nuda terra, due paia di infradito, qualche pentola e qualche vestito attaccato al muro… un bimbo dorme… la padrona di casa ci chiede una foto con i suoi quattro figli…
Sorride mostrando gli incisivi superiori che non ha… ha 25 anni, ne dimostra 40… non le diciamo la nostra et&amp;amp;#224;. Stefania ha 26 anni ma sembra la figlia, e lo dico con tristezza.

Ci sono alcuni bambini dai tratti somatici stupendi. Li guardo, li osservo e dentro di me mi rattristisco pensando al loro difficile futuro…

A 16-17 anni avranno gi&amp;amp;#224; un paio di figli con un altro povero Cristo del loro villaggio, costruiranno una misera capanna di paglia e fango ed inizieranno a sopravvivere da soli…

Fannie &amp;amp;#232; sporco di grasso ed olio.
Il termometro del mio orologio segna 42.2&amp;amp;#176;…

Vedo miraggi di lattine di coca cola gelate ovunque…

Il nostro truck non vuole proprio partire.
Si ferma un camion che trasporta mais; ci traina per 50$... in Africa i bianchi sono dollari su due gambe!

40 km sul rimorchio di un autocarro seduti su sacchi di grano… eravamo l’attrazione di tutta la strada mentre attraversavamo i vari villaggetti…

Io avevo ancora negli occhi, nel cuore e nella mente il tempo trascorso con quella gente nel loro piccolo mondo.
Pensavo alla donna a cui avevo regalato un sapone e la cui prima azione era stata quella di addentarlo credendo che si mangiasse o alla gioia del bambino nello scoprire che la macchinina che gli avevo regalato in realt&amp;amp;#224; era un temperamatite!

Il South Luangwa National Park &amp;amp;#232; davvero pittoresco!
Un’alta giraffa passeggia accanto a noi… giusto cinque minuti per montare le tende che siamo gi&amp;amp;#224; in jeep per il safari notturno con Wilson e Said!

Siamo esausti per la lunga giornata e manco tanto entusiasti di questo ennesimo safari ma appena tramonta il sole ci immergiamo al 100% nella vita della savana…

Che emozione! 
Wilson punta la spot light su un’immensa pianura… piano piano appaiono come in uno spettacolo varie antilopi ed impala… chi bruca, chi riposa, chi ci osserva incuriosita… improvvisamente sbuca guardinga una iena maculata… testa bassa, si guarda un po’ intorno e si dirige verso gli impala… la mandria si dirada in pochi secondi…

Giriamo con la nostra jeep per ore, incontriamo coccodrilli, elefanti, ippopotami, scimmie finch&amp;amp;#232; lungo una stradina, nascosta tra due cespugli intravedo una macchia diversa da tutte le altre precedenti…
Said e Wilson proseguono indifferenti… Seguo il mio istinto e faccio fermare la jeep… 
Torniamo un po’ indietro ed un meraviglioso esemplare di leopardo si para dinanzi ai nostri occhi strabiliati!
Le macchine fotografiche impazziscono mentre soddisfatti ammiriamo questo animale cos&amp;amp;#236; elegante!

Qualche ora pi&amp;amp;#249; tardi a cena non facciamo altro che raccontarci le nostre sensazioni!

“Attenti stanotte!” – ci intima la dolce olandesina Eef: “ippopotami ed elefanti sono soliti passeggiare nei pressi delle nostre tende, non uscite”!

Invece decido di dormire all’addiaccio!
Ci sono tutte le premesse per una serata indimenticabile. 
Il cielo &amp;amp;#232; super stellato, c’&amp;amp;#232; un’arietta fresca che ti accarezza il viso, il soundtrack &amp;amp;#232; curato dagli ippopotami che nuotano a pochi metri da noi…

La notte tutto cambia! &amp;amp;#200; come se il regno animale riprendesse possesso nuovamente del proprio regno. Qualche impala pi&amp;amp;#249; coraggiosa si avventura troppo vicino al fiume per bere sperando di non finire in bocca al coccodrillo di turno…

Rimango a chiacchierare fino alle 2.30 quando avverto dei rumori non lontani dalle mie spalle… Scatto e punto la torcia. Noto solo quattro occhi che mi osservano… Non riesco a capire che animale sia… Attimi di brivido fino a che arriva il ranger e scopriamo che si trattava di due impala impauriti venutisi a rifugiare l&amp;amp;#236; per sfuggire ad un leopardo avvistato non lontano…
Comunque ci consiglia di cambiare posto per via di un cobra che ogni tanto sbucava proprio da quelle parti…

Tutti in piscina! Lottando con le zanzare crolliamo per un’oretta, giusto il tempo di ammirare una meravigliosa alba!


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22.09.2010 Praia do Tofo (MOZAMBICO)

In Africa bisogna avere pazienza. 
Se non sei paziente: lo diventi!
Pazienza a stare decine di ore in uno scomodo van aspettando, cercando, scrutando, sperando di intravedere qualche animale durante il safari. 
Pazienza a sopportare la burocrazia di frontiera; pazienza a contrattare per un cambio decente tra rand sudafricani e metical del Mozambico.

Lasciato il Sud Africa con il suo bel Parco Kruger ci lasciamo alle spalle anche il mondo “occidentale”, i resti di quei vecchi boeri oggi detti “afrikaners” svaniscono subito nella polvere rossa della terra del Mozambico. 
Varcata la frontiera: cambia la lingua, lasciamo l’inglese dalla pronuncia olandese e ci accoglie un pi&amp;amp;#249; caloroso portoghese. 
Siamo in Africa: e stavolta davvero!

In questi giorni a Maputo sono scoppiati dei disordini interni a causa dell’aumento del prezzo del pane e dell’acqua. Decidiamo saggiamente di evitare la capitale e per questo motivo lasciamo l’unica strada asfaltata per immergerci in un sentiero dimenticato da Dio… Grosse buche, polvere, sabbia, paesaggio da jungla fa da cornice al nostro percorso…

Per centinaia di km non incontriamo nulla se non qualche piccolo bambino sbucato fuori chiss&amp;amp;#224; da dove e qualche capretta solitaria…

A volte mi incanto ad osservare fugacemente le loro capanne ed attraverso di esse cerco di immaginare come potrebbe svolgersi la loro vita quotidiana… &amp;amp;#232; difficile non provare tenerezza compassione per queste persone che nascendo qui si ritrovano a vivere una vita di stenti e di lotta quotidiana per la sopravvivenza… 
Non esagero e l’esempio lampante me lo fornisce la ragazza che litiga con gli amici per accaparrarsi una nostra bottiglia di plastica vuota…

Allora, come non sentirsi fortunati dinanzi a cos&amp;amp;#236; tanta miseria? Come non sentirsi “piccoli” quando si rimane bloccati nel traffico cittadino o quando ti si rompe, a casa, uno stupido soprammobile e ci si incazza? Qui ogni cosa ritorna ad acquistare il proprio vero valore.

Fannie, il nostro autista afrikaner, procede dritto…risaliamo il continente nero!


23.09.2010 Praia do Tofo (MOZAMBICO)

Regali una penna… Loro ti regalano un sorriso accompagnato da un timido “obrigado” e ti senti subito pi&amp;amp;#249; ricco e pi&amp;amp;#249; felice!

La cosa che pi&amp;amp;#249; mi ha colpito di questo primo assaggio di Africa &amp;amp;#232; il “waka waka”, l’eterno cammino di questi uomini, donne e bambini che sbucano da ogni dove e camminano… vanno avanti… chiss&amp;amp;#224; dove… proseguono in fila indiana, in gruppi, solitari… alcuni improvvisano una danza sul ciglio della strada dalla sabbia rossa, una signora anziana discute animatamente con un circoletto di donne dal sedere grande e pronunciato. Bambini con fiaschi pesanti o grosse borse sulle teste; bambine dalle capigliature artistiche e dalle mille treccine colorate… Dove vanno: non si sa… Da dove sbucano: non si vede… Sappiamo solo che vanno…

In questi giorni ho apprezzato tanto una cosa che per noi occidentali &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; che scontata: l’elettricit&amp;amp;#224;!
Fare tutte le operazioni al buio non &amp;amp;#232; cosa semplice: montare la tenda, disfare lo zaino, cercare la tuta per dormire, il necessario per lavarsi… 

Dopo 14 ore di strada ci siamo fermati a Praia do Tofo, un posto romanticissimo che si affaccia proprio sull’oceano Indiano e che mi ricorda tanto Dikwella.

La profilassi anti-malarica procede. Il “lariam” finora non ha sortito grandi effetti collaterali in me, fortunatamente…

[Nick]: “Il Mozambico trasmette l’idea che ho dell’Africa: povera ma generosa ed accogliente.”

Ecco uno di quei posti che non dimenticher&amp;amp;#242; facilmente!

Eravamo a rifornirci di un po’ di provviste alimentari al confine tra Sud Africa e Mozambico quando  Fannie becca un tipo che ci affitta per una notte la sua meravigliosa villa sull’oceano.
E’ stata dura arrivarci ma ne &amp;amp;#232; valsa davvero la pena.

Svegliarsi con questo spettacolo della natura mi ha emozionato! 
L’immenso oceano che ti circonda, i pescatori che tornano dalla battuta di pesca… 
Mai dimenticher&amp;amp;#242; la corsetta a piedi nudi indossando solo il costume, sulla spiaggia bianca… 
Vorrei tanto poter catturare il pi&amp;amp;#249; possibile di queste immagini, di queste sensazioni, di questi sapori… 
Quant’e’ sorprendente questo Mozambico… E chi se lo sarebbe mai aspettato?


24.09.2010 Vilankulo (MOZAMBICO)

Vilankulo ci ha accolti con i suoi suoni, la sua musica, i suoi sapori, la sua gente…

Due ragazzi del posto allietano la nostra cena improvvisando canzoni con la loro chitarra, canzoni che inneggiano la bont&amp;amp;#224; e la cortesia della “gente di Vilankulo”.

Che bella serata, mi sentivo cos&amp;amp;#236; lontano dal mio mondo… Ero in un villaggio sperduto del Mozambico…

Abbiamo la fortuna di alloggiare in alcune capanne dal tetto costruito da intrecci di foglie di palma che s’affaccia sull’oceano Indiano. 
Anche qui l’elettricit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; un’inutile lusso.
Illuminati dalle nostre fioche torce procediamo alle varie operazioni. Senza luce tutto &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; arduo ma serve a consolidare il nostro spirito di corpo.
Ci ingegniamo al meglio nell’organizzazione delle cose primarie: filo per stendere i panni, zanzariere varie, zaino per la navigazione di domani ecc. 




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01.10.2010 Liwonde National Park (MALAWI)

Pi&amp;amp;#249; passano i giorni e pi&amp;amp;#249; divento paziente!
Sento gi&amp;amp;#224; che questo viaggio mi far&amp;amp;#224; bene!

Lasciamo il Mozambico dopo aver attraversato i suoi ultimi villaggi, le sue ultime capanne, respirato la sua terra rossa, ce la sentiamo nelle narici e ci inonda le T-shirts… ascoltiamo le ultime frasi in portoghese alla dogana… breve tratto di terra di nessuno e comincia l’asfalto, i cartelli sono tutti in inglese… Grossa sbarra: Stop. 
Un tricolore sventola orgoglioso. Siamo in Malawi.

&amp;amp;#200; dura convincere i doganieri che essendo italiani e non provenendo dal Kenya o Tanzania non abbiamo bisogno del vaccino contro la febbre gialla… insistono tanto ma noi non demordiamo! Figuriamoci se mi faccio bucare in una frontiera africana!

Il background cambia completamente! 

Raggiungiamo il Liwonde N.P. ed i suoi ippopotami ma la cosa pi&amp;amp;#249; importante per noi &amp;amp;#232; che finalmente c’&amp;amp;#232; una doccia!
Dopo 4-5 giorni ne avevamo proprio bisogno!
Ne approfittiamo per lavarci e per lavare tutta la nostra biancheria sporca, praticamente tutto lo zaino! Ad un certo punto mi son ritrovato in boxer ed infradito a lavare tutto ci&amp;amp;#242; che avevo… persino le cose che indossavo in quel momento!

La notte &amp;amp;#232; stata abbastanza movimentata ed agitata per via di un paio di ippopotami che sono entrati nel nostro campo inseguiti da due rangers!


02.10.2010 Liwonde National Park (MALAWI)

Il risveglio divertente con i due facoceri che brucavano a pochi metri da noi!

“La mia canoa, scivola leggera, sulle ruggenti vie del grande fiume…” cos&amp;amp;#236; cantavamo agli SCOUT “Terra di betulle” ed il fiume, nel nostro caso &amp;amp;#232; lo Shire.

Elefanti, coccodrilli, ippopotami, aquile di mare e cormorani ci hanno presentato la loro quotidianit&amp;amp;#224;!


“Hanno cose molto basilari” – il commento amaro di Silvio e Sabrina che in Italia lavorano in ospedale dopo il giro conoscitivo dell’ospedale di Mua… 
Io ho visto solo tantissimi bambini appena nati, tante donne/ragazzine/mamme…
“Nasci qui e poi che fai?” – ho pensato tristemente tra me e me…

Pi&amp;amp;#249; tardi, sulla riva del lago Malawi, chiacchierando con due coreani che stavano facendo il giro del mondo fantasticavo con la mia immaginazione…

La barba &amp;amp;#232; lunga come non mai ed io mi sento libero…
Disintossicato dal cellulare, da internet e dall’Iphone, dai miei computers e dal mio Ipod… mi sento meglio!
Oggi ho persino avuto la chance di connettermi ad internet e non l’ho fatto. Voglio continuare a sentirmi fuori dal mondo, lontano dalla vita degli altri e continuare questo viaggio all’interno di me stesso.

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19.09.2010 Abu Dhabi (EMIRATI ARABI UNITI)

Sono nella capitale degli Emirati Arabi. Quanti tristi ricordi affollano la mia mente.
Giusto un anno fa trascorsi qui l’ultima mia notte di break prima di rientrare a Kabul… 
Il giorno dopo mi imbarcavo da Al Bateen per vivere gli ultimi tre mesi della mia missione afghana: i peggiori. Non sapevo ancora a cosa stavo andando incontro…


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Long week end con amici in una citt&amp;amp;#224; eurpea!!!

Rivedere persone con cui hai condiviso momenti difficili del tuo percorso, della tua vita, supportandoci a vicenda, fingendo che in ogni caso tutto procedeva bene in un luogo infernale lontano dai tuoi e loro cari e dai tuoi e loro affetti fa sempre un certo effetto. Rivederci spensierati, in borghese, nella vita di tutti i giorni, rilassati, tranquilli... &amp;amp;#232; sorprendentemente strano!



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Tredici ore e 50 minuti di volo e mettiamo piede nella capitale argentina.


La terra che subito ci fa immaginare le prodezze sportive di Diego Armando Maradona, la terra di Evita Peron, della deliziosa carne bovina, della guerra delle Falkland, pardon Malvinas, del mate, della crisi economica di qualche anno fa…

Manco il tempo di respirare l’aria della citt&amp;amp;#224; che siamo di nuovo in volo, destinazione San Carlos de Bariloche.




Un misto tra Cortina d’Ampezzo, Austria Tirolese e Svizzera alpina.
Un luogo di villeggiatura VIP sulle sponde del lago Wapi Houel.


22. 02. 2010 San Carlos de Bariloche (ARGENTINA)

Seduti su una seggiovia raggiungiamo un belvedere che ci mostrava tutta l’area che ci ha ospitati in questi giorni.
Che meraviglia! Spettacolo da cartolina… Laghi, pini, montagne altissime dalle cime innevate: le Ande!

Mi sentivo cos&amp;amp;#236; piccolo al cospetto dell’immensit&amp;amp;#224; della natura…

Si riparte poco dopo. Si va in Cile. 

C’&amp;amp;#232; da dire che i controlli doganali sono stati alquanto noiosi, tipo frontiera Emirati-Oman, ci hanno controllato tutti i bagagli, uno per uno, ma a differenza di quella volta, stavolta mi sentivo sereno…

Messo piede in Cile, come per magia, tutto il background cambia, le Ande sembrano allontanarsi sempre di pi&amp;amp;#249;, la vegetazione si dirada dando spazio ad un paesaggio monotono troppo simile a quello europeo…

Ma fortunatamente, sulla sponda del lago Llanquihue ed ai piedi dei due maestosi vulcani innevati, ci d&amp;amp;#224; il benvenuto la cittadina di Puerto Varas.


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23. 02. 2010 Puerto Montt (CILE)

La scalata del vulcano Osorno, comodamente seduti in seggiovia, salendo su, sempre pi&amp;amp;#249; su, al di l&amp;amp;#224; delle nuvole, anzi penetrando nel loro intimo fino a lasciarle sotto di noi… Poi il silenzio, la pace rotta solo da qualche battuta scambiata tra di noi… Il sole che ci ricaricava e bruciava… le mie tossine, i miei incubi e la “merda” che avevo in testa cominciavano ad abbandonarmi… Ne avevo bisogno, pi&amp;amp;#249; salivo pi&amp;amp;#249; mi sentivo meglio…
In serata ho voluto rompere un po’ gli schemi, io che sono abituato a tenere tutto sotto controllo, sempre vigile e presente, mi sono lasciato un po’ andare…
Con il Roscio e Linsey, una scozzese conosciuta in ostello, assaggiando il drink del posto “pisco” (35&amp;amp;#176;)… dopo tre bicchieri sentivo il pavimento tremare sotto i miei piedi, mi girava la testa e non ricordo tante delle cose che sono successe… e quando stamattina mi son risvegliato in jeans e tshirt, con tutte le mie cose buttate alla rinfusa nello zaino, il cerchio alla testa tipico dell’hang over, quasi mi ha fatto piacere…
24. 02. 2010 Castro (CILE)

Un traghetto ci ha condotti nell’isola di Chilo&amp;amp;#232;…

[Luca]: &amp;amp;quot;Nella piazza centrale di Castro. 

A spasso ci siamo bruciati letteralmente il viso per vedere le meraviglie del vulcano Osorno, ma ne &amp;amp;#232; valsa la pena. Non &amp;amp;#232; stata una scalata fisica ma mentale. Si ascende letteralmente verso il cielo. Ci sono una serie di colori dominanti: il blu del cielo e del mare, il bianco della vetta ed il nero seppia del vulcano.


C’era un silenzio  fragoroso, eravamo gli unici esseri umani a respirare per centinaia di metri… 
Temo che per racchiudere queste emozioni toccher&amp;amp;#224; scrivere una canzone o meglio un disco intero…


La strada ti porta con s&amp;amp;#233;, ti abbraccia e ti costringe a guardare davanti rendendo lontano ci&amp;amp;#242; che lo diventa minuto dopo minuto. 

Ma il viaggio ha questa enorme funzione catartica di curarti, di ascoltarti… &amp;amp;quot;

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07. 05. 2010 Damasco (SIRIA)

Due scomodi, sebbene brevi, voli della Turkish Airlines via Istanbul ci hanno proiettati di nuovo nell’affascinante Medioriente, pi&amp;amp;#249; precisamente in Siria.

Il primo impatto con la capitale siriana &amp;amp;#232; stato profondo… siamo arrivati nel cuore della notte (circa le 3,30) in un venerd&amp;amp;#236; di festa islamica…

La citt&amp;amp;#224; dormiva gi&amp;amp;#224; da un pezzo anche se ogni tanto sbucava qualche “personaggio in cerca d’autore”: il gommista aperto 24 ore su 24 che sonnecchiava sprofondato nella sua poltrona, il vecchietto avvolto nel suo turbante marrone che saliva le scale di un imprecisato edificio, il portiere del nostro storico albergo che improvvisamente s’&amp;amp;#232; visto apparire quindici italiani provati dal faticoso e noioso viaggio…

Mentre con il nostro bus percorrevamo le strade della citt&amp;amp;#224; in cui campeggiavano sempre gigantografie del presidente mi venivano in mente spezzoni di films come: “The Bourne trilogy”, “Spy games”, “Syriana”… 
Questa citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; molto misteriosa e mi d&amp;amp;#224; l’idea di cospirazioni, complotti, tradimenti… mi intriga molto…

Il nostro hotel &amp;amp;#232; in stile coloniale e molto vecchio, non antico, proprio vecchio e malandato… qualcuno l’ha definito “inquietante”, ed effettivamente quelle immense stanze (vuote), i lunghi corridoi a quell’ora della notte ti davano proprio l’idea della “scena di un delitto perfetto” in Medioriente…
08. 05. 2010 Damasco (SIRIA)

Mattinata trascorsa tra le memorie greche, romane, fenicie nell’immenso museo nazionale che, in realt&amp;amp;#224;, non mi ha colpito cos&amp;amp;#236; tanto…

[Nick]: “Sull’autobus, direzione aeroporto. Pare che abbiano trovato il mio zaino finalmente… Ieri &amp;amp;#232; stato l’unico bagaglio smarrito. Il problema &amp;amp;#232; che non te lo mandano in hotel ma devi informarti e a tue spese recarti in aeroporto a recuperarlo…

Quello che mi affascina, nonostante vari viaggi in questa parte del mondo, &amp;amp;#232; osservare la loro vita che scorre, bere un succo d’arancia e perdermi tra i profumi delle spezie…”
09. 05. 2010 Damasco (SIRIA)

[Nick]: “Oggi visitiamo Bosra, citt&amp;amp;#224; Nabatea, che risale ai tempi di Petra, e da cui dista solo 100 km. In Siria i monumenti non sono valorizzati, anzi la stessa Bosra era abitata da siriani fino ad un paio di anni fa…
Da Bosra a Shabba per vedere alcuni mosaici e subito dopo ci muoviamo alla volta della moschea di Sayyida Zeinab, dedicata ad una parente di Maometto…
All’interno della moschea c’era un arabo che invitava alcune donne in chador nero a pentirsi per la morte di Hassan, nipote di Al&amp;amp;#236; (???)… e come piangevano…
Da l&amp;amp;#236; ci spostiamo verso la Cappella di San Paolo e poi ne approfittiamo per gironzolare all’interno del suq bevendo una dissetante spremuta di arance.

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08. 11. 2009 Kabul (AFGHANISTAN)

Il rientro a Kabul non &amp;amp;#232; stato molto piacevole…
Durante il volo non sono riuscito a chiudere occhio e pur avendo raggiunto la mia stanza, tra una cosa e l’altra non sono riuscito a riposare…
In serata sono stato in ospedale a salutare  le mie amiche infermiere portoghesi che partivano… 

La prima cosa che vedo e mi colpisce &amp;amp;#232; un bellissimo bambino afghano che ride e scherza con Olavo; &amp;amp;#232; sulla sedia a rotelle e tutto sporco…
Si volta verso di me e noto che non ha una gamba… Mamma mia… Mi s’&amp;amp;#232; stretto il cuore, avr&amp;amp;#224; avuto non pi&amp;amp;#249; di dieci anni e quando chiedo a Joana cosa gli fosse successo, lei mi risponde semplicemente: “That’s Afghanistan”!

In nottata mi sveglio sudatissimo… Riesco a malapena a telefonare a Paoletto che mi ritrovo in bagno a vomitare… Pochi secondi dopo vedo tutto nero e quando riapro gli occhi: Paoletto, Dido ed uno spagnolo mi stanno scuotendo cercando di farmi riprendere…

Sono bianchissimo in volto, mi portano in ospedale… ho la febbre a 39.5, vomito, diarrea…
Il gentilissimo ed esperto Fernando Conha mi somministra una flebo mentre un medico francese mi visita… Ero a pezzi e rispondere a tre mila domande in inglese…
Che sensazione brutta quando ad un tratto il mio respiro &amp;amp;#232; diventato sempre pi&amp;amp;#249; pesante, mi hanno rassicurato dicendo che era l’effetto della flebo… ho avuto paura, pensavo: “Cazzo, devo morire in Afghanistan?”

Due giorni di riposo in camera ed ho la sensazione di sentirmi meglio… 

Purtroppo solo la sensazione... 


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E cos&amp;amp;#236; ci ritroviamo ad attendere l’ennesimo volo verso l’ennesima avventura. 

E’ ancora lungo il nostro tragitto, almeno il mio, e pieno di incognite…
Pronti per il check in, gate numero 3 con la Gulf Air…


Manama (BAHREIN) 03.11.09


Nell’aereo siamo pochi: qualche uomo d’affari, (avevo letto che qui ci si capita solo per business perch&amp;amp;#233; da visitare non c’&amp;amp;#232; nulla)… e tante prostitute thailandesi (avevo pure letto che ne troveremo tantissime in giro).

Un’ora e venti di volo ed atterriamo nella capitale di questo piccolo regno… Ebbene s&amp;amp;#236;, dopo un Emirato ed un Sultanato ora &amp;amp;#232; la volta del Regno di Bahrein.

Nick sta malissimo, &amp;amp;#232; bianco in volto ma cerca di andare avanti…

[Nick]: “Inizio col dire che non alloggiamo in un hotel ma in un vero  e proprio appartamento.
Salone, soggiorno, due camere da letto, due bagni, cucina ecc. 
A differenza di altre citt&amp;amp;#224; del golfo, Manama ha un centro in cui poter passeggiare ai margini di Government Avenue.
Proprio quando stavamo iniziando a divertirci mi comincio a sentire male e ritorno in albergo…
Mark prosegue il giro…”

A piedi raggiungiamo l’ennesima grande moschea (Al Fateh) che avevo letto essere la pi&amp;amp;#249; garnde del Golfo… Ma non avevano detto lo stesso anche di quella di Muscate? E pure di quella di Abu Dhabi? Mah… Tutti hanno manie di grandezza… Hong Kong docet.

Chiacchierando con un tassista scopriamo che lungo il tragitto c’era il National Museum of Bahrein… Ci fermiamo.
Nick inizia a perdere colpi…
Visito da solo una piccola parte di quello che sembra essere un museo molto grande… Ma nulla di eccezionale dopo averne visitati tanti…

Nick trema e barcolla… In taxi ritorna alla base e mi lascia da scrivere pure le sue cartoline…
A malincuore e preoccupato lo lascio andare con la promessa di raggiungerlo un’ora dopo…

Nel frattempo ne approfitto per perdermi nell’intricato souq di Manama e quasi ci riesco visto che &amp;amp;#232; formato da una serie infinita di vicoletti tutti brulicanti di bancarelle di indiani…

Dopo un po’ ritorno dal mio amico e fortunatamente sta molto meglio…

Rassicurato, esco di nuovo, alla ricerca di un internet point per organizzare lo spostamento successivo ad Abu Dhabi. Volevo contattare Ibrahim e Sofia….

Scopro che a Manama &amp;amp;#232; difficilissimo trovare un internet point visto che c’&amp;amp;#232; internet wireless ovunque…

Un pakistano mi d&amp;amp;#224; un passaggio fino ad un “quartiere americano”… L&amp;amp;#236; erano davvero tutti americani!
O marinai in missione o familiari di americani che lavoravano nella vicina Arabia Saudita, invivibile per donne e bambini occidentali, come mi ha raccontato dopo una signora neozelandese da Starbucks…

Nel frattempo proseguo la mia ricerca dell’internet point, mi avventuro in vicoletti bui e silenziosi, passo accanto ad un paio di moschee e mi colpiscono le decine e decine di paia di ciabatte buttate alla rinfusa vicino l’uscio…
Finalmente lo trovo in una zona un po’ malfamata ed abitata solo da indiani…

Avviso i miei amici emiratini del mio arrivo del giorno successivo e cerco di ritornare sano e salvo in hotel…

Lungo la strada penso che sar&amp;amp;#224; l’Afghanistan, sar&amp;amp;#224; che stiamo in giro all’avventura in Medio Oriente gi&amp;amp;#224; da due settimane ma sono molto pi&amp;amp;#249; smaliziato del solito e mi avventuro, anche da solo, in situazioni che magari prima avrei evitato…
Non so se &amp;amp;#232; un bene o un male… Ma mentre ci pensavo mi sentivo sempre pi&amp;amp;#249; orgoglioso…

In hotel ritrovo Nick pronto per uscire di nuovo…
Sono a pezzi dopo tanti km a piedi ma usciamo lo stesso.

Porto il mio amico nel “quartiere americano” scoperto poco prima e davanti ad un Majestic coffee smoothies di Starbucks trascorriamo qualche ora in completo relax!


Manama (BAHREIN) 04.11.09
 
[Nick]: “Ne abbiamo fatte tante in due settimane… Dai grattacieli ai deserti…
Abu Dhabi mi &amp;amp;#232; piaciuta molto pi&amp;amp;#249; di Dubai ma come avevamo preannunciato: il nostro viaggio era l’Oman e non ci ha traditi. Davvero favoloso sia per l’atmosfera che per le cose fatte che per i luoghi visitati che soprattutto per il fatto di essere riusciti ad entrare nel mondo di questi arabi con dishdasha e kuma; eh s&amp;amp;#236;, ci hanno portato nelle loro case (e non c’&amp;amp;#232; cosa pi&amp;amp;#249; bella), ci hanno portato nei luoghi che frequentano ed a giocare a calcio con loro! Un’ospitalit&amp;amp;#224; e cordialit&amp;amp;#224; che non mi sarei mai aspettato!

Tutto cominci&amp;amp;#242; mentre, seduto allo Starbucks Caf&amp;amp;#232;, dell’aeroporto di Abu Dhabi, mangiando una pessima ciambella, aspettavo il mio “pari” in arrivo da Doha.
Tutto finisce nello stesso posto due settimane dopo… La barba &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; lunga, la sciarpetta afghana pi&amp;amp;#249; logora, i vestiti pi&amp;amp;#249; zozzi ed io mi sento sempre pi&amp;amp;#249; grande…

Nick s’&amp;amp;#232; appena imbarcato, lui ritorna in Italia… Io ho il volo domani in tarda mattinata da Al Bateen…

Mai come stavolta il nostro team work &amp;amp;#232; funzionato come un orologio svizzero…

Sono contento del pit stop fatto in Bahrein, mi sarei pentito se non avessimo approfittato di questa occasione, abbiamo osato ed abbiamo fatto benissimo…
Peccato per i dolori di stomaco di Nick, dolori che ora ho io invece…
Ultimamente abbiamo mangiato malissimo ed ora lo stomaco ci presenta il conto…

Il mio pensiero inizia a rivolgersi a Kabul. Durante il viaggio ho continuato a monitorizzare la situazione afghana attraverso i quotidiani o i telegiornali e col fatto che devono ripetere le elezioni per i brogli di Karzai, la situazione rischia di peggiorare di nuovo…

Mentre mi avvicinavo, in taxi, all’aeroporto militare di Al Bateen gi&amp;amp;#224; i vari flash di questo ennesimo viaggio cominciavano ad assumere la forma di un vecchio ricordo…

Le tarantelle con Faisal a Muscate sembrano successe cos&amp;amp;#236; tanto tempo fa mentre nasce la consapevolezza che la seconda parte della mia avventura in Afghanistan sta per cominciare…

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Dopo sei ore di autobus da Dubai raggiungiamo la capitale omanita!
I controlli in frontiera sono stati molto stressanti! Mi sono un po’ spaventato quando hanno cominciato a controllare ogni singolo bagaglio…Temevo che dal mio zaino mimetico sbucasse fuori qualche mia divisa e chiss&amp;amp;#224; come l’avrebbero presa loro… Sono sempre arabi!


Muscate (OMAN) 26.10.09

Intensa mattinata tra le tantissime agenzie viaggi di Muscate.
Ne abbiamo girate tantissime e il bello &amp;amp;#232; che non abbiamo risolto nulla.
Il turismo qui &amp;amp;#232; quasi inesistente.
Quando chiedevamo se offrivano dei pacchetti viaggio per visitare quella zona o quell’altra ci guardavano stralunati come se avessimo chiesto un etto di prosciutto crudo in una gioielleria!
L’Oman, morfologicamente, sembra essere molto simile alla Giordania dove invece il turismo va a gonfie vele… perch&amp;amp;#233; gli omaniti non riescono ad organizzarsi?

Dicevo, un’intera mattinata “trascorsa” ma non persa perch&amp;amp;#233; quando si viaggia &amp;amp;#232; anche divertente chiacchierare, contrattare coi locali, per organizzare un tour quando invece la soluzione era sotto il nostro naso…
In hotel conosciamo Faisal che si riveler&amp;amp;#224; la nostra carta vincente oltre che grande amico per tutto il soggiorno in Oman!


Muscate (OMAN) 27.10.09

[Nick]: “Il souq di Mutrah &amp;amp;#232; molto caratteristico e vero… 
E’ fatto di piazzette e vicoletti in cui tutti ti chiamano per mostrarti la propria merce; l’odore che riempie il souq &amp;amp;#232; di incenso…
Soddisfatti mangiamo due “shwarma” col solito succo di arancia appena spremuta lungo la Corniche…

Mark riesce addirittura ad organizzare una partita a calcio con dei ragazzi locali appena conosciuti!”

Ritorniamo al souq per comprare un paio di scarpe per la partita di domani! Il viaggio comincia a prendere forma!


Muscate (OMAN) 28.10.09

Nel pomeriggio tutti sul “campo”! Tutti, ma proprio tutti… saremo stati una quarantina in tutto! Un gioco senza regole, senza falli laterali e portieri, ma giocare all’interno di una cava di pietre, con la moschea accanto (tipo chiesetta di periferia) ci ha ripagati alla grande!

In serata col mitico Faisal e dopo aver indossato “dishdasha” e “kuma” abbiamo fatto un giretto in vari centri commerciali immergendoci come non mai nell’atmosfera araba mentre il nostro amico ci spiegava le “tecniche di abbordaggio” delle ragazze in Oman…
Dal gioco di sguardi (quando non hanno il viso completamente coperto), finch&amp;amp;#232; lei ti fa cenno di poterti avvicinare per scambiare il numero di cellulare dopodich&amp;amp;#233; devi sparire… oppure la tecnica pi&amp;amp;#249; malandrina del sedersi in un grande mall e attivando il bluetooth del cellulare vedere se qualche altra ragazza fosse connessa e disponibile a chattare via phone… Che stress!

“Ma quando vuoi sposarti? Come funziona?” Beh, in quel caso,com’&amp;amp;#232; successo a lui, le sorelle o la mamma vengono sguinzagliate e ti sottopongono alla visione di tante foto delle potenziali pretendenti… cos&amp;amp;#236; puoi scegliere ( si presuppone che la tua futura moglie non abbia voce in capitolo!)


Ibra (OMAN) 29.10.09

Si parte alla scoperta dell’Oman! 
[Nick]: “La prima sosta &amp;amp;#232; al Hawyat Najem, un buco che pare sia stato formato dall’impatto di un meteorite. 
Seconda tappa &amp;amp;#232; al Wadi Shab. A quanto ho capito, questi wadi sono oasi formate da laghetti, piccoli ruscelli, cascate che si susseguono per km all’interno di canyon naturali…
Decidiamo di non fermarci nella vicina Wadi Tiwi dopo il bel trekking nel wadi precedente, ci dirigiamo verso Sur, paese di pescatori dove visitiamo una fabbrichetta artigianale di dhow (imbarcazioni tipiche) totalmente assemblate a mano, dal taglio dei tronchi all’imbullonatura ecc.
Qui davvero il turismo di massa non &amp;amp;#232; arrivato, per tutto il tragitto non abbiamo mai incontrato un venditore di souvenirs…
All’interno del Castello Sunaysilah do una capocciata allo stipite di un’antica porta in pietra spaccandomi la testa! Che dolore!
La giornata &amp;amp;#232; ancora lunga. Dopo aver mangiato del pollo arrosto con le mani (all’omanita maniera) ci portiamo al Wadi Bani Khalid. Wadi interessante per lo sfondo di palme in mezzo alle montagne.
E’ quasi il tramonto. Cerchiamo di raggiungere velocemente Bidiya ed il suo deserto Wahiba Sands con la sua sabbia fine e rossa…”

Cosa rimane di questa bella giornata vissuta cos&amp;amp;#236; intensamente, addirittura in abiti tradizionali…
Sicuramente il meraviglioso tramonto nel deserto… Potrebbe suonare come la solita cosa turistica ma dubito che tante persone l’abbiano vissuta come noi… Tre sultani bianchi candidi… Silenzio rotto solo dai lamenti dei dromedari attorno a noi e da una busta di plastica trasportata dal vento… La luce della mezza luna che ci illuminava fiocamente ed i nostri pensieri… Chi pensava al lavoro; chi, come me, a quanto sarebbe bello poter vivere sempre con uno zaino sulle spalle, una macchina fotografica a tracollo, un diario nel tascone del pantaloncino tattico e la voglia di girare, esplorare e scoprire ogni volta cose nuove…


Nizwa (OMAN) 30.10.09

[Nick]: “A Nizwa visitiamo il forte ed il suo souq. Nulla di che al confronto del nostro di Mutrah! Il forte invece mi &amp;amp;#232; piaciuto molto, ci siamo pure infiltrati in un ballo tipico.
Ultima tappa &amp;amp;#232; la Hoova Cave, una grotta scoperta per caso qualche anno fa…
Visita interessante ma ancora pi&amp;amp;#249; caratteristico &amp;amp;#232; stato il pranzo tipico seduti in una stanza con tappeti e cuscinoni: un piattone di riso, pollo, carne di cammello e via tutti a mangiare con le mani dallo stesso piatto…”

Ritornati a Muscate, Faisal vuole farci conoscere un po’ dei suoi amici e parenti… Sebbene s’era fatta mezzanotte ci vediamo tutti a casa del cugino per assistere alle partite di calcio del campionato italiano… Non importa il fuso orario, per loro il calcio &amp;amp;#232; una cosa sacra!


Muscate (OMAN) 31.10.09

Qui in Oman ho avuto la stessa sensazione di Belgrado… Ricordo gli stessi timori vissuti mentre raggiungevamo la capitale serba e lo stesso sentirsi cos&amp;amp;#236; a proprio agio, protetti ovunque poco dopo…

Oggi mentre tornavo in hotel dopo aver controllato la posta elettronica al solito internet point, il muezzin che dal minareto lanciava la sua litania, io circondato da cose arabe mentre passeggiavo beato, mi son sentito sempre pi&amp;amp;#249; un cittadino del mondo…

La cortesia, l’ospitalit&amp;amp;#224;, le buone maniere, l’educazione, la generosit&amp;amp;#224; di tutti gli omaniti non la dimenticher&amp;amp;#242; facilmente!

L’Oman: il posto in cui i negozianti lasciano la merce da vendere fuori al proprio negozio anche dopo la chiusura “tanto nessuno tocca niente!” Il posto in cui il tassista,dopo che hai pagato e stai per andare via ti richiama perch&amp;amp;#233; hai lasciato il cellulare nella sua auto; il posto in cui il ristoratore ti richiama perch&amp;amp;#233; hai pagato con una banconota da 5 Riyal in vece che 1 e te ne stai per andare via… Il posto in cui c’&amp;amp;#232; chi ti offre da bere, chi si presenta dandoti il “welcome” invece che dire il proprio nome… Questo &amp;amp;#232; l’Oman che porter&amp;amp;#242; sempre nel mio cuore.

Non ci si ferma mai… Stiamo gi&amp;amp;#224; programmando il prossimo spostamento in Bahrein! Mitico il team work con Nick. Nell’internet point, su due computer diversi, in 5 minuti abbiamo organizzato i due giorni della prossima destinazione gridandoci le informazioni tipo Borsa Mibtel… Io controllavo le attivit&amp;amp;#224; da fare o le cose da vedere l&amp;amp;#236; mentre lui, parallelamente, verificava gli hotel pi&amp;amp;#249; vicini alle zone che gli indicavo io… Pochi minuti ed abbiamo individuato l’albergo giusto e pure prenotato! Mitici!

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Alla reception dell’albergo, mentre facevo il check-in, coi miei due zaini camouflage sulle spalle e il pantaloncino ricavato tagliando una mimetica mi sentivo come un veterano del Vietnam che tornava a casa…

Come nel serial televisivo americano “Over There” la prima cosa che ho fatto dopo essere entrato in camera &amp;amp;#232; stato riempire la vasca da bagno… un mare di schiuma ed acqua bollente…
Mi ci sono immerso lentamente mentre pensavo che il paradiso a volte esisteva…
Sono stato a mollo solo venti minuti ma son serviti a caricarmi…

Poco dopo ero gi&amp;amp;#224; in taxi diretto in aeroporto a recuperare Nick in arrivo da Doha.

[Nick]: “Eccomi ad Abu Dhabi. E’ starno fare il volo da solo, arrivare in una citt&amp;amp;#224; nuova senza sapere bene come ti organizzerai per arrivare in hotel a mezzanotte… per fortuna c’era Mark ad attendermi!
Domattina sveglia presto e visita di Abu Dhabi; in serata partenza per Dubai. Di nuovo alla conquista del Mediorente!”


Abu Dhabi (EMIRATI ARABI UNITI) 22.10.09

La grande moschea della capitale. Quella che gli emiratini avevano progettato che fosse pi&amp;amp;#249; grande anche di quella di La Mecca suscitando le proteste dei sauditi che portarono al ridimensionamento del maestoso progetto iniziale…
Abbiamo tentato di raggiungerla by bus, al ridicolo prezzo di 20 dirham (20 euro cent) ma tre quarti d’ora dopo, notando che mancava ancora una vita alla nostra destinazione visto che si fermava ogni 30 secondi, saltiamo a bordo di un taxi collettivo e poco dopo eccoci al cospetto di questa grande meraviglia!

L’esperienza dell’autobus mi ha sorpreso perch&amp;amp;#233; non immaginavo ci fosse un’entrata riservata alle donne e una agli uomini e che una met&amp;amp;#224; del mezzo era destinata a loro e l’altra a noi… qui c’&amp;amp;#232; un grande rispetto per le donne visto che hanno la precedenza e posti riservati ovunque…

La moschea “Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan” &amp;amp;#232; davvero pittoresca… per poter accedere all’interno ci siamo dovuti munire di tuniche bianche e turbante…
All’interno nulla era lasciato al caso, marmo ovunque, mosaici finemente decorati…

Mentre andavamo via si accosta a noi una grande mercedes condotta un ragazzo emiratino in tunica candida e turbante rosso… ci chiede se ci serve un passaggio… Gli spieghiamo che eravamo diretti all’estremit&amp;amp;#224; opposta della citt&amp;amp;#224; e gli chiediamo quanto voleva per portarci l&amp;amp;#236;…
Lui si fa una risata e dice che non vuole nulla… Accettiamo.

Il gentile Ibrahim si dimostra un grande amico, non solo ci porta in giro per un paio d’ore ma quando gli chiediamo di visitare il prestigioso “Emirates Palace”, parcheggiando proprio fuori la hall principale mentre una lunga schiera di maggiordomi ci osservava perplessi, riesce addirittura a farci entrare a dare un’occhiata. Questo palazzo &amp;amp;#232; celebre perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; l’albergo in cui soggiornano tutti i personaggi politici o le star Hollywoodiane… Che sfarzo all’interno, tutto in marmo pregiato; c’erano pure delle macchine della Formula Uno in esposizione in un salone…
Lungo alcuni corridoi erano esposti pezzi di antiquariato dell’arte egizia e cinese…

E pensare che fino alla scoperta del petrolio questa era una povera zona desertica abitata da pastori e pescatori…

La nostra giornata fortunata non finisce: conosciamo una ragazza somala, Sofia, lavora l&amp;amp;#236; come hostess e di nascosto ci fa visitare delle parti riservate solo agli ospiti dell’hotel, una spiaggia privata a bordo di una macchina elettrica, una di quelle usate nei campi di golf…

[Nick]: “Mentre ci aggiriamo per quegli enormi ambienti dell’hotel penso che solo viaggiando si fanno esperienze simili… E’ difficile capire cosa spinge un ragazzo come Ibrahim a caricare due persone che non conosce lungo la strada a portarle dall’altro lato della citt&amp;amp;#224; facendo da guida turistica e a non chiedere nulla in cambio!
Rivedere Mark per un nuovo viaggio mi ha trasmesso un’idea di complicit&amp;amp;#224; che avevo un po’ perso… Io, come lui, avevo proprio bisogno di partire…  

Per riposarci un po’ facciamo una capatina in uno dei grandi Mall, l&amp;amp;#236; quasi tutte le ragazze indossano lunghe tuniche nere, spesso lasciavano intravedere solo gli occhi, quegli sguardi curiosi ed indagatori mi affascinavano…


Dubai (EMIRATI ARABI UNITI) 23.10.09

Il viaggio Abu Dhabi-Dubai, sebbene molto economico, via autobus, &amp;amp;#232; stato parecchio faticoso…
Quasi quattro ore, strade che anche se a sette corsie, erano super affollate!

Il primo impatto con questa New York mediorientale: grattacieli e cemento ovunque… Il Burj Dubai, il pi&amp;amp;#249; alto del mondo con i suoi 700 metri di altezza e 160 piani…

Decidiamo di trascorrere la serata gironzolando all’interno del “Mall of Emirates”, a detta loro il centro commerciale pi&amp;amp;#249; grande del mondo, cos&amp;amp;#236; grande da contenere al suo interno una vera e proprio pista da sci!



Dubai finora sembra essere un insieme di mall, moschee e grattacieli dove gli emiratini, come i quatarini, si grattano la pancia dalla mattina alla sera mentre tutti i lavori di manovalanza sono svolti da gente proveniente da tutta l’Asia!


Dubai (EMIRATI ARABI UNITI) 24.10.09

Mattinata in giro nel quartiere “Deira” visitando prima una zona che gli emiratini hanno cercato di mantenere allo stato originale, antico, ma a mio parere non ci sono riusciti.

Da l&amp;amp;#236; a bordo di un’imbarcazione “dhow” abbiamo attraversato il fiume e raggiunto la zona dei souq.
Caratteristico quello dell’oro, ogni vetrina esponeva bracciali, anelli e collane a quantit&amp;amp;#224; industriali!
Ci siamo tenuti a lunga distanza dalla Dubai classica, quella dei grattacieli e delle banche e siamo finiti in una Bombay araba! C’erano solo indiani, pakistani e bengalesi attorno a noi!

E’ stato divertente vedere i musulmani all’uscita dalla moschea… ognuno recuperava il suo paio di ciabatta e, tappetino avvolto sotto il braccio, placidamente si allontanava dal luogo di preghiera!

E’ pomeriggio inoltrato quando decidiamo di fare un salto al “Burj Al Arab” il leggendario hotel sette stelle detto anche “le vele”…

All’interno sar&amp;amp;#224; pure meraviglioso basti pensare che solo per visitarlo bisogna prenotarsi giorni prima e la visita costa 50 euro a persona! Ma dall’esterno non &amp;amp;#232; nulla di che.
Un po’ delusi decidiamo che ora di relax!
Piscina, sauna, palestra a nostra disposizione! In sauna conosciamo Nelson, un 27enne simpatico ingegnere informatico indiano che lavora qui…

Ci organizziamo per la sera… Un giretto e poi un drink in un pub che mi ha ricordato tanto Cartagena: occidentali attorniati da prostitute (africane, russe, filippine…)

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Kabul (AFGHANISTAN) 01.07.09

Dopo un atterraggio, cosiddetto “tattico”, mettiamo piede nella tanto discussa Afghanistan…

Desolazione totale… Una balla di erba attraversa la pista rotolando  trasportata dal vento… Su 130 passeggeri siamo soli in tre quelli destinati alla capitale… Tutto il resto si ferma qui…
Mi aggrego a dei personaggi dell’EUPOL e la prima cosa che mi colpisce del piazzale &amp;amp;#232; che tutte le bandiere sono issate a mezza asta… Un maresciallo dell’esercito osservandomi spiega,come se niente fosse, che l&amp;amp;#236; ogni giorno muore qualcuno… Rabbrividisco… Peace keeping?

Mi presentano un caporale dell’esercito che due giorni prima era saltato con la sua jeep su una mina e per una serie infinita di combinazioni era ancora l&amp;amp;#236; a poterlo raccontare anche se stordito e mezzo sordo…
Il maresciallo che mi accompagnava nella visita mi confessa che finora ci &amp;amp;#232; sempre andata bene ma prima o poi “5 o 6 ce li portiamo a casa” (parole testuali).

Con un maggiore della Folgore e un giornalista (Andrea Angeli) riusciamo ad imbarcarci un C130 americano diretti alla nostra destinazione: Kabul.
Un’ora dopo riabbraccio il mio collega di base e replacement Angelo!


Kabul (AFGHANISTAN) 02.07.09

Stamattina ho avuto il mio primo incontro reale con la guerra. Riceviamo una chiamata radio, hanno bisogno di noi per coordinare una MEDEVAC (Medical Evacuation); atterrano due Black Hawk americani da chiss&amp;amp;#224; dove con due feriti afghani gravi a bordo…
Abbiamo scortato le due ambulanze, (una belga e una croata) fino a quando hanno caricato i feriti.. mi ha fatto impressione vedere quei ragazzi insanguinati e pensare che poco prima erano stati sparati…
Ci ho pensato tutto il giorno…

Kabul (AFGHANISTAN) 03.07.09

Il briefing mattutino quotidiano ci illustra tutta la situazione corrente in questa terra dimenticata da Dio o da Allah,dipende dai punti di vista… 
Parla di attentati, kamikaze, mine, nostri soldati (ISAF) WIA o KIA (wounded in action o killed in action) alias feriti o morti… 
C’&amp;amp;#232; la guerra qui…
Le bandiere sono sempre issate a mezza asta…


Kabul (AFGHANISTAN) 04.07.09

Oggi &amp;amp;#232; stato ucciso un vecchio tenente colonnello britannico e un soldato di 18 anni…
La morte non guarda gradi o et&amp;amp;#224;!

E’ cos&amp;amp;#236; stimolante vedere militari di tante nazioni diverse, religioni diverse, forze armate differenti, un mix di mimetiche, uniformi desertiche e non, badie e bandierine diverse lavorare fianco a fianco per un unico obiettivo: riportare la pace in questo Paese martoriato.
Vedi marines americani addestrare a soldati afghani, C130 tedeschi trasportare militari polacchi, greci collaborare con turchi; francesi, portoghesi e belgi curarci ecc. Un unico team.

Ho visto un gruppetto di bambini giocare con degli aquiloni hand made, dimenticavo di essere nella terra di Khaled Housseini e dei suoi aquiloni…


Kabul (AFGHANISTAN) 05.07.09

Mi trovavo a chiacchierare con Angelo, era circa mezzanotte, quando vediamo un signore di mezza et&amp;amp;#224; dalla lunga barba, indossava un giubbino tutto strappato che lasciava intravedere quello anti-proiettili al di sotto, elmetto in mano, macchina fotografica e video camere che penzolavano da una spalla, zaino tutto sporco e un piccolo box con gli adesivi aeroportuali dei posti pi&amp;amp;#249; disparati e malfamati del mondo…

Doveva recarsi al lato opposto del nostro aeroporto e non sapeva come raggiungerlo… Gli diamo volentieri un passaggio noi… Chiacchierando in macchina scopriamo che era un fotoreporter londinese e lavorava per il giornale “The Guardian”; ci ha raccontato di avventure in Liberia, Benin, Sierra Leone, Rwanda, Iraq…

Che incontri interessanti si fanno in posti del genere…


Kabul (AFGHANISTAN) 06.07.09

L’adrenalina &amp;amp;#232; a mille. Stiamo aspettando il convoglio britannico che ci porter&amp;amp;#224; al Quartier Generale situato nel centro di Kabul.
Sembriamo delle tartarughe ninja nei nostri giubbini anti-schegge e con i nostri elmetti ma &amp;amp;#232; la procedura per girare in citt&amp;amp;#224;…
Il soldato delle isole Fiji che ci scorter&amp;amp;#224; comincia il briefing, ci mostra l’itinerario deciso per oggi, le varie parole d’ordine e contro parole d’ordine, come posizionarci nel mezzo blindato, come tenere le armi ecc. 

Saliamo a bordo, la radio viene spenta, il jammer attivato, comincia la serpentina tra i cavalli di Frisia… passiamo attraverso vari check points… siamo per strada…
Ora siamo noi e loro… Intravedo attraverso i finestrini blindati e oscurati frammenti della loro vita quotidiana; bambini scalzi che si rincorrono lungo le macerie, carretti trainati da asini che trasportano sterpaglia, gente dalla lunga barba che discute animatamente in circolo, manifesti giganteschi con uomini in turbante e barbuti che invitano alle elezioni politiche… ogni tanto qualche motorino o macchina si avvicinava un po’ troppo e istintivamente rivedevo le immagini delle esplosioni kamikaze che tanto mi avevano impressionato durante il corso di preparazione a questa missione a Villafranca… prontamente uno dei soldati apriva lo sportello e facendogli segno di allontanarsi gli puntava il fucile contro… Il nervosismo e la tensione &amp;amp;#232; alle stelle… Il cuore comincia a pompare pi&amp;amp;#249; forte…


Kabul (AFGHANISTAN) 09.07.09

Oggi per la prima volta son riuscito a connettermi a facebook… Ho letto i messaggi che tanti miei amici mi hanno lasciato e per un’oretta mi ero completamente astratto dal mondo…
Mi sembrava di stare nella mia cameretta a Cesena… E’ stato strano quando uscendo fuori sono stato inghiottito di nuovo dalla sabbia e dalla polvere, decine di soldati si muovevano armati, black hawk mi passavano sopra la testa, un C130 decollava… avevo la mia laundry bag in mano e mi avviavo verso la lavanderia… sono ancora in Afghanistan

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Proseguiamo e in un’ora siamo a Klaipeda, in Lituania. 
Che strano attraversare il confine Lettonia-Lituania senza alcun controllo.
La dogana sembrava un casello autostradale abbandonato, quel confine dove anni fa, per una foto, mi stavano quasi sequestrando la macchina fotografica…

A bordo di una barca raggiungiamo il delfinario, il pi&amp;amp;#249; importante dei Paesi Baltici, a detta dei miei amici. Ci ha offerto uno spettacolo molto accurato. Bravi.

Prima di lasciare la Lituania ci fermiamo a Palanga. Citt&amp;amp;#224; molto turistica con un lungo viale pedonale pieno di negozietti per turisti, giostrine per i bambini… proprio qui ci imbattiamo in un corteo molto particolare.
Una lunga, colorata ed allegra processione induista sfilava lungo la strada… dopo essere stato nello Sri Lanka mi faceva strano vedere l&amp;amp;#236; ragazze bionde, dagli occhi azzurri indossare sari e ballare come se fossero delle orientali…
La cosa che pi&amp;amp;#249; mi ha colpito &amp;amp;#232; stata la loro espressione, i loro volti rilassati, felici, sembravano in pace con il mondo!


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02. 06. 2009 Riga (LETTONIA)

Quante emozioni! Che bello riabbracciare il mio caro amico Martins e Rita.
Martins, il mio piccolo amico, quello che 10 anni fa facevo entrare di nascosto in discoteca perche’ aveva 16 anni e gli era proibito ora e’ un uomo, e’ sposato, ha una figlia di tre anni: Patricia. 

E’ un uomo. Per me: un fratello!


Abbiamo trascorso l’intero pomeriggio a chiacchierare, fiumi infiniti di parole cercando di raccontarci gli ultimi anni delle nostre vite!

In serata ho guidato per le strade lettoni fino a Jelgava, dove soggiornero’, l’Audi che il gentile Maris mi ha affidato.

Seduto a cavalcioni sulla finestra annoto i miei primi pensieri, un po’ confusi…
Il gatto Pucsi mi passeggia sul diario ed io penso al vecchio Ripsi… Un cane anzianissimo, ormai sordo ma ancora vivo… Immortale… 

Dieci anni fa… Cresco ma vivo…

Bellissime ragazze camminano sotto la mia finestra ed ogni volta mi incanto! Dio s’e’ proprio impegnato quando ha creato la &amp;amp;quot;femmina lettone&amp;amp;quot;!

Sento che questa missione, almeno l’idea di essa, mi ha gi&amp;amp;#224; cambiato. 

Cosa succeder&amp;amp;#224; l&amp;amp;#236;? E soprattutto al ritorno… L’importante &amp;amp;#232; ritornare, come dicono gli americani: “Alive and in one piece” [N.d.r. “Vivo e intero”].


03. 06. 2009 Jelgava (LETTONIA)

Stamattina mentre facevamo la spesa al “Rimi” e gironzolavo per le strade di Jelgava, pensavo tra me e me a quanto io mi senta legato a questa nazione. Forse perch&amp;amp;#233; la sento pi&amp;amp;#249; vicina a me, dopo la mia Italia, e questo grazie a Krists e Martins.

In serata cena da Anda e Leo. A “Gustava iela” tutto &amp;amp;#232; cambiato.


Tutto &amp;amp;#232; rinnovato, ristrutturato. Non c’&amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; quella piccola casetta ma tre appartamentini deliziosi e molto dignitosi, curati e moderni.

Leo mi ha mostrato con orgoglio tante foto del mio amico Krists, di quando era negli Stati Uniti alla scuola di volo, in Estonia a volare e mi ha fatto commuovere quando con discrezione mi ha chiuso nella mano un portachiavi con la foto del figlio a bordo di un velivolo militare e ha sussurrato: “Questo &amp;amp;#232; per te”! Lo porter&amp;amp;#242; con me in missione. Mi protegger&amp;amp;#224;.

Ho conosciuto Linda, la moglie di Martins, molto carina ed educata e la piccola Patricia: una peste ma bellissima!
 
Cena tipica lettone in memoria dei vecchi tempi. Patate, yogurt (in realt&amp;amp;#224; una cremina molto simile), insalata e carne.


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05.03.09 Auckland (NUOVA ZELANDA)

Mettiamo piede in Oceania! Il continente dove non ero mai stato!

Noleggiamo un’auto e un van e, cambio automatico e guida a sinistra mi lancio nelle strade dei kiwi!
Seguendo la mappa della citt&amp;amp;#224; ci perdiamo varie volte e con la guida a sinistra spesso diventava un’impresa seguire le indicazioni…
Alloggiamo all’Auckland Lodge, una struttura in legno dall’aspetto britannico/coloniale. Ci son backpackers di tutto il mondo, conosco pure una ragazza di Tahiti, Polinesia Francese e ammirato le chiedo: “Cosa si prova a vivere in paradiso?”

Lasciamo gli zaini e corriamo al museo di Auckland. Interessante la parte dedicata ai Maori, la popolazione indigena. La loro storia, la loro arte, i loro utensili… Mi ha colpito la collezione di borse intrecciate con fili di canapa provenienti da tutte le isole dell’Oceania: Marchesi, Salomone, Vanuatu, Kiribati, Fiji ecc. Come sempre mi succede, mentre le ammiravo, immaginavo scheletrici ma forzuti uomini dalle lunghe barbe e dalle parti intime coperte solo da un panno o donne enormi dai colli ornati da ghirlande di fiori che lavoravano placidamente queste borse…

Girando per la citt&amp;amp;#224; notiamo che molti passeggiamo o fanno footing a piedi nudi e quando pi&amp;amp;#249; tardi curiosamente ne parlo con il panettiere mi risponde candidamente: “Ci piace sentirci completamente free!”.


06.03.09 Taipa (NUOVA ZELANDA)

Lasciata Auckland ci dirigiamo verso nord… Tante curve ci portano fino alla Foresta Waipoua, famosa per i “Kauri”, una specie di sequoie. Trekking di mezz’ora fino all’antichissimo albero dal tronco di 14 metri di diametro che si dice abbia 2000 anni.
Duemila anni fa quando in Israele nasceva Ges&amp;amp;#249;, in questo angolo di mondo germogliava una piantina…

Dopo tanto peregrinare finalmente raggiungiamo la nostra meta: Kaitaia. L’ostello &amp;amp;#232; carino, immerso nel verde con una grandissima o fornita cucina ma decidiamo di mangiare fuori, al “Sea Dragon”! Fish and chips per me! 

In serata trascino il gruppo in un luna park, mi aspettavo uno dei classici americani con i chioschetti di hot dog o zucchero filato invece era molto scarno, del resto che potevo aspettarmi da un paesino dimenticato pure dalle mappe?


07.03.09 Kerikeri (NUOVA ZELANDA)

Il faro di Cape Reinga &amp;amp;#232; molto suggestivo, oltre a segnare il capolinea Nord della Nuova Zelanda, &amp;amp;#232; emozionante perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; il punto d’incontro del Mare di Tasmania con l’Oceano Pacifico. Mi ha impressionato vedere quelle onde che si infrangevano in altre provenienti dal lato opposto. Che meraviglia &amp;amp;#232; la natura!

Alle dune di sabbia di “Te Paki”, incontriamo un gruppo di ragazzi/e londinesi che si lanciavano dalla cima con dei piccoli surf e sfrecciavano su queste montagne sabbiose… E’ stato divertente scalarle e poi guadare il fiumiciattolo a piedi nudi per ritornare alle nostre auto.
Il resto della giornata &amp;amp;#232; trascorso a macinare km e km in questa immensa macchia verde, al termine della giornata il contachilometri mi informer&amp;amp;#224; che ho guidato per 350 km!

Le ragazze cucinano, preparano la grande cena; Paolino si doccia; Mimmo controlla la posta elettronica; Bruno leggicchia “Classic Kiwiana” trovato in ostello ed io mi godo rilassato questi momenti indimenticabili!

L’ostello che ci ospita per questa notte: “Farm Hotel” &amp;amp;#232; molto particolare, tutto in parquet, &amp;amp;#232; una vera e propria casa, cucina, salottino e qualche stanza per i visitatori. Gestito da una coppietta di tedeschi che “approdarono” qui un annetto fa in viaggio, avranno la nostra et&amp;amp;#224;, e da allora lo gestiscono per conto del proprietario..


08.03.09 Whitianga (NUOVA ZELANDA)

Stamattina da Paihia ci siamo imbarcati verso un’isoletta dal nome impossibile: “Urupukapuka”.
Passeggiare su quei prati erbosi con i pascoli di pecore che ti fanno da cornice e con sullo sfondo la pittoresca Bay of Island, la baia delle cento isole all’estremo nord del Paese, dove nel XIV secolo approdarono i primi Maori. Arrivarono dalla Polinesia, a bordo di sottili canoe con i bilancieri, guidati dal navigatore Kupe, che battezz&amp;amp;#242; la Nuova Zelanda “Aoteratoa”, l’isola della grande nuvola bianca.

Gli alberi scolari che non si fanno mai abbracciare ma che ti offrono riparo sia dal sole che dalla pioggia oltre che riposo dopo la scalata della collina…

Whitianga &amp;amp;#232; davvero deserta…. Persino trovare un posticino per la nostra cena &amp;amp;#232; stato arduo e alla fine ci fermiamo in un ristorantino thai.

Ennesimo ostello! Mi stupiscono sempre… Finora abbiamo dormito ogni notte in una citt&amp;amp;#224; diversa e questa cosa si sposa con uno zingaro come me… 


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22.03.09 Seoul (COREA DEL SUD)

Sono le 3.56 del mattino… Tutti dormono attorno a me…
Il mio stomaco, il mio fisico, la mia mente sono completamente stravolti ormai… Che ora &amp;amp;#232;? E’ mattina, pomeriggio o sera? E che giorno? In Italia &amp;amp;#232; il 21 marzo o il 22? E qui?

Stamattina all’alba abbiamo lasciato il nostro ostello, le nostre auto, Christchurch…. Con un volo Qantas siamo ritornati ad Auckland. Tutto ebbe inizio l&amp;amp;#236; e tutto finisce l&amp;amp;#236;….
Durante il volo, Bruno pensieroso rifletteva: “E’ incredibile, in un’ora e mezzo abbiamo coperto ci&amp;amp;#242; che abbiamo fatto in tre settimane…”!
Ad Auckland piano piano cominciamo a “switchare”. Gi&amp;amp;#224; nella sala d’aspetto dell’aeroporto, mentre attendevamo il nostro volo, gli occidentali si contavano sulle dita di una mano… Attorno a noi solo gente dagli occhi a mandorla (cinesi, giapponesi, coreani), anche le hostess e persino il nostro aereo (Korean Air) ha gli occhi a mandorla!

La Nuova Zelanda &amp;amp;#232; ormai un lontano ricordo… Siamo da subito catapultati nel mondo orientale, gli ideogrammi sono dappertutto,non capiamo pi&amp;amp;#249; nulla… persino il men&amp;amp;#249; &amp;amp;#232; orientale… Noodles e salmone o riso alla coreana?
Dieci lunghe, scomode ed interminabili ore ci fanno sorvolare vari paradisi terrestri, dalle isole Fiji a quelle Cook, da Marshall a Guam… Ma la nostra destinazione &amp;amp;#232; la capitale della Corea del Sud!
Penso a Seoul e mi vengono in mente le Olimpiadi, i mondiali di calcio e l’arbitro Moreno, l’eliminazione contro la squadra che ospitava l’evento…
Atterriamo alle 20.20 e cerchiamo di sbrigare tutte le formalit&amp;amp;#224; burocratiche al pi&amp;amp;#249; presto, siamo troppo curiosi di almeno assaggiare questa citt&amp;amp;#224; misteriosa!

45 minuti di bus e raggiungiamo “In-Sa-Dong”, il centro di cui ci aveva parlato una coreana conosciuta nell’aeroporto di Auckland.

Incontreremo tantissime difficolt&amp;amp;#224; nel fare anche le cose pi&amp;amp;#249; semplici o raggiungere i luoghi pi&amp;amp;#249; famosi vista la totale ignoranza della lingua inglese da parte dei coreani, di tutte le et&amp;amp;#224;, dai giovani ai tassisti…

Ceniamo in un ristorantino tipico, mangiamo le cose pi&amp;amp;#249; tradizionali suggeriteci dal cameriere e via alla ricerca della nostra “In-Sa-Dong”.
Per forza di cose questa citt&amp;amp;#224; mi ricordava un po’ Hong Kong anche se in scala molto ridotta. Mi aspettavo enormi palazzoni e maestosi grattacieli ma nulla di tutto ci&amp;amp;#242;… E’ vero che non abbiamo girato molto ma l’impatto iniziale &amp;amp;#232; stato questo!
In compenso, tra una birra coreana ed un sach&amp;amp;#232; giapponese, tra una pepsi ed una coccola abbiamo trascorso parte della serata scherzando e chiacchierando…

La cortesia ed il rispetto proprio dei Paesi orientali anche qui si avverte molto… Inchini per salutarci o congedarsi da noi, tutto offerto con grazie e con entrambe le mani (persino il conto).

Nel frattempo sono le 4.25 del mattino e come tanti accampati siamo sdraiati sulle panche dell’aeroporto internazionale di Incheon…

Grazie corea 


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19.01.2009 Puerto Iguaz&amp;amp;#249; (ARGENTINA)

La “Pousada Evelina” &amp;amp;#232; invece proprio cool, ben organizzata e soprattutto molto pulita! Lo staff &amp;amp;#232; formato dalla signora Evelina (una 70enne ceca-polacca) e dalle sue figlie e nipoti. 

Stamattina con una coppia di Berlino (Ian e Katarina) e William da Amsterdam abbiamo organizzato un’escursione alle splendide cascate di Iguaz&amp;amp;#249; per&amp;amp;#242; dal lato argentino, quello pi&amp;amp;#249; ampio e spettacolare…

Mi spiego meglio, questo posto &amp;amp;#232; al confine tra ben tre nazioni: Brasile, Argentina e Paraguay. Addirittura mi son fermato su un’altura in cui avevo la visuale di tutte e tre questi Paesi.

Attraversato il confine con l’Argentina segnato dal fiume Paran&amp;amp;#224; si cominciano a vedere dappertutto le bandiere azzurro-bianco-azzurro, le targhe automobilistiche cambiano, la gente parla spagnolo e pagano in pesos…

Era emozionante quando pensavo che stavo calpestando il suolo della Terra del Fuego, del tango, di Maradona, delle famose carni, degli emigranti italiani…

Dopo mezz’oretta arriviamo al grande parco naturalistico, siamo a Puerto Iguaz&amp;amp;#249;!

Decidiamo di inoltrarci nella foresta con un enorme camion scoperto e mentre seguivamo quei piccoli percorsi di sabbia rossa conquistati dopo aver lottato con la natura a colpi di machete pensavo a quanto fosse stato difficile il viaggio seguendo l’equatore di descritto dal sudafricano Mike Horn…
Ricordo quando raccontava delle battaglie a colpi di machete, dei metri conquistati giorno dopo giorno, dei due o tre chilometri percorsi al giorno nella foresta vergine, io leggevo ammirato ma non capivo fino in fondo ci&amp;amp;#242; che lui descriveva, oggi lo so…
Quei cespugli inaccessibili, quegli animali, quei suoni che ti circondavano ed avvolgevano… chiss&amp;amp;#224; cosa avveniva all’interno di quei cespugli…

Dopo un lungo percorso arriviamo ad un molo e da l&amp;amp;#236; pronti per un rafting fin sotto le cascate di Iguaz&amp;amp;#249;!

[Nick]: Il nostro giro prosegue vedendo tutte le altre cascate con i salti dai nomi pi&amp;amp;#249; disparati: dos hermanas, Borsetti, tres mosquetteros, la ventana; la pi&amp;amp;#249; impressionante rimane la “gargana del diablo”, un salto immenso dove non si vedeva il fondo..

Al rientro ci fermiamo a cena tutti insieme in un ristorantino a Foz do Igua&amp;amp;#231;u con tutto il nostro mitico gruppetto e rimaniamo in giro a divertirci fino a notte fonda mentre i due tedeschi ripartivano verso nuove avventure!

La “gola del diavolo” mi ha impressionato per l’enorme forza della natura… Quell’immensa massa d’acqua che da vari torrenti, piccoli fiumiciattoli scorreva lenta e pacata e poi all’improvviso si lanciava dalle rocce, da quell’alto salto rendendo quella cascata: maestosa! Quel perpetuo rumore che non ti abbandonava mai, quegli spruzzi d’acqua che ogni tanto ti schiaffeggiavano quasi a dirti: “Abbi rispetto di ci&amp;amp;#242; che vedi…”
Ho visto gente che pregava dinanzi alla cascata, altri che l’ammiravano con gli occhi lucidi, altri persi nei propri pensieri…

Serata con William. Questo simpatico ragazzo olandese ma di origine camerunese s’&amp;amp;#232; aggregato con nostro grande piacere a noi e per due giorni siamo stati inseparabili! Ho rivissuto le stesse sensazioni delle serate di inter rail, quel senso di libert&amp;amp;#224;, quel divertirsi stando semplicemente tra amici tomando una cervezinha (come direbbe qualcuno…), chiacchierando e scherzando con gente sempre nuova…

Osservavo i miei infradito. Quando sei anni fa li comprai a due euro in un mercatino di  Belgrado sono sicuro che non si sarebbero mai aspettate o immaginato di calpestare le terre, i deserti, le spiagge o citt&amp;amp;#224; di tutto il mondo, dal Vietnam a Capo Verde, dal Messico al Paraguay, dall’Egitto alle Mauritius, da Israele ad Hong Kong…  Ora le vedo che stanche arrancano ma cercano di tenere duro perch&amp;amp;#233; c’&amp;amp;#232; ancora molto da visitare…
Nel frattempo sono arrivate tante altre nuove ma quel primo paio &amp;amp;#232; sempre ai miei piedi nei momenti che contano… Consumate, graffiate, tagliate ma resistono, e continueranno a girare il mondo con me finch&amp;amp;#232; ce la faranno!

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Un long week end tra amici in giro per le citt&amp;amp;#224; europee


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09.01.2009 Guarulhos (BRASILE)

Messo piede in Brasile: che festa! Ci viene a prendere Nicolina, Pietro e il figlio Giuseppe. Saranno i primi parenti di Nick di una lunga e meravigliosa lista.
Comincia subito il tour delle varie case, spuntano ovunque: zie, zii, cugini, nipoti e dappertutto baci, abbracci, occhi lucidi, dolci, coca-cola… Lunghe chiacchierate in portoghese-calabrese… Sono tutti felicissimi, glielo si legge dagli occhi…

Mi sento un po’ come i “Turisti per caso” in visita ai nostri connazionali all’estero!


10.01.2009 San Paolo (BRASILE)

Appena svegli c’&amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; Veronica e Fernanda ad attenderci per una veloce visita all’immensa citt&amp;amp;#224; di San Paolo, il paese di Kak&amp;amp;#224;! Stiamo parlando di un agglomerato che con tutto l’interland conta circa 20 milioni di abitanti… 1/3 della popolazione dell’Italia!
Dista mezz’ora da qui ma con la guida sportiva di Veronica in meno di 20 minuti siamo gi&amp;amp;#224; a destinazione!
La prima cosa che mi colpisce sono i tanti garage; i parcheggiatori  in mezzo alla strada si sbracciavano per farsi notare dagli automobilisti… non si pu&amp;amp;#242; parcheggiare lungo i bordi delle strade?!?

Ci fermiamo presto a visitare il “Mercado Municipal”; che spettacolo le bancarelle che vendevano la multicolore frutta tropicale, cos&amp;amp;#236; bella e luccicante che sembrava finta!
Scambiamo due chiacchiere con un venditore: Francisco, che appena sente che siamo italiani, lui: figlio di emigranti calabresi, comincia a farci degustare tutti i tipi di frutta possibili ed immaginabili! Maracuja colombiano, mango, papaya, lixia, banane di terra, ciliegie giganti… Squisite!

Subito dopo &amp;amp;#232; la volta della specialit&amp;amp;#224; del posto: il “bolinho de bacalhau”, un impasto fritto di baccal&amp;amp;#224;, patate e prezzemolo. “Ma-ra-vi-lho-so”! La carne di coccodrillo che ci hanno offerto ce la riserviamo per un’altra occasione!

Da l&amp;amp;#236; proseguiamo la visita alla volta della cattedrale e della Bovespa. La Borsa del Brasile. Dopo l’Hang Seng di Hong Kong rieccoci nel cuore finanziario di una nazione!
Riusciamo addirittura ad entrare in uno spazio dedicato ai visitatori ed ancora una volta la cordialit&amp;amp;#224; e simpatia di questo popolo ci colpisce!

Fuori fa troppo caldo. Il termometro segna 31&amp;amp;#176;! Ci vuole assolutamente una fresca Caipirinha rilassati al “Salve Jorge” mentre io, astemio, mi gusto un bel frullato di “abacaxi e hortel&amp;amp;#224;” (ananas e menta), con un’orchestrina che rallegra l’ambiente suonando romantiche melodie carioche!

Attraversando l’Avenida Paulista, che &amp;amp;#232; una delle strade principali, ci fermiamo al “Bolinha”, un delizioso ristorantino la cui specialit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; la “fajolada”, una zuppa di fagioli con salsicce, grasso di maiale, frattaglie varie e chi pi&amp;amp;#249; ne ha pi&amp;amp;#249; ne metta, tanto buona quanto pesante…

Chiacchierando scopriamo che San Paolo ha tre squadre di calcio abbastanza importanti: Palmeiras, Sao Paulo e Corinthias, proprio quest’ultima ha appena acquistato il fenomeno Ronaldo!

Infine, dopo una lunga passeggiata nel Parco Ibirapuera, concludiamo la giornata a casa di Nicolina con tanti parenti tra una pizza e una canzone di Domenico Modugno o Claudio Villa.
Che gente meravigliosa. La maggior parte di loro non &amp;amp;#232; mai stata in Italia, alcuni non hanno nemmeno ben chiara la geografia del nostro paese ma tutti ammirano con nostalgia quel piccolo “stivale”… Chiss&amp;amp;#224; cosa si prova a sapere che tutti gli antenati hanno vissuto in una terra lontanissima e loro invece, per un motivo o per un altro sono nati e cresciuti in un altro mondo…
C’&amp;amp;#232; chi ha cartoline incorniciate di Roma o Catanzaro esposte lungo i corridoi di casa, chi la bandiera italiana adesiva accanto alla targa automobilistica, chi il porta-chiave a forma di stivale tricolore….
Tra i Cd musicali non trovi samba o pagode, magari in quelli dei figli s&amp;amp;#236;, ma loro hanno solo i vecchi Modugno e Villa; sembra che il loro tempo si sia fermato a quel lontano 1956 quando zia Rosina, il marito e qualche figlioletto, con valigie di cartone sono approdati in questa lontana terra!
Emigranti in cerca di fortuna!

Ci prepariamo per la serata… Sabato sera in Brasile… Appuntamento a mezzanotte ma dopo un po’ la stanchezza ci stende a tal punto che quando Veronica e Fernanda, tutte in tiro,  ci vengono a prendere, noi non ce la facciamo nemmeno ad alzarci da letto… Che bella figura!


11.01.2009 San Paolo (BRASILE)

Stamattina,  Veronica e Fernanda ritornano all’attacco e stavolta per visitare il quartiere giapponese con la sua “Pra&amp;amp;#231;a da libertade”! Gironzoliamo nel bel mercatino mentre Veronica mi raccontava dei problemi della sua citt&amp;amp;#224;, primo fra tutti: la droga. Comprare qui un grammo di cocaina costa appena 10 real (3 euro circa) e di conseguenza &amp;amp;#232; molto diffusa, e lei, che &amp;amp;#232; infermiera, ne vede di tutti i colori…

Oggi si mangia dal simpatico Salvatore. Pranzo come nella pi&amp;amp;#249; antica tradizione calabrese. Grande tavolata mentre io, come uno spettatore, ammiravo lo spirito che univa tutte quelle persone che cominciavano gi&amp;amp;#224; ad entrare nel mio cuore. La luce che brillava nei loro occhi, quel luccichio, quelle lacrime che spesso scendevano gi&amp;amp;#249;, i ricordi che riempivano la tavola e spesso erano seguiti da attimi di silenzio con gli sguardi persi nel vuoto…


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05. 01. 2007 Farallon (PANAMA) 
Dopo 10 ore di volo e 3 films, stiamo sorvolando la Repubblica Dominicana in questo primo viaggio del 2007!
Panama! Questa strisciolina di terra, capolinea dell&amp;#39;America Centrale e ultima frontiera prima di &amp;amp;quot;penetrare&amp;amp;quot; nel Sud America via Colombia. Ebbene s&amp;amp;#236;, questa lingua di terra confina a nord con il Costa Rica, a sud con la pericolosa Colombia, ad est con l&amp;#39;Oceano Atlantico e ad Ovest con quello Pacifico. Ed oggi, per la prima volta in vita nostra abbiamo fatto il bagno in questo nuovo grande mare, che a differenza del nome, &amp;amp;#232; il pi&amp;amp;#249; pericoloso al mondo. L&amp;#39;acqua non &amp;amp;#232; lontanamente paragonabile a quella caraibica!
Atterrati a Panama City, veniamo avvolti da un&amp;#39;umidit&amp;amp;#224; molto fastidiosa, che per&amp;amp;#242;, l&amp;#39;aria condizionata a manetta del nostro bus ci fa ben presto dimenticare... Per raggiungere il nostro &amp;amp;quot;villaggio turistico&amp;amp;quot; percorriamo due ore di strada e la mia attenzione &amp;amp;#232; subito catturata dalla rigogliosa vegetazione, a tratti impenetrabile e subito la mia mente cominciava a fantasticare, immaginando magari, piantagioni di coca nascoste e narcotrafficanti, mimetizzati, che controllavano il tutto!
Passiamo anche su un ponte che sovrastava il celeberrimo Canale, quello che ha reso Panama famosa in tutto il mondo e che ha tanto arricchito questo piccolo staterello!
Ma, giunti nel nostro villaggio iper turistico, una delusione contagiosa s&amp;#39;impossessa di noi. Ma dove siamo? A Beverly Hills? Tanti lussuosi e grandi fuoristrada, americani e canadesi ovunque con le loro pance in bella mostra, i loro modi &amp;amp;quot;caciaroni&amp;amp;quot; da padroni del mondo... Non &amp;amp;#232; il Panama che mi aspettavo, mi pareva di essere atterrato per sbaglio in California!
Ma il nostro spirito di viaggiatori ci porta, dopo cena, subito a fare un giretto al di fuori del villaggio, nel paesino di Farallon!
Un&amp;#39;insieme di classiche caserelle coloniali-caraibiche, col giardinetto con le amache e le famigliole, un p&amp;amp;#242; come avveniva in Italia 50 anni fa, riunite attorno al &amp;amp;quot;focolare&amp;amp;quot;, chiacchierano tranquillamente. L&amp;#39;amaca magari &amp;amp;#232; il loro &amp;amp;quot;focolare&amp;amp;quot;! La gente ci saluta, ci sorride, &amp;amp;#232; cordiale con noi. I bambini ci vengono incontro, i ragazzi scherzano con noi e noi godiamo di questi momenti anche quando Carlo propone un minuto di silenzio per ascoltare la Natura che ci parlava!
Sulla strada del ritorno ci fermiamo a chiacchierare con un&amp;#39;allegra famigliola, chiediamo come trascorrono di solito le serate l&amp;amp;#236; e loro, meravigliati: &amp;amp;quot;Come? C&amp;#39;&amp;amp;#232; la balera l&amp;amp;#236;! Ogni sera si balla!&amp;amp;quot;, come per dire, che domanda stupida! Dovrebbero vedere come le trascorriamo noi,invece, nel nostro grigio Paese in inverno, dopo una stressante, noiosa e stancante giornata di lavoro! E&amp;#39; proprio vero, si accontentano di nulla e ne sono felici! Diceva bene quel poeta che solo i bambini e gli ignoranti sono felici perch&amp;amp;#232; non hanno la conoscenza di nulla! 
 
06. 01. 2007 Penonom&amp;amp;#232; (PANAMA)
 
La mattinata la trascorriamo sguazzando come delle anguille appena liberate in acqua, giocando a calcio coi colombiani, scherzando con questi ultimi sui narcotraffici e la coca e facendo lunghe passeggiate circondati da simpaticissimi uccelletti e lottando con il sole che anche qui picchia di brutto!
 
Nel pomeriggio, con un autobus locale e con 3$ andata e ritorno: io, Jeff, Carlo e zia Anna partiamo alla scoperta della pi&amp;amp;#249; vicina cittadina: Penonom&amp;amp;#232;!
 
Divertentissimo il viaggio nel piccolo pulmino che si fermava ogni volta che vedeva qualcuno lungo la strada. Arrivati a destinazione notiamo le occhiate incuriosite della gente, sempre sorridenti. Diciamo che questo paese non si pu&amp;amp;#242; certo definire un luogo turistico! Giriamo tra i classici negozietti caraibici dalle insegne pubblicitarie multicolori e dipinte direttamente sui muri degli stessi!
 
Un simpaticissimo vecchietto, sarto di mestiere, ci accoglie nel suo &amp;amp;quot;laboratorio&amp;amp;quot; anni &amp;#39;40; un&amp;#39;anziana donna ci mostra orgogliosa il suo presepe nel salotto di casa sua! E&amp;#39; questo per me lo spirito giusto quando si viaggia! 
 
Tornati alla &amp;amp;quot;base&amp;amp;quot; conosciamo Lorena, un&amp;#39;allegra vicentina (nonostante sia una vigilessa urbana, scherzo!), in vacanza da sola qui e diventa subito nostra &amp;amp;quot;compagna di merende&amp;amp;quot;! 


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/panama/diario_di_viaggio_panama_8317.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Panama by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>PANAMA</category><pubDate>Wed, 09 Dec 2009 19:07:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/panama/diario_di_viaggio_panama_8317.ashx</guid></item><item><title>Paraguay by www.born2travel.it, Ciudad del este, Hernandarias</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/paraguay/diario_di_viaggio_paraguay_6516.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/paraguay/diario_di_viaggio_paraguay_6516.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6516/81710.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PARAGUAY, Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


20.01.2009 Hernandaria (PARAGUAY)

[Nick]: Veloce colazione e via di corsa a prendere l’autobus che ci porter&amp;amp;#224; in Paraguay.

William &amp;amp;#232; dei nostri. Questa &amp;amp;#232; l’unica frontiera che conosco dove si entra senza nessun controllo.
La citt&amp;amp;#224; paraguyana al confine si chiama Ciudad del Este ma nemmeno arriviamo che subito saliamo sul primo autobus che passa… destinazione: Boh! Lo scopriremo strada facendo.
Poco dopo la diga di Itaip&amp;amp;#249;, mezz’ora di cammino pi&amp;amp;#249; tardi e dopo aver cambiato autobus lungo il tragitto ci fermiamo ad Hernandaria, cittadina famosa per… lo scopriremo strada facendo!?!

[Nick]: Senza mete o programmi decidiamo di scendere in una via che sembra abbastanza movimentata (tre cani ed un gatto); si avvicina una vecchia e ci dice di stare attenti con la video camera e la macchina fotografica… Benvenuti!
Un boccone al volo da “Tio Caye”  e giusto per dare un senso a questa giornata ci avventuriamo alla ricerca dell’” oficina de correo”. Il bello &amp;amp;#232; in un paese di 100 abitanti, 99 non avevano la minima idea di dove si trovasse questo strano posto (ufficio postale)… Chi ci indirizza l&amp;amp;#236;, chi al lato opposto… Girovaghiamo per un po’ come trottole finch&amp;amp;#232; becchiamo quell’unico che la conosceva. Corsa contro il tempo perch&amp;amp;#233; stava per chiudere e la troviamo chiusa!
Almeno abbiamo visto un po’ di niente, che tanto adoriamo noi.
Riprendiamo il bus per Ciudad del Este e ritorniamo all’attacco e alla ricerca del nostro ufficio postale… Dopo tanto peregrinare finalmente ci riusciamo…

A questo punto possiamo goderci lo shopping senza tasse che offre questo porto franco!

E’ il fiume Paran&amp;amp;#224; a dividere il Paraguay dal Brasile. C’&amp;amp;#232; un lungo ponte che collega questi due Paesi e proprio la mancanza di controlli doganali mi ha fatto venire l’idea di attraversare tutto il ponte a piedi… “Son andato in Brasile a piedi!!!!”

Serata finale a Foz do Igua&amp;amp;#231;u. Stanotte abbiamo il volo di rientro a San Paolo.
Ceniamo, come al solito da “Moraschin”, gelato al solito posto dalla bella Cris… E’ incredibile come abbiamo creato il nostro habitat anche in un posto cos&amp;amp;#236; lontano…


[ continua su:  www.born2travel.it  ]
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12. 11. 2008 Doha (QATAR)

Doha &amp;amp;#232; uno snodo aeroportuale per l’Estremo Oriente povero. Il 90% delle persone che atterrano qui sono solo in transito e diretti in India, Bangladesh, Pakistan, Filippine, Sri Lanka ecc.
Siamo in Qatar! Ricordiamo che la celebre emittente televisiva: “Al Jazeera” trasmette da qui, oltre questo non so cos’altro potrebbe rendere famosa questa piccola terra immersa nel deserto e nata sul petrolio…

[Nick]: Dopo un veloce pasto al McDonald ci siamo avviati per la “Corniche”, un vialone che costeggia il Golfo Persico… Ad un certo punto ci imbattiamo in un mercato del pesce tirato su in quel momento dai pescatori locali…

Doha. Una citt&amp;amp;#224; dove non c’&amp;amp;#232; praticamente nulla. Un lungo vialone con tante palme dove i jeepponi 4000 Diesel di questi arabi trovano pane per i loro denti e anche attraversare la strada diventa problematico.

Qatar: un posto dove i qatarini fanno la bella vita riposandosi e gustandosi i loro narghil&amp;amp;#232; ed il resto della popolazione (nepalesi, indiani, gente del Bangladesh o Eritrea) fa il resto delle cose, cio&amp;amp;#232;: tutto! Ogni persona che ho incontrato lungo la mia strada, per curiosit&amp;amp;#224;, ho sempre chiesto da dove proveniva… nessuno ha mai risposto: Qatar!


Mi viene da chiedere: “In Qatar, esiste una popolazione locale?”
L’unica cosa che mi ha colpito &amp;amp;#232; stata vedere i pescatori, appena tornati dalla battuta di pesca, vendere dei grandi e appetitosi pesci, nel cuore della notte, illuminati da grandi torce, lungo la costiera. Erano circondati da quei fantasmi bianchi con le loro tanti mogli coperte dal velo nero… acquistavano, contrattavano, pesavano con vecchie bilance… Molto pittoresco e anche romantico…
Peccato che il mio ginocchio continuava a tormentarmi… Per la cronaca: la settimana scorsa, in Italia, durante una partita a calcio mi son fatto male e non mi son ancora ripreso…


13. 11. 2008 Doha (QATAR)

Per questa giornata ci fissiamo pochi punti… ma confusi!

Cominciamo subito con il museo nazionale, anche se sembra disabitato…
Mi avvicino ad una guardia che, destato dal sonno, un po’ meravigliato dalla mia presenza, diciamo pure che non mi mimetizzo bene tra la popolazione del posto, mi risponde che il museo &amp;amp;#232; chiuso!
“Ah, ok. A che ora apre?” –“No, non apre!” –“Va bene, e domani a che ora?” –“No, non apre.”
Primo punto: ok! Passiamo oltre. 

Il punto due del nostro programma prevede: Visita del City Center. Il cuore di ogni grande citt&amp;amp;#224;! Dopo parecchie informazioni chieste qua e l&amp;amp;#224; e tanti passi dopo, Nick riesce a trovare un passaggio su un frigorifero a quattro ruote… Un po’ titubanti accettiamo… Speriamo bene… Ma la nostra diffidenza viene subito messa a tacere da questo bravo ragazzo che ci accompagna fino alla nostra destinazione: lo Shopping Center denominato: “City Center”! Che delusione! Un centro commerciale molto occidentale con addirittura un campo di hockey sul ghiaccio all’interno… e noi che cercavamo il centro della citt&amp;amp;#224;! 
Girovaghiamo nel grande Mall incontrando spesso i fantasmi bianchi o i domino neri finch&amp;amp;#232; decidiamo di passare al punto tre: il Post Office.


Ci dicono che da qui, il taxi costa circa 5 Riyal (1 Euro), buono! Ma appena il taxista ci vede ce ne chiede 30!  
Alla fine riusciamo lo stesso a raggiungere la nostra meta a modo nostro...
L’ufficio postale era enorme e pieno di gente. Penso che sia l’unico della citt&amp;amp;#224;, molto elegante ed arabeggiante! Ci ha serviti una timida ragazza invelata dell’Oman… Quando ricapiter&amp;amp;#224; di inviare una cartolina da qui?

Una cosa che ho notato &amp;amp;#232; che a Doha non c’erano molte moschee ed il muezzim s’&amp;amp;#232; sentito solo un paio di volte intonare le sure del Corano… Ho l’impressione di come se la religione islamica qui non fosse tanto presente! E’ proprio vero che attecchisce dove c’&amp;amp;#232; miseria e povert&amp;amp;#224;, qui mi sembrano pi&amp;amp;#249; interessati a come fare soldi e basta…

Il punto quattro prevede un salto alla TV araba pi&amp;amp;#249; famosa del mondo: “Al Jazeera”!
Che avventura per arrivarci per&amp;amp;#242;…

Decidiamo di andarci in bus… Comincia la nostra attesa… Il termometro segna 40&amp;amp;#176; all’ombra e noi, all’interno del bus stop, tutto in vetro, ci sentiamo come due polli in un micro-onde…
Attendiamo… Attendiamo… Attendiamo… Ogni tanto scambiamo due stanche chiacchiere, o meglio: gesti, con il muratore nepalese che condivide con noi questa lunga attesa… quando finalmente, pi&amp;amp;#249; di un’ora dopo, il nostro sospirato bus arriva… ma l’autista ci dice che siamo nel posto sbagliato!
Sudati e demoralizzati decidiamo di prendere il primo taxi utile… altra impresa!
Quando ci riusciamo, scopriamo che la nostra meta era, in realt&amp;amp;#224;, lontano un solo chilometro da dove eravamo noi…

Un po’ come Don Chisciotte e Sancho Panza, aspettando che le avventure ci piombino addosso,  notiamo un buco nella recinzione iper controllata della TV araba… decidiamo di infilarci dentro… Non l’avessimo mai fatto…

Fortunatamente qualcuno l&amp;amp;#236; su ci ama e anche questa volta ce la scampiamo ma che paura…

Con un taxi ci avviciniamo alla zona del nostro hotel e ci fermiamo per un drink in un bar di pescatori che si affaccia direttamente sul romantico Golfo Persico… Sorseggiamo una coca cola mentre attorno a noi, i qatarini fumano beati il loro “meritato” narghil&amp;amp;#232;! Tramonta il sole in questa poco interessante nazione… 

Decidiamo di cenare in un ristorantino giordano… queste cose le vivi solo quando viaggi all’avventura! Nel Petra Restaurant, oltre noi c’erano dei muratori egiziani e nepalesi che ci osservavano incuriositi e ci salutavano!

E’ ora di recarci in aeroporto. Nel cuore della notte abbiamo il nostro volo per Hong Kong!

Mentre annotavo i miei ultimi pensieri sul mio diario pensavo ai miei amici in Italia che si preparavano per il sabato sera italiano mentre io: lercio, stanco e sudato mi immergevo nel misterioso e ignoto cuore della vita araba, incantato da tutto ci&amp;amp;#242; che mi circondava…

[Nick]: Nota di merito a Mark. Non si demoralizza mai, neanche in una citt&amp;amp;#224; vuota come questa! Siamo riusciti a passarcela bene lo stesso e anche quest’avventura rimarr&amp;amp;#224; nel bagaglio delle nostre esperienze!

?? ???
 


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14. 11. 2008 Kowloon (HONG KONG)

Sette ore di volo ci hanno portato all’estremit&amp;amp;#224; del mondo asiatico…


Che risveglio! E’ stato in quel momento, mentre sorvolavamo gli innumerevoli grattacieli di questa “citt&amp;amp;#224;-stato”, che ho realizzato dov’eravamo veramente! Atterrati c’erano al parcheggio aerei di tutto l’Oriente ed Oceania: Air China, Japan Airlines, Quantas, Air New Zeland, Dragonair, Macau Airways… Siamo ad un passo dalla Malesia, Filippine, Indonesia, Cina, Australia…

Siamo nell’ex colonia britannica… E proprio da quest’ultimi hanno ereditato gli autobus a due piani, la guida a sinistra… La Regina Elisabetta II rimane per&amp;amp;#242; solo un lontano ricordo da rintracciare in qualche vecchio centesimo di dollaro di Hong Kong…

Il primo impatto &amp;amp;#232; stato molto pittoresco… Maestosi grattacieli che s’ergevano dappertutto, alcuni erano dei veri e propri alveari umani, si intravedevano centinaia e centinaia di piccole finestrelle, quasi come e fossero delle celle che bucavano quegli immensi palazzoni…

Camminando lungo la famosa Nathan Road,  sembrava di essere in una Edimburgo asiatica, se invece ti intrufolavi in uno dei tanti vicoletti allora improvvisamente si materializzava una Vietnam cinese, centinaia di bancarelle che vendevano dalle pi&amp;amp;#249; inutili cianfrusaglie alle copie delle migliori marche di tutto…

Che impressione quelle grandi strade piene di migliaia di ragazzini che camminavano, chiacchieravano, sghignazzavano, ridevano e facevano casino ovunque…
Il silenzio non esisteva e si sentiva solo un perpetuo brusio di sottofondo che alla fine diventava assordante!

Come ci aspettavamo c’erano migliaia di negozietti che vendevano articoli tecnologici all’avanguardia e quando abbiamo chiesto se avevano una memoria da un Giga per una macchina fotografica si son messi a ridere guardandoci come dei cavernicoli:  “Al massimo, la pi&amp;amp;#249; piccola &amp;amp;#232; da 4 Giga!

15. 11. 2008 Hong Kong Island (HONG KONG)

Quando si viaggia sembra che le giornate non finiscano mai! Esci di prima mattina, un po’ assonnato, e ritorni a tarda sera, spesso per una veloce doccia per poi uscire di nuovo!

Io e Nick ci divertiamo e ce la spassiamo ovunque, anche posti anonimi come Doha possono lasciare spazio a bei ricordi, figuriamoci una citt&amp;amp;#224; che non dorme mai come Hong Kong!

La giornata odierna, full immersion nella frenetica vita del posto, comincia con la visita al Tempio Tin Hau. Profumi intensi, colori forti, l’incenso che ti avvolgeva, la frutta offerta alle divinit&amp;amp;#224;…

Osservavo quelle donne anziane che accendevano bastoncini di incenso e pregavano… pregavano… e ci credevano! Io, come al solito, me ne stavo in disparte, pensieroso, meravigliandomi di quanto fosse strano il mondo…
Qualche giorno prima a Doha vedevi quegli arabi dalle lunghe barbe che si sarebbero fatti ammazzare in nome del loro Dio (magari non quelli del Qatar, pi&amp;amp;#249; interessati ai soldi che ad altro) e qui, nel Tempio taoista, persone che rinunciavano al proprio cibo per offrirlo a delle statue…

Visitiamo il mercato dei fiori e poi Yeun Po Street e il suo mercato degli uccelli! Stravagante vedere i venditori di cavallette… Che schifo!!!!

Dopo un lungo tragitto finalmente giungiamo al Tempio “Sik SIk Yeun Wong Tai Sin”. Regno di ben tre religioni: Taoismo, Buddismo e Confucianesimo; famoso perch&amp;amp;#233; qui ogni domanda trova una risposta e ogni desiderio viene esaudito.
La cosa suggestiva &amp;amp;#232; che la gente prendeva un barattolo contenente dei bastoncini di legno numerati, inginocchiatisi dinanzi alle varie divinit&amp;amp;#224; e formulata la domanda o espresso il desiderio cominciava ad agitare il barattolo cos&amp;amp;#236; tanto tempo finch&amp;amp;#232; dallo stesso non cadeva un bastoncino, il numero corrispondente era la risposta! Incaricati alla lettura erano i tanti indovini che pascolavano al di fuori del tempio. Anche noi l’abbiamo provato e mi son caduti ben tre bastoncini (31, 25 e 92), solo che non sono andato ad interpellare Nostradamus, il mio destino voglio scoprirlo da me!

Da qui, con l’efficientissima metropolitana che passa 70 metri sotto al mare e che ti permette di utilizzare sempre il tuo cellulare, ci rechiamo in un’altra isoletta per incontrare Penelope, una mia corrispondente del posto! 
Su nostra richiesta ci porta in un ristorantino caratteristico, uno di quelli dove mangiano solo loro, coi menu scritti solo in cinese, con pietanze, per il nostro palato occidentale: pessime ma la tipicit&amp;amp;#224; del luogo ci ha ripagati della fame patita…

In giro per il centro finanziario ci imbattiamo in una simpatica ragazza italiana: Raffaela, qui per una fiera sui cosmetici a cui partecipava l’azienda per la quale lavorava… Che strano un’italiana qui… Nonostante lo scetticismo iniziale, l’accogliamo nel nostro gruppo e trascorriamo un piacevolissimo pomeriggio girovagando per le innumerevoli vie del centro! 

In serata, tornando in hotel, mi intrufolo in uno dei tanti locali dove facevano karaoke! I clienti si esibivano su un vero e proprio palcoscenico cantando canzoni cinesi… Quanto ci tengono al karaoke! 



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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/hong kong/diario_di_viaggio_hong kong_8330.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Hong Kong by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>HONG KONG</category><pubDate>Thu, 10 Dec 2009 12:03:46 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/hong kong/diario_di_viaggio_hong kong_8330.ashx</guid></item><item><title>Macao by www.born2travel.it, Macao</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/macao/diario_di_viaggio_macao_8333.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/macao/diario_di_viaggio_macao_8333.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8333/82440.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MACAO, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

18. 11. 2008 Macao (MACAO)

Ci troviamo sul traghetto che ci sta riportando ad Hong Kong…
Guardando il mare che solchiamo veloci pensavo a quest’ultimo periodo della mia vita, quest’ultimo mese, da una storia finita male fino alla perdita del mio caro amico Krists… Che periodo di merda… Anche se apparentemente ho cercato di nasconderlo, in realt&amp;amp;#224;, sono stato proprio male, purtroppo sono abituato a tenermi sempre tutto dentro, mi chiudo come uno scrigno… 

Quest’ultimo viaggio, per&amp;amp;#242;, mi ha dato la giusta carica, mi ha fatto spezzare un po’ con l’opprimente quotidianit&amp;amp;#224;, sto ricaricando le batterie, ne avevo bisogno, avevo bisogno di respirare aria nuova, conoscere nuova gente, fare nuove avventure…
Ho sentito dire tante volte: “Ho fatto questo viaggio perch&amp;amp;#232; volevo ritrovare me stesso”; ed io non capivo cosa intendessero, mi sembrava una di quelle frasi fatte che alla fine non vogliono dire nulla. Ora ho capito!
Stamattina, dopo la colazione al 19&amp;amp;#176; piano del nostro hotel a Shanghai Street, ci siamo diretti al molo per imbarcarci per l’isoletta di Macao…

Arriviamo alle 9.15 e insistevamo per prendere il traghetto delle 9.30… Alla fine ci dirottano su quello delle 10.30 e nel frattempo ne approfittiamo per fare un salto all’ufficio postale non lontano dal porto, con tanto di indicazioni scritte sia in inglese che in cinese, queste ultime davvero utilissime, quasi come un lascia passare, bastava che le mostrassimo che subito ci indicavano la retta via senza che ci sbattessimo pi&amp;amp;#249; di tanto…
Alla fine raggiungiamo il molo un quarto d’ora prima della partenza… Chi se lo immaginava che prendere un traghetto qui aveva le stesse regole dell’imbarco su un aereo…

Cominciano tante burocratiche formalit&amp;amp;#224;, file a destra e sinistra, visti da compilare, quasi rimaniamo a terra… Siamo gli ultimi ad imbarcarci… Giusto in tempo!

A bordo comincio a chiacchierare con due, che scopriremo mamma e figlia, anche se sembravano sorelle (pur avendo una 12 anni e l’altra 40!): Isabelle e Charlotte di Singapore. Tra una chiacchiera e l’altra alla fine ci ritroviamo a trascorrere l’intera giornata in loro compagnia…
L’oretta di traversata passa velocemente e subito mi colpisce il bilinguismo che ancora esiste qui. Cinese e portoghese! Sebbene, come faceva notare Nick, i cinesi, come un’edera, stanno coprendo tutto ci&amp;amp;#242; che rimane del passato portoghese… e capita di vedere antichi balconi coloniali interamente sommersi da insegne cinesi…

Lungo la traversata immaginavo i navigatori del regno di Portogallo che 500 anni fa sbarcavano qui… Chiss&amp;amp;#224; cosa trovarono veramente… quanto &amp;amp;#232; affascinante la cultura cinese…

Sbrigate le varie formalit&amp;amp;#224; doganali ci dirigiamo subito a Fisherman Wharf, un deludente e piccolo luna park, molto finto… Circondati dai maestosi palazzi che ospitano i tanti casin&amp;amp;#242;, Macao &amp;amp;#232; essenzialmente famosa per il gioco d’azzardo! In taxi procediamo per Largo do Senato, la piazza principale e via lungo le varie viuzze del centro… C’erano, come ad Hong Kong i venditori di granchi, di nidi di uccelli (ottimi per la pelle), di corna di cervo, di anatre laccate ecc.

Molto caratteristica &amp;amp;#232; stata la facciata della chiesa di San Paolo, considerata come il pi&amp;amp;#249; bel monumento cristiano d’Asia, anche se resta solo una facciata…

  
Con un bus ci portiamo fino al tempio di A-Ma, un antico luogo di preghiera del 17&amp;amp;#176; secolo… Sulla cui sommit&amp;amp;#224;, un po’ come a Polonnaruwa, c’erano tante tessere colorate con su scritte preghiere o desideri…&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/macao/diario_di_viaggio_macao_8333.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Macao by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>MACAO</category><pubDate>Thu, 10 Dec 2009 12:18:33 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/macao/diario_di_viaggio_macao_8333.ashx</guid></item><item><title>Croazia by www.born2travel.it, Spalato/Split</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8313.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8313.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8313/82285.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CROAZIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

 16. 08. 2008 Spalato (CROAZIA)
Con un forte abbraccio e due baci sulle guance il nostro gruppetto dei Balcani si divide...
Il Rossho e Luly proseguiranno per Medugorie e poi Dubrovnik, Pedro via sms mi avvisa che &amp;amp;#232; ancora a Sarajevo con Jasna e non sa quando ritorner&amp;amp;#224; e questo la dice tutta, potrebbe pure riassumere il senso di un viaggio. Noi con le tre simpatiche bolognesi, in auto, ci dirigiamo verso Spalato.
Silvia, Marina e Sara son tre tipe in gamba, mi ha colpito tanto la loro organizzazione e armonia. Mi rivedevo nove anni fa al mio primo inter rail!
Il trasferimento nella &amp;amp;quot;comoda&amp;amp;quot; Clio &amp;amp;#232; stato divertentissimo!
Split, Spalato per noi italiani mi ha ricordato molto Alicante. Porto di mare, affascinante, brulicava di turisti, i classici vacanzieri di mare... Tanto diversi dai mille back-packers interessanti incontrati quotidianamente in questi giorni nei veri Balcani! 
Una cosa che mi ha fatto molto pensare &amp;amp;#232; stato vedere queste tre bolognesi mentre salutavano una coppietta di amici loro incontrati sul traghetto e si scambiavano velocemente commenti sul viaggio che volgeva al termine... 
Due mondi a confronto: il primo delle tre avventuriere in auto, dall&amp;#39;aspetto un p&amp;amp;#242; trasandato, vestite molto casual e comode, coi piedi sporchi, le mani non curate... Il secondo, quello della coppietta, puliti, profumati dagli oli del loro hotel, con pochissime cose da raccontare senn&amp;amp;#242; del sole preso sdraiati in piscina, al contrario delle mille avventure delle mie nuove amiche...
In disparte osservavo la scena e me la ridevo sotto i baffi.. Pensavo e godevo soddisfatto di appartenere al primo mondo! 
La Croazia &amp;amp;#232; alle nostre spalle e il lento ondeggiare di questo enorme traghetto (Jadrolinija) ci accompagna a salutare un&amp;#39;altra meravigliosa settimana della nostra vita che come al solito abbiamo cercato di vivere nel migliore dei modi che conosciamo: &amp;amp;quot;intensamente&amp;amp;quot;!
17. 08. 2008 Ancona (ITALIA)
Ho sentito il Rossho: &amp;amp;#232; sul traghetto e tra un&amp;#39;oretta arriva a Bari.
Luly &amp;amp;#232; rimasta ad attendere Pedro a Mostar che nel frattempo &amp;amp;#232; ancora a Sarajevo ma pare sia in partenza...
La nostra nottata sul traghetto &amp;amp;#232; stata bellissima, quasi romantica... Dopo esserci accampati da veri inter railers con materazzini, sacchi a pelo sul ponte e dopo aver cenato con le ultime cose rimaste alle ragazze ci siamo addormentati sotto un cielo meravigliosamente stellato, reso ancora pi&amp;amp;#249; unico dalla luce della luna piena...
Mi ha svegliato Silvia alle sette, siamo gi&amp;amp;#224; arrivati ad Ancona! 





[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8313.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Croazia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>CROAZIA</category><pubDate>Wed, 09 Dec 2009 18:17:24 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8313.ashx</guid></item><item><title>Bosnia by www.born2travel.it, Sarajevo, Mostar</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bosnia e herzegowina/diario_di_viaggio_bosnia e herzegowina_8312.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bosnia e herzegowina/diario_di_viaggio_bosnia e herzegowina_8312.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8312/82280.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BOSNIA E HERZEGOWINA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


11. 08. 2008 Sarajevo (BOSNIA-HERZEGOVINA)
Scrivo da uno sgangherato bus bosniaco. Ebbene s&amp;amp;#236;, viaggiamo verso Sarajevo, questa citt&amp;amp;#224; che per tanto tempo abbiamo sentito nominare dai telegiornali, protagonista di un&amp;#39;infinita guerra.
Stiamo andando proprio l&amp;amp;#236; e per un militare come me &amp;amp;#232; molto emozionante, soprattutto perch&amp;amp;#232; la Bosnia &amp;amp;#232; ancora oggi un territorio dove il nostro contingente opera!
Lungo la strada mentre costeggiavamo l’aeroporto ho visto un aereo decollare e pensavo tra me e me: &amp;amp;quot;Questo tra un&amp;#39; oretta e mezzo sar&amp;amp;#224; gi&amp;amp;#224; in Italia!&amp;amp;quot; Noi dal confine ne abbiamo impiegato pi&amp;amp;#249; di quindici! 
Adoro viaggiare in questo modo, scoprire ogni posto partendo dal basso, sicuramente pi&amp;amp;#249; faticoso e duro per i nostri corpi ma pi&amp;amp;#249; prezioso per le nostre anime...
Ci muoviamo come si muovono loro, mangiamo le stesse cose loro, anche questo &amp;amp;#232; vivere il posto che ti ospita!
Questo bus mi ricorda tanto quello preso dal Messico per il Belize, tranne per la musica che qui &amp;amp;#232; una triste litania gitana-slava e le persone non hanno il sorriso perenne di quei neri ma smunti visi scavati dalla sofferenza!
Il controllore, come tanti altri, ci parla in serbo quasi come se noi lo capissimo, ho l&amp;#39;impressione che davvero credono di essere ancora un impero, quello per cui Tito aveva tanto lavorato, ma nel frattempo, mentre Karadžic (dittatore accusato di tanti crimini contro l&amp;#39;umanit&amp;amp;#224;) viene arrestato e qui organizzano manifestazioni e proteste contro quest&amp;#39;azione. 
Un viaggio estenuante in bus, pochi chilometri percorsi in quasi 8 ore... Ogni tanto il bus si fermava, caricava gente, scaricava altre, controllava i pneumatici, si fermava dal meccanico, poi a mangiare...
La Bosnia mi ha colpito tantissimo. Ti aspetti di trovare rovine, palazzi crollati per i bombardamenti e invece... Il paesaggio da Belgrado a qui: un misto di Alpi e Finlandia. Tante verdi colline, alberi, pascoli con mucche, pecore, fiorellini... Mi aspettavo una seconda Macedonia, anzi pure peggio e invece rimango a bocca aperta una volta qui... 
12. 08. 2008 Sarajevo (BOSNIA-HERZEGOVINA)
Sicuri che c&amp;#39;&amp;amp;#232; stata la guerra qui? Beh, in periferia, molti palazzi portano i segni, le ferite di un conflitto appena passato e che deve essere cancellato ma qui...
Ieri sera chiacchieravo con Samra, una simpaticissima bosniaca, e quando le ho chiesto se sapeva indicarci un museo sulla guerra mi ha proprio gelato dicendo: &amp;amp;quot;Sinceramente non lo so, stiamo cercando di dimenticarla!&amp;amp;quot; 
Ieri, appena arrivati abbiamo cercato subito un ostello... Che avventura! Il nostro dormitorio era immerso in una traversa buia vicina ad un cimitero senza nemmeno una piccola indicazione... Faremo bene a fidarci? Se il &amp;amp;quot;guercio&amp;amp;quot; non ci avesse accompagnati con il furgoncino non l&amp;#39;avremmo mai trovato...
La gente almeno &amp;amp;#232; simpatica. Ci son vari gruppetti di australiani, svizzeri, tedesche con cui abbiamo trascorso un p&amp;amp;#242; di tempo a ridere e scherzare! 
Il centro storico mi ha colpito molto, cos&amp;amp;#236; pieno di gente, turisti non troppi, e zeppo di ragazze meravigliose. Sinceramente mi aspettavo di trovare un misto di Israele (per lo spiegamento di forze militari) e Macedonia (perch&amp;amp;#232; la popolazione &amp;amp;#232; slava-musulmana). Solo quest&amp;#39;ultima mia aspettativa coincideva anzi era impressionante vedere quelle ragazze dai corpi longilinei, visi angelici, occhi di ghiaccio ma col capo coperto dal velo...
Abbiamo conosciuto un p&amp;amp;#242; di ragazze del posto, musulmane senza velo, molto socievoli, persone che avevano vissuto la guerra sulla propria pelle, sebbene bambine. Raccontavano di rifugi, di unioni, comunit&amp;amp;#224;: &amp;amp;quot;Quello che era mio &amp;amp;#232; anche tuo!&amp;amp;quot; Ragazze i cui padri son stati chiamati a combattere e che hanno potuto riabbracciare solo 4 anni dopo, al termine del conflitto, le pi&amp;amp;#249; fortunate!
Ricordiamo che sono morte tante di quelle persone che i cimiteri non avevano nemmeno pi&amp;amp;#249; spazio, allora hanno cominciato a seppellirli nei campi da gioco che qualche anno prima (1984) avevano ospitato le Olimpiadi Invernali. Che beffa! Un campo che rappresenta il simbolo della pace del mondo e poco dopo si trasforma in un luogo di riposo eterno causato dalla guerra!
La zona Olimpica, o ci&amp;amp;#242; che ne rimane, l&amp;#39;abbiamo vista durante il tour by bus fatto con Jasna ed Emira, due ragazze conosciute il primo giorno e che ci hanno aiutati a ritrovare la strada per il nostro ostello! Jasna in particolare &amp;amp;#232; una ragazza stupenda tanto che ha fatto breccia nel cuore del mio amico portoghese convincendolo a restare a Sarajevo!
Il tour ci ha mostrato i dintorni della citt&amp;amp;#224;, mi ha colpito molto vedere il luogo dove nel 1914 fu assassinato l&amp;#39;erede al trono Francesco Ferdinando e che, come sappiamo, scaten&amp;amp;#242; la prima guerra mondiale! 
Passeggiando per il centro, ogni tanto ci faceva da sottofondo le lagnose litanie del muezzim dal minareto...  


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24. 08. 2008 Greenwich (INGHILTERRA) 
Londra nove anni dopo. L&amp;#39;ultima volta che passeggiavo per queste strade avevo un grande zaino sulle spalle, una sete tremenda di conoscenza e di avventura e tanta inesperienza ed ingenuit&amp;amp;#224;!
Quante cose son cambiate da allora. E&amp;#39; cambiata una intera vita. Se solo ci penso... 
Oggi abbiamo trascorso la mattinata al mercato di Camden Town. Un miscuglio di culture, di lingue, di stili e modi di vivere. Frittata di esistenze diverse.
Ogni volta che mi fermavo ad una bancarella o ad un chioschetto c&amp;#39;era sempre la stessa domanda: &amp;amp;quot;Where are you from?&amp;amp;quot; A quel punto il mappamondo cominciava a girare impazzito fermandosi ora in Pakistan, ora in Francia, in Corea, Thailandia, Myanmar...
Chiacchierare con i venditori, confrontarsi, scambiare idee, opinioni, dritte,consigli; complimentarsi con chi esibiva e vendeva progetti originali...
Nel pomeriggio veniamo risucchiati dal &amp;amp;quot;Carnevale Tropicale&amp;amp;quot; di Notting Hill. La sfilata era infinita ed ogni mezzo trasportava enormi casse musicali, delle vere e proprio discoteche mobili e dietro di essi file di ragazze nere, mascherate che ballavano stregate dalla musica... Tanta gente sventolava le bandiere dei propri Paesi d&amp;#39;origine, non mi aspettavo di trovare una comunit&amp;amp;#224; caraibica cos&amp;amp;#236; numerosa...
Ho notato, per&amp;amp;#242;, che i vari gruppi non erano suddivisi per nazione,come mi aspettavo, ma per quartieri. Federica, una torinese che lavora in un chioschetto italiano qui a Camden Town, m&amp;#39;ha detto che la sera diventava molto pericoloso quel posto perch&amp;amp;#232; le varie bande dei quartieri approfittavano del casino per regolare qualche conto...
Quelle persone provenivano da veri paradisi terrestri dove c&amp;#39;&amp;amp;#232; sempre il sole. Sembrava che in questa occasione si sforzassero di ricreare il proprio &amp;amp;quot;habitat naturale&amp;amp;quot;, in una Londra piovosa e sempre grigia che non conosce il sole... 
25. 08. 2008 Londra (INGHILTERRA) 
In diretta dal Mercato di Camden Town.
Stamattina ce l&amp;#39;abbiamo fatta! Sveglia alle sette, ottima colazione preparata dalla cara Emilia, corsa in metro e bus per arrivare in tempo per prendere posto nel mercatino come venditori! 
Attendiamo, mentre la grande macchina commerciale comincia ad aprire gli occhi, a svegliarsi dopo il &amp;amp;quot;duro&amp;amp;quot; week end. Lo fa molto lentamente perch&amp;amp;#232; oggi &amp;amp;#232; il Bank Holiday e la gente non lavora. Ma i mercanti sono tutti qui, per loro le feste sono ragione di ulteriore lavoro. 
Le bancarelle cominciano a prendere forma. Tanti scheletri di ferro diventano delle gioiellerie da strada, erobristerie israeliane, gallerie di arte londinese. C&amp;#39;&amp;amp;#232; di tutto di pi&amp;amp;#249;...
Era la prima volta che assistevo alla nascita di un mercato... Li ho sempre odiati perch&amp;amp;#232; troppi incasinati, troppa gente che ti spinge, ti schiaccia... 
Stamattina ho visto/vissuto questa nuova esperienza guardandola con un occhio diverso. L&amp;#39;attesa dei venditori, le impressioni, le speranze; l&amp;#39;assegnazione della bancarella; l&amp;#39;addobbo della stessa, ognuno utilizzando il proprio estro, la propria creativit&amp;amp;#224;!
Ieri da visitatore, oggi da venditore in questo mercato che ormai sento gi&amp;amp;#224; un p&amp;amp;#242; anche come &amp;amp;quot;mio&amp;amp;quot;. Assistente di mio fratello, che cerca di proporre le sue T-shirt e con esse la sua arte.
Qualche ora dopo eravamo gi&amp;amp;#224; amici di tutti i commercianti vicini e si delineavano i vari personaggi: il lento e saggio 80enne croato dei saponi profumati; lo squilibrato mago Sirus; ilsimpatico e nostalgico pittore napoletano: Valerio che ogni tanto ci raccontava gli aneddoti dell&amp;#39;italiano emigrato; la coppia di cinesi della bijotteria e potrei continuare per molto...Mi piace immaginarli ora di nuovo a chiacchierare col pubblico cercando di vendere, allegramente, la propria 
25. 08. 2008 Londra (INGHILTERRA) 


Charly &amp;amp;#232; appena ripartito per l&amp;#39;Italia. E&amp;#39; brutto dividersi durante un viaggio...
Stamattina per&amp;amp;#242; siamo riusciti a visitare l&amp;#39;Osservatorio di Greenwich. Nacque con lo scopo di aiutare i navigatori visto che sovente capitava che si perdessero o finissero morti di fame e sete in mezzo all&amp;#39;oceano o, ancora, si schiantassero contro qualche roccia. 
La linea del primo meridiano del globo... Punto di riferimento di tutti gli orologi del mondo! 
Solo. Seduto in camera di Emy, annoto le mie prime impressioni, ogni tanto lancio uno sguardo dalla finestra che d&amp;amp;#224; direttmante sulla tranquilla Bellott Road e ammiro la vita inglese che placidamente mi scorre davanti... 

27. 08. 2008 Londra (INGHILTERRA) 
Seduto in un parchetto tra il Big Ben, The House of Parliament e Westminster Abbey. 
Nove anni fa ero proprio qui... Gli zaini pi&amp;amp;#249; grandi di noi, la nostra voglia di fare, il nostro immenso spirito d&amp;#39;avventura...
Oggi ho fatto un p&amp;amp;#242; il turista: Piccadilly Circus, Buckingham Palace, Trafalgar Square... A Covent Garden hopranzato con Emy con una gustosa &amp;amp;quot;jacket potato&amp;amp;quot; alla cipolla... 
Covent Garden mi ha un p&amp;amp;#242; deluso, mi aspettavo molta pi&amp;amp;#249; gente.
Nel pomeriggio son ritornato di nuovo a Notting Hill. Il parco reso famoso dall&amp;#39;omonimo film con Julia Roberts non l&amp;#39;ho trovato, in verit&amp;amp;#224; non l&amp;#39;ho nemmeno cercato, mi son diretto a Portobello Road, in una Notting Hill molto pi&amp;amp;#249; tranquilla della carnevalizia che avevo conosciuto qualche giorno fa...
Portobello Road mi ha ricordato quando ero bambino ed in particolare del cartone animato: Mary Poppins in cui c&amp;#39;era una bella canzone dedicata al piccolo mercatino omonimo. Mi son soffermato a gironzolare per strada ammirando i tanti negozietti di antiquariato e le loro cianfrusaglie...
Poco dopo la metro mi lascia proprio aipiedi del Big Ben... Fermata: Westminster. Tanti flash-back appaiono nella mia mente, ricordo tutte le volte che ci son stato... sin dalla prima (1996)... Riguardo l&amp;#39;Abbazia di Westiminster e mi si stampa dinanzi agli occhi la foto di gruppo che scattammo proprio qui coi miei compagni del college di Oxford! 


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10. 08. 2008 Belgrado (SERBIA)
La notte in treno &amp;amp;#232; trascorsa molto meglio del previsto coccolati dal nostro controllore factotum Zoran.
Dividiamo la cuccetta con una coppietta di giapponesi di Osaka, un p&amp;amp;#242; rimbambiti, i classici tipi che quando ci parli ti danno sempre l&amp;#39;impressione di non avere la minima idea di dove si trovino... 
Addirittura quando il controllore, per sbaglio, sequestra loro l&amp;#39;Eurail ticket, a bocca aperta, guardandomi stupefatto, invece di discutere e farsi restituire il proprio biglietto, mi continuava a dire: &amp;amp;quot;Unbelieveble&amp;amp;quot;. Alla fine gli abbiamo dovuto risolvere noi il problema... 
Ci svegliamo a Šid-???, confine tra Croazia e Serbia. 
La gente comincia a cambiare, il paesaggio pure, attraversiamo piccole stazioncine dalle sbarre piegate in due mentre i ragazzini lavano i parabrezza delle auto in fila...
Le vecchiette dai volti scavati dalle rughe, chiss&amp;amp;#224; quante ne hanno passate, sedute tranquille, coi fazzoletti che avvolgono i capelli bianchi, lavorano all&amp;#39;uncinetto.
[Rossho]: E domani si va in Bosnia... Oggi &amp;amp;#232; stata una giornata piena piena... Abbiamo rivisto Marjia che ci ha chiesto di trovarle un posto come badante in Italia... Assurdo... Quanto la vita pu&amp;amp;#242; essere ingiusta... Da noi ragazze raccomandate e saccenti, senza esperienze di vita fanno i magistrati... e qui dobbiamo sentire queste richieste da persone cos&amp;amp;#236; speciali... Assurdo... 
Quant&amp;#39;&amp;amp;#232; cambiata Belgrado dall&amp;#39;ultima volta... Migliorata, occidentalizzata, modernizzata, globalizzata... Cammini per la stupenda via principale e sei circondato da negozi tipo: Zara, Terranova, Nike... Ma perch&amp;amp;#232; una nazione non pu&amp;amp;#242; avere una propria identit&amp;amp;#224;, un proprio ego e c&amp;#39;&amp;amp;#232; sempre questa continua corsa a cercare di essere tutti uguali, come ad avvalorare l&amp;#39;antico detto: &amp;amp;quot;Ogni mondo &amp;amp;#232; paese!&amp;amp;quot;
  
11. 08. 2008 Sarajevo (BOSNIA-HERZEGOVINA)
Scrivo da uno sgangherato bus bosniaco. Ebbene s&amp;amp;#236;, viaggiamo verso Sarajevo, questa citt&amp;amp;#224; che per tanto tempo abbiamo sentito nominare dai telegiornali, protagonista di un&amp;#39;infinita guerra.
Stiamo andando proprio l&amp;amp;#236; e per un militare come me &amp;amp;#232; molto emozionante, soprattutto perch&amp;amp;#232; la Bosnia &amp;amp;#232; ancora oggi un territorio dove il nostro contingente opera!
Lungo la strada mentre costeggiavamo l’aeroporto ho visto un aereo decollare e pensavo tra me e me: &amp;amp;quot;Questo tra un&amp;#39; oretta e mezzo sar&amp;amp;#224; gi&amp;amp;#224; in Italia!&amp;amp;quot; Noi dal confine ne abbiamo impiegato pi&amp;amp;#249; di quindici! 
Adoro viaggiare in questo modo, scoprire ogni posto partendo dal basso, sicuramente pi&amp;amp;#249; faticoso e duro per i nostri corpi ma pi&amp;amp;#249; prezioso per le nostre anime...
Ci muoviamo come si muovono loro, mangiamo le stesse cose loro, anche questo &amp;amp;#232; vivere il posto che ti ospita!
Questo bus mi ricorda tanto quello preso dal Messico per il Belize, tranne per la musica che qui &amp;amp;#232; una triste litania gitana-slava e le persone non hanno il sorriso perenne di quei neri ma smunti visi scavati dalla sofferenza!
Il controllore, come tanti altri, ci parla in serbo quasi come se noi lo capissimo, ho l&amp;#39;impressione che davvero credono di essere ancora un impero, quello per cui Tito aveva tanto lavorato, ma nel frattempo, mentre Karadžic (dittatore accusato di tanti crimini contro l&amp;#39;umanit&amp;amp;#224;) viene arrestato e qui organizzano manifestazioni e proteste contro quest&amp;#39;azione. 
Un viaggio estenuante in bus, pochi chilometri percorsi in quasi 8 ore... Ogni tanto il bus si fermava, caricava gente, scaricava altre, controllava i pneumatici, si fermava dal meccanico, poi a mangiare...
La Bosnia mi ha colpito tantissimo. Ti aspetti di trovare rovine, palazzi crollati per i bombardamenti e invece... Il paesaggio da Belgrado a qui: un misto di Alpi e Finlandia. Tante verdi colline, alberi, pascoli con mucche, pecore, fiorellini... Mi aspettavo una seconda Macedonia, anzi pure peggio e invece rimango a bocca aperta una volta qui... 


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03. 02. 2008 Panama City (PANAMA) 
[Nick]: Sdraiato sul mio sedile in business class...
Dopo lo scalo nella capitale panamense ci imbarchiamo ma c&amp;#39;&amp;amp;#232; qualcosa che non va... Il nostro posto &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; occupato. In gergo: &amp;amp;quot;Double Seating&amp;amp;quot; (hanno assegnato lo stesso posto a due persone), parliamo con la hostess e ci chiede di attendere che tutti prendano posto, dovremo arrangiarci un p&amp;amp;#242;! Iniziamo bene!
Nel frattempo Mark chiacchiera con un hostess molto carina... L&amp;#39;imbarco termina e ci assegnano due posti proprio dove c&amp;#39;&amp;amp;#232; una colonia di vacanzieri che fanno casino... Continuiamo bene!
Ci sistemiamo consapevoli che sar&amp;amp;#224; un duro volo di rientro quando all&amp;#39;improvviso si avvicina l&amp;#39;hostess con cui parlava prima Mark e ci chiede se vogliamo accomodarci in business class per rimediare al disturbo creatoci... Undici ore in business! Wow! 
Come falchi ci fiondiamo sulle nostre nuove poltroncine che ben presto trasformiamo in un vero e proprio letto mentre lo steward ci porgeva un bicchiere di champagne... Che spettacolo: lettino, televisore personale, giochini vari, snack e drink in ogni momento e cena a base di pesce...
Il volo trascorre molto velocemente... Mi godo gli ultimi momenti in business... E pensare che ci siamo finiti in quanto militari, il pilota del nostro velivolo &amp;amp;#232; un ex dei nostri... Allora non ci sono solo fregature a fare il nostro lavoro?
All&amp;#39;inizio mi son sentito un p&amp;amp;#242; fuori luogo, non ero abituato a tutto quel lusso e a tutte quelle attenzioni. Ho capito ancora di pi&amp;amp;#249; cosa hanno provato Maylediz e la cugina quel giorno all&amp;#39;Hilton con noi e mi son sentito ancora pi&amp;amp;#249; fiero di aver reso possibile, con Nick, ci&amp;amp;#242;.
Gracias Colombia 


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25. 01. 2008 Somma Lombarda (ITALIA) 
Quando si viaggia gli imprevisti ci sono sempre...
Ed eccoci in un alberghetto non lontano da Malpensa quando invece saremmo dovuti essere in volo gi&amp;amp;#224; da due ore...
Ci hanno spostato il volo per Cartagena di pi&amp;amp;#249; di otto ore! Per rimediare un p&amp;amp;#242; i danni ci hanno fatto alloggiare in un hotel vicino l&amp;#39;aeroporto. Questo ritardo ci far&amp;amp;#224; arrivare a destinazione all&amp;#39;una di notte invece che alle 15! Che peccato! Perderemo un venerd&amp;amp;#236; intero... Ma a questo punto mi interessa solo partire, mantenere la calma e non avvelenarci, come hanno fatto in tanti, per evitare di iniziare questa vacanza col piede sbagliato!
S&amp;amp;#236;, ho detto vacanza! 
26. 01. 2008 Cartagena (COLOMBIA)
Il jet lag mi ha fregato di nuovo... Nonostante siamo andati a dormire alle quattro di mattina, due ore dopo ero gi&amp;amp;#224; fresco ed arzillo svegliato da alcune urla che provenivano dalla spiaggia del mio hotel.
Mi affaccio e vedo un gruppone di ragazze che, interamente nude, facevano il bagno nell&amp;#39;oceano e urlavano!
Bienvenido a Colombia!
Il volo di ieri &amp;amp;#232; stato molto stancante, un p&amp;amp;#242; per la lunga attesa, aspettando che risolvessero il guasto tecnico del nostro velivolo e un p&amp;amp;#242; perch&amp;amp;#232; dodici ore di volo son parecchie!
Atterrati alle due di notte a Cartagena ci trasferiamo direttamente nel nostro lussuoso hotel: Hilton, mentre continuano a metterci in guardia su questa nazione e mentre i &amp;amp;quot;giovanotti italiani&amp;amp;quot;, (cos&amp;amp;#236; ribattezziamo i 50enni, nostri connazionali, &amp;amp;quot;turisti-sessuali&amp;amp;quot;) si sfregavano le mani e pulivano la bava pensando a ci&amp;amp;#242; che li aspettava!
Subito dopo esserci sistemati facciamo un salto alla famosa &amp;amp;quot;Dolce Vita&amp;amp;quot; (di cui tutti parlavano), discoteca frequentata solo dai &amp;amp;quot;giovanotti&amp;amp;quot; e prostitute.. Altissimo livello!
Appena arriviamo l&amp;amp;#236;, dalla porta esce una Venere accompagnata dal &amp;amp;quot;nonno&amp;amp;quot; europeo... Lei alta, capelli lunghissimi biondi, viso angelico, vestitino molto &amp;amp;quot;ino&amp;amp;quot;, tacchi a spillo, gambe perfette e abbronzate... Ma dove siamo?
Affianco a noi c&amp;#39;&amp;amp;#232; un ridicolo uomo italiano che seduto, come un playboy, su una panchina vicino ad una bellissima ragazza del posto, in uno spagnolo arrancato le chiede: (parole testuali) &amp;amp;quot;Ma dos horas nella mia stanza... Cuanto?&amp;amp;quot;
Decidiamo di andarci a riposare senza neppure entrare mentre altri due connazionali e coetanei contrattavano con Julio il quantitativo di droga da comprare...
Dimenticavo che tra i tanti sfigati conosciuti finora ce n&amp;#39;era uno che si salvava: Ivan, un uomo sardo che, amante del Sudamerica, stava per cominciare una vera impresa, dalla Colombia al Canada (saltando gli U.S.A.) in sei mesi, seguendo la Panamericana!
[N.d.r.] Spero di non offendere nessuno, ma mi faceva proprio male vedere quelle ragazzine sfruttate da uomini, con la fede al dito, che magari in Italia, con moglie e figli, avrebbero fatto i moralisti... 
In mattinata, con Ivan, passeggiamo un p&amp;amp;#242; lungo la spiaggia e cominciamo ad avere una prima idea di questo luogo che ci ospita!
La spiaggia non &amp;amp;#232; un granch&amp;amp;#232;, &amp;amp;#232; vulcanica, quindi: nera, piena di gente locale e con dei palazzoni immensi lungo tutta la costa che ti d&amp;amp;#224; l&amp;#39;idea di stare in Brasile!
I beach boys colombiani sono appiccicosi e petulanti, mi dispiace che ci offrano solo droga e prostitute, ma d&amp;#39;altronde &amp;amp;#232; ci&amp;amp;#242; che il 99% degli &amp;amp;quot;europei medi&amp;amp;quot; cerca qui! 
Con un taxi ci rechiamo in centro. Cartagena &amp;amp;#232; un misto di Panama Vieja e l&amp;#39;Avana, Alterna vicoli molto caratteristici con balconi coloniali, colorati a piazzette stile Cuba! Ogni tanto mi veniva in mente la magia che si respirava in quella mitica citt&amp;amp;#224;!
Abbiamo visitato un p&amp;amp;#242; il centro, ci siamo infilati nelle loro calles, confusi tra loro, chiacchierato e scherzato con loro!
Abbiamo pranzato in un supermarket, nella loro mensa, su un piccolo balcone che affacciava sulla Plaza des Rolojes, gustando la loro quotidianit&amp;amp;#224;!
A Plaza Santo Domingo abbiamo incontrato Iris, una ragazza che Nick aveva conosciuto in internet prima di venire qui! E&amp;#39; stato bellissimo gironzolare con una ragazza del posto che ti raccontava e spiegava le bellezze della sua citt&amp;amp;#224;! Abbiamo bevuto qualcosa in un piccolo bar solo per colombiani, ci davano attenzioni, erano incuriositi da noi... Bellissimo!
[Iris Pomares Belem da Cartagena, Colombia]: Ho conosciuto due nuovi amici, due persone che vengono dall&amp;#39;altra parte del mondo, diversa cultura, differenti tradizioni... 
[Nick]: Abbiamo fatto una bella ripresa a dei ragazzi che giocavano a scacchi ed &amp;amp;#232; stato emozionante quando la promoter dell&amp;#39;evento ci ha lasciato un messaggio video che recitava cos&amp;amp;#236; pi&amp;amp;#249; o meno: &amp;amp;quot;Guardate e comprenderete che la Colombia &amp;amp;#232; capace anche di belle manifestazioni!&amp;amp;quot; 


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04. 01. 2008 Trou Aux Biches (MAURITIUS) 
La piccola isola Mauritius ci accoglie con un timido sole, nell&amp;#39;estremo sud, ma noi siamo diretti nella parte nord dove il sole &amp;amp;#232; molto forte!
Da bravi &amp;amp;quot;turisti/pecoroni&amp;amp;quot;, con il &amp;amp;quot;nostro&amp;amp;quot; gruppo, seguiamo tutte le varie procedure, ritiro bagagli &amp;amp;quot;tutti assieme&amp;amp;quot;, il benvenuto della corrispondente del &amp;amp;quot;nostro&amp;amp;quot; tour operator, l&amp;#39;appello, &amp;amp;quot;tutti uniti&amp;amp;quot; nel &amp;amp;quot;nostro&amp;amp;quot; van che ci porta al &amp;amp;quot;nostro&amp;amp;quot; hotel/villaggio, l&amp;#39;animatrice che dice sempre le stesse cose, le stesse raccomandazioni: (telefonare in Italia con il cellulare costa tanto, &amp;amp;#232; meglio comprare una scheda locale... ma dai! Stasera ci sar&amp;amp;#224; una riunione in cui ci spiegheranno tutte escursioni che potremmo fare ecc.) Mentre io mi assentavo con la mente rapito da ci&amp;amp;#242; che la natura riusciva a mostrare attraverso il finestrino del &amp;amp;quot;nostro&amp;amp;quot; piccolo van...
Mauritius ha una vegetazione molto rigogliosa e questo grazie al fatto che qui piove spesso e volentieri... Mi ha fatto pensare ad un misto tra Panama e Belize... 
Dopo un&amp;#39;oretta di tragitto in cui abbiamo attraversato quasi l&amp;#39;intera isola giungiamo a destinazione... 
Manco il tempo di capire dove siamo o di cambiarci che gi&amp;amp;#224; stiamo sguazzando in acqua...
L&amp;#39;Oceano Indiano, visto da qui, fa molto meno paura rispetto allo Sri Lanka!
Son rimasto un p&amp;amp;#242; disorientato quando, dinanzi ad uno spettacolo cos&amp;amp;#236; bello, piccola spiaggia bianca e un&amp;#39;acqua trasparente, son rimasto poco colpito, come chi ne ha gi&amp;amp;#224; visti tanti! Non voglio essere cos&amp;amp;#236;! Vorrei continuare ad emozionarmi ogni volta come se fosse la prima volta...
Nel pomeriggio decidiamo di fare un p&amp;amp;#242; di spesa per la &amp;amp;quot;stanza&amp;amp;quot; (acqua, biscotti ecc.). Andiamo nella vicina Grand Baie, Nick riesce addirittura a trovare un passaggio in auto con una simpatica famigliola locale e dopo un p&amp;amp;#242; eccoci nel grandissimo &amp;amp;quot;Super U&amp;amp;quot; a fare acquisti rimembrando le spese fatte a Playa del Carmen, in Messico!
Pensavo: &amp;amp;quot;Qualche ora fa ero a Milano sotto la neve ed ora mi trovo in un altro mondo, dove &amp;amp;#232; estate, sono in costume da bagno (bagnato), infradito... 
Alla sera siamo &amp;amp;quot;cotti&amp;amp;quot;, io preferisco riposarmi chiacchierando con una bellissima signora romana/sarda: Giancarla, del pi&amp;amp;#249; e del meno. Nick, nonostante tutto e tutti, va in discoteca a ballare con Ivano (il responsabile del nostro tour operator in loco).
05. 01. 2008 Perebeyre (MAURITIUS)
[Nick]: Stamattina saremmo dovuti andare a Port Louis ma non ci siamo svegliati... Non succeder&amp;amp;#224; di nuovo ma eravamo davvero stanchi... Confidavo in Mark ma per non svegliarsi manco lui vuol dire che eravamo proprio alla frutta!
Come dice mio padre: &amp;amp;quot;Un p&amp;amp;#242; calmo non ci sai proprio stare?&amp;amp;quot; Eh no!
Che peccato dormire fino a tardi in un posto del genere, salta la visita alla capitale ma non ci perdiamo di certo d&amp;#39;animo, breve sguardo alla mappa dell&amp;#39;isola e subito dopo rieccoci gi&amp;amp;#224; in giro in un bus locale diretti in una localit&amp;amp;#224; poco a nord di Grand Baie: Perebeyre. 
La spiaggia non &amp;amp;#232; nulla di che ma che bello fare il bagno e prendere il sole in mezzo ai mauriziani, lontani dai luoghi battuti dai turisti... Tutti neri attorno a noi, le belle &amp;amp;quot;cioccolatine&amp;amp;quot; (come direbbe Jeff) che passeggiavano con quei corpi cos&amp;amp;#236; sinuosi, mi ha ricordato tanto la spiaggia di Santa Maria a Cuba...
Alla fermata del bus conosciamo una famiglia dell&amp;#39;isola di Reunion con cui abbiamo chiacchierato a lungo, non avevo mai conosciuto nessuno di quel posto e quindi ero molto curioso.
Che storia! L&amp;#39;isola di Reunion, un&amp;#39;isoletta tra il Madagascar e Mauritius che per&amp;amp;#242; &amp;amp;#232; territorio francese a tutti gli effetti! Hanno l&amp;#39;euro, parlano francese, il passaporto francese e sono considerati &amp;amp;quot;Francia&amp;amp;quot; al 100% pur essendo a pi&amp;amp;#249; di mille km dalla &amp;amp;quot;madrepatria&amp;amp;quot;, un p&amp;amp;#242; come Martinica, Guadalupa e Guyana Francese. Miss Francia &amp;amp;#232; dell&amp;#39;Isola Reunion e paradossalmente noi potremmo andare l&amp;amp;#236; anche solo con la carta d&amp;#39;identit&amp;amp;#224;! 
06. 01. 2008 Ile Aux Cerfs (MAURITIUS)
[Nick]: Seduto su un muricciolo che d&amp;amp;#224; sulla splendida isola annoto un p&amp;amp;#242; di avvenimenti...
Partiamo da ieri sera: mentre Mark si imbarcava con Giancarla e company verso la disco: Enfant terrible, io andavo con Ivano e le due hostess russe in un&amp;#39;altra. 
Imbottiti di free drinks, ho bevuto quattro rum e ananas di seguito e dopo un p&amp;amp;#242; mi son sentito un mattone sullo stomaco, ma mi son divertito tantissimo. Abbiamo ballato fino alle 2.30 (musica un p&amp;amp;#242; scarsa) ma in quei momenti ci si bada poco, eravamo noi in mezzo soli mauriziani e potevi ammirare che bei scherzi che la natura faceva: mulattine dagli occhi a mandorla, ragazze di colore con gli occhi verdissimi... 
[Nick]: La serata &amp;amp;#232; stata favolosa, ho ballato tanto e quando ritorno in camera, Mark ha voglia di chiacchierare e si parla fino alle 4.30 con sveglia alle 7.00! Come due zombie, in pochi minuti siamo pronti! Un van ci porta, con un&amp;#39;ora di viaggio, al porto, dove ci imbarchiamo su un battello battente bandiera mauriziana... 
All&amp;#39;inizio eravamo un p&amp;amp;#242; preoccupati perch&amp;amp;#232; avevamo acquistato quest&amp;#39;escursione in un chioschetto che si spacciava per ufficio turistico, ma ancora una volta il nostro istinto ha avuto ragione, con pochi euro abbiamo organizzato una bellissima visita. 
[Nick]: Prendiamo un motoscafo super veloce che ci conduce all&amp;#39;Isola dei Cervi. L&amp;#39;isola &amp;amp;#232; bellissima, mare maldiviano, pranziamo in una zona nascosta, con dell&amp;#39;ottimo pesce a barbecue. 
Subito dopo riprendiamo il nostro motoscafo per un giro dell&amp;#39;isola by boat. Ci fermiamo vicino a delle cascate dove degli atletici ragazzi del posto si tuffavano per i turisti... Sulla nostra imbarcazione cantiamo e ridiamo con dei turisti di Reunion. Nel pomeriggio torniamo alla nostra spiaggetta per l&amp;#39;ultima tintarella gustando i vari frutti tropicali che vendevano ovunque... 
Ho fatto una lunga passeggiata con Giancarla lungo la battigia ammirando gli indigeni scampagnare e fare il bagno... Vedevi gli islamici che si tuffavano vestiti da capo a piede, gli induisti che coi loro lunghi sari si bagnavano timidamente, i turisti occidentali mezzi nudi, devo dire per&amp;amp;#242; che c&amp;#39;&amp;amp;#232; un grande rispetto verso questa popolazione da parte nostra perch&amp;amp;#232; finora non ho ancora visto una donna in topless. 
[Muriel Pa&amp;amp;#252;s da Cilaos, Reunion]: J&amp;#39;&amp;amp;#233;tais d&amp;#39;avoir fait votre connaissance. Vous &amp;amp;#233;tes sympa. J&amp;#39;attends votre mails pour apprendre &amp;amp;#225; parler votre langues qui sont magnifiques a bientot, j&amp;#39;espere chez nous ou chez vous. 


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02. 12. 2007 Amman (GIORDANIA) 
Atterriamo in questa citt&amp;amp;#224; misteriosa. Dall&amp;#39;alto solo poche luci... 
Siamo in Giordania, che emozione! Questi sono i posti dov&amp;#39;&amp;amp;#232; vissuto Ges&amp;amp;#249;. In questi giorni attraverseremo tanti luoghi mistici, tante volte ascoltati leggendo la Bibbia o il Vangelo o i sermoni dei nostri parroci durante le messe... Io che sono un p&amp;amp;#242; ignorante in materia, oggi, posso raccontare ancora poco, per&amp;amp;#242; ne sapr&amp;amp;#242; di pi&amp;amp;#249; nel corso del nostro tour, in fondo viaggiare vuol dire pure imparare. 
Amman ci accoglie come una Cancun araba. Tanti McDonalds, Kfc, Burger King con le caratteristiche insegne colorate scritte in arabo.
La Giordania &amp;amp;#232; una nazione filo-occidentale. Re Hussein, artefice del Settembre di sangue del 1972 dove fece trucidare migliaia di palestinesi, si salv&amp;amp;#242; solo grazie all&amp;#39;appoggio degli americani. A stemperare gli animi ci ha pensato il figlio: Abdellah, sposando la bellissima e nobile palestinese: Rania.
Matrimonio diplomatico? Non so, so solo che l&amp;#39;attuale regina di Giordania &amp;amp;#232; meravigliosa! 
03. 12. 2007 Umm Qeis (GIORDANIA) 
Visitiamo la citt&amp;amp;#224; di Umm Qeis (nome biblico: Gadara). Da qui abbiamo potuto ammirare le alture del Golan e in lontananza il lago di Tiberiade. Peccato che non conosco i testi sacri, avrei apprezzato ancora di pi&amp;amp;#249; questa visita.
Questa citt&amp;amp;#224;, ormai disabitata, conserva i resti di due antiche civilt&amp;amp;#224;: quella romana e quella bizantina. C&amp;#39;erano anfiteatri romani, mosaici bizantini, persino i resti di una chiesa...
Da qui procediamo per Jerash (la vecchia Gerasa), lungo le strade solo rovine, sporcizia e distruzione. Che brutto effetto!
Ci fermiamo a visitare un piccolo frantoio... Un olio d&amp;#39;oliva spettacolare... Che profumo! Quel colore oro... Immaginavo, con un p&amp;amp;#242; d&amp;#39;acquolina, una fetta di pane caldo e un filo di quell&amp;#39;olio... M&amp;#39;&amp;amp;#232; venuta tanta di quella voglia che una volta in albergo mi son fatto preparare un piattone d&amp;#39;insalata verde con olive che galleggiava su quell&amp;#39;olio. Che bont&amp;amp;#224;! Le cosa naturali son sempre le pi&amp;amp;#249; buone. 
Jerash era un misto di Luxor e Pompei. Molto grande, anch&amp;#39;essa piena di resti del periodo romano e con sfondo tutta la bianca cittadina arroccata su una collinetta. Bello il Cardo, la piazza ovale, il Ninfeo, il Tempio di Diana (o Artemide). Ogni tanto si sentiva il richiamo del &amp;amp;quot;muezzim&amp;amp;quot; dal minareto che rendeva ancora pi&amp;amp;#249; indimenticabile l&amp;#39;esplorazione del sito.
Quasi tutte le case son costruite con blocchi di pietra bianca che provengono dalle tante cave giordane.
Ritornati ad Amman cerchiamo di organizzare una visita in Terrasanta contattando varie agenzie viaggio locali. Ma che avventura... 
Nel tardo pomeriggio, con un taxi, andiamo in centro. Che bello passeggiare per i viali della citt&amp;amp;#224;...
Amman. Solo il nome mi affascina ed emoziona. Quando ci penso mi viene in mente quand&amp;#39;ero bambino e mio padre mi interrogava sulle capitali. &amp;amp;quot;La capitale della Giordania?&amp;amp;quot; - &amp;amp;quot;Amman&amp;amp;quot;. Ed ora son qui!
Che strano passeggiare tra gente coi &amp;amp;quot;kefia&amp;amp;quot; rossi a quadri, donne velate, alcune anche con l&amp;#39;impressionante burka nero, vicino a negozi che vendevano oro e l&amp;#39;esponevano come se fossero salsicce fuori ad una macelleria, senza porte blindate, n&amp;amp;#232; guardie... Tanto nessuno ruba qui, ti tagliano le mani senn&amp;amp;#242;!
Mi ha deluso solo il &amp;amp;quot;suq&amp;amp;quot; (il mercato arabo), mi aspettavo qualcosa di pi&amp;amp;#249; romantico invece dell&amp;#39;accozzaglia di negozietti, tutti rigorosamente che mostravano i ritratti di Re Hussein o Abellah nelle pose pi&amp;amp;#249; disparate... 
  
04. 12. 2007 Qasr Al-Kharanah (GIORDANIA) 
[Nick]: Amman &amp;amp;#232; interamente costruita su sette colli (come Roma), adesso ne conta diciannove e ci sono anche alcune zone abitate dai profughi palestinesi.
Ieri a Gadara mi ha colpito molto un&amp;#39;iscrizione lasciata nei pressi di una tomba romana... Recitava questi versi: &amp;amp;quot;A te che passi di qui oggi... Io ieri ero come te e tu domani sarai come me... perci&amp;amp;#242; divertiti&amp;amp;quot;! Gi&amp;amp;#224; lo sapevano ai tempi dei romani eppure oggi, nel 2007, c&amp;#39;&amp;amp;#232; ancora gente che non l&amp;#39;ha capito...
Stamattina abbiamo visitato Betania, il luogo dove fu battezzato Ges&amp;amp;#249; ad opera di Giovanni Battista; il sito non &amp;amp;#232; nulla di eccezionale per&amp;amp;#242; &amp;amp;#232; commovente per il significato storico-religioso che riveste. Siamo stati a cinque metri dal confine con Israele segnato dal passaggio del fiume Giordano.
In seguito siamo andati a fare un bagno nel Mar Morto. La sua salinit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; pari al 33%, che strana sensazione il galleggiamento forzato.
L&amp;#39;acqua era abbastanza fredda e non avevo n&amp;amp;#232; l&amp;#39;asciugamano, n&amp;amp;#232; qualcosa di asciutto per cambiarmi! Ma di certo non potevo farmi sfuggire un&amp;#39;occasione del genere... Nella terra di Sodoma e Gomorra ci siamo spogliati e tuffati in acqua... Mi &amp;amp;#232; venuto subito in mente quando ero bambino e vidi una foto in un depliants di viaggi: c&amp;#39;era un signore che galleggiava comodamente sdraiato e leggeva un quotidiano, quasi come se fosse su una poltrona. L&amp;#39;abbiamo fatto pure noi e ci siamo divertiti moltissimo. 
Nel pomeriggio abbiamo raggiunto alcuni caravan-serragli: &amp;amp;quot;Qasr Al-Kharanah&amp;amp;quot;, situato sulla strada che si addentra nel cuore del Medio Oriente. In passato &amp;amp;#232; stato un punto molto importante, luogo di riposo, &amp;amp;quot;motel&amp;amp;quot;, per usare un termine pi&amp;amp;#249; moderno, per i cammellieri che si recavano in Persia.
E&amp;#39; stato emozionante vedere i cartelli che indicavano il confine con l&amp;#39;Arabia Saudita (50 km) o con l&amp;#39;Iraq (250 km). Qualche centinaia di km da noi c&amp;#39;&amp;amp;#232; una guerra sanguinosissima!
Percorrere quella lunga lingua d&amp;#39;asfalto nel mezzo del deserto, la stessa che percorrevano i giornalisti occidentali quando, durante le due guerre del Golfo, tentavano di entrare in Iraq attraverso la Giordania...
[Nick]: Oggi ho avuto conferma che i tassisti giordani son troppo forti! Quello di stasera ci ha raccontato che era stato in Germania da clandestino grazie a un visto e documenti falsi acquistati in Cecoslovacchia alla cifra di 1000 euro... Inoltre era stato pure ad Oslo e ci ha mostrato tutte le foto che, tra l&amp;#39;altro, esponeva nel taxi! 
Non sapeva minimamente dove fosse il nostro hotel e si &amp;amp;#232; fermato 800 volte a chiedere informazioni offrendoci un gratuito tour di Amman by night! 


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_8326.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Giordania by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>GIORDANIA</category><pubDate>Thu, 10 Dec 2009 10:13:52 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_8326.ashx</guid></item><item><title>Israele by www.born2travel.it, Gerusalemme</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/israele/diario_di_viaggio_israele_8327.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/israele/diario_di_viaggio_israele_8327.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8327/82407.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ISRAELE, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

08. 12. 2007 Gerusalemme (ISRAELE) 
Quest&amp;#39;escursione in principio ci ha preoccupati un p&amp;amp;#242; per le tante difficolt&amp;amp;#224; che avremmo incontrato lungo il nostro tragitto: tra visti, burocrazia, controlli, dogane ecc.
Ma proprio queste preoccupazioni sono quelle che alla fine rendono un viaggio pi&amp;amp;#249; entusiasmante. Sono le spezie e gli ingredienti giusti che fanno poi la differenza. 
Il nostro caro amico Ahmad viene a prenderci puntuale con l&amp;#39;autista nel nostro hotel come da accordo. Si parte.
Dopo un&amp;#39;oretta circa arriviamo alla frontiera giordana. Paghiamo la tassa di uscita ed eccoci poco dopo stipati in un bus sgangherato mentre attraversiamo una lingua di terra desolata lunga tre chilometri, la cosiddetta &amp;amp;quot;terra di nessuno&amp;amp;quot; fino a giungere ad una barriera con tante guardie, fili spinati, telecamere, agenti in borghese ma armati con fucili mitragliatori ultra tecnologici. Non dimentichiamo che Israele possiede l&amp;#39;esercito pi&amp;amp;#249; potente al mondo, anche pi&amp;amp;#249; equipaggiato di quello americano! 
Ci controllano e ricontrollano, body checks vari, poi ognuno di noi viene sottoposto ad un vero e proprio interrogatorio. &amp;amp;quot;Perch&amp;amp;#232; sei venuto in Israele? Dove andrai? Conosci qualcuno qui? Quanto tempo starai qui? Con chi sei venuto? Da quanto tempo conosci ogni singola persona che &amp;amp;#232; qui con te? Dove vi siete conosciuti? E via cos&amp;amp;#236;...
Naturalmente chi si reca in questa nazione via aerea eviter&amp;amp;#224; tutte formalit&amp;amp;#224; che abbiamo dovuto sopportare noi! 
Cos&amp;amp;#236; tante domande a raffica che alla fine, un p&amp;amp;#242; disorientato, dimentico di sottolineare che non volevo il timbro israeliano sul passaporto (alcune nazioni non ti permettono l&amp;#39;accesso nel loro territorio se possiedi il visto o il timbro doganale di Israele, quindi puoi chiedere di fartelo apporre in un foglio a parte)! Tutti ce lo dimentichiamo... Bene, dovremo rifare il passaporto una volta in Italia!
Dopo tante formalit&amp;amp;#224; viene a prenderci il nostro nuovo autista. Il nostro &amp;amp;quot;tour&amp;amp;quot; prevedeva due auto, due autisti e due guide. Rispettivamente uno giordano e l&amp;#39;altro israeliano visto che ad entrambi &amp;amp;#232; vietato oltrepassare la frontiera altrui.
Comincia l&amp;#39;emozionante ingresso in Israele. La nostra guida, il simpatico e preparatissimo Samer ci spiega minuziosamente tutti i luoghi che stiamo attraversando e quelli che visiteremo. Attraversiamo il Deserto di Giuda e la nostra prima tappa &amp;amp;#232; il Monte degli Ulivi.
Mentre Samer ci raccontava tutte le storie di quei posti leggendari e ci faceva appassionare con la sua enfasi, io pensavo tra me e me: &amp;amp;quot;Altro che Lonely Planet, qui ci vorrebbe la Bibbia!&amp;amp;quot; 
Visitiamo il luogo dove avvenne l&amp;#39;Assunzione, il Cenacolo (dove fu consumata la celeberrima &amp;amp;quot;Ultima cena&amp;amp;quot;), il Golgota (dove fu crocefisso Ges&amp;amp;#249;), il Santo Sepolcro (dove fu seppellito) e tanti altri che ogni volta mi facevano venire la pelle d&amp;#39;oca nel vero senso della parola... A me che non son tanto religioso...
Che sensazione forte pensare che proprio in quei luoghi, dove in quel momento passeggiavamo noi, 2000 anni fa son successe cose cos&amp;amp;#236; grandi che avrebbero cambiato il mondo!
Mi &amp;amp;#232; dispiaciuto tantissimo non essermi documentato come si doveva prima di andare l&amp;amp;#236;, l&amp;#39;avrei di certo apprezzata di pi&amp;amp;#249;. 
Di sicuro la cosa che mi ha emozionato &amp;amp;#232; stato il &amp;amp;quot;Muro del Pianto&amp;amp;quot;. Vedere quei ragazzi, dai capelli rasati e le basette lunghe che penzolavano sulle orecchie, con quegli abiti un p&amp;amp;#242; strani, il copricapo tipo papalina che pregavano con un tale impeto, una tale forza ed intensit&amp;amp;#224;, con una mano appoggiata al muro e l&amp;#39;altra che manteneva un libro di preghiere... Ad alta voce, ognuno per conto suo, si dibatteva mentre urlava al cielo le sue preghiere. Quei ragazzi della mia et&amp;amp;#224; che gridavano con tanta veemenza quei versi sacri. Quei bambini, seduti, dai volti annoiati, accanto ai genitori che pregavano. Oggi tra l&amp;#39;altro &amp;amp;#232; sabato e questo giorno per gli ebrei &amp;amp;#232; sacro. Non si lavora, non si fa nulla se non pregare. E&amp;#39; vietato persino l&amp;#39;uso dell&amp;#39;auto, si va a piedi al &amp;amp;quot;Muro del Pianto&amp;amp;quot; e si prega: gli uomini da un lato e le donne da un altro. 
Vediamo anche la celebre &amp;amp;quot;Cupola d&amp;#39;Oro&amp;amp;quot; della Moschea di Gerusalemme e dopo vari check points riusciamo ad entrare in Palestina, nella citt&amp;amp;#224; di Betlemme, dove nacque Ges&amp;amp;#249;!
Improvvisamente tutto cambia qui. Non si vedono pi&amp;amp;#249; scritte ebraiche o persone dalle lunghe basette ma &amp;amp;#232; tutto in arabo, riappaiono di nuovo le donne col velo e quelle col burka eppure siamo a pochi km da Gerusalemme. 
Che spettacolo anacronistico vedere quel grande muro che separa Israele dalla Palestina. Tutti quei posti di blocco, quei militari delle forze speciali che s&amp;#39;aggiravano tra i turisti armati fino ai denti...
Buttiamo gi&amp;amp;#249; il Muro di Berlino mentre qui ne stanno costruendo un altro. La storia non sempre insegna!
Proseguiamo la nostra esplorazione alla volta della celeberrima &amp;amp;quot;Mangiatoia&amp;amp;quot; (dove il bue e l&amp;#39;asinello riscaldarono Ges&amp;amp;#249; Bambino appena venuto al mondo) e la Grotta della Nativit&amp;amp;#224;. Le emozioni si susseguono a ritmo vorticoso.
S&amp;#39;&amp;amp;#232; fatto tardi! La nostra frontiera &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; chiusa (come gi&amp;amp;#224; sapevamo), dovremo lasciare la Terra Santa attraverso un&amp;#39;altra frontiera situata a nord, a due ore di strada dalla precedente e vicina ad un&amp;#39;altra citt&amp;amp;#224; di biblica memoria: Gerico. Dobbiamo sbrigarci anche perch&amp;amp;#232; non possiamo minimamente rischiare, domattina si ritorna in Italia via Amman!
Arriviamo appena in tempo anche se la burocrazia e i controlli doganali non ci abbandonano. 
Grande sospiro di sollievo: siamo dall&amp;#39;altro lato! Ma la giornata &amp;amp;#232; ancora lunga!
Un bus ci conduce alla frontiera giordana. Il militare ci avvisa che dovremmo pagare un&amp;#39;altra tassa di ingresso molto costosa. Insurrezione! Io e Nick cerchiamo di risolvere la questione diplomaticamente ma invano. Alla fine riesco a telefonare al nostro contatto giordano: Ahmad che dopo tante peripezie ci toglie dai guai... Ma ancora una volta la giornata &amp;amp;#232; ancora lunga sebbene sia notte fonda...
Notiamo due ragazze con due grandi back packs... Provenivano da Israele dopo aver viaggiato attraverso Yemen e Oman! Che matte! 
Dopo aver sbrigato tutte le formalit&amp;amp;#224;, Ahmad ci chiede una cortesia che per&amp;amp;#242; ci far&amp;amp;#224; perdere altro tempo!
Finalmente riusciamo a ripartire con due taxi. Diamo un passaggio anche alle due ragazze ungheresi. Ben presto la nostra auto si trasforma in una discoteca ambulante araba. Musica ad altissimo volume mentre noi balliamo nonostante siamo stretti come sardine (in 4 dietro in un surrogato della nostra FIAT 127 araba). Ogni tanto il volume si abbassa perch&amp;amp;#232; ci sono gli onnipresenti check points...
Arriviamo verso mezzanotte ad Amman e subito corriamo a ringraziare di cuore il grande Samer che ci ha organizzato un meraviglioso tour! 
Eva ed Aniko dormiranno da noi, infiltrate, domani hanno il volo di ritorno per Budapest... Prepariamo un lettino da campo con tanto di coperte e cuscini sulla moquettes e via in giro per Amman... 
 
  
[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/israele/diario_di_viaggio_israele_8327.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Israele by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>ISRAELE</category><pubDate>Thu, 10 Dec 2009 11:26:57 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/israele/diario_di_viaggio_israele_8327.ashx</guid></item><item><title>Palestina by www.born2travel.it, Betlemme</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/territori occupati palestina/diario_di_viaggio_territori occupati palestina_8328.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/territori occupati palestina/diario_di_viaggio_territori occupati palestina_8328.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8328/82412.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TERRITORI OCCUPATI PALESTINA, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

08. 12. 2007 Gerusalemme (ISRAELE) 
Quest&amp;#39;escursione in principio ci ha preoccupati un p&amp;amp;#242; per le tante difficolt&amp;amp;#224; che avremmo incontrato lungo il nostro tragitto: tra visti, burocrazia, controlli, dogane ecc.
Ma proprio queste preoccupazioni sono quelle che alla fine rendono un viaggio pi&amp;amp;#249; entusiasmante. Sono le spezie e gli ingredienti giusti che fanno poi la differenza. 
Il nostro caro amico Ahmad viene a prenderci puntuale con l&amp;#39;autista nel nostro hotel come da accordo. Si parte.
Dopo un&amp;#39;oretta circa arriviamo alla frontiera giordana. Paghiamo la tassa di uscita ed eccoci poco dopo stipati in un bus sgangherato mentre attraversiamo una lingua di terra desolata lunga tre chilometri, la cosiddetta &amp;amp;quot;terra di nessuno&amp;amp;quot; fino a giungere ad una barriera con tante guardie, fili spinati, telecamere, agenti in borghese ma armati con fucili mitragliatori ultra tecnologici. Non dimentichiamo che Israele possiede l&amp;#39;esercito pi&amp;amp;#249; potente al mondo, anche pi&amp;amp;#249; equipaggiato di quello americano! 
Ci controllano e ricontrollano, body checks vari, poi ognuno di noi viene sottoposto ad un vero e proprio interrogatorio. &amp;amp;quot;Perch&amp;amp;#232; sei venuto in Israele? Dove andrai? Conosci qualcuno qui? Quanto tempo starai qui? Con chi sei venuto? Da quanto tempo conosci ogni singola persona che &amp;amp;#232; qui con te? Dove vi siete conosciuti? E via cos&amp;amp;#236;...
Naturalmente chi si reca in questa nazione via aerea eviter&amp;amp;#224; tutte formalit&amp;amp;#224; che abbiamo dovuto sopportare noi! 
Cos&amp;amp;#236; tante domande a raffica che alla fine, un p&amp;amp;#242; disorientato, dimentico di sottolineare che non volevo il timbro israeliano sul passaporto (alcune nazioni non ti permettono l&amp;#39;accesso nel loro territorio se possiedi il visto o il timbro doganale di Israele, quindi puoi chiedere di fartelo apporre in un foglio a parte)! Tutti ce lo dimentichiamo... Bene, dovremo rifare il passaporto una volta in Italia!
Dopo tante formalit&amp;amp;#224; viene a prenderci il nostro nuovo autista. Il nostro &amp;amp;quot;tour&amp;amp;quot; prevedeva due auto, due autisti e due guide. Rispettivamente uno giordano e l&amp;#39;altro israeliano visto che ad entrambi &amp;amp;#232; vietato oltrepassare la frontiera altrui.
Comincia l&amp;#39;emozionante ingresso in Israele. La nostra guida, il simpatico e preparatissimo Samer ci spiega minuziosamente tutti i luoghi che stiamo attraversando e quelli che visiteremo. Attraversiamo il Deserto di Giuda e la nostra prima tappa &amp;amp;#232; il Monte degli Ulivi.
Mentre Samer ci raccontava tutte le storie di quei posti leggendari e ci faceva appassionare con la sua enfasi, io pensavo tra me e me: &amp;amp;quot;Altro che Lonely Planet, qui ci vorrebbe la Bibbia!&amp;amp;quot; 
Visitiamo il luogo dove avvenne l&amp;#39;Assunzione, il Cenacolo (dove fu consumata la celeberrima &amp;amp;quot;Ultima cena&amp;amp;quot;), il Golgota (dove fu crocefisso Ges&amp;amp;#249;), il Santo Sepolcro (dove fu seppellito) e tanti altri che ogni volta mi facevano venire la pelle d&amp;#39;oca nel vero senso della parola... A me che non son tanto religioso...
Che sensazione forte pensare che proprio in quei luoghi, dove in quel momento passeggiavamo noi, 2000 anni fa son successe cose cos&amp;amp;#236; grandi che avrebbero cambiato il mondo!
Mi &amp;amp;#232; dispiaciuto tantissimo non essermi documentato come si doveva prima di andare l&amp;amp;#236;, l&amp;#39;avrei di certo apprezzata di pi&amp;amp;#249;. 
Di sicuro la cosa che mi ha emozionato &amp;amp;#232; stato il &amp;amp;quot;Muro del Pianto&amp;amp;quot;. Vedere quei ragazzi, dai capelli rasati e le basette lunghe che penzolavano sulle orecchie, con quegli abiti un p&amp;amp;#242; strani, il copricapo tipo papalina che pregavano con un tale impeto, una tale forza ed intensit&amp;amp;#224;, con una mano appoggiata al muro e l&amp;#39;altra che manteneva un libro di preghiere... Ad alta voce, ognuno per conto suo, si dibatteva mentre urlava al cielo le sue preghiere. Quei ragazzi della mia et&amp;amp;#224; che gridavano con tanta veemenza quei versi sacri. Quei bambini, seduti, dai volti annoiati, accanto ai genitori che pregavano. Oggi tra l&amp;#39;altro &amp;amp;#232; sabato e questo giorno per gli ebrei &amp;amp;#232; sacro. Non si lavora, non si fa nulla se non pregare. E&amp;#39; vietato persino l&amp;#39;uso dell&amp;#39;auto, si va a piedi al &amp;amp;quot;Muro del Pianto&amp;amp;quot; e si prega: gli uomini da un lato e le donne da un altro. 
Vediamo anche la celebre &amp;amp;quot;Cupola d&amp;#39;Oro&amp;amp;quot; della Moschea di Gerusalemme e dopo vari check points riusciamo ad entrare in Palestina, nella citt&amp;amp;#224; di Betlemme, dove nacque Ges&amp;amp;#249;!
Improvvisamente tutto cambia qui. Non si vedono pi&amp;amp;#249; scritte ebraiche o persone dalle lunghe basette ma &amp;amp;#232; tutto in arabo, riappaiono di nuovo le donne col velo e quelle col burka eppure siamo a pochi km da Gerusalemme. 
Che spettacolo anacronistico vedere quel grande muro che separa Israele dalla Palestina. Tutti quei posti di blocco, quei militari delle forze speciali che s&amp;#39;aggiravano tra i turisti armati fino ai denti...
Buttiamo gi&amp;amp;#249; il Muro di Berlino mentre qui ne stanno costruendo un altro. La storia non sempre insegna!
Proseguiamo la nostra esplorazione alla volta della celeberrima &amp;amp;quot;Mangiatoia&amp;amp;quot; (dove il bue e l&amp;#39;asinello riscaldarono Ges&amp;amp;#249; Bambino appena venuto al mondo) e la Grotta della Nativit&amp;amp;#224;. Le emozioni si susseguono a ritmo vorticoso.
S&amp;#39;&amp;amp;#232; fatto tardi! La nostra frontiera &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; chiusa (come gi&amp;amp;#224; sapevamo), dovremo lasciare la Terra Santa attraverso un&amp;#39;altra frontiera situata a nord, a due ore di strada dalla precedente e vicina ad un&amp;#39;altra citt&amp;amp;#224; di biblica memoria: Gerico. Dobbiamo sbrigarci anche perch&amp;amp;#232; non possiamo minimamente rischiare, domattina si ritorna in Italia via Amman!
Arriviamo appena in tempo anche se la burocrazia e i controlli doganali non ci abbandonano. 
Grande sospiro di sollievo: siamo dall&amp;#39;altro lato! Ma la giornata &amp;amp;#232; ancora lunga!
Un bus ci conduce alla frontiera giordana. Il militare ci avvisa che dovremmo pagare un&amp;#39;altra tassa di ingresso molto costosa. Insurrezione! Io e Nick cerchiamo di risolvere la questione diplomaticamente ma invano. Alla fine riesco a telefonare al nostro contatto giordano: Ahmad che dopo tante peripezie ci toglie dai guai... Ma ancora una volta la giornata &amp;amp;#232; ancora lunga sebbene sia notte fonda...
Notiamo due ragazze con due grandi back packs... Provenivano da Israele dopo aver viaggiato attraverso Yemen e Oman! Che matte! 
Dopo aver sbrigato tutte le formalit&amp;amp;#224;, Ahmad ci chiede una cortesia che per&amp;amp;#242; ci far&amp;amp;#224; perdere altro tempo!
Finalmente riusciamo a ripartire con due taxi. Diamo un passaggio anche alle due ragazze ungheresi. Ben presto la nostra auto si trasforma in una discoteca ambulante araba. Musica ad altissimo volume mentre noi balliamo nonostante siamo stretti come sardine (in 4 dietro in un surrogato della nostra FIAT 127 araba). Ogni tanto il volume si abbassa perch&amp;amp;#232; ci sono gli onnipresenti check points...
Arriviamo verso mezzanotte ad Amman e subito corriamo a ringraziare di cuore il grande Samer che ci ha organizzato un meraviglioso tour! 
Eva ed Aniko dormiranno da noi, infiltrate, domani hanno il volo di ritorno per Budapest... Prepariamo un lettino da campo con tanto di coperte e cuscini sulla moquettes e via in giro per Amman... 
 

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/territori occupati palestina/diario_di_viaggio_territori occupati palestina_8328.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Palestina by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>TERRITORI OCCUPATI PALESTINA</category><pubDate>Thu, 10 Dec 2009 11:35:51 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/territori occupati palestina/diario_di_viaggio_territori occupati palestina_8328.ashx</guid></item><item><title>Sri Lanka www.born2travel.it, Colombo, Dambulla, Anuradapura, Habarana, Sigirya, Polonnaruwa, Kandy, Ramboda, Nuwara Elyia, Pinnawella, Dickwella, Matara, GAlle, Dondra, Hulangawa, Mawella</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/sri lanka/diario_di_viaggio_sri lanka_8324.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/sri lanka/diario_di_viaggio_sri lanka_8324.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8324/82373.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SRI LANKA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


05. 09. 2007 Dambulla (SRI LANKA) 
Dieci ore di volo ci conducono in questa terra a tre ore e mezzo di fuso orario dall&amp;#39;Italia! Perch&amp;amp;#232;, poi, c&amp;#39;&amp;amp;#232; pure quella mezz&amp;#39;ora di differenza? I primi misteri colorano il viaggio! 
Il primo approccio, nel lungo trasferimento dalla capitale Colombo a Dambulla &amp;amp;#232; stato un misto di Vietnam (per il caos incontrollato nelle strade) e di Panama per la sua vegetazione cos&amp;amp;#236; fitta e rigogliosa!
Isola dai tanti nomi, da &amp;amp;quot;Serendib&amp;amp;quot; di tempi ormai lontani a &amp;amp;quot;Ceylon&amp;amp;quot; (durante la colonizzazione britannica) fino all&amp;#39;attuale Sri Lanka che vuol dire: &amp;amp;quot;Terra dai bei momenti capitati per caso&amp;amp;quot;.
Gli inglesi, oltre alla guida a sinistra, hanno lasciato loro in eredit&amp;amp;#224; la passione per il cricket. La nazionale singalese, difatti, &amp;amp;#232; tra le prime al mondo in questo sport e spesso capita di vedere ragazzini, in giro, giocare a questo sport. Un p&amp;amp;#242; come il calcio da noi!
In albergo veniamo accolti da tantissime scimmie che gironzolano tranquille. Ci hanno detto di stare attenti in camera e chiudere sempre tutte le finestre per evitare che entrino a fare danni! Ci&amp;amp;#242; che invece non mi aspettavo erano i pipistrelli! Ce ne sono migliaia di sera, ti svolazzano sulla testa come se fossero mosche giganti, basta farci l&amp;#39;abitudine! E nono solo... 

06. 09. 2007 Anuradhapura (SRI LANKA) 
[Nick]: L&amp;#39;autobus procede suonando il clacson in ogni momento su una strada &amp;amp;quot;tutta buche&amp;amp;quot; che fra l&amp;#39;altro dovrebbe essere una delle strade principali... Tutt&amp;#39;intorno alberi, campi, negozietti qua e l&amp;amp;#224; e banchetti che vendono frutta, davvero molto colorati!
Ad Anuradhapura abbiamo visitato un tempio che custodisce il cosiddetto &amp;amp;quot;albero di Bo&amp;amp;quot;, un albero che pare sia nato da un germoglio dell&amp;#39;arbusto sotto il quale Buddha ebbe l&amp;#39;illuminazione... Chiss&amp;amp;#224;!
La cosa che mi ha sorpreso di pi&amp;amp;#249; &amp;amp;#232; stata la cerimonia di offerta dei doni... Una fila indiana di anziane donne vestite di un bianco candido che al suono di un tamburo, pian piano, si recavano con dei vassoi colmi di doni (fiori, incenso, frutta) da deporre sotto l&amp;#39;altare dei vari Buddha! Mi ha colpito la convinzione nei loro volti mentre pregavano. 
Ho imparato che finora ci son stati quattro Buddha. Uno ogni 5000 anni. L&amp;#39;ultimo &amp;amp;#232; stato Siddharta Gotama, illuminato circa 2500 anni fa.
Per colpa dei vari attentati delle cosiddette &amp;amp;quot;Tigri Tamil&amp;amp;quot; (un&amp;#39;etnia che vive essenzialmente nel nord e che auspica alla separazione dal resto dell&amp;#39;isola), siamo stati sottoposti a controlli, perquisizioni, sia del corpo che dello zaino tantissime volte!
Ad Habarana mi ha meravigliato molto vedere le donne che si lavavano e facevano il bucato in riva ad un laghetto sporco e poi li facevano asciugare stendendoli sulle rocce... Uomini, ragazzi, bambini con saponi, dentifrici che si lavavano l&amp;amp;#236; e si asciugavano all&amp;#39;aria aperta! Un&amp;#39;altra forma di libert&amp;amp;#224;?!? 
Noi ne abbiamo approfittato per fare un giro in groppa ad un grande elefante! Da l&amp;amp;#236; mi son proprio goduto il paesaggio che ci circondava ed avvolgeva! Ogni tanto sbucava un viottolo che penetrava in oscuri cespugli da dove provenivano suoni e musiche varie! Erano i villaggi degli indigeni... Che meraviglia! Ogni tanto vedevo casettine fatte di terra... Ma con una pioggerellina non si sciolgono? Boh! 
Una cosa che mi ha un p&amp;amp;#242; deluso &amp;amp;#232; che tutti i singalesi che ci incontravano, quando capivano che eravamo italiani gridavano trionfanti: &amp;amp;quot;Italia Uno&amp;amp;quot;. L&amp;#39;Italia, paese di artisti, musicisti, poeti, navigatori, pittori, cuochi, ora &amp;amp;#232; famosa per la sigla: &amp;amp;quot;Italia Uno!&amp;amp;quot;. Che amarezza! 
07. 09. 2007 Sigirya (SRI LANKA)
Stamattina abbiamo affrontato la tanto temuta scalata della fortezza di Sigirya. Molto dura? Mi aspettavo di peggio! E&amp;#39; maestosa ed imponente questa grande roccia dai piedi di leone. Un&amp;#39;arrampicata accessibile a tutti! Ho visto impressionanti alveari, vere e proprie piramidi nere all&amp;#39;ingi&amp;amp;#249;... fabbriche di miele! 
Sigirya non conserva quasi nessun resto archeologico tranne per dei bellissimi affreschi conservati in una grotta, l&amp;#39;unica cosa bella &amp;amp;#232; il poter ammirare tutto il panorama da una cos&amp;amp;#236; alta roccia! 
Subito dopo abbiamo visitato una fabbrica di &amp;amp;quot;batik&amp;amp;quot;. Il &amp;amp;quot;batik&amp;amp;quot; &amp;amp;#232; una particolare forma d&amp;#39;arte su cotone in cui si usano colori e cera d&amp;#39;api. La caratteristica principale &amp;amp;#232; che si vede lo stesso disegno indistintamente, sia in un lato che nell&amp;#39;altro! 
Inaspettatamente, in un cortile notiamo due strani animali. Erano due casuari. Una specie di struzzo preistorico nemico dei cobra! Due zampe molto forti e grandi, petto possente, artigli sulle ali, grande corno sul capo dal lungo e aguzzo becco. Neri con il collo blu e viola.
Nel pomeriggio visitiamo Polonnaruwa. Molto belle le varie statue di Buddha scolpite nella roccia. Per realizzare la pi&amp;amp;#249; grande ci avevano impiegato dodici anni! A Polonnaruwa siamo stati circondati nel vero senso della parola dalle scimmie. Che impressione, sembrano cos&amp;amp;#236; uguali a noi, scherzavano tra di loro, si rincorrevano, giocavano, si spidocchiavano a vicenda... 
Ma per rimanere nella serie &amp;amp;quot;National Geographic&amp;amp;quot;, ci&amp;amp;#242; che mi ha colpito moltissimo sono stati i tre pericolosi varani incontrati mentre attraversavamo un ponte! 
Che bello, poi, vedere le varie scuole all&amp;#39;aperto che facevano lezione sotto l&amp;#39;ombra degli alberi e i vari studenti con le divise bianchissime....
[Nick]: Mi son emozionato nel dare un mucchio di penne che avevamo portato per l&amp;#39;occasione dall&amp;#39;Italia agli scolaretti che facevano lezione nel cortile della scuola, erano davvero contenti per una penna! 
08. 09. 2007 Dambulla (SRI LANKA) 
Mattinata interamente dedicata alla visita di Dambulla e del suo tempio.
In ogni grotta c&amp;#39;erano tantissime statue di Buddha rappresentato nelle pi&amp;amp;#249; disparate e disperate posizioni! Persino uno coi capelli e quando ho chiesto il motivo di una simile rappresentazione alla guida mi ha risposto un p&amp;amp;#242; imbarazzato: &amp;amp;quot;Beh, &amp;amp;#232; l&amp;#39;estro dell&amp;#39;artista!&amp;amp;quot; 
Quegli odori, quelle cantilene recitate ininterrottamente dai fedeli che pregavano... 
Lungo il tragitto c&amp;#39;era pure un incantatore di serpenti! Che impressione! C&amp;#39;erano ben tre cobra in un cofanetto e appena il maestro alzava il coperchio e dava un colpettino al cofanetto, improvvisamente, usciva con uno scatto fulmineo e s&amp;#39;avventava sulla mano dell&amp;#39;incantatore...
Subito dopo abbiamo fatto un giretto per la strada principale di Dambulla... E noi che chiedevamo ad un poliziotto un p&amp;amp;#242; imbarazzato dove fosse il centro della citt&amp;amp;#224;.... Non esisteva!
Nel pomeriggio abbiamo fatto un&amp;#39;escursione nella jungla! Sinceramente non &amp;amp;#232; che abbiamo visto gli animali che uno si aspetta di incontrare in una jungla tranne per qualche farfalla, piccoli rettili ecc. Ne &amp;amp;#232; valsa la pena, per&amp;amp;#242;, solo grazie al panorama che abbiamo ammirato una volta giunti alla cima di una montagna, sudati fradici ma contenti di aver raggiunto quel piccolo traguardo! 
Proprio da l&amp;amp;#236; scorgiamo in lontananza un campetto da cricket! Non possiamo farci sfuggire una simile occasione, cos&amp;amp;#236; con una simpatica coppia di ragazzi di Torino: Andrea e Giorgia. Arrivati a destinazione ci prepariamo per provare questo nuovo sport quando improvvisamente sbuca un pallone di calcio...
Da buon italiani appena lo vediamo ripieghiamo subito su un match di football: ITALIA-SRI LANKA! Dopo pochi minuti conduciamo 3-0. Ma pi&amp;amp;#249; giochiamo pi&amp;amp;#249; aumentano i nostri avversari. La partita finisce 6-5 per i tanti singalesi che hanno contribuito! 



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19. 09. 2007 Mal&amp;amp;#232; (MALDIVE) 
Dopo un&amp;#39;ora di volo atterriamo nella capitale delle Maldive.
Che spettacolo dall&amp;#39;alto vedere tutti quegli atolli. Sembravano dipinti! Quei colori, quelle forme ti davano un senso di relax, pace, tranquillit&amp;amp;#224;, quiete.
Che bello anche rivedere la combriccola della prima settimana, loro tutti abbronzati dopo una settimana in paradiso, noi carichi di nuove avventure ed esperienze da raccontare.
Anche questo viaggio &amp;amp;#232; andato. Anche questo ci ha regalato qualcosa di inestimabile valore.


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Un long week end tra amici in giro per le citt&amp;amp;#224; europee


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Un long week end tra amici in giro per le citt&amp;amp;#224; europee


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07. 05. 2007 Belize City (BELIZE) 

Il mio progetto &amp;amp;#232; iniziato! Una cosa che mi ha colpito appena salito sul bus per Belize City: scende l&amp;#39;autista, panciuto, nero ma con un viso buono, lo saluto con un &amp;amp;quot;hola&amp;amp;quot; spagnolo e lui, in perfetto inglese britannico: &amp;amp;quot;Good morning&amp;amp;quot;, ah gi&amp;amp;#224; il Belize, ex Honduras britannico, &amp;amp;#232; ancora sotto il protettorato inglese, basti vedere che sulle banconote &amp;amp;#232; raffigurata la regina Elisabetta II... Salgo sul bus e invece di un rumoroso Reggae Ton o musica latina c&amp;#39;&amp;amp;#232; una serie di vecchie canzoni country americane, stiamo proprio entrando in una nazione completamente diversa dal Messico... Oltrepassiamo la frontiera e cambia anche l&amp;#39;orario! In 100 metri ci sono 2 orari differenti! Ci troviamo nella sconosciuta Belize! Sinceramente ero abbastanza teso perch&amp;amp;#232; l&amp;#39;idea di venire qui era venuta a me quindi mi sentivo un p&amp;amp;#242; responsabile soprattutto dopo i tanti diari letti, la guida nostra e i racconti di chi c&amp;#39;era stato. E&amp;#39; un posto estremamente pericoloso! Il turismo non esiste se non nelle isolette (ndr questo non &amp;amp;#232; del tutto vero perch&amp;amp;#232; visitando il Faro di Bliss abbiamo scoperto che Belize City &amp;amp;#232; un pit stop per le navi da crociera, difatti accanto al molo c&amp;#39;erano tante bancarelle, oggi vuote perch&amp;amp;#232; non son previste navi).

Mi sentivo un p&amp;amp;#242; quando mi avventurai in Macedonia, ma in realt&amp;amp;#224; finora &amp;amp;#232; stato tutto cos&amp;amp;#236; tranquillo! Alloggiamo in una Guest House molto spartana. &amp;amp;quot;Barrack Road&amp;amp;quot; il suo nome, non esisteva un nome pi&amp;amp;#249; appropriato! Una stanza molto approssimativa, piccola e molto sporca e per di pi&amp;amp;#249; anche costosa. Noi ci sappiamo arrangiare per&amp;amp;#242; la pulizia deve essere garantita! Purtroppo qui dobbiamo tenerci ci&amp;amp;#242; che troviamo.

Nel giretto di perlustrazione facciamo pure una capatina in una scuola elementare accompagnati dal preside! Entriamo in una classe, che teneri, stavano studiando i comparativi, si alzano tutti in piedi! Chiacchieriamo un p&amp;amp;#242; e li lasciamo alla loro lezione! 

Trascorriamo tutto il pomeriggio visitando questa cittadina, pranzo tipico a base di pesce dalla famosa &amp;amp;quot;Macy&amp;amp;quot; tanto decantata da tutte le guide di viaggio! Visitiamo la chiesa pi&amp;amp;#249; grande del Centro-America, il palazzo del Governatore e assaporato un p&amp;amp;#242; di movida beliziana, cio&amp;amp;#232; ozio allo stato puro con intermezzi di elemosina!

&amp;amp;quot;Home sweet home&amp;amp;quot;! Frase storica di rientro dopo un lungo viaggio, ma di certo non mi sarei mai immaginato di sussurrarla mentalmente rientrando stasera nella nostra fatiscente stanza! Ma &amp;amp;#232; proprio cos&amp;amp;#236;, Belize City mi ha proprio deluso! All&amp;#39;inizio ero rimasto un p&amp;amp;#242; perplesso perch&amp;amp;#232; la cortesia e la gentilezza delle persone conosciute fino a pranzo mi aveva disorientato. Mi aspettavo di incontrare tanta gente poco raccomandabile che magari ci importunava per chiederci soldi, invece tutti disponibili e carini; seduto su un marciapiede, mentre ci gustavamo un gelato: ananas e cocco coi ragazzi, commentavo che se non avessi letto tutte quelle cose cattive sul conto di questa citt&amp;amp;#224; non ci avrei mai creduto! Ma mi sbagliavo! In fondo, se tutti dicono la stessa cosa un motivo ci sar&amp;amp;#224;! Presto detto, ci sediamo in un bar a bere qualcosa, chiacchierare e leggere un p&amp;amp;#242; la nostra guida quando si autoinvitavano al nostro tavolo, dandosi il cambio, vari personaggi: prima un innocuo vecchietto che si presentava come guida turistica, poi un 30enne mezzo brillo che decantava la Francia e odiava gli americani, infine un ragazzo un p&amp;amp;#242; malconcio che dopo tante chiacchiere, improvvisamente comincia a minacciarci, ci mostra tante cicatrici, alcune anche fresche e coi punti cuciti alla &amp;amp;quot;belle e meglio&amp;amp;quot;, alla prima occasione, gli offriamo una birra e ce ne scappiamo. Da una parte dovevamo provarlo pure noi, altrimenti avremmo riportato, erroneamente, che Belize City &amp;amp;#232; il posto pi&amp;amp;#249; tranquillo del mondo! 

In un certo senso, come notava Carlo, &amp;amp;#232; molto contraddittorio perch&amp;amp;#232; la maggior parte della popolazione &amp;amp;#232; formata dai Rasta la cui filosofia di vita &amp;amp;#232; &amp;amp;quot;No Money, No Problem&amp;amp;quot;, &amp;amp;quot;Peace and Love&amp;amp;quot; tra una canna di marijuana e l&amp;#39;altra. Tutti fratelli insomma, invece, qui li vedi che sembrano usciti da un video di Snoop Dog o 50 Cent, con pantaloni larghissimi, collane giganti e tutti si atteggiano a Criminal rapper.

Il bello &amp;amp;#232; che pi&amp;amp;#249; tramontava il sole pi&amp;amp;#249; aumentavano questi tipi per strada (forse sar&amp;amp;#224; stata solo una nostra suggestione). Vivono oziando e poi vengono a chiedere soldi a noi: comodo cos&amp;amp;#236;! In serata, io e Carlo ne approfittiamo per star seduti ai bordi di un marciapiede ad osservare la vita quotidiana dei beliziani che ci scorre davanti, un p&amp;amp;#242; come due spettatori al cinema e criticando aspramente la loro scarsa voglia di progredire. 

Cara Belize City, puoi vivere, turisticamente parlando, solo coi turisti delle navi da crociera che ti sfiorano per pochi istanti, quelli come noi che davvero vorrebbero scoprirti e conoscerti cos&amp;amp;#236; li fai scappare! E difatti l&amp;#39;indomani preso il primo traghetto ci dirigiamo a Caye Caulker: un&amp;#39;isoletta ad un&amp;#39;ora da qui e famosa grazie alla canzone di Madonna: Isla Bonita! 


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se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


Primo Maggio: tutti si riposano, ma noi sempre in movimento! Dopo un volo di 12 ore eccoci gi&amp;amp;#224; operativi in un van che ci porta in albergo. Il trasferimento Cancun-Playa del Carmen dura un&amp;#39;oretta e come sempre rimango affascinato dal primo timido contatto con la nuova nazione! Questa volta l&amp;#39;ingresso in hotel &amp;amp;#232; stato un p&amp;amp;#242; diverso, non c&amp;#39;era la schiera di camerieri con cocktails multicolori ad attenderci, non c&amp;#39;era il gruppetto di animatori al completo per il classico benvenuto o mille facchini che s&amp;#39;avventavano sulle nostre valigie ma un sonnacchioso &amp;amp;quot;Pedro&amp;amp;quot; che tranquillamente ci fa riempire un piccolo modulo di registrazione... senza darci il &amp;amp;quot;mitico braccialetto del turista&amp;amp;quot;! La camera &amp;amp;#232; molto lontana dagli standard a cui ci ha abituati zia Anna, ma va bene lo stesso! 

02. 05. 2007 Playa del Carmen (MESSICO)

Dopo una breve dormita a causa del jet lag, siamo subito in giro per organizzare le prime tappe del nostro viaggio. Innanzitutto bisogna cambiare i soldi... Ancora non riesco a capacitarmi di come l&amp;#39;abile ragazza del bureau de change tenta di fregarci 100 euro e se non fosse stato per l&amp;#39;attento Nick (detto il Mastice) ci sarebbe pure riuscita! Quindi: occhio! Pranzetto tipico in un ottimo ristorantino per strada: &amp;amp;quot;Los Portales&amp;amp;quot; con tanto di atmosfera inclusa nel prezzo! Un bel piatto di pollo &amp;amp;quot;asado&amp;amp;quot;, riso e fagioli neri piccanti! A stomaco pieno abbiamo organizzato la prima delle varie spedizioni: Merida. Partiremo stanotte a mezzanotte con un bus della compagnia ADO e 5 ore di tragitto ci attendono. Lo spirito d&amp;#39;avventura, affievolito in questi anni in me, ricomincia ad accendersi un p&amp;amp;#242; come il mio collo cotto dal sole... Mi sento di nuovo l&amp;#39;inter railer di una volta con tanta voglia di avventura e di scoperte!

03. 05. 2007 Merida (MESSICO)

Destinazione: Merida, capitale dello Yucatan anche perch&amp;amp;#232;, come dicevamo: &amp;amp;quot;Merida merita!&amp;amp;quot;. Giunti a destinazione, armati della nostra ormai inseparabile &amp;amp;quot;Routard&amp;amp;quot; (la &amp;amp;quot;Lonely Planet&amp;amp;quot; dei poveri) comincia la &amp;amp;quot;ricerca dell&amp;#39;alberghetto perduto&amp;amp;quot;! Girovaghiamo come tre zombies per le strade solitarie di una Merida che alle 5 di mattina sta per svegliarsi. Grazie alla nostra guida troviamo un posto economico per dormire: Hotel Margarita che con poco pi&amp;amp;#249; di 5 euro a persona a notte diventa la nostra base per i prossimi 3 giorni! E&amp;#39; un edificio coloniale di vecchia data che ricorda antichi splendori ma abbastanza accogliente, certo che alle 5.30 di mattina, con un receptionist ancora dormiente e con tutte le luci spente tranne quelle che illuminavano una grande Madonna e un albero di Natale (a maggio!) e un ingresso formato da una grande porta tetra con le sbarre (tipo quelle di una prigione) come nel pi&amp;amp;#249; classico dei films horror non lasciava molto da sperare! Sembrava l&amp;#39;inizio del film &amp;amp;quot;Hostel&amp;amp;quot;, ma l&amp;#39;apparenza, fortunatamente, ingannava! 

Colazione in centro, nello Zocalo! In quel bar, con una bella macedonia di frutta fresca nel piatto, la grande bandiera messicana che sventolava l&amp;amp;#236; di fronte a noi e la gente che ci passava davanti... che sensazioni! 

Alle 9.30 abbiamo approfittato del tour gratuito del centro storico, ma dopo una mezz&amp;#39;oretta, un p&amp;amp;#242; annoiati abbiamo fatto un salto in taxi a visitare il cimitero, famoso per le tombe colorate dove ogni colore corrispondeva al tipo di morte diversa...

Ma la nostra giornata &amp;amp;#232; ancora lunga. Acquistiamo 2 tour per i due siti pi&amp;amp;#249; importanti. Prima tappa: Uxmal! Sinceramente, un p&amp;amp;#242; come successe ad El Cairo ai piedi delle Piramidi, anche qui non son rimasto incantato come quando vidi per la prima volta Stonehenge... Le due grandi piramidi di Uxmal, tuttavia, e tutti i vari monumenti che fanno da contorno e soprattutto i vari misteri che aleggiano nell&amp;#39;aria son stati molto interessanti, questo grazie anche al fatto che eravamo gli unici visitatori del sito! Osservavamo tutti i grandi spazi che ci circondavano, magari, cercando di immaginare ci&amp;amp;#242; che centinaia e centinaia di anni fa i Maya potevano ammirare da l&amp;amp;#236;. 

Uxmal &amp;amp;#232; il posto che in assoluto mi ha colpito per la presenza di iguane. Non ne ho mai viste cos&amp;amp;#236; tante in vita mia, erano ovunque, &amp;amp;quot;cazzeggiavano&amp;amp;quot;, s&amp;#39;arrampicavano, mangiavano incuranti della presenza di questi strani esseri bipedi armati di video-fotocamera! Com&amp;#39;&amp;amp;#232; strano il mondo! 

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Un long week end tra amici in giro per le citt&amp;amp;#224; europee


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22. 11. 2006 El Alamein (EGITTO)
Mattinata trascorsa in spiaggia tra freccette, tiro con l&amp;#39;arco, beach soccer, beach volley...
E&amp;#39; anche avvenuta la prima rivolta dei cosiddetti &amp;amp;quot;prigionieri di Alcatraz&amp;amp;quot;, cos&amp;amp;#236; &amp;amp;#232; stato ribattezzato il villaggio visto che non ci danno l&amp;#39;opportunit&amp;amp;#224; di uscire, di visitare qualunque cosa, di fare nulla al di fuori del villaggio, se non con loro! 
Dopo tanti diverbi e chiarimenti, finalmente, grazie a zia Anna, forse abbiamo raggiunto un compromesso e domani dovremmo andare ad Alessandria d&amp;#39;Egitto per i fatti nostri! 
23. 11. 2006 Alessandria d&amp;#39;Egitto (EGITTO)
Dopo tanti casini, siamo riusciti ad ottenere dal general manager del villaggio un pulmino con tanto di autista e body-guard per visitare Alessandria d&amp;#39;Egitto!
Questa citt&amp;amp;#224;, in passato, porto molto importante &amp;amp;#232; stata resa celebre per il famosissimo &amp;amp;quot;faro&amp;amp;quot;, annoverato tra le sette meraviglie del mondo, ma che ora non esiste pi&amp;amp;#249;!
Fondata da Alessandro Magno, Alessandria &amp;amp;#232; la seconda pi&amp;amp;#249; significativa e popolosa dell&amp;#39;intero Egitto dopo la capitale El Cairo e conta ben sei milioni di abitanti!
Pur essendo stata fondamentale nell&amp;#39;antichit&amp;amp;#224;, oggi, sembra non essere valorizzata pi&amp;amp;#249; di tanto, infatti, oltre un misero gruppetto di turisti indo-canadesi che, essendo in crociera nel Mediterraneo, avevo deciso di fare un salto qui, non abbiamo incontrato altri turisti! Nemmeno venditori ambulanti di cartoline o di souvenirs, tranne uno di orologi falsi, che addirittura voleva vendermi un rolex taroccato al prezzo di 5 euro...
Nonostante questa sia la seconda volta che visito l&amp;#39;Egitto, posso affermare che per la prima volta volta mi son davvero sentito &amp;amp;quot;dentro&amp;amp;quot; ad una citt&amp;amp;#224; egiziana! Lontano da ogni rotta turistica e immerso completamente nella loro vita di tutti i giorni! Circondato da tantissime ragazze &amp;amp;quot;addobbate&amp;amp;quot; del cosiddetto &amp;amp;quot;hegheb&amp;amp;quot; (il velo) che ci guardavano incuriosite, alcune pi&amp;amp;#249; temerarie abbozzavano addirittura un sorriso o un: &amp;amp;quot;Hello! How are you?&amp;amp;quot; e scappavano via, mentre in sottofondo, dal minareto si sentivano le lamentose preghiere dei musulmani, quasi come un lavaggio del cervello, ogni 4 ore se ho capito bene, tutta la citt&amp;amp;#224; era invasa da quelle &amp;amp;quot;litanie&amp;amp;quot;... La religione! Proprio quella religione cos&amp;amp;#236; estremista ed intollerabile che uccide i suoi adepti facendoli immolare col miraggio di &amp;amp;quot;promesse&amp;amp;quot; che chiss&amp;amp;#224; se poi manterr&amp;amp;#224; veramente...
Come son strani questi arabi, alle donne le considerano meno di niente, anche il nostro autista e il body-guard per ogni cosa si rivolgevano a me o a Jerry, le tre donne che erano con noi (mia zia, Claudia e Virgy) erano completamente invisibili ai loro occhi! Non esistevano! Ma io leggevo nei profondi sguardi dagli occhi scuri che incontravo lungo il mio cammino un desiderio di fuga, di evasione, di buttare via quel dannato velo e mostrarsi, com&amp;#39;e nella natura vanitosa delle donne.
Tornando al nostr0 &amp;amp;quot;tour&amp;amp;quot;, abbiamo visitato la residenza estiva della famiglia reale, ora del Presidente Mubarak, un palazzo immerso nel verde ma nulla di che! Poi la moderna struttura che ospita la celebre Biblioteca di Alessandria ma che ora &amp;amp;#232; diventato una specie di museo di arte moderna. Proprio l&amp;amp;#236; siamo stati circondati da decine e decine di studentesse dai loro veli multicolori che, incuriosite da noi, s&amp;#39;avvicinavano e paradossalmente chiedevano di essere fotografate a loro volta! E&amp;#39; stato molto strano, non me lo sarei mai aspettato, pensavo che fossero schive sotto in questo caso, invece mi sbagliavo! Chiss&amp;amp;#224;, forse le generazioni future saranno diverse, pi&amp;amp;#249; emancipate. Lo spero per loro! [Nick]: Ho ripreso con la videocamera, una ragazza egiziana che mi ha colpito, davvero carina col suo hagheb rosso... mi son fatto mandare un bacio mentre la filmavo e dopo un p&amp;amp;#242; s&amp;#39;&amp;amp;#232; presentata con alcune amiche ed una macchina fotografica in mano perch&amp;amp;#232; voleva farsi fotografare con me! Me li aspettavo pi&amp;amp;#249; chiusi...
Mi sbagliavo pure quando pensavo che nel mondo arabo non esistessero i McDonalds, e invece, eccotelo l&amp;amp;#236;! Coinvolgo tutto il gruppetto e contro ogni aspettativa mangio il miglior McChicken Menu mai assaggiato! Mi colpisce positivamente sia la pulizia che la cortesia delle commesse, rigorosamente col velo!
Ma cambiamo decisamente argomento, come direbbe qualche giornalista, oggi, 23 novembre, &amp;amp;#232; un giorno molto importante per la mia vita militare perch&amp;amp;#232; giusto un anno fa, in data odierna, feci l&amp;#39;esame finale per il concorso per sottotenente e trovarmi nel Sacrario Militare di El Alamein &amp;amp;#232; una coincidenza troppo particolare, proprio io che, in quanto vice capo corso, ci sarei dovuto andare come tradizione, durante il secondo anno d&amp;#39;accademia (ma proprio quell&amp;#39;anno fu annullato!) Ma eccomi qui lo stesso!
Il Sacrario ti avvolge completamente, nel silenzioso deserto egiziano &amp;amp;#232; commovente vedere sventolare la nostra bandiera accanto a quella egiziana, e sembra che il vento &amp;amp;quot;intoni il silenzio&amp;amp;quot;.
Mi viene in mente quella storia di eroi che con tanta passione studiai o il film che con tanto fervore colp&amp;amp;#236; il mio cuore. Ho stampata ancora davanti agli occhi la frase del Generale delle truppe tedesche: Rommel che afferm&amp;amp;#242;: &amp;amp;quot;Il soldato tedesco ha stupito il mondo. Il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco&amp;amp;quot;. Questa e tante altre frasi lette in quel posto hanno riempito il mio cuore di orgoglio e commozione e mi hanno fatto sentire ancora di pi&amp;amp;#249; fiero di essere un soldato italiano! W l&amp;#39;Italia. [Nick]: Che emozione! Ne valeva la pena venire fin qui... sono posti che fanno riflettere... il coraggio... l&amp;#39;onore... il sacrificio ma soprattutto l&amp;#39;amor patrio che ultimamente non sembra rientri nell&amp;#39;animo degli italiani o quanto meno di buona parte purtroppo... 

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Un long week end tra amici in giro per le citt&amp;amp;#224; europee


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Long week end con amici in una citt&amp;amp;#224; eurpea!!!





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26. 06. 2006 Bayahibe (REP. DOMINICANA ) 
Durante il tragitto verso l&amp;#39;aeroporto di Fiumicino ci ha accompagnati la telecronaca della partita Italia-Australia (ottavi di finali della Coppa del Mondo di calcio) e Totti calcia il rigore (al 93&amp;amp;#176;) proprio mentre stiamo uscendo dall&amp;#39;autostrada e per l&amp;#39;esultanza sbagliamo strada, comincia cos&amp;amp;#236; la nostra avventura ai Caraibi, perdendo gi&amp;amp;#224; quasi il volo!
Dopo 11 ore di volo, il primo incontro fatto scendendo dall&amp;#39;aereo &amp;amp;#232; stato con l&amp;#39;umidit&amp;amp;#224;, cos&amp;amp;#236; forte che a stento ti permetteva di respirare (addirittura il 94%).
Ce ne andiamo subito a dormire per evitare, come a Cuba, che per il jet lag, alle 5 di mattina, i primi giorni, eravamo freschi ed arzilli e il pomeriggio degli zombies... 
 
27. 06. 2006 Bayahibe (REP. DOMINICANA )
Dopo circa due mesi, rieccomi sotto le palme di cocco che riparano la mia pelle cos&amp;amp;#236; sensibile da questo forte sole. Beh, &amp;amp;#232; proprio ora di un bel bagno nel famoso &amp;amp;quot;Mar dei Caraibi&amp;amp;quot;, il mare dei corsari, dei pirati... 
Mah, sar&amp;amp;#224; che qualche giorno fa &amp;amp;quot;Alberto&amp;amp;quot; (un uragano che ha colpito Cuba) ha sfiorato pure quest&amp;#39;isola o per il cattivo tempo atmosferico che ha tanto agitato i fondali, ma l&amp;#39;acqua era piena di alghe e ci ha delusi molto!
Qui, a differenza di tutti gli altri posti in cui son stato finora, non esistono ombrelloni, solo palme!
Nel primo giretto di perlustrazione al di fuori del resort abbiamo conosciuto un italiano: Bob Roy, 43enne di Treviso, tutto tatuato, che ad un certo momento della sua vita s&amp;#39;&amp;amp;#232; &amp;amp;quot;rotto&amp;amp;quot; del, come dice lui: &amp;amp;quot;sistema&amp;amp;quot; e s&amp;#39;&amp;amp;#232; trasferito qui con la moglie. Ha aperto una saletta dove fa tatoo e s&amp;#39;&amp;amp;#232; calato nella tranquilla e pacata vita caraibica, dove tutto scorre lentamente, dove la parola &amp;amp;quot;fretta&amp;amp;quot; non esiste. Ci ha raccontato migliaia di cose su questa terra; qui girare armati &amp;amp;#232; all&amp;#39;ordine del giorno e passeggiare con la pistola che penzola dalla cintura &amp;amp;#232; normale. &amp;amp;quot;Ma che siamo nel Far west?&amp;amp;quot;
Carlo se ne sarebbe innamorato e avrebbe avvalorato sempre di pi&amp;amp;#249; la sua tesi sul lasciare tutto e trasferirsi in Brasile. Ma attenzione! Il saggio Bob ha pure aggiunto che non ci si deve buttare a capofitto in questi progetti anche perch&amp;amp;#232; in questi posti o in qualunque altro paese &amp;amp;quot;poco democratico&amp;amp;quot;, non si sa mai come andranno a finire le cose. Magari oggi &amp;amp;#232; tutto rose e fiori, domani, invece, il Fidel Castro locale con un colpo di stato prende tutto e tu sei costretto a scappare via e a 50 anni non puoi rischiare di rimanere in mezzo ad una strada (com&amp;#39;&amp;amp;#232; successo al fratello in Polinesia, una famiglia di matti!) Il suo asso nella manica &amp;amp;#232; la casa che ha lasciato in Italia e che ora affitta. nella peggiore delle ipotesi, chiude tutto qui e ritorna all&amp;#39;ovile italiano! 
La cosa pi&amp;amp;#249; divertente di quando chiacchieravo con Bob &amp;amp;#232; che ogni tanto passava qualche italiano, abbronzatissimo, che lo salutava e luci raccontava tutte le loro storie. In quei momenti mi son sentito un p&amp;amp;#242; Patrizio Roversi in &amp;amp;quot;Turisti per caso&amp;amp;quot; quando intervistava i nostri connazionali trasferitisi all&amp;#39;estero.
Nel pomeriggio, in una partita a calcio conosciamo Orazio, un nostro collega dell&amp;#39;Aeronautica, in vacanza l&amp;amp;#236; per la seconda volta, e amico di un animatore: Juanito, che ora lavora in proprio e organizza &amp;amp;quot;tour fai da te&amp;amp;quot; e che potrebbe essere la nostra chiave di svolta del viaggio! 
Tra un bagno e l&amp;#39;altro in questo mare che diventa sempre pi&amp;amp;#249; bello assistiamo ad una scena pietosa dei classici italiani stupidi, ubriachi fradici, seduti al bancone o peggio, collassati sulla battigia... col fatto che &amp;amp;#232; &amp;amp;quot;all inclusive&amp;amp;quot; (cocktails alcoolici compresi e il mitico &amp;amp;quot;rhum&amp;amp;quot;, la cosiddetta vitamina &amp;amp;quot;R&amp;amp;quot;) , questi tipi, si siedono dietro al bancone e bevono, increduli, dalla mattina alla sera. Che schifo! Ieri pensavo che, secondo me, in un&amp;#39;altra vita devo aver avuto qualche trauma con qualche ubriacone, perch&amp;amp;#232; non si spiega questo mio odio nei loro confronti!
In serata: appuntamento con Juanito, finalmente lo conosciamo. Arriva con una macchina giapponese piccolina, coi vetri oscurati e con una bella mulattina. Si presenta e dice: &amp;amp;quot;Tranquilli, non &amp;amp;#232; lamia ragazza, potete fare quello che volete con lei!&amp;amp;quot; Ci porta nel suo localino a pochi chilometri dal nostro resort, nel paesino di Bayahibe. C&amp;#39;erano poche case, le classiche piccole casine dei caraibi in cui erano tutti fuori la porta a riposare, il fotografo, l&amp;#39;alberghetto aperto (per i &amp;amp;quot;clienti ad ora&amp;amp;quot;) e il piccolo bar di Juanito, una piccola sala con quattro biliardi mezzi rotti, un bancone d&amp;#39;altri tempi con una bella mulattona tettona che serviva &amp;amp;quot;cerveza&amp;amp;quot; e musica dominicana a palla! Gli “Aventura” in primis (son del posto...!)
Conosciamo un p&amp;amp;#242; di gente e come nel pi&amp;amp;#249; classico dei quadretti dei piccoli paesini ci son tutti i personaggi chiave: il bulletto di periferia, lo scemo del villaggio, la bellina che se la tira e fa girare la testa a tutti, quella pi&amp;amp;#249; &amp;amp;quot;aperta&amp;amp;quot;... 
Juanito mi racconta che ha tre ragazze che lavorano per lui... &amp;amp;quot;conquistano il pollo&amp;amp;quot; nel suo bar e poi lo &amp;amp;quot;cucinano&amp;amp;quot; nell&amp;#39;alberghetto h24 di fronte!
Tutto in un giorno! 
28. 06. 2006 Bayahibe (REP. DOMINICANA ) 
Intera mattinata dedicata all&amp;#39;esplorazione dell&amp;#39;isola. Abbiam camminato per circa un&amp;#39;ora e mezza come due Robinson Crusoe incantandoci e meravigliandoci di ogni incontro che facevamo. Rimaniamo soli con il mare, il sole, la sabbia, le onde, le palme ritte fino al cielo o sdraiate al sole sulla battigia e i tanti animaletti che ci guardavano incuriositi. Lucertoline, gechi, tanti granchietti e addirittura uno strano crostaceo: una lumaca, o meglio, un granchio con il guscio di lumaca! Ero incantato dalla natura e dalla vegetazione e pensavo che 500 anni fa quando i Conquistadores spagnoli approdarono qui, chiss&amp;amp;#224; com&amp;#39;era l&amp;#39;isola, chiss&amp;amp;#224; la popolazione. Chiss&amp;amp;#224; la flora se era tanto diversa da quella che abbiamo ammirato stamattina!
Di sicuro ad attenderci non c&amp;#39;erano gli animatori palestrati e le hostess di questi villaggi per i turisti! A questo punto la domanda nasce spontanea, come diceva qualcuno: ...&amp;amp;quot;ma se ti lamenti sempre delle vacanze e dei turisti perch&amp;amp;#232; non hai prenotato un albergo sconosciuto lontano da ogni rotta turistica? Giustissimo, direi, ma purtroppo, quando si prenota all&amp;#39;ultimo momento e soprattutto quando fino alla fine non sai ancora dove andare, &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; facile come abbiamo fatto noi! 
Ci fermiamo in un villaggetto di pescatori. C&amp;#39;erano due persone sedute all&amp;#39;ombra in una veranda. Mi avvicino, li saluto e cordialmente cominciamo a chiacchierare. Sono gentilissimi, uno di loro: Feliz, aveva un fucile a canne mozze e diceva che ra una guardia costiera;l&amp;#39;altro: Jesus, una specie di custode. Mi hanno mostrato dove vivevano e son rimasto colpito nel vedere che non avevano nulla! Son stati dolcissimi e mi son rimasti nel cuore quando salutandoci ci hanno detto: &amp;amp;quot;Vai con Dios, mio hermano!&amp;amp;quot; e quando li abbiamo ringraziati della loro disponibilit&amp;amp;#224; ci hanno ripetuto. &amp;amp;quot;Grazie a voi per essere venuti e tornate anche domani!&amp;amp;quot;
In serata, con un taxi, siam ritornati nel locale di Juanito. Tra una partita di biliardo e l&amp;#39;altra abbiamo trascorso un p&amp;amp;#242; di tempo immersi nel &amp;amp;quot;pueblo domenicano&amp;amp;quot;. Ogni tanto mi guardavo intorno e mi sentivo uno di loro, m&amp;#39;immaginavo abitante del luogo. 


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22. 04. 2006 Santa Maria del Mar (CUBA) 
Dopo interminabili file e controlli, finalmente mettiamo piede fuori l&amp;#39;aeroporto... Ecco Cuba! Proprio come l&amp;#39;avevamo letta, l&amp;#39;avevamo vista nei documentari o sentita raccontare dalle persone che ci son state o l&amp;#39;hanno conosciuta! 
Macchine anni &amp;#39;50 stile John F. Kennedy, Cadillac, enormi e vissute. Belle ragazze mulatte ovunque dagli immancabili sorrisi stampati in viso; si accontentano e vivono proprio con nulla! La vita che desidera Carlo! 
Durante il trasferimento dall&amp;#39;aeroporto al nostro hotel, abbiamo cominciato a gustare questo paradiso, i lavoratori che aspettavano incerti autobus di decenni fa che non passavano mai, auto di un altro tempo ai margini delle starde (perennemente in panne)... 
Santa Maria del Mar &amp;amp;#232; un unico grande stradone, nemmeno illuminato e che mi ricordava tanto Phan Thiet, Vietnam. Camminiamo e camminiamo finch&amp;amp;#232; incontriamo un ragazzo: &amp;amp;quot;Amigo, donde estas una discoteca?&amp;amp;quot; E lui, con fare convinto, ci dice di aspettare e si presenta con due ragazzine di 14 anni massimo! Noi lo guardiamo un p&amp;amp;#242; sorpresi-sconcertati-disgustati e andiamo via... Meno male che eravamo noi... Qui pi&amp;amp;#249; d&amp;#39;altrove ho visto con i miei occhi tristi cosa vuol dire: &amp;amp;quot;turismo sessuale&amp;amp;quot;. Quanta gente di una certa et&amp;amp;#224;, tutti sposati nei loro paesi di provenienza e che qui si atteggiano a giovanotti scapoloni! Alla reception tutti avevano preso stanze rigorosamente singole... Mi fanno proprio schifo e penso: &amp;amp;quot;Io non sar&amp;amp;#242; mai cos&amp;amp;#236;!&amp;amp;quot; 
Per strada conosciamo un gruppetto di ragazze e trascorriamo un p&amp;amp;#242; di tempo a scherzare e ridere con loro vicini al nostro hotel. Ci hanno spiegato che qui &amp;amp;#232; vietato, per le Cubane, farsi vedere coi turisti, rischiano, addirittura, l&amp;#39;arresto immediato! Fidel non vuole! A proposito, che strano vedere lungo le strade cartelloni immensi inneggianti la rivoluzione, Che Guevara o contro Bush.
Conoscere Barbara e Mirta mi ha fatto capire tante cose, qui davvero &amp;amp;#232; facile fare sesso con una ragazza; il sesso assume un significato diverso, &amp;amp;#232; una filosofia di vita, se tu offri qualcosa a loro, queste ultime si sentono in dovere di renderti qualcosa e cosa se non il loro corpo? (unica cosa che hanno e che &amp;amp;#232; bene accetta?) Chiss&amp;amp;#224;, forse non son riuscito a rendere bene ci&amp;amp;#242; che intendo dire per&amp;amp;#242; il sesso non &amp;amp;#232; un taboo qui.
Quando Barbara se n&amp;#39;&amp;amp;#232; andata mi ha voluto scrivere il suo numero di telefono... il &amp;amp;quot;suo&amp;amp;quot; per modo di dire perch&amp;amp;#232; &amp;amp;#232; il numero di casa della sua vicina... gli anni &amp;#39;50 italiani rivivono qui... 
La moneta locale &amp;amp;#232; il &amp;amp;quot;peso convertibile cubano&amp;amp;quot; e il &amp;amp;quot;peso cubano&amp;amp;quot;; il primo &amp;amp;#232; usato solo dai turisti... il secondo dai locali e vale circa 1/24 del primo... Parlando con uno dei vigilantes dell&amp;#39;hotel ci ha confessato che il loro &amp;amp;#232; uno dei mestieri pi&amp;amp;#249; retribuiti: 20$ al mese... 
23. 04. 2006 Santa Maria del Mar (CUBA)
Sveglia all&amp;#39;alba (grazie al jet lag!) e via al mare tutto il giorno! Carlo saltava, si rotolava sulla sabbia, correva ovunque, sembrava un cane appena liberato! 
Questa &amp;amp;#232; la spiaggia dei cubani, noi &amp;amp;quot;turisti&amp;amp;quot; siamo mosche &amp;amp;quot;bianche&amp;amp;quot; in tutti i sensi! Poi oggi &amp;amp;#232; anche domenica e: &amp;amp;quot;Non se trabaha...!&amp;amp;quot; son tutti qui!
[Charlie]: ...e pensare che le cubane vengono in Italia... Ma che venite a fare? Qui c&amp;#39;&amp;amp;#232; il paradiso terrestre, le persone hanno il sorriso stampato sulle labbra! Anche se non hanno la tecnologia che ci ha &amp;amp;quot;attaccato&amp;amp;quot; e &amp;amp;quot;abbattuti&amp;amp;quot;, macchine di grossa cilindrata, abiti di lusso ecc. vivono di lusso! Amo tutto di questi posti: il sole, il mare, i sorrisi, la frutta, la natura, le giornate interminabili, la musica, il ballo, le donne, la satira, il rum, la fraternit&amp;amp;#224;, la scioglievolezza in un discorso (senza taboo), il modo di affrontare i problemi... sempre con il sorriso... e sono i poveri! Noi siamo i poveri. 
La sera decidiamo di andare a ballare ma alle 18.30 ci stendiamo un p&amp;amp;#242; sul letto per un riposino, in fondo non dormiamo da giorni... peccato che ci svegliamo dopo 12 ore... 
24. 04. 2006 L&amp;#39;Avana (CUBA)
Mi suona ancora strano dire: &amp;amp;quot;Ho fatto un giretto all&amp;#39;Avana!&amp;amp;quot; 
Nel frattempo il gruppetto s&amp;#39;&amp;amp;#232; allargato, si son aggiunte due simpatiche romane: Ilaria e Marta e due milanesi matte: Leonarda e Sara. 
Che spettacolo quei vicoletti cos&amp;amp;#236; pieni di gente, quei suoni, quegli odori, le case coloniali testimoni di un passato splendore, i manifesti del regime di Fidel, che ricordavano, stile &amp;amp;quot;lavaggio del cervello&amp;amp;quot; che bisognava sempre supportare il socialismo e le sue idee! Poi per&amp;amp;#242;, vedi il degrado e le scarse condizioni igienico-sanitarie e di vita in generale e ti domandi: &amp;amp;quot;Ma questo socialismo o comunismo o come lo definisci tu &amp;amp;#232; davvero a favore del popolo?&amp;amp;quot; Non sai darti una risposta o forse, in cuor tuo, lo sai ma lo vuoi sentire detto da loro, da chi lo vive veramente e chiedi al tassista, al barista, al parcheggiatore: &amp;amp;quot;Ma insomma, com&amp;#39;&amp;amp;#232; il governo di Fidel?&amp;amp;quot; E loro, con un&amp;#39;espressione mista tra il diffidente e il diplomatico ti rispondono all&amp;#39;unisono: &amp;amp;quot;Non so, non conosco altro!&amp;amp;quot; E io mi domando, come si sentir&amp;amp;#224; quel tassista il cui guadagno mensile varia tra i 15 e 18 euro a prendere i nostri 15 euro per una sola corsa dal centro all&amp;#39;hotel! Visto che il suo stipendio non varier&amp;amp;#224; a fine mese, tutto il resto andr&amp;amp;#224; al &amp;amp;quot;Gobierno&amp;amp;quot;. E ieri al bar, stanco dei continui pensieri rivoluzionari di Charlie, l&amp;#39;ho fatto chiacchierare con il nostro barman... parlando della loro triste situazione (guadagnava 10 euro al mese) si stava quasi mettendo a piangere e Charlie non ha aperto pi&amp;amp;#249; bocca, n&amp;amp;#232; l&amp;#39;ho sentito pi&amp;amp;#249; borbottare o mormorare polemicamente come ultimamente fa.
Il &amp;amp;quot;comunismo&amp;amp;quot; &amp;amp;#232; un&amp;#39;ottima &amp;amp;quot;filosofia di vita&amp;amp;quot;, principi importanti e aulici ma assolutamente non applicabili... penso proprio che che alla morte di Fidel tutto cambier&amp;amp;#224;, ci sar&amp;amp;#224; un governo filo-occidentale e quindi filo-americano che abolir&amp;amp;#224; pure l&amp;#39;embargo e magari quest&amp;#39;isola rifiorir&amp;amp;#224; di nuovo... il sorriso di sicuro non glielo spegner&amp;amp;#224; nessuno mai! 
Nel nostro tour abbiam visitato la &amp;amp;quot;Plaza de la Revolution&amp;amp;quot; dove fu pure celebrata la santa messa quando venne il Papa a Cuba e che pu&amp;amp;#242; contenere fino ad un milione di persone. Classiche opere comuniste! Con un immenso Che Guevara che ricorda: &amp;amp;quot;Hasta la victoria siempre!&amp;amp;quot;
In serata siam stati in una discoteca: &amp;amp;quot;La casa de la musica&amp;amp;quot;. L&amp;amp;#236; mi son vergognato di essere italiano. Non ho mai visto tanti &amp;amp;quot;maiali&amp;amp;quot; 50enni e oltre, italiani eccitati e senza dignit&amp;amp;#224; tutti insieme! Li vedevi che gironzolavano in questa discoteca in mezzo a ragazzine che avranno avuto l&amp;#39;et&amp;amp;#224; delle loro figlie che li aspettavano in Italia e tutti splendenti dopo un p&amp;amp;#242; uscivano dalla sala mano nella mano o abbracciati, come dei piccioncini con queste povere ragazzine, naturalmente dopo essersi accordati con i loro viscidi &amp;amp;quot;protettori&amp;amp;quot;, amici o spesso parenti.
Carlo e Jeff appena entrati si fermano a chiacchierare con due ragazze molto carine e subito hanno specificato: &amp;amp;quot;Noi non paghiamo...!&amp;amp;quot; Non l&amp;#39;hanno nemmeno finito di dire che le ragazze erano gi&amp;amp;#224; andate via in cerca di altri... polli! Ma il colmo &amp;amp;#232; avvenuto pochi minuti dopo quando son entrate un gruppetto di altre ragazze, mio fratello si avvicina a loro e una lo guarda e dice: &amp;amp;quot;Senza soldi: nulla!&amp;amp;quot; S&amp;#39;era gi&amp;amp;#224; sparsa la voce?!? 
[Charlie]: Son seduto sul terrazzo con un buon bicchiere di rum e un sigaro (sembro Che Guevara); ogni giorno respiro, parlo con persone del posto, osservo e penso tante cose, forse troppe! Stasera, a&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_8255.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;cuba by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>CUBA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:45:29 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_8255.ashx</guid></item><item><title>Egitto del Sud by www.born2travel.it, Marsa Alam, Safaga, Luxor</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_8284.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_8284.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8284/82020.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;EGITTO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

17. 12. 2005 Marsa Alam (EGITTO) 
Ma dove siamo finiti? Qui non c&amp;#39;&amp;amp;#232; proprio nulla tranne il classico villaggio cinque stelle, molto bello, all inclusive... Il solito pessimismo del primo giorno! 
18. 12. 2005 Marsa Alam (EGITTO) 
Stamattina ci siamo divertiti molto. Ci siamo alzati tardissimo e siamo andati direttamente a tuffarci in mare, che &amp;amp;#232; a 10 metri dalla nostra stanza! La baia &amp;amp;#232; costituita da uno strato di 50 cm di barriera corallina che si estende per circa 150 metri dopodich&amp;amp;#232; c&amp;#39;&amp;amp;#232; la fossa, fai un passo in avanti e cadi gi&amp;amp;#249;... com&amp;#39;&amp;amp;#232; successo a me! 
19. 12. 2005 Marsa Alam (EGITTO) 
Da notare che all&amp;#39;ingresso della hall del nostro villaggio c&amp;#39;&amp;amp;#232; la guardia armata al posto del facchino, con tanto di metal detector!
Non esistono taxi e per fare un giro nel paesino di Marsa Alam, abbiamo dovuto prenotare un taxi un giorno prima che chiss&amp;amp;#224; da dove viene.
Stamattina abbiamo fatto snorkelling! Che emozione! La barriera corallina &amp;amp;#232; stupenda! C&amp;#39;erano pesci enormi e multicolori che addirittura si facevano toccare da noi, per non parlare poi della flora sottomarina!
La mia prima impressione &amp;amp;#232; stata di stupore; pensavo che davvero esiste un mondo parallelo, quello sottomarino! &amp;amp;quot;In fondo al mar! In fondo al mar!&amp;amp;quot; cantava qualcuno! E&amp;#39; proprio vero! Hanno ragione i cartoni animati Dysneyani come la &amp;amp;quot;Sirenetta&amp;amp;quot; o &amp;amp;quot;Alla ricerca di Nemo&amp;amp;quot; dove mostrano un altro mondo! Quello dei pesci. C&amp;#39;erano gallerie, grandi canyon e noi immersi nell&amp;#39;acqua sembravamo tanti Jacques Costeau alla ricerca di chiss&amp;amp;#224; che cosa... 
20. 12. 2005 Marsa Alam (EGITTO) 
Finalmente oggi pomeriggio siamo riusciti a noleggiare un taxi! Naturalmente dopo tanti controlli e perquisizioni all&amp;#39;autista e alla macchina! Sar&amp;amp;#224; sicuro uscire da soli? Ma il nostro autista: Saab, molto silenzioso, sembra essere una persona tranquilla!
Prima tappa: Marsa Alam City. Un piccolissimo villaggio sporco, desolato, puzzolente in cui pecore e capre imperano! Molto interessante, per&amp;amp;#242;, vedere come e dove gli Egiziani vivono davvero; dove studiano, l&amp;#39;uscita da scuola dei ragazzi e le ragazzine col velo...
Come in ogni posto arabo che si rispetti, anche qui le donne non sono per nulla considerate e cos&amp;amp;#236; il nostro autista e la nostra guida: Assan, per ogni cosa si relazionavano a noi uomini! Addirittura Assan mi ha raccontato che fino a poco tempo fa si diceva che la donna usciva da casa solo tre volte in tutta la sua vita: quando nasceva, quando andava nella casa del marito e quando moriva. Poi ha aggiunto che anche per lui tutto ci&amp;amp;#242; era un p&amp;amp;#242; esagerato, magari sei o sette volte si pu&amp;amp;#242; farle uscire... la cosa triste &amp;amp;#232; che la sua non era una battuta!
Essendo cos&amp;amp;#236; &amp;amp;quot;primitivi&amp;amp;quot; per quanto riguarda il rapporto con le donne, di conseguenza, anche la verginit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; una cosa di capitale importanza per loro. Addirittura dopo la prima notte di nozze si suole esporre fuori l&amp;#39;uscio di casa: le lenzuola sporche di sangue, testimoni della verginit&amp;amp;#224; della donna!
Dopo la &amp;amp;quot;visita&amp;amp;quot; di Marsa Alam tentiamo di risolvere un&amp;#39;altra faccenda: il cambio di denaro! In Egitto anche una cosa semplice diventa un&amp;#39;affare di Stato! L&amp;#39;unico cambio del Sud dell&amp;#39;Egitto &amp;amp;#232; nell&amp;#39;aeroporto! E come facciamo ad entrare visto che &amp;amp;#232; un aeroporto militare? Quindi inizia l&amp;#39;epopea delle varie autorizzazioni, controlli documenti, vari passaggi sotto i sempre presenti metal detectors... ma alla fine ce la facciamo! 
20. 12. 2005 Luxor (EGITTO)
Sveglia alle 3.15... si va a Luxor!
Dopo qualche ora di viaggio ci fermiamo a Safaga che &amp;amp;#232; il punto d&amp;#39;incontro dei pullman turistici di Marsa Alam e Hurgada per Luxor. Eravamo circa 60 autobus scortati dalla polizia. Beh, a dire il vero erano soldati veri e proprio armati di tutto punto. 
Il turismo rappresenta il 40% delle entrate nazionali e gli egiziani ci tengono molto alla tutela e sicurezza dei suoi visitatori.
Parte la processione, pardon, la carovana. Un lungo e noioso tragitto; ogni tanto passavamo in qualche paesino desolato, col classico egiziano che seduto per strada si gode indisturbato il suo narghil&amp;amp;#232;. Senn&amp;amp;#242; solo e sempre deserto. Che tristezza!
Visitiamo il Tempio di Karnak, molto suggestivo e dopo il pranzo in un lussuoso hotel cinque stelle (Le Meridien) vista sul Nilo ne approfittiamo per visitare questo edificio: belle le decorazioni, i dettagli curati, i quadri e il lusso tanto che sembrava di essere non in Egitto ma negli Emirati Arabi!
Con un battellino, attraversiamo parte del Nilo fino al molo che porta alla &amp;amp;quot;Valle dei Re&amp;amp;quot;. Qui son state rinvenute molte tombe dei faraoni egiziani... 
La cosa sicuramente pi&amp;amp;#249; caratteristica &amp;amp;#232; stata la visita al tempio di Luxor in notturna, quelle luci, quelle ombre, tutte quelle statue maestose e soprattutto le lamentose preghiere che provenivano dai minareti hanno reso il tutto pi&amp;amp;#249; indimenticabile.
Una cosa che davvero mi ha incantato &amp;amp;#232; stato il pensiero che quei geroglifici, che osservavo cos&amp;amp;#236; attentamente, avevano 3500 anni... 3500 anni! Vi rendete conto? 

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Long week end con amici in una citt&amp;amp;#224; eurpea!!!





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27.11. 2005  Ilha do Sal (CAPO VERDE)
Siamo in volo ormai da cinque ore. Ce ne aspettano altre due..
Prima abbiamo sorvolato dei paesi africani, molto emozionante... case bianche e basse e il deserto dall&amp;#39;alto...
Una volta arrivati, dopo una breve passeggiata sulla battigia (che tra l&amp;#39;altro, per via dell&amp;#39;alto tasso di salinit&amp;amp;#224; dell&amp;#39;acqua, illuminata dai raggi del sole,era rosa, che spettacolo!),.ci siamo denudati: via i pantaloni lunghi, il giubbino e le scarpe... indossato solo il costume e infradito siamo stati tutto il pomeriggio in giro a scoprire questo nuovo posto.
In mattinata, com mia zia e Claudia, preso un taxi, siamo andati a visitare la cittadina pi&amp;amp;#249; vicina al nostro resort: Santa Maria. Il nostro taxi improvvisamente si ferma in un grande spiazzale, ed io: “No, scusa, portaci nel centro della citt&amp;amp;#224;!” “Questo &amp;amp;#232; il centro” (che parolone!), una piazza, ma che dico piazza, uno spiazzale, scarno, spoglio, con una paio di cani scheletriti che si punzecchiavano a vicenda, uno di questi mi ha fatto morire dal ridere quando per ripararsi dal caldo eccessivo s&amp;#39;&amp;amp;#232; scavato un fosso nella sabbia e si c&amp;#39;&amp;amp;#232; ficcato dentro! Scesi dall&amp;#39;auto veniamo assaliti da tanti venditori ambulanti, tutti senegalesi o della Guinea-Bissau! (per la serie: c&amp;#39;&amp;amp;#232; sempre chi sta peggio di un altro!)
Tra questi c&amp;#39;era Ismail, un simpatico senegalese che ci ha fatto da Cicerone; ci ha portati dappertutto, spiegato un po&amp;#39; di cose su Capo Verde, su come tanti italiani stanno investendo tanto denaro qui costruendo villaggi turistici! Su mia proposta ci ha mostrato dove viveva... Una piccola stanza, sporca e puzzolente che condivideva con altri cinque connazionali: che schiaffo alla miseria &amp;amp;#232; il nostro resort al confronto, cos&amp;amp;#236; vicino ma cos&amp;amp;#236; lontano... In casa di Ismail non c&amp;#39;&amp;amp;#232; l&amp;#39;acqua n&amp;amp;#233; il bagno; si lavano, quando capita, nelle docce pubbliche o in mare; le donne per cucinare o lavare si recano alla fontana pubblica e riempiono i secchi...
Alle 11.30 abbiamo assistito, sul pontile, al rientro delle barche dopo la battuta di pesca! Che spettacolo! Come nei documentari! Arrivavano con queste barche piene di pesce e direttamente sul posto li pulivano e vendevano.
Nel pomeriggio finalmente ci tuffiamo per la prima volta nell&amp;#39;Oceano Atlantico. Che bello! [Claudia]: “Anche questa &amp;amp;#232; la felicit&amp;amp;#224;”


28. 11. 2005 Ilha do Sal (CAPO VERDE) 
Sveglia di buon&amp;#39;ora, del resto ancora non ci siamo abituati al fuso orario, apriamogli occhi insieme agli aironi che passeggiano sotto al nostro balcone. Con un taxi sgangherato, mezzo rotto, guidato dal simpatico Nelson, abbiamo visitato la cittadina di Palmeira, un porticciolo molto piccolo ma delizioso, con qualche senegalese che vendeva scarpe contraffatte (per giunta: male) e qualche capoverdiano che oziava al sole. Parlando con alcuni italiani che vivono qui, mi hanno raccontato che chi fa i lavori pi&amp;amp;#249; umili sono quelli che vengono da: Guinea-Bissau, Angola, Ghana, Togo, Sierra Leone e questo perch&amp;amp;#232; i capoverdiani hanno poca voglia di lavorare.
Chiss&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232;, forse &amp;amp;#232; proprio nella filosofia degli isolani in genere quello di non stressarti molto, lavorare poco, l&amp;#39;ho visto anche in aeroporto quando i facchini scaricavano i bagagli, lo facevano con una tale flemma come per dire: “Nessuno ci corre dietro!”

Da l&amp;amp;#236; siamo andati ad Espargos a visitare una salina, sembrava di essere in Israele, c&amp;#39;erano vere e proprie montagne di sale e un bacino molto simile al Mar Morto in cui anche quando ti tuffavi: rimanevi a galla... completamente coperto di sale...

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati in un villaggio desolato in cui c&amp;#39;erano tanti bambini che giocavano per “strada” (per strada per modo di dire perch&amp;amp;#232; era un immenso spiazzale polveroso di sabbia). Ho fatto fermare il taxi e con mia zia abbiamo distribuito tanti “regalini” ai ragazzini: magliette, cappellini, zainetti, marsupi, penne ecc. Mi hanno letteralmente assalito, sembravano tante api sul miele.. e il miele... ero io...
Con un breve pit stop in aeroporto, prenotiamo un volo interno per l&amp;#39;isola di Boavista.

29. 11. 2005 Ilha do Sal (CAPO VERDE) 
Oggi l&amp;#39;oceano era arrabbiato! Io e Jeff ne abbiamo approfittato per un per un giro a Santa Maria. Ci siamo imbattuti in uno di quei classici campi di calcio africani: immensi, senza limiti n&amp;amp;#232; porte con rete, c&amp;#39;era un gruppetto di ragazzini che giocava a calcio, scalzi, con magliette di grandi club europei, e allora mi ci sono intrufolato anche io... che divertimento! Ma nessuno mi passava mai la palla!?! 


30. 11. 2005  Rabil (CAPO VERDE)
30. 11. 2005 Rabil (CAPO VERDE) 
Attenti a definire “africani” i capoverdiani, si arrabbiano; loro sono creoli non africani!

Stamattina siamo volati verso l&amp;#39;isola Boavista con un volo della Cabo Verde Airlines. Ignari, stavamo per vivere l&amp;#39;avventura pi&amp;amp;#249; entusiasmante di tutto il viaggio.
Dopo un volo di 20 minuti, c&amp;#39;era a malapena il check-in in aeroporto, atterrati noleggiamo una jeep-pick-up con autista: Francisco, un simpatico ragazzo della Guinea-Bissau che ci ha fatto compagnia tutto il giorno!

Facciamo un salto sulle dune di un piccolo deserto che, come ci ha spiegato il nostro amico, s&amp;#39;&amp;amp;#232; formato con la sabbia portata dal vento!
Da l&amp;amp;#236; si riparte alla volta della romaticissima e incontaminata spiaggia di Santa Monica... non c&amp;#39;era un&amp;#39;anima viva, solo unimmensa spiaggia bianca di 18 km sulla cui battigia battevano le azzurrissime onde dell&amp;#39;oceano Atlantico.
Ci siamo rilassati un po&amp;#39; l&amp;amp;#236;, noi e la natura che ci avvolgeva interamente, mangiando una delle due banane che hanno costituito il nostro pranzo e cena...

Tappa successiva: un villaggetto di poche case dove abbiamo continuato la nostra opera di &amp;amp;quot;ambasciatori O.N.U.&amp;amp;quot; distribuendo: penne, matite, zainetti ecc. ai tanti bambini che incontravamo nella piazzetta del paesino... 
Da l&amp;amp;#236; a 30 km di distanza visitiamo due paesini, dopo un lungo percorso in sterrato (da notare che le strade non sono asfaltate ma costruite, pietra dopo pietra, manualmente, nel vero senso della parola, da questi poveri africani); arriviamo a Joao Galego e veniamo subito colpiti dai colori vivissimi e sgargianti delle piccole case. [Zia Anna]: “Qui non se la passano male!”

Questa non &amp;amp;#232; Africa, l&amp;#39;Africa &amp;amp;#232; miseria, povert&amp;amp;#224;, sporcizia. Qui si vive tranquillamente, con poco ma con decoro, tutti hanno il sorriso sulle labbra, tutti, nel loro nulla: sono felici!

A Fundo Das Figueiras incontriamo una monaca portoghese che passeggiava con tre bambine dolcissime, tre &amp;amp;quot;cioccolatine&amp;amp;quot;! Cos&amp;amp;#236; graziose, mi hanno fatto tenerezza quando una di loro, con una vocina deliziosa, ha sussurrato: “Obrigado” (grazie) a mia zia che le aveva regalato un lecca-lecca!
...E si parte per l&amp;#39;aeroporto...

Perso il volo, ci prepariamo per vivere al meglio questo fuori programma che ci mostra scorci di vita locale. Scopriamo allora cosa fanno i capoverdiani in una classica serata infrasettimanale dopo cena; &amp;amp;#232; come vedere l&amp;#39;Italia di 50 anni fa, o meglio, il Sud Italia, in una normale serata estiva... con la differenza che ora, i protagonisti erano tutti neri. Vedevi i bambini, scalzi che giocavano a rincorrersi nella scarna piazzetta del centro, alcune signore anziane (stile “Mami” di “Via col vento”), che discorrevano sedute tranquillamente, coi loro grandi sederi, sulle panchine arrangiate chiacchierando del pi&amp;amp;#249; e del meno. E di che vuoi discutere? Non succede mai nulla l&amp;amp;#236;! Alcuni vecchi che seduti sul gradino dell&amp;#39;uscio delle proprie coloratissime case, con lo sguardo perso magari in un passato ormai lontano, che li vedeva ora a corteggiare una bella isolana, o a pescare un grande pesce oppure uno squalo, visto che qui ce ne sono molti.

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Long week end con amici in una citt&amp;amp;#224; eurpea!!!





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Long week end con amici in una citt&amp;amp;#224; eurpea!!!





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20. 07. 2005 Auschwitz (POLONIA) 

&amp;amp;quot;Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Oswiecim valgono di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell&amp;#39;odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, n&amp;amp;#232; domani n&amp;amp;#232; mai&amp;amp;quot;. 

- Primo Levi - 


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24. 12. 2004 Ho Chi Minh City (VIETNAM) 
Dopo dieci ore di volo atterriamo nel piccolo aeroporto di Yangoon (Rangoon), capitale dell’odierna Myanmar (ex Birmania)
Dall’alto, ogni tanto, si intravedevano le cupole dei classici monumenti religiosi orientali, molto simili alle pagode e gi&amp;amp;#224; fantasticavo a quanto sarebbe stato bello visitare quel posto… Un mondo cos&amp;amp;#236; diverso dal nostro! Atterrati fanno scendere solo coloro che soggiorneranno qui, noi dobbiamo attendere in aereo, addirittura qui non esistono stewards o hostess ma solo militari, basti pensare che la forma di governo &amp;amp;#232; la dittatura militare! 
 
Dopo un po’ ridecolliamo alla volta della nostra meta: Ho Chi Minh City (ex Saigon); gi&amp;amp;#224; dal trasferimento in hotel assaggiamo ci&amp;amp;#242; che ci perseguiter&amp;amp;#224; per tutto il tempo: i motorini… Fiumi, oceani di centauri, quasi tutti a bordo di scarse copie di “Ciao” o “S&amp;amp;#236;” che corrono in tutte le direzioni, sui marciapiedi, a due, a tre, a quattro e trasportano di tutto! Addirittura ho visto uno che trasportava, sulla sua piccola motoretta una vetrata completa! Quando notano che non hai gli occhi a mandorla ti sorridono e salutano… soprattutto le ragazze… e quanto son carine! Passeggiando, alcune richiamavano l’attenzione delle amiche come per dire: “Guarda un occidentale!”
 
Mi son divertito tantissimo in giro a lottare con i motorini per poter fare due passi o mentre facevo shopping, che qui &amp;amp;#232; convenientissimo! Per strada ho assaggiato il succo di cocco direttamente dalla noce e aperta con un colpo di macete, proprio davanti a me!
 
Che dire del nostro albergo! Semplicemente favoloso! Basti pensare che il “New World Hotel” (cinque stelle superiore), &amp;amp;#232; quello scelto da Bill Clinton e il suo staff quando venne in visita qui! (In quell’occasione lui occup&amp;amp;#242; l’intero albergo!)
 
Cenone di fine anno! Tutto a base di pesce: gamberoni, sushi, salmone e tantissimi altri pesci! Per concludere, un piattone di frutta tropicale e via nel mare di motorini a festeggiare il “Santo Natale”… “Santo”? “Ma da quando i vietnamiti festeggiano il Natale?” In realt&amp;amp;#224;, anche se una piccolissima parte della popolazione &amp;amp;#232; cristiana, mentre il resto &amp;amp;#232; buddista o induista, il Natale &amp;amp;#232; visto come noi vediamo Halloween, ossia, come un motivo come un altro per fare baldoria. Qui, per&amp;amp;#242;, questa festa &amp;amp;#232; celebrata come una sorte di Carnevale estivo… Tutti son mascherati da “Babbo Natale” a maniche corte… mai festeggiato un Natale in pantaloncini corti!
 
Prima pensavo che tutti e tre i Natali trascorsi all’estero son stati molto tristi e malinconici, oggi invece no! Sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#233; attorno a me nessuno stava coi propri cari o semplicemente perch&amp;amp;#233; qui il Natale non &amp;amp;#232; sentito veramente!
 
Nel frattempo si avvicina la mezzanotte mentre io son sdraiato, da solo, in questo letto King Size, nella mia stanza, dopo una doccia per togliermi di dosso tutti i coriandoli che le ragazze, maliziosamente, mi lanciavano nella camicia!
 25. 12. 2004 Cu Chi (VIETNAM) 
Visita ai tunnel di Cu Chi che seguono percorsi lunghi quasi 250 km e che furono costruiti dai Viet Cong durante l’occupazione francese al tempo del conflitto contro l’America, e approdano addirittura alla citt&amp;amp;#224; di Saigon. Mi son avventurato assieme alla guida in uno di quei cunicoli… erano piccolissimi e lunghissimi, ma assolutamente da evitare se si soffre di claustrofobia. 
Ci hanno mostrato le trappole, come ammazzavano i soldati americani… per la prima volta ho visto la guerra dall’altro punto di vista…
 
Nel pomeriggio abbiamo visitato la “Saigon cinese”: prima tappa: Colon, un tipico mercato cinese molto colorato e animato. Poi la Pagoda di Thien Hau, la pi&amp;amp;#249; antica pagoda della citt&amp;amp;#224;, dedicata alla Dama Celeste protettrice dei navigatori e dei marinai. All’ingresso ci hanno consegnato delle spirali di incenso profumato che bruciando contribuiva a creare un’atmosfera mistica e conforme all’antica tradizione. 
 
Sosta al museo degli Orrori di Guerra che documentava con un reportage fotografico gli aspetti anche cruenti del conflitto con gli americani. 
 
Visitiamo subito dopo la cattedrale Notre Dame e l’Ufficio postale disegnato da Gustave Eiffel.
 
In serata mi son concesso un rilassante giro in “risci&amp;amp;#242;”, che bella sensazione “scivolare” seduto tranquillamente in mezzo all’infernale fiume di motorini… poveri polmoni per&amp;amp;#242;!


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/birmania/diario_di_viaggio_birmania_8292.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;yangoon by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>BIRMANIA</category><pubDate>Tue, 08 Dec 2009 18:47:49 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/birmania/diario_di_viaggio_birmania_8292.ashx</guid></item><item><title>vietnam by www.born2travel.it, Ho Chi Minh City, Cu Chi, Phan Thiet, My Tho, Thoi Son</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_8288.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_8288.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8288/82143.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;VIETNAM, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

24. 12. 2004 Ho Chi Minh City (VIETNAM) 
Dopo dieci ore di volo atterriamo nel piccolo aeroporto di Yangoon (Rangoon), capitale dell’odierna Myanmar (ex Birmania)
Dall’alto, ogni tanto, si intravedevano le cupole dei classici monumenti religiosi orientali, molto simili alle pagode e gi&amp;amp;#224; fantasticavo a quanto sarebbe stato bello visitare quel posto… Un mondo cos&amp;amp;#236; diverso dal nostro! Atterrati fanno scendere solo coloro che soggiorneranno qui, noi dobbiamo attendere in aereo, addirittura qui non esistono stewards o hostess ma solo militari, basti pensare che la forma di governo &amp;amp;#232; la dittatura militare! 
 
Dopo un po’ ridecolliamo alla volta della nostra meta: Ho Chi Minh City (ex Saigon); gi&amp;amp;#224; dal trasferimento in hotel assaggiamo ci&amp;amp;#242; che ci perseguiter&amp;amp;#224; per tutto il tempo: i motorini… Fiumi, oceani di centauri, quasi tutti a bordo di scarse copie di “Ciao” o “S&amp;amp;#236;” che corrono in tutte le direzioni, sui marciapiedi, a due, a tre, a quattro e trasportano di tutto! Addirittura ho visto uno che trasportava, sulla sua piccola motoretta una vetrata completa! Quando notano che non hai gli occhi a mandorla ti sorridono e salutano… soprattutto le ragazze… e quanto son carine! Passeggiando, alcune richiamavano l’attenzione delle amiche come per dire: “Guarda un occidentale!”
 
Mi son divertito tantissimo in giro a lottare con i motorini per poter fare due passi o mentre facevo shopping, che qui &amp;amp;#232; convenientissimo! Per strada ho assaggiato il succo di cocco direttamente dalla noce e aperta con un colpo di macete, proprio davanti a me!
 
Che dire del nostro albergo! Semplicemente favoloso! Basti pensare che il “New World Hotel” (cinque stelle superiore), &amp;amp;#232; quello scelto da Bill Clinton e il suo staff quando venne in visita qui! (In quell’occasione lui occup&amp;amp;#242; l’intero albergo!)
 
Cenone di fine anno! Tutto a base di pesce: gamberoni, sushi, salmone e tantissimi altri pesci! Per concludere, un piattone di frutta tropicale e via nel mare di motorini a festeggiare il “Santo Natale”… “Santo”? “Ma da quando i vietnamiti festeggiano il Natale?” In realt&amp;amp;#224;, anche se una piccolissima parte della popolazione &amp;amp;#232; cristiana, mentre il resto &amp;amp;#232; buddista o induista, il Natale &amp;amp;#232; visto come noi vediamo Halloween, ossia, come un motivo come un altro per fare baldoria. Qui, per&amp;amp;#242;, questa festa &amp;amp;#232; celebrata come una sorte di Carnevale estivo… Tutti son mascherati da “Babbo Natale” a maniche corte… mai festeggiato un Natale in pantaloncini corti!
 
Prima pensavo che tutti e tre i Natali trascorsi all’estero son stati molto tristi e malinconici, oggi invece no! Sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#233; attorno a me nessuno stava coi propri cari o semplicemente perch&amp;amp;#233; qui il Natale non &amp;amp;#232; sentito veramente!
 
Nel frattempo si avvicina la mezzanotte mentre io son sdraiato, da solo, in questo letto King Size, nella mia stanza, dopo una doccia per togliermi di dosso tutti i coriandoli che le ragazze, maliziosamente, mi lanciavano nella camicia!
 25. 12. 2004 Cu Chi (VIETNAM) 
Visita ai tunnel di Cu Chi che seguono percorsi lunghi quasi 250 km e che furono costruiti dai Viet Cong durante l’occupazione francese al tempo del conflitto contro l’America, e approdano addirittura alla citt&amp;amp;#224; di Saigon. Mi son avventurato assieme alla guida in uno di quei cunicoli… erano piccolissimi e lunghissimi, ma assolutamente da evitare se si soffre di claustrofobia. 
Ci hanno mostrato le trappole, come ammazzavano i soldati americani… per la prima volta ho visto la guerra dall’altro punto di vista…
 
Nel pomeriggio abbiamo visitato la “Saigon cinese”: prima tappa: Colon, un tipico mercato cinese molto colorato e animato. Poi la Pagoda di Thien Hau, la pi&amp;amp;#249; antica pagoda della citt&amp;amp;#224;, dedicata alla Dama Celeste protettrice dei navigatori e dei marinai. All’ingresso ci hanno consegnato delle spirali di incenso profumato che bruciando contribuiva a creare un’atmosfera mistica e conforme all’antica tradizione. 
 
Sosta al museo degli Orrori di Guerra che documentava con un reportage fotografico gli aspetti anche cruenti del conflitto con gli americani. 
 
Visitiamo subito dopo la cattedrale Notre Dame e l’Ufficio postale disegnato da Gustave Eiffel.
 
In serata mi son concesso un rilassante giro in “risci&amp;amp;#242;”, che bella sensazione “scivolare” seduto tranquillamente in mezzo all’infernale fiume di motorini… poveri polmoni per&amp;amp;#242;!


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&amp;amp;quot;Viaggiare richiede tempo, e questo &amp;amp;#232; il bello. Tempo da passare in modo diverso e lontano dai luoghi quotidiani: questa &amp;amp;#232; l&amp;#39;attrattiva di ogni spostamento. Con in pi&amp;amp;#249; l&amp;#39;opportunit&amp;amp;#224; di vedere le cose a distanza. Un viaggio riuscito &amp;amp;#232; una forma di meditazione attiva. Per giorni interi si considera se stessi e le cose con occhio diverso e senza alcuno sforzo.&amp;amp;quot;
- Jean-Louis Servan-Schreiber - (L&amp;#39;arte del tempo)


Al termine del secondo anno accademico, in Aeronautica, tutti gli allievi che hanno la categoria cosiddetta CSA: &amp;amp;quot;Controllo Spazio Aereo&amp;amp;quot;, sono mandati in Gran Bretagna (Inghilterra, Irlanda o Scozia), ospiti ciascuno di una famiglia del posto e per un periodo che varia dalle tre alle quattro settimane, per un full immersion nella lingua inglese. A me &amp;amp;#232; capitata una deliziosa famigliola scozzese-singaporiana abitante nel centro della capitale scozzese: Edinburgo! Ho convissuto con loro per tre indimenticabili settimane. Ho visitato molti luoghi affascinanti ed interessanti per poi perdermi nella straordinaria vita notturna del posto... senza trascurare lo studio... of course... 





[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_8293.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Scozia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>REGNO UNITO</category><pubDate>Tue, 08 Dec 2009 18:53:03 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_8293.ashx</guid></item><item><title>macedonia by www.born2travel.it, Skopije</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/macedonia of/diario_di_viaggio_macedonia of_8265.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/macedonia of/diario_di_viaggio_macedonia of_8265.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8265/81915.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MACEDONIA OF, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


09.08.2004 Skopije (MACEDONIA)
E chi l’avrebbe mai detto! Ancora ora, quando fermiamo qualcuno per strada per chiedere qualche informazione ci domandano che cosa ci facciamo qui… Ci dicono, non c’&amp;amp;#232; nulla da visitare!
Gi&amp;amp;#224; il trasferimento notturno Belgrado-Skopije &amp;amp;#232; stato molto duro! Dieci ore stipati in un fatiscente vagone circondati da zingari, ladruncoli, tipi loschi… Non abbiamo chiuso occhio! Sergio &amp;amp;#232; stato tutta la notte sveglio con me a vigilare sulle nostre cose, i nostri zaini e i vari zingari che come squali gironzolavano dalle nostre parti… che nottataccia! Unica nota positiva abbiamo potuto ammirare i piccoli villaggi e stazioni locali… che scenari… mi sembrava di vedere un film italiano anni ’40 o ‘50.

10.08.2004 Skopije (MACEDONIA)
Arrivati in Macedonia possiamo davvero affermare di essere “alla frutta”!

Skopije: una citt&amp;amp;#224; molto grigia, povera, triste, sporca e piena di brutta gente che ti squadra dalla testa ai piedi, proprio un posto abbandonato da Dio… o da Allah (dipende dai punti di vista) visto che qui si alternano chiese a moschee!

[Luca]: Abbiamo visitato la nostra ambasciata per salutare “un amico di un amico”; ci ha raccontato di una vita diplomatica stupenda anche se vive a Skopije; si lavora tanto ma ne vale la pena perch&amp;amp;#233; hai un ruolo importante per la tua nazione, molto affascinante!

In serata, dopo cena, abbiamo conosciuto un gruppetto di ragazzi e con loro siamo stati in giro; ci hanno raccontato dei loro rapporti con gli albanesi, della difficile situazione politico/economica della loro nazione e ritornando in hotel veniamo colpiti dalle note di una canzone inconfondibile che proveniva da un piano bar all’aperto! “Lasciatemi cantare” di Toto Cutugno; un vero inno che ci ha fatto provare un po’ di nostalgia per la nostra amata Italia!  

11.08.2004 Zagabria (CROAZIA)
[Luca]: Siamo in treno, si va a Zagabria, destinazione scelta all’ultimo minuto quasi a dire “vado ovunque basta che andiamo via da qui…!”

Il treno va… procede infischiandosene di tutto e di tutti… Qualunque cosa succede lui va! Ogni suo abitante, al finestrino, osserva smarrito ed attonito la natura che riposa! Gli zingarelli dai piedi nudi che radunati vicino ai binari ci fanno festa e ci salutano… lui rallenta un po’… ma poi va… Ammiro il mondo slavo che mi scorre davanti, sembra un vecchio film, una vecchia pellicola la cui semplicit&amp;amp;#224; ti intenerisce…

A volte penso a quanto siamo fortunati ad avere l’opportunit&amp;amp;#224; di vivere questi momenti, sensazioni che saranno per sempre scolpiti nei nostri cuori, nelle nostre menti, nelle nostre anime! Viaggiare &amp;amp;#232;  nutrirsi di esperienze sempre nuove ed emozionanti… solo cos&amp;amp;#236; riesco a dare un senso a questa vita! E allora mi arrabbio: come si fa a sperperare una cosa cos&amp;amp;#236; preziosa abbagliati da cose futili… quando vedo quei ragazzi che pur avendo le stesse “opportunit&amp;amp;#224; economiche” nostre pensano solo ad avere il telefonino pi&amp;amp;#249; moderno o l’auto pi&amp;amp;#249; potente o i vestiti pi&amp;amp;#249; costosi solo perch&amp;amp;#233; firmati da quello stilista… e poi rinunciano alla vita… 

Condividiamo il nostro scompartimento con tre studentesse di medicina di Madrid, stanno facendo l’inter rail con dei biglietti fasulli… 

[Luca]: Siamo passati dal terzo mondo macedone alla piccola Svizzera croata… ma come cavolo facevano a stare tutti insieme prima? Era una follia far convivere tutte queste popolazioni cos&amp;amp;#236; diverse tra loro sotto la stessa bandiera… ed infatti la bomba alla fine &amp;amp;#232; scoppiata!
Le 17 ore di treno da Skopije a Zagabria son trascorse piacevolmente anche grazie alla compagnia di altri tre studenti e studentesse di medicina di Zagabria: Ivan, Iva e Silva chiacchierando di tutto: dalla ex Jugoslavia all’alcool, dalla fecondazione assistita alle donne…  
[Fiona da Madrid]: Es curioso como ocurren las cosas, conocer a personas con quieres normalmente no establecerias relaci&amp;amp;#242;n y estar aqui conpartiendo bebida y comida. Es un cumulo de experiencias y impresionas que me alegro de estar viviendo.

Ora siamo in un simpatico ostello in centro, adoro la vita d’ostello, qui dentro sembrano tutti amici di vecchia data... ci si conosce anche solo per il fatto che alloggiamo nello stesso posto… e cos&amp;amp;#236; succede di incontrare nel corridoio una bella anglo/indiana che ti sorride con un simpatico “good morning!” come se fossimo stati tutto il giorno assieme!

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/macedonia of/diario_di_viaggio_macedonia of_8265.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;macedonia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>MACEDONIA OF</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:45:36 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/macedonia of/diario_di_viaggio_macedonia of_8265.ashx</guid></item><item><title>croazia www.born2travel.it, Zagabria</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8266.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8266.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8266/81917.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CROAZIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

11.08.2004 Zagabria (CROAZIA)
[Luca]: Siamo in treno, si va a Zagabria, destinazione scelta all’ultimo minuto quasi a dire “vado ovunque basta che andiamo via da qui…!”

Il treno va… procede infischiandosene di tutto e di tutti… Qualunque cosa succede lui va! Ogni suo abitante, al finestrino, osserva smarrito ed attonito la natura che riposa! Gli zingarelli dai piedi nudi che radunati vicino ai binari ci fanno festa e ci salutano… lui rallenta un po’… ma poi va… Ammiro il mondo slavo che mi scorre davanti, sembra un vecchio film, una vecchia pellicola la cui semplicit&amp;amp;#224; ti intenerisce…

A volte penso a quanto siamo fortunati ad avere l’opportunit&amp;amp;#224; di vivere questi momenti, sensazioni che saranno per sempre scolpiti nei nostri cuori, nelle nostre menti, nelle nostre anime! Viaggiare &amp;amp;#232;  nutrirsi di esperienze sempre nuove ed emozionanti… solo cos&amp;amp;#236; riesco a dare un senso a questa vita! E allora mi arrabbio: come si fa a sperperare una cosa cos&amp;amp;#236; preziosa abbagliati da cose futili… quando vedo quei ragazzi che pur avendo le stesse “opportunit&amp;amp;#224; economiche” nostre pensano solo ad avere il telefonino pi&amp;amp;#249; moderno o l’auto pi&amp;amp;#249; potente o i vestiti pi&amp;amp;#249; costosi solo perch&amp;amp;#233; firmati da quello stilista… e poi rinunciano alla vita… 

Condividiamo il nostro scompartimento con tre studentesse di medicina di Madrid, stanno facendo l’inter rail con dei biglietti fasulli… 

[Luca]: Siamo passati dal terzo mondo macedone alla piccola Svizzera croata… ma come cavolo facevano a stare tutti insieme prima? Era una follia far convivere tutte queste popolazioni cos&amp;amp;#236; diverse tra loro sotto la stessa bandiera… ed infatti la bomba alla fine &amp;amp;#232; scoppiata!
Le 17 ore di treno da Skopije a Zagabria son trascorse piacevolmente anche grazie alla compagnia di altri tre studenti e studentesse di medicina di Zagabria: Ivan, Iva e Silva chiacchierando di tutto: dalla ex Jugoslavia all’alcool, dalla fecondazione assistita alle donne…  
[Fiona da Madrid]: Es curioso como ocurren las cosas, conocer a personas con quieres normalmente no establecerias relaci&amp;amp;#242;n y estar aqui conpartiendo bebida y comida. Es un cumulo de experiencias y impresionas que me alegro de estar viviendo.

Ora siamo in un simpatico ostello in centro, adoro la vita d’ostello, qui dentro sembrano tutti amici di vecchia data... ci si conosce anche solo per il fatto che alloggiamo nello stesso posto… e cos&amp;amp;#236; succede di incontrare nel corridoio una bella anglo/indiana che ti sorride con un simpatico “good morning!” come se fossimo stati tutto il giorno assieme!

12.08.2004 Zagabria (CROAZIA)
Questi spaghetti italiani che uniscono tutte queste persone cos&amp;amp;#236; diverse tra loro…
E’ bastata una pentola di scarni spaghetti per radunare una tavola di gente di varie nazioni: Spagna, Inghilterra e Australia, coi succhi d’arancia allungati con la vodka che dopo poco tempo avevano gi&amp;amp;#224; mietuto le prime vittime ma che riscalda l’atmosfera per la partita a drink cards… un gioco proposto dall’australiana Kate che consisteva nel pescare una carta da un mazzo e in base ad essa  scoprivi il tuo destino alcoolico… Che sballo… Dopo esserci ripresi ci incontriamo in centro coi nostri amici croati Ivan e Silva per fare due salti in discoteca (sul lago) dopo aver ammirato una elegante Zagabria by night!

13.08.2004 Zagabria (CROAZIA)
Silva mi ha raccontato la leggenda di Dora:
Circa 400 anni fa, il figlio del re s’infatu&amp;amp;#242; di una cortigiana: Dora. Un’umile e povera ragazza del popolo. I due s’innamorano presto follemente l’uno dell’altro ma da un lato il re (padre del ragazzo) proib&amp;amp;#236; categoricamente questo matrimonio perch&amp;amp;#233; l’erede al trono non poteva sposare una ragazza  di sangue non “blu”, dall’altro il segretario personale del re (di una bruttezza indescrivibile), s’era a sua volta innamorato della bella Dora e fece di tutto per mettere i bastoni tra le ruote ai due ragazzi! Approfittando del fatto che in quel periodo il principe combatteva una guerra contro gli ungheresi, il malefico segretario fece accusare Dora di essere una strega e fin&amp;amp;#236; ben presto sul rogo. Informato, il principe, giunse in citt&amp;amp;#224; solo pochi giorni dopo e non pot&amp;amp;#232; salvare il suo amore… non tutte le favole hanno lieto fine!

A casa di Ivan assistiamo alla cerimonia d’apertura dei giochi olimpici di Atene… Momenti di commozione al passaggio della rappresentanza sportiva di Iraq, Afghanistan, Israele e tifo da stadio a quello dei pazzi scatenati degli italiani!

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8266.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;croazia www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>CROAZIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:46:53 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8266.ashx</guid></item><item><title>Ungheria by www.born2travel.it, Budapest, Gyor</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/ungheria/diario_di_viaggio_ungheria_8267.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/ungheria/diario_di_viaggio_ungheria_8267.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8267/81924.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;UNGHERIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


14.08.2004 Budapest (UNGHERIA)
Nella stazione della capitale ungherese conosciamo due imbranati palermitani ma simpatici e con tanta voglia di fare. Li abbiamo subito nominati: Tom &amp;amp;amp; Jerry ricordando che l’anno scorso su questo treno conoscemmo i mitici “Grattachecca e Fighetto”!
Poi c’&amp;amp;#232; una scolaresca di venti ragazzi/e polacchi! Ho chiacchierato tanto in particolare con una di loro: Magda. Caratteristica principale: adora i serial killers! Attenzione!

[Magda Bator da Tarnow - Polonia]: “Nie ma szczescia bez lez i zycia bez smerci” Lucjan Staniak.
“Non c’&amp;amp;#232; felicit&amp;amp;#224; senza lacrime e vita senza la morte”.

Una cosa che mi ha sempre affascinato degli inter rails &amp;amp;#232;, un po’ come il film: “Sliding doors”, il fatto che non sai mai chi avresti potuto incontrare se tu avessi preso un treno o un altro… A questo e tanti altri interrogativi non sapremo mai darvi una risposta… direbbe qualcuno!

15.08.2004 Cracovia (POLONIA)
Sky Hostel again! Ci d&amp;amp;#224; il benvenuto il mitico Wictor! L’atmosfera &amp;amp;#232; quella di sempre! 
Ma io e il Roscio, stanchi e morti di freddo ben presto ci chiudiamo nei nostri sacchi a pelo sorprendendo anche lo stesso Wictor… ma &amp;amp;#232; solo la prima sera!

16.08.2004 Tarnow (POLONIA)
Tarnow &amp;amp;#232; una cittadina polacca.. ma polacca vera, senza turisti, n&amp;amp;#233; italiani, n&amp;amp;#233; lingua inglese… 


17.08.2004 Cracovia (POLONIA)
Noto con dispiacere che qui non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; come l’anno scorso… Ha ragione il Takx quando dice che le cose belle non si devono ripetere e faceva bene Paganini a non concedere mai il bis!

18.08.2004 Cracovia (POLONIA)
[Marco di Stefano da Palermo]: I vostri insegnamenti non saranno sottovaluati. Conquisteremo Jelenia Gora e poi da l&amp;amp;#236; ogni paese che ci verr&amp;amp;#224; incontro!

[Giovanni Romano da Palermo]: Alla fine il richiamo del treno ha prevalso e rieccoci in viaggio. Questo &amp;amp;#232; lo spirito dell’inter rail, vero?

Domani andremo a far visita alle nostre care amiche Iwona e Kasia conosciute l’anno scorso!

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/ungheria/diario_di_viaggio_ungheria_8267.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Ungheria by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>UNGHERIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:54:26 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/ungheria/diario_di_viaggio_ungheria_8267.ashx</guid></item><item><title>Polonia www.born2travel.it, Cracovia, Tarnow, Rybnik</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/polonia/diario_di_viaggio_polonia_8268.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/polonia/diario_di_viaggio_polonia_8268.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8268/81926.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;POLONIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

15.08.2004 Cracovia (POLONIA)
Sky Hostel again! Ci d&amp;amp;#224; il benvenuto il mitico Wictor! L’atmosfera &amp;amp;#232; quella di sempre! 
Ma io e il Roscio, stanchi e morti di freddo ben presto ci chiudiamo nei nostri sacchi a pelo sorprendendo anche lo stesso Wictor… ma &amp;amp;#232; solo la prima sera!

16.08.2004 Tarnow (POLONIA)
Tarnow &amp;amp;#232; una cittadina polacca.. ma polacca vera, senza turisti, n&amp;amp;#233; italiani, n&amp;amp;#233; lingua inglese… 


17.08.2004 Cracovia (POLONIA)
Noto con dispiacere che qui non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; come l’anno scorso… Ha ragione il Takx quando dice che le cose belle non si devono ripetere e faceva bene Paganini a non concedere mai il bis!

18.08.2004 Cracovia (POLONIA)
[Marco di Stefano da Palermo]: I vostri insegnamenti non saranno sottovaluati. Conquisteremo Jelenia Gora e poi da l&amp;amp;#236; ogni paese che ci verr&amp;amp;#224; incontro!

[Giovanni Romano da Palermo]: Alla fine il richiamo del treno ha prevalso e rieccoci in viaggio. Questo &amp;amp;#232; lo spirito dell’inter rail, vero?

Domani andremo a far visita alle nostre care amiche Iwona e Kasia conosciute l’anno scorso!

19.08.2004 Rybnik (POLONIA)
Il trasferimento in treno &amp;amp;#232; stato un calvario ma l’accoglienza ci ha ripagati… Da Katowice a Rybnik abbiamo viaggiato coi portelloni aperti… Il massimo della sicurezza!
Rybnik &amp;amp;#232; un dolce e tranquillo paesino immerso in una foresta, sconosciuto anche agli stessi polacchi! 
Kasia, Iwona e la sorella Wioleta son state carinissime. Che bello passeggiare per le vie della piccola cittadina chiacchierando con loro sotto lo sguardo incuriosito delle altre persone come per dire: “Guarda, conoscono tre stranieri!”, pensiero confermatomi quando la sera, chiacchierando con una loro amica, improvvisamente mi dice trionfalmente: “Sai, ho un amico in Ungheria!”. Brava! 
Che divertimento poi girare per la citt&amp;amp;#224; con la 126 super di Wioleta, mezza rotta e che ogni tanto perdeva qualche pezzo!

La sera, in discoteca con un bus che assomigliava in tutto e per tutto alla carovana di Mangiafuoco che conduceva Pinocchio, Lucignolo e company al “Paese dei balocchi”, arriviamo a destinazione: “Magic” il suo nome, una stanza piccola ma stracolma di ragazzi che ballavano scatenandosi!

Alle 2.30 ritorniamo a casa in taxi con Kasia e Iwona che teneramente non facevano altro che salutare le loro amiche (non l’avevano mai preso il taxi per andare a casa!)
Mezz’ora dopo tutti a tavola perch&amp;amp;#233; il nostro buon chef  Sergio ci prepara un bel piatto di spaghetti!

[Luca]: Credo che noi siamo incantati dal loro stare bene senza niente… quegli occhi pieni di stupore per i nostri racconti son fantastici…

20.08.2004 Rybnik (POLONIA)
Mentre Wioleta si cambia mille abiti e si trucca, noi cerchiamo di “truccare” i biglietti per cercare di prolungare un po’ di pi&amp;amp;#249; questo viaggio cos&amp;amp;#236; bello! 

[Luca]: Prima pensavo: “Una vacanza cos&amp;amp;#236; solo noi ce la potevamo costruire!”

21.08.2004 Cracovia (POLONIA)
Sto troppo male…Mal di testa e di gola…
E’ sabato sera ed io sono infagottato nel mio sacco a pelo… 

Ieri son stato molto male e nei vari momenti di delirio, solo in camera e in dormiveglia mi son venuti in mente vari flash del passato, mi rivedevo bambino, viziato e impertinente, a letto con la febbre e la mia dolce mamma che si prendeva cura di me… invece qui ero solo, in una nazione straniera lontana migliaia di chilometri, senza medicine e termometro… meno male che i miei due compagni di viaggio son stati formidabili, ragazzi vi ringrazio di cuore gi&amp;amp;#224; da ora, &amp;amp;#232; anche questa l’amicizia!

23.08.2004 Cracovia (POLONIA)
Stamattina il grande Wictor ci ha fatto quasi commuovere!
Nono solo ci fa stare in camera anche oltre al check out ma addirittura ci ha regalato quest’ultima notte appena trascorsa visto che non son stato bene. Dziekuje Wictor!
Ancora una volta i nostri fratelli dell’Est Europa ci insegnano qualcosa!

Tra un paio di ore si riparte… mentre scrivo passa una coppietta di spagnoli, che pena, la ragazza &amp;amp;#232; stata malissimo… in ospedale, qui a Cracovia, le hanno diagnosticato un tumore al cervello, ma per fortuna non si &amp;amp;#232; certi al 100%! Domani tornano in patria e l&amp;amp;#236; vedranno… anzi qualcuno che sta molto, ma molto in alto dovrebbe vedere per loro… Buena sorte! Ed io che mi lamentavo per una stupida febbre…

[Luca]: Stamattina ho vissuto un bellissimo momento… Nel centro di Cracovia, con il sole che ci avvolgeva ed io e Sergio che gustavamo un po’ di wurstel locali con una bella birra polacca! Pensavo: “Questa &amp;amp;#232; la mia vita…di nessun altro… la mia e fanculo tutto e tutti…!”

[Sergio]: Sorpresa, per raggiungere Bratislava dovremo viaggiare in cuccetta! Fa un caldo bestiale qui dentro insieme ad Otto, un tedesco gay della Baviera, ragazzo “molto sensibile”!


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07.08.2004 Belgrado (SERBIA)
Un’agenzia viaggi vende viaggi a rate…
Ieri, passeggiando per il centro di Belgrado conosciamo una deliziosa ragazza di nome Marija e l’amica Lepa ed oggi siamo andati a pranzo con loro in un ristorantino locale. Contro ogni aspettativa queste ragazze ci hanno offerto tutto il pranzo. Non ce lo aspettavamo proprio ed anzi mi son pure vergognato pensando, coi miei amici, che la storia del ristorante fosse solo il classico giochetto per portarci a spendere un sacco di soldi da qualche loro parente (ndr come successe poi a Cuba).

Per digerire abbiamo fatto una bella passeggiata lungo il fiume “Ada” (parallelo del Danubio)... che paradiso! Tra quelle ragazze meravigliose in costume da bagno... ci sentivamo tre brutti anatroccoli!

[Marija Marijanovic da Belgrado]: “Verujemo da cete doci ponovo da posetite grad u kome mi zivimo!” (Vivi come se dovessi morire domani, impara come se dovessi vivere per sempre...!)

[Sergio]: Qui si vive alla giornata ed &amp;amp;#232; proprio questo il bello! Ogni momento ci pu&amp;amp;#242; riservare qualche situazione piacevole e magari qualche incontro speciale… Oh che bello! C’&amp;amp;#232; un raggio di sole ad illuminare una tetra giornata qui a Belgrado. Stamattina pioveva molto e la citt&amp;amp;#224; sembrava ancora di pi&amp;amp;#249; avvolta da quel velo di malinconia e tristezza che si scorge negli sguardi dei suoi abitanti… Non bisogna meravigliarsi per&amp;amp;#242;, questa &amp;amp;#232; gente che ha vissuto in prima persona una guerra che lascia ancora molte ferite aperte e che solo il tempo potr&amp;amp;#224; rimarginare…

[Luca]: Cosa dire della ricchezza d’animo di Marija, Ana, Lepa, Jovana ecc… Siamo noi i poveri che dietro ad un bel paio di occhi, gambe, seno o sedere vediamo la “ragazza facile”, poi trovi queste che ti parlano della sofferenza vera… e tu non puoi fare altro che sentirti il “diverso”, ma non &amp;amp;#232; pietismo: &amp;amp;#232; stupore, s&amp;amp;#236;, io le guardavo con stupore perch&amp;amp;#233; sento che c’&amp;amp;#232; ancora un fiume di vita da imparare! 


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24.08.2004 Bratislava (SLOVACCHIA)
Quattro anni dopo, seduto sugli stessi gradini dove conobbi il mio grande amico Pedro!
L’Orange Hostel, l’ostello che abbiamo scelto fa pena… sporco, tenuto male… sembra una caserma russa abbandonata… nessuna meraviglia se ogni tanto qualche inter railer dopo aver fatto un sopralluogo nella camera ritorna in reception, consegna le chiavi e va via in cerca di un posto migliore… Ma per una notte, e soprattutto dopo Skopije siamo pronti a tutto!

Sergio ai fornelli vuol dire: pasta al sugo! 

Bratislava &amp;amp;#232; carina, tranquilla, pulita e direi anche elegante! Una pioggia tremenda per&amp;amp;#242; ci blocca mentre passeggiamo nel centro storico rendendo pi&amp;amp;#249; malinconica la nostra ultima serata da inter railers!

25.08.2004 Bratislava (SLOVACCHIA)
[Sergio]: Il bello di un inter rail penso che siano quei piccoli momenti di vita quotidiana, dallo svegliarsi la mattina stanchi per la nottata alla colazione, alla passeggiata nel centro della citt&amp;amp;#224; senza una meta, commentando senza la minima conoscenza i vari monumenti incontrati lungo il percorso e cercando di rimediare un appuntamento con qualche ragazza locale per la sera… Un bel pranzetto in ostello e se il frigo lo consente (quello dell’ostello in comune), anche un buon secondo! ;-)
Adesso torniamo con molti bei ricordi e con un altro mitico viaggio da poter raccontare ed un futuro da organizzare… Se non fossimo partiti avremmo perso tutto questo…

26.08.2004 Venezia (ITALIA)
Viaggiare con due esperti viaggiatori ha reso tutto pi&amp;amp;#249; semplice, ci alternavamo quasi in tutto senza problemi, tranne per la cucina, regno incontrastato di Fighetto, anche se, ogni tanto anche le mie insalatone davano una mano!

Come sempre accade abbiamo conosciuto un mucchio di gente speciale, nuova ed interessante… persone che hanno sempre qualcosa da dire e da insegnare… poi, confrontare le proprie esperienze e aneddoti, belli o brutti che siano &amp;amp;#232; di capitale importanza!

[Luca]: Siamo entrati in contatto con le varie popolazioni del posto in modo cos&amp;amp;#236; limpido, puro e sincero che &amp;amp;#232; sembrato quasi un mimetizzarsi tra loro…Da questa gente si imparano cose che non ci insegnano a scuola… Figuriamoci… S’impara la vera portata dei soldi, il loro valore e la loro terrena futilit&amp;amp;#224;.
Si apprezzano le piccole cose, senza TV e telefonini, n&amp;amp;#233; auto o bancomat… Persone ad un tavolo, in una stessa stanza, in un ostello, per strada… che cercano di capire il perch&amp;amp;#233; di tante cose senza pretese di riuscita… ringraziando la vita, non sprecandola.

I fatti sono ampiamente documentati, le emozioni invece restano tatuate in questi 22 giorni appena passati con l’unico privilegio lasciato a questi attori di poter dire: “Era la mia vita ed io c’ero”.


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se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


Al termine dell&amp;#39;anno accademico, la tradizione vuole che tutto il corso parta per un viaggio istruzionale a carattere &amp;amp;quot;diplomatico&amp;amp;quot;. Col corso &amp;amp;quot;Aquila V&amp;amp;quot; son partito per un vero e proprio giro d&amp;#39;Europa, da Lisbona a Berlino passando per Geilenkirchen (al confine con l&amp;#39;Olanda e il Belgio) per concludere in Lettonia. Oltre alle varie accademie, ambasciate ecc. ne abbiamo, naturalmente, approfittato per visitare le citt&amp;amp;#224; che ci ospitavano. 

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Al termine dell&amp;#39;anno accademico, la tradizione vuole che tutto il corso parta per un viaggio istruzionale a carattere &amp;amp;quot;diplomatico&amp;amp;quot;. Col corso &amp;amp;quot;Aquila V&amp;amp;quot; son partito per un vero e proprio giro d&amp;#39;Europa, da Lisbona a Berlino passando per Geilenkirchen (al confine con l&amp;#39;Olanda e il Belgio) per concludere in Lettonia. Oltre alle varie accademie, ambasciate ecc. ne abbiamo, naturalmente, approfittato per visitare le citt&amp;amp;#224; che ci ospitavano. 


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Al termine dell&amp;#39;anno accademico, la tradizione vuole che tutto il corso parta per un viaggio istruzionale a carattere &amp;amp;quot;diplomatico&amp;amp;quot;. Col corso &amp;amp;quot;Aquila V&amp;amp;quot; son partito per un vero e proprio giro d&amp;#39;Europa, da Lisbona a Berlino passando per Geilenkirchen (al confine con l&amp;#39;Olanda e il Belgio) per concludere in Lettonia. Oltre alle varie accademie, ambasciate ecc. ne abbiamo, naturalmente, approfittato per visitare le citt&amp;amp;#224; che ci ospitavano. 

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10. 04. 2004 St. Julians (MALTA) 
Dopo varie peripezie, con un volo dell&amp;#39;Air Malta atterriamo in quest&amp;#39;isoletta non lontana dall&amp;#39;Italia.
Lasciata a Roma una pioggia tremenda veniamo accolti da timidi raggi di sole e un fresco venticello! 
Dopo una doccia ristoratrice incontriamo la mia gentilissima amica maltese: Roberta. Andiamo a Busibba a bere qualcosa e gi&amp;amp;#224; notiamo la prima cosa caratteristica in auto: la guida britannica a sinistra! Essendo un&amp;#39;ex colonia inglese conserva tanti piccoli particolari che spesso mi fanno provare la sensazione di essere in Gran Bretagna. 
Malta &amp;amp;#232; un grande centro per quanto riguarda le vacanze studio (per praticare l&amp;#39;inglese, pur non essendo la lingua di stato infatti si parla soprattutto maltese, una strana lingua, un misto di latino ed arabo). Ci son numerose scuole frequentate da studenti stranieri, soprattutto tedeschi e scandinavi. 
Finalmente in serata ci lanciamo nella sfrenata vita notturna di St Julians! Questi maltesi son proprio furbi, hanno distribuito una decina di discoteche &amp;amp;quot;free entrance&amp;amp;quot; in un&amp;#39;unica strada dove si paga solo la consumazione (nemmeno obbligatoria) e quindi capitava di ballare mezz&amp;#39;ora qui techno music, un&amp;#39;ora all&amp;#39;Havana Club hip hop e R&amp;amp;amp;B, un&amp;#39;altra oretta in quella di fianco un altro tipo di musica ecc. Una night life davvero entusiasmante, non me l&amp;#39;aspettavo cos&amp;amp;#236;! 
11. 04. 2004 St. Julians (MALTA) 
Oggi &amp;amp;#232; Pasqua! E noi l&amp;#39;abbiamo festeggiata visitando Mdina, la cosiddetta &amp;amp;quot;citt&amp;amp;#224; silenziosa&amp;amp;quot;, molto caratteristica e pittoresca, fatta costruire dai famosi &amp;amp;quot;Cavalieri di Malta&amp;amp;quot;. 
Da l&amp;amp;#236; abbiamo fatto un salto a La Valletta, la capitale, oggi davvero deserta! Mi sa che siamo gli unici in giro a Pasqua qui...
In serata incontriamo due ragazze romane: Marzia e Francesca che avevamo conosciuto in aeroporto... Tra una birra in uno dei tanti pub inglesi e due salti in discoteca abbiamo trascorso una piacevole serata! 
12. 04. 2004 La Valletta (MALTA) 
[Nick]: Stiamo andando a La Valletta con il bus &amp;amp;quot;62&amp;amp;quot; ma... cos&amp;#39;&amp;amp;#232; successo? Siamo fermi su questa strada da pi&amp;amp;#249; di mezz&amp;#39;ora ormai... 
Son sceso un attimo a controllare... &amp;amp;#232; possibile che siamo fermi nel traffico sul lungomare ammirando i cosiddetti &amp;amp;quot;luzzu&amp;amp;quot; (tipiche imbarcazioni locali) solo per una piccola freccia di auto rotta, tamponata dal nostro bus? Chiedo ad un mezzo tedesco: &amp;amp;quot;Che ne dici se facciamo una colletta e gliela compriamo noi questa freccia cos&amp;amp;#236; almeno ripartiamo!&amp;amp;quot; E lui, dall&amp;#39;alto dei suoi due metri, sospira tranquillamente: &amp;amp;quot;That&amp;#39;s Malta!&amp;amp;quot;
[Nick]: Oggi La Valletta appare molto pi&amp;amp;#249; movimentata rispetto a ieri, tutti i negozi son aperti e ci son centinaia di turisti ovunque. 
Abbiamo passeggiato a lungo perdendoci nei tanti vicoletti, veri e propri labirinti in cui si respirava un&amp;#39;aria molto particolare, pensavo a quanta gente cos&amp;amp;#236; diversa tra loro, quelle vecchie pareti avevano visto nel corso della storia, dagli arabi agli africani, dagli inglesi ai siciliani... Giunti al porto mi fermo a chiacchierare un p&amp;amp;#242; con un pescatore ma alla mia domanda sul perch&amp;amp;#232; quelle imbarcazioni cos&amp;amp;#236; strane si chiamassero &amp;amp;quot;luzzu&amp;amp;quot;, lui mi risponde: &amp;amp;quot;Servono per pescare&amp;amp;quot; capisco che la conversazione sarebbe stata molto difficile!
13. 04. 2004 St. Julians (MALTA) 
Sveglia alle 7.10, per la prima volta facciamo colazione qui a Malta, in genere ci svegliavamo per pranzo! Ci prepariamo nuovamente per ripartire. Come sempre i giorni volano e non fai in tempo a disfare la valigia che gi&amp;amp;#224; la devi riempire di nuovo. Ci siamo concessi questi pochi giorni di svago durante questo secondo anno accademico che ci sta distruggendo nel vero senso della parola... Almeno il ricordo di questi giorni spensierati ci regaleranno un sorriso nei momenti pi&amp;amp;#249; duri che ancora ci aspettano l&amp;amp;#236; dentro... 
Thank you Malta 



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29. 12. 2003 Hammamet (TUNISIA)
Finalmente atterriamo in Tunisia... ma per arrivarci... Volo diretto Roma - Monastir ma dopo un&amp;#39;ora e 40 atterriamo a sorpresa nell&amp;#39;isola di Djerba! Mah! Dopo un p&amp;amp;#242; ripartiamo per la nostra meta.
 
Un bus sgangherato ci porta nel nostro resort e in soli 90 minuti copre i 70 km che separano l&amp;#39;aeroporto dal Yasmine Beach Resort di Hammamet. E&amp;#39; notte fonda e stanchi morti ci andiamo a riposare. 

30. 12. 2003 Hammamet (TUNISIA)
Di buon mattino un taxi ci porta in citt&amp;amp;#224;. 8 km dal nostro resort. 
Qui tutto si basa, come dicono gli stessi commercianti, sul contrattare... Facciamo un giro nella &amp;amp;quot;Medina&amp;amp;quot;, molto simile ai bazar di Istanbul... che casino, tutti ti tiravano a destra e a manca per mostrarti le proprie bancarelle e a volte erano cos&amp;amp;#236; fastidiosi... Vendevano di tutto e come ci aveva spiegato la guida, non si sa mai il vero prezzo di un oggetto... pensa che volevo acquistare un braccialetto in metallo con il mio nome inciso in arabo e volevano 36 dinari (circa 30 Euro), dopo varie contrattazioni scendiamo a 6 dinari! Proseguo il giro nella Medina e mi ferma un altro venditore di bracciali; per sbolognarlo subito gli mostro il mio appena comprato e lui mi chiede quanto l&amp;#39;avevo pagato, dico: 4 dinari e lui rilancia: &amp;amp;quot;Te lo faccio per tre dinari&amp;amp;quot;. Il valore di questi oggetti non lo sapremo mai!
Ma questa &amp;amp;#232; la Tunisia! Un paese al 96% musulmano, dove la lingua di stato &amp;amp;#232; l&amp;#39;arabo e dove interrompono i programmi nazionali ogni quattro ore per un breve intervallo &amp;amp;quot;liturgico&amp;amp;quot;...
In serata incontriamo tre foggiani per strada e dopo varie peripezie riusciamo ad andare tutti insieme in una zona piena di discoteche, ma molto deludente. Scegliamo la pi&amp;amp;#249; grande: &amp;amp;quot;Manhattan&amp;amp;quot; e trascorriamo la serata ballando scadente musica disco tunisina... 
31. 12. 2003 Hammamet (TUNISIA)
Poco fa abbiamo fatto un giro in questo sobborgo di Hammamet, che brutto! Ci sono solo alberghi e resorts. Mi sembra di passeggiare sul tabellone di quel gioco di societ&amp;amp;#224; chiamato: &amp;amp;quot;Hotel&amp;amp;quot;! Tutti questi imponenti alberghi quattro o cinque stelle che sfoggiano un lusso a volte eccessivo... 
Inoltre, passeggiando, ho notato e scoperto varie cose: che ci sono tantissimi turisti algerini, tutti con le loro auto dalle targhe simili a quelle francesi ma con la sigla internazionale: DZ; che per entrare nei casin&amp;amp;#242; devi essere straniero e dimostrarlo con il passaporto, infatti l&amp;#39;ingresso &amp;amp;#232; vietato ai tunisini e si gioca solo con Euro o dollari.
In serata abbiamo festeggiato la fine di questo 2003 con un grande cenone in albergo. Che delusione! Ore e ore di attesa per mangiare poco e qualitativamente scadente. Le uniche due cose caratteristiche sono state le danzatrici del ventre e i porcellini lasciati liberi tra i tavoli con tanti tunisini che li rincorrevano. 
01. 01. 2004 Nabeul (TUNISIA)
Oggi davvero ho visto la Tunisia che cercavo... quella vera, quella lontana dagli sfarzi dei grandi resorts europei a cinque stelle, quella dei dromedari, delle latte ai bordi delle strade piene di benzina acquistata nella vicina Libia (abbiamo percorso la strada che portava a Tripoli, 300 km e al Cairo 3000). 
La benzina, qui, costa 50 centesimi di euro, in Libia: la met&amp;amp;#224;, ecco perch&amp;amp;#232; tantissimi si improvvisano benzinai... Ho visto la Tunisia delle baracche di fango e paglia, delle strade sterrate, degli uomini seduti attorno ad un lurido tavolino a godersi il loro amato &amp;amp;quot;narghil&amp;amp;#232;&amp;amp;quot;, delle donne &amp;amp;quot;oggetto&amp;amp;quot; coi burka, dei mercati di ceramica... Questa &amp;amp;#232; la Tunisia che stavo cercando...
La Tunisia la cui terza lingua &amp;amp;#232; l&amp;#39;italiano, le cui donne, apparentemente sottomesse hanno pi&amp;amp;#249; amanti degli uomini, quelle che, come diceva la nostra guida, amano quattro animali: l&amp;#39;asino, il giaguaro, il leone e il visone... Infatti cercano uno che a letto sia come un leone, che le regali un visone, abbia una jaguar in garage e paghi tutti i conti come un asino...
Nabeul ci ha colpiti per le ceramiche. Ovunque vendevano piatti, vasellame e tutto ci&amp;amp;#242; che pu&amp;amp;#242; essere fatto con l&amp;#39;argilla. E&amp;#39; stata molto interessante questa scappatella! 
  
02. 01. 2004 Douz (TUNISIA)
In mattinata abbiamo visitato El Jem e il terzo Colosseo pi&amp;amp;#249; importante del mondo dopo Roma e l&amp;#39;antica Capua (attuale Santa Maria Capua Vetere). Anche se un p&amp;amp;#242; assonnati (erano le sei di mattina) formiamo un gruppetto di casinari con due signore di Roma (Daniela e Liliana), due ragazze romane (Federica ed Alessia) e una coppia di quarantenni di Catanzaro (addirittura la donna, maratoneta, era arrivata quarta italiana alla maratona di New York). 
Il tour procede alla volta di Matmata dove visitiamo i villaggi dei trogloditi, un popolo che viveva nascosto in buche scavate nelle rocce per difendersi dai pirati del deserto e che rifiutavano il progresso e tutto ci&amp;amp;#242; che ne derivava. Mi son sentito un p&amp;amp;#242; Licia Col&amp;amp;#242; quando ho assaggiato il loro pane imbevuto nell&amp;#39;olio d&amp;#39;oliva...
Pranzo a base di Couss Couss e subito ripartiamo per Douz per ammirare il tramonto nel deserto del Sahara... 
Il mio dromedario camminava, passeggiava lemme lemme inerpicandosi tra le tante dune del deserto... il sole scendeva gi&amp;amp;#249; oltre l&amp;#39;orizzonte facendo spazio alla regina delle tenebre... l&amp;#39;infinit&amp;amp;#224; dei granelli di sabbia mi faceva impazzire... e lui... sempre tranquillo continuava il suo cammino.


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14. 08. 2003 Belgrado (SERBIA) 
Tutto nacque in un tranquillo pomeriggio estivo a Caserta quando per caso, in un&amp;#39;agenzia viaggi, ascolto un ragazzo che prenotava un volo per Belgrado... Ma non c&amp;#39;era la guerra l&amp;amp;#236;? Mi incuriosisco come sempre e... dopo aver attraversato quattro frontiere in una notte: eccoci qui! 
Alloggiamo al Zeleznicki Hotel, (un albergo per ferrovieri), naturalmente all&amp;#39;interno della stazione ferroviaria! 
La prima immagine che ha mostrato la citt&amp;amp;#224;, dilaniata fino a qualche anno fa dai bombardamenti della guerra dei Balcani, &amp;amp;#232; quella di un mix di grandi palazzoni grigi e tipici del comunismo e veri e propri quartieri di rom, tipo favelas brasiliane... La Serbia &amp;amp;#232; l&amp;#39;unica nazione che riconosce gli zingari come propri abitanti... 
Girovagando abbiamo conosciuto una coppia di australiani molto simpatici: Bret e Liz e un 62enne serbo: Slobodan.
[Luca]: Quel tipo per me era fresco, capiva di musica e di cinema. Diceva di aver conosciuto Fellini, la moglie e un certo Franco Fabrizi... Mentre eravamo tutti seduti in bar in centro s&amp;#39;&amp;amp;#232; assentato per andare un attimo a casa ad ascoltare il mio CD! Non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; tornato. 
Beograd &amp;amp;#232; ancora troppo sconosciuta per parlarne, l&amp;#39;abbiamo solo annusata e mi sembra parecchio &amp;amp;quot;Est Europa&amp;amp;quot;. 
Nella piazza centrale abbiamo conosciuto un gruppetto di ragazzi del posto e organizzato una partita di calcio per domani! 
16. 08. 2003 Belgrado (SERBIA) 
[Luca]: Altro che bombe... questa citt&amp;amp;#224; sembra molto tranquilla... 
Tutto procede sempre meglio, tanto che abbiamo cambiato il biglietto di partenza per la quarta volta! Ma stavolta deve essere definitiva perch&amp;amp;#232; &amp;amp;quot;the show must go on&amp;amp;quot;. Ogni mattina quando consegniamo le chiavi della stanza per uscire ci preparano sempre il conto... &amp;amp;quot;No thanks, we stay one more night!&amp;amp;quot; la nostra risposta.
La partita coi serbi &amp;amp;#232; stata entusiasmante! Perdevamo 3-0. La nostra formazione: Gabry tra i pali, il Roscio in difesa, lo straniero Bret centrocampista ed io in attacco. Il nostro asso australiano pareggia i conti e al termine del primo tempo siamo in vantaggio di un goal. Al secondo non c&amp;#39;&amp;amp;#232; stato gioco: 9-5 per noi (Marcatori: 5 goals io, 1 Roscio e 3 Bret). I poveri ragazzi serbi erano cos&amp;amp;#236; tristi, ci tenevano a fare bella figura con noi italiani tant&amp;#39;&amp;amp;#232; che ci hanno sfidati a basket domani... 
[Bret da Canberra, Australia]: Quattro giorni dopo e stiamo ancora in giro. Abbiamo ammirato alcune delle tecniche di &amp;amp;quot;abbordaggio&amp;amp;quot; all&amp;#39;italiana. Grandioso!
In serata conosciamo le simpatiche Joana e Danijela e la bellissima Ana. Proprio quest&amp;#39;ultima a fine serata decide di presentarci la sua migliore amica... Cos&amp;amp;#236; all&amp;#39;una e trenta del mattino prendiamo un autobus che ci porta in un luogo dimenticato da Dio... Da l&amp;amp;#236; camminiamo per circa 45 minuti tra strade buie, senza luce, sentieri sporchi, viali solitari che penetravano dritti in veri e propri boschi, parchi isolati e illuminati solo dalla speciale luce della luna, a quell&amp;#39;ora, con quella gente, in quel posto, il mio cuore &amp;amp;#232; stato trafitto! Non lo dimenticher&amp;amp;#242; mai. Vorrei poter trasmettere attraverso queste pagine almeno un millesimo di ci&amp;amp;#242; che ho provato io in quei momenti, sentimenti cos&amp;amp;#236; contrastanti tra loro: timore perch&amp;amp;#232; mi sembrava di rivivere le stesse scene del film horror &amp;amp;quot;Blair Witch Project&amp;amp;quot; penetrando in quei parchi oscuri e pace dei sensi discorrendo con Ana e la sua amica: un enorme albero secolare, tipo baobab, fiabesco! 
 
17. 08. 2003 Belgrado (SERBIA) 
[Luca]: Sono le nove del mattino... un&amp;#39;altra dura giornata &amp;amp;#232; cominciata e speriamo che non finisca mai perch&amp;amp;#232; domani a quest&amp;#39;ora staremo su un treno diretto a Budapest.
Ci troviamo in qualche sperduta zona di Belgrado a casa di un&amp;#39;amica di Ana... Chi l&amp;#39;avrebbe mai detto: venire in un posto considerato tanto pericoloso e ostile e poi ritrovarsi in un cos&amp;amp;#236; bel paradiso... a casa di gente del posto, conosciuta per caso, gente cordiale, vera, lontana da noi, in tutti i sensi... a volte mi vergogno di possedere ci&amp;amp;#242; che ho... noi non apprezziamo pi&amp;amp;#249; nulla... per loro, avere fatto un viaggio a Budapest qualche settimana fa &amp;amp;#232; stata una cosa meravigliosa, noi non apprezziamo pi&amp;amp;#249; nulla! 
[Luca]: A casa dell&amp;#39;amica, Ana ci ha presentato il suo mondo... povero, dolce e intenso... Le persone erano estremamente colte e attente agli aspetti pi&amp;amp;#249; problematici della vita.. cosa assai rara. 
Belgrado mi ha ricordato tanto il rapporto che ci pu&amp;amp;#242; essere tra esseri umani... Uno stato, un&amp;#39;unica gente... eppure sono in lotta tra di loro da troppo tempo.... Perch&amp;amp;#232;? Per un territorio, per una chiesa, per un passato...
Il calore delle persone &amp;amp;#232; la magia di Belgrado... Noi siamo i loro sogni e loro sono i nostri peccati; questi ragazzi hanno una verit&amp;amp;#224; negli occhi pi&amp;amp;#249; profonda dei pozzi dove si buttano le monetine. Io ammiro loro, loro ammirano me... 
[Ana Pozeg da Belgrado, Serbia]: Momenti. La vita ne &amp;amp;#232; piena! Ne senti alcuni di loro pi&amp;amp;#249; di altri! A volte capita che l&amp;#39;unione del desiderio e della fantasia crei un magnifico momento! Il momento in cui nella tua vita senti qualcosa che non ha nome, non una vera definizione, ma tu solo lo senti... hai raggiunto il top nella vita quando senti che sei parte dell&amp;#39;aria, dell&amp;#39;universo... Pi&amp;amp;#249; ne sei consapevole, pi&amp;amp;#249; vivrai un momento perfetto! Ed io l&amp;#39;ho fatto.
Vi auguro di fare un viaggio stupendo! Godete ogni girono in tutti i sensi... Che la forza sia con voi! 

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21. 08. 2003 sulla strada per Cracovia (POLONIA) 
Siamo ancora in viaggio insieme ad un gruppetto di siciliani e di genovesi! C&amp;#39;&amp;amp;#232; chi suona la chitarra, chi canta, chi fa i gavettoni, chi gli scherzi, chi cerca di abbordare le due danesi del nostro scompartimento... Son quasi le due di notte e nessuno ha voglia di dormire...
[Luca]: Ecco l&amp;#39;inter rail che ricordavo io... Gente di tutte le nazioni in un treno a divertirsi assieme... 

[Luca]: A Gabriele hanno rubato 200 Euro dal marsupio che aveva lasciato incustodito in un altro scompartimento. Fortunatamente hanno lasciato il biglietto e il passaporto. Gabriele continuer&amp;amp;#224; il viaggio con noi perch&amp;amp;#232; siamo riusciti, tra me e Marco, a raggruppare un p&amp;amp;#242; di soldi per lui. 

22. 08. 2003 Auschwitz (POLONIA) 
[Luca]: Abbiamo visitato Auschwitz... Non c&amp;#39;&amp;amp;#232; niente da dire... Qui l&amp;#39;uomo ha toccato il fondo... per crudelt&amp;amp;#224;, per povert&amp;amp;#224; d&amp;#39;animo, per ignoranza, per misericordia-speranza morta, per freddo e paura, per essersi avvicinato tremendamente alla sua natura di bestia... per questo e per quello che nemmeno riesco ad addebitare ad un essere umano... Mi vergogno per non avere la forza di accettare che questa &amp;amp;#232; solo la realt&amp;amp;#224; e niente altro... Poveri gli uomini morti e quelli sopravvissuti alla loro morte, poveri noi perch&amp;amp;#232; siamo ancora capaci di tutto ci&amp;amp;#242;, poveri coloro che dubitano e odiano in silenzio, povero l&amp;#39;uomo che teme di vivere senza queste visioni, poveri gli alberi, i fili spinati e le mura rosso sangue per essere stati testimoni involontari dell&amp;#39;uomo che ritorna polvere... Poveri coloro che dovranno raccontare per sempre Auschwitz.
  
23. 08. 2003 Cracovia (POLONIA) 
[Luca]: In giro per Cracovia ci perdiamo e su un tram una ragazza: Kasia si offre di accompagnarci in ostello! Non la finivamo mai di parlare, di &amp;amp;quot;domandarci cose&amp;amp;quot;, &amp;amp;#232; stato molto bello anche perch&amp;amp;#232; &amp;amp;#232; una strana magia vivere certe situazioni in questi posti... Le persone sono umili e non sembrano giudicarti al primo contatto... Son felice di aver vissuto l&amp;#39;ennesima bella serata della mia vita e di aver condiviso questo bel momento con qualcuno capace di sentire le mie vibrazioni... Le dicevo che ci si innamora veramente solo quando ci si innamora non solo della persona ma anche del posto, della situazione... La persona non basta quasi mai... 
Marco apre il tonno per il nostro pranzo, Gabriele cerca l&amp;#39;acqua... Ad averne di situazioni cos&amp;amp;#236; tutto l&amp;#39;anno! 
&amp;amp;quot;Ma c&amp;#39;&amp;amp;#232; sempre quel che c&amp;#39;&amp;amp;#232; e mai quello che ci dovrebbe essere&amp;amp;quot; Pessoa 

24. 08. 2003 Wroclaw (POLONIA) 
Questa citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; un p&amp;amp;#242; ambigua. A volte cos&amp;amp;#236; deliziosa con i suoi palazzi medioevali, le sue caratteristiche chiese e un centro storico che non ha nulla da invidiare a quello di Cracovia; la sera poi, con le sue luci soffuse ti d&amp;amp;#224; l&amp;#39;impressione che il tempo si possa essere fermato l&amp;amp;#236;, poi volgi lo sguardo alla stazione ferroviaria con il suo casin&amp;amp;#242;, i night clubs, i negozi di video porno, i bar pieni di vecchi ubriachi...

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/polonia/diario_di_viaggio_polonia_8261.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;polonia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>POLONIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:25:59 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/polonia/diario_di_viaggio_polonia_8261.ashx</guid></item><item><title>slovenia by www.born2travel.it, Liubiana, Kranj</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_8263.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_8263.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8263/81909.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SLOVENIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

30. 08. 2003 Kranj (SLOVENIA) 
E chi l&amp;#39;avrebbe mai detto? Mi trovo in Slovenia per una ragazza! Il bello di un inter rail &amp;amp;#232; anche questo... decidi girono per giorno le tue destinazioni in base a quello che ti succede durante il viaggio... 
Eravamo molto provati dopo un&amp;#39;intera notte in viaggio e senza dormire per paura che ci derubassero di nuovo o che non scendessimo nella stazione giusta per il cambio treno. Arriviamo alle 5.30 di mattina nella capitale slovena e dopo interminabili attese veniamo a sapere che per via di un Convegno Internazionale non c&amp;#39;e&amp;#39; un buco dove dormire. Ma, come sempre succede, inaspettatamente, gli angeli cadono dal cielo per aiutarti e la dolce Ana &amp;amp;#232; riuscita a prenotarci un paio di notte nel posto dove soggiorna lei! A Kranj! Un tranquillo paesino sulle Alpi Giulie. 
Arrivati nella stazione, l&amp;#39;addetta al Tourist Information, per darci una mano ci chiama un taxi, ma noi, da veri inter railers, incontriamo un camionista che ci carica con tutti gli zaini e ci porta fino al nostro &amp;amp;quot;college&amp;amp;quot;. 
[Luca]: Oggi &amp;amp;#232; il diciottesimo giorno di viaggio e mi sento un peso enorme di ricordi sulle spalle! 
31. 08. 2003 Lubiana (SLOVENIA) 
Lubiana &amp;amp;#232; sempre uguale! Nulla &amp;amp;#232; cambiato! Proprio una citt&amp;amp;#224; morta, graziosa, nel verde, pulita, curata ma troppo silenziosa! Un posto per gente anziana! E&amp;#39; sabato pomeriggio e non c&amp;#39;&amp;amp;#232; nessuno in giro!
Decidiamo di tornare a Kranj! Ma chilometri e chilometri a piedi per trovare un internet point per organizzare il viaggio di rientro in Italia e nemmeno ci siamo riusciti! Vorr&amp;amp;#224; dire che torneremo nella nostra patria all&amp;#39;avventura! Per&amp;amp;#242; ci fermiamo in un supermarket per comprare il necessario per la nostra cena all&amp;#39;italiana! 
Che peccato non essere riusciti ad organizzarne una per i cari quattro ragazzi sloveni conosciuti qui! Erano cos&amp;amp;#236; dolci! Loro s&amp;amp;#236; che l&amp;#39;avrebbero apprezzata! Non dimenticher&amp;amp;#242; mai la luce che brillava nei loro occhi quando continuavano a chiedere, per essere sicuri di aver capito bene, che se fossero venuti a casa nostra a trovarci, in Italia, li avremmo ospitati gratis! Continuavano a domandarcelo e poi all&amp;#39;unisono: &amp;amp;quot;Really? Really?&amp;amp;quot; (Veramente?) O come lo pronunciavano loro. &amp;amp;quot;Weally&amp;amp;quot;!
Stanotte s&amp;#39;&amp;amp;#232; scatenata una tempesta d&amp;#39;acqua. Il cielo piange per la nostra partenza?
[Luca]: Kranj. Poco ma buono. Ci siamo riposati e abbiamo mangiato in abbondanza per due giorni!
 01. 09. 2003 Lubiana (SLOVENIA) 
[Luca]: Oggi ci toccher&amp;amp;#224; una brutta nottata in treno ma la facciamo con piacere dopo tanto riposo sloveno! 
In questo viaggio ho rivisto persone: Vale, Klara, Marta... Gente che forse quando ci siamo salutati non avrebbero mai pensato che un giorno ci saremmo potuti incontrare di nuovo! Cos&amp;amp;#236; come sono sicuro che rivedremo le persone conosciute in questo nuovo inter rail!
Il sole... Siamo quasi in Italia! Quanto vorrei non dimenticare tutto quello che &amp;amp;#232; successo in questi giorni. Per ora guardo questi boschi e penso che qui il tempo &amp;amp;#232; fermo da secoli... Forse questi alberi hanno il &amp;amp;quot;segreto&amp;amp;quot;... Quando penso alla mia vita vedo un uomo che guarda il mondo nel corridoio di un treno... Si sporge al finestrino... Lo scenario fuori corre... Lui &amp;amp;#232; affascinato... Il suo tempo passa ma sembra non accorgersene tanta &amp;amp;#232; la velocit&amp;amp;#224; dello sfondo... I suoi occhi corrono rapidi... Si soffermano per un attimo su una casa... Su una stazioncina... Poi si perdono di nuovo... E&amp;#39; di nuovo in viaggio. 
 
02. 09. 2003 Venezia (ITALIA) 
La novit&amp;amp;#224; assoluta di questo viaggio sono stati gli ostelli! Costano poco e sono pieni di gente di tutto il mondo... Capita che la mattina ti lavi vicino ad un giapponese, fai colazione accanto a un brasiliano, dormi vicino ad una finlandese, ti fermi un attimo alla reception e il mondo ti passa davanti, poi, noi amanti della geografia e del contatto con altra gente e del mondo in tutte le sfaccettature.... Si comincia con un: &amp;amp;quot;Hey, where are you from?&amp;amp;quot; E il gioco &amp;amp;#232; fatto!
Qui a Venezia vedo tutti questi inter railers e penso, chiss&amp;amp;#224; da dove vengono, dove andranno, che faranno... mi sento un vuoto dentro perch&amp;amp;#232; non potr&amp;amp;#242; conoscerli, mi sento cos&amp;amp;#236; piccolo perch&amp;amp;#232; stando chiuso in una scuola militare perdo milioni di occasioni al minuto di conoscere nuova gente! 
[Luca]: Venti giorni pieni zeppi di troppe cose e la voglia di ripartire subito dice tutto!


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20. 08. 2003 Budapest (UNGHERIA) 
Budapest &amp;amp;#232; come la ricordavo... Anzi peggio! In centro incontravi solo italiani e prostitute... E che italiani! Ieri sera in discoteca chiacchieravo con delle ragazze ungheresi (in inglese naturalmente) quando improvvisamente mi si avvicina un ragazzo napoletano e mi chiede ammirato: &amp;amp;quot;Ma tu parli Ungaro?&amp;amp;quot; Ma vi rendete conto che brutte figura che facciamo in giro per il mondo con soggetti come questo? 
Unico incontro pi&amp;amp;#249; particolare &amp;amp;#232; stato con un pornostar italiano, un certo Bruno, un uomo che parlava solo e sempre di casin&amp;amp;#242;, soldi e prostitute! 
Budapest non mi piace! Palazzi meravigliosi che ricordano il glorioso passato di questa citt&amp;amp;#224; e dove sventolavano le mitiche bandiere dell&amp;#39; Impero Austro-Ungarico, ora torreggiano e regnano sovrane quelle del McDonald! 
Siamo stati ospiti del gentilissimo Nino e della sua ragazza ucraina Erica. Grazie ragazzi! 
[Nino Busico da Budapest, Ungheria]: Siamo ancora a casa &amp;amp;quot;mia&amp;amp;quot; qui a Budapest, tutti si preparano per la partenza. Vivo qui ma spero di tornare al pi&amp;amp;#249; presto e per sempre nella mia terra con la mia ragazza; ogni volta che qualche mio amico viene a trovarmi sono contento, ma poi vanno via e ho il fortissimo desiderio di andare con loro. Affido tutti questi desideri nelle mani di Dio che mi osserva e che mi conduce. Ci sarebbe tanto da scrivere ma mi fermo qui, anche perch&amp;amp;#232; sognare non costa nulla! 
Ora ci troviamo sul treno che ci porter&amp;amp;#224; a Cracovia... 


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28. 08. 2003 Praga (REP. CECA) 
Tre anni dopo... Ma un&amp;#39;impressione diversa, migliore! Anche se la stazione resta sempre quel risaputo postaccio che tutti noi conosciamo...
 
[Luca]: Qui ho organizzato un incontro con un&amp;#39;amica che non vedevo da sette anni! Solo chi non vede qualcuno per cos&amp;amp;#236; tanto tempo pu&amp;amp;#242; capire cosa vuol dire. Praga, per me, &amp;amp;#232; la citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; bella d&amp;#39;Europa anche se &amp;amp;#232; piena di turisti, la cosa bella &amp;amp;#232; che questi caxxxni di italiani vengono qui e a Budapest convinti di vedere l&amp;#39;Est Europa... e raccontano di averla vista... Ma l&amp;#39;Est qui &amp;amp;#232; solo un lontano ricordo, Belgrado, Sofia, Bucarest... quello s&amp;amp;#236; che &amp;amp;#232; ancora Est! Meglio cos&amp;amp;#236;, mi fa piacere vedere che ci sono stati come la Repubblica Ceca che si stanno rialzando e saranno molto forti domani! 

29. 08. 2003 Salisburgo (AUSTRIA) 
Abbiamo salutato i nostri compari di Genova, grandi compagni di viaggio e nel frattempo stiamo lasciando la Repubblica Ceca alla volta dell&amp;#39;Austria. Ci aspettano ben due cambi durante la notte! Speriamo bene. 
 
Ci troviamo da un&amp;#39;oretta in questa fredda stazione ma fortunatamente nessuno ci ha molestati e il trasferimento notturno in treno finora &amp;amp;#232; andato tutto ok! Siamo diretti a Lubiana a trovare la dolce Ana che si trova in una cittadina a venti minuti dalla capitale per un torneo internazionale di Kendo. 

30. 08. 2003 Kranj (SLOVENIA) 
E chi l&amp;#39;avrebbe mai detto? Mi trovo in Slovenia per una ragazza! Il bello di un inter rail &amp;amp;#232; anche questo... decidi girono per giorno le tue destinazioni in base a quello che ti succede durante il viaggio... 
Eravamo molto provati dopo un&amp;#39;intera notte in viaggio e senza dormire per paura che ci derubassero di nuovo o che non scendessimo nella stazione giusta per il cambio treno. Arriviamo alle 5.30 di mattina nella capitale slovena e dopo interminabili attese veniamo a sapere che per via di un Convegno Internazionale non c&amp;#39;e&amp;#39; un buco dove dormire. Ma, come sempre succede, inaspettatamente, gli angeli cadono dal cielo per aiutarti e la dolce Ana &amp;amp;#232; riuscita a prenotarci un paio di notte nel posto dove soggiorna lei! A Kranj! Un tranquillo paesino sulle Alpi Giulie. 
Arrivati nella stazione, l&amp;#39;addetta al Tourist Information, per darci una mano ci chiama un taxi, ma noi, da veri inter railers, incontriamo un camionista che ci carica con tutti gli zaini e ci porta fino al nostro &amp;amp;quot;college&amp;amp;quot;. 
[Luca]: Oggi &amp;amp;#232; il diciottesimo giorno di viaggio e mi sento un peso enorme di ricordi sulle spalle! 

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_8262.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;repubblica ceca by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>REPUBBLICA CECA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:27:36 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_8262.ashx</guid></item><item><title>Austria by www.born2travel.it, Salisburgo, Villach</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_8264.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_8264.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8264/81910.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;AUSTRIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29. 08. 2003 Salisburgo (AUSTRIA) 
Abbiamo salutato i nostri compari di Genova, grandi compagni di viaggio e nel frattempo stiamo lasciando la Repubblica Ceca alla volta dell&amp;#39;Austria. Ci aspettano ben due cambi durante la notte! Speriamo bene. 
 
Ci troviamo da un&amp;#39;oretta in questa fredda stazione ma fortunatamente nessuno ci ha molestati e il trasferimento notturno in treno finora &amp;amp;#232; andato tutto ok! Siamo diretti a Lubiana a trovare la dolce Ana che si trova in una cittadina a venti minuti dalla capitale per un torneo internazionale di Kendo. 
30. 08. 2003 Kranj (SLOVENIA) 
E chi l&amp;#39;avrebbe mai detto? Mi trovo in Slovenia per una ragazza! Il bello di un inter rail &amp;amp;#232; anche questo... decidi girono per giorno le tue destinazioni in base a quello che ti succede durante il viaggio... 
Eravamo molto provati dopo un&amp;#39;intera notte in viaggio e senza dormire per paura che ci derubassero di nuovo o che non scendessimo nella stazione giusta per il cambio treno. Arriviamo alle 5.30 di mattina nella capitale slovena e dopo interminabili attese veniamo a sapere che per via di un Convegno Internazionale non c&amp;#39;e&amp;#39; un buco dove dormire. Ma, come sempre succede, inaspettatamente, gli angeli cadono dal cielo per aiutarti e la dolce Ana &amp;amp;#232; riuscita a prenotarci un paio di notte nel posto dove soggiorna lei! A Kranj! Un tranquillo paesino sulle Alpi Giulie. 
Arrivati nella stazione, l&amp;#39;addetta al Tourist Information, per darci una mano ci chiama un taxi, ma noi, da veri inter railers, incontriamo un camionista che ci carica con tutti gli zaini e ci porta fino al nostro &amp;amp;quot;college&amp;amp;quot;. 
[Luca]: Oggi &amp;amp;#232; il diciottesimo giorno di viaggio e mi sento un peso enorme di ricordi sulle spalle! 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_8264.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Austria by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>AUSTRIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:37:33 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_8264.ashx</guid></item><item><title>Lettonia by www.born2travel.it, Riga, Cesis</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/latvia/diario_di_viaggio_latvia_8270.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/latvia/diario_di_viaggio_latvia_8270.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8270/81937.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;LATVIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

29. 07. 2002 Riga (LETTONIA)

&amp;amp;quot;Bisogna vedere quel che non si &amp;amp;#232; visto, vedere di nuovo quel che si &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messe verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l&amp;#39;ombra che non c&amp;#39;era. Bisogna ritornare sui passi gi&amp;amp;#224; dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.&amp;amp;quot; 
- Jos&amp;amp;#233; Saramago - 
[Agos]: Ho chiamato la ragazza di Krists per l&amp;#39;ennesima volta: Agnese, e lei, con un sorriso di circostanza mi ha risposto: &amp;amp;quot;I&amp;#39;m Signe. Signe, try to remember...!&amp;amp;quot; 
Speriamo non se la sia presa... 

31. 07. 2002 Riga (LETTONIA)
Oggi abbiamo trascorso una piacevolissima serata! 
All&amp;#39;inizio pit stop con Agos e Martins (il fratello di Krists) al &amp;amp;quot;Pulkvedis&amp;amp;quot; poi alla nuova discoteca del centro storico: il &amp;amp;quot;Roxy&amp;amp;quot; (ex &amp;amp;quot;Pepsi Forum&amp;amp;quot;). Oramai sono un grande conoscitore della vita notturna della citt&amp;amp;#224;!
Verso le 4.30 di mattina abbiamo dato inizio alla saga della &amp;amp;quot;Prussiana&amp;amp;quot;. Mi spiego meglio, la &amp;amp;quot;Prussiana&amp;amp;quot; &amp;amp;#232; un dolce tipico della zona, tra l&amp;#39;altro molto buono; io ed Agos abbiamo fatto un patto, ogni giorno che uno dei due &amp;amp;quot;andava in bianco&amp;amp;quot;, al ritorno doveva comprare e mangiare questa &amp;amp;quot;Prussiana&amp;amp;quot;!
E&amp;#39; l&amp;#39;alba quando entriamo in camera nostra e, ricordando i vecchi tempi in Lettonia, il sole cominciava ad aprire timidamente i suoi occhi... noi, dolcemente, chiudevamo i nostri... 
 
01. 08. 2002 Riga (LETTONIA)
Nel pomeriggio abbiamo visitato la torre di San Pietro. C&amp;#39;ero gi&amp;amp;#224; stato tre anni fa per&amp;amp;#242; ora il panorama era completamente diverso per due ragioni: da una parte perch&amp;amp;#232; non c&amp;#39;era la neve e poi perch&amp;amp;#232; stanno completamente ristruttrando tutta la citt&amp;amp;#224;; &amp;amp;#232; la terza volta che vengo qui e la trovo sempre pi&amp;amp;#249; diversa, pi&amp;amp;#249; moderna, pi&amp;amp;#249; europea, mi sembra come se stesse perdendo la sua vera identit&amp;amp;#224;, quella che la dipingeva come una delle pi&amp;amp;#249; belle citt&amp;amp;#224; baltiche. 
03. 08. 2002 Riga (LETTONIA)
Il mercato di Riga &amp;amp;#232; immenso. Ci son centinaia e centinaia di bancarelle che vendono le cose pi&amp;amp;#249; disparate e a prezzi davvero bassi!
Ho acquistato un Cd di un rapper che andremo a sentire stasera! 
Tornati in centro, per caso intravedo la bella Agnese Are. O meglio, una che le assomigliava visto che erano tre anni dall&amp;#39;ultima volta che ci siamo salutati... Mando subito Martins in ricognizione. Avevo ragione, era proprio lei! E&amp;#39; molto cambiata, avrei tanto voluto salutarla ma... chiss&amp;amp;#224;... Via sms, quando ha saputo che ero l&amp;amp;#236;, mi ha scritto che le avevo regalato un sogno ma poi l&amp;#39;ho distrutto! Ora era felice per&amp;amp;#242; ha sofferto tanto per causa mia. 
Poco dopo abbiamo conosciuto due ragazzi tedeschi di Berlino che con altri tre avevano intrapreso un bellissimo viaggio in bicicletta (uno dei miei sogni!) dalla Finlandia a Berlino seguendo queste tappe: Helsinki-San Pietroburgo- Tallinn-Riga-Kalinigrad-Varsavia-Budapest-Venezia-Riva del Garda-Berlino. Ci metteranno circa tre mesi e stanno pure facendo un sito: www.fahr-away.de
(ndr a quanto son venuto a sapere in seguito da uno di loro, il loro viaggio, per la troppa fatica &amp;amp;#232; terminato poco dopo! Per&amp;amp;#242; bravissimi per il tentativo e l&amp;#39;idea! Massimo rispetto!) 
Oggi &amp;amp;#232; attraccata la nave della Marina Militare Italiana &amp;amp;quot;San Giusto&amp;amp;quot;. Questa nave scuola dell&amp;#39;accademia sta facendo il giro dell&amp;#39;Europa del Nord ed ha fatto una breve tappa qui scaricando centinaia di pinguini in divisa bianca che affollano tutte le strade della capitale! 
Stasera al &amp;amp;quot;Roxy&amp;amp;quot; si &amp;amp;#232; esibito &amp;amp;quot;Ozols&amp;amp;quot;, a detta dei miei amici, il pi&amp;amp;#249; grande rapper lettone. 


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/latvia/diario_di_viaggio_latvia_8270.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Lettonia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>LATVIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 18:12:33 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/latvia/diario_di_viaggio_latvia_8270.ashx</guid></item><item><title>galizia by www.born2travel.it, Vigo</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_8249.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_8249.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8249/81857.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SPAGNA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

06. 01. 2002 Vigo (SPAGNA)
Ci siamo ritirati alle sei del mattino ed alle dieci siamo gi&amp;amp;#224; in viaggio per Vigo, in Spagna!
All&amp;#39;andata decidiamo di fermarci a visitare Viana do Castelo. Stavolta di giorno l&amp;#39;ho apprezzata ancora di pi&amp;amp;#249; anche se ci siamo fermati solo un p&amp;amp;#242; alla chiesa di &amp;amp;quot;Santa Luzia&amp;amp;quot;.
Dopo un pranzo in macchina da inter railers, giungiamo a Vigo nella regione della Galizia. 
Sinceramente Vigo non &amp;amp;#232; nulla di speciale. Classica citt&amp;amp;#224; piena di palazzoni e niente di pi&amp;amp;#249;! Per&amp;amp;#242; mi son divertito molto perch&amp;amp;#232; eravamo entrambi turisti in quell&amp;#39;occasione. Quindi abbiamo ricordato i magnifici momenti vissuti durante il nostro mitico inter rail! 
Comunque dopo un rapido spuntino al McDonalds dove abbiamo preso i primi Euro spagnoli siamo ripartiti per Guimaraes! 
Finalmente una citt&amp;amp;#224; deliziosa! Piccola, romantica, carina, piena di vicoletti tutti in pietra e senza traffico automobilistico! E&amp;#39; la classica cittadina di tipo medievale che puoi trovare in Umbria o nelle Marche. Mi ha colpito molto!
Sul tardi, terminiamo il nostro tour fermandoci a Braga, dove vive Eduarda. Che giro! 

07. 01. 2002 Oporto (PORTOGALLO)
Oggi per la prima volta ho &amp;amp;quot;assaggiato&amp;amp;quot; un funghetto allucinogeno (Cubensis) proveniente direttamente da Amsterdam. Subito dopo siamo andati in centro per vedere gli effetti che faceva... Sinceramente non ne ho assunti tanti quindi gli effetti non sono stati cos&amp;amp;#236; forti come quelli di Pedro durante il nostro inter rail... Non ho visto persone che si trasformavano o mostri fantastici, semplicemente ridevo come un pazzo per ogni cosa... 

08. 01. 2002 Lavra (PORTOGALLO)
[Pedro]: Sto provando la stessa cosa che ho vissuto la scorsa estate. Devo cambiare tante cose di me, del mio carattere, cose che possono annoiare or danneggiare le altre persone. Ti ho detto che ci sto provando ma mi ci vuole molto tempo. La cosa buona &amp;amp;#232; che sento di essere gi&amp;amp;#224; un p&amp;amp;#242; cambiato dopo l&amp;#39;estate e questi giorni di Natale con te. 
Comunque spero che conserverai un buon ricordo di questi giorni, &amp;amp;#232; stato un piacere averti qui. 

09. 01. 2002 Lavra (PORTOGALLO)
Stamattina per puro caso mi son sintonizzato su RAI UNO e proprio in quel momento annunciavano uno sciopero generale dei controllori di volo... Figuriamoci... Preparata la valigia Pedro mi accompagna in aeroporto e l&amp;amp;#236;: 
Porto-Milan= Cancelled 
Si parte domani. Ma dovr&amp;amp;#242; prendere tre aerei in una giornata! Che stress! 

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_8249.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;galizia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>SPAGNA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 11:52:08 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_8249.ashx</guid></item><item><title>portogallo www.born2travel.it, Canedo, Maia, Lavra, Mathosinhos, Porto, Perafita, Aveiro, Viana do castelo, Guimaraes</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_6623.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_6623.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6623/81771.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PORTOGALLO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

Questo &amp;amp;#232; il primo aereo che prendo dopo la strage dell&amp;#39;undici settembre. 
In aeroporto, sinceramente, non ho trovato questo grande spiegamento di forze di controllo. Tutte le operazioni si sono svolte nei soliti tempi e con i soliti controlli! Mi aspettavo controlli pi&amp;amp;#249; approfonditi, pi&amp;amp;#249; dettagliati e seri! 
Nonostante tutto, ammetto di aver avuto un p&amp;amp;#242; di timore, ogni tanto lanciavo un rapido sguardo ai volti degli altri passeggeri per scrutare qualche faccia sospetta, ma il batticuore iniziale si trasforma ben presto in un tranquillo sonnellino!

20. 12. 2001 Canedo (PORTOGALLO)
Nell&amp;#39;Aeroporto &amp;amp;quot;S&amp;amp;#224; Carneiro&amp;amp;quot; di Oporto, mentre attendo l&amp;#39;arrivo della mia valigia, mi sento chiamare. Era Bruno Melo, ora lavora l&amp;amp;#236; come architetto visto che stanno costruendo una seconda ala dell&amp;#39;aeroporto. Aveva saputo che sarei venuto e mi ha fatto questa bella sorpresa... Abbiamo chiacchierato un p&amp;amp;#242; e bevuto un drink aspettando Pedro in un bar dell&amp;#39;aeroporto.
Posata la valigia a casa del mio amico facciamo subito rotta verso la casa di Florido, il padre, che vive a Canedo, in una sperduta e fredda campagna per un pranzetto tipico portoghese. 

22. 12. 2001 Maia (PORTOGALLO)
Con Pedro son andato a casa di Jorge dove i due stanno lavorando duramente per l&amp;#39;incisione del loro primo album. Mi hanno chiesto una collaborazione, in pratica dovrei scrivere una parte in italiano e rapparla per inserirla nel loro CD. Vedremo!
[Pedro Daniel Aguiar Lopes da Oporto, Portogallo]: Hey Mark, stiamo avendo gli stessi problemi dell&amp;#39;anno scorso... Non abbiamo cose entusiasmanti da fare la sera. Spero che tu non ti annoierai, cerca di capire che io non sono una buona &amp;amp;quot;guida-notturna!&amp;amp;quot;
Pedro che si preoccupa se mi diverto o no, ma non capisce che vengo qui soprattutto per trascorrere un p&amp;amp;#242; di tempo con lui, mio grande amico, anche solo a chiacchierare per me &amp;amp;#232; piacevole! 

23. 12. 2001 Oporto (PORTOGALLO)
Verso le due di mattina son andato con Veronica (la sorella di Pedro) e Rui (il suo fidanzato) in una discoteca sulla Riberinha, c&amp;#39;era tanta gente snob e fin qui... ma erano tutti trentenni! Che palle! Per&amp;amp;#242; conosco un&amp;#39;interessante ragazza di nome Sara con cui trascorro tutta la serata/nottata a chiacchierare. Verso le 4.30 decidono di cambiare discoteca ma Sara mi invita a bere qualcosa a casa sua.
E&amp;#39; una ragazza molto sensibile e mi comincia a raccontare tutta la sua vita... Verso le 7.30 Veronica e Rui vengono a prendermi ma lei insiste affinch&amp;amp;#232; resti ancora.... Un&amp;#39;ora dopo arriva Kiko mezzo ubriaco, sta un p&amp;amp;#242; e poi se ne va... Alla fine, erano circa le 14.30 quando Pedro mi viene a recuperare. Ero completamente a pezzi, non dormivo da due giorni nel vero senso della parola... 
Pranzo a casa e vado a dormire per svegliarmi durante la notte del giorno dopo... Mi alzo e cominciamo a registrare la prima delle mie canzoni, ho notato che &amp;amp;#232; molto pi&amp;amp;#249; difficile di quanto mi aspettassi! Abbiamo lavorato per quasi tre ore e mezzo e non abbiamo terminato nemmeno un brano. 

24. 12. 2001 Lavra (PORTOGALLO)
Buon Natale!
Questo Natale &amp;amp;#232; stato diverso dagli ultimi due. E&amp;#39; trascorso come un qualunque giorno dell&amp;#39;anno, sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; eravamo pochi, sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; passa il tempo e meno mi entusiasmano le feste, sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; non si sparano i botti qui, non lo so, so solo che &amp;amp;#232; stata una comune giornata! 
Verso le 19 siamo andati a mangiare qualcosa al McDonald, che tristezza! C&amp;#39;eravamo solo noi... Certo che mangiare poco prima del cenone...
A mezzanotte comunque viene la dolce Veronica vestita da &amp;amp;quot;Babba Natale&amp;amp;quot; e ci porta tanti doni a tutti! Che teneri che son stati. Tutti mi hanno regalato qualcosina! Verso l&amp;#39;una e trenta stanco vado a dormire quando Veronica mi viene a chiamare, le serve una mano per aprire un barattolo di hot dogs... E cos&amp;amp;#236; ci ritroviamo, alle due di notte, dopo il cenone di Natale, seduti ancora a tavola alle prese con ketchup, senape, mayonese... 

26. 12. 2001 Lavra (PORTOGALLO)
[Sara Filipa Losa De Oliveira Romao De Castro da Oporto, Portogallo]: Falei com Deus e ele disse-me que choven no dia que nasceste, mas nao era chuva, era o ceu a chorar por ter perdido a sua estrela mais linda! 
Stanotte io e Pedro abbiamo parlato fino alle 3.30, una chiacchierata a cuore aperto da entrambe le parti! Quanto vorrei che sia lui che Ofelia vivessero in Italia... 
28. 12. 2001 Lavra (PORTOGALLO)
Oggi, dopo pranzo, il simpatico Rui e Veronica sono partiti per la Serra da Estrela, dove trascorreranno il Capodanno e da l&amp;amp;#236; ripartiranno per Alentejo, dove vivono, nel sud del Portogallo.
Ma nessun problema, la casa s&amp;#39;&amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; ripopolata con l&amp;#39;arrivo di Eduarda (la ragazza di Pedro) e la sorella Maria Joao.
Passeggiando nel centro di Oporto notavo che una caratteristica di questa nazione &amp;amp;#232; in un certo senso il suo essere cosmopolita grazie alle sue ex colonie. Vedi un sacco di gente con gli occhi a mandorla (magari sono quelli dell&amp;#39;isola di Macao), neri (Mozambico, Angola, Capo Verde, Guinea Bissau) e mulatti (Brasile, Guyana)! 
E naturalmente oltre alle proprie tradizioni, esportano anche i loro prodotti e perci&amp;amp;#242; vedi tanti ristoranti cinesi, frutta tropicale, ortaggi africani ecc. 

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11 Settembre 2001
Una data che nessuno pi&amp;amp;#249; dimenticher&amp;amp;#224;. Un giorno in cui qualcosa &amp;amp;#232; cambiato profondamente in tutto il mondo. Una tragedia degna del pi&amp;amp;#249; entusiasmante colossal cinematografico di fantascienza con un unico particolare: era tutto vero. Un giorno ti svegli e realizzi che la crudelt&amp;amp;#224; gratuita, il male esiste ancora nel ventunesimo secolo. Si pensava che dopo i campi di concentramento nazisti si fosse toccato il fondo. I tempi cambiano e con essi la mentalit&amp;amp;#224; degli uomini. Ma non &amp;amp;#232; proprio cos&amp;amp;#236;, almeno non lo &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; da questo giorno. Il fondo oggi &amp;amp;#232; stato &amp;amp;quot;sfondato&amp;amp;quot;. Io, con il caro Nino viaggiavo da Bologna a Budapest quando cominciamo a ricevere le prime notizie frammentarie su un aereo che era precipitato a New York. Vabb&amp;amp;#232; son cose che capitano anche se in pieno centro &amp;amp;#232; un p&amp;amp;#242; strano. Procede il nostro viaggio... Ne cade un altro nello stesso posto. Non pu&amp;amp;#242; essere una coincidenza. Ancora un altro. Cominciamo a preoccuparci. Le notizie si accavallano e ci confondono gettandoci in un panico strano. Ma che sta succedendo? 
Alle 08.47 di marted&amp;amp;#236; 11 settembre 2001 l&amp;#39;America viveva un mattino come tanti. Un minuto dopo l&amp;#39;odio si abbatt&amp;amp;#232; con tutta la sua ferocia su New York, sull&amp;#39;America e sul mondo. Le Torri colpite eruttarono fumo e fiamme, gli occhi delle persone stupore e incredulit&amp;amp;#224;.
Quando le Torri crollarono, il mondo intero era gi&amp;amp;#224; davanti alla televisione e guardava attonito quelle macerie fumanti, che seppellivano per sempre centinaia di persone e di sogni. Seppellivano per sempre le certezze di milioni di persone. Seppellivano per sempre il mondo che avevamo conosciuto fino ad allora.
Chi aveva scatenato quell&amp;#39;inferno? E perch&amp;amp;#233;? Nomi e volti di colpevoli furono pronti in fretta, troppo in fretta. Era possibile che un apparato di intelligence cos&amp;amp;#236; efficiente da individuare nel giro di poche ore i colpevoli del disastro, fosse stato cos&amp;amp;#236; negligente da non riuscire ad impedirlo?
Mille dubbi, mille domande si affollavano, in quei giorni, nelle menti dei Popoli della Terra, ma gli occhi riuscivano a vedere solo e sempre le immagini di quelle persone che precipitavano dai grattacieli in fiamme.
Arrivati a Budapest tutte le televisioni del mondo trasmettevano ininterrottamente quelle immagini di terrore. Si vedevano quelle scene strazianti commentate in tutte le lingue del mondo e noi, muti, al di l&amp;amp;#224; della scatola di plastica ad interrogarci se fosse tutto vero. Se fosse solo un brutto sogno o se davvero l&amp;#39;uomo fosse impazzito. Ma fino a quel punto? 

12 Settembre 2001 Budapest (UNGHERIA) 
Il giorno del mio ventiduesimo compleanno lo trascorro con Nino e qualche amica ungherese, ancora scossi per le varie notizie provenienti dagli Stati Uniti. Qualcosa &amp;amp;#232; cambiato.


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30. 07. 2001 Riga (LETTONIA)
Oggi son stato nella casa dei genitori di Krists dove trascorsi quel famoso mese di due anni fa. Ho rivisto Leo (il padre) che lavorava in cortile, Martins (il fratello) un p&amp;amp;#242; pi&amp;amp;#249; grande, e poi tutti i vari suoi animali di casa, dal mitico Ripsie a Rega.
A pranzo andiamo in un ristorantino molto carino: &amp;amp;quot;Lido&amp;amp;quot; e subito dopo siamo stati in giro per il centro fino a tardi. Ho rivisto tanti luoghi a me familiari ma allo stesso tempo sconosciuti perch&amp;amp;#232; l&amp;#39;ultima volta che li avevo visti erano completamente ricoperti di neve, quindi ecco ora sbucare parchi verdeggianti, laghetti artificiali, lunghi viali alberati con panchine e aiuole proprio l&amp;amp;#236; dove io vedevo una semplice e monotona distesa bianca uniforme.
Prima rileggevo alcune pagine di questo diario... Davvero in un viaggio del genere viviamo ogni singolo secondo della giornata: Milano, Berna sembrano episodi successi tanto di quel tempo fa e invece son trascorso soli dieci giorni... 
01. 08. 2001 Riga (LETTONIA)
Una cosa che mi ha dato molto fastidio &amp;amp;#232; successa ieri sera in discoteca. Signe e una sua amica: Laura, erano sedute, da sole, sulla stessa poltrona quando due uomini distinti, 50enni, ben vestiti, con un bicchiere di vino in mano si siedono vicino a loro. Erano i classici sfigati italiani in cerca di ragazzine. Vedo la scena e, chiamato Krists, ci sediamo dove stanno loro. Ci scambiamo qualche occhiata, loro capiscono e se ne vanno. Mi fanno schifo queste persone. Credono che basti una giacca, una cravatta, un p&amp;amp;#242; di soldi e fare i playboy dei poveri. Sono disgustosi. 
02. 08. 2001 Riga (LETTONIA)
Krists ci ha convinti a stare qualche giorno in pi&amp;amp;#249; cos&amp;amp;#236; potremo provare una nuova emozione: il lancio col paracadute. Chiss&amp;amp;#224;! 
Abbiamo conosciuto due ragazze russe: Karina e Regina, molto carine. Karina lavora in un negozio di libri e studia filologia. E&amp;#39; una ragazza molto interessante e in gamba. Siamo stati tutto il giorno in giro per il centro con loro, &amp;amp;#232; stato molto piacevole. 
Martins mi ha regalato il famoso anello lettone chiamato: &amp;amp;quot;Nameis&amp;amp;quot;, per me &amp;amp;#232; un ricordo molto importante. Tutti i lettoni lo hanno, &amp;amp;#232; un simbolo a cui tengono tanto. Rappresenta la virilit&amp;amp;#224; dell&amp;#39;uomo e prende il nome dal guerriero lettone del dodicesimo secolo che lo possedeva. Ne sono proprio orgoglioso. 
04. 08. 2001 Riga (LETTONIA)
Stasera, dopo l&amp;#39;ottimo barbecue a casa di Leo, siamo andati allo &amp;amp;quot;Slepenais Eksperiments&amp;amp;quot; con Karina e Regina e appena entriamo chi &amp;amp;quot;becchiamo&amp;amp;quot;? Ancora ora non ci posso credere! Kylie, il Newyorkese che fu &amp;amp;quot;cacciato&amp;amp;quot; dal treno con noi nel difficile trasferimento: Colonia-Copenaghen. Quant&amp;#39;&amp;amp;#232; piccolo il mondo. La cosa strana &amp;amp;#232; che da Copenaghen noi ci dirigemmo verso il nord della Norvegia mentre lui and&amp;amp;#242; in Finlandia e dieci giorni dopo ci vediamo, per caso, in un&amp;#39;ulteriore altra nazione!
Alle quattro torniamo a casa completamente a pezzi e quattro ore dopo si riparte per Cesis, per fare un p&amp;amp;#242; di sport estremo! 
05. 08. 2001 Cesis (LETTONIA) 
Appena arriviamo in questo aeroportino ci lanciamo subito su delle brandine militari e crolliamo per la stanchezza. Verso le 14 Krists ci sveglia per farci fare un voletto su un aereo da lui pilotato. 
Era un quadriposto russo. Davanti c&amp;#39;era il mio amico lettone e un altro pilota, dietro: io e Pedro. 
Quando pilotava Krists tutto &amp;amp;#232; andato bene. Un classico volo scuola standard. Abbiamo fatto tre tranquilli touch and go senza problemi. Addirittura ad un certo momento, per fare una foto togliamo anche la cintura di sicurezza e l&amp;#39;allacciamo all’acqua di rose. 
Non posso dire la stessa cosa del suo amico. Comincia subito a fare acrobazie in volo. Prima punta il cielo a 180&amp;amp;#176;, poi, col motore a minimo, l&amp;#39;aereo, per gravit&amp;amp;#224;, si rovescia e cade in picchiata... Ma la nostra cintura non era fissata bene e quindi veniamo repentinamente e improvvisamente &amp;amp;quot;proiettati&amp;amp;quot; verso l&amp;#39;alto dando una dolorosa testata al tettuccio! Che spavento e che male!
Ultimo brivido l&amp;#39;atterraggio. Tagliamo perpendicolarmente una superstrada a circa due metri dalla terra, il tutto mentre sopravveniva un camion che strombazzava impazzito... Ma chi ce l&amp;#39;ha fatto fare? Non sapevo che queste erano solo piccoli pezzettini di un grande puzzle di emozioni che avremmo provato quel giorno! 
Dopo non molto cominciano i preparativi per il lancio col paracadute. Ore ed ore a spiegare, a provare da terra le varie manovre, a prepararci, con Krists che mi faceva da traduttore simultaneo mentre l&amp;#39;istruttore spiegava.
Qualche ora dopo veniamo divisi in due gruppi. All&amp;#39;interno dell&amp;#39;aereo in vari sottogruppi da tre. 
L&amp;#39;aereo, un vecchio Antonov russo, decolla. Ci sono alcune ragazze vicino a me che sono terrorizzate. Cerco di mantenere la calma e stranamente ci riesco. Sono troppo incosciente. Raggiungiamo quota 600 metri, trovato il posto giusto: i primi tre vengono lanciati via dall&amp;#39;aereo. Silenzio tombale. 
Passano dieci interminabili minuti e l&amp;#39;aereo, fatto un giro di 360&amp;amp;#176; si riporta dov&amp;#39;era prima. Il secondo sottogruppo &amp;amp;#232; pronto. E&amp;#39; il mio gruppo. Il primo va. Il secondo sparisce improvvisamente davanti ai miei occhi. Tocca a me. Mi avvicino al portellone. Vedo tutto piccolissimo sotto di me. Mi fermo proprio sulla linea che mi permette ancora di sentire qualcosa sotto le mie scarpe. Sento un grido in russo e una forte spinta. 
Pochi secondi che durano un&amp;#39;eternit&amp;amp;#224;. Mi sento schiaffeggiare dall&amp;#39;aria, dalle raffiche del vento e poi una sensazione strana, come se qualcuno mi tirasse dall&amp;#39;alto. S&amp;#39;&amp;amp;#232; aperto il mio paracadute.
Sospiro silenzioso di sollievo. Mah non era finita l&amp;amp;#236;! 
C&amp;#39;&amp;amp;#232; ancora un avvitamento in corso. 
Risolto, mi tranquillizzo. Silenzio assoluto come mai sentito prima, rotto solo dall&amp;#39;urlo del ragazzo lanciatosi prima di me. Scarico la mia adrenalina urlando prima con tutto il fiato che avevo e poi chiamando Pedro che era rimasto a terra. 
Poi di nuovo un silenzio irreale. Solo io e il mondo. 
Lentamente mi dirigo verso il suolo, tutti sembravano formiche sotto i miei piedi, ma c&amp;#39;&amp;amp;#232; un gruppetto che corre verso di me e mi urla insistentemente qualcosa che non capisco. Non capisco il russo. Comincio di nuovo a preoccuparmi, io che ormai mi stavo godendo il panorama dall&amp;#39;alto. Forse il mio paracadute ha qualche problema? Sto per toccare terra. Chiudo le gambe, come istruito, e atterro tranquillamente.
Qualche metro da me c&amp;#39;&amp;amp;#232; una ragazza che piange tenendosi la caviglia spezzata tra le mani.
Atterro e vedo Pedro che mi viene incontro correndo scattando mille foto. Ce l&amp;#39;ho fatta. Mi sento ancora pi&amp;amp;#249; forte di prima.
Di l&amp;amp;#236; a un&amp;#39;ora anche lui avrebbe provato le stesse emozioni ma saltando in tandem da 2500 metri,con l&amp;#39;istruttore &amp;amp;quot;attaccato&amp;amp;quot; alla schiena a mo&amp;#39; di zaino.
Tornando a casa, non riesco a non pensare alle mie sensazioni ed emozioni vissute in questa lunga giornata!


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07. 08. 2001 Vilnius (LITUANIA)
La periferia della capitale lituana &amp;amp;#232; molto degradata. Tanti poveracci, mendicanti, ladruncoli che si aggiravano tra di noi. Mi ha fatto una gran brutta impressione. Nella stazione centrale, chiedendo informazioni conosco quattro finlandesi (tre ragazze: Anna, Bea e Lena e un ragazzo: Taapsa) al primo giorno di inter rail. In quella stazione internazionale: nessuno parlava inglese, ma fortunatamente, Bea, avendo vissuto quattro anni a Mosca, parla correttamente russo, e cos&amp;amp;#236; gran parte dei nostri problemi sono risolti!
Inoltre, il treno per Varsavia non ha posti a sedere ma solo cuccette. E cos&amp;amp;#236; la paziente Bea, dopo un&amp;#39;ora e quaranta minuti di conversazione in russo, finalmente riesce a prenotare uno scompartimento con sei letti per tutti noi....
Vilnius &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; molto ambigua. Mi ricordava Istanbul: una parte poverissima con mendicanti, ammalati, mutilati, straccioni e senzatetto buttati per strada con le mani aperte protese verso i passanti per elemosinare qualcosa e una parte ricca in cui sfrecciavano costose macchine, gente ben vestita e i vari palazzi del governo e ambasciate.
La notte in cuccetta &amp;amp;#232; trascorsa tranquilla, peccato che non abbiamo chiuso occhio per i vari controlli della polizia di frontiera delle varie nazioni, i controllori del treno e i finanzieri


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21. 07. 2001 Lussemburgo (LUSSEMBURGO) 
Arriviamo nella ricca capitale lussemburghese nel pomeriggio con l&amp;#39;intento di proseguire subito per Amsterdam, ma come sempre succede negli inter rails, non si rispetta mai la tabella di marcia e ci si lascia guidare dal caso e dagli incontri che fai... Cos&amp;amp;#236;, conosciamo un gruppetto di spagnoli delle isole Canarie, che cercavano un ostello. Ci aggreghiamo a loro!
In citt&amp;amp;#224; c&amp;#39;erano concerti all&amp;#39;aperto dappertutto e cos&amp;amp;#236; tanta gente! Lussemburgo City mi ha sorpreso molto!
Cena a base di ravioli in barattolo comprati a Berna e cucinati con il nostro fornellino. Deliziosi! La notte ho dormito con il mio zaino accanto, nel letto a castello, e coi documenti, soldi e marsupio all&amp;#39;interno del mio sacco a pelo. 
 
 
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22. 07. 2001 Amsterdam (OLANDA) 
Nel tragitto da Bruxelles ad Amsterdam apprendo da una ragazza americana di ritorno dall&amp;#39;Italia che a Genova, durante il G8 era stato ucciso un manifestante! Un certo Carlo Giuliani, ma non ne sapeva tanto! 
Arrivati nella capitale olandese ci rechiamo direttamente al negozio di funghetti allucinogeni per Pedro. Lui ha programmato l&amp;#39;intero viaggio in funzione solo di questa tappa! Era cos&amp;amp;#236; eccitato! Era da una anno che decantava questi funghetti! Diceva che l&amp;#39;anno scorso aveva provato delle sensazioni stupende, vedeva e sentiva cose strane, mai viste viste prima... Voleva farsi la scorta e divertirsi tutto l&amp;#39;anno! Mah! 
Ebbene s&amp;amp;#236;, c&amp;#39;era un mah! Io gli ho subito proibito di comprarne tanti perch&amp;amp;#232; era pericoloso quando passavamo le frontiere e non volevo avere problemi per queste stupidaggini! Inoltre gli avevo consigliato di ingerirli solo quando eravamo in un posto tranquillo, senza zaino e con un &amp;amp;quot;tetto safe&amp;amp;quot; (parlavo della Lettonia), cos&amp;amp;#236; se avessimo avuto problemi... 
Ma lui non mi ha voluto dare retta! E dopo avere comprato due sacchetti, lo accompagno ai bordi di un canale per farglieli &amp;amp;quot;mangiare&amp;amp;quot; in tranquillit&amp;amp;#224;! Anche se ero contrario gli sto vicino. Me li aveva offerti anche a me ma fortunatamente avevo rifiutato! 
All&amp;#39;inizio si sentiva in &amp;amp;quot;paradiso&amp;amp;quot; poco dopo cominciava l&amp;#39;inferno! 
Dopo tante disavventure riusciamo a raggiungere la stazione ferroviaria e da l&amp;amp;#236; con un treno ci rechiamo all&amp;#39;aeroporto di Schipol dove siamo ora.
[Pedro da Porto, Portogallo]: Mi sento molto male e se provo a spiegarti qualcosa, son sicuro che non potrai capire. Ci&amp;amp;#242; che ho provato oggi &amp;amp;#232; impossibile spiegarlo con parole e nessuno potr&amp;amp;#224; mai provarle senza funghetti. Tenter&amp;amp;#242; di raccontarti piccoli porzioni delle milioni di cose che ho in mente durante il viaggio. 
Mi dispiace tanto per ci&amp;amp;#242; che &amp;amp;#232; successo oggi, se avessi saputo ci&amp;amp;#242; che sarebbe accaduto non li avrei ingeriti. Ho sofferto tanto, non puoi immaginare nemmeno una piccola parte di ci&amp;amp;#242; che ho passato. Son quasi morto perch&amp;amp;#232; ho perso per alcuni istanti il controllo della mia mente e del mio corpo. Quando dico: morto, non esagero, son stato incosciente tante volte nel ristorante, mi sono sentito come mai prima di ora. 
Comunque avremo molto tempo per discutere di ci&amp;amp;#242; . Questo giorno, per quanto strano possa essere sembrato, &amp;amp;#232; stato molto positivo per me. Come ti ho detto, l&amp;#39;esperienza dei funghetti &amp;amp;#232; unica e cambiano il tuo modo di pensare e di vedere il mondo. Capisci tante cose per quanto riguarda ci&amp;amp;#242; che ti circonda, trovi il significato di ogni singola cosa, per ogni giorno della tua vita. 
Vorrei poter godere la vita come fai tu, con calma, divertendomi, ovunque e con chiunque... E&amp;#39; doloroso non riuscire a farlo. Sto provando a cambiare ma &amp;amp;#232; difficile. Oggi, questi funghetti hanno portato quiete al mio spirito, spero che duri per sempre, sono ansioso di poter vivere la mia vita in tranquillit&amp;amp;#224; come fanno tutti, spero che cresceremo insieme... Sto imparando tante cose con te, ho davvero bisogno che la nostra amicizia duri per sempre.

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26. 07. 2001 Narvik (NORVEGIA) 
Verso le quattro di mattina Pedro, tutto agitato, mi sveglia per farmi notare che era ancora giorno!
Questo &amp;amp;#232; il fenomeno denominato: &amp;amp;quot;Midnight sun&amp;amp;quot;, cio&amp;amp;#232; il sole per sei mesi non tramonta mai, del resto, per altri sei sorge solo per pochissime ore... 
In treno, io e Wolfgang ci siamo preparati una bella cenetta a base di tonno, pomidoro e una macedonia di ananas. Il mio amico austriaco ha apprezzato molto. Brindiamo con un bicchiere di vino bianco: Skol!
Dopo 19 ore eccoci a destinazione in questo posto mistico. Tutti i nostri programmi di campeggio, tende e divertimento vengono distrutti dalla pioggia. Ma entra in gioco la bella Inger (una ragazza norvegese che ha condiviso il trasferimento Stoccolma-Narvik con noi!), ci invita a pranzo a casa sua.
Dieci minuti di auto e siamo nella sua accogliente casa, a due piani, tutta in legno e come le tipiche case lettoni o finlandesi, all&amp;#39;interno camminavamo scalzi! 
Ottimo pranzetto: riso con gamberetti. 
Salutata la gentile vichinga, dopo aver fatto un giretto per il centro abbiamo deciso di fare un salto in riva al mare, in uno dei tanti e famosi fiordi! 
Wolfgang prende la sua canna da pesca e comincia a pescare, mentre noi scattavamo migliaia di foto, entusiasmati da questo posto cos&amp;amp;#236; bello. 
Narvik ha la grande caratteristica, come avevo visto in un documentario, di avere le case che sfoggiano colori sgargianti, pur essendo tutte uguali e questo perch&amp;amp;#232; durante i sei mesi di buio vogliono cercare di ravvivare un p&amp;amp;#242; il grigiore cittadino.
Ci troviamo nel posto pi&amp;amp;#249; a nord in cui sia mai stato, a circa 500/600 chilometri a nord del circolo polare artico. 
In quella spiaggia, che in realt&amp;amp;#224; era formata da grandi roccioni marroni e rossi... Abbiamo preparato la nostra cena. Io e Wolfgang la stessa di ieri, Philipp e Pedro un piatto di spaghetti alla bolognese. 
Due simpatici uomini del posto ci offrono un passaggio alla stazioncina locale. Cercheremo di dormire qui. Che strano. E&amp;#39; indescrivibile, ora &amp;amp;#232; mezzanotte e il sole &amp;amp;#232; alto nel cielo! Che bello stare qui. Questo posto &amp;amp;#232; diverso da tutti quelli in cui son stato finora. Ora &amp;amp;#232; tempo di dormire perch&amp;amp;#232; domani ci aspetta una dura giornata per raggiungere la casa di babbo Natale nel nord della Finlandia. 
Mi sento cos&amp;amp;#236; bene qui, sento di avere lo stesso coraggio del primo inter rail ma con la maturit&amp;amp;#224; del secondo. Un binomio perfetto!

27. 07. 2001 Kemi (FINLANDIA)
Che notte stupenda! Non ho mai dormito cos&amp;amp;#236; bene in un inter rail! Chiusi in una deliziosa e pulita stazioncina ferroviaria, al caldo, col mare del Nord che bagnava il fiordo e illuminato dal sole. Questo sole cos&amp;amp;#236; particolare che non muore mai! Noi rannicchiati nei nostri sacchi a pelo.
Stasera dovremmo dormire alla stazione di Kemi per prendere poi la coincidenza per Rovaniemi domattina! Sar&amp;amp;#224; un&amp;#39;altra notte all&amp;#39;avventura, l&amp;#39;anno scorso mi sarei preoccupato e sarei stato pensieroso tutto il giorno, quest&amp;#39;anno quasi mi fa piacere quando non sai cosa ti accadr&amp;amp;#224; il giorno dopo!
A Kemi conosco una ragazza: Julia, molto carina, l&amp;#39;unica tranquilla del suo gruppo di ubriachi in questo posto dove non sai come trascorrere le tue serate visto che sei nel bel mezzo del nulla! A Julia abbiamo confessato che avremmo trascorso tutta la notte in stazione. Tutti ci hanno detto di stare attenti perch&amp;amp;#232; i ragazzi si ubriacano la sera e cercano risse, soprattutto oggi che &amp;amp;#232; venerd&amp;amp;#236; sera. 
Io, Wolfy e Philipp abbiamo deciso di fare la guardia tutta la notte. Dopo un p&amp;amp;#242; il biondo austriaco si chiude nel suo sacco a pelo e sparisce tra le braccia di Morfeo. Alle quattro crollo anche io, letteralmente morto di freddo. Quando alle 5.30 riapro gli occhi vedo il povero Wolfy circondato da una marea di mozziconi di sigarette ai suoi piedi. Era stato sveglio a vigilare tutta la notte. Che grande!
Alla fine prendiamo il comodo treno per Rovaniemi e ci addormentiamo subito, ci svegliamo giusto in tempo per scendere solo per puro caso! 
Con un bus ci rechiamo a Napapiiri, la famosa citt&amp;amp;#224; di Babbo Natale. Qui si respira aria natalizia tutto l&amp;#39;anno. Mi ha fatto pi&amp;amp;#249; piacere vedere la linea del circolo polare artico: 66&amp;amp;#176; 33&amp;#39; 07&amp;amp;quot; che il villaggio in s&amp;amp;#232; per s&amp;amp;#232;. 
Una bella partita a calcio Portitalia contro Austria ci fa trascorrere il resto di un piacevolissimo pomeriggio.

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/norvegia/diario_di_viaggio_norvegia_6616.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;norvegia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>NORVEGIA</category><pubDate>Sat, 21 Feb 2009 11:54:30 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/norvegia/diario_di_viaggio_norvegia_6616.ashx</guid></item><item><title>finlandia by www.born2travel.it, Kemi, Rovaniemi, Helsinki, Napapiiri</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/finlandia/diario_di_viaggio_finlandia_6617.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/finlandia/diario_di_viaggio_finlandia_6617.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6617/81751.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FINLANDIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

27. 07. 2001 Kemi (FINLANDIA)
Che notte stupenda! Non ho mai dormito cos&amp;amp;#236; bene in un inter rail! Chiusi in una deliziosa e pulita stazioncina ferroviaria, al caldo, col mare del Nord che bagnava il fiordo e illuminato dal sole. Questo sole cos&amp;amp;#236; particolare che non muore mai! Noi rannicchiati nei nostri sacchi a pelo.
Stasera dovremmo dormire alla stazione di Kemi per prendere poi la coincidenza per Rovaniemi domattina! Sar&amp;amp;#224; un&amp;#39;altra notte all&amp;#39;avventura, l&amp;#39;anno scorso mi sarei preoccupato e sarei stato pensieroso tutto il giorno, quest&amp;#39;anno quasi mi fa piacere quando non sai cosa ti accadr&amp;amp;#224; il giorno dopo!
A Kemi conosco una ragazza: Julia, molto carina, l&amp;#39;unica tranquilla del suo gruppo di ubriachi in questo posto dove non sai come trascorrere le tue serate visto che sei nel bel mezzo del nulla! A Julia abbiamo confessato che avremmo trascorso tutta la notte in stazione. Tutti ci hanno detto di stare attenti perch&amp;amp;#232; i ragazzi si ubriacano la sera e cercano risse, soprattutto oggi che &amp;amp;#232; venerd&amp;amp;#236; sera. 
Io, Wolfy e Philipp abbiamo deciso di fare la guardia tutta la notte. Dopo un p&amp;amp;#242; il biondo austriaco si chiude nel suo sacco a pelo e sparisce tra le braccia di Morfeo. Alle quattro crollo anche io, letteralmente morto di freddo. Quando alle 5.30 riapro gli occhi vedo il povero Wolfy circondato da una marea di mozziconi di sigarette ai suoi piedi. Era stato sveglio a vigilare tutta la notte. Che grande!
Alla fine prendiamo il comodo treno per Rovaniemi e ci addormentiamo subito, ci svegliamo giusto in tempo per scendere solo per puro caso! 
Con un bus ci rechiamo a Napapiiri, la famosa citt&amp;amp;#224; di Babbo Natale. Qui si respira aria natalizia tutto l&amp;#39;anno. Mi ha fatto pi&amp;amp;#249; piacere vedere la linea del circolo polare artico: 66&amp;amp;#176; 33&amp;#39; 07&amp;amp;quot; che il villaggio in s&amp;amp;#232; per s&amp;amp;#232;. 
Una bella partita a calcio Portitalia contro Austria ci fa trascorrere il resto di un piacevolissimo pomeriggio.

 28. 07. 2001 Helsinki (FINLANDIA)
Nella capitale finlandese, conosciute quatto ragazze svizzere di Zurigo decidiamo di andare al mare invece di visitare la citt&amp;amp;#224;! Tutti assieme, tanto per cambiare! 
Io e Phil subito ci tuffiamo in acqua e organizziamo una partita a palla a nuoto per poi finire con una sfida a rigori usando i nostri enormi zaini come pali per la porta. Ci siamo divertiti un mondo. Poi l&amp;amp;#236;, tra tutte quelle scandinave in costume da bagno sembrava di essere in paradiso...
Dopo una lunga camminata arriviamo in centro, ma scopriamo che il nostro porto era ancora cos&amp;amp;#236; lontano e inoltre non avevamo nemmeno un marco finlandese, come si fa? Sfodero la mia faccia tosta e chiedo un passaggio ad un bus. Il gentile autista ci fa salire senza problemi!
Ci accampiamo fuori l&amp;#39;entrata del porto. Sono le due di notte e mi viene la brillante idea, visto il freddo, di riscaldarci con una partita a calcio. Ma poco dopo, su richiesta del custode del porto arriva la polizia... Con le buone spieghiamo loro la situazione e ci accordiamo su un posto tranquillo a duecento metri da l&amp;amp;#236;. Trascorreremo la notte l&amp;amp;#236;! Decidiamo di fare turni di guardia di 50 minuti ciascuno. Cominciano Pedro e Phil. Per riscaldarsi prima giocano un p&amp;amp;#242; a calcio, poi si preparano un t&amp;amp;#232; caldo, poi io mi addormento. Che carini che son stati, ci hanno lasciato dormire per tre ore ricambiando cos&amp;amp;#236; la guardia fatta a Kemi! Anche tre ore di riposo possono farti riacquistare energia e forza! 

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/finlandia/diario_di_viaggio_finlandia_6617.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;finlandia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>FINLANDIA</category><pubDate>Sat, 21 Feb 2009 11:57:11 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/finlandia/diario_di_viaggio_finlandia_6617.ashx</guid></item><item><title>estonia by www.born2travel.it, Tallin</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/estonia/diario_di_viaggio_estonia_6618.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/estonia/diario_di_viaggio_estonia_6618.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6618/81756.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ESTONIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

29. 07. 2001 Tallinn (ESTONIA)
Stamattina, ahinoi, dopo tante avventure, abbiamo dovuto salutare i nostri cari amici: Phillip e Wolfgang. Noi ci siamo imbarcati in un traghetto diretto in Estonia, loro proseguivano per la Svezia del Sud. 
Dopo vari contrattempi pre-partenza e due ore di navigazione approdiamo nella prima delle tre repubbliche baltiche che visiteremo. Ero molto emozionato prima di mettere piede in questa nazione, non so perch&amp;amp;#232;. 
Prima di visitare questa citt&amp;amp;#224; decidiamo di organizzare il prossimo spostamento fino in Lettonia. Compriamo i biglietti del bus e telefono Krists e nonostante l&amp;#39;improvvisata, &amp;amp;#232; sempre disponibilissimo e gentilissimo. Staremo da lui.
Proprio quando cominciamo a visitare il centro storico molto elegante e antico, comincia a piovere e finiamo con il ripararci in uno squallido McDonald. 
L&amp;#39;Estonia mi ha dato un&amp;#39;impressione molto strana. Mi pareva di stare in Bulgaria. Un p&amp;amp;#242; per le condizioni in cui versava e un p&amp;amp;#242; per lo stile &amp;amp;quot;architettonico&amp;amp;quot; della citt&amp;amp;#224;. Alla fine prendiamo il nostro bus alle 18 per Riga. 
Le strade estoni erano completamente &amp;amp;quot;disabitate&amp;amp;quot;, lunghi percorsi costruiti non tanto bene, privi di segnaletica, punti SOS, ogni tanto compariva qualche motel &amp;amp;quot;sfigato&amp;amp;quot; per i camionisti lettoni, polacchi o estoni. C&amp;#39;eravamo solo noi in giro, sul nostro autobus proveniente direttamente dalla Russia, con tutte le sue scritte in cirillico e la targa russa. Lungo quella strada che prima si infilava in un grande bosco, tipo Finlandia, con alberi a fusto piccolo ma altissimi e poi continuava costeggiando il mare. 
Dopo sei ore di viaggio siamo nella capitale lettone. Il caro Krists era l&amp;amp;#236; ad attenderci. Son stato felicissimo di rivederlo. Ora vive in un palazzone, stile vecchia Russia comunista, in centro, con la sua ragazza: Signe, molto bella, Krists non si smentisce mai, ha sempre avuto buon gusto. Con lui ne ho passate di cotte e di crude e la prima serata l&amp;#39;abbiamo trascorsa rimembrando tutte le &amp;amp;quot;tarantelle&amp;amp;quot; fatte in quel lungo mese passato qui da lui due anni fa! Poi, stanchi morti, ci siamo addormentati! 


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/estonia/diario_di_viaggio_estonia_6618.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;estonia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>ESTONIA</category><pubDate>Sat, 21 Feb 2009 11:59:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/estonia/diario_di_viaggio_estonia_6618.ashx</guid></item><item><title>danimarca by www.born2travel.it, Copenaghen</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/danimarca/diario_di_viaggio_danimarca_6614.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/danimarca/diario_di_viaggio_danimarca_6614.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6614/81735.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;DANIMARCA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

24. 07. 2001 Copenaghen (DANIMARCA) 
Nella capitale danese abbiamo un&amp;#39;altra brutta notizia. Per proseguire per Stoccolma abbiamo bisogno di un&amp;#39;altra costosa prenotazione. A meno che... A meno che non ci rechiamo in Svezia, a Malmo. L&amp;amp;#236; le regole son diverse e la prenotazione non &amp;amp;#232; obbligatoria. 
Detto fatto, prendiamo il primo treno per la Svezia e in venti minuti siamo l&amp;amp;#236; attraversando il ponte pi&amp;amp;#249; lungo d&amp;#39;Europa. Che bello!
Malmo &amp;amp;#232; piccolina ma molto carina e poi che donne! E&amp;#39; pi&amp;amp;#249; che risaputo che le svedesi son stupende... 
Dopo un breve giro per la citt&amp;amp;#224; e acquistato il biglietto per Stoccolma ritorniamo a Copenaghen.
Che citt&amp;amp;#224;! Piena di gente, di vita, di grandi strade riservate solo ai pedoni, tanti artisti da strada e poi le danesi. Mi correggo: le Scandinave sono stupende!
Decidiamo di raggiungere il simbolo della cittadina di Andersen: la celebre &amp;amp;quot;Sirenetta&amp;amp;quot;! Che stanchezza! Circa tre chilometri a piedi e con i nostri zaini pesantissimi sulle spalle! Che cattiva idea non lasciarli in stazione! Le spalle ci facevano cos&amp;amp;#236; male che una volta arrivati a destinazione siamo letteralmente crollati a terra! 
Per strada abbiamo pure &amp;amp;quot;raccattato&amp;amp;quot; un ventenne sud coreano: Kim, che &amp;amp;#232; stato con noi tutto il giorno! 
Pensavo che sono molto diverso dall&amp;#39;ultimo inter rail, molto meno preoccupato, pi&amp;amp;#249; spensierato e allegro. Sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; di Pedro mi fido molto, sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; i posti che stiamo visitando non sono pieni di zingari che ti ronzano attorno per derubarti, sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; la gente &amp;amp;#232; diversa o perch&amp;amp;#232; i treni non sono divisi per scompartimenti separati ma formati da grandi vagoni unici rendendo il compito ai vari ladruncoli pi&amp;amp;#249; difficile. Per concludere, a differenza degli altri inter rails, non mi sto accollando tutti i problemi sulle spalle, non solo i miei, ma pure quelli dei miei amici!
 
25. 07. 2001 Stoccolma (SVEZIA) 
Abbiamo stretto amicizia con due austriaci: Phillip e Wolfgang. 
La visita di Stoccolma &amp;amp;#232; stata interessante. E&amp;#39; una grande citt&amp;amp;#224; ricca di monumenti e statue che ricordano i tempi dei famosi Vichinghi. Volevamo continuare per Oslo ma alla fine, per i cattivi collegamenti dei treni,decidiamo di seguire i nostri nuovi compagni di avventura fino nell&amp;#39;estremo nord della Norvegia. Nella fredda Lapponia norvegese! 
Ci aspetteranno 19 ore di treno quindi siamo corsi ai ripari facendo una ricca spesa nella costosa capitale della Svezia. 
Che bello qui. Su un romantico e tranquillo treno, con gente simpatica e simile a me, ascoltando il gruppo preferito di Wolfy, attraversando paesaggi indimenticabili, laghi infiniti, foreste fitte e tenebrose e con la malinconia che questo potrebbe essere il mio ultimo inter rail visto che ho visitato quasi tutta l&amp;#39;Europa, non so se l&amp;#39;anno prossimo avr&amp;amp;#242; ancora qualche stimolo... Ma ora godiamoci questi momenti!

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/danimarca/diario_di_viaggio_danimarca_6614.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;danimarca by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>DANIMARCA</category><pubDate>Sat, 21 Feb 2009 11:48:30 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/danimarca/diario_di_viaggio_danimarca_6614.ashx</guid></item><item><title>germania by www.born2travel.it, Bonn, Koln, Amburgo</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_6613.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_6613.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6613/81731.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GERMANIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

23. 07. 2001 Bonn (GERMANIA)
Qui nel Nord della Germania comincia a fare un p&amp;amp;#242; freschetto. Bonn &amp;amp;#232; una cittadina deliziosa, piccolina, curata, tranquilla. Verso ora di pranzo ci siamo &amp;amp;quot;sistemati&amp;amp;quot; in un parchetto e armati di fornellino abbiamo preparato il nostro pranzo a base di zuppa di lenticchie. Molto buono!
Fatto un giro in centro, decidiamo di fare un salto a Colonia. La prima cosa che ti colpisce appena esci dalla stazione ferroviaria &amp;amp;#232; la meravigliosa ed impressionante cattedrale! Ora son seduto su una panchina proprio di fronte ad essa... Quando l&amp;#39;ho vista ho provato le stesse emozioni di quando ho visto &amp;amp;quot;Stonehenge&amp;amp;quot; o il &amp;amp;quot;Big Ben&amp;amp;quot; per la prima volta! E&amp;#39; maestosa ed elegante! Quasi sempre le parole sono nulle al confronto delle sensazioni che si provano... A rendere il tutto pi&amp;amp;#249; emozionante, contribuiva la musica che proveniva dai tanti organi della cattedrale... Che magia c&amp;#39;era nell&amp;#39;aria... 
In serata prendiamo il nostro treno per Copenaghen, non sapendo che la nottata sarebbe stata molto lunga... Ci fanno scendere dal treno nel cuore della notte per una stupida prenotazione che non avevamo fatto perch&amp;amp;#232; non avevamo avuto il tempo materiale per farla. Formato un gruppetto (io italiano, un portoghese, una coppietta di finlandesi, un norvegese, un danese, un&amp;#39;indiana e un americano) vaghiamo per la Germania di stazione in stazione tutta la notte. Ad Amburgo riusciamo a prenotare i posti su un treno per la Danimarca e visto che saremmo partiti dopo tre ore e considerando che eravamo stati tutta la notte svegli ne approfittiamo per schiacciare un pisolino. Organizzati materassini e sacchi a pelo ci addormentiamo subito, dopo un p&amp;amp;#242; mi sento toccare sul braccio. Di nuovo la polizia tedesca ci diceva che non potevamo sdraiarci l&amp;amp;#236;. Infastiditi ci rechiamo al nostro binario dove io e Pedro, preso il nostro fornellino, prepariamo un the caldo per tutti quanti! 


24. 07. 2001 Copenaghen (DANIMARCA) 
Nella capitale danese abbiamo un&amp;#39;altra brutta notizia. Per proseguire per Stoccolma abbiamo bisogno di un&amp;#39;altra costosa prenotazione. A meno che... A meno che non ci rechiamo in Svezia, a Malmo. L&amp;amp;#236; le regole son diverse e la prenotazione non &amp;amp;#232; obbligatoria. 
Detto fatto, prendiamo il primo treno per la Svezia e in venti minuti siamo l&amp;amp;#236; attraversando il ponte pi&amp;amp;#249; lungo d&amp;#39;Europa. Che bello!
Malmo &amp;amp;#232; piccolina ma molto carina e poi che donne! E&amp;#39; pi&amp;amp;#249; che risaputo che le svedesi son stupende... 
Dopo un breve giro per la citt&amp;amp;#224; e acquistato il biglietto per Stoccolma ritorniamo a Copenaghen.
Che citt&amp;amp;#224;! Piena di gente, di vita, di grandi strade riservate solo ai pedoni, tanti artisti da strada e poi le danesi. Mi correggo: le Scandinave sono stupende!
Decidiamo di raggiungere il simbolo della cittadina di Andersen: la celebre &amp;amp;quot;Sirenetta&amp;amp;quot;! Che stanchezza! Circa tre chilometri a piedi e con i nostri zaini pesantissimi sulle spalle! Che cattiva idea non lasciarli in stazione! Le spalle ci facevano cos&amp;amp;#236; male che una volta arrivati a destinazione siamo letteralmente crollati a terra! 
Per strada abbiamo pure &amp;amp;quot;raccattato&amp;amp;quot; un ventenne sud coreano: Kim, che &amp;amp;#232; stato con noi tutto il giorno! 
Pensavo che sono molto diverso dall&amp;#39;ultimo inter rail, molto meno preoccupato, pi&amp;amp;#249; spensierato e allegro. Sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; di Pedro mi fido molto, sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; i posti che stiamo visitando non sono pieni di zingari che ti ronzano attorno per derubarti, sar&amp;amp;#224; perch&amp;amp;#232; la gente &amp;amp;#232; diversa o perch&amp;amp;#232; i treni non sono divisi per scompartimenti separati ma formati da grandi vagoni unici rendendo il compito ai vari ladruncoli pi&amp;amp;#249; difficile. Per concludere, a differenza degli altri inter rails, non mi sto accollando tutti i problemi sulle spalle, non solo i miei, ma pure quelli dei miei amici! 

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09. 08. 2001 Vienna (AUSTRIA)
Eccomi nella chiesa di &amp;amp;quot;Stephansdom&amp;amp;quot; a Vienna. 
Che notte! Non so ancora che giro abbiamo fatto ma prima &amp;amp;#232; entrato un controllore, poi la polizia di frontiera polacca, poi quella ceca, poi un altro controllore, poi di nuovo quella ceca e subito dopo quella polacca, dopo un p&amp;amp;#242; di nuovo quella ceca e poi quell&amp;#39;austriaca... Ad un certo momento non ci ho capito pi&amp;amp;#249; nulla, so solo che ho &amp;amp;quot;dormito&amp;amp;quot; con il passaporto e biglietto del treno in mano, gli stessi che prima di partire avevamo nascosto cos&amp;amp;#236; accuratamente!
Vienna &amp;amp;#232; stupenda, ricca di bellissimi monumenti dell&amp;#39;epoca austro-ungarica. Davvero molto elegante e romantica!
Solo che eravamo stanchi morti e la &amp;amp;quot;maratona&amp;amp;quot; dalla stazione dei treni al centro, con gli zaini sempre pi&amp;amp;#249; pesanti, sulle spalle, &amp;amp;#232; stata molto dura. 
In serata siamo ripartiti per Bregenz. Citt&amp;amp;#224; di Philipp. Che scorci pittoreschi si vedono da qui!
Quanti paesaggi diversi. Quante emozioni discordanti. Quanti ricordi differenti ma sempre con lo stesso spirito e la stessa voglia di averne ancora... sempre di pi&amp;amp;#249;... per sempre.
10. 08. 2001 Bregenz (AUSTRIA)
Osservavo il mio amato zaino, con tutti i suoi badges, ognuno dei quali sembra simboleggiare un bottino di guerra! Con lui ho vissuto tre inter rails, belle e cattive esperienze. Poi il mio amato pantaloncino da viaggio. Anch&amp;#39;esso mi ha accompagnato dappertutto. Pi&amp;amp;#249; &amp;amp;#232; sporco e pi&amp;amp;#249; me ne vanto. Mia mamma, quando torno a casa dopo un&amp;#39;inter rail, lo deve lavare tre volte prima che ritorni il suo colore naturale. Io, durante un viaggio, non l&amp;#39;ho mai lavato proprio perch&amp;amp;#232; ogni singola macchiolina mi ricordava qualcosa, idem quest&amp;#39;anno: sulla tasca inferiore destra campeggia la macchia di marmellata alla fragola (della colazione in ostello in Lussemburgo), su quella destra in alto: un piccolo alone scuro mi riporta alla mente un&amp;#39;altra colazione (sul traghetto Helsinki-Tallinn, quando dimenticai nella tasca una piccola confezione di burro che poi si sciolse lasciandomi la firma!)...
In pochi giorni di viaggio all&amp;#39;avventura, a contatto con persone e situazioni sempre diverse: impari pi&amp;amp;#249; cose di quante ne possa apprendere in un anno chiuso all&amp;#39;interno delle quattro mura del tuo paese, citt&amp;amp;#224; o nazione!
La casa di Phil &amp;amp;#232; molto carina, moderna ed artistica. Lui vive qui con il padre. Appena arrivati facciamo un salto in un pub a bere qualcosa dove ci ha presentato alcuni suoi amici. Lui era tutto eccitato per la nostra visita! 
11. 08. 2001 Bregenz (AUSTRIA)
Phil che a Stoccolma non si fidava nemmeno a lasciarci una sua penna in mano (per via del nostro essere cos&amp;amp;#236; estroversi, cos&amp;amp;#236; lontani da loro &amp;amp;quot;freddi germanici&amp;amp;quot;), ora ci ha lasciati addirittura le chiavi di casa sua!
Nel pomeriggio con Patrick e Jasmine (due amici di Phil che abbiamo conosciuto ieri sera), siamo andati a pranzare in Germania! Ebbene s&amp;amp;#236;, Bregenz &amp;amp;#232; a quattro km dal confine tedesco e 50 dal Liechtenstein. Subito dopo siamo andati a visitare il lago di Costanza, a Lindau. Abbiamo visto il famoso dirigibile &amp;amp;quot;Zeppelin Nt&amp;amp;quot; in volo! Ci siamo divertiti molto. In particolare mi ha colpito il senso civico di Patrick, grande amante dell&amp;#39;ambiente! Quando doveva gettare qualcosa non si faceva alcun scrupolo, ovunque fosse e qualunque cosa avesse in mano la buttava a terra! Che si trovasse sulla riva del pulito lago di Costanza o nel centro di Bregenz faceva poca differenza.
La caratteristica di questo lago &amp;amp;#232; che con un colpo d&amp;#39;occhio potevi ammirare ben tre nazioni: Svizzera, Austria e Germania! 
[Pedro Daniel Aguiar Lopes da Porto, Portogallo]: &amp;amp;quot;Devi solo goderti il giro&amp;amp;quot;! penso che tutte le persone del mondo dovrebbero essere obbligate a provare un&amp;#39;esperienza del genere... Vedi il mondo nella sua migliore veste. Vedi colori che mai nessuno ha visto, senti rumori mai avvertiti, raggiungi un livello di sensibilit&amp;amp;#224; impossibile da definire. Improvvisamente trovi risposte a tutto ci&amp;amp;#242; che c&amp;#39;&amp;amp;#232; nel mondo, c&amp;#39;&amp;amp;#232; una conoscenza globale della vita. Mi sentivo in un certo senso la persona che avrei voluto essere. Ho raggiunto la pace. Non esistono problemi, solo soluzioni. 


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...Quante cose son mutate dall&amp;#39;ultimo viaggio... Ognuna di esse rappresenta un momento importante della mia vita in cui non solo cresco alimentato da diverse avventure e disavventure ma faccio un punto sulla mia situazione esistenziale!
So here I am! Diretto a Milano e partito ieri notte da Caserta e gi&amp;amp;#224; immaginavo quanto mi sarei rotto le scatole a stare tutta la notte da solo in un buio scompartimento... Ma appena arrivo alla stazione incontro il caro Flavio Tessitore con cui trascorro grande parte del viaggio comodamente sdraiati sui nostri zaini (lui, militare dell&amp;#39;esercito tornava in caserma) ricordando i tempi felici in cui stavamo negli SCOUT assieme.  


16. 07. 2001 Milano (ITALIA) 
A Milano ad attendermi c&amp;#39;era la dolce Sissy. Non ci vedevamo da anni! E&amp;#39; stato molto bello! Ora vive a Milano dove studia Giurisprudenza e condivide il suo monolocale con &amp;amp;quot;Velenia&amp;amp;quot;, il nome &amp;amp;#232; tutto un programma, una meticcia molto carina ma troppo frenetica! 
Mi porta subito in giro nel centro. Vedo per la prima volta il maestoso e celebre Duomo. Era la prima volta che lo visitavo, sembrer&amp;amp;#224; strano ma io a Milano c&amp;#39;ero stato varie volte ma solo in aeroporto! 
17. 07. 2001 Milano (ITALIA) 
Finalmente &amp;amp;#232; arrivato Pedro, con lui affronteremo questa nuova avventura. Che casino per trovarlo, non sapevamo da quale citt&amp;amp;#224; sarebbe arrivato, l&amp;#39;ora e quindi il binario ecc. Che casino! Ma alla fine lo intravedo da lontano, lo zaino appoggiato su una panchina e lui come uno zombie l&amp;amp;#236; vicino. Che gioia rivederlo! 
18. 07. 2001 Berna (SVIZZERA) 
Dopo un trasferimento in treno attraversando paesaggi incantevoli, cascate naturali, vette innevate, greggi al pascolo. Che bello! Sembrava di vivere il cartone animato di Heidi!
Cos&amp;amp;#236; arriviamo a Berna, in Svizzera. Ci accoglie Lory, la sorella di Sissy. Com&amp;#39;&amp;amp;#232; cambiata! Entrambe non sono pi&amp;amp;#249; le tipe che conobbi tre o quattro anni fa a Caserta! Vivere in Svizzera le ha trasformate (forse in negativo), non le riconosco quasi pi&amp;amp;#249;. Ma in fondo son delle ragazze in gamba e sono sicuro che se avessero continuato a vivere a Caserta: tutto, ma proprio tutto, sarebbe stato differente! 
Un&amp;#39;amica della mamma ci ha riservato un intero appartamento ad Ostermundigen (periferia di Berna) per noi. Che accoglienza!
Con l&amp;#39;&amp;amp;quot;accelerata&amp;amp;quot; Lory trascorriamo un&amp;#39;eccitante serata in giro in varie discoteche: Lory &amp;amp;#232; una matta! 
[Lory Mottola da Berna, Svizzera]: Avete riportato un pezzo di vita, di emozioni, di cuore... Un pezzo di vita in me ormai dimenticato... L&amp;#39;importanza del ricordo, distanza superata, essere qui... 
 
20. 07. 2001 Berna (SVIZZERA) 
Lory ci ha presentato tante persone. Quasi tutti italiani (emigranti) che fanno i pi&amp;amp;#249; disparati lavori, dal tipografo alla parrucchiera e tutti con guadagni altissimi. Qui, comunque, la vita &amp;amp;#232; molto costosa! Mi sembrava di vivere una puntata di &amp;amp;quot;Turisti per caso&amp;amp;quot; quando, all&amp;#39;estero, intervistano nostri compatrioti ormai trasferitisi altrove! Ognuno ci parlava dei problemi di inserimento o di ambientamento e della vita propria attuale. Sembravano, almeno economicamente parlando, tutti soddisfatti! In bocca al lupo ragazzi!
In serata mi viene un terribile mal di pancia, mi veniva da rovesciare e mi girava la testa... Mi son barricato nel mio sacco a pelo rinunciando ad andare a ballare con loro quando improvvisamente si spalanca la porta ed entra Lory, bianca in volto, si precipita su di me domandandomi: &amp;amp;quot;Come stai? Ti prego, dimmi come ti senti!&amp;amp;quot; 
Nel frattempo arrivano due suoi amici: Carmen e Fabio e dopo un p&amp;amp;#242;, forse per l&amp;#39;allegria e la voglia di divertirsi che avevano portato nel nostro appartamento, mi son subito sentito meglio. Abbiamo trascorso la notte a casa di Carmen ballando con lo stereo a palla e facendo un casino.... Io e Pedro siamo morti dalle risate quando abbiamo cominciato a doppiare gli spots o i films in TV, inventando dialoghi e storie!
Alle 3.20 di mattina cominciamo a vedere &amp;amp;quot;Blair Witched Project&amp;amp;quot; in tedesco con i sottotitoli in inglese... 
21. 07. 2001 Lussemburgo (LUSSEMBURGO) 
Arriviamo nella ricca capitale lussemburghese nel pomeriggio con l&amp;#39;intento di proseguire subito per Amsterdam, ma come sempre succede negli inter rails, non si rispetta mai la tabella di marcia e ci si lascia guidare dal caso e dagli incontri che fai... Cos&amp;amp;#236;, conosciamo un gruppetto di spagnoli delle isole Canarie, che cercavano un ostello. Ci aggreghiamo a loro!
In citt&amp;amp;#224; c&amp;#39;erano concerti all&amp;#39;aperto dappertutto e cos&amp;amp;#236; tanta gente! Lussemburgo City mi ha sorpreso molto!
Cena a base di ravioli in barattolo comprati a Berna e cucinati con il nostro fornellino. Deliziosi! La notte ho dormito con il mio zaino accanto, nel letto a castello, e coi documenti, soldi e marsupio all&amp;#39;interno del mio sacco a pelo. 
 
 
22. 07. 2001 Amsterdam (OLANDA) 
Nel tragitto da Bruxelles ad Amsterdam apprendo da una ragazza americana di ritorno dall&amp;#39;Italia che a Genova, durante il G8 era stato ucciso un manifestante! Un certo Carlo Giuliani, ma non ne sapeva tanto! 
Arrivati nella capitale olandese ci rechiamo direttamente al negozio di funghetti allucinogeni per Pedro. Lui ha programmato l&amp;#39;intero viaggio in funzione solo di questa tappa! Era cos&amp;amp;#236; eccitato! Era da una anno che decantava questi funghetti! Diceva che l&amp;#39;anno scorso aveva provato delle sensazioni stupende, vedeva e sentiva cose strane, mai viste viste prima... Voleva farsi la scorta e divertirsi tutto l&amp;#39;anno! Mah! 
Ebbene s&amp;amp;#236;, c&amp;#39;era un mah! Io gli ho subito proibito di comprarne tanti perch&amp;amp;#232; era pericoloso quando passavamo le frontiere e non volevo avere problemi per queste stupidaggini! Inoltre gli avevo consigliato di ingerirli solo quando eravamo in un posto tranquillo, senza zaino e con un &amp;amp;quot;tetto safe&amp;amp;quot; (parlavo della Lettonia), cos&amp;amp;#236; se avessimo avuto problemi... 
Ma lui non mi ha voluto dare retta! E dopo avere comprato due sacchetti, lo accompagno ai bordi di un canale per farglieli &amp;amp;quot;mangiare&amp;amp;quot; in tranquillit&amp;amp;#224;! Anche se ero contrario gli sto vicino. Me li aveva offerti anche a me ma fortunatamente avevo rifiutato! 
All&amp;#39;inizio si sentiva in &amp;amp;quot;paradiso&amp;amp;quot; poco dopo cominciava l&amp;#39;inferno! 
Dopo tante disavventure riusciamo a raggiungere la stazione ferroviaria e da l&amp;amp;#236; con un treno ci rechiamo all&amp;#39;aeroporto di Schipol dove siamo ora.
[Pedro Daniel Aguiar Lopes da Porto, Portogallo]: Mi sento molto male e se provo a spiegarti qualcosa, son sicuro che non potrai capire. Ci&amp;amp;#242; che ho provato oggi &amp;amp;#232; impossibile spiegarlo con parole e nessuno potr&amp;amp;#224; mai provarle senza funghetti. Tenter&amp;amp;#242; di raccontarti piccoli porzioni delle milioni di cose che ho in mente durante il viaggio. 
Mi dispiace tanto per ci&amp;amp;#242; che &amp;amp;#232; successo oggi, se avessi saputo ci&amp;amp;#242; che sarebbe accaduto non li avrei ingeriti. Ho sofferto tanto, non puoi immaginare nemmeno una piccola parte di ci&amp;amp;#242; che ho passato. Son quasi morto perch&amp;amp;#232; ho perso per alcuni istanti il controllo della mia mente e del mio corpo. Quando dico: morto, non esagero, son stato incosciente tante volte nel ristorante, mi sono sentito come mai prima di ora. 

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08. 08. 2001 Czestochowa (POLONIA)
Con Pedro, nonostante qualche incomprensione nata strada facendo, che credo sia normale in una situazione del genere, ora le cose vanno molto bene. Ho imparato ad essere pi&amp;amp;#249; paziente con le persone a me pi&amp;amp;#249; vicine e ancora pi&amp;amp;#249; menefreghista con le altre.
Da Varsavia siamo ripartiti per Czestochowa. Come tutti i posti religiosi, regna un silenzio e una pace irreale rotta ogni tanto dai canti provenienti dalle varie cappelle o dai sermoni dei preti che recitano le messi. 
In stazione mentre ci preparavamo per andare ad Ostrava, in Repubblica Ceca, due barboni hanno cercato di derubarci mentre Pedro dormiva. A quel punto decidiamo di prendere il primo treno che passa pur di andare via da Czestochowa e di fermarci nella prima stazione che capita.
Detto fatto. Scendiamo e cominciamo ad organizzare la tappa successiva. Siamo a Zawiercie. 


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25. 07. 2001 Stoccolma (SVEZIA) 
Abbiamo stretto amicizia con due austriaci: Phillip e Wolfgang. 
La visita di Stoccolma &amp;amp;#232; stata interessante. E&amp;#39; una grande citt&amp;amp;#224; ricca di monumenti e statue che ricordano i tempi dei famosi Vichinghi. Volevamo continuare per Oslo ma alla fine, per i cattivi collegamenti dei treni,decidiamo di seguire i nostri nuovi compagni di avventura fino nell&amp;#39;estremo nord della Norvegia. Nella fredda Lapponia norvegese! 
Ci aspetteranno 19 ore di treno quindi siamo corsi ai ripari facendo una ricca spesa nella costosa capitale della Svezia. 
Che bello qui. Su un romantico e tranquillo treno, con gente simpatica e simile a me, ascoltando il gruppo preferito di Wolfy, attraversando paesaggi indimenticabili, laghi infiniti, foreste fitte e tenebrose e con la malinconia che questo potrebbe essere il mio ultimo inter rail visto che ho visitato quasi tutta l&amp;#39;Europa, non so se l&amp;#39;anno prossimo avr&amp;amp;#242; ancora qualche stimolo... Ma ora godiamoci questi momenti!

26. 07. 2001 Narvik (NORVEGIA) 
Verso le quattro di mattina Pedro, tutto agitato, mi sveglia per farmi notare che era ancora giorno!
Questo &amp;amp;#232; il fenomeno denominato: &amp;amp;quot;Midnight sun&amp;amp;quot;, cio&amp;amp;#232; il sole per sei mesi non tramonta mai, del resto, per altri sei sorge solo per pochissime ore... 
In treno, io e Wolfgang ci siamo preparati una bella cenetta a base di tonno, pomidoro e una macedonia di ananas. Il mio amico austriaco ha apprezzato molto. Brindiamo con un bicchiere di vino bianco: Skol!
Dopo 19 ore eccoci a destinazione in questo posto mistico. Tutti i nostri programmi di campeggio, tende e divertimento vengono distrutti dalla pioggia. Ma entra in gioco la bella Inger (una ragazza norvegese che ha condiviso il trasferimento Stoccolma-Narvik con noi!), ci invita a pranzo a casa sua.
Dieci minuti di auto e siamo nella sua accogliente casa, a due piani, tutta in legno e come le tipiche case lettoni o finlandesi, all&amp;#39;interno camminavamo scalzi! 
Ottimo pranzetto: riso con gamberetti. 
Salutata la gentile vichinga, dopo aver fatto un giretto per il centro abbiamo deciso di fare un salto in riva al mare, in uno dei tanti e famosi fiordi! 
Wolfgang prende la sua canna da pesca e comincia a pescare, mentre noi scattavamo migliaia di foto, entusiasmati da questo posto cos&amp;amp;#236; bello. 
Narvik ha la grande caratteristica, come avevo visto in un documentario, di avere le case che sfoggiano colori sgargianti, pur essendo tutte uguali e questo perch&amp;amp;#232; durante i sei mesi di buio vogliono cercare di ravvivare un p&amp;amp;#242; il grigiore cittadino.
Ci troviamo nel posto pi&amp;amp;#249; a nord in cui sia mai stato, a circa 500/600 chilometri a nord del circolo polare artico. 
In quella spiaggia, che in realt&amp;amp;#224; era formata da grandi roccioni marroni e rossi... Abbiamo preparato la nostra cena. Io e Wolfgang la stessa di ieri, Philipp e Pedro un piatto di spaghetti alla bolognese. 
Due simpatici uomini del posto ci offrono un passaggio alla stazioncina locale. Cercheremo di dormire qui. Che strano. E&amp;#39; indescrivibile, ora &amp;amp;#232; mezzanotte e il sole &amp;amp;#232; alto nel cielo! Che bello stare qui. Questo posto &amp;amp;#232; diverso da tutti quelli in cui son stato finora. Ora &amp;amp;#232; tempo di dormire perch&amp;amp;#232; domani ci aspetta una dura giornata per raggiungere la casa di babbo Natale nel nord della Finlandia. 
Mi sento cos&amp;amp;#236; bene qui, sento di avere lo stesso coraggio del primo inter rail ma con la maturit&amp;amp;#224; del secondo. Un binomio perfetto!

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20. 12. 2000 Braga (PORTOGALLO)
Oggi abbiamo visitato la citt&amp;amp;#224; di Eduarda (la ragazza di Pedro): Braga. 
Eduarda &amp;amp;#232; una ragazza molto carina, dolce ed educata. Forse un troppo timida, ogni volta che le rivolgevo la parola lei arrossiva e metteva un p&amp;amp;#242; in imbarazzo anche a me.
La piazza principale ci ricordava un p&amp;amp;#242; Varsavia per i suoi palazzi colorati del centro. Braga, tutto sommato, &amp;amp;#232; una tranquilla cittadina, ordinata, pulita, ben organizzata; abbiamo girovagato qui e l&amp;amp;#236; nella &amp;amp;quot;Pra&amp;amp;#231;a da Rep&amp;amp;#249;blica&amp;amp;quot; e subito dopo siamo saliti sulla parte alta della citt&amp;amp;#224; al &amp;amp;quot;Castello del Bom Jesus&amp;amp;quot; dove abbiamo potuto ammirare il panorama di Braga by night.

21. 12. 2000 Oporto (PORTOGALLO)
Pranziamo in centro e assaggiamo la famosa &amp;amp;quot;Francesinha&amp;amp;quot;, specialit&amp;amp;#224; tipica di Oporto.
In pratica &amp;amp;#232; una sorta di cilindro di pane, tipo pudding inglese, riempito di vari strati di carne differente, formaggio, prosciutto, uova, il tutto bagnato da una salsina davvero deliziosa... Solo che per una sola persona, penso sia un p&amp;amp;#242; troppo grande! 
Subito dopo, a pancia piena, siamo andati a casa di Jorge. Ha una cane gigantesco, tipo mastino, una razza argentina. Jorge ha una specie di saletta di registrazione, abbiamo trascorso tante ore l&amp;amp;#236; suonando, cantando. Addirittura mi ha creato un bit rap e io ho cominciato a rapparci su! Ci siamo divertiti tantissimo, inoltre mi dato un altro bit su cui comporre qualcosa... Prima di salutarci mi ha detto: &amp;amp;quot;Non ti preoccupare, nel posto dove andrete prossimamente (Fund&amp;amp;#227;o) avrai molta ispirazione...!&amp;amp;quot; Dopo questa frase molto misteriosa siamo ritornati a casa. Che voleva dire Jorge?
Lo scopriremo nei prossimi giorni... 
A casa troviamo tanta gente che ci aspettava per la cena. C&amp;#39;erano vari amici di Veronica: Kiko, Caterina, Sandra, Barbara ecc. Verso mezzanotte mi chiedono di suonare qualcosa con la chitarra e via con i grandi successi italiani fino a tardi....
Damn, mi son rovesciato mezzo bicchiere di coca cola addosso... :-( 

24. 12. 2000 Fund&amp;amp;#227;o (PORTOGALLO)
E come l&amp;#39;anno scorso anche stavolta &amp;amp;#232; giunto il giorno pi&amp;amp;#249; brutto del viaggio: la vigilia di Natale.
La trascorriamo a casa dei nonni di Pedro a Fund&amp;amp;#227;o, circa 400 km da Lavra. Il viaggio non &amp;amp;#232; dei migliori, un p&amp;amp;#242; per la distanza, un p&amp;amp;#242; per il pessimo tempo atmosferico, un p&amp;amp;#242; per la pericolosissima strada. Basti pensare che spesso c&amp;#39;era lungo i bordi della strada ambulanze e pompieri pronti ad intervenire. Spessissimo di incontravano segnali stradali con numeri che ricordavano le vittime settimanali di quella stessa strada, gli incidenti giornalieri, i morti in un anno e tante altre cose &amp;amp;quot;allegre&amp;amp;quot;.
Ofelia (la mamma di Pedro) &amp;amp;#232; simpaticissima, &amp;amp;#232; sempre di buon umore e poi &amp;amp;#232; dolcissima! 
Dopo quattro ore di tragitto, finalmente, arriviamo a Fund&amp;amp;#227;o. Ci rechiamo subito a salutare i nonni, due tipi molto simpatici; la nonna &amp;amp;#232; sulla sedia a rotelle ora e il nonno, da quel momento, si occupa della casa, pulisce, cucina e accudisce la moglie. Che coppia i due ottantenni. 
La serata l&amp;#39;abbiamo trascorsa a Covilh&amp;amp;#227; con il cugino di Pedro e la ragazza. La citt&amp;amp;#224; era deserta e fredda... Al ritorno mi aspettava la peggiore notte del viaggio! Dopo aver guardato un p&amp;amp;#242; la TV con Pedro, decido di andare a dormire... Almeno questo era il mio scopo. Mi spoglio e in boxer e T-shirt, come al solito, mi infilo sotto le coperte.... Dopo una ventina di minuti comincio a sentire un p&amp;amp;#242; freddo, poi sempre di pi&amp;amp;#249;. Decido di infilarmi un pantalone. La situazione migliora ma per poco, passa un&amp;#39;oretta e ho di nuovo freddo. L&amp;#39;orologio batte le tre quando mi infilo una felpa. Poi le quattro, non riesco a dormire, le cinque: idem. Le sei: sono ancora sveglio. Ogni tanto chiudevo gli occhi ma mi risvegliavo di soprassalto per gli incubi. 
Ho sognato che ero in uno stanzone invasa da gatti (animale che odio), gli unici cani che c&amp;#39;erano: erano piccolissimi e mi mordevano il sedere...
Mi riaddormento dopo un p&amp;amp;#242; di nuovo e... le bambole di ceramica sul com&amp;amp;#242; dinanzi a me iniziavano a prendere vita e ridevano, si prendevano gioco di me... Che nottataccia!

25. 12. 2000 Serra da Estrella (PORTOGALLO)
Decidiamo di andare sulla fredda Serra da Estrella, il monte pi&amp;amp;#249; alto del Portogallo.
Quasi tutta la salita &amp;amp;#232; stata caratterizzata da una nebbia che non ti permetteva di vedere nulla quando all&amp;#39;improvviso si dirada e uno spettacolo stupendo si para dinanzi ai nostri occhi! 
Metri e metri di neve dappertutto, noi non avevamo gli indumenti adatti e ci siamo congelati, per&amp;amp;#242; che divertimento. Ci rotolavamo nella neve, ci spingevamo e slittavamo.... Per sbaglio, addirittura, per colpa mia Pedro &amp;amp;#232; caduto in un fosso!
E&amp;#39; stato molto divertente.
Tornati in citt&amp;amp;#224; ho scoperto una cosa molto particolare: in Portogallo, per tutelare la privacy, sul tasto del citofono non &amp;amp;#232; riportato il nome e cognome dell&amp;#39;abitante ma solo il piano e l&amp;#39;interno. Idem per le cassette postali. Che strano! Chiss&amp;amp;#224; come faranno quando devono cercare qualcuno!
Poco prima di cena abbiamo fatto un giretto in centro, deserto perch&amp;amp;#232; tutti impegnati nelle proprie case per il cenone di Natale. Intravedo un gattino vicino ad una scalinata, tremava ed era impaurito. Gli abbiamo dato dei biscottini tritati, un p&amp;amp;#242; d&amp;#39;acqua e l&amp;#39;ho coperto con dei giornali. Poverino. 
Inizia il cenone a base dell&amp;#39;immancabile baccal&amp;amp;#224; (cucinato in diversi modi), verdure, polipo, patate ecc. La cosa divertente &amp;amp;#232; che ogni volta che portavano un nuovo piatto, tutti, osservavano ogni piccolo movimento della mia mandibola, tipo: &amp;amp;quot;L&amp;#39;uomo del Monte ha detto: s&amp;amp;#236;!&amp;amp;quot;
Dopo mezzanotte Pedro mi accompagna fuori per telefonare ai miei genitori e rivedo quel gattino, era riverso sul marciapiedi, non c&amp;#39;erano pi&amp;amp;#249; i giornali. L&amp;#39;ho preso, l&amp;#39;ho avvolto in tanti fogli di carta e l&amp;#39;abbiamo portato a casa dello zio di Pedro. Nonostante tutte le nostre cure: &amp;amp;#232; stato troppo tardi! Ci avrei dovuto pensare prima. 
26. 12. 2000 Fund&amp;amp;#227;o (PORTOGALLO)
Abbiamo appena guardato &amp;amp;quot;La vita &amp;amp;#232; bella&amp;amp;quot; di Roberto Benigni. In italiano coi sottotitoli in portoghese. Guardando questo film mi son sentito ancora di pi&amp;amp;#249; fiero di essere italiano. Grande Benigni! Domani, finalmente si ritorna a casa! A Lavra. 


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05. 08. 2000 Bucarest (ROMANIA) 
Bucarest, capitale della Romania, sembra una citt&amp;amp;#224; costruita per un gigante, tanti edifici immensi, basti pensare che qui c&amp;#39;&amp;amp;#232; il palazzo civile pi&amp;amp;#249; grande del mondo... &amp;amp;quot;Il Palazzo del Popolo&amp;amp;quot; (guarda caso!), classico esempio di architettura comunista...
Questa citt&amp;amp;#224; mi ha meravigliato molto, &amp;amp;#232; tanto diversa da come me l&amp;#39;aspettavo io, appare pi&amp;amp;#249; ricca della Bulgaria, i teenagers vestono molto alla moda ed in centro non circolano solo le vecchie &amp;amp;quot;Dacia&amp;amp;quot; ma pure tante auto molto moderne! 
Abbiamo gironzolato per il centro nonostante il caldo afoso, visitato varie chiese ortodosse e conosciuto tanta gente interessante, in serata siamo ripartiti. 
[Harmony Larson da San Diego, USA]: Ragazzi, ho amato cos&amp;amp;#236; tante cose di tutti voi. Porter&amp;amp;#242; la magia del nostro incontro con me in America... Racchiuso nel mio cuore fino al nostro prossimo incontro... 
Ora stiamo attraversando la Transilvania, ci troviamo nel paese di Dracula: Brasov. Matthew, il nostro amico canadese/israeliano &amp;amp;#232; appena sceso e siamo stati tentati molto ad andare con lui... Ma alla fine abbiamo preferito non abbandonare i nostri fedeli amici olandesi! Domani saremo a Budapest, chiss&amp;amp;#224;!
[Rossho]: Vediamo se riesco ad addormentarmi anche se sarebbe meglio evitare visto che tutti questi zingari si infilano negli scompartimenti e rubano di tutto. 
 
06. 08. 2000 Budapest (UNGHERIA) 
Quanto &amp;amp;#232; bello viaggiare, ti cibi quotidianamente di esperienze sempre pi&amp;amp;#249; diverse visto che il &amp;amp;quot;mero cibo&amp;amp;quot; scarseggia...
Siamo arrivati molto presto in questa nuova citt&amp;amp;#224;. Per strada stavano preparando le bancarelle per i vari mercatini. Decidiamo di fare un salto in riva al fiume, il celebre e decantato: Danubio.
Il centro &amp;amp;#232; molto elegante: piazze, chiese, palazzi antichissimi hanno fatto da sfondo al nostro &amp;amp;quot;giro turistico&amp;amp;quot;. Come mi aspettavo, qui abbiamo trovato un&amp;#39;altra cultura e civilt&amp;amp;#224;, molto differente da quelle che abbiamo visto finora, lo sapevamo che giunti in Ungheria saremmo rientrati in Europa!
Unico problema, dopo aver salutato Haasso e Anneke che si tratterranno qui qualche giorno in pi&amp;amp;#249; e mentre i ragazzi erano in giro a fare un p&amp;amp;#242; di spesa, un gruppetto di albanesi ha cominciato a ronzarmi attorno, stavo badando a ben tre zaini, compresi documenti e soldi... Inoltre Takx &amp;amp;#232; sparito e abbiamo appena saputo che arriveremo a mezzanotte a Zagabria, in Croazia, e ancora non sappiamo dove andare a dormire... 

07. 08. 2000 Zagabria (CROAZIA) 
Alla stazione di Zagabria conosciamo un gruppetto di nove milanesi che aveva il treno per Budapest alle 5.30 e quindi avrebbero dormito l&amp;amp;#236;. Ci aggreghiamo a loro... Takx crolla stecchito... Il Rossho resiste un p&amp;amp;#242; ma quando cominciano a parlare di musica che a lui non piace preferisce tuffarsi tra le braccia di Morfeo... Io resisto fino all&amp;#39;una, poi mi addormento (con piacere!)
Di buon mattino, seduti su un praticello stile inglese a consumare la nostra colazione ci sentiamo gi&amp;amp;#224; in forza! Ci godiamo la passeggiatina nella piazza centrale, il mercatino dei fiori, della frutta, che tranquillit&amp;amp;#224;!
Il Rossho tra qualche ora ci abbandoner&amp;amp;#224;...
[Rossho]: Cari lettori, la storia sta per subire un grosso cambiamento. Io, il Rossho, sto per abbandonare l&amp;#39;inter rail &amp;amp;quot;nel bel mezzo del cammin di nostro viaggio&amp;amp;quot;... Il destino mi chiama (anche l&amp;#39;intestino), dopo Lubiana mollo questi due, mi dispiace abbandonarli perch&amp;amp;#232; sono inesperti e giovani, facili bocconcini per tutti i ladruncoli del mondo, ma gli servir&amp;amp;#224;!
Cavolo, &amp;amp;#232; stato proprio bello. E chi se lo immaginava cos&amp;amp;#236; l&amp;#39;inter rail? Faticoso ma salutare. Dieci giorni di fuoco, tantissime cose preziose da ricordare.
I posti son stati proprio diversi, particolari, non i soliti luoghi felici e sorridenti... La povert&amp;amp;#224; l&amp;#39;ho vista come uno stile di vita del tutto accettato e vissuto con tranquillit&amp;amp;#224;, forse perch&amp;amp;#232; fortemente diffusa.
Dormire nelle stazioni &amp;amp;#232; stata una cosa fortissima! &amp;amp;quot;Poi vediamo&amp;amp;quot; e &amp;amp;quot;ci arrangiamo&amp;amp;quot; due parole d&amp;#39;ordine di questo viaggio! 


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10. 08. 2000 Varsavia (POLONIA) 
Ieri, moralmente parlando, ho passato una giornata pessima per una serie di avvenimenti che si son accavallati: la partenza del Rossho, gli ubriaconi di Willach, la multa in Austria, la nottataccia in treno, i problemi per il visto della Lituania, so solo che ora mi sento molto meglio! Questo grazie a due portoghesi &amp;amp;quot;raccattati&amp;amp;quot; ieri sera nella stazione di Bratislava e con cui abbiamo trascorso il trasferimento notturno fino in Polonia. Dopo tanto tempo, stanotte in treno un p&amp;amp;#242; mi son riposato grazie soprattutto a Pedro che ha vigilato per me! Gliene sono molto grato. 
Varsavia &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; carina ma nulla di speciale, molto industrializzata, mi ricordava tanto Milano venti anni fa. Abbiamo visitato il centro, la residenza del Presidente della Repubblica e abbiamo passeggiato nella bella piazza centrale.
[Pedro Daniel Aguiar Lopes da Porto, Portogallo]: &amp;amp;quot;Viaggiamo insieme fino a Varsavia?&amp;amp;quot; Cos&amp;amp;#236; ho conosciuto questo &amp;amp;quot;mafioso&amp;amp;quot; durante l&amp;#39;inter rail. Spero che ci incontreremo di nuovo lungo questa strada... 
Stasera andremo a Cracovia. Alloggeremo l&amp;amp;#236; e domattina presto ci recheremo nell&amp;#39;impressionante Auschwitz. Sono emozionato. 
11. 08. 2000 Auschwitz (POLONIA) 
Ebrei. Un popolo con propri ideali, una propria religione, gente &amp;amp;quot;prescelta&amp;amp;quot;... Ma non solo dal loro Dio anche da un pazzo generale nazista: Adolf Hitler, il quale decise di eliminare, sterminare nel vero senso della parola quella razza cos&amp;amp;#236; nefasta e impura dalla faccia della terra.
Ci stiamo recando ad Auschwitz, forse il pi&amp;amp;#249; conosciuto campo di concentramento della seconda guerra mondiale. Sono molto emozionato anche perch&amp;amp;#232; io nonno durante la grande guerra fu prigioniero dei tedeschi in Yugoslavia e ancora oggi, a distanza di pi&amp;amp;#249; di cinquanta anni quando sente di parlare di guerra gli si arrossano gli occhi e cambia subito espressione. Tante volte, con le lacrime agli occhi mi raccontava le terribili cose accadevano nel suo campo di prigionia, quando lottavano tra di loro per essere scelti per lavorare 15 o 16 ore al giorno nei campi e questo solo per poter rubare di nascosto una spiga di grano, una piccola patata... Mio nonno si trovava in un campo orribile ma non in quelli che son passati alla storia per la loro inaudita crudelt&amp;amp;#224;, inoltre: mio nonno non era ebreo. Immaginiamo gli altri... E poi lui &amp;amp;#232; stato fortunato perch&amp;amp;#232; pu&amp;amp;#242; ancora raccontare tutte queste cose a differenza di migliaia e migliaia di ragazzi che da l&amp;amp;#236; non son pi&amp;amp;#249; tornati (compresi due suoi fratelli). 
Auschwitz. Solo il nome mette paura. Ma l&amp;amp;#236; dentro la paura &amp;amp;#232; l&amp;#39;unico sentimento pi&amp;amp;#249; leggero che potresti provare.
All&amp;#39;inizio c&amp;#39;&amp;amp;#232; un grande cancello in cui campeggia la scritta: &amp;amp;quot;Arbeit macht frei&amp;amp;quot; (Il lavoro d&amp;amp;#224; la libert&amp;amp;#224;), ma come diceva la guida: &amp;amp;quot;Questa era solo una dolorosa ironia. Tutto nel campo era al servizio della morte, non della libert&amp;amp;#224;&amp;amp;quot;, oppure come avvisava un generale tedesco agli appena arrivati: &amp;amp;quot;Qui dentro esiste una sola via d&amp;#39;uscita: la cenere!&amp;amp;quot;
Quando i deportati da mezza Europa giungevano qui trovavano un certo Hans Stilo che decideva subito la loro sorte con un dito, in base all&amp;#39;et&amp;amp;#224; e alla forma fisica quel dito ti indicava la via per il lavoro o per il forno crematorio.
Hanno varcato la soglia di questo campo, in quei tristi anni, pi&amp;amp;#249; di un milione e mezzo di ebrei, solo quattrocento mila son sopravvissuti.
L&amp;#39;ebreo, dopo aver varcato il cancello d&amp;#39;ingresso, veniva spogliato di tutto. Nei tanti &amp;amp;quot;blocks&amp;amp;quot;, ora adibiti a musei, erano conservati tutti i loro oggetti personali, dagli occhiali ai pettini, dalle bacinelle alle valigie, dalle scarpe alle protesi, dai capelli lunghi delle donne (impressionanti) agli spazzolini ecc.
All&amp;#39;inizio per registrarli scattavano tre foto tessere ma questo &amp;amp;quot;iter&amp;amp;quot; fu ben presto tralasciato perch&amp;amp;#232; tutti, dopo tre giorni l&amp;amp;#236; dentro, si trasformavano completamente, allora fu introdotto l&amp;#39;espediente del tatuaggio sull&amp;#39;avambraccio o sul petto (per uomini e donne) e sulle gambe (per i bambini, perch&amp;amp;#232; i numeri erano lunghi e non entravano sul piccolo braccio di un bimbo).
C&amp;#39;era una sala dedicata al pazzo medico tedesco: Mengele che faceva esperimenti &amp;amp;quot;genetici&amp;amp;quot; su donne e bambini per dimostrare la supremazia della razza ariana tedesca...
Sala punizioni e torture. In principio c&amp;#39;&amp;amp;#232; un grande cortile con un alto muro all&amp;#39;estremit&amp;amp;#224;. Era il luogo dove venivano fucilati. Per non parlare poi delle stanze delle torture: frustate, il far scorrere l&amp;#39;acqua nel naso, il porre schegge di metallo o chiodi sotto le unghie. C&amp;#39;erano poi delle celle costruite in alcuni tunnel sotterranei, poco areate e dove venivano rinchiusi i deportati che poi morivano per asfissia e all&amp;#39;inpiedi visto che erano strettissime e non c&amp;#39;era possibilit&amp;amp;#224; di movimento.
Gli alberi. Quegli arbusti piantati dagli ebrei e che s&amp;#39;ergevano alti nel cielo quasi a simboleggiare la dignit&amp;amp;#224; e l&amp;#39;orgoglio di quel popolo cos&amp;amp;#236; sfortunato, fermandomi mi son chiesto: &amp;amp;quot;Se questi alberi potessero parlare... Quante storie diverse ma quasi tutte con lo stesso destino narrerebbero...!&amp;amp;quot;
Infine il nostro &amp;amp;quot;tour&amp;amp;quot; termina al capolinea: le docce e i forni crematori. Le docce. Le persone venivano fatte spogliare completamente in un&amp;#39;anticamera, prima le donne, poi gli uomini. In seguito venivano tutti fatti confluire in una grande stanza dal soffitto con tanti fori, l&amp;amp;#236; venivano inondati da un gas velenosissimo che in poco tempo li uccideva, i corpi, poi, venivano raggruppati e cremati per eliminare ogni traccia di quel popolo. Il resto &amp;amp;#232; silenzio.
Alla stazione di Oswiecim salutiamo i nostri cari amici portoghesi che procedono per Cophenagen mentre noi ci dirigiamo a Praga

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08. 08. 2000 Lubiana (SLOVENIA) 
E cos&amp;amp;#236; il Rossho ci ha abbandonati...
Da Lubiana ha preso un treno che lo porter&amp;amp;#224; direttamente in Italia. 
Che dire di Lubiana, forse un p&amp;amp;#242; troppo tranquilla per essere una capitale. E&amp;#39; una citt&amp;amp;#224; alpina: quieta, non trafficata, piena di anziani, circondata da alte montagne dove si respira un&amp;#39;aria purissima e con tante biciclette in giro al posto delle auto.
Ci son, per&amp;amp;#242;, rimasto male vedendo quattro zingari che nella grande fontana della piazza principale sguazzavano nell&amp;#39;acqua &amp;amp;quot;rubando&amp;amp;quot; tutte le monetine che i turisti avevano lanciato dentro come usanza e nessuno faceva nulla per impedirglielo. 
Nel frattempo noi ce ne andiamo, tra un&amp;#39;oretta partiremo e viaggeremo per circa nove ore attraverso l&amp;#39;Austria senza biglietto (almeno ci proviamo!) Senza biglietto perch&amp;amp;#232; in quella nazione non siamo coperti dal nostro inter rail. Cosa succeder&amp;amp;#224;? Lo saprete nella prossima puntata.
Il Rossho domani sera dormir&amp;amp;#224; tranquillo in un comodo letto, con lo stomaco pieno e noi? 

09. 08. 2000 Bratislava (SLOVACCHIA) 
Dopo aver lasciato il Rossho alla stazione di Lubiana siamo ripartiti per Willach, in Austria. Arriviamo a destinazione verso le 23 circa, la stazione &amp;amp;#232; immensa e popolata solo da ubriaconi e ladruncoli a quell&amp;#39;ora. Tutti gli sportelli erano chiusi ed eravamo gli unici &amp;amp;quot;turisti&amp;amp;quot; nonch&amp;amp;#232; unici ragazzi. Dovevamo aspettare tre ore l&amp;amp;#236;. Ho avuto un p&amp;amp;#242; di timore, inoltre non avevamo nemmeno il biglietto per il treno successivo. 
All&amp;#39;una e 21 saliamo sul nostro treno... Ma &amp;amp;#232; strapieno! Ci &amp;amp;quot;accampiamo&amp;amp;quot; lungo il corridoio e stiamo l&amp;amp;#236; per circa dieci minuti quando arrivano i controllori. Controllano minuziosamente il nostro biglietto dell&amp;#39;inter rail e subito si accorgono che l&amp;#39;Austria non era compresa nel nostro itinerario... Ci intimano di pagare, noi discutiamo un p&amp;amp;#242; ma poco prima che chiamino la polizia paghiamo la salata multa di &amp;amp;#163;77000 a persona cos&amp;amp;#236; siam coperti fino a Vienna. Nonostante il caro prezzo del biglietto la nostra sistemazione non muta. 
Siamo ancora seduti sui nostri zaini lungo il corridoio e ogni due minuti dobbiamo alzarci per far passare la gente che va in bagno... Alle 6.30 di mattina siamo nella capitale austriaca ma per poco, ripartiamo subito per la vicina Bratislava! 
Arrivati in Slovacchia volevamo continuare per Praga per avvicinarci alla nostra meta finale: gli Stati Baltici, ma veniamo a sapere che forse per la Lituania c&amp;#39;era bisogno di un altro visto. Dobbiamo informarci meglio, facciamo una corsa a piedi fino all&amp;#39;ambasciata italiana per saperne di pi&amp;amp;#249;.... Nooooo! C&amp;#39;&amp;amp;#232; una fila chilometrica di slovacchi che chiedono il visto per l&amp;#39;Italia, ma fortunatamente c&amp;#39;&amp;amp;#232; uno sportello riservato solo a noi. Ci dicono che non ci vuole nessun visto... ma non ci fidiamo, comunque decidiamo di tentare lo stesso...
Nel frattempo ci dirigiamo a Varsavia, in Polonia. 

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_8252.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Slovenia  by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>SLOVENIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:22:31 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_8252.ashx</guid></item><item><title>bratislava  by www.born2travel.it, Bratislava</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovakia/diario_di_viaggio_slovakia_6594.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovakia/diario_di_viaggio_slovakia_6594.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6594/81840.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SLOVAKIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


09. 08. 2000 Bratislava (SLOVACCHIA) 
Dopo aver lasciato il Rossho alla stazione di Lubiana siamo ripartiti per Willach, in Austria. Arriviamo a destinazione verso le 23 circa, la stazione &amp;amp;#232; immensa e popolata solo da ubriaconi e ladruncoli a quell&amp;#39;ora. Tutti gli sportelli erano chiusi ed eravamo gli unici &amp;amp;quot;turisti&amp;amp;quot; nonch&amp;amp;#232; unici ragazzi. Dovevamo aspettare tre ore l&amp;amp;#236;. Ho avuto un p&amp;amp;#242; di timore, inoltre non avevamo nemmeno il biglietto per il treno successivo. 
All&amp;#39;una e 21 saliamo sul nostro treno... Ma &amp;amp;#232; strapieno! Ci &amp;amp;quot;accampiamo&amp;amp;quot; lungo il corridoio e stiamo l&amp;amp;#236; per circa dieci minuti quando arrivano i controllori. Controllano minuziosamente il nostro biglietto dell&amp;#39;inter rail e subito si accorgono che l&amp;#39;Austria non era compresa nel nostro itinerario... Ci intimano di pagare, noi discutiamo un p&amp;amp;#242; ma poco prima che chiamino la polizia paghiamo la salata multa di &amp;amp;#163;77000 a persona cos&amp;amp;#236; siam coperti fino a Vienna. Nonostante il caro prezzo del biglietto la nostra sistemazione non muta. 
Siamo ancora seduti sui nostri zaini lungo il corridoio e ogni due minuti dobbiamo alzarci per far passare la gente che va in bagno... Alle 6.30 di mattina siamo nella capitale austriaca ma per poco, ripartiamo subito per la vicina Bratislava! 
Arrivati in Slovacchia volevamo continuare per Praga per avvicinarci alla nostra meta finale: gli Stati Baltici, ma veniamo a sapere che forse per la Lituania c&amp;#39;era bisogno di un altro visto. Dobbiamo informarci meglio, facciamo una corsa a piedi fino all&amp;#39;ambasciata italiana per saperne di pi&amp;amp;#249;.... Nooooo! C&amp;#39;&amp;amp;#232; una fila chilometrica di slovacchi che chiedono il visto per l&amp;#39;Italia, ma fortunatamente c&amp;#39;&amp;amp;#232; uno sportello riservato solo a noi. Ci dicono che non ci vuole nessun visto... ma non ci fidiamo, comunque decidiamo di tentare lo stesso...
Nel frattempo ci dirigiamo a Varsavia, in Polonia. 
  
10. 08. 2000 Varsavia (POLONIA) 
Ieri, moralmente parlando, ho passato una giornata pessima per una serie di avvenimenti che si son accavallati: la partenza del Rossho, gli ubriaconi di Willach, la multa in Austria, la nottataccia in treno, i problemi per il visto della Lituania, so solo che ora mi sento molto meglio! Questo grazie a due portoghesi &amp;amp;quot;raccattati&amp;amp;quot; ieri sera nella stazione di Bratislava e con cui abbiamo trascorso il trasferimento notturno fino in Polonia. Dopo tanto tempo, stanotte in treno un p&amp;amp;#242; mi son riposato grazie soprattutto a Pedro che ha vigilato per me! Gliene sono molto grato. 
Varsavia &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; carina ma nulla di speciale, molto industrializzata, mi ricordava tanto Milano venti anni fa. Abbiamo visitato il centro, la residenza del Presidente della Repubblica e abbiamo passeggiato nella bella piazza centrale.
[Pedro Daniel Aguiar Lopes da Porto, Portogallo]: &amp;amp;quot;Viaggiamo insieme fino a Varsavia?&amp;amp;quot; Cos&amp;amp;#236; ho conosciuto questo &amp;amp;quot;mafioso&amp;amp;quot; durante l&amp;#39;inter rail. Spero che ci incontreremo di nuovo lungo questa strada... 
Stasera andremo a Cracovia. Alloggeremo l&amp;amp;#236; e domattina presto ci recheremo nell&amp;#39;impressionante Auschwitz. Sono emozionato. 


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovakia/diario_di_viaggio_slovakia_6594.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;bratislava  by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>SLOVAKIA</category><pubDate>Thu, 19 Feb 2009 19:50:45 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovakia/diario_di_viaggio_slovakia_6594.ashx</guid></item><item><title>istanbul by www.born2travel.it, Istanbul</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_6589.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_6589.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6589/81814.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TURCHIA, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

30. 07. 2000 Istanbul (TURCHIA) 
Ci troviamo nel cuore di Istanbul a casa della dolce Ozge, una ragazza che il Rossho ha conosciuto tempo fa in Norvegia e che ora ci ospita molto gentilmente. Io mi son appena svegliato, attorno a me regna un grande silenzio. Tutti dormono ancora. 
Ho ancora in mente l&amp;#39;ingresso di ieri sera in questa nuova nazione, cos&amp;amp;#236; contraddittoria. Fino alla stazione di Istanbul attraversavamo solo piccole stazioni con centinaia di persone che attendevano il treno, ovunque sventolavano le bandiere rosse con la mezza luna bianca, le strade non erano asfaltate, si vedevano bambini piccoli e sporchi che si fermavano per ammirare il passaggio del convoglio e ci salutavano, tutti felici come se fosse un grande avvenimento, vedevi gente povera ovunque ma arrivati nella periferia di questa grande citt&amp;amp;#224; abbiamo conosciuto l&amp;#39;altra parte della Turchia. La zona industrializzata, i famosi &amp;amp;quot;minareti&amp;amp;quot; dappertutto, ricche moschee, auto di lusso... 
Stamattina siamo andati con Ozge in un supermarket locale a fare un p&amp;amp;#242; di spesa. Che strano pagare ad esempio una bottiglia d&amp;#39;acqua milioni di lire turche, c&amp;#39;&amp;amp;#232; un&amp;#39;inflazione notevole!
Abbiamo fatto colazione sulla veranda della casa di Ozge che d&amp;amp;#224; proprio sul fiume Bosforo. Un posto magico, che bello star qui e vedere come sfondo tante moschee in questa citt&amp;amp;#224; dai 14 milioni di abitanti!
Subito dopo abbiamo cominciato il tour, abbiamo visitato la &amp;amp;quot;Moschea Blu&amp;amp;quot;, c&amp;#39;era un tappeto gigante che ricopriva tutto il pavimento, all&amp;#39;ingresso ci hanno fatto togliere le scarpe, l&amp;#39;interno era meraviglioso, mi sembrava di stare in Arabia Saudita, tutto era scritto in arabo, fedeli musulmani ovunque in ginocchio che pregavano; poi siamo andati alla Mosche di &amp;amp;quot;Santa Sofia&amp;amp;quot;, poi un acquedotto usato al tempo degli ottomani e dove c&amp;#39;era l&amp;#39;usanza di lanciare una monetina esprimendo un desiderio.... (tipo Fontana di Trevi a Roma!?!), la &amp;amp;quot;Galata Tower&amp;amp;quot;, da dove abbiamo potuto ammirare un panorama stupendo, si vedeva tutta la citt&amp;amp;#224; di Istanbul, le sue moschee, i suoi minareti, il suo Bosforo, il suo degrado, i suoi grattacieli, le sue case costruite senza uno &amp;amp;quot;schema&amp;amp;quot; preciso come un grande mosaico continuato nel corso dei tempi, la parte asiatica e quella europea. Siamo pure passati vicino allo stadio del Galatasaray, ancora adibito a festa dopo la vittoria delle coppa UEFA. Peccato solo per la temperatura! Alle 23 c&amp;#39;erano ancora 34 gradi!
Una cosa che mi ha colpito molto &amp;amp;#232; che non ci sono bidoni della spazzatura in mezzo alle strade per la paura di attacchi terroristici; un&amp;#39;altra cosa caratteristica sono i venditori di un bicchiere di limonata o acqua fresca o coloro che ti fanno pesare sulla bilancia...
Peccato solo che non sono tanto sereno perch&amp;amp;#232; in cuor mio temo molto il passaggio dalla Turchia alla Slovenia. Passeremo dei giorni davvero difficili l&amp;amp;#236;... 

31. 07. 2000 Istanbul (TURCHIA) 
Per la prima volta in vita mia metto piede in un nuovo continente: siamo in Asia! Oggi ci siamo trasferiti nella casa del nonno, zaini in spalla e via per le strade del centro. Nel pomeriggio, con un traghetto abbiamo attraversando il Bosforo da un lato all&amp;#39;altro. La parte asiatica &amp;amp;#232; anche pi&amp;amp;#249; povera di quella europea... 
In serata abbiamo visitato il &amp;amp;quot;Gran Bazar&amp;amp;quot; ed &amp;amp;#232; stato molto eccitante perdersi in quelle stradine che odoravano di incensi, tra venditori di tappeti, di narghil&amp;amp;#232; e gente poco affidabile...
[ &amp;amp;#212;zge &amp;amp;#212;zt&amp;amp;#251;rk da Istanbul, Turchia]: Ognuno di noi percorre la propria strada da solo... Ma &amp;amp;#232; una bella sensazione scoprire che in realt&amp;amp;#224; non siamo proprio soli, quando le nostre strade si incontrano anche solo per pochi giorni... Ciao finch&amp;amp;#232; le nostre strade non si incontreranno di nuovo! 

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_6589.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;istanbul by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>TURCHIA</category><pubDate>Thu, 19 Feb 2009 19:41:28 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_6589.ashx</guid></item><item><title>praga by www.born2travel.it, Praga</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_6595.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_6595.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6595/81843.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REPUBBLICA CECA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

12. 08. 2000 Praga (REP. CECA) 
Eccoci nella magica Praga. Per&amp;amp;#242; &amp;amp;#232; stata dura arrivarci! Nel cuore della notte alcuni controllori ci fanno scendere dal treno e prendere la coincidenza per la capitale ceca perch&amp;amp;#232; quello sarebbe andato a Vienna. Noooo: Vienna, no! Scendiamo in tanti, tutti inter railers, ma del treno nessuna traccia. Siamo una cinquantina di ragazzi in una stazione sperduta tra la Polonia e la Repubblica Ceca, &amp;amp;#232; l&amp;#39;una di notte passata e fa un freddo, alcuni tirano fuori da uno zaino un grande stereo e con la musica ad altissimo volume cominciamo tutti a ballare come se fosse un rave party!
Alla fine il nostro treno arriva e in mattinata siamo a destinazione.
Praga &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; pittoresca, caratteristica, antica, sorridente, ordinata e pulita. Abbiamo passeggiato a lungo per le stradine del centro perdendoci in quei vicoletti cos&amp;amp;#236; particolari, abbiamo pranzato in riva al Moldava, il fiume della citt&amp;amp;#224;. Takx sta schiacciando un pisolino ed io penso che durante un inter rail, quando il tuo badget &amp;amp;#232; cos&amp;amp;#236; misero: devi essere in grado di amministrarlo nel migliore dei modi perch&amp;amp;#232; un acquisto sbagliato potrebbe farti ridurre i giorni di vacanza, sei costretto a prendere decisioni importanti quotidianamente per poter continuare la tua avventura senza problemi, anche perch&amp;amp;#232; gli imprevisti sono innumerevoli.
[Bruno Melo da Porto, Portogallo]: E&amp;#39; optimo encontrar alguem com um sonho comun, dar a volta ao mundo. E&amp;#39; stupendo incontrare qualcuno che condivide il tuo stesso sogno: viaggiare attorno al mondo.
13. 08. 2000 Budapest (UNGHERIA) 
Budapest. Una settimana fa avevo giurato che per un pezzo non c&amp;#39;avrei pi&amp;amp;#249; messo piede qui. E invece rieccoci in Ungheria ma per poco, la nostra destinazione &amp;amp;#232; il Lago di Balaton. Proprio quello che qualche giorno fa vedemmo dai finestrini del nostro treno mentre ci recavamo nella capitale. L&amp;#39;unico problema &amp;amp;#232; che non sappiamo in che citt&amp;amp;#224; andare, cos&amp;amp;#236; decidiamo di scendere alla prima che, dal treno, ci sembrer&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; movimentata e viva.
Giungiamo cos&amp;amp;#236; a Si&amp;amp;#242;fok. Al tourist information nessuno ci sa indicare un campeggio o un posto economico in cui dormire, demoralizzati pi&amp;amp;#249; che mai facciamo un giretto quando sento, in un altro ufficio informazioni, uno che cerca di farsi capire in inglese e che cercava una sistemazione per la notte. Era italiano. Mi avvicino e ci presentiamo. E&amp;#39; Gino, un vigile urbano bergamasco che con l&amp;#39;amico Manuel stanno facendo un viaggio in Est Europa in auto, con la loro Opel Corsa nera. Ci mettiamo tutti in macchina e cominciamo la ricerca fino ad un discreto campeggio. Si paga pochissimo ed &amp;amp;#232; molto ben organizzato. Staremo qui. Pochi minuti dopo siamo gi&amp;amp;#224; tutti in acqua a sfrenarci, compriamo pure un pallone e il divertimento &amp;amp;#232; assicurato! 
In serata andiamo a ballare nei vari disco bar, in uno stavano organizzando anche un karaoke. Avevamo proprio lo spirito giusto, cantiamo un vero inno italiano: &amp;amp;quot;Vita spericolata&amp;amp;quot; di Vasco Rossi. Scopriamo che ci son tanti italiani e tutti si uniscono a noi. E&amp;#39; un successo.
Pi&amp;amp;#249; tardi ci spostiamo in un&amp;#39;altra discoteca, Takx ben presto sparisce. Dopo molto lo vedo sbucare dal nulla e in fretta e furia mi chiede: &amp;amp;quot;Brawler, come si dice: ti amo in ungherese?&amp;amp;quot;. &amp;amp;quot;Szeretlek&amp;amp;quot;. Sparisce di nuovo e lo vediamo in lontananza che parlava con due ragazze. Alla fine se ne vanno e lui, un p&amp;amp;#242; gi&amp;amp;#249;, torna da noi. Erano ragazze di Praga e d&amp;#39;inglese non capivano nulla... Takx, un p&amp;amp;#242; pensieroso, improvvisamente: &amp;amp;quot;Brawl, come si dice, invece in ceco?&amp;amp;quot; &amp;amp;quot;Miluji te&amp;amp;quot;. Corre da loro ma &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; troppo tardi, son andate via. 
Un p&amp;amp;#242; brilli, stanchi morti, alla fine ci ritroviamo tutti e quattro a dormire nella nostra tenda. Talmente stanchi che non avevamo avuto nemmeno la forza di svestirci! 

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_6595.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;praga by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>REPUBBLICA CECA</category><pubDate>Thu, 19 Feb 2009 19:52:11 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_6595.ashx</guid></item><item><title>Belgio by www.born2travel.it, Bruxelles</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_8248.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_8248.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8248/81845.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BELGIO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

22. 07. 2001 Amsterdam (OLANDA) 
Nel tragitto da Bruxelles ad Amsterdam apprendo da una ragazza americana di ritorno dall&amp;#39;Italia che a Genova, durante il G8 era stato ucciso un manifestante! Un certo Carlo Giuliani, ma non ne sapeva tanto! 
Arrivati nella capitale olandese ci rechiamo direttamente al negozio di funghetti allucinogeni per Pedro. Lui ha programmato l&amp;#39;intero viaggio in funzione solo di questa tappa! Era cos&amp;amp;#236; eccitato! Era da una anno che decantava questi funghetti! Diceva che l&amp;#39;anno scorso aveva provato delle sensazioni stupende, vedeva e sentiva cose strane, mai viste viste prima... Voleva farsi la scorta e divertirsi tutto l&amp;#39;anno! Mah! 
Ebbene s&amp;amp;#236;, c&amp;#39;era un mah! Io gli ho subito proibito di comprarne tanti perch&amp;amp;#232; era pericoloso quando passavamo le frontiere e non volevo avere problemi per queste stupidaggini! Inoltre gli avevo consigliato di ingerirli solo quando eravamo in un posto tranquillo, senza zaino e con un &amp;amp;quot;tetto safe&amp;amp;quot; (parlavo della Lettonia), cos&amp;amp;#236; se avessimo avuto problemi... 
Ma lui non mi ha voluto dare retta! E dopo avere comprato due sacchetti, lo accompagno ai bordi di un canale per farglieli &amp;amp;quot;mangiare&amp;amp;quot; in tranquillit&amp;amp;#224;! Anche se ero contrario gli sto vicino. Me li aveva offerti anche a me ma fortunatamente avevo rifiutato! 
All&amp;#39;inizio si sentiva in &amp;amp;quot;paradiso&amp;amp;quot; poco dopo cominciava l&amp;#39;inferno! 
Dopo tante disavventure riusciamo a raggiungere la stazione ferroviaria e da l&amp;amp;#236; con un treno ci rechiamo all&amp;#39;aeroporto di Schipol dove siamo ora.
[Pedro Daniel Aguiar Lopes da Porto, Portogallo]: Mi sento molto male e se provo a spiegarti qualcosa, son sicuro che non potrai capire. Ci&amp;amp;#242; che ho provato oggi &amp;amp;#232; impossibile spiegarlo con parole e nessuno potr&amp;amp;#224; mai provarle senza funghetti. Tenter&amp;amp;#242; di raccontarti piccoli porzioni delle milioni di cose che ho in mente durante il viaggio. 
Mi dispiace tanto per ci&amp;amp;#242; che &amp;amp;#232; successo oggi, se avessi saputo ci&amp;amp;#242; che sarebbe accaduto non li avrei ingeriti. Ho sofferto tanto, non puoi immaginare nemmeno una piccola parte di ci&amp;amp;#242; che ho passato. Son quasi morto perch&amp;amp;#232; ho perso per alcuni istanti il controllo della mia mente e del mio corpo. Quando dico: morto, non esagero, son stato incosciente tante volte nel ristorante, mi sono sentito come mai prima di ora. 
Comunque avremo molto tempo per discutere di ci&amp;amp;#242; . Questo giorno, per quanto strano possa essere sembrato, &amp;amp;#232; stato molto positivo per me. Come ti ho detto, l&amp;#39;esperienza dei funghetti &amp;amp;#232; unica e cambiano il tuo modo di pensare e di vedere il mondo. Capisci tante cose per quanto riguarda ci&amp;amp;#242; che ti circonda, trovi il significato di ogni singola cosa, per ogni giorno della tua vita. 
Vorrei poter godere la vita come fai tu, con calma, divertendomi, ovunque e con chiunque... E&amp;#39; doloroso non riuscire a farlo. Sto provando a cambiare ma &amp;amp;#232; difficile. Oggi, questi funghetti hanno portato quiete al mio spirito, spero che duri per sempre, sono ansioso di poter vivere la mia vita in tranquillit&amp;amp;#224; come fanno tutti, spero che cresceremo insieme... Sto imparando tante cose con te, ho davvero bisogno che la nostra amicizia duri per sempre.	

23. 07. 2001 Bonn (GERMANIA)
Qui nel Nord della Germania comincia a fare un p&amp;amp;#242; freschetto. Bonn &amp;amp;#232; una cittadina deliziosa, piccolina, curata, tranquilla. Verso ora di pranzo ci siamo &amp;amp;quot;sistemati&amp;amp;quot; in un parchetto e armati di fornellino abbiamo preparato il nostro pranzo a base di zuppa di lenticchie. Molto buono!
Fatto un giro in centro, decidiamo di fare un salto a Colonia. La prima cosa che ti colpisce appena esci dalla stazione ferroviaria &amp;amp;#232; la meravigliosa ed impressionante cattedrale! Ora son seduto su una panchina proprio di fronte ad essa... Quando l&amp;#39;ho vista ho provato le stesse emozioni di quando ho visto &amp;amp;quot;Stonehenge&amp;amp;quot; o il &amp;amp;quot;Big Ben&amp;amp;quot; per la prima volta! E&amp;#39; maestosa ed elegante! Quasi sempre le parole sono nulle al confronto delle sensazioni che si provano... A rendere il tutto pi&amp;amp;#249; emozionante, contribuiva la musica che proveniva dai tanti organi della cattedrale... Che magia c&amp;#39;era nell&amp;#39;aria... 
In serata prendiamo il nostro treno per Copenaghen, non sapendo che la nottata sarebbe stata molto lunga... Ci fanno scendere dal treno nel cuore della notte per una stupida prenotazione che non avevamo fatto perch&amp;amp;#232; non avevamo avuto il tempo materiale per farla. Formato un gruppetto (io italiano, un portoghese, una coppietta di finlandesi, un norvegese, un danese, un&amp;#39;indiana e un americano) vaghiamo per la Germania di stazione in stazione tutta la notte. Ad Amburgo riusciamo a prenotare i posti su un treno per la Danimarca e visto che saremmo partiti dopo tre ore e considerando che eravamo stati tutta la notte svegli ne approfittiamo per schiacciare un pisolino. Organizzati materassini e sacchi a pelo ci addormentiamo subito, dopo un p&amp;amp;#242; mi sento toccare sul braccio. Di nuovo la polizia tedesca ci diceva che non potevamo sdraiarci l&amp;amp;#236;. Infastiditi ci rechiamo al nostro binario dove io e Pedro, preso il nostro fornellino, prepariamo un the caldo per tutti quanti! 


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02. 08. 2000 Sofia (BULGARIA) 
[Rossho]: In viaggio verso la Bulgaria. Mi rivengono in mente cos&amp;amp;#236; tante cose... Ozge &amp;amp;#232; lontana, forse per sempre, l&amp;#39;andamento lento e rumoroso di questo treno rende i miei ricordi una triste litania... 
Che viaggio faticoso, il treno che traballava, le finestre che si aprivano e chiudevano da sole, sbattevano, i sedili che scricchiolavano fastidiosamente, i poliziotti di frontiera, i controllori...
Abbiamo condiviso il nostro scompartimento con due fotografe slovene. Alle cinque di mattina ci hanno fatto scendere al confine per controllare per l&amp;#39;ennesima volta il passaporto... Faceva un freddo!
Saremmo dovuti arrivare alle dodici ma son le 16 e siamo ancor in treno... Ad ogni stazione c&amp;#39;&amp;amp;#232; l&amp;#39;omino che controlla le &amp;amp;quot;ruote&amp;amp;quot; del treno... Che vorr&amp;amp;#224; dire? 
Arrivati a Sofia ci dirigiamo subito in centro ma capiamo ben presto che c&amp;#39;&amp;amp;#232; ben poco da vedere... N&amp;amp;#232; un bel monumento, n&amp;amp;#232; una strada caratteristica: nulla! E&amp;#39; un paese molto povero. Usano ancora l&amp;#39;alfabeto cirillico e l&amp;#39;inglese &amp;amp;#232; sconosciuto ai pi&amp;amp;#249;.
Ho conosciuto un vecchietto che voleva aiutarci, ci aveva proposto di ospitarci a casa sua, portarci in discoteca, farci conoscere ragazze ma non ci siamo fidati e alla prima occasione l&amp;#39;abbiamo mandato via, ma &amp;amp;#232; stata dura. 
Di bello c&amp;#39;&amp;amp;#232; che abbiamo incontrato i due olandesi con cui viaggiammo qualche giorno fa quando siamo giunti ad Istanbul: Haasso e Hanneke. Mi sa proprio che condivideremo con loro il trasferimento fino in Romania, del resto: l&amp;#39;unione fa la forza! 
[Rossho]: Eccoci nella stazione ferroviaria, che bel posticino... Faremo i turni di guardia stanotte, sar&amp;amp;#224; lunga! Ma ormai ci son abituato, ho lasciato gli orari normali a casa...
Sono un p&amp;amp;#242; confuso, &amp;amp;#232; come essere ancora una volta in attesa di un treno, mentre aspetti pensi a quello passato... 
Prima abbiamo avuto problemi con un ragazzo ubriaco con la maglietta del Liverpool, ma &amp;amp;#232; passata, ora siam qui per dormire... 

03. 08. 2000 Sofia (BULGARIA) 
[Rossho]: Ci hanno appena cacciati dalla stazione... Dopo aver chiesto il piacere di restare a due poliziotti ci hanno cacciati lo stesso, ma forse abbiamo trovato qualcosa di meglio... Dormiremo in un bar aperto 24 ore su 24...
Marco e Haasso riposano fino alle quattro mentre io e Takx facciamo la guardia, poi ci daranno il cambio... 
&amp;amp;quot;Deve il tempo, e allora scivola sul treno dell&amp;#39;esistere; lenta litania, solenne parodia di chi crede anche per un attimo di essere arrivato&amp;amp;quot;.
[Takx]: &amp;amp;quot;Scegliere, che scelta difficile! Consumer&amp;amp;#242; la voce per dire: Sono partito da solo, da solo: e sar&amp;amp;#224; battaglia&amp;amp;quot;. Ho scritto ci&amp;amp;#242; visto che il Rossho si lamentava di non aver nulla da fare per ingannare il tempo... Cos&amp;amp;#236; lo tengo impegnato un p&amp;amp;#242;.
[Rossho]: In risposta al messaggio di Takx: La scelta, ce n&amp;#39;&amp;amp;#232; sempre una (anzi pi&amp;amp;#249; di una)... Consumare la voce &amp;amp;#232; vivere, tutti partiamo e arriviamo soli, ma quanto c&amp;#39;&amp;amp;#232; di vero in questo? Io solo ci sono sempre ma mi circondo di persone per annientare l&amp;#39;inannientabile: la solitutdine... Ecco la battaglia.
[Haasso Schaap da R&amp;amp;#255;swyk, Olanda]: In questo momento sto cercando di restare sveglio nonostante un terribile sonno. Penso che a nessuno di noi sia piaciuta Sofia, ma non sono tutti un p&amp;amp;#242; troppo solidali con noi qui?
Tutti dormono tranne io ed Haasso, &amp;amp;#232; il nostro turno di guardia ora. Ma dico io: abbiamo gi&amp;amp;#224; tanti problemi di percorso e i miei compagni di viaggio se ne creano altri, addirittura di natura esistenziale? Ragazzi: pensate a dormire, riposatevi tranquilli perch&amp;amp;#232; domani comincia una nuova puntata della nostra telenovela intitolata: Inter rail 2000! 
Se questa puntata bulgara finisce bene avr&amp;amp;#242; un&amp;#39;opinione diversa di questo popolo, ma una domanda ancora mi assilla: Perch&amp;amp;#232; son stati cos&amp;amp;#236; gentili con noi? 
Haasso ha un&amp;#39;espressione... Un p&amp;amp;#242; stanca direi... Tra un p&amp;amp;#242; crolla... Eccolo! S&amp;#39;&amp;amp;#232; &amp;amp;quot;abbioccato&amp;amp;quot;!
Il proprietario del bar stamattina presto s&amp;#39;&amp;amp;#232; presentato con cinque caff&amp;amp;#232; per noi, voleva offrirceli a tutti i costi ma noi, sempre pi&amp;amp;#249; diffidenti, rifiutavamo sempre finch&amp;amp;#232; tra un tira e molla m&amp;#39;ha versato una tazza intera sul braccio... Che dolore!!!
In mattinata, visto che non riuscivamo a risolvere il problema del visto rumeno decidiamo di recarci alla loro ambasciata! Scopriamo che dobbiamo pagare 22$ a persona, detto fatto. Siamo pronti per lasciare questo paese.
[Rossho]: Con gli olandesi le cose procedono bene. Ci offrono da mangiare e noi ricambiamo. Un diffidente incontro &amp;amp;#232; diventato una giovane amicizia! 

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09. 08. 2000 Bratislava (SLOVACCHIA) 
Dopo aver lasciato il Rossho alla stazione di Lubiana siamo ripartiti per Willach, in Austria. Arriviamo a destinazione verso le 23 circa, la stazione &amp;amp;#232; immensa e popolata solo da ubriaconi e ladruncoli a quell&amp;#39;ora. Tutti gli sportelli erano chiusi ed eravamo gli unici &amp;amp;quot;turisti&amp;amp;quot; nonch&amp;amp;#232; unici ragazzi. Dovevamo aspettare tre ore l&amp;amp;#236;. Ho avuto un p&amp;amp;#242; di timore, inoltre non avevamo nemmeno il biglietto per il treno successivo. 
All&amp;#39;una e 21 saliamo sul nostro treno... Ma &amp;amp;#232; strapieno! Ci &amp;amp;quot;accampiamo&amp;amp;quot; lungo il corridoio e stiamo l&amp;amp;#236; per circa dieci minuti quando arrivano i controllori. Controllano minuziosamente il nostro biglietto dell&amp;#39;inter rail e subito si accorgono che l&amp;#39;Austria non era compresa nel nostro itinerario... Ci intimano di pagare, noi discutiamo un p&amp;amp;#242; ma poco prima che chiamino la polizia paghiamo la salata multa di &amp;amp;#163;77000 a persona cos&amp;amp;#236; siam coperti fino a Vienna. Nonostante il caro prezzo del biglietto la nostra sistemazione non muta. 
Siamo ancora seduti sui nostri zaini lungo il corridoio e ogni due minuti dobbiamo alzarci per far passare la gente che va in bagno... Alle 6.30 di mattina siamo nella capitale austriaca ma per poco, ripartiamo subito per la vicina Bratislava! 
Arrivati in Slovacchia volevamo continuare per Praga per avvicinarci alla nostra meta finale: gli Stati Baltici, ma veniamo a sapere che forse per la Lituania c&amp;#39;era bisogno di un altro visto. Dobbiamo informarci meglio, facciamo una corsa a piedi fino all&amp;#39;ambasciata italiana per saperne di pi&amp;amp;#249;.... Nooooo! C&amp;#39;&amp;amp;#232; una fila chilometrica di slovacchi che chiedono il visto per l&amp;#39;Italia, ma fortunatamente c&amp;#39;&amp;amp;#232; uno sportello riservato solo a noi. Ci dicono che non ci vuole nessun visto... ma non ci fidiamo, comunque decidiamo di tentare lo stesso...
Nel frattempo ci dirigiamo a Varsavia, in Polonia. 
  
10. 08. 2000 Varsavia (POLONIA) 
Ieri, moralmente parlando, ho passato una giornata pessima per una serie di avvenimenti che si son accavallati: la partenza del Rossho, gli ubriaconi di Willach, la multa in Austria, la nottataccia in treno, i problemi per il visto della Lituania, so solo che ora mi sento molto meglio! Questo grazie a due portoghesi &amp;amp;quot;raccattati&amp;amp;quot; ieri sera nella stazione di Bratislava e con cui abbiamo trascorso il trasferimento notturno fino in Polonia. Dopo tanto tempo, stanotte in treno un p&amp;amp;#242; mi son riposato grazie soprattutto a Pedro che ha vigilato per me! Gliene sono molto grato. 
Varsavia &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; carina ma nulla di speciale, molto industrializzata, mi ricordava tanto Milano venti anni fa. Abbiamo visitato il centro, la residenza del Presidente della Repubblica e abbiamo passeggiato nella bella piazza centrale.
[Pedro Daniel Aguiar Lopes da Porto, Portogallo]: &amp;amp;quot;Viaggiamo insieme fino a Varsavia?&amp;amp;quot; Cos&amp;amp;#236; ho conosciuto questo &amp;amp;quot;mafioso&amp;amp;quot; durante l&amp;#39;inter rail. Spero che ci incontreremo di nuovo lungo questa strada... 
Stasera andremo a Cracovia. Alloggeremo l&amp;amp;#236; e domattina presto ci recheremo nell&amp;#39;impressionante Auschwitz. Sono emozionato. 


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_8251.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Austria by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>AUSTRIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:12:59 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_8251.ashx</guid></item><item><title>budapest by www.born2travel.it, Budapest, Siofok</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/ungheria/diario_di_viaggio_ungheria_6592.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/ungheria/diario_di_viaggio_ungheria_6592.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6592/81826.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;UNGHERIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

06. 08. 2000 Budapest (UNGHERIA) 
Quanto &amp;amp;#232; bello viaggiare, ti cibi quotidianamente di esperienze sempre pi&amp;amp;#249; diverse visto che il &amp;amp;quot;mero cibo&amp;amp;quot; scarseggia...
Siamo arrivati molto presto in questa nuova citt&amp;amp;#224;. Per strada stavano preparando le bancarelle per i vari mercatini. Decidiamo di fare un salto in riva al fiume, il celebre e decantato: Danubio.
Il centro &amp;amp;#232; molto elegante: piazze, chiese, palazzi antichissimi hanno fatto da sfondo al nostro &amp;amp;quot;giro turistico&amp;amp;quot;. Come mi aspettavo, qui abbiamo trovato un&amp;#39;altra cultura e civilt&amp;amp;#224;, molto differente da quelle che abbiamo visto finora, lo sapevamo che giunti in Ungheria saremmo rientrati in Europa!
Unico problema, dopo aver salutato Haasso e Anneke che si tratterranno qui qualche giorno in pi&amp;amp;#249; e mentre i ragazzi erano in giro a fare un p&amp;amp;#242; di spesa, un gruppetto di albanesi ha cominciato a ronzarmi attorno, stavo badando a ben tre zaini, compresi documenti e soldi... Inoltre Takx &amp;amp;#232; sparito e abbiamo appena saputo che arriveremo a mezzanotte a Zagabria, in Croazia, e ancora non sappiamo dove andare a dormire... 

07. 08. 2000 Zagabria (CROAZIA) 
Alla stazione di Zagabria conosciamo un gruppetto di nove milanesi che aveva il treno per Budapest alle 5.30 e quindi avrebbero dormito l&amp;amp;#236;. Ci aggreghiamo a loro... Takx crolla stecchito... Il Rossho resiste un p&amp;amp;#242; ma quando cominciano a parlare di musica che a lui non piace preferisce tuffarsi tra le braccia di Morfeo... Io resisto fino all&amp;#39;una, poi mi addormento (con piacere!)
Di buon mattino, seduti su un praticello stile inglese a consumare la nostra colazione ci sentiamo gi&amp;amp;#224; in forza! Ci godiamo la passeggiatina nella piazza centrale, il mercatino dei fiori, della frutta, che tranquillit&amp;amp;#224;!
Il Rossho tra qualche ora ci abbandoner&amp;amp;#224;...
[Rossho]: Cari lettori, la storia sta per subire un grosso cambiamento. Io, il Rossho, sto per abbandonare l&amp;#39;inter rail &amp;amp;quot;nel bel mezzo del cammin di nostro viaggio&amp;amp;quot;... Il destino mi chiama (anche l&amp;#39;intestino), dopo Lubiana mollo questi due, mi dispiace abbandonarli perch&amp;amp;#232; sono inesperti e giovani, facili bocconcini per tutti i ladruncoli del mondo, ma gli servir&amp;amp;#224;!
Cavolo, &amp;amp;#232; stato proprio bello. E chi se lo immaginava cos&amp;amp;#236; l&amp;#39;inter rail? Faticoso ma salutare. Dieci giorni di fuoco, tantissime cose preziose da ricordare.
I posti son stati proprio diversi, particolari, non i soliti luoghi felici e sorridenti... La povert&amp;amp;#224; l&amp;#39;ho vista come uno stile di vita del tutto accettato e vissuto con tranquillit&amp;amp;#224;, forse perch&amp;amp;#232; fortemente diffusa.
Dormire nelle stazioni &amp;amp;#232; stata una cosa fortissima! &amp;amp;quot;Poi vediamo&amp;amp;quot; e &amp;amp;quot;ci arrangiamo&amp;amp;quot; due parole d&amp;#39;ordine di questo viaggio! 

08. 08. 2000 Lubiana (SLOVENIA) 
E cos&amp;amp;#236; il Rossho ci ha abbandonati...
Da Lubiana ha preso un treno che lo porter&amp;amp;#224; direttamente in Italia. 
Che dire di Lubiana, forse un p&amp;amp;#242; troppo tranquilla per essere una capitale. E&amp;#39; una citt&amp;amp;#224; alpina: quieta, non trafficata, piena di anziani, circondata da alte montagne dove si respira un&amp;#39;aria purissima e con tante biciclette in giro al posto delle auto.
Ci son, per&amp;amp;#242;, rimasto male vedendo quattro zingari che nella grande fontana della piazza principale sguazzavano nell&amp;#39;acqua &amp;amp;quot;rubando&amp;amp;quot; tutte le monetine che i turisti avevano lanciato dentro come usanza e nessuno faceva nulla per impedirglielo. 
Nel frattempo noi ce ne andiamo, tra un&amp;#39;oretta partiremo e viaggeremo per circa nove ore attraverso l&amp;#39;Austria senza biglietto (almeno ci proviamo!) Senza biglietto perch&amp;amp;#232; in quella nazione non siamo coperti dal nostro inter rail. Cosa succeder&amp;amp;#224;? Lo saprete nella prossima puntata.
Il Rossho domani sera dormir&amp;amp;#224; tranquillo in un comodo letto, con lo stomaco pieno e noi?

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07. 08. 2000 Zagabria (CROAZIA) 
Alla stazione di Zagabria conosciamo un gruppetto di nove milanesi che aveva il treno per Budapest alle 5.30 e quindi avrebbero dormito l&amp;amp;#236;. Ci aggreghiamo a loro... Takx crolla stecchito... Il Rossho resiste un p&amp;amp;#242; ma quando cominciano a parlare di musica che a lui non piace preferisce tuffarsi tra le braccia di Morfeo... Io resisto fino all&amp;#39;una, poi mi addormento (con piacere!)
Di buon mattino, seduti su un praticello stile inglese a consumare la nostra colazione ci sentiamo gi&amp;amp;#224; in forza! Ci godiamo la passeggiatina nella piazza centrale, il mercatino dei fiori, della frutta, che tranquillit&amp;amp;#224;!
Il Rossho tra qualche ora ci abbandoner&amp;amp;#224;...
[Rossho]: Cari lettori, la storia sta per subire un grosso cambiamento. Io, il Rossho, sto per abbandonare l&amp;#39;inter rail &amp;amp;quot;nel bel mezzo del cammin di nostro viaggio&amp;amp;quot;... Il destino mi chiama (anche l&amp;#39;intestino), dopo Lubiana mollo questi due, mi dispiace abbandonarli perch&amp;amp;#232; sono inesperti e giovani, facili bocconcini per tutti i ladruncoli del mondo, ma gli servir&amp;amp;#224;!
Cavolo, &amp;amp;#232; stato proprio bello. E chi se lo immaginava cos&amp;amp;#236; l&amp;#39;inter rail? Faticoso ma salutare. Dieci giorni di fuoco, tantissime cose preziose da ricordare.
I posti son stati proprio diversi, particolari, non i soliti luoghi felici e sorridenti... La povert&amp;amp;#224; l&amp;#39;ho vista come uno stile di vita del tutto accettato e vissuto con tranquillit&amp;amp;#224;, forse perch&amp;amp;#232; fortemente diffusa.
Dormire nelle stazioni &amp;amp;#232; stata una cosa fortissima! &amp;amp;quot;Poi vediamo&amp;amp;quot; e &amp;amp;quot;ci arrangiamo&amp;amp;quot; due parole d&amp;#39;ordine di questo viaggio! 

08. 08. 2000 Lubiana (SLOVENIA) 
E cos&amp;amp;#236; il Rossho ci ha abbandonati...
Da Lubiana ha preso un treno che lo porter&amp;amp;#224; direttamente in Italia. 
Che dire di Lubiana, forse un p&amp;amp;#242; troppo tranquilla per essere una capitale. E&amp;#39; una citt&amp;amp;#224; alpina: quieta, non trafficata, piena di anziani, circondata da alte montagne dove si respira un&amp;#39;aria purissima e con tante biciclette in giro al posto delle auto.
Ci son, per&amp;amp;#242;, rimasto male vedendo quattro zingari che nella grande fontana della piazza principale sguazzavano nell&amp;#39;acqua &amp;amp;quot;rubando&amp;amp;quot; tutte le monetine che i turisti avevano lanciato dentro come usanza e nessuno faceva nulla per impedirglielo. 
Nel frattempo noi ce ne andiamo, tra un&amp;#39;oretta partiremo e viaggeremo per circa nove ore attraverso l&amp;#39;Austria senza biglietto (almeno ci proviamo!) Senza biglietto perch&amp;amp;#232; in quella nazione non siamo coperti dal nostro inter rail. Cosa succeder&amp;amp;#224;? Lo saprete nella prossima puntata.
Il Rossho domani sera dormir&amp;amp;#224; tranquillo in un comodo letto, con lo stomaco pieno e noi? 


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27. 07. 2000 Zacinto (GRECIA)
Zante per i greci, Zacinto per noi italiani, luogo di nascita di Ugo Foscolo e noi girovaghiamo in lungo e largo in questo traghetto a conoscere i vari abitanti. Ci siamo imbattuti in un gruppetto di ragazze salernitane.
[Ilaria Lepore da Buccino, Italia]: Che fate di bello? Noi ci fermiamo in Grecia, voi: chiss&amp;amp;#224;! 
Dopo un giro per le strade di Patrasso ci rimettiamo in viaggio, stavolta per la capitale: Atene. 
Il paesaggio che abbiamo ammirato lungo la strada era molto scarno: ogni tanto si vedeva qualche raffineria di petrolio, non esistono le barriere che dividono la strada dai binari, le stazioni sono microscopiche e si trovano in mezzo alle case.... 
Ora ci siamo accampati nella stazione di Atene in compagnia di Paavo, un simpatico sedicenne finlandese anche lui in giro per l&amp;#39;Europa come noi. In questo momento sono seduto su una panca con tre turchi di Istanbul a chiacchierare, il Roscio, Takx e Paavo sdraiati a riposare sui loro materassini. 
[Luca]: Qualche mese fa io e mio fratello cercammo di dormire nella stazione ferroviaria di Roma: niente da fare. Avemmo troppa paura. Ora eccomi qui a dormire nella stazione d&amp;#39;Atene. Che bella la vita, la sto riscoprendo partendo dal basso. Viaggiare in questo modo &amp;amp;#232; scomodo per il corpo ma lieve per l&amp;#39;anima che respira a bocca piena e si riempie ogni secondo... Spesso, nel treno, penso al futuro... Che casino! Su questa panchina mi viene solo da pensare a che matto sono e come riesco a fare cose cos&amp;amp;#236; strane ma belle. Takx dorme tranquillo, Marco mi dice di stare tranquillo ma io osservo uno zotico che, sporco, scalzo,con la barba incolta si aggira con un coltello in mano...
I treni ci portano lontano e ci scaricano ogni volta... Siamo solo di passaggio, per&amp;amp;#242; ora posso dire di non appartenere a nessun posto... Solo al mondo... Come si fa a dire con sicurezza di vivere nel posto giusto? Il posto migliore te lo crei in testa, io viaggio perch&amp;amp;#232; voglio essere sicuro che non esiste il posto che ho in testa io cos&amp;amp;#236; da accontentarmi di quello che otterr&amp;amp;#242;. 
Chiacchieravo con un ragazzo turco. Spesso mi domando come mai la Turchia mi affascina cos&amp;amp;#236; tanto. Gli stereotipi mi hanno rotto. Dopodomani al massimo, vedr&amp;amp;#242; con i miei occhi. I turchi non sono neri, non vestono come i nord africani e hanno occhi bellissimi. La Turchia sar&amp;amp;#224; una sorpresa, me lo sento!
[Tamer Erkan da Istanbul, Turchia]: La gente va e viene nella tua vita e tu non sei pi&amp;amp;#249; lo stesso. Dopo un lungo viaggio dall&amp;#39;Italia eccoci ad Atene. Stiamo trascorrendo la notte in stazione aspettando il prossimo treno che ci condurr&amp;amp;#224; ad Istanbul. Qualunque cosa accade noi siamo sempre felici.
[Paavo Ojala da Helsinki, Finlandia]: Mentre ero seduto nel treno per Atene da Patrasso e il mio sedere sudava su questi sedili di falsa pelle genuina di animale ho conosciuto questi tre italiani. E&amp;#39; bello incontrare amici in questo grande, pericoloso e strano mondo. In Grecia, dove nessuno parla finlandese, abbiamo trascorso la notte in tranquillit&amp;amp;#224; e fratellanza, tranne Mark che &amp;amp;#232; stato tutto il tempo in giro a chiacchierare. Ne vorrei approfittare per ringraziarvi tutti per la solidariet&amp;amp;#224; dimostrata: ad un completo estraneo. 

28. 07. 2000 Atene (GRECIA)
Pi&amp;amp;#249; andiamo avanti e pi&amp;amp;#249; riceviamo cattive notizie sul nostro futuro, tipo: tanti visti da pagare, cambi molto svantaggiosi ecc. 
Atene mi ha ricordato tanto Napoli. Confusione dappertutto, sporcizia nelle strade, traffico disordinato e addirittura la piazza principale: &amp;amp;quot;Olimpia Square&amp;amp;quot; somigliava tanto a Piazza Garibaldi. 
Decidiamo di ripartire. Arriva il treno che ci porter&amp;amp;#224; fino al confine con la Turchia e per una serie di incomprensioni perdiamo i tre amici turchi per strada! Sar&amp;amp;#224; un lungo e difficile viaggio soprattutto per la gente molto poco raccomandabile che incontreremo, i tanti zingari senza scrupoli ma dovremo abituarci. Non so se siamo troppo avventurosi, troppo ingenui o troppo stupidi. Tra un mesetto lo sapremo! 

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12. 01. 2000 Lahnaj&amp;amp;#228;rventie (FINLANDIA)
&amp;amp;quot;Sei Mark?&amp;amp;quot; Ecco la simpatica Maaria! Con la sua SAAB (qui &amp;amp;#232; pieno di queste auto visto che &amp;amp;#232; una marca svedese) siamo andati ad Helsinki. La prima cosa che ho notato, percorrendo quelle strade che s&amp;#39;inerpicavano attraverso vere e proprie foreste dagli alberi altissimi ed innevati, &amp;amp;#232; stata la lunga lingua di asfalto senza neve e fin qui... Non riuscivo a capire come riuscissero a tenerla sgombra dalla neve per chilometri e chilometri considerando pure che non abbiamo incrociato nessun spazzaneve. Lei dopo aver scherzato un p&amp;amp;#242; mi svela il segreto. In Finlandia le strade son riscaldate!!! Quando cade la neve si scioglie subito! Risolto il mistero!
Mi ha portato in giro per il centro storico. Sar&amp;amp;#224; un p&amp;amp;#242; per il tempo atmosferico (naturalmente nevicava), sar&amp;amp;#224; che era gi&amp;amp;#224; buio ma non ho visto nessun monumento che mi abbia colpito particolarmente. Solo tanti centri commerciali molto carini e colorati, del resto devono pur inventare qualcosa per evitare di stare all&amp;#39;aperto d&amp;#39;inverno!
In serata ci rechiamo a casa sua. Molto accogliente e tutta in legno. Come quelle dei cartoni animati. Mi &amp;amp;#232; piaciuta tanto e poi la sua numerosa famiglia &amp;amp;#232; stata molto calorosa e gentile con me. 
[Maaria Sainio da Lahn&amp;amp;#228;jarventie, Finlandia]: &amp;amp;quot;Caro Mark, tu sei, davvero, anche pi&amp;amp;#249; simpatico di quanto pensassi. Grazie per aver visitato la Finlandia: la mia terra

13. 01. 2000 Vantaa (FINLANDIA)
Alle 22.30, stanco morto decido di andare a dormire. Maaria insisteva di mostrarmi dov&amp;#39;era situato il bagno ma io rifiutavo perch&amp;amp;#232; non ne avevo bisogno! Grave errore! Alle 3.30 in punto mi sveglio di soprassalto... Vago come un sonnambulo per l&amp;#39;enorme casa in cerca del WC. Inutile, non ci riesco, farla fuori? Manco a pensarci, morirei assiderato! 
Di buon mattino mi riaccompagna in aeroporto. Che gentile, &amp;amp;#232; stato bello vederla. L&amp;#39;aereo di Francesco &amp;amp;#232; appena atterrato ed insieme ad uno proveniente da Dubai. I primi ad uscire son quelli degli Emirati Arabi. Tutti abbronzati; uno esce addirittura in ciabatte, con un cappello da cow-boy e T-shirt Hawaiana con grossi pappagalli colorati disegnati. &amp;amp;quot;Ah bello, ma lo sai dove sei atterrato?&amp;amp;quot; gli avrei voluto chiedere... 
Incontrato Francesco, ci sediamo nello stesso tavolino che ci &amp;amp;quot;accolse&amp;amp;quot; quasi un mese fa! Ha ragione quando dice che sembrano passati solo due giorni! Ci raccontiamo tutto quello che ci &amp;amp;#232; accaduto. Quante cose son successe in questo periodo, quanti bei ricordi, quante nuove esperienze, nuove amicizie, ed ora &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; tutto finito, ma senza nessun rimpianto, solo con la gioia di aver vissuto tutto ci&amp;amp;#242;!
Stanno chiamando il nostro volo. Si ritorna a casa! 
  
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20. 12. 1999 Riga (LETTONIA)
Dopo un&amp;#39;ora e mezzo di volo arriviamo a destinazione. Riga dall&amp;#39;alto &amp;amp;#232; bellissima: sembra Venezia con lo zucchero a velo. 
In aeroporto incontro il grande Krists. Andiamo subito a casa sua dove mi presenta la sua famiglia. Leo (il padre, un simpatico uomo amante delle pipe e dell&amp;#39;antiquariato), Anda (insegnante d&amp;#39;inglese, non ho capito dove) e il fratello Martins, molto socievole e simpatico. 
Dopo cena sono gi&amp;amp;#224; a pezzi! Mi fermo un p&amp;amp;#242; a guardare la TV con Martins: Nikita in inglese con commento in lettone e sottotitoli in russo. Fuori c&amp;#39;&amp;amp;#232; neve ovunque! 

21. 12. 1999 Riga (LETTONIA)
Oggi siamo stati nella Old Riga. Innanzitutto abbiamo fatto un giretto nel mercato, sembrava la versione russa di Carnaby Street a Londra. I prezzi erano molto bassi, vendevano le imitazioni di tutte le marche in commercio. Krists ha comprato una giacca di pelle, io una musicassetta di rap russo. Ho notato che le sigarette costano pochissimo, solo 60 santimi (circa 1800 lire italiane) per le Marlboro. E&amp;#39; tutto molto caratteristico. 
Subito dopo siamo saliti sin sopra la Torre di San Pietro dove abbiamo potuto ammirare tutta la citt&amp;amp;#224; di Riga. Che freddo per&amp;amp;#242;!
Stasera andremo ad una festa molto importante. Tutti saranno in giacca e cravatta e Krists sta cercando invano di convincermi a vestirmi cos&amp;amp;#236;! Tempo perso!
La festa era in una scuola, davvero erano tutti molto eleganti, io: pantaloni larghi, felpa e cappello! All&amp;#39;inizio non mi volevano fare entrare ma quando i miei amici hanno spiegato loro che ero italiano e non avevo i vestiti adatti perch&amp;amp;#232; ero l&amp;amp;#236; in vacanza mi si son subito aperte tutte le porte! Krists ha ragione quando dice che gli italiani son molto ammirati qui!
La nostra serata &amp;amp;#232; continuata in una delle pi&amp;amp;#249; belle discoteche in cui sia mai stato: il Vernisaza! Quante ragazze meravigliose! Ma come fanno ad essere cos&amp;amp;#236; belle qui? 
  
24. 12. 1999 Ogre (LETTONIA)
Che bella serata! Abbiamo festeggiato il Natale dai parenti di Krists in un paesino a 40 km da Riga. Ogre &amp;amp;#232; il suo nome, &amp;amp;#232; un piccolo paesino di campagna molto vicino al confine con la Russia. 
Andiamo in questa cittadina nell&amp;#39;entroterra a bordo di un treno molto antico o vecchio!?! Aveva i sedili in legno, tutti i cartelli scritti in cirillico, tutto molto pittoresco! La temperatura fuori scende sempre di pi&amp;amp;#249;, siamo a parecchi gradi al di sotto dello zero! 
Arrivati a casa della nonna, dopo i soliti convenevoli, tipo giapponesi, ci togliamo le scarpe e a piedi nudi ci rechiamo in salotto dove c&amp;#39;era la tavola imbandita! C&amp;#39;erano tanti parenti a casa di Silvja, la nonna di Krists; sessantacinquenne, molto arzilla, simpatica e giocherellona, vestita con un tipico abito russo anni &amp;#39;30. Era tenera quando cercava di comunicare con me parlando solo in lettone e quando mi ha mostrato, orgogliosa, la sua libreria! 
Dopo cena abbiamo aperto i regali che erano sotto l&amp;#39;albero. Addirittura ce n&amp;#39;erano alcuni anche per me! Ho ricevuto una tazza da the raffigurante i monumenti pi&amp;amp;#249; importanti di Riga e un pacchetto di cioccolatini &amp;amp;quot;Laimas&amp;amp;quot;, i pi&amp;amp;#249; tipici della zona. Krists un dentifricio, delle pillole per la pelle; Martins un bracciale d&amp;#39;argento; Anda un servizio da the giapponese e Leo degli oggettini per la sua amata pipa. I regali pi&amp;amp;#249; diffusi son stati: paia di calzini, detersivi per lavatrice, candele, maschere di carnevale di plastica ecc. In quei momenti li ho ammirati tantissimo, pensavo ai Natali trascorsi a casa mia, decine di regali costosissimi e nessuno era mai soddisfatto o contento, io in primis. Qui sembravano aver scoperto l&amp;#39;essenza delle cose. Anche con miseri oggetti quale poteva essere un dentifricio era felici! Mi hanno dato una grande lezione di vita, ci si pu&amp;amp;#242; divertire anche con nulla e me l&amp;#39;hanno riconfermato anche dopo quando tutti assieme ci siamo messi a giocare a giochi che non facevo da anni! Il poeta Giovanni Pascoli aveva ragione quando parlava del &amp;amp;quot;fanciullino&amp;amp;quot; che &amp;amp;#232; in ognuno di noi. Quanto ammiravo quella dolce vecchietta quando tutta allegra cantava e giocava con noi ragazzi!
Verso l&amp;#39;una andiamo in un disco pub: &amp;amp;quot;Policijas Academija&amp;amp;quot; perch&amp;amp;#232; l&amp;amp;#236; fino a qualche anno fa c&amp;#39;era la stazione della polizia. Abbiamo ballato quella movimentata musica da disco russa fino a tardi! E&amp;#39; stato molto bello, adoro la musica disco russa!
Verso le tre andiamo, a piedi, in un&amp;#39;altra discoteca: &amp;amp;quot;Opus Pro&amp;amp;quot;, le strade erano gelate e non ho mai sentito cos&amp;amp;#236; freddo in vita mia come quel giorno! Tanto che ho imparato la frase lettone: &amp;amp;quot;Man ir auksti&amp;amp;quot; (sto gelando). Ho notato che qui, in Lettonia, le droghe non sono molto diffuse in compenso recuperano con l&amp;#39;alcool che scende a fiumi! 
Verso le 5.30, dopo un lungo e freddo cammino arriviamo a casa della nonna di Krists. Eravamo stanchi morti, io mi sdraio su una poltrona per rilassarmi un p&amp;amp;#242; e loro che fanno? Noooo! Pranzano! Tutta la famiglia riunita. E&amp;#39; incredibile! Come fanno? Sono le 5.30 di mattina! Dalla mia stanza vedevo quelle ciotole di fagioli, piatti di insalata russa che venivano divorati mentre io cercavo di fare colazione altrove! Poco pi&amp;amp;#249; tardi riprendiamo il treno e torniamo a Riga! Alle 7.30 son sotto le coperte nel mio letto! Buon Natale! 

26. 12. 1999 Riga (LETTONIA)
Sono le cinque del pomeriggio e mi son appena svegliato! La vita qui &amp;amp;#232; tutta molto strana! Ho perso la cognizione del tempo! Non vedo il sole da sei giorni visto che esco di notte e poi la mattina dormo fino al tardo pomeriggio quando &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; notte! In genere il sole sorge alle 10 e tramonta alle 14!

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18. 08. 1999 Lussemburgo (LUSSEMBURGO)
Giunti nel cuore della notte nella capitale lussemburghese notiamo di essere gli unici in giro oltre ad un&amp;#39;altra coppietta di inter railers...
I due italiani e i due austriaci tentano invano di raggiungere un campeggio per trascorrere la notte. Non ci sono pi&amp;amp;#249; bus. Che si fa? La bella Ancle propone un tour di Lussemburgo City by night. Accettiamo tutti! Lasciamo gli zaini nel deposito bagagli della stazione e cominciamo a gironzolare per le strade della citt&amp;amp;#224; vuota e silenziosa a quell&amp;#39;ora.
Verso l&amp;#39;una comincia a scatenarsi una tempesta di pioggia... Fa freddo. Ci ripariamo sotto alla fermata di un bus poi decidiamo di ritornare alla stazione ma &amp;amp;#232; chiusa. Riusciamo ad entrare da un&amp;#39;entrata secondaria ma il controllore ci caccia in malo modo. Sono le 4 e apre. Prendo subito il mio zaino e indosso un paio di calzoni lunghi e una felpa. Ci addormentiamo subito, ognuno sul proprio zaino perdendo il treno che ci avrebbe portato a Parigi! 

19. 08. 1999 Parigi (FRANCIA)
La prima cosa che facciamo arrivati a Parigi &amp;amp;#232; andare subito alla Torre Eiffel.
Pranziamo in un parchetto e poi ci sdraiamo a riposare proprio sotto il monumento simbolo della Francia che visto da qui non &amp;amp;#232; cos&amp;amp;#236; impressionante!
Siamo stanchi davvero... Ce ne accorgiamo da ogni piccola cosa... ma c&amp;#39;&amp;amp;#232; sempre tempo per gustare nuove avventure e cos&amp;amp;#236; pensiamo gi&amp;amp;#224; alla successiva. Andare in Spagna senza biglietto! 

20. 08. 1999 San Sebastian (SPAGNA) 
Amano. 23enne giapponese che si recava a Bilbao per vacanze prima di andare a studiare architettura a Mosca. S&amp;#39;era perso e l&amp;#39;abbiamo aiutato, un nuovo compagno di avventure per la tappa spagnola!
In questa tranquilla cittadina basca ci sono ovunque manifesti e adesivi contro la Spagna e a favore dell&amp;#39;indipendenza basca! Mi sembra di stare in una Belfast latina... Questi spagnoli sono molto nazionalisti, pochi parlano inglese, forse perch&amp;amp;#232; sono impegnati a studiare il basco che &amp;amp;#232; difficilissimo! Chiss&amp;amp;#224;! 
Che strano essere seduto su questa spiaggia estiva dopo un mese di pioggia, vento, nebbia e freddo! 
[Paolo da Vercelli, Italia]: L&amp;#39;inter rail ti affatica il corpo, ti libera la mente, ti affumica i polmoni e sopravvive solo chi ha il fegato inossidabile. L&amp;#39;inter rail lo vivi dentro, il viaggio lo porti con te, lo zaino &amp;amp;#232; la tua casa, la strada il tuo domani.
Tutti gli uomini muoiono, non tutti gli uomini vivono davvero. 

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21. 08. 1999 Montecarlo (PRINCIPATO DI MONACO)
Takx s&amp;#39;&amp;amp;#232; fissato per i casin&amp;amp;#242;... Eccoci allora in una meta da VIP per vedere se riusciamo a soddisfare questo suo desiderio... Gi&amp;amp;#224; ci hanno anticipato che per giocare bisogna avere 21 anni (e noi non ce li abbiamo!) 
Gironzolando notiamo che Montecarlo &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; fuori dal comune, &amp;amp;#232; un concentrato di tutti i ricconi di Francia, Svizzera, Italia e Germania. E&amp;#39; super mondana, proprio di fronte a me sono ormeggiati decine e decine di yacht super lussuosi, vedi ovunque macchine costosissime: Ferrari, Porsche, Lamborghini... C&amp;#39;&amp;amp;#232; tanta pubblicit&amp;amp;#224; della Formula Uno, non dimentichiamo che qui si corre una tappa del Gran premio...
Takx torna sconfitto. Qui non lo fanno giocare. Proviamo a Nizza, in Francia, ci dicono che l&amp;amp;#236; le regole sono diverse... 	

22. 08. 1999 Nizza (FRANCIA)
Ci troviamo dinanzi al casin&amp;amp;#242; &amp;amp;quot;Ruhl&amp;amp;quot;. Takx ha deciso di giocare 100.000 lire (50 euro), circa tre puntata, &amp;amp;quot;o la va&amp;#39; o la spacca!&amp;amp;quot; 
[Takx]: Non va. Ma i soldi son ancora qui al sicuro. Non &amp;amp;#232; andata perch&amp;amp;#232; avremmo dovuto aspettare fino alla tarda serata (aprono tardi qui) e poi il solo ingresso costava tanto... Pazienza... E&amp;#39; stato il destino...
Finalmente si ritorna a casa. Dico finalmente perch&amp;amp;#232; ieri mentre giravo per  le strade di Montecarlo ho visto un pollo bello ruspante, succoso ed invitante nel girarrosto e m&amp;#39;&amp;amp;#232; venuta nostalgia di casa... Mentre scrivo siamo arrivati nel territorio italiano e qui il nostro biglietto inter rail non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; valido. Se ci scoprono sar&amp;amp;#224; una bella multa, ma tanto noi &amp;amp;quot;c&amp;#39;arrangiamo&amp;amp;quot;, giusto Marco? 
Adesso comincio a capire il vagabondare degli avventurieri, senza fissa dimora, che si procurano il cibo giorno per giorno e che non sanno mai cosa accadr&amp;amp;#224; il giorno dopo o dove saranno.
Mentre torno a casa: stanco, sporco, dimagrito e affamato dopo questo viaggio, posso dire di essermi divertito! 
Ho lasciato Takx un&amp;#39;ora fa a Trento e sto continuando per Bolzano. Vado dai miei genitori che stanno al confine con l&amp;#39;Austria.
Dopo 29 ore di treno, tra venti minuti li riabbraccer&amp;amp;#242; dopo tutto questo tempo... Si ritorna alla normalit&amp;amp;#224; ma non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; la stessa cosa!

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/monaco/diario_di_viaggio_monaco_8254.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;monaco  by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>MONACO</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:40:15 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/monaco/diario_di_viaggio_monaco_8254.ashx</guid></item><item><title>Amsterdam  by www.born2travel.it, Schipol, Amsterdam</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/olanda/diario_di_viaggio_olanda_8258.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/olanda/diario_di_viaggio_olanda_8258.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8258/81894.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;OLANDA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

17. 08. 1999 Amsterdam (OLANDA)
Appena usciamo dalla stazione ferroviaria della capitale olandese, sono le sette di domenica mattina, la prima cosa che notiamo &amp;amp;#232; un ragazzo con gli occhi a mandorla che rulla una canna. E&amp;#39; gi&amp;amp;#224; sballato di prima mattina o sta continuando qualcosa cominciato ieri sera?
Ci dirigiamo verso piazza Dam attraversando un lungo vialone che sembra essere stato il teatro di una grande battaglia finita da poco. Tanti ragazzi collassati e sdraiati a terra a riposare, frammenti di bottiglie di alcool ovunque, filtri, cartine...
Dove siamo?
Ci infiliamo in un coffee shop che esponeva un grande fungo... Vendevano tante sostanze allucinogene, a stento riesco a trattenere Takx... Ci fanno provare una polverina estratta dal cosiddetto &amp;amp;quot;Psycocybe Cubensis&amp;amp;quot;. Ma evidentemente la dose era troppo piccola visti gli scarsi effetti... 

18. 08. 1999 Lussemburgo (LUSSEMBURGO)
Giunti nel cuore della notte nella capitale lussemburghese notiamo di essere gli unici in giro oltre ad un&amp;#39;altra coppietta di inter railers...
I due italiani e i due austriaci tentano invano di raggiungere un campeggio per trascorrere la notte. Non ci sono pi&amp;amp;#249; bus. Che si fa? La bella Ancle propone un tour di Lussemburgo City by night. Accettiamo tutti! Lasciamo gli zaini nel deposito bagagli della stazione e cominciamo a gironzolare per le strade della citt&amp;amp;#224; vuota e silenziosa a quell&amp;#39;ora.
Verso l&amp;#39;una comincia a scatenarsi una tempesta di pioggia... Fa freddo. Ci ripariamo sotto alla fermata di un bus poi decidiamo di ritornare alla stazione ma &amp;amp;#232; chiusa. Riusciamo ad entrare da un&amp;#39;entrata secondaria ma il controllore ci caccia in malo modo. Sono le 4 e apre. Prendo subito il mio zaino e indosso un paio di calzoni lunghi e una felpa. Ci addormentiamo subito, ognuno sul proprio zaino perdendo il treno che ci avrebbe portato a Parigi! 


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/olanda/diario_di_viaggio_olanda_8258.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Amsterdam  by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>OLANDA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:03:21 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/olanda/diario_di_viaggio_olanda_8258.ashx</guid></item><item><title>irlanda www.born2travel.it, Dublino, Stranraer</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/irlanda/diario_di_viaggio_irlanda_6521.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/irlanda/diario_di_viaggio_irlanda_6521.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6521/81797.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;IRLANDA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

11. 08. 1999 Dublino (IRLANDA)
Alla stazione della capitale irlandese troviamo ad attenderci mio cugino Giuseppe e un nostro amico: Antonio Armentano.
Vogliamo subito fare un giro nel centro e tra i tanti pub che vendono la celebre &amp;amp;quot;Guinness Beer&amp;amp;quot; ecco sbucare la statua dello scrittore James Joyce... 
In uno di quei pub assaggiamo un nuovo tipo di Guinness che in Italia non esiste: la &amp;amp;quot;Brau&amp;amp;quot;!
Trascorriamo una piacevole serata insieme a tanti italiani beccati qui e l&amp;amp;#236; per strada fino a che comincia a profilarsi il solito dilemma: &amp;amp;quot;Dove dormiremo stanotte visto che &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; l&amp;#39;una?&amp;amp;quot; Giriamo qui e l&amp;amp;#236; in cerca di idee quando vediamo un ampio parco in lontananza, pianteremo la nostra tenda qui! 
Che notte da incubo! 

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/irlanda/diario_di_viaggio_irlanda_6521.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;irlanda www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>IRLANDA</category><pubDate>Sat, 07 Feb 2009 15:44:15 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/irlanda/diario_di_viaggio_irlanda_6521.ashx</guid></item><item><title>spagna www.born2travel.it, San Sebastian, Irun, Basca</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_8260.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_8260.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8260/81900.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SPAGNA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

20. 08. 1999 San Sebastian (SPAGNA) 
Amano. 23enne giapponese che si recava a Bilbao per vacanze prima di andare a studiare architettura a Mosca. S&amp;#39;era perso e l&amp;#39;abbiamo aiutato, un nuovo compagno di avventure per la tappa spagnola!
In questa tranquilla cittadina basca ci sono ovunque manifesti e adesivi contro la Spagna e a favore dell&amp;#39;indipendenza basca! Mi sembra di stare in una Belfast latina... Questi spagnoli sono molto nazionalisti, pochi parlano inglese, forse perch&amp;amp;#232; sono impegnati a studiare il basco che &amp;amp;#232; difficilissimo! Chiss&amp;amp;#224;! 
Che strano essere seduto su questa spiaggia estiva dopo un mese di pioggia, vento, nebbia e freddo! 
[Paolo da Vercelli, Italia]: L&amp;#39;inter rail ti affatica il corpo, ti libera la mente, ti affumica i polmoni e sopravvive solo chi ha il fegato inossidabile. L&amp;#39;inter rail lo vivi dentro, il viaggio lo porti con te, lo zaino &amp;amp;#232; la tua casa, la strada il tuo domani.
Tutti gli uomini muoiono, non tutti gli uomini vivono davvero. 

21. 08. 1999 Montecarlo (PRINCIPATO DI MONACO)
Takx s&amp;#39;&amp;amp;#232; fissato per i casin&amp;amp;#242;... Eccoci allora in una meta da VIP per vedere se riusciamo a soddisfare questo suo desiderio... Gi&amp;amp;#224; ci hanno anticipato che per giocare bisogna avere 21 anni (e noi non ce li abbiamo!) 
Gironzolando notiamo che Montecarlo &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; fuori dal comune, &amp;amp;#232; un concentrato di tutti i ricconi di Francia, Svizzera, Italia e Germania. E&amp;#39; super mondana, proprio di fronte a me sono ormeggiati decine e decine di yacht super lussuosi, vedi ovunque macchine costosissime: Ferrari, Porsche, Lamborghini... C&amp;#39;&amp;amp;#232; tanta pubblicit&amp;amp;#224; della Formula Uno, non dimentichiamo che qui si corre una tappa del Gran premio...
Takx torna sconfitto. Qui non lo fanno giocare. Proviamo a Nizza, in Francia, ci dicono che l&amp;amp;#236; le regole sono diverse... 	

22. 08. 1999 Nizza (FRANCIA)
Ci troviamo dinanzi al casin&amp;amp;#242; &amp;amp;quot;Ruhl&amp;amp;quot;. Takx ha deciso di giocare 100.000 lire (50 euro), circa tre puntata, &amp;amp;quot;o la va&amp;#39; o la spacca!&amp;amp;quot; 
[Takx]: Non va. Ma i soldi son ancora qui al sicuro. Non &amp;amp;#232; andata perch&amp;amp;#232; avremmo dovuto aspettare fino alla tarda serata (aprono tardi qui) e poi il solo ingresso costava tanto... Pazienza... E&amp;#39; stato il destino...
Finalmente si ritorna a casa. Dico finalmente perch&amp;amp;#232; ieri mentre giravo per  le strade di Montecarlo ho visto un pollo bello ruspante, succoso ed invitante nel girarrosto e m&amp;#39;&amp;amp;#232; venuta nostalgia di casa... Mentre scrivo siamo arrivati nel territorio italiano e qui il nostro biglietto inter rail non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; valido. Se ci scoprono sar&amp;amp;#224; una bella multa, ma tanto noi &amp;amp;quot;c&amp;#39;arrangiamo&amp;amp;quot;, giusto Marco? 
Adesso comincio a capire il vagabondare degli avventurieri, senza fissa dimora, che si procurano il cibo giorno per giorno e che non sanno mai cosa accadr&amp;amp;#224; il giorno dopo o dove saranno.
Mentre torno a casa: stanco, sporco, dimagrito e affamato dopo questo viaggio, posso dire di essermi divertito! 
Ho lasciato Takx un&amp;#39;ora fa a Trento e sto continuando per Bolzano. Vado dai miei genitori che stanno al confine con l&amp;#39;Austria.
Dopo 29 ore di treno, tra venti minuti li riabbraccer&amp;amp;#242; dopo tutto questo tempo... Si ritorna alla normalit&amp;amp;#224; ma non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; la stessa cosa!

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_8260.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;spagna www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>SPAGNA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:15:33 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_8260.ashx</guid></item><item><title>Inghilterra by www.born2travel.it, Londra, Dover, Wheatley, Oxford, Cambridge, Ely, Stoke on Trent, Manchester, Liverpool, York</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6520.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6520.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6520/81789.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REGNO UNITO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

24. 07. 1999 Dover (INGHILTERRA)
Siamo in Gran Bretagna! La traversata della Manica &amp;amp;#232; stata molto particolare, lasciare lentamente la Francia e dirigersi per l&amp;#39;Inghilterra &amp;amp;#232; stato emozionante! Inoltre &amp;amp;#232; stata allietata dalla presenza di due ragazze scozzesi molto carine.
[Lorna MacPhail da Glasgow, Scozia]: &amp;amp;quot;Se non ce la fai e non tieni duro, v&amp;amp;#224; a casa&amp;amp;quot;
Arrivati in tarda serata nella capitale inglese, confesso di essermi sentito un p&amp;amp;#242; perso nella grande Victoria Station dove tutti correvano a destra e sinistra indaffarati, e noi non sapevamo dove mettere al sicuro e a riposo le nostra stanche ossa! 
Grande idea! Gatwick Airport. Posiamo armi e bagagli e ci addormentiamo subito. 

25. 07. 1999 Londra (INGHILTERRA)
Il Madame Tussauds Museum mi incanta sempre! 
[Takx]: Le statue sono estremamente realistiche (alcuni scambiavano le persone vere per statue), la stanza degli orrori &amp;amp;#232; perfidamente interessante... Scattiamo tantissime foto e quando stiamo per lasciare Londra notiamo che: la macchina fotografica non era carica!!! Panico!
 
Ripartiamo alla volta di Oxford dove ci attendono alcuni miei amici...
Nella cittadina universitaria di Oxford veniamo accolti dal mio caro amico Stephen (&amp;amp;quot;Whiff&amp;amp;quot;, per gli amici); ci ha messo a disposizione un intero trilocale tutto per noi! Dopo una doccia rigenerante siamo di nuovo per strada, destinazione: The Westminister College dove alloggia la dolce Cristina. Ci incontriamo in una discoteca e poco dopo, sia io che Takx, ci ritroviamo nascosti nell&amp;#39;armadio della sua stanza per non essere scoperti dalla sua &amp;amp;quot;teacher&amp;amp;quot;! Benvenuti! 

26. 07. 1999 Oxford (INGHILTERRA)
Visto che Cristina oggi aveva lezione, decidiamo di ritornare nel mio vecchio college a Wheatley, nella speranza di rivedere i miei vecchi amici, in primis Marc Poncin.
Che fortuna! Appena mettiamo piede nel college &amp;amp;#232; proprio il primo che vedo, giocava a tennis con un giapponese!
[Takx]: Quando Marc e Marco si sono rivisti io son rimasto in disparte, stupito dalla confidenza che avevano, sembrava che avessero passato insieme anni... Marc (&amp;amp;quot;Fisherman&amp;amp;quot;, per gli amici) &amp;amp;#232; veramente simpaticissimo! I due son stati ore e ore a chiacchierare cos&amp;amp;#236; animatamente, le parole che si ripetevano sempre erano: &amp;amp;quot;girl, fxxk, ecc. ecc.&amp;amp;quot; 

27. 07. 1999 Londra (INGHILTERRA)
Stasera insieme a Marc e ad un gruppo di studenti tunisini, svedesi, spagnoli e svedesi abbiamo trascorso una serata stupenda a bordo di una nave-discoteca sul Tamigi. Vedere monumenti come il Big Ben, the House of Parliament, Westminister Abbey, Tower Bridge ecc. illuminati a festa, mentre noi ballavamo e ci divertivamo, &amp;amp;#232; stato molto emozionante!
Conosciamo un p&amp;amp;#242; di ragazze siciliane e rimaniamo a chiacchierare con loro fino all&amp;#39;arrivo ad Oxford. Entrato in camera il Takx non c&amp;#39;era pi&amp;amp;#249;! Stanco morto mi addormento presto e quando apro gli occhi &amp;amp;#232; gi&amp;amp;#224; tarda mattinata e Takx russa sdraiato accanto a me! &amp;amp;quot;Ma dove sei stato?&amp;amp;quot;

[Takx]: Chiacchieravo con Francesca (una delle siciliane) ed il tempo &amp;amp;#232; volato. Parlando con lei scopro che abbiamo molte cose in comune, tanti aspetti della sua personalit&amp;amp;#224; coincidevano con i miei, mi ha colpito molto il fatto che le piace un particolare tipo di umorismo fatto di doppi sensi e ironie continue, quello che io uso pi&amp;amp;#249; spesso! Pi&amp;amp;#249; ci parlavo e pi&amp;amp;#249; mi piaceva, ad un certo punto non riuscivo pi&amp;amp;#249; a distogliere lo sguardo da lei... Pensavo... Se avesse abitato vicino a me avrei fatto di tutto per conquistarla!

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6520.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Inghilterra by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>REGNO UNITO</category><pubDate>Sat, 07 Feb 2009 15:39:26 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6520.ashx</guid></item><item><title>Bruxelles  by www.born2travel.it, Bruxelles</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_8257.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_8257.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8257/81892.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BELGIO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


16. 08. 1999 Bruxelles (BELGIO)
Ore 5.25 Takx mi sveglia allarmato! Abbiamo perso il traghetto!
Dopo varie avventure, cambi di biglietti, file ecc.ecc. riusciamo a rimettere piede a Calais in Francia e da l&amp;amp;#236;, con una coppia di torinesi conosciuti al porto, ripartiamo subito per Bruxelles!
Questa citt&amp;amp;#224; sembra una vecchia stanza impolverata! 
[Takx]: E&amp;#39; una citt&amp;amp;#224; strana ed &amp;amp;#232; la degna capitale del Belgio che, a quanto vedo dai finestrini dei treni, ha le sue stesse caratteristiche. Pi&amp;amp;#249; che una &amp;amp;quot;stanza impolverata&amp;amp;quot; mi d&amp;amp;#224; l&amp;#39;idea di un &amp;amp;quot;quadro impolverato&amp;amp;quot; perch&amp;amp;#232; per scoprire la sua bellezza dovresti prima ripulirlo. Tutto &amp;amp;#232; opaco, trasandato, gli edifici spenti come manichini con le orbite cave. E poi rifiuta il colore: colori sgargianti come quelli delle insegne del McDonald stonano su un&amp;#39;infinita serie di tonalit&amp;amp;#224; di grigi. E&amp;#39; una citt&amp;amp;#224; avvelenata che nessuno sente agonizzare, ci vuole sufficiente insensibilit&amp;amp;#224; o un forte stomaco per sopportare Bruxelles, a me piace tantissimo! 

17. 08. 1999 Amsterdam (OLANDA)
Appena usciamo dalla stazione ferroviaria della capitale olandese, sono le sette di domenica mattina, la prima cosa che notiamo &amp;amp;#232; un ragazzo con gli occhi a mandorla che rulla una canna. E&amp;#39; gi&amp;amp;#224; sballato di prima mattina o sta continuando qualcosa cominciato ieri sera?
Ci dirigiamo verso piazza Dam attraversando un lungo vialone che sembra essere stato il teatro di una grande battaglia finita da poco. Tanti ragazzi collassati e sdraiati a terra a riposare, frammenti di bottiglie di alcool ovunque, filtri, cartine...
Dove siamo?
Ci infiliamo in un coffee shop che esponeva un grande fungo... Vendevano tante sostanze allucinogene, a stento riesco a trattenere Takx... Ci fanno provare una polverina estratta dal cosiddetto &amp;amp;quot;Psycocybe Cubensis&amp;amp;quot;. Ma evidentemente la dose era troppo piccola visti gli scarsi effetti... 


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_8257.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Bruxelles  by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>BELGIO</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 16:54:58 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_8257.ashx</guid></item><item><title>francia  by www.born2travel.it, Parigi, Modane, Nizza, Calais</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_6519.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_6519.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6519/81727.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FRANCIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it

22. 07. 1999 Modane (FRANCIA) 
Siamo appena arrivati in Francia e ci hanno gi&amp;amp;#224; dato una buona notizia, il primo treno utile per Parigi &amp;amp;#232; tra parecchie ore, nel cuore della notte! Questa cittadina di confine &amp;amp;#232; disabitata e fredda. Inoltre mi s&amp;#39;&amp;amp;#232; pure rotta la macchina fotografica... Cominciamo bene... 
[Takx]: Mentre chiacchieravamo con dei ragazzi del posto, Marco ha cercato pi&amp;amp;#249; volte di &amp;amp;quot;sbolognare&amp;amp;quot; loro i 100 franchi francesi (fuori corso) che porta con s&amp;amp;#232;, arriva Francesco, un signore di una sessantina d&amp;#39;anni, tipo missionario, s&amp;#39;&amp;amp;#232; messo a parlare con noi tutti di fede e religione mentre noi lo prendevamo in giro... Alla prima occasione ce la svigniamo... 

23. 07. 1999 Parigi (FRANCIA)
[Takx]: Finalmente arriva il treno. E&amp;#39; superaffollato, negli scompartimenti non c&amp;#39;era posto e le piazzole d&amp;#39;entrata erano occupate anche con sei persone... Girovagando trovo la piazzola alla fine del treno, di fronte al bagno, completamente libera! Mentre aspetto Marco, si affaccia un ragazzo e mi chiede se era libero quello spazio: &amp;amp;quot;Mi dispiace, sto aspettando altri quattro ragazzi!&amp;amp;quot; Col coltellino armeggiamo alla porta del WC finch&amp;amp;#232; non appare la scritta: &amp;amp;quot;Fuori Uso&amp;amp;quot;. 
Buona notte nel treno verso Parigi. 
Appena arriviamo nella capitale francese ci rechiamo subito verso la Torre Eiffel. Eravamo davvero stanchi morti, quindi ci accampiamo un p&amp;amp;#242; in un parchetto vicino a riposare e pranzare. Un bel riposino sui nostri materazzini ci voleva proprio!
Ma alla fine si riparte, destinazione Calais. Da l&amp;amp;#236; ci imbarcheremo per l&amp;#39;Inghilterra. 

24. 07. 1999 Dover (INGHILTERRA)
Siamo in Gran Bretagna! La traversata della Manica &amp;amp;#232; stata molto particolare, lasciare lentamente la Francia e dirigersi per l&amp;#39;Inghilterra &amp;amp;#232; stato emozionante! Inoltre &amp;amp;#232; stata allietata dalla presenza di due ragazze scozzesi molto carine.
[Lorna MacPhail da Glasgow, Scozia]: &amp;amp;quot;Se non ce la fai e non tieni duro, v&amp;amp;#224; a casa&amp;amp;quot;
Arrivati in tarda serata nella capitale inglese, confesso di essermi sentito un p&amp;amp;#242; perso nella grande Victoria Station dove tutti correvano a destra e sinistra indaffarati, e noi non sapevamo dove mettere al sicuro e a riposo le nostra stanche ossa! 
Grande idea! Gatwick Airport. Posiamo armi e bagagli e ci addormentiamo subito. 

25. 07. 1999 Londra (INGHILTERRA)
Il Madame Tussauds Museum mi incanta sempre! 
[Takx]: Le statue sono estremamente realistiche (alcuni scambiavano le persone vere per statue), la stanza degli orrori &amp;amp;#232; perfidamente interessante... Scattiamo tantissime foto e quando stiamo per lasciare Londra notiamo che: la macchina fotografica non era carica!!! Panico!
 
Ripartiamo alla volta di Oxford dove ci attendono alcuni miei amici...
Nella cittadina universitaria di Oxford veniamo accolti dal mio caro amico Stephen (&amp;amp;quot;Whiff&amp;amp;quot;, per gli amici); ci ha messo a disposizione un intero trilocale tutto per noi! Dopo una doccia rigenerante siamo di nuovo per strada, destinazione: The Westminister College dove alloggia la dolce Cristina. Ci incontriamo in una discoteca e poco dopo, sia io che Takx, ci ritroviamo nascosti nell&amp;#39;armadio della sua stanza per non essere scoperti dalla sua &amp;amp;quot;teacher&amp;amp;quot;! Benvenuti! 
26. 07. 1999 Oxford (INGHILTERRA)
Visto che Cristina oggi aveva lezione, decidiamo di ritornare nel mio vecchio college a Wheatley, nella speranza di rivedere i miei vecchi amici, in primis Marc Poncin.
Che fortuna! Appena mettiamo piede nel college &amp;amp;#232; proprio il primo che vedo, giocava a tennis con un giapponese!
[Takx]: Quando Marc e Marco si sono rivisti io son rimasto in disparte, stupito dalla confidenza che avevano, sembrava che avessero passato insieme anni... Marc (&amp;amp;quot;Fisherman&amp;amp;quot;, per gli amici) &amp;amp;#232; veramente simpaticissimo! I due son stati ore e ore a chiacchierare cos&amp;amp;#236; animatamente, le parole che si ripetevano sempre erano: &amp;amp;quot;girl, fxxk, ecc. ecc.&amp;amp;quot; 

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_6519.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;francia  by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>FRANCIA</category><pubDate>Sat, 07 Feb 2009 15:34:50 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_6519.ashx</guid></item><item><title>Inghilterra by www.born2travel.it, Wheatley, Oxford, Stonehenge, Bath, Stratfordupon Avon, Londra</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_8287.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_8287.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8287/82140.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REGNO UNITO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


&amp;amp;quot;I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese e non si &amp;amp;#232; disposti a farsi carico di quelli stranieri.&amp;amp;quot; 

- Charles de Montesquieu - 

02. 07. 1998 Wheatley (INGHILTERRA)

Quest&amp;#39;anno ho deciso di andare sul sicuro e son ritornato dalle parti di Oxford, pi&amp;amp;#249; precisamente a Wheatley, poche miglia lontano dalla citt&amp;amp;#224; universitaria inglese per antonomasia. Questo college fa sempre parte del gruppo della &amp;amp;quot;Brookes University&amp;amp;quot; per me ormai marchio di garanzia! 

&amp;amp;quot;Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. 
In verit&amp;amp;#224;, il viaggio attraverso i paesi del mondo &amp;amp;#232; per l&amp;#39;uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada &amp;amp;#232; la propria anima che sta cercando. 
Per questo l&amp;#39;uomo deve poter viaggiare.&amp;amp;quot; 

- Arsenij Tarkovskij -

[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_8287.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Inghilterra by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>REGNO UNITO</category><pubDate>Tue, 08 Dec 2009 16:48:41 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_8287.ashx</guid></item><item><title>Inghilterra by www.born2travel.it, Southampton, Isola di Wight, Bournemouth, Winchester, Salisbury, Stonehenge, Londra</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6518.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6518.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6518/81719.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REGNO UNITO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Southampton luglio 1997

Se vuoi altre notizie pi&amp;amp;#249; dettagliate o vuoi vedere le foto di questo viaggio, visita il mi osito: www.born2travel.it

02. 07. 1997 Southampton (INGHILTERRA) 
Questa volta l&amp;#39;avventura in college in Inghilterra la condivido con vari miei compagni di classe. Son sicuro che ne vedremo delle belle con Antonio, Domenico, Carlo, Diego, Rossella, Chiara, Jessica, Maria Rosaria, Maria, Luigia, Mario, Agostino &amp;amp;amp; company.
La destinazione &amp;amp;#232; Southampton. Cittadina molto importante nel passato e resa ancora pi&amp;amp;#249; celebre perch&amp;amp;#232; proprio da qui, nel lontano 1620, passarono i Padri Pellegrini della Mayflower che poi raggiunsero gli attuali Stati Uniti oppure perch&amp;amp;#232; da qui salp&amp;amp;#242; il mitico Titanic nel 1912.
Il college che ci ospiter&amp;amp;#224; in questo periodo &amp;amp;#232; molto diverso da quello di Oxford. Che delusione! Un grande edificio simile ad una caserma, senza sport center o ampi spazi verdi, inoltre tutti i ragazzi conosciuti finora son tutti italiani... Non ci sono stranieri... Voglio tornare ad Oxford!!! 
05. 07. 1997 Isola di Wight (INGHILTERRA)
Sveglia alle 5.45. I pullman erano gi&amp;amp;#224; pronti per accompagnarci al porto.
Oggi, con un grande traghetto, siamo andati all&amp;#39;Isola di Wight. 
Appena arrivati ci hanno subito portati a visitare l&amp;#39;Osborne House, residenza estiva della regina. 
Dopo una lunga panoramica by bus dell&amp;#39;intera isola in cui abbiamo potuto ammirare tutto il panorama e le bellezze del posto, tutte quelle grandi distese di verde ti trasmettevano un senso di tranquillit&amp;amp;#224; e serenit&amp;amp;#224;. Ci siamo fermati a mangiare qualcosa sulla baia che dava sulla Manica raggiungendola con delle caratteristiche seggiovie. 
 
06. 07. 1997 Southampton (INGHILTERRA) 
Oggi pomeriggio abbiamo visitato una grande fiera non lontana dal nostro college la cui attrazione principale erano le coloratissime mongolfiere provenienti da tutta l&amp;#39;Inghilterra. 
09. 07. 1997 Bournemouth (INGHILTERRA) 
Che posto particolare! Bournemouth sembra molto pi&amp;amp;#249; divertente di Southampton: pieno di spiagge, di gente, di studenti in giro per le strade affollatissime e la cosa caratteristica &amp;amp;#232; che questo posto, d&amp;#39;estate, si trasforma in una Scandinavia britannica. Abbiamo conosciuto cos&amp;amp;#236; tante ragazze svedesi, finlandesi, danesi... 
12. 07. 1997 Londra (INGHILTERRA) 
Un anno dopo rieccomi nella capitale inglese!
Londra &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; meravigliosa, m&amp;#39;&amp;amp;#232; sembrato di ripercorrere i passi dello scorso anno.
In mattinata abbiamo assistito al cambio della guardia della regina, poi visitato Westminster Abbey visto che l&amp;#39;anno scorso non lo feci. All&amp;#39;interno di questa maestosa abbazia sono sepolte alcune tra le persone pi&amp;amp;#249; importanti di Inghilterra: Carlo V, Caterina di Valois, Geoffrey Chaucer, Elisabetta I ecc. 
Da l&amp;amp;#236; abbiamo proseguito verso il Big Ben, Buckingham Palace, St. James Park, Piccadilly Circus, Trafalgar Square fino al Rock Circus. 
Proprio in quest&amp;#39;ultimo posto mi son divertito tantissimo! E&amp;#39; una sorta di museo delle ceri ma di soli cantanti e la cosa caratteristica &amp;amp;#232; che all&amp;#39;ingresso sei equipaggiato di una specie di walkman che ti permette di ascoltare le pi&amp;amp;#249; belle canzoni dei vari cantanti semplicemente avvicinandoti alle statue! C&amp;#39;erano: Gary Barlow, Michael Jackson, i Beatles, Freddy Mercury, David Bowie, Tina Turner, Elton John ecc. 
14. 07. 1997 Southampton (INGHILTERRA) 
Stanotte con Antonio e Mario abbiamo fatto una fuga notturna fino ad un altro college distante un paio di km dal nostro per andare a trovare alcune ragazze romane conosciute in giornate. 
Stasera loro avevano la &amp;amp;quot;serata discoteca&amp;amp;quot; e noi ci siamo infiltrati fingendoci studenti del loro college! Che divertimento. Abbiamo conosciuto ragazze di tutto il mondo: russe, kazake, turche, polacche, spagnole ecc.
Siamo stati con loro fino a tardi, il problema per&amp;amp;#242; era il ritorno visto che per ritornare al nostro college avremmo dovuto attraversare ben due grandi parchi e la sera &amp;amp;#232; piuttosto pericoloso. Ci facciamo coraggio e con fare circospetto ci dirigiamo verso il nostro college. Tutto fila liscio fino a quando arriviamo al primo parco, in lontananza notiamo un gruppo di ragazzi molto pi&amp;amp;#249; grandi di noi che facevano casino per strada, evidentemente erano un p&amp;amp;#242; brilli, uno di loro nota la nostra presenza e urla qualcosa che non riusciamo a capire, senza manco pensarci, ci guardiamo un secondo negli occhi, cappello in mano (per me ed Antonio) e come tre lepri inseguite da un lupo voliamo verso il nostro college... Sani e salvi ma che paura! Con tutto ci&amp;amp;#242; che si sente accadere di notte in quei parchi... 
 
16. 07. 1997 Winchester (INGHILTERRA) 
Anche ieri sera abbiamo fatto tardissimo e stamattina a lezione mi son addormentato nel vero senso della parola mentre Gina spiegava... Mi son proprio sdraiato su tre sedie... All&amp;#39;improvviso mi son sentito scuotere e quando ho riaperto gli occhi ho visto il viso della nostra teacher che mi riprendeva con un ghigno non tanto rassicurante...
Mi son giocato la carta che non stavo bene (in realt&amp;amp;#224; qui si dorme 3 o 4 ore al giorno e dopo due settimane son a pezzi!). Lei mi d&amp;amp;#224; subito un&amp;#39;aspirina e mi dice di ingerirla davanti a lei... &amp;amp;quot;Teacher, posso prenderla in bagno?&amp;amp;quot; -&amp;amp;quot;Ok&amp;amp;quot;. (...e la povera medicina fin&amp;amp;#236; in un tipico water britannico...!)
Nel pomeriggio abbiamo visitato la citt&amp;amp;#224; di Winchester. E&amp;#39; famosa perch&amp;amp;#232; conserva ancora la &amp;amp;quot;Tavola Rotonda&amp;amp;quot; di re Art&amp;amp;#249;. 
  
19. 07. 1997 Londra (INGHILTERRA) 
Ultimo salto a Londra prima della partenza. Stavolta concentrata tutta concentrata alla visita del mitico Museo delle Ceri, il &amp;amp;quot;Madame Tussauds&amp;amp;quot; dal nome della donna che cer&amp;amp;#242; i primi capolavori. E&amp;#39; stato stupendo e la cosa divertentissima era che tanti capolavori erano cos&amp;amp;#236; reali che sovente capitava che scambiavi una statua per un vero essere umano e viceversa! Che risate! 
21. 07. 1997 Salisbury (INGHILTERRA)
Il viaggio volge al termine. Oggi abbiamo visitato Salisbury con la sua Cattedrale e poi Stonehenge. E&amp;#39; sempre emozionante ma, ahim&amp;amp;#232;, devo ammettere che la prima volta ha suscitato in me emozioni molto pi&amp;amp;#249; forti... 

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6518.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Inghilterra by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>REGNO UNITO</category><pubDate>Sat, 07 Feb 2009 15:24:29 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6518.ashx</guid></item><item><title>Inghilterra by www.born2travel.it, Oxford, Londra, Bourton on the Water, Stonehenge, Stratford upon Avon</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6517.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_6517.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/6517/81667.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REGNO UNITO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:    www.born2travel.it

07. 07. 1996 Oxford (INGHILTERRA) 
La mia avventura in Inghilterra &amp;amp;#232; cominciata stamattina alle 7.10 nell&amp;#39;aeroporto di Capodichino (Napoli) quando mi son imbarcato nel bellissimo aereo della British Airways, mio primo volo!
E&amp;#39; stato molto emozionante e mi ha stupito tanto la grande accelerazione che passa tra la corsa di decollo e la fase di involo del velivolo!
Atterrati nell&amp;#39;aeroporto di Gatwick, un bus ci porta subito ad Oxford. Il nostro college: &amp;amp;quot;Oxford Brookes University&amp;amp;quot; &amp;amp;#232; immenso ed i ragazzi, di tutto il mondo, sembrano tutti molto simpatici.
Alloggio nella camera H1 e mentre annoto i miei primi pensieri e gli scoiattolini giocano a rincorrersi vicino la mia finestra, un gruppetto di ragazzi turchi sta prendendo possesso delle camere vicine. 
Domani ci aspetta una dura prova: il test d&amp;#39;ingresso! Speriamo bene! 
10. 07. 1996 Oxford (INGHILTERRA)
Il mio &amp;amp;quot;team&amp;amp;quot; &amp;amp;#232; formato da un gruppo di ragazzi/e della mia et&amp;amp;#224; e tutti di Napoli. Sono simpaticissimi e gi&amp;amp;#224; abbiamo stretto una forte amicizia! 
11. 07. 1996 Bourton on the water (INGHILTERRA) 
Stamattina abbiamo visitato un delizioso paesino: Bourton on the water. Mi son divertito moltissimo a girare per quelle stradine cos&amp;amp;#236; silenziose e tranquille. Mi ha colpito molto quando abbiamo comprato un gelato e la gelataia ha voluto le cartacce temendo magari che le buttassimo per strada! Che brutta concezione hanno di noi... 
14. 07. 1996 Londra (INGHILTERRA) 
E finalmente, oggi, per la prima volta visito la mia citt&amp;amp;#224; preferita: Londra! 
Trafalgar Square, Piccadilly Circus, il Big Ben, le guardie della regina a cavallo, Westminister, St. Paul Cathedral, the Globe, il Tamigi, i classici bus rossi a due piani, i celebri taxi, l&amp;#39;Harrods, i tanti negozi, la gente: era tutto stupendo. Rimanevo incantato da tutto ci&amp;amp;#242; che mi circondava...
15. 07. 1996 Salisbury (INGHILTERRA) 
Che emozione! Oggi ho visto &amp;amp;quot;Stonehenge&amp;amp;quot;! 
Mi ha affascinato tantissimo. Se solo pensavo alle tante leggende, storie e misteri che ruotano attorno a &amp;amp;quot;quelle quattro pietre&amp;amp;quot; (come le hanno definite molti miei amici) rabbrividivo.... Ancora oggi non s&amp;#39;&amp;amp;#232; riusciti a capire al 100% la funzione di questo mistico luogo. 
17. 07. 1996 Stratford upon Avon (INGHILTERRA) 
Non lontano da Oxford c&amp;#39;&amp;amp;#232; la cittadina di Stratford upon Avon resa celebre perch&amp;amp;#232; diede i natali al grande scrittore William Shakespeare ed a sua moglie. Tra l&amp;#39;altro abbiamo visitato anche la casa di quest&amp;#39;ultima che &amp;amp;#232; stata abitata da una vecchia lady fino al 1899! 
21. 07. 1996 Londra (INGHILTERRA) 
Giornata quasi interamente trascorsa nella pazza Carnaby Street. Una delle pi&amp;amp;#249; trasgressive vie di Londra. C&amp;#39;erano tantissimi negozietti, uno accanto all&amp;#39;altro, che vendevano le cose pi&amp;amp;#249; disparate. Vestiti e oggetti stranissimi... Tanti personaggi particolari che si aggiravano qui e l&amp;amp;#236;...
In serata, una volta ritornati in college, mentre chiacchieravamo all&amp;#39;ingresso dello sport center, &amp;amp;#232; venuto uno scooter con delle pizze da consegnare da qualche parte nei paraggi... Ci chiede se l&amp;#39;avevamo ordinata noi... Non ci siamo certi fatti scappare l&amp;#39;occasione e dopo tante parole riusciamo a convincerlo che le avevamo ordinate noi...
Una bella mangiata nel cuore della notte ci voleva, noi poveri italiani che proprio non riusciamo ad abituarci alla cucina britannica! 
 
24. 07. 1996 Oxford (INGHILTERRA) 
Dopo le solite lezioni mattutine, nel pomeriggio abbiamo visitato il &amp;amp;quot;Blenheim Palace&amp;amp;quot;. 
Il palazzo del grande statista inglese: Winston Churchill. Era stupendo; c&amp;#39;erano fontane dappertutto, cespugli tagliati artisticamente ed addirittura un grande lago artificiale!
All&amp;#39;interno: vasi cinesi antichi, trofei di guerra, mobili molto preziosi, armature medievali, armi da collezione, immense librerie zeppe di libri.... 
Percorrendo le varie stanze aperte ai visitatori ci hanno narrato la storia di questo grande politico britannico, molto appassionante! 
26. 07. 1996 Oxford (INGHILTERRA) 
Son un p&amp;amp;#242; triste perch&amp;amp;#232; tanti miei amici son ripartiti, non li dimenticher&amp;amp;#242; mai!
Ma la vita del college prosegue tranquilla e stasera c&amp;#39;&amp;amp;#232; stata l&amp;#39; &amp;amp;quot;International Evening&amp;amp;quot;! Ogni nazione presentava qualcosa di caratteristico della propria patria.
Hanno cominciato gli inglesi: Chris, Adrian, Camon e Kevin che hanno cantato tre canzoni dei Take That che in questo periodo incarnano lo stereotipo del ragazzo inglese. Son stati bravissimi! Poi si son succeduti i portoghesi con il loro &amp;amp;quot;fado&amp;amp;quot;; i greci che ballavano il &amp;amp;quot;sirtaki&amp;amp;quot;; i milanesi con la canzone &amp;amp;quot;Oh mia bella Madunnina&amp;amp;quot;; noi abbiamo cantato &amp;amp;quot;Oh sole mio&amp;amp;quot;, &amp;amp;quot;Funiul&amp;amp;#236; Funicul&amp;amp;#224;&amp;amp;quot; e &amp;amp;quot;O&amp;#39; surdat &amp;#39;nnamurato&amp;amp;quot; da buon napoletani; le russe con dei giochi della loro nazione ed infine i sud coreani (per me son stati i pi&amp;amp;#249; bravi) con una danza molto emozionante del loro paese! 


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Questa si puo&amp;#39; definire la mia prima vera esperienza da solo all&amp;#39;estero...
avevo 14 anni e cominciavo con i primi battiti d&amp;#39;ali...


[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/grecia/diario_di_viaggio_grecia_8276.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;grecia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>GRECIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 18:51:27 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/grecia/diario_di_viaggio_grecia_8276.ashx</guid></item><item><title>Croazia by www.born2travel.it, Rijeka/Fiume</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8278.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8278.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8278/81980.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CROAZIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


Un viaggio fatto coi miei genitori quando ero piccolino...
come passa il tempo



[ continua su:  www.born2travel.it  ]&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8278.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Croazia by www.born2travel.it&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=4616&amp;user=brawler"&gt;brawler&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>brawler</dc:creator><category>CROAZIA</category><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 19:04:37 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_8278.ashx</guid></item><item><title>Slovenia  by www.born2travel.it, Kozina</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_8277.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_8277.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/4616/8277/81978.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SLOVENIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; o vedere tutte le foto visita:  www.born2travel.it


Un viaggio fatto coi miei genitori quando ero piccolino...
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La mia prima capitale europea... Avevo 10 anni e ricordo ancora il mio stupore nel vedere auto con la targa gialla FL, gente che parlava una lingua diversa...
Sapevo che quello sarebbe stato solo l&amp;#39;inizio...

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