﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di tella2001</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=884&amp;user=tella2001</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=884&amp;user=tella2001</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Seychelles : roba fuori dal mondo, Mah&amp;#232;, Praslin, La DIgue</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/seychelles/diario_di_viaggio_seychelles_2441.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/seychelles/diario_di_viaggio_seychelles_2441.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/884/2441/19995.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SEYCHELLES, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccomi di rientro dalle Seychelles. Un meraviglioso viaggio in un paese che sembra vivere fuori dal mondo.
Organizzato tutto seguendo le preziose informazioni tratte dai mille racconti di viaggio letti.
Ho iniziato per caso, cercando in Internet un volo per Mah&amp;amp;#232; e da l&amp;amp;#236; non sono pi&amp;amp;#249; riuscita a fermarmi.
Compagnia aerea prescelta : Qatar Airways, soprattutto per il vantaggio di non dover partire da Roma ma da Malpensa.
Ottimo volo con scalo a Doha sia in andata che in ritorno. Tariffa bloccata con qualche mese di anticipo ad Euro 717,00.
Il passo successivo &amp;amp;#232; stato quello di richiedere della documentazione all’Ente del Turismo delle Seychelles a Roma. Efficienti e veloci, in un paio di giorni mi hanno inviato a casa un plico con un sacco di interessanti depliant, cartine ed informazioni necessarie per l’organizzazione della vacanza.
Ho deciso di suddividere i giorni a  disposizione sulle tre isole principali : Mah&amp;amp;#232;, Praslin e la Digue.
Senza perdere tempo ho immediatamente mandato alcune e-mails agli alberghi ed alle guest house che dalle esperienze di chi mi ha preceduta e dalla descrizione parevano di mio gradimento e sono rimasta in attesa delle risposte che non hanno tardato ad arrivare. Disponibilit&amp;amp;#224; e prezzi in men che non si dica.
La scelta &amp;amp;#232; stata davvero ardua. Le possibilit&amp;amp;#224; di alloggio sono le pi&amp;amp;#249; disparate, dal lussuoso albergo alla sistemazione in ville. 
Sull’isola di Mah&amp;amp;#232; la preferenza &amp;amp;#232; ricaduta al Plantation Club Resort &amp;amp;amp; Casin&amp;amp;#242;. L’idea originaria era quella di optare per le guest-house; tale soluzione mi sembrava un ottimo compromesso per vivere a stretto contatto con la gente del posto evitando eleganti resort che tendono a distorcere la realt&amp;amp;#224; che ti circonda. Tuttavia questo villaggio mi ha proposto una tariffa vantaggiosa alla quale non ho proprio saputo rinunciare. Euro 114,00 B&amp;amp;amp;B per una camera doppia a notte. La struttura &amp;amp;#232; molto bella, dotata di ogni comfort. Le camere sono dei mini-appartamenti e la sera con 450 Rupie (€. 41,00) si cena tranquillamente in due con un ricchissimo buffet internazionale.
All’arrivo in aeroporto abbiamo subito noleggiato la macchina. 
Tariffa concordata 50 Euro al giorno con il simpatico Bernard dell’autonoleggio che, oltre all’auto, ci ha anche proposto il cambio degli Euro in nero (1 Euro = 11 Rupie), decisamente pi&amp;amp;#249; vantaggioso che in banca (1 Euro = 6,3 Rupie). 
La guida a sinistra &amp;amp;#232; stato il primo (e credo unico) scoglio da superare. Ma nulla di drammatico. Dopo i primi chilometri avevo gi&amp;amp;#224; metabolizzato il tutto. Le strade principali sono asfaltate ma non larghissime. Tuttavia, quando si incontrano gli autobus locali che sfrecciano a velocit&amp;amp;#224; folle &amp;amp;#232; un terno al lotto evitare la collisione. Inoltre, il ciglio della strada &amp;amp;#232; delimitato da un canale di scolo profondo mezzo metro che mette un po’ di tensione soprattutto durante i primi minuti di guida. Ad ogni modo l’auto a Mah&amp;amp;#232; &amp;amp;#232; davvero indispensabile. Con essa &amp;amp;#232; praticamente possibile raggiungere le spiagge che molto spesso si trovano parecchio distanti dalla fermata dell’autobus.
L’isola &amp;amp;#232; lunga una trentina di km. In quatto giorni si riesce a girarla in lungo ed in largo. Ci sono spiagge molto selvagge con onde a prova di surfisti soprattutto nella parte sud-occidentale dell’isola, mentre verso nord vi sono delle baie decisamente pi&amp;amp;#249; tranquille e balenabili. Ad ogni modo ogni angolo ha il suo fascino. 
Mezza giornata l’abbiamo dedicata alla visita di Victoria la capitale. Molto piccola e tranquilla. E’ tutto un brulicare di persone. Sfortunatamente siamo state costrette a girarla sotto un incessante acquazzone ma del resto quel giorno in spiaggia non si poteva proprio stare.
Per il passaggio Mah&amp;amp;#232;-Praslin le alternative erano diverse. Noi abbiamo optato per il volo con Air Seychelles prenotato direttamente all’arrivo a Mah&amp;amp;#232;. Ne parte uno ogni ora circa ma &amp;amp;#232; meglio riservarlo con un po’ di anticipo soprattutto se si decide di cambiare isola nei giorni in cui arrivano i voli intercontinentali e le prenotazioni sono parecchie. Il costo &amp;amp;#232; di Euro 59,00 per tratta. L’esperienza &amp;amp;#232; divertente se pur brevissima. Il volo dura una ventina di minuti e da la possibilit&amp;amp;#224; di vedere le isole dall’alto. Un vero spettacolo.
A Praslin l’idea originaria era quella di girare l’isola con gli autobus locali, tuttavia abbiamo poi optato per il noleggio dell’auto per evitare eccessive perdite di tempo. 
L’hotel prescelto a Praslin &amp;amp;#232; stato il Palm Beach. Carino e pulito. Decisamente pi&amp;amp;#249; modesto del precedente ma comunque da consigliare. Qui il costo della camera doppia per notte in mezza pensione &amp;amp;#232; di Euro 140,00 che scendono ad Euro 126,00 se si opta per il pagamento in contanti. La spiaggia dell’hotel non &amp;amp;#232; un gran che ma l’idea era quella di girare ogni centimetro dell’isola.
Da consigliare la visita alla Valle de Mai (ingresso Euro 15,00 o $ 19,00). Ci sono diversi percorsi possibili, sempre ben segnalati. E’ un’ottima esperienza anche da soli ma se fatta con la guida ti consente di scoprire inaspettati dettagli che difficilmente si riuscirebbero a vedere.
A Praslin le spiagge degne di nota sono sicuramente Anse Lazio ed Anse Georgette.
La prima raggiungibile in macchina percorrendo una strada ripidissima. Ma non &amp;amp;#232; il caso di lasciarsi intimorire. Mare cristallino e sassoni in granito davvero scenografici ripagano del tragitto non proprio agevole. Per il pranzo la scelta &amp;amp;#232; ricaduta per ben due volte a Le Chevalier. Attiguo alla spiaggia. Buona la cucina e prezzo accessibile.
Anse Georgette invece &amp;amp;#232; la mitica spiaggia all’interno del lussuosissimo Lemuria Resort. Per poterla visitare &amp;amp;#232; necessario farsi annunciare dal proprio albergo il giorno precedente.
E’ possibile entrare nel resort con l’auto, parcheggiarla dove indicato dal guardiano ed incamminarsi nell’affascinante percorso attraverso il curatissimo campo da golf. Dopo una ventina di minuti si intravede Anse Georgette. Vale davvero la pena farsi la piacevole sgambettata per godere di questa memorabile spiaggia.
Quattro giorni a Praslin sono davvero volati ed a malincuore richiudo la valigia per spostarmi sull’ultima isola, senza per&amp;amp;#242; farmi mancare un fantastico gelato nella gelateria gestita da un nostro connazionale che oltre a servire memorabili gelati, propone pizze e sandwich niente male. Frequentatissima dagli italiani bisognosi di sapori nazionali. Si chiama Luca e si trova ad Anse Volbert, spiaggia lunghissima di sabbia incredibilmente fine e bianca. 
Un grosso traghetto ci attende per il passaggio a La Digue (euro 10 per tratta). Poco pi&amp;amp;#249; di mezz’ora la traversata con mare un po’ mosso ed eccoci in un altro mondo…
All’arrivo un taxista ci offre il trasferimento alla guest-house. Caricate le nostre valige su un carretto ed attaccato un inaspettato bue, ci ha portate da Kot Babi guest-house a 150 mt. dal porto (sigh!)
Il cuore pulsante di La Digue ruota attorno al porto quindi &amp;amp;#232; molto spesso inutile prendere un taxi.
Questa guest-house &amp;amp;#232; stata sicuramente la miglior sistemazione di tutto il viaggio. Cortesissimo Babi il proprietario e spaziose le stanze. La nostra camera, in mansarda, con ben quattro letti !
Cena puntuali alle 19.30. Si mangia tutti insieme in una lunga e conviviale tavolata. E’ stato molto divertente. Babi cucina divinamente.
A La Digue ci sono pochissimi mezzi a motore. La bicicletta &amp;amp;#232; il mezzo usato da turisti e gente del posto. Pochi rumori e niente smog. 
Sull’isola potrete acquistare viveri di ogni genere presso il rifornitissimo supermercato Gregorie’s. Si trova vicino al porto. 
Le spiagge migliori sono Grand Anse, con il mare un po’ agitato, Petite Anse pi&amp;amp;#249; tranquilla ed Anse Coco. Da cartolina &amp;amp;#232; sicuramente Anse Sorse D’Argent. 
Buone Seychelles a tutti !!!&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/seychelles/diario_di_viaggio_seychelles_2441.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Seychelles : roba fuori dal mondo&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=884&amp;user=tella2001"&gt;tella2001&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tella2001</dc:creator><category>SEYCHELLES</category><pubDate>Fri, 10 Nov 2006 09:39:39 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/seychelles/diario_di_viaggio_seychelles_2441.ashx</guid></item><item><title>Girovagando per Nosy Be e dintorni..., Nosy Be</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/madagascar/diario_di_viaggio_madagascar_2154.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/madagascar/diario_di_viaggio_madagascar_2154.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/884/2154/17098.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MADAGASCAR, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un anno dalla mia vacanza a Nosy Be, ho deciso di pubblicare un breve ‘resoconto viaggio’ al fine di trasmettere emozioni e sensazioni provate durante questa mia breve ma intensa esperienza.
Premetto che avrei desiderato andare alla scoperta di tutto il Madagascar ma il tempo a mia disposizione e quello per l’organizzazione del viaggio non mi hanno permesso di pianificare un vero e proprio tour. Mi sono dovuta quindi  ‘accontentare’ (passatemi il termine) di una vacanza prevalentemente balneare sull’isola di Nosy Be. Tuttaiva, poich&amp;amp;#233; il solo pensiero di rimaner chiusa una settimana in villaggio mi faceva accapponare la pelle, ho raccolto pi&amp;amp;#249; informazioni possibili che ho prontamente messo in pratica in loco.
Parto dal principio...
Decollo da Milano Malpensa con volo di linea Air Madagascar Mercoled&amp;amp;#236; 22/06/05 accompagnata da mia sorella e da un’amica. Puntualissima la partenza e buono il servizio a bordo. Durata del passaggio aereo circa 9 ore. 
Arriviamo nel piccolo aeroporto dell’isola alle prime luci dell’alba. Appena sbarcati dall&amp;#39;aereo si respira aria d’Africa. Tutt’intorno uno strano silenzio ed una rilassante calma...
E’ durato poco meno di un’ora il tragitto per il villaggio ed il posto d’onore di fianco all’autista mi ha permesso di assaporare i primi colori ed il risveglio delle attivit&amp;amp;#224; dell’isola durante tutto il percorso.
Giungiamo al villaggio (Andilana Beach) alle 07.30 a.m. ed immediatamente veniamo accolti dal folto gruppo di animatori che ahim&amp;amp;#232; ci avrebbero ‘tormentate’ per tutta la vacanza.
Dico ci&amp;amp;#242; poich&amp;amp;#233; non sono una fanatica dell’animazione. Non disdegno un po’ di intrattenimento serale ma l’idea di ballare ‘la sigla del villaggio’ sotto il sol leone o cimentarmi nei soliti tornei di freccette sinceramente non mi entusiasma. Cos&amp;amp;#236; mi sono defilata da ogni tipo di attivit&amp;amp;#224; durante tutta la vacanza.
Tralasciando il primo giorno dedicato esclusivamente all’ambientamento, dal successivo ci siamo date da fare per l’organizzazione delle escursioni. Naturalmente abbiamo evitato di farci ‘spennare’ dal tour operator ed abbiamo immediatamente contattato i beach boys, (ragazzi locali che vendono escursioni a prezzi altamente competitivi). Una simile esperienza l’avevamo gi&amp;amp;#224; collaudata l’anno precedente a Zanzibar ed essendoci trovate meravigliosamente, abbiamo deciso di ripeterla.
Dopo un divertente baratto, volto naturalmente a ridurre il costo delle escursioni, confermiamo con Riccardo ed Alfredo (beach boys leaders) le due gite principali della settimana. Soddisfatte della trattativa e del prezzo spuntato, decidiamo di prendere un taxi e farci condurre in citt&amp;amp;#224; per una visita veloce. Il nostro taxista, Samiel, inizialmente si presenta con un’aria burbera e severa, che immediatamente perde non appena rompiamo il ghiaccio con la conversazione. Con il nostro francese che tende pi&amp;amp;#249; al milanese, riusciamo a carpirgli alcune informazioni riguardo la vita locale, la religione, usi e costumi di ogni tipo.
Mezz’oretta di tragitto sulla sua precaria (ma non diteglielo) Renault 9 per giungere ad Hell Ville capitale dell’isola. Premetto che la strumentazione dell’auto era totalmente fuori uso e dopo dieci minuti di strada, la macchina ha cominciato a dare segni di cedimento. Senza farsi prendere dal panico, il mitico Samiel, ha aperto il cofano ed estratto il filtro dell’aria (almeno credo) decidendo che al momento non fosse cos&amp;amp;#236; indispensabile.
Buttato il pezzo in eccesso nel baule, ripartiamo come se nulla fosse successo. Giunti in citt&amp;amp;#224; ci accordiamo sull’ora del rientro. Da Hell Ville sinceramente ci saremmo aspettate qualcosa in pi&amp;amp;#249;. In realt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; un brulicare di persone, apparentemente affaccendate, che si spostano lungo le due principali arterie della citt&amp;amp;#224;. Un’occhiatina al mercato della frutta, a quello del pesce ed a qualche bottega, poi un tranquillo gironzolare qua e l&amp;amp;#224; sino all’ora del rientro. 
Un paio di giorni dopo ecco finalmente l’ora della prima vera escursione. Non stiamo pi&amp;amp;#249; nella pelle. Meta : Nosy Iranja. Dopo un breve passaggio in pullman, io ed il gruppo con il  quale abbiamo trascorso l’intera giornata, veniamo trasbordati su due motoscafi che in poco pi&amp;amp;#249; di un’ora ci portano in questo posto che poco si discosta dal paradiso.
Nosy Iranja infatti &amp;amp;#232; formata da due isole tra loro collegate da una scenografica lingua di sabbia che appare e scompare con l’alternarsi delle maree. Tocchiamo terra e mi accorgo che qui, i colori del mare si confondono con quelli del cielo. Un paio d’ore per il bagno, il relax e le foto, dopodich&amp;amp;#233; tutti a tavola. L’impeccabile organizzazione dei nostri favolosi capi gita &amp;amp;#232; davvero degna di lode. Hanno improvvisato una maxi griglia sulla quale hanno cucinato sei Kg di aragoste, granchi a go go, scampi e gamberetti. Un vero tripudio di crostacei sui quali ci siamo accaniti senza piet&amp;amp;#224;. Il pranzo si &amp;amp;#232; concluso con immensi vassoi di dolcissima frutta e, da non credere, un fantastico caff&amp;amp;#232; che faceva tranquillamente concorrenza a quello del villaggio.
Rientro alla base nel tardo pomeriggio ed aperitivo in piscina.
Ecco, a proposito dell’aperitivo… Questo &amp;amp;#232; uno dei momenti in cui ci si rilassa, ripensando all’intensa giornata appena trascorsa, godendosi gli spettacolari tramonti che l’Africa ogni sera regala. Bene, peccato che il ‘CRUCIVERBONE’ dell’animazione proprio all’ora del calar del sole cancelli l’intera poesia.
Il giorno dopo altra levataccia per la seconda escursione. Gita prevista alle isole di Nosy Tanikely e Nosy Komba.
Dopo un rapido tragitto in motoscafo (lo stesso del giorno precedente) lasciamo spadellare la nostra cuoca sull’isola di Tanikely e ci dirigiamo alla scoperta di Nosy Komba.
A Komba troviamo un simpatico villaggio con bambini ovunque che dispensano gratuitamente sorrisi a tutti. Il profumo di cannella e vaniglia avvolge l’intero villaggio. Del resto sono le spezie locali… Ci addentriamo con il capo gita all’interno della foresta. Veniamo accolti da un branco di Lemuri che non appena si accorgono del nostro rifornimento di banane, ci saltano in spalla per pregustarsi il loro pranzetto. Sono socievoli, simpatici, morbidi ed innocui. Il loro unico scopo &amp;amp;#232; quello di accaparrarsi il rancio quotidiano. Ci divertiamo talmente tanto che non riusciamo a staccarci da loro. Ma le sorprese non sono ancora finite.
Qualche minuto ancora all’interno della foresta ed eccoci faccia a faccia con un paio di &amp;amp;quot;mansueti&amp;amp;quot; serpenti boa. Dopo i primi momenti di titubanza c’&amp;amp;#232; chi decide di farsi coraggio e cercare il contatto. L’esperienza col boa ovviamente non potevo certo farmela mancare. Proseguendo il percorso, ecco una tartaruga ed un paio di camaleonti. Docili e tranquilli si sono fatti accarezzare senza mostrare il bench&amp;amp;#233; minimo disagio.
Il tempo a nostra disposizione per la visita &amp;amp;#232; terminato, dobbiamo tornare a Nosy Tanikely dove ci aspetta un succulento pranzetto. Bis di aragoste e granchi seguito da una ritemprante pennichella all&amp;#39;ombra di una palma. Poi con pinne e maschera via per il fantastico snorkeling. Bellissimo ! Pesci meravigliosi dai colori inconfondibili. Siamo anche riusciti a nuotare con la tartaruga marina. 
Oramai cotti dal sole e da una giornata ricca di emozioni, rientriamo al villaggio accompagnati dal “solito tramonto africano”.
Per non farci mancare nulla, l’ultima sera prendiamo il consueto taxi scalcinato, una vecchia Renault 4 e ci dirigiamo verso Mont Passot dove ci godiamo, con la nostalgia nel cuore, l’ultimo meraviglioso tramonto.
Mi auguro di avere presto un’altra occasione per poter visitare quanto tralasciato durante questa vacanza che consiglio a chiunque soprattutto agli amanti della natura.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/madagascar/diario_di_viaggio_madagascar_2154.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Girovagando per Nosy Be e dintorni...&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=884&amp;user=tella2001"&gt;tella2001&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tella2001</dc:creator><category>MADAGASCAR</category><pubDate>Thu, 31 Aug 2006 10:39:16 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/madagascar/diario_di_viaggio_madagascar_2154.ashx</guid></item></channel></rss>