31 gen 2003 – 4 gen 2004 339 giorni · viaggio del 2003
Chi
claudia · @cloud77 ·
Come
Diario di viaggio
Il racconto · 3 giornate
Sveglia alle 5 del mattino nell’unica giornata prevista dal meteo RAI (che per tutto il viaggio si è rivelato attendibile come sempre) di tregua da perturbazione. Ovviamente piove a dirotto. In dogana perdo un’ora per la solita organizzazione, voli nazionali e internazionali insieme, gente piena di cesti natalizi e pacchi, a un tipo si incastra uno dei cesti nel nastro perché lo mette all’impiedi!!! Geniale...e sta pure x perdere l’aereo.
Si perde tempo xchè i controlli antiterrorismo sono più severi (questa è la scusa), la realtà è che c’è un pacco di gente, due soli sportelli funzionanti (di cui uno bloccato dal cesto natalizio), gente che ti passa davanti perché x via del casino sta x perdere l’aereo e rischia di farlo perdere pure a te che sei arrivato in orario e x giunta nessuno mi guarda né il documento né la carta di identità...Alla faccia della sicurezza!! Appena arrivo al nastro ritiro bagagli la mia valigia è già lì (insomma come a Milano, stessi tempi d’attesa). Prendo il bus verso il centro. le mie migliori amiche sono già arrivate il giorno prima in treno (perchè a detta loro costava meno, quando in realtà io ho pagato 20 euro più di loro). Sana e salva arrivo all’Hotel Candy che mi è già stato preannunciato da un sms dalle girls come un disastro.
Cito l’sms “porta asciugamano, sacco a pelo e pigiama felpato. L’albergo è molto chic ed essenziale. C’è anche un cervo in putrefazione. Preparati psicologicamente”.. Ora, so che è un hotel a 1 stella e non mi aspetto granché, ma a posteriori devo dire che forse mi avrebbe fatto meno schifo dormire in stazione. Innanzitutto mi aspettano 3 piani a piedi in un edificio molto fatiscente. Primo piano scuola elementare. Secondo piano scuola elementare in disuso perché chiusa x disinfestazione (e già vi siete fatti un’idea), terzo piano hotel. Puzza bestiale. Dico che sono l’ultima del quintetto, ma lei sembra non capire, poi mi porta dalle ragazze. Bussa come una disperata in camera anche se è prestissimo e urla “è arrivata la vostra amica”. Siamo in 5 in una stanza gelida con stufa a gas e elettrica (prestata da un amico) x il gelo.
Lo squallido mobilio ha polvere di 3 cm, il pavimento non viene pulito da anni credo. Il bagno gelido e lurido è in corridoio in comune con della gente dall'aria poco raccomandabile. Il tutto per 13 euro a notte vicino a S.Chiara.
Giorno 131 gen 2003
Alle 6 del pomeriggio stanno già sparando razzetti ovunque….Pensiamo chissà che ci attende dopo se già cominciano ora!!! Andiamo in Piazza del Plebiscito e apprendiamo un’usanza di Napoli x il Capodanno, cioè quella di camminare in mezzo alla strada e non sul marciapiede sotto le finestre x evitare oggetti contundenti, pericolosi e infiammabili che cadono da lassù. Mica scemi!!! In Piazza scopriamo la seconda usanza, bisogna munirsi di ombrelli e impermeabili, ma non per la pioggia (che poi è arrivata), bensì per coprirsi dai petardi e da uno sport davvero intelligente, il lancio delle bottiglie di vetro di spumante vuote in testa alla gente...Ovviamente l’ombrello l’abbiamo lasciato in albergo!!! Ci cucchiamo un concerto di musica tipica napoletana molto bello.
Quando si tratta di fare il brindisi, sale sul palco uno che a detta nostra fa il cabarettista e sta imitando la Iervolino…Bè era davvero la Iervolino, roba da spavento!!! Era così convincente come imitatore... Finita la festa in piazza ci si sposta al Castel dell’Ovo x assistere ai fuochi d’artificio davvero spettacolari!!! Capisco perchè i fuochi d'artificio napoletani siano famosi in tutto il mondo..... La nota negativa del capodanno è stata il gelo misto a pioggia, infatti ci siamo trovate a brindare col tè caldo invece dello spumante .
fochi
Giorno 21 gen 2004
Questo è un giorno di festa ovunque e anche a Napoli è tutto chiuso, ma questo giorno ci resterà impresso per un altro motivo, per aver provato la fame!!! Facciamo colazione con l’ennesima sfogliatella calda sul tardi (10 del mattino) e cominciamo a girare la città a piedi perché i mezzi non vanno. Ovviamente è il giorno che andiamo al Vomero (che sta in cima alla città). Il tutto a piedi. Verso le 4 ci andrebbe di fare merenda x tappare il buco, ma è tutto chiuso. Sempre camminando giriamo tutta la città alla ricerca di una famosa pizzeria che c’è vicino alla Stazione. E’ chiusa. Giriamo e ormai sono le 20 passate e cerchiamo qualsiasi posto fetido abbia qualcosa di commestibile. Verso le 22 (sempre camminando) troviamo una bettola tipo fast-food, ma bisogna mettersi in lista perché è pieno. Il locale non ci ispira e decidiamo di fare altri 200 metri.
Troviamo un’altra pizzeria dove ci dicono che dobbiamo aspettare 30 min. Però sembra carina. Aspettiamo stremate al freddo. Verso le 22.30 (10 ore e mezza dopo l’ultimo cibo toccato e dopo 10 ore circa di cammino senza sosta al gelo) conquistiamo finalmente il tavolo. Non pensavo che in una città così turistica fosse così difficile trovare un posto a perto....
panorama
Giorno 32 gen 2004
Lasciatemi dire che anche se sono una donna international ho trovato Napoli una delle città più belle che abbia mai visto. Le sisters me l’hanno fatta girare tutta tutta a piedi, ma proprio tutta, musei, angoli remoti, posti cultural-interessanti sopra il Vesuvio, sotto il Vesuvio, intorno al Vesuvio. Abbiamo beccato pure un tramonto mega-romantico con 2 arcobaleni davanti al vulcano. E infatti dopo questo segno del destino avevo deciso di comprare un biglietto della lotteria (visto che in base alle statistiche vincono sempre in questa zona)….bè ho provato tutte le tabaccherie della città e mi hanno risposto che i biglietti erano finiti da mesi….ecco perché vincono sempre loro, li comprano solo loro!!! Abbiamo usato il metro (che è bellissimo, pulitissimo e ogni stazione ha un colore diverso dall’altro e gallerie decorate da artisti come a Stoccolma).
Purtroppo la Funiculì-Funiculà “stava chiusa”. Ci siamo girate i quartieri spagnoli senza problemi, senza essere scippate come si va raccontando in giro, Spaccanapoli, il Vomero, Capodimonte, Napoli sotterranea. Quest’ultima è una serie di cunicoli che stanno decine di metri sottoterra. Era una parte di acquedotto romano (pare che si estendesse x 400 km) usato poi durante la seconda guerra mondiale come rifugio. Questo luogo non è consigliabile a chi soffre di claustrofobia o a chi è in carne, perché ti tocca fare dei percorsi lunghi anche 150 metri, alti un metro o poco più e larghi 50 cm. Se ci passi e non ti incastri sei fortunato!!! Però ne vale la pena perché poi finisci in una specie di pozzo dei desideri con tanto di monetine
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