Da Milano a Praga: un pomeriggio di neve
Eccoci imbarcati: l'aereo ha 20 minuti di ritardo e noi siamo proprio curiosi di vedere Praga. A Malpensa, nonostante le previsioni nevose, splende il sole. Finalmente si parte!!!! Dopo circa un'ora e mezza di volo atterriamo a Praga, in mezzo a distese di neve. L'aeroporto e' moderno ed efficiente: la valigia arriva subito e vicino al ritiro bagagli c'e' l'ufficio informazioni con mappe e brochure. Procediamo subito con il prelevamento al bancomat (area SEPA, non serve la carta di credito) e acquisto biglietto mezzi pubblici (330 corone a testa per 3 giorni, ma scopriremo presto che forse non ne vale la pena: Praga si gira benissimo a piedi!!!). Con l'autobus 119 raggiungiamo il capolinea della metro A e dopo 2 fermate siamo nel Piccolo Quartiere, non lontano dal nostro albergo.
Quando arriviamo la camera non e' ancora pronta e allora ne approfittiamo per un primo giro (fa meno freddo del previsto) e per pranzare da U Zlateho Precliku, dove i piatti della casa costano intorno a 200 corone (10 euro) e la birra media 39 corone (1.60 euro). L'ambiente e' carino (si trova in una cantina e la leggenda dice sia infestato da un fantasma) e il cibo buono, come pure la birra. Peccato che al momento di pagare ci dicono chiaramente che le carte di credito non sono ben viste (nonostante il lettore in bella mostra). Torniamo in hotel e questa volta la stanza e' pronta: al primo piano (senza ascensore), molto spaziosa e pulita. Me la aspettavo più calda, ma ci staremo poco (poi scopriamo come si regolano i caloriferi e la notte ci svegliamo per il caldo!!!). Inizia il nostro tour con il Piccolo Quartiere, seguendo l'itinerario consigliato dalla guida.
La Chiesa di San Nicola purtroppo e' già chiusa (in bassa stagione molti monumenti chiudono alle 16) e allora decidiamo di tornare domani. Proseguiamo verso il Ponte Carlo, ammirando nel frattempo le case colorate e le decorazioni sulle porte e le facciate. Ponte Carlo e' trafficato anche con il freddo e davanti alla statua di San Giovanni si crea la fila di persone che scaramanticamente accarezza il bassorilievo (e nemmeno io rinuncio alla tradizione). Proseguiamo verso la città vecchia e ci perdiamo lungo le sue viuzze, in cerca dell'Hard Rock Cafe (per le bacchette del batterista) e gli scorci colorati delle facciate. Arriviamo all'orologio astronomico (pensavamo fosse più in alto!!!), ma il clima nelle piazze fa sentire molto di più il freddo.
Il nostro giro continua verso Namesti Republiki, con un occhio all'architettura e uno alle vetrine: cristalli di Boemia e Swarowski (mi sa che qui costano meno!!!), ceramiche, matrioske, icone e uova colorate, burattini e vestiario (immancabili i cappelli a pelo lungo e i paraorecchi).... Ci stupisce il gran numero di teatri e offerte per assistere a spettacoli musicali di vario genere. E abbondano anche i musei: quello della cioccolata, quello delle torture e addirittura quello dei fantasmi....
Iniziamo a sentire il freddo e la stanchezza (tra l'altro ormai e' buio): sulla via del ritorno in hotel ci fermiamo al Coffee Heaven, a sorseggiare un cappuccino (bicchiere piccolo: 320 ml !!!!) su comode poltroncine, mentre osserviamo il via vai dei passanti e ascoltiamo le chiacchiere degli altri (sarà bassa stagione, ma si sentono parlare tante lingue: italiano, inglese, francese, tedesco....). Riprendendo il giro verso il Piccolo Quartiere, ma non rinunciamo a qualche bella foto in notturna: come la maggior parte dei paesi del Nord Europa, i monumenti sono illuminati bene e creano panorami suggestivi, soprattutto il Castello e il Ponte Carlo. Breve pausa in hotel e poi via, alla ricerca della birreria U Fleku per assaporare il gusto della cucina ceca e il sapore della birra locale.
Si trova nella Città Nuova e non sarebbe lontano nemmeno a piedi, ma preferiamo sperimentare la metropolitana: moderna e pulita, pecca solo in riscaldamento: l'aria corrente e' talmente forte, che sembra essere più fredda che l'esterno!!! Arriviamo alla birreria e troviamo posto nella sala non fumatori. Il primo giro di birra (scura) viene dato per scontato, ma accettiamo anche l'aperitivo del posto: un amaro speziato non proprio leggero. La scelta e' forse un po' banale: stinco di maiale (tenerissimo e gustoso) per mio marito, gulasch per me e uno strudel da dividere in due. Appena i boccali si svuotano, i camerieri passano a chiedere se si desidera il "refill" e per ogni nuova birra, viene messa una stanghetta sul foglietto delle ordinazioni (i cechi al tavolo accanto sono 5 e hanno circa 15 stanghette sul loro foglio!!!!).
Nel locale (spartano) si alternano suonatori locali: prima un duo (fisarmonica e trombone) e poi un solista (fisarmonica). Evidentemente suonano musiche popolari, perché i clienti del posto si danno da fare per cantare e battere le mani... Il duo si accomiata con la Marcia di Radetzky e un gran battere di mani. Non e' proprio il concerto di Capodanno a Vienna, ma nemmeno il solito ristorante o pub con musica truzza. Per chi volesse, c'e' anche un minishop dove acquistare bicchieri e boccali da birra e altri souvenir firmati U Fleku. La birra fa effetto e quando usciamo non sentiamo quasi più il freddo. Decidiamo quindi di tornare in hotel a piedi e facciamo le ultime foto della serata. Ci addormentiamo un po' brilli, ma felici: Praga sta confermando tutti i pareri positivi (se non entusiastici) che avevamo ricevuto.



















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