Partenza!
Volo Alitalia AZ490 partenza da Roma destinazione Varsavia. Volo puntuale e viaggio piacevole anche se su un volo così lungo (circa 2,2 ore) mi sarei aspettato un servizio di bordo più completo (anche a pagamento ovviamente!). Ma non si può avere tutto dalla vita, no? Arriviamo all’aeroporto di Varsavia dove ci attende un cielo parzialmente nuvolo con 7° gradi. Ebbene sì, l’aspetto climatico devo dire che era uno dei motivi del timore iniziale ed è stato l’unico ad essere confermato in pieno: in Polonia fa fredda ma non si trova certamente in Nord Africa quindi è normale che il clima non sia ancora “primaverile”. Il primo timore (o meglio la prima decisione) è quella di: 1) Cambiare i soldi. Vi consiglio, anche dalle numerose recensioni lette sul web, di non cambiare moltissimi soldi in aeroporto perché il cambio è molto sfavorevole.
Cambiano 1€=3,40 PLN (ovvero gli zloty che i polacchi, poveracci, abbandoneranno probabilmente nel 2012 per far posto all’euro). In città abbiamo tranquillamente cambiato a 3.75 e a 3.80 vicino alla stazione centrale dei treni. Abbiamo quindi cambiato una ventina di euro giusto il necessario per andare in città 2) Prendere il taxi o i mezzi pubblici. Abbiamo letto di allarmismi vari sui tassisti di Varsavia (e polacchi in generale) ma noi siamo di Roma, dove sicuramente non c’è nella categoria un’onestà galoppante…e quindi ci affidiamo al taxi, scegliendo con attenzione uno di quelli ufficiali che ci dicono essere solo i radiotexi, quelli con il numero di telefono sulla fiancata. Per essere ancora più sicuri prima di partire candidamente gli chiediamo quanto ci vorrà per andare al nostro albergo e l’autista ci dice “più o meno 35 PLN”.
Quel più o meno mi rassicura e appena entriamo accende il tassametro e la diffidenza scema subito. Il primo cambiamento di una lunga serie. In ogni modo in aeroporto troverete numerose persone che con discrezione vi chiedono se avete bisogno di un taxi: gentilmente declinate perché ho letto che vi chiederanno non meno di 100 PLN. La corsa dura non più 15-20 minuti l’aeroporto dista 10 km dal centro città. Ci dirigiamo al nostro hotel, il Sofitel Victoria uno spaventoso palazzone con vetri specchiati posizionato a due passi dalla strada reale. Facciamo il check in e ci assegnano una splendida camera matrimoniale al 5° piano con affaccio direttamente sulla piazza del milite ignoto proprio sulla trafficata (si fa per dire) Ul. Królewska.
La stanza è molto grande con un divano e poltrona, con tv 32 canali internazionali di cui 2 italiani, internet free sia via cavo che wi-fi, due bottiglie di acqua minerale e the e caffè gratis per tutto il soggiorno. Gli accessori si completano con cassaforte e tutto il necessaire per il bagno. Ah, il bagno impeccabile, grande e pulito. Tutto veramente perfetto anche la signora delle pulizie che tutte le sere ci lasciava due coniglietti pasquali di cioccolata sul comodino. Ci dirigiamo subito verso il centro perché il languore si fa sentire (sono quasi le 14) ma prima passiamo dal concierge dell’hotel per avere una cartina della città (gratis): ci dice subito, scoraggiandoci non poco, che troveremo tutto chiuso per via della Pasqua. Ci dice poi che la tessera degli autobus è inutile (ed avrà ragione) perché tutte le cose interessanti sono vicine.
Andiamo verso la Città Vecchia (Stare Miasto) lungo la prestigiosa Strada Reale (Krakowskie Przedmiescie). L’impatto è molto buono, elegante, pulita e ordinata…ma noi siamo alla disperata ricerca di qualcosa da mettere sotto ai denti e capiamo che sarà un’impresa ardua…tutto chiuso, chiusissimo. Alla fine troviamo un chioschetto che vende hot dog e pizza e ci rifocilliamo. Sulla piazza del Castello (Plac Zamkowy) assistiamo ad una lotta tra una marea di persone…a colpi di cuscini! Si prendono a cuscinate, sotto l’occhio vigile della polizia, fino a quando ne resta uno solo! Incredibile, non abbiamo capito se si tratta di una tradizione legata a Pasqua oppure se invece estemporanea. Passeggiamo nella Città Vecchia, molto carina e caratteristica con le graziose case colorate, sembra di essere in un presepe napoletano.
La cosa impressionante è che in realtà tutta la città vecchia (e buona parte anche di quella nuova ) è stata completa completamente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale quando i nazisti hanno completamente raso al suo tutte le abitazioni e i monumenti. Incredibili, sono edifici che non hanno 60 anni e sembrano averne almeno 300…sono stati bravissimi. Questo è uno dei motivi per cui mi sono ricreduto: un popolo tosto, duro a morire che si è fatto coraggio ed è ripartito alla grande bravi!. Passeggiamo e vediamo file lunghissime fuori delle Chiese: tutti sono pazientemente in fila per fare benedire le uova per la Pasqua. Tutte uova soda colorate e posizionate nei cestini di vimini e coperte con piccoli tessuti all’uncinetto. Uno spettacolo incredibile, commovente che si protrae fino alla sera quando verso le 22 le Chiese chiudono.
Sui sagrati restano però migliaia di lumini accesi dai fedeli che resteranno lì per tutta la giornata di Pasquetta. La sera la temperatura scende e la stanchezza inizia a farse sentire e quindi andiamo a mangiare. Scegliamo uno ristorante polacco che ci aveva colpito perché all’interno era piuttosto austero e arredato con armature antiche e perché proponeva un paio di piatti tipici che volevamo assaggiare: anatra al miele e oca ai mirtilli. Il locale si chiama Zapraszmay e si trova in Ul. Szeroki Dunaj 11 nella città vecchia. Abbiamo mangiato molto bene, bevuto la classica vodka del bisonte zubrowka, fatta con le erbe di cui si nutre il bisonte. Abbiamo speso circa 22 € a testa compresa birra a fiumi e un dolce in due. Poi a nanna.






















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